Una domanda non è tale se si sa già la risposta

Dott.ssa Roberta Daminelli

Psicologo, psicoterapeuta

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia col n. 6487 dal 09/01/2002

Laureata in Psicologia Clinica presso l'Università di Padova, specializzata come Psicoterapeuta presso l'Istituto Riza di Milano e iscritta all'Ordine degli Psicologi-Psicoterapeuti della Lombardia.

Specializzazione in psicoterapia psicosomatica

Psicoterapia per l'Alta Sensibilità
Psicoterapia individuale e di coppia
Colloqui di sostegno psicologico
Consulente tecnico di parte in separazioni conflittuali
Colloqui di potenziamento delle capacità genitoriali
Dipendenza da gioco d'azzardo
 


Svolgo la mia attività in uno studio professionale privato a Bergamo in qualità di psicologa e di psicoterapeuta.

 

Cos'è l'Alta Sensibilità?

L'alta sensibilità è un tratto innato caratteristico e appartiene al 20% delle persone. Non è una categoria diagnostica né un disordine mentale. Questo tratto corrisponde ad una strategia di elaborazione delle informazioni e degli stimoli interni ed esterni particolarmente approfondita che porta al bisogno di analizzare accuratamente le situazioni prima di agire.

Il risultato è la consapevolezza di dettagli che possono facilmente portare alla sovrastimolazione rischiando di compromettere le "prestazioni" in tutti gli ambiti di vita.

La psicoterapia aiuta a prendere consapevolezza di questo tratto e a renderlo un vantaggio piuttosto che un limite.

 

 

Risposte ad alcune frequenti e importanti domande:

 

CHI E’ LO PSICOTERAPEUTA? E CHE COSA E’ LA PSICOTERAPIA?

Lo psicoterapeuta è un professionista qualificato, laureato in psicologia (o in medicina) e con una successiva specializzazione in psicoterapia.

Lo psicoterapeuta è innanzitutto un alleato all’interno di un percorso, la psicoterapia, in cui affrontare e trovare risposte o nuove prospettive costruttive a vissuti di malessere e sofferenza.

 

PERCHE’ RIVOLGERSI AD UNO PSICOTERAPEUTA?

Prima di tutto è fondamentale chiarire che chiunque può rivolgersi ad uno psicoterapeuta, non solo chi è “pazzo” o “con qualche rotella fuori posto”!

Andare dallo psicoterapeuta quando si sente che qualcosa non va non è molto diverso dal rivolgersi ad un medico quando abbiamo un dolore fisico. Lo psicoterapeuta può essere considerato il medico della mente!

Chiunque stia attraversando un momento di difficoltà, incertezza, ansia, sofferenza che spesso sembrano non avere sbocchi o soluzioni, può trovare nello psicoterapeuta un alleato che, accogliendo senza dare giudizi, può aiutare fornendo il giusto spazio per affrontare sofferenza e disagio.

 

QUANDO RIVOLGERSI AD UNO PSICOTERAPEUTA?

Può accadere di sentirsi in ansia, angosciati, inquieti. Queste ed altre sensazioni di disagio, come anche malesseri fisici a cui spesso non si trovano origini organiche, costituiscono campanelli d’allarme che ci dicono che qualcosa non funziona. Quando tali stati d’animo e dolori, specie se prolungati nel tempo, creano limitazioni e blocchi nella vita di tutti i giorni, è il momento di rivolgersi ad uno specialista.

 

QUANTO PUO’ DURARE QUESTO TIPO DI PERCORSO?

La durata può essere variabile, da un minimo di qualche incontro ad un massimo di qualche anno, a seconda del disagio e della problematica da affrontare.

I primi 2-3 colloqui aiutano innanzitutto a creare un clima di fiducia e agio reciproci e inoltre ad inquadrare la situazione di crisi presentata. Successivamente è possibile decidere per un percorso breve o prolungato a seconda della richiesta e della motivazione ad affrontarlo.

Generalmente gli incontri avvengono a frequenza settimanale. Tale frequenza è consigliata per poter affrontare al meglio la problematica con il necessario approfondimento e per non perdere la motivazione ad affrontare il percorso intrapreso.

 

 

In cosa consiste la psicoterapia psicosomatica? 

PSICOSOMATICA: UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLE NOSTRE EMOZIONI 

 

Trovare se stessi nella relazione terapeutica

 

La psicosomatica è un ramo della psicologia che riguarda le connessioni tra i disturbi somatici e la loro causa di natura psicologica.
 

Corpo e mente non sono due mondi separati, ma due parti in continua comunicazione reciproca.

Il corpo è un fedele riflesso di ciò che accade dentro di noi.
 

Emozioni e pensieri producono effetti profondi sul nostro corpo e ne influenzano lo stato di salute o di malattia a causa delle reazioni biochimiche che li accompagnano.
 

Le emozioni negate, non espresse, troppo a lungo trattenute o in qualche modo troppo dolorose per essere sentite e vissute, trovano una diretta e simbolica espressione nel nostro corpo.

Il corpo quindi si fa carico di esprimere i disagi e le difficoltà intollerabili o difficilmente accettabili a livello conscio.
 

Ogni disturbo psicosomatico quindi si manifesta a livello fisico, ma è provocato, influenzato o aggravato da fattori psichici.
 

Il sospetto che il disturbo abbia un’origine psicosomatica può nascere quando gli esami clinici continuano ad essere negativi o quando la terapia farmacologica non dà effetti curativi duraturi.
 

In genere chi soffre di un disturbo psicosomatico si presenta con un buon adattamento alla realtà, un pensiero concreto e pratico, ricco di fatti, ma con una marcata difficoltà a riconoscere e a esprimere le proprie emozioni e i propri vissuti interiori. La persona tende privilegiare l’azione alla parola per esprimere le proprie emozioni.
 

Le emozioni fanno parte della nostra vita e delle nostre esperienze. Esse coinvolgono tutto l’organismo in risposta a stimoli interni ed esterni.
Ogni emozione infatti presenta una componente fisica (batticuore, sudorazione, tensione muscolare, lacrime…) accanto al vissuto emotivo. E noi siamo naturalmente portati ad accogliere le emozioni che ci fanno stare bene ed evitare quelle che ci fanno stare male.
Ansia e stress spesso sono il risultato di un prolungato stato emotivo e quindi fisico, vissuto come negativo.


L’attività immaginativa ci aiuta a modulare il nostro mondo emotivo, vissuto e giudicato da noi in modo positivo o negativo, attraverso i ricordi, i sogni, le fantasie, il gioco, i sogni ad occhi aperti…
 

La psicoterapia psicosomatica è lo strumento d’elezione per la cura di questi disturbi. 
 

Attraverso il dialogo e l’attività immaginativa, possiamo gradualmente venire in contatto con il nostro mondo emotivo e dialogare con le nostre emozioni e i nostri vissuti conflittuali e ad accettarli liberandoci così dai condizionamenti che ci creano. 
 

Una sorta di “educazione emotiva” che aiuta a riconoscere, differenziare ed esprimere le nostre emozioni, così che possiamo riuscire a de-somatizzarle organizzando il nostro mondo interno, dandogli senso e integrando le nostre esperienze in modo significativo e non spaventoso o inaccettabile.
 

Il primo passo verso cambiamenti positivi e duraturi di vita consiste nel dare un nome ai propri vissuti e permettere a se stessi di percepirli pienamente arricchendo così la conoscenza di sé e la propria vita.
La conoscenza di sé infatti rappresenta un’evoluzione e una crescita personale verso una pienezza di vita.

 
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