Ansia e Depressione

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Ansia
Dott.ssa Giulia Causa

Aiuto, sono felice!

La paura di soffrire e di stare male è comunemente diffusa e anche comprensibile. Ma come possiamo spiegarci la paura di essere felici, la paura delle emozioni negative? Proviamo a ...

18 Settembre 2018

Domande e risposte

Depressione

Salve, vi scrivo perché ho bisogno di sfogarmi, mi sembra d impazzire. Sono stata sempre una persona allegra, ho fatto sempre attività fisica e mi piaceva stare in mezzo alla gente... Quasto fino ai 26 anni. In quel periodo ho conosciuto un ragazzo, sportivo come me. Abbiamo incominciato a frequentarci. Nel primo periodo tutto andava bene condividevamo quasi tutto. Passa il tempo e lui Incomincia ad essere un po' troppo pesante... Durante le discussioni Incomincia ad offendermi e a dirmi che come donna non valevo niente, che nella vita bisognava pensare ad altre cose e non solo allo sport. È stato il mio primo ragazzo mi ero legata tantissimo a lui nonostante capivo che quella situazione non fosse normale. Passano gli anni e le cose peggiorano, incomincia a dirmi che lo tradisco che faccio schifo ecc... Passavo i giorni a giustificarmi a fargli capire che quello che vede era solo nelle sua testa. Stavo attenta a non sbagliare, A non incrociare lo sguardo di qualcuno che secondo lui poteva essere un mio ipotetico "amante" mi sono lasciata trattare malissimo anche in pubblico o sul posto di lavoro. Qualche anno fa è morto mio papà, all inizio mi è stato vicino, dopo qualche mese incomincia di nuovo con le sue storie di tradimento. Stavo passando un periodo bruttissimo per la perdita improvvisa di mio papà e in più dovevo dare ascolto alle sue calugne. Stavo male perché non ero capita per quello che stavo passando..nonostante il lutto e le calugne ero sempre io dopo la litigata a cercalo. Oggi sto ancora peggio, da qualche settimane ho perso il mio cane stava con me da 18 anni, ha sopportato tutti i miei sbalzi d umore poverino, era per me una valvola di sfogo e questo mi fa stare peggio lui poverino non c entrava niente non era colpa sua, era solo colpa mia che non Riuscivo a troncare quel rapporto malato. Non so come sono arrivata a questo punto.. . non riuscire a controllare la rabbia ad avere scatti fuori luogo che poi mi fanno star male..... Purtroppo non mi sento capita da nessuno, dopo la morte del mio cane mi sento ancora più sola mi sento in colpa per la sua morte. Non riesco ad uscire a reagire, il dolore si fa sempre più forte ogni giorno che passa sempre più. Mi guardo indietro e mi chiedo la persona che ero piena di vita, di voglia di fare di allegria, dove sia andata a finire. 

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Ansia da studi, studente adulto

Ho 34 anni e scrivo da Roma. Sono felicemente sposato, papà di due bellissime bambine. Faccio questa premessa per rimarcare quanto, in definitiva, io abbia una vita già avviata, diciamo così, un lavoro stabile, quindi non avrei alcuna necessità apparente per studiare, non sono uno studente delle superiori. Eppure ho da sempre il grande desiderio di laurearmi, sono iscritto all'università da 13 anni e finora ho dato - il solo metterlo nero su bianco mi provoca una sensazione di forte dolore, come una coltellata - 8 esami. Sarebbe logico in una tale situazione prendere coscienza della realtà e lasciar perdere, eppure non lo faccio. Ogni qualvolta io debba preparare un esame e mi trovi a dover approcciare lo studio vengo letteralmente assalito da un'ansia micidiale, inarrestabile. Non ho mai avuto un briciolo di autostima, anzi, ho sempre denigrato me stesso e le mie capacità, nonostante tutti, sin dai tempi della scuola, non facessero altro che soffermarsi sulla mia intelligenza. Mi sento costantemente inadeguato, mai all'altezza, sempre di troppo, di più, qualcuno non in grado e soprattutto non in diritto di fare, di sognare, di ambire, di sperare. Sono davvero stanco di tutto questo.Credo possa essere utile aggiungere che la dimensione relativa allo studio, alla preparazione ed all'approfondimento - lettura, scrittura, ricerca etc. - sia in assoluto quella cui ambisco di più, la direzione verso cui nutro la maggiore velleità di realizzazione.Grazie a tutti, Vittorio. (Che, come si potrà immaginare, non è neanche il mio vero nome, nutro grandissima vergogna per la mia condizione).

