Ansia e Depressione

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Dott.ssa Anna Mura

Ansia

E' importante comprendere quando è necessario chiedere aiuto, quando l'ansia diventa un fenomeno che non protegge più, ma anzi limita il quotidiano rendendolo sempre più faticoso, togliendo il ...

21 Maggio 2019

Domande e risposte

Paura di tutto

Vivo tra Paura che accada sempre qualcosa o di sbagliare qualcosa. E vorrei controllare tutto. Premetto per me è stato 1 anno durissimo ho perso 2 famigliari in sei mesi, rimanendo sola al mondo. E sto crollando ora dopo 5 mesi dall ultima morte, ce la farò a riprendermi di nuovo e smetterere di avere le paure?

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Qual'è la cosa migliore da fare? So che sono ancora giovane ma voglio morire

Salve a tutti, Non so neanche come iniziare, la mia mente è un susseguirsi di pensieri confusionari. Non avrei neanche pensato di arrivare a questo punto, di scrivere online ciò che penso e provo. Questo rende tutto ancora più difficile. E' da qualche settimana che non avevo questo stato d'animo, Del resto negli ultimi mesi ho fatto di tutto per farmelo passare dato che le persone che avevo accanto stavano iniziando sempre più ad accorgersi del mio essere sempre negativa, irritabile-intrattabile. Una realtà molto diversa da quello che normalmente appaio a chi ho davanti. Maschero tutto con sorrisi, modo di fare scherzoso e alla mano, forse un pò troppo. Ultimamente, sono così stanca che non riesco nemmeno più a fingere. Il problema è che: ho constanti pensieri e desideri di farla finita. Cerco spesso su internet come farlo in modo veloce e indolore. Già da più piccola avevo questi pensieri (a circa 14 anni, adesso ne ho 23). Adesso, sono aumentati di gran lunga. I motivi sono tanti, sono un insieme. Sono solo stanca, stanca di tutto e di tutti. Nella mia infanzia ho ricevuto una grande delusione da parte dei miei genitori, che mi ha fatto crescere con un autostima pari a 0. In sintesi sono stata abusata sessualmente da un amico di famiglia, i miei genitori ne sono venuti a conoscenza (gliel'ho confessato io) e non hanno fatto nulla. Assolutamente nulla, anzi, mia madre sapendo tutto ha continuato a farmi vedere questa persona per dei suoi sporchi motivi economici, in più sono venuta a sapere tramite mia madre che mio padre ha pure messo in dubbio io dicessi la verità, dicendo che lui conosce bene la persona che mi ha abusato e che "non farebbe mai una cosa del genere". Inutile dire che sentire queste parole e vedere con i miei occhi la strafottenza dei miei genitori coloro che dovrebbero proteggermi contro tutto e tutti, mi ha fatto sprofondare. Ho continuato a vivere la mia vita facendo finta di nulla, facendo conoscenze sbagliate (specifico però che non ho mai iniziato a drogarmi e neppure a fumare. Ho iniziato a bere alcol verso i 19 anni). Le mie dipendenze però erano e sono altre: sentirmi validata tramite il sesso e le attenzioni degli uomini. Ricollegandomi al discorso dell'autostima, non mi sento mai realmente importante per nessuno, non sento di valere la pena. Spesso quando qualcuno mi dimostra un minimo gesto carino o di attenzione che non mi aspetto, ho una sensazione strana che non riesco a spiegare.. fisicamente sento un forte senso simil nausea alla gola e mi viene la pelle d'oca quasi un "è troppo bello per essere vero sicuramente è solo per portarmi a letto" oppure "vuole uno strano favore sessuale" se siamo già stati a letto. Se lo ricevo dalla mia famiglia o un'amica ad esempio penso "vorrà qualcosa in cambio" e pensieri simili. In poche parole mi sembra assurdo che qualcuno possa pensarmi, voler fare qualcosa di carino per me, ecc... senza alcuno scopo, per poi successivamente buttarmi. L'unica cosa che mi fa sentire davvero utile (oltre lavorare, essere dedita e sacrificarmi per il lavoro è una gran cosa che fa parte di me. Ma un certo punto mi stanca pure questo e a tratti non mi soddisfa più) è essere un oggetto sessuale per gli uomini, della quale spesso e volentieri mi sono innamorata ma non sentendomi ricambiata magari ho sempre taciuto e fatto capire solo in parte l'affezionamento nei loro confronti. Ultimamente però, dopo una relazione lascia e prendi di quasi un anno (piena di sofferenze e collere, specifico: con un uomo molto più grande di me), nemmeno questo sto provando, anche quei pochi sentimenti buoni e puri che avevo stanno svanendo. Ora interessa anche a me fare il loro sporco gioco, usarli per una soddisfazione fisica personale e mentale (sempre per il discorso dell'autostima); anche il flirt mi fa sentire molto in potere, però andarci a letto è l'apice per me. Mi vergogno ad ammetterlo e non potrei mai dirlo a qualcuno che conosco ma: Questa è una vera e propria droga per me, e purtroppo sta iniziando a intaccare la mia vita sotto tanti punti di vista. A 23 anni sono stata con fin troppe persone. Non mi piace il pensiero ma sento che non posso nemmeno farci nulla se è l'unica cosa che riesce a farmi stare bene. Ho tanti problemi nella mia vita, che mi spingono a volerla fare finita, ma devo dire che questo è uno dei principali. Ammetto che il mio sogno è quello di avere una vita dignitosa con un lavoro che riesce a farmi guadagnare bene, conoscere una persona che mi faccia innamorare e che soprattutto si innamori perdutamente di me e chissà, avere una famiglia. Subito dopo questo pensiero penso che sia meglio farla finita e basta. Che nessuno si innamorerà mai di me perchè non sono abbastanza. E' questo il pensiero che continua a tormentarmi giorno dopo giorno anche quando sento di stare un pò meglio: non sei abbastanza, non hai nessun valore, nessuno ti proteggerebbe, nessuno farebbe mai follie per te, nessuno correrebbe rischi per te. Ringrazio chi ha letto questo mio grido di aiuto scritto davvero molto male con punteggiature insensate (le lacrime non aiutano) e vi chiedo scusa per questo.. Grazie in anticipo per il vostro aiuto...

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Ho paura di uscire , parlare con altre persone , toccare/essere toccata e dire /fare cose sbagliate

Salve sono una ragazza di 15 anni, da quasi 2 anni soffro di disturbi alimentari (da cui sono quasi uscita) autolesionismo, pensieri suicidi e crisi da un po' di tempo si è aggiunta la paura di uscire, andare in mezzo alle persone, sbagliare  dire cose inutili e fare brutte figure. Spesso quando sono in mezzo alle persone ho dei pensieri (molto simili a delle vicine) che mi dicono ad esempio che ci sono persone che ridono di me o che tutti mi stanno fissando (anche se spesso non è vero) e questo mi fa andare in crisi più totale e spesso mi fa avere attacchi di panico . Vi chiedo aiuto perché ho già avuto a che fare con queste "vocine" a partire dai disturbi alimentari e alle crisi ma ho paura che la situazione degeneri e avendo sempre affrontato tutto da sola è il momento di chiedere aiuto . Grazie mille A.

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Quando se ne esce dall'ansia?

Io prendo Xanax 0,25 mattina pranzo e sera, ma la sensazione di fastidio sul petto non sparisci mai e ovviamente entro nel circolo vizioso nell' ansia di qualche problema cardiaco! Per quanto mi sforzi a cercare di gestire questa situazione e davvero difficile. Sono in cura anche da una psichiatra psicoterapeuta della quale mi fido molto ma non riesco ad uscirne proprio . Grazie

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Ansia sociale, problemi nel trovare la mia personalità, disturbi nel linguaggio.

