Dott.ssa Ursula Fortunato

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Dott.ssa Ursula Fortunato

Psicologa Clinica

È possibile vivere 12 anni accanto a qualcuno senza conoscere davvero ciò che prova?

Dopo una relazione di 12 anni, di cui 10 di convivenza, mi ritrovo con una domanda che continua a tormentarmi. Nei primi mesi e nei primi anni lei era una persona molto presente. Mi cercava continuamente, parlavamo di tutto, sembrava esserci una connessione spontanea e profonda. Avevo la sensazione di essere amata davvero, scelta davvero. Era dolce, disponibile, accomodante, sembrava condividere in modo naturale l’idea di costruire insieme una vita, una casa, una quotidianità. Anche durante la relazione, nonostante le normali difficoltà che esistono in ogni coppia lunga, io l’ho sempre percepita come una persona che voleva esserci. Per questo oggi faccio così fatica a comprendere ciò che è successo dopo. La chiusura è stata molto dura: mi sono state attribuite quasi tutte le colpe della relazione facendo riferimento a poche incomprensioni sparse nell’arco di 12 anni, come se tutto il resto non avesse avuto valore. Dopo, è arrivato un ghosting molto forte, anche nella gestione pratica della separazione, e mi sono ritrovata davanti una persona che sembrava improvvisamente distante anni luce dai valori che per tanto tempo avevamo condiviso: la convivenza, il dialogo, il costruire insieme. Ed è questo che mi confonde di più: com’è possibile passare da una presenza così intensa a una chiusura tanto fredda? Mi chiedo se sia possibile che una persona, per anni, si adatti molto all’altra, eviti alcuni conflitti o non esprima davvero fino in fondo ciò che sente, fino poi ad accumulare qualcosa che esplode tutto insieme. Oppure mi chiedo se semplicemente io abbia idealizzato una connessione che per lei era diversa da come la vivevo io. Durante il mese di pausa da lei imposto, ho chiesto apertamente di "sfruttarlo" per aprirsi emotivamente con me, perché si era totalmente distaccata. Non l'ha fatto: a fine mese mi ha detto che sentiva il controllo. Io ero rimasta stupida, raggelata e sorpresa: come posso avvinarmi a chi amo se non me lo permette? Figuriamoci l'intimità fisica, anche lì la sola e unica responsabile del tutto per lei. La domanda che mi resta dentro è questa: chi si ritrova dall’altra parte poteva davvero accorgersene prima? O quando ami qualcuno profondamente è inevitabile fidarti della continuità dei gesti, delle parole, della vita costruita insieme pensando che siano autentici?

Gentile Maria Grazia, è naturale provare confusione, dolore, smarrimento dopo una relazione tanto lunga e significativa, sono vissuti comprensibili e profondamente umani.

Davanti ad una brusca interruzione è possibili si rimanga con molte domande e la necessità di comprendere se si poteva percepire qualcosa, se ci sono stati campanelli d'allarme da cogliere. Tuttavia è prioritario il suo benessere, approfondire insieme la dinamica, comprendere inoltre, ciò che questa relazione ha rappresentato e ritrovare un po' di serenità.

Un supporto psicologico può aiutarla ad attraversare il momento, dare spazio al dolore e ritrovare gradualmente stabilità emotiva. Per lavorarci insieme può richiedere il primo colloquio online. Le auguro il meglio.

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