Ansia e Depressione

Articoli

Ansia
Dott.ssa Lorena Ferrero

Come gestire l’ANSIA

L’ansia o paura, è un’emozione. Non esistono emozioni giuste e altre sbagliate, in quanto sono naturali, possiamo dire invece che esistono emozioni piacevoli ed altre spiace ...

01 Settembre 2019

Depressione
Dott.ssa Gabriella Ghiglione

Depressione

Ma che cosa significa essere depressi? Non è solo una forma di tristezza, ma si parla di depressione perché il malessere che si prova influenza sia la mente che il corpo, incluso il ...

02 Luglio 2019

Domande e risposte

Come reagire quando hai un fratello che sta male

Buongiorno a tutti, da due anni mio fratello di 31 anni non esce di casa, non ha più rapporti con nessuno, ha dei pensieri che non vuole dire per paura di un giudizio, è molto fragile in questo periodo tanto da non mangiare quello che gli si presenta in tavola.... Prima di questo è sempre stato un ragazzo esuberante pieno di voglia di fare, ha sempre lavorato ma da quando l'ha lasciato la ragazza, esattamente due anni fa si comporta così. Adesso vive dai genitori e non sappiamo più come comportarci con lui. Apprezzerei molto un vostro riscontro. Grazie

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Intrappolata in me stessa

Senza entrare pedissequamente nel dettaglio della situazione che ormai va avanti da 3 mesi, vorrei descrivere in poche parole ciò che è successo. A fine ottobre, dopo un massaggio cervicale, ho iniziato a soffrire di fortissime vertigini e nausea. Mi sono così tanto messa paura all'idea di essere stata compromessa per sempre da essere andata al pronto soccorso. Dopo visite e analisi non è emerso nulla. Ad oggi posso dire che probabilmente è stato solo un forte spavento e una forma di ipocondria che mi ha sempre condizionata un pò nel percepire le malattie in maniera totalizzante. Il problema è che a seguito di questo evento ho iniziato a subire di crisi di angoscia e non sono stata più la stessa. Non ho letteralmente più ripreso la mia tranquillità e per settimane sono stata con l'ansia in gola e un'angoscia spaventosa in petto. Mi sono rivolta ad uno psichiatra che mi ha diagnosticato un disturbo d'ansia ed ho iniziato a prendere dei farmaci. La situazione non è mai rientrata del tutto, ma per alcune settimane ho ripreso a vivere quasi decentemente. Il problema è che una settimana fa ho avuto un nuovo peggioramento. Al senso di angoscia si è sostituita una sensazione di paura che si è instaurata nella mia pancia e mi fa vivere spaventata e intimorita. La sensazione è quella di essere stata intrappolata dentro di me in un luogo tenebroso e cupo dove io ho paura e non riesco mai a pensare ad altro e ad uscirne. Cosa può essermi successo? Io sono nello sconforto. Ho 32 anni e mi è preclusa ogni attività che prima per me era normale. Premetto che a parte essere un pochino ipocondriaca e malinconica, non ho mai avuto disturbi psichici o altro. Sono molto spaventata. Lavorare è diventata una conquista. Grazie

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Il mio ragazzo si è barricato in casa da 8 mesi e non vuole uscire.

Salve, sono una ragazza di 18 anni fidanzata da ormai un anno e mezzo con un ragazzo di tre anni più grande di me. La nostra storia non è iniziata nei migliore dei modi per varie incomprensioni e per varie mie insicurezze. Poi però si è trasformata in qualcosa di meraviglioso fino a quando a fine aprile del 2019 il mio ragazzo ha iniziato ad allontanarmi dalla sua vita barricandosi in casa. Sono stata colta all'improvviso da tutto questo. Non sapevo come comportarmi. Ho continuato a stargli vicino, andavo sotto casa sua, lo chiamavo e piano piano con il passare del tempo mi ha rivelato di avere seri problemi familiari e fisici che gli impedivano di godersi la vita e gli avevano causato depressione, ansi e attacchi di panico costanti. A luglio ci siamo lasciati perché stavo impazzendo. Avevo bisogno di attenzioni che lui non riusciva a darmi, piangevo di continuo e sembrava quasi che lui non volesse guarire. Ho provato a frequentare altre persone ma la testa ed il cuore erano sempre rivolti all'unica persona che ho amato in vita mia, ovvero il mio ex. Ci riniziamo a sentire e ci vediamo a fine agosto il giorno del suo compleanno (la sua unica uscita durante la stagione estiva). È stata la serata più bella della mia vita. È scoppiata la passione e mi sono ritrovata in uno stato paradisiaco. Ho toccato la felicità con un dito. Ci siamo rimessi insieme e lui mi ha promesso che sarebbe guarito. Ma così non è stato. È peggiorato. Da allora ci vediamo una volta ogni mese. Sto malissimo. Ho un senso di vuoto immenso perché vorrei averlo qui vicino a me. Mi mancano le piccole cose, mi manca la quotidianità. Mi manca infinitamente ma lo amo troppo per lasciarlo andare. Ma è un periodo in cui non riesco più a stringere i denti. Piango ogni giorno, mi sto annullando. Vorrei solo rivederlo e stringerlo un po' a me. Mi manca sentire il suo odore o guardarlo negli occhi. Ma manca il suo corpo, mi mancano i suoi baci e le sue carezze. Ne abbiamo passate tante insieme e mi sento legata a lui da qualcosa di fortissimo. Lo amo. Ma sto male. Ci sentiamo ogni giorno al telefono per un oretta la sera ma a me non basta. Cosa posso fare?

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Vorrei poter affrontare tutte le mie paure ed ansie

Salve! Mi chiamo Giulia e a breve compierò 27 anni. Volevo un consiglio su una situazione a me molto cara. Premetto subito con il dire che ho un figlio di quasi 8 anni.. non sto più con il papà da 5 anni! Sono diventata molto insicura, piena di paure da quando la storia con il padre di mio figlio è andata male. Mentre eravamo ancora insieme, dopo qualche tempo che mio figlio è nato.. sono stata sotto cura da una psicologa per quasi un anno perché purtroppo ho sofferto di depressione post parto e da lì l'ansia ormai è diventata la mia migliore amica! Quindi mi porto da un bel pò di anni dietro.. ansie.. paure e via dicendo! Dopo il papà di mio figlio sono stata con un'altra persona ma da cui però non ne sono uscita vincente.. purtroppo non ho trovato in questa persona ciò di cui avevo ed ho bisogno.. parlo di sicurezze e tranquillità! Quindi ho deciso di chiudere e per la prima volta mi sono sentita sicura e decisa su ciò che volevo! Ora parlo del mio "problema" che davvero mi sta logorando dentro! Da qualche tempo ho iniziato a frequentarmi con un uomo.. lui ha 38 anni e quindi abbiamo un po'di anni di differenza! Per me è stata una cosa nuova perché non ho mai frequentato una persona più grande di me... Ma ad oggi per tutto ciò che ho passato e per quello che voglio... Dico che lui è davvero la persona che ho sempre cercato! Mi trasmette tranquillità, serenità..e certezze! Anche lui ha un figlio ..e questa cosa mi rende ancora più sicura perché c'è molta comprensione da parte di entrambi! L'unica paura che ho è quella di affrontare l'argomento con i miei genitori. La paura deriva dal fatto che è più grande di me .. ho paura che non venga accettato.. che non saremo mai visti di buon occhio! Tutte queste paure derivano dal fatto che essendo rimasta incinta giovane (18 anni) una sorta di delusione nei confronti dei miei genitori... Gliel'ho data.. anche se devo ringraziare loro per tutto ciò che fanno per me e per mio figlio! Ho paura.. tanta.. non so come affrontare il discorso.. ma questa cosa mi sta facendo davvero male! Mi trovo molto bene con questa persona di cui parlo.. ha tutti i prototipi che ho sempre cercato e voluto in un uomo... Vorrei solo essere un po' più forte e con meno paura nell' affrontare l'argomento con i miei! Sento sempre che la vita mi metta ogni volta davanti a qualcosa di grande e da superare! Vorrei solo vivermi questa storia in maniera normale e tranquilla.. e infine dentro di me sento di doverne parlare con mia mamma perché vorrei un appoggio da parte sua.. Grazie per l'aiuto! Cordiali saluti

