Ansia e Depressione

Articoli

Ansia
Dott.ssa Lorena Ferrero

Come gestire l’ANSIA

L’ansia o paura, è un’emozione. Non esistono emozioni giuste e altre sbagliate, in quanto sono naturali, possiamo dire invece che esistono emozioni piacevoli ed altre spiace ...

01 Settembre 2019

Depressione
Dott.ssa Gabriella Ghiglione

Depressione

Ma che cosa significa essere depressi? Non è solo una forma di tristezza, ma si parla di depressione perché il malessere che si prova influenza sia la mente che il corpo, incluso il ...

02 Luglio 2019

Domande e risposte

Si può avere paura di tutto e pensare di avere in ogni momento un infarto?

Salve a tutti sono un ragazzo di 23 anni che da circa 6 non riesco ad uscire da una situazione molto molto spiacevole 6 anni fa ho avuto una congestione dopo aver mangiato troppo e aver fatto subito sport da quel giorno e iniziato il mio incubo quasi tutti i giorni al pronto soccorso con palpitazioni dolori al torace e sintomi di svenimento ho lasciato lo sport sono ingrassato notevolmente e oggi come faccio un rampa di scale mi viene l affanno all'inizio ero tranquillo poi i medici hanno iniziato a dirmi che ho l'ansia che è la mia testa a provocare tutto ciò è io non ci credevo e stavo sempre più male fino ad arrivare ad oggi che ho sempre paura di tutto il cuore mi batte sempre a mille sto sempre in allerta aspetto 24 su 24 che mi colpisca un infarto non ce la faccioni...la mia paura estrema e che queste paure che io ho in continuazione tutti i giorni e che di conseguenza mi fanno battere il cuore forte me lo facciano fermare...un arresto cardiaco ho sempre dolori al torace giramenti di testa sensazione di confusione e annebbiamento della vista debolezza e tremore.lavoro cerco di condurre una vita quasi normale anche se potrei fare molto di più ma sono bloccato da tutto ciò....cosa devo fare?

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E' possibile guarire da questa possessività?

Salve a tutti! sono marta e ho 30 anni. e' la prima volta che scrivo su forum o siti ma come non mai sento che ho bisogno di aiuto. Sono insieme ad una ragazza da un anno, (e' la mia prima volta con una ragazza ) ci siamo conosciute durante un viaggio all estero, lontane da tutto e tutti, dove forse la reputo un po' troppo il mio tutto. Sono una persona molto molto insicura, (da sempre) dove chiunque e' piu' bella, intelligente, simpatica, interessante etc... di me xke io non ho stimoli di vita, non ho passioni, non ho hobby e sopratutto qui all estero non ho amiche, allo stesso tempo se mi viene chiesto di uscire non amo stare con la gente quindi dopo appena un' ora di svago fuori non vedo l ora di ritornare a rifugiarmi in casa, sopratutto se so k la mia compagna e' tornata dal lavoro, in quel caso mi vengono veri attacchi di ansia xke sono fuori senza di lei e devo tornare a casa xke quando lei arrivera' ci saro' anche io e potremmo stare assieme (qui c e' tantissima ossessioneeee). quindi mi limito a starmene a casa tutto il giono a non fare altro k assillare la mia mente. al contrario la mia ragazza e' una pallina da ping pong. ama fare qualsiasi cosa, sopratutto circondarsi di persone. ama ridere, scherzare, condividere,.... il contrario mio. l ho conosciuta che stava con un' altra ragazza e che per farvi capire, dormiva con un' AMICA di entrambe nella stessa camera, quindi uno di quei casi di iper mentalita' aperta.il motivo di xke vi sto scrivendo e' xke io non ce la faccio piu' a vivere con qste voci che mi parlano dentro di me. c' e' sempre una vocina maligna che fa si che mi arrabbio x qualsiasi cosa. lei e' al corrente di tutto. lei ha provato a darmi una mano in qst xke e' una persona molto molto intelligente. mi e' stata affianco x qualsiasi mia lamentela. ma ovviamente la pