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La nascita di un bambino "prevede culturalmente" che la mamma sia felice e ben predisposta verso il proprio figlio. Purtroppo le cose non vanno sempre così: il rischio per una mamma di attaversare una fase depressiva nel primo anno di vita del bambino è alto. Nonostante sia elevato il numero di donne che vivono questi vissuti, il riconoscimento della Depressione Post-Partum è molto basso, proprio perché non c'è ad oggi una rete adatta a leggere precocemente questa realtà e perché la mamma spesso prova vergogna e colpa nel manifestare la propria tristezza. Tutti si aspettano da lei che sia SOLO felice, e lei si adatta a questa aspettativa. Purtroppo però la neomamma non sente solo la gioia.

A volte la mamma...

  • Sente anche un umore molto altalenante e precario;
  • Percepisce una bassa soglia di tolleranza rispetto alle richieste del bambino;
  • Avverte una facile irritabilità,  soprattutto negli orari serali;
  • In alcuni momenti attraversa una profonda tristezza;
  • Sprofonda in momenti di angoscia e di pensieri cupi;
  • Vive un grande senso di inadeguatezza rispetto al proprio ruolo;
  • È bloccata in uno stato di intensa preoccupazione per le cure al neonato;
  • Talvolta ha  disturbi del sonno e/o della concentrazione.

Spesso le mamme mi chiedono quanto questi sintomi siano normali e quando invece diventano motivo per una richiesta di aiuto ad un professionista. Io generalmente rispondo questo: occuparsi di un bambino è fonte di stanchezza, di preoccupazione e di angoscia; diventare mamma mette in moto "una ristrutturazione interna" che destabilizza profondamente i precedenti equilibri interni ed esterni, causando caos, instabilità ed angoscia. Questo sviluppo è necessario alla nascita di una nuova mamma, ma deve a mio avviso lasciare spazio a momenti di benessere, di piacevolezza, di gioia, di entusiasmo, di gratificazione. La mamma deve anche sentirsi in grado di instaurare una sintonizzazione emotiva con il proprio bambino, accrescendo giorno dopo giorno la sensazione di essere desiderosa e capace di occuparsi di lui. La mamma e il bambino hanno anche diritto che questo avvenga: porterà loro gioa e diventerà la base di una rispettiva crescita. I primi momenti di vita di un bambino sono importantissimi, fondamentali alla strutturazione della sua mente.

Se questo non si sviluppa, e se le emozioni dolorose e angoscianti si intensificano, è utile che la mamma possa chiedere aiuto. È bene che l'ambiente circostante sia il primo supporto per questa mamma: l'aiuto del papà e della famiglia più allargata possono dare un aiuto eccezionale. Se questo non basta, un sostegno psicologico puó e deve arrivare in soccorso. Le ricerche dicono che la mamma ed il bambino in questo primo anno di vita mostrano una plasticità altissima: questo vuol dire che il supporto giusto alla coppia mamma-bambino produce solitamente un effetto positivo e trasformativo.

Queste considerazioni sono alla base della mia grande fiducia nel progetto HOME VISITING: se una mamma è in difficoltà io propongo un lavoro domiciliare. Seguo la mamma nell'intimità della propria casa, assistendola nella cura del bambino, ma soprattutto offrendole un ascolto empatico e una presenza non giudicante. La mamma solitamente giova di questo supporto così intimo e affettivo e, sentendosi piu supportata, si percepisce via via più vicina al proprio bambino.

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