Buonasera a tutti, mi presento sono Luigi e ho 31 anni. Mi sono iscritto a questo sito perchè comincio a sentire il peso di una disperazione sempre più crescente. Da anni soffro di una condizione di totale insoddisfazione, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista lavorativo. Le mie relazioni interpersonali scarseggiano, mi sento isolato, tremendamente solo, insoddisfatto e non compreso. Tutto questo credo sia dovuto alla mia scarsa autostima, al non riuscire a fidarmi degli altri e al grande timore del confronto, del paragone e della critica, Non riesco a trovare me stesso e sono consapevole che nel corso degli anni ho perso la mia vera personalità, il mio modo di essere, probabilmente perchè ho trovato solo persone sbagliate e ipercompetitive o semplicemente sono io sbagliato. Questi problemi di autostima mi portano spesso a non riuscire a parlare in maniera corretta, non trovo mai le parole giuste, talvolta balbetto o pronuncio frasi semanticamente sbagliate, non riesco a seguire un discorso che perdo immediatamente la concentrazione, mi sento sempre inadeguato e inferiore a tutti, dovrei studiare ma non ho mai voglia di fare nulla, mi sono totalmente impigrito, non memorizzo quasi nulla di quel che leggo e fatico ad apprendere. Un esempio banale è il non riuscire a creare mentalmente un itinerario quando sono in macchina per raggiungere un luogo che tra le altre cose conosco benissimo ma dimentico come ci si arriva. Ciliegina sulla torta, tendo ad essere permaloso, selettivo, infantile e suscettibile tanto da portarmi a isolarmi anche da chi cerca di contattarmi e di invitarmi a uscire. Ora mi ritrovo a dover affrontare una solitudine che non mi appartiene ma che reputo necessaria, perchè mi sento sbagliato, con indosso uno zaino stracolmo di sensi di colpa che mi pesa tantissimo. Ho bisogno di respirare, voglio guarire da questa "malattia" a cui non so dare un nome specifico. Come posso cambiare questa tremenda situazione? Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso preventivamente per non essere riuscito a fare una sintesi chiara, non so più nemmeno scrivere.

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Non so cosa fare, sto male con me stessa e gli altri

Sono una ragazza di 20 anni, mi sento triste e vuota, cerco sempre di rendermi utile magari lavorando o altro ma mi sento sempre così inutile irrealizzata come se fossi sbagliata e mi odio...mi detesto, gli altri non comprendono il mio malessere, sento che a nessuno importi di me perché nessuno mi chiede Come stai? Tutto bene? Ti capisco... nessuno sono sempre io a cercare gli altri pur di non essere sola ma ora sono stanca. Dentro di me sento logorare vorrei non esistere più..vorrei non essere mai nata perché sono esausta di essere così infelice. I miei genitori si sono lasciati ma spesso assisto a scene litigiose,il mio ragazzo è via per 4 mesi e quando ne parlo crede che è solo un momento un periodo, le mie amiche non mi considerano se non di rado e mi chiedo perché cosa ho fatto di male? Nella mia città è difficile trovare una buona posizione lavorativa e di conseguenza mi fa sentire irrealizzata provai l Università ma non c’è l’ho fatta fu una grande sconfitta e delusione per me...tutto quello che faccio tutto quello che vorrei fare va sempre male.Molti mi dicono sei bellissima sei intelligentissima potresti fare e avere tante cose per te è facile trovare lavoro per te è facile essere felice tu sei fortunata, e non mi credono quando dico che sto male...e ora mi chiedo cosa posso fare per essere felice per stare meglio? Spero sia un malessere passeggero..grazie!

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La mia psicologa dice che sto bene!?