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Sono un ragazzo di 18 anni e soffro di depressione e non vedo via d'uscita

Salve a tutti, mi rivolgo qua perché sono disperato, ho 18 anni e soffro di depressione ed ansia generalizzata da ormai parecchio tempo, già l'anno scorso avevo avuto un periodo di depressione di circa un mese, frequento una psicologa da quasi 6 anni che mi ha aiutato a passare periodi di crisi ma l'anno scorso ho dovuto passare ad un aiuto di un farmaco da uno psichiatra che mi ha dato una cura che mi ha aiutato a star meglio almeno fino a settembre /ottobre quando sono ricaduto in questo stato depressivo senza precedenti, sto troppo male mi manca l'appetito, ho sonnolenza durante il giorno,  non trovo più piacere a fare qualsiasi cosa che un tempo mi piaceva fare, ho senso di tristezza, fatico a fare qualsiasi cosa, a scuola quest'anno il mio rendimento è pessimo anche per la poca frequenza perché non riesco ad andarci L'errore che ho fatto è forse interrompere bruscamente la cura dello psichiatra Daparox (paroxetina) quest'estate verso Luglio perché vedevo che stavo bene diciamo con me stesso e provavo il piacere di fare le cose normalmente, ma verso ottobre sono ricaduto in questo stato a cui non vedo via d'uscita, quindi sono ritornato da questo psichiatra e mi ha riprescritto Daparox ho provato a riprenderlo per due mesi ma non abbiamo visto miglioramenti quindi ha deciso di passare a Venlafaxina da 37.5mg per una settimana e ora sto prendendo 75mg e continuando a prendere 5 gocce di daparox perché non va interrotto bruscamente. Durante l'estate e qualche mese fa ho fatto uso di stupefacenti che penso mi abbiano aggravato la situazione in particolare in contemporanea con l'assunzione di daparox e mi sono preso qualche sbronza con l'assunzione contemporanea di Venlafaxina, la mia domanda è riuscirò mai a ritrovare la gioia di vivere seguendo questa terapia psicologica e psichiatrica senza usare sostanze di altro tipo alcol/stupefacenti?

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Mi sento in trappola

Ciao a tutti, È da diverso tempo che provo una strana sensazione, è come se mi sentissi in trappola nella mia situazione attuale. Ho 27 anni e vivo ancora con i miei nonostante abbia un lavoro che mi permetta di essere indipendente e trovare la mia autonomia. Il punto in tutto questo è che non riesco a trovare le forze per fare questo passo. Non voglio farlo nella città dove mi trovo, in quanto non mi darebbe veramente nulla nel mio futuro. Vorrei spostarmi altrove, magari Milano, città così. Forse questo è dovuto in parte al mio passato, ai traumi che ho vissuto che in parte mi bloccano, traumi che sto approfondendo durante un percorso con la mia analista. Diciamo che ho perso un po’ quella motivazione e quello sprint di vivere la vita che vorrei, forse perché negli anni passati mi sono ritrovato in situazioni di comodo che mi hanno condizionato profondamente, facendomi diventare un po’ più fermo. Inoltre sento dentro di me un forte senso di non essere all’altezza e di poca fiducia nei miei confronti. Ho paura di rimanere solo, ed in questo periodo della mia vita lo sto sentendo moltissimo (sono uscito da una relazione da poco). Forse questa paura è una delle tante, forse la più forte, che mi blocca nel provare a fare il passo. Dovrei buttarmi, andando anche contro le mie paure, non sapendo cosa aspettarmi, ma non trovo il coraggio dentro di me per farcela. Sono un tipo molto dinamico, intraprendente e pieno di entusiasmo, ma se non ci sono le dovute circostanze, non riesco ad esprimerlo. Diciamo che se non sto da solo nel fare una cosa, sono molto attivo, ma se la stessa cosa dovessi farla da solo, allora ci penso diverse volte rinunciandoci o non dandoci tanta importanza. Ho provato ad andare a Londra, a Febbraio, per stare lì. Ho resistito due mesi e data la situazione che avevo in casa li, sono stato costretto a ritornare, meno male, visto che poi non è finita benissimo. (Ero con un mio amico che è rimasto) Vivo con i miei in un palazzo di parenti, e questo già mi mette dei vincoli assurdi. Mi trovo in una città che non mi da nulla ne dal punto di vista professionale, ne da quello umano. È una piccola città, chiusa, che non rispecchia per niente le mie aspettative e come io mi vedo in un futuro. Si, ho amici, ho tantissime passioni (meno male), ma la vita mi è diventata molto molto monotona. Questo mi spaventa moltissimo perché ho paura di rimanere in trappola e di non vivere la vita che vorrei. Il lavoro diciamo che mi soddisfa, ma non ne sono più stimolato tanto a causa, principalmente, dell’ambiente poco stimolante che ho. Lavoro da casa come libero professionista, quindi da solo nella mia stanza. In generale sento una forte mancanza di quel rapporto umano tra le persone, di un ambiente che mi stimola, fatto di persone dalle quali apprendere qualcosa. Sento la mancanza di gioia nella mia vita e in quello che faccio, che magari potrei ritrovare perseguendo la mia indipendenza. Molto miei amici, praticamente tutti, non capiscono come mai io sia fermo nonostante la mia situazione lavorativa mi permetta di lavorare praticamente dove voglio, mi basterebbe un pc ed internet. Ovviamente non lo capiscono perché non si trovano nella mia testa, semplicemente mi esortano a fare il passo. Questa situazione sta diventando un problema che sto affrontando, ma vorrei avere qualche consiglio da voi su come poter affrontare al meglio la mia situazione. Avere diversi pareri, per me, è sempre molto confortante. Non dico che mi senta depresso, non ho le dovute competenze per stabilirlo, però mi sento molto passivo nei confronti della mia situazione. Grazie mille

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Elaborazione de lutto

Buon giorno, purtroppo non sto passando un bel momento. Da qualche settimana il mio cane è morto. Sono distrutta! Non so come fare per riuscire a reagire. Mi sento in colpa e responsabile della sua morte, per non averlo capito e per essere stata superficiale. Sbaglio sempre qualsiasi cosa io faccia. Mi manca tanto..... Ogni cosa mi ricorda lui. Mi immedesimo in quello che abbia potuto passare nell ultimo periodo a causa della sua malattia.. A stento esco fuori. Evito di tenere le finestre aperte per non fare entrare il sole mi mette ancora più tristezza. Sto quasi tutto il giorno a letto, pensando agli errori che ho commesso nei suoi confronti. Mi vengono pensieri in mente che non riesco a smettere di piangere. Delle volte mi sembra che non sia successo niente, poi realizzo. Non riesco a parlane con nessuno non vorrei essere giudicata.... non tutti capiscono, quindi preferisco tenere tutto il dolore dentro di me. .