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Problemi con genitore vedovo

Buongiorno mio padre (75 anni ) a novembre ha perso la moglie ed è entrato in un tunnel senza uscita. Lui non ha amici e parenti in quanto è da tutta la vita che li ha allontanati tutti. Io sono l'unico figlio e lavoro lontano. Inoltre non mi rivolge più la parola in quanto nella sua testa crede che la sua solitudine sia colpa mia che sono andato a lavorare fuori ( Verona ). Attualmente ha una badante che va mattina e pomeriggio e quindi le poche informazioni che vi fornisco le ottengo tramite Lei. Nell'ultimo periodo è peggiorato, un giorno vuole scappare non si sa dove, un'altro parla di uccidersi, un'altro ancora vuole andare alla caritas. Passa tutte le sue giornate al cimitero ( dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17 ), poi rientra a casa (mangia poco ) e va a letto. La tv non la guarda più. Ah dimenticavo, è cieco ad un occhio e usa amplifon per sentire. Quando sono andato a trovarlo a casa oltre a non rivolgermi la parola se ne esce tutto il giorno pur di non vedermi. Gli ho offerto di andare in una struttura, di venire con me a Verona ma niente. Non vuole avere a che fare con niente e nessuno. Rifiuta qualsiasi soluzione gli venga offerta, tutto e tutti. ( e più passa il tempo più non inizia a ragionare con la testa temo ). Purtroppo mi trovo in notevole difficoltà a gestire questa situazione in quanto comunque ho sempre la preoccupazione che lui possa commettere qualche sciocchezza quando è da solo. Vi chiedo un consiglio : posso chiamare gli assistenti sociali ? Come funziona ? Attualmente lui è ancora capace di intendere e di volere e io credo che se vengono gli assistenti sociali a casa non possano fare niente; inoltre penso che se vanno via senza concludere nulla allora Lui potrebbe fare qualche gesto disperato vedendo che ho provato a farlo assistere. Altro problema ( il principale ) : non vuole essere comandato da nessuno e pretenderebbe che io tornassi a casa da lui abbandonando il mio lavoro ed eseguendo i suoi ordini. Purtroppo come avrete capito non è una situazione facile. Vome posso comportarmi? A chi posso rivolgermi con quali procedure? Vorrei trovare una soluzione definitiva a questo problema in quanto essendo sposato e avendo una vita normale e felice qua a Verona, questa storia sta influenzando la mia esistenza in questo periodo. Ringraziandovi anticipatamente porgo i miei più cordiali saluti.

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24 anni e depressione

Buonasera, ho 24 anni e sto affrontando un momento di profonda crisi e comincio ad essere sempre più preoccupata. Non è facile per me aprirmi e descrivere il mio malessere crescente con i miei familiari, in quanto non credo mi capiscano o tendono a sminuire i segnali di ciò che mi sta succedendo. Sono sempre andata bene a scuola, ho conseguito una laurea triennale in lingue e dopo alcuni mesi sono partita per la Nuova Zelanda. È proprio in quel momento che ho realizzato di non stare bene. Mi sono sempre sentita sola e anche le amicizie più durature sono sempre state "fredde"; francamente non so cosa voglia dire avere persone accanto con le quali condividere esperienze e passioni. Non ho avuto un'adolescenza ricca, uscivo pochissimo e non aver vissuto a pieno quel periodo mi manca e penso sia uno dei motivi della mia solitudine. Crescendo ho incontrato altre persone ma in me si è creato una sorta di meccanismo per cui no riesco a stringere rapporti forti, mi chiudo in me stessa. Ora che sono tornata a casa mi sono isolata, non esco mai e sto perdendo tutti i pochi amici che avevo. Uno dei motivi è anche il fatto che provo grande disagio per la mia situazione; non ho aspettative o piani per il futuro, sento che il percorso di studi scelto non mi abbia portato a nulla, sento che gli altri vanno avanti e io no. No mi sento all'altezza, mi vergogno e non mi va di confrontarmi perché la cosa mi avvilisce ancor di più. Il punto è che sono vissuta in un limbo, ho fatto quel che gli altri si aspettavano e non ho sviluppato le mie passioni. Ora mia madre preme perché decida cosa fare della mia vita, se fare un master o lavorare. Ho mandato u po' di cv ma ho sempre la sensazione che finirò per vivere una vita non mia e che, una volta trovato un lavoro, resterò ancora più sola. Ormai ho crisi di pianto continue, mi sminuisco, non riesco a prendere decisioni e a concentrarmi sul mio futuro. Non trovo più alcun lato positivo, non ho vissuto nulla in 24 anni e non ho costruito niente, sono solo un peso economico per la mia famiglia da che sono tornata tre mesi e mezzo fa. Vedo gli altri essere felici, avere amici che li supportano, avere qualcuno accanto che li ama, mentre io immagino un futuro migliore che non ho la forza di costruire. A 24 anni forse è già tardi per realizzare i miei sogni, forse ho già perso troppo tempo. Ho scritto tutto questo perché spero di poter trovare una spiegazione a questo mio stato d'animo che mi sento di definire depressivo. A circa 10 anni ero stata da una psicologa proprio per crisi di pianto continue e pensieri negativi su me e chi mi sta accanto, la sua spiegazione fu che tendo a mettere troppa pressione su me stessa. Questo è quello che mi è stato detto a distanza di anni da mis madre, ma il fatto che ora la stessa situazione si presenti in modo più consistente mi spaventa. Sto perdendo me stessa e tempo che dovrei sfruttare per essere felice, spero che qualcuno su questa piattaforma possa aiutarmi. Grazie.

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Mia madre soffre di forte depressione

Ad ottobre 2017 ho perso mio padre, sposato da oltre 55 anni con mia mamma. Da allora lei che oggi ha 83 anni, non riesce a farsi una ragione: parla solo di come era quando erano insieme, la sua vita non ha più senso, sente di essere solo un peso per tutti e non vuole fare più nulla . Io e mia sorella abitiamo lontane da casa . Purtroppo mia madre è sempre stata "guidata" da papà anche se era lei che faceva tutto in casa . Per lei , però lui era la mente di tutto e adesso non trova la forza di vivere. Abbiamo provato a convincerla di vedere uno psicologo ma rifiuta di andare a farsi vedere.... Negli ultimi anni è venuta a stare con me durante l'inverno: le prime volte 4 mesi , ma adesso , dopo soli 2 mesi vuole andare a casa sua e io non voglio forzarla a stare da me controvoglia. Secondo lei quando si diventa vecchi nessun medico ti vuole più come paziente. Cerco un consiglio . Intanto sto insistendo per convincerla di andare a parlare con uno psicologo che li prescriva un antidepressivo in grado di farla vivere bene la vita da nonna . Grazie mille anticipato

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Risata involontaria per la morte

Allora, è da qualche anno che quando vengo a sapere dai miei parenti della morte di conoscenti (non della mia famiglia) mi viene istintivo cominciare a ridere o quantomeno a sorridere pur provando un gran dispiacere per le persone coinvolte, la cosa si aggrava quando se ne inizia a parlare più approfonditamente, a quel punto mi scatta una risata involontaria che non riesco a contenere. Vi ringrazio in anticipo per la risposta e ci tengo a ripetere che è un meccanismo involontario forse di autodifesa e che non godo delle disgrazie altrui.

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