Sono Ginevra, ho 22 anni e sono una laureanda in psicologia (triennale). Vado dalla psicologa (struttura pubblica ) da circa tre anni. Inizialmente ci andavo mensilmente o comunque bisettimanalmente per un consulto sporadico ma da novembre, da quando sono iniziati i problemi, sono entrata più propriamente in terapia. Premetto che ho scoperto molte cose della mia famiglia, che ho una mamma ossessiva di cui ignoravo completamente questa peculiarità (ora riesco a capire perfettamente i suoi comportamenti etc) un padre presente ma assente affettivamente (così come mamma) e un fratello diciamo instabile, fissato in Dio e la religione in modo ossessivo che un anno fa minacciava confidandosi con me il suicidio e mi raccontava tutti i suoi pensieri ossessivi dai più assurdi ai meno. E io a quanto pare gli ho fatto da terapeuta e mi sono addossata queste cose. A novembre infatti dopo un progetto di vita abbastanza delineato per quanto riguarda la magistrale etc ho iniziato a stare malissimo. Mi è venuta l'ansia, attacchi di ansia abbastanza forti crisi e domande esistenziali e nichilismo più totale. A gennaio ho toccato il fondo con sintomi come derealizzazione e de personalizzazione. Mi sono spaventata come poche volte nella vita e soprattutto non pensavo queste cose potessero tangermi. Ho iniziato ad avere le immagini più assurde, paura di suicidarmi, conati di vomito, giramenti di testa etc. Ho iniziato a chiamare la psicologa e a mandarle messaggi tante volte al giorno nonostante lei fosse in malattia per una sola settimana o poco più e con me si è rivelata molto disponibile. Prima di questo crollo a partire da novembre inoltre stavo molto bene, mi sentivo realizzata e che l'andare dalla psicologa mi avesse sbloccato da tanti punti di vista soprattutto sull'autostima, le relazioni (ho un rapporto a distanza ma con un ragazzo splendido) e il piano sessuale. Ora tutto il contrario. Gennaio e febbraio sono stati orribili ma nonostante questo ho fatto tutti gli esami e sono anche andati bene. Dopo questo periodo grazie anche alla psicoterapia di gruppo iniziata sono stata decisamente meglio anche se non c'è mai stata una giornata senza almeno un brutto pensiero, ma finalmente potevo respirare. La mia psicologa dice che mi ero ammalata ma che ora sono guarita e sono solo stronza con me stessa e in una fase di negazione. Infatti mi ha fatto anche fare un consulto con una psicologa del CSM per vedere la possibilità di un disturbo ossessivo ma anche lei mi ha detto che le sembravo stare bene. (in effetti da dopo questo consulto dove in teoria dovevo essere presa in carico presso questo centro e abbandonare la mia psicologa sono stata subito meglio). Ora però a un esame dalla laurea sto di nuovo male e con la paura matta di non provare più serenità piacere e di potermi suicidare da un momento all'altro. E la mia psicologa mi ha chiaramente detto che non sono una malata di mente ma che sono solo pippe mentali. Io prima di entrare in terapia non mi sono mai soffermata sulle cose, sulle emozioni, sull'inconscio etc insomma vivevo in una specie di bolla protetta. Ora però ho veramente paura e il fatto che lei mi dica che mento a me stessa, che sto bene e che lo vede e lo sente chiaramente che sto bene mi preoccupa perché io non sento di stare bene anche se spero che da questo papiro emerga che abbia ragione lei. Ho paura di stare impazzendo e che non riuscirò più a essere felice serena spensierata com'ero prima e di non riuscire a realizzarmi. Di fatto idealizzo tutti e non mi do mai valore. Lei dice che non sono una malata di mente e che lasciarsi andare in ogni ambito e fidarsi di sé stessi è complicato. Ma io ho paura. Grazie per l'ascolto.

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Da sei mesi soffro d'ansia cronica

Salve sono una mamma di 31 anni di 3 splendide bambine, una di 8 e 2 gemelline di 2. Da metà dicembre che soffro di attacchi d ansia e ansia cronica dalla mattina appena apro gli occhi con tachicardia e agitazione alla sera che chiudo gli occhi. Sono esausta .. in più con un continuo peso sul cuore. Faccio in media 1 elettrocardiogramma alla settimana ma ringraziando al cielo tutto bene. Vi prego datemi consigli

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