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Perdita di entrambi i genitori

Salve, 2 mesi fa ho perso mio padre di tumore. Stessa malattia che si è portata via mia madre 9 anni fa. Sono una neo mamma, per fortuna, mio figlio mi dà tanta forza. Mi sono trasferita all'estero da poco tra l'altro. Io provo a essere forte, è solo che mi sento così persa e sola, che non vedo una luce in fondo al tunnel. Ci sono giornate in cui vorrei solo rannicchiarmi sotto le coperte e rimanere là a non fare nulla. Vorrei immergermi nelle loro cose (se le avessi con me) e piangere. Non so uscirne. Non riesco ad arrivare all'accettazione, non posso pensare che non potrò mai più essere una figlia e che non ho un posto dove rifugiarmi o qualcuno che si prenda cura di me. Mi sento tremendamente in colpa a pensare ste cose perché come già detto sono madre. Ma proprio sono disperata. Aiuto.

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Perché non riesco ad andare avanti e penso al suicidio?

Buongiorno, chiedo il vostro aiuto perché purtroppo non posso chiedere ai miei di andare da uno psicologo. La persona che amavo di più al mondo mi ha lasciata adesso, dopo aver organizzato le festività insieme, dopo avergli confessato che sto attraversando un brutto periodo e mi sento una persona inutile. Mi ha detto che non vuole più stare con me, che non mi vuole più e cose tali da farmi sentire un fallimento e che ha già ripetuto più volte. Mi sono sempre sentita dire che è colpa mia e della mia gelosia.. E a questo punto mi sono convinta che è così.. Sono rimasta sola, la sua vita l'avrà qualcun'altra ed io adesso sono niente. Sono talmente niente che non ho neanche il coraggio di farla finita! Ci penso sempre e non riesco a farlo perché sono una codarda, ma avrei tanto bisogno di abbandonare tutto questo dolore che dura anche da anni, perché sono stanca, stanca di stare sola, stanca di festeggiare il capodanno a casa da sola, stanca di non essere amata da nessuno così come sono. Io non ce la faccio più.

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Ansia

Salve, premetto che da almeno 10 anni soffro di disturbi di ansia/ipocondria. In sostanza a fronte di un qualsiasi sintomo fisico vado a cercare su internet e si innesca così un processo che mi porta a convincermi di avere una malattia. Così partono visite da specialisti, esami, preoccupazioni. Fortunatamente questi episodi non sono frequentissimi, mediamente mi capita 1-2 volte l’anno. Da inizio 2018 ho cambiato lavoro e ho subito molto stress. Negli ultimi tempi la situazione riesco a gestirla meglio. Ad inizio dicembre è venuta a mancare una persona cara (amico di famiglia) anche se, malgrado il dispiacere, ho avuto la netta percezione di non aver subito grandi disagi psicologici. Fattostà che da qualche giorno credo di soffrire di un disturbo d’ansia, stavolta non causato da sintomi particolari. Mi sveglio la mattina col battito cardiaco accelerato , sensazione di forte ansia, stomaco un po’ sottosopra. E, sopratuttto negli ultimi due giorni, la situazione è peggiorata: il fastidio inizia la mattina e me lo porto appresso tutto il giorno, salvo migliorare un po’ verso sera. Ho battito cardiaco a riposo di 85-95 al minuto quando mediamente io ho sempre 65-70 al massimo. Sostanzialmente, per far capire il mio stato, mi sento tutto il giorno come ci si sente nelle ore immediatamente precedenti ad un esame di maturità. Sono stato dal medico (che ho cambiato da poco tempo) venerdì e lui già mi ha inquadrato come un “tipo ansioso”. Mi ha visitato, cuore e pressione, (80-130) e mi ha detto di prendere gocce Sedivitax. Se poi non passa ha detto che potremmo passare ad un ansiolitico. Fattostà che da due giorni sto veramente uno straccio, proprio in questo periodo di festa. Secondo voi può trattarsi di un disturbo d’ansia? Cosa potrei fare? Il Sedivitax può fare effetto? Grazie mille, buone feste!!

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