Dott. Luca Pasquini

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Dott. Luca Pasquini

Psicologo, Psicoterapeuta

informazioni di contatto

Viale della Vittoria 26 - 60123 Ancona (AN)

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recensioni dei pazienti

Martina 27/04/2021 paziente verificato

Attento scrupoloso e professionale. Ha la capacità di mettere il paziente a proprio agio facilitando l'ascolto profondo ed il dialogo. Consiglio caldamente un percorso terapeutico con lui.

Emanuele 22/01/2020 paziente verificato

Il Dott.Pasquini, grazie alle sue competenze e passione, riesce a vedere al di là delle apparenze e far corprendere al paziente il suo funzionamento che lo imprigiona. Personalmente mi son trovato molto bene. Ho sentito una grande umanità, alleanza e professionalità. Sono soddisfatto dei numerosi risultati ottenuti

Cristina 13/01/2020 paziente verificato

La psicoterapia è stata fondamentale per la mia rinascita e la comprensione di tutto ciò che mi impediva di prendere in mano, in maniera attiva, la mia vita. Prendendo le mie decisioni con coscienza e con consapevolezza ho iniziato a gestire e comprendere sotto una luce diversa. Tutti abbiamo delle catene che provengono dal nostro vissuto, da dove veniamo. E tutti abbiamo il diritto di capire i nostri meccanismi e di cominciare a essere noi stessi.

presentazione

Sono il Dott. Luca Davide Pasquini, Psicologo e Psicoterapeuta specializzato presso la Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (SIPRe) di cui sono diventato Socio.

Nel mio lavoro da psicoterapeuta seguo un approccio che vede la persona al centro dell'intervento. Iniziare una terapia significa iniziare un percorso di conoscenza di se stessi a un livello profondo, ben diverso da quello a cui siamo abituati.

Sono il Dott. Luca Davide Pasquini, Psicologo e Psicoterapeuta specializzato presso la Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (SIPRe) di cui sono diventato Socio.

Nel mio lavoro da psicoterapeuta seguo un approccio che vede la persona al centro dell'intervento. Iniziare una terapia significa iniziare un percorso di conoscenza di se stessi a un livello profondo, ben diverso da quello a cui siamo abituati.


Quando si soffre, anche se si comprendono gli aspetti esteriori di tale sofferenza (es: problemi nelle relazioni, ansia, attacchi di panico, lutto, situazioni stressanti, ecc), spesso non si riescono ad affrontare i cambiamenti necessari a migliorare la propria situazione, e si ricade nella solita routine.


Comprendere le implicazioni che ogni situazione ha per se stessi, aumentare la conoscenza del "funzionamento" della propria mente, aiuta a creare un nuovo spazio di libertà che permette alla persona di uscire dalla sofferenza utilizzando strade che prima neanche immaginava.


La sofferenza può insegnare molto su di Sé, ma il più delle volte non abbiamo i mezzi per poterla comprendere e per capire noi stessi. Viviamo in un mondo in cui l'esteriorità, l'immagine, ha preso il posto dell'interiorità, dell'unicità e della bellezza di ogni uomo.

La terapia aiuta a tornare a se stessi e a comprendere la sofferenza, così da non viverla come "impossibile da risolversi", ma solo come un "nodo" da svolgere per raggiungere una maggior serenità.

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Il mio approccio

Alla base dell'approccio che prediligo vi è una visione dell'uomo globale, complessa, che permette di andare oltre la scissione corpo-mente perpetuata dalla scienza riduzionista.

Questo significa che l'attenzione, nella pratica terapeutica, sarà focalizzata sulla persona nel suo insieme, sull'osservazione dei pensieri, dei comportamenti e degli stati somatici che la caratterizzano. Una tale osservazione, accettante e non giudicante in quanto finalizzata alla semplice conoscenza e non alla correzione, conduce, se guidata da un terapeuta esperto, ad ampliare la consapevolezza di sé e del proprio funzionamento psico-fisico.

Alla base dell'approccio che prediligo vi è una visione dell'uomo globale, complessa, che permette di andare oltre la scissione corpo-mente perpetuata dalla scienza riduzionista.

Questo significa che l'attenzione, nella pratica terapeutica, sarà focalizzata sulla persona nel suo insieme, sull'osservazione dei pensieri, dei comportamenti e degli stati somatici che la caratterizzano. Una tale osservazione, accettante e non giudicante in quanto finalizzata alla semplice conoscenza e non alla correzione, conduce, se guidata da un terapeuta esperto, ad ampliare la consapevolezza di sé e del proprio funzionamento psico-fisico.

Tale consapevolezza, di difficile accesso nella quotidianità in quanto riguarda aspetti automatici e inconsapevoli del proprio funzionamento globale, permette l'accettazione, la comprensione e il superamento, di visioni profonde di sé che promuovono pensieri e comportamenti disfunzionali alla felicità della persona, alla realizzazione dei suoi desideri e di se stessa per quello che realmente è.

Il corpo e la mente non sono entità separate ma due punti di vista diversi sullo stesso oggetto/soggetto, l'essere umano. Attraverso l'osservazione di questi due punti di vista possiamo cogliere il funzionamento globale della persona, il suo equilibrio in atto.

Ognuno di noi è il risultato, in gran parte automatico e inconsapevole (e questo è dovuto al fatto che la maggior parte del funzionamento del nostro sistema nervoso avviene all'infuori della coscienza individuale) dell'incontro fra se stesso e il suo ambiente (fisico e relazionale dal concepimento in poi). Ognuno di noi "fa proprio" l'ambiente in cui evolve in un determinato modo, unico e irripetibile. L'equilibrio/coerenza globale della persona, che si stabilizza nei primi anni di vita, è espressione sia dell'ambiente sia del particolare essere umano che lo "ha abitato", cosicché non risulta possibile scindere la realtà che la persona ha vissuto, dalla persona stessa.

Ampliare la consapevolezza di sé è l'unico processo che, se attuato, può condurre la persona a mutare il proprio equilibrio globale a un livello profondo.

I sintomi, aspetti superficiali espressione di soluzioni funzionali al mantenimento di un equilibrio che provoca sofferenza alla persona, sono intercambiabili. Questo significa che, anche se una fobia, un ossessione, l'ansia, ecc. scompare, questo non vuol dire che, il "problema" che la causa sia risolto. Spesso e sovente i sintomi mutano oppure, dopo un più o meno lungo silenzio, riappaiono. Bisogna quindi essere consapevoli del fatto che nessuna terapia basata sul sintomo può essere promotrice di un reale benessere della persona. 

L'unica via che permette il cambiamento profondo, e quindi l'apertura alla possibilità della Serenità che ognuno si merita, è quella che passa per la consapevolezza (o Presenza) di se stessi. Il nostro vero nemico, colui che ci preclude di essere felici, non è all'infuori di noi, anche se spesso la mente ci illude di ciò. Il nostro vero nemico, la principale causa della nostra sofferenza, è un modo profondo che abbiamo di vederci e vedere il mondo, quell'equilibrio che ci fa funzionare, dal punto di vista del corpo e della mente, in un particolare modo.

Per cercare di essere maggiormente concreti possiamo pensare a espressioni di questo "equilibrio" come ad esempio l'ansia, la difficoltà a lasciare un partner con cui non stiamo bene, la difficoltà a studiare, a prendere scelte nella propria vita senza essere sopraffatti da un dubbio totalizzante, l'ossessione all'ordine e alla pulizia, ecc. Tutti questi sintomi sono espressione di un certo funzionamento e, solo rendendo consapevole e "lavorando" su tale funzionamento, ci si può aprire alla possibilità di esserne liberi, di ritrovare la gioia e la serenità nella vita, la leggerezza e la propositività al cambiamento.

La terapia non è solo un chiacchierare con un'altra persona, è una vera e propria esperienza particolare che, attraverso la delimitazione della relazione terapeuta-paziente attraverso semplici regole, permette l'attivazione di un processo di consapevolezza di sé. Durante lo svolgimento di tale processo la persona non imparerà solo a guardare a se stessa in un determinato modo, a cogliersi e riconoscersi per quello che è, attraverso l'auto-osservazione, ma farà una vera e propria esperienza particolare che la condurrà ad affrontare le proprie difficoltà nella pratica del proprio vivere quotidiano. 

La vera conoscenza deriva dall'esperienza ed è espressione di un processo continuo e costante. 

A molti pazienti che mi chiedono, nei primi colloqui, se sarà difficile affrontare i propri problemi rispondo che è altrettanto difficile continuare a vivere soffrendo così come stanno facendo e che non vi è altro modo per poter arrivare a vivere felici se non questo. Non esistono strade facili per giungere sulla vetta, per affrontarsi e poter gioire della libertà. Diffidate da chi ve le offre e diffidate anche da chi vi dice che la felicità non esiste. E' possibile essere felici e esso non costa più fatica del continuare a soffrire, anzi, durante la terapia ci si accorgerà presto di stare seguendo l'unica strada che può condurre a superare le proprie paure e ansie...

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aree di competenza

  • Disturbi dell'umore
  • Disturbi dell'autostima
  • Consulenze e psicoterapie individuali
  • Ansia
  • Problemi relazionali, interpersonali e di coppia
  • Attacchi di Panico

Conoscere se stessi, alleviare la propria sofferenza, non è un sogno, ma un sentiero da percorrere con impegno e passione

Disturbi trattati

Disturbi d’AnsiaDisturbi dell’Umore (Disturbi Depressivi e Bipolari)Disturbi SomatoformiDisturbi Sessuali e dell’Identità di GenereDisturbi dell’AlimentazioneDisturbi...

Disturbi d’Ansia
Disturbi dell’Umore (Disturbi Depressivi e Bipolari)
Disturbi Somatoformi
Disturbi Sessuali e dell’Identità di Genere
Disturbi dell’Alimentazione
Disturbi del Sonno
Disturbi di Personalità
Dipendenze
Rapporto di coppia
Rapporto genitori-figli
Relazioni sociali
Lavoro con adolescenti, adulti, coppie e famiglie.

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Partecipazioni

 

 

 

 

 

L’Influenza dell’Ambiente sull’Individuo
Uno sguardo oltre il dualismo
(Edizioni Accademiche Italiane)

La domanda a cui cerca di rispondere l’Autore è: “l’ambiente influenza l’individuo?”. Nel ricercare una risposta, attraverso l’analisi degli studi scientifici che hanno indagato la linea sottile in cui l’ambiente “incontra” l’individuo, ci si accorge presto che la separazione, fra questi due elementi, è soltanto illusoria. Ambiente e individuo non sono entità separate ma sistemi in interazione reciproca. Si deve ammettere che l’ambiente ha una forte influenza sull’individuo, sin dal suo concepimento. La relazione primaria, i comportamenti, le parole della madre e degli adulti che entrano in contatto con il bambino, la stimolazione ambientale in generale, è il primo motore dell’evoluzione biologica e psicologica del piccolo d’uomo. La cultura è ciò che fornisce una particolare visione del mondo alla persona e che, in concreto, plasmerà le connessioni cerebrali dell’essere umano che vi interagisce. Tutti noi siamo l’esito di un certo ambiente, i neuroni specchio ci parlano di come tutto ciò che ci contorna possa in qualche modo, automatico e inconsapevole, essere promotore di connessioni neuronali nel nostro cervello e su come tali connessioni siano le stesse che informano il nostro agire. L’Autore non si ferma però a tali riflessioni. Se è vero che l’ambiente influenza profondamente l’individuo, è anche vero che l’individuo è colui che plasma il suo ambiente. Non siamo vittime di una certa cultura, di una certa madre o un certo padre, nella nostra evoluzione vi è la possibilità di prendere strade diverse da quelle che hanno segnato la fanciullezza. Tale possibilità è stata osservata sia a livello biologico che psicologico. La cultura stessa non è altro che l’esito di una creazione umana e, la consapevolezza di una sua influenza su noi stessi, dovrebbe indurci a promuoverne un cambiamento.

 

 

 

 

 

L’Influenza dell’Ambiente sull’Individuo
Uno sguardo oltre il dualismo
(Edizioni Accademiche Italiane)

La domanda a cui cerca di rispondere l’Autore è: “l’ambiente influenza l’individuo?”. Nel ricercare una risposta, attraverso l’analisi degli studi scientifici che hanno indagato la linea sottile in cui l’ambiente “incontra” l’individuo, ci si accorge presto che la separazione, fra questi due elementi, è soltanto illusoria. Ambiente e individuo non sono entità separate ma sistemi in interazione reciproca. Si deve ammettere che l’ambiente ha una forte influenza sull’individuo, sin dal suo concepimento. La relazione primaria, i comportamenti, le parole della madre e degli adulti che entrano in contatto con il bambino, la stimolazione ambientale in generale, è il primo motore dell’evoluzione biologica e psicologica del piccolo d’uomo. La cultura è ciò che fornisce una particolare visione del mondo alla persona e che, in concreto, plasmerà le connessioni cerebrali dell’essere umano che vi interagisce. Tutti noi siamo l’esito di un certo ambiente, i neuroni specchio ci parlano di come tutto ciò che ci contorna possa in qualche modo, automatico e inconsapevole, essere promotore di connessioni neuronali nel nostro cervello e su come tali connessioni siano le stesse che informano il nostro agire. L’Autore non si ferma però a tali riflessioni. Se è vero che l’ambiente influenza profondamente l’individuo, è anche vero che l’individuo è colui che plasma il suo ambiente. Non siamo vittime di una certa cultura, di una certa madre o un certo padre, nella nostra evoluzione vi è la possibilità di prendere strade diverse da quelle che hanno segnato la fanciullezza. Tale possibilità è stata osservata sia a livello biologico che psicologico. La cultura stessa non è altro che l’esito di una creazione umana e, la consapevolezza di una sua influenza su noi stessi, dovrebbe indurci a promuoverne un cambiamento.

In definitiva, il punto di vista sviluppato, conduce il lettore a comprendere come quella linea, che separa l’individuo dal proprio ambiente, sia sfumata al punto che dovremmo iniziare a pensare a una teoria non dualistica del mondo, in cui individuo e ambiente divengono semplicemente due punti di vista diversi sulla stessa realtà.”

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Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia col n. 03/12361 dal 29/01/2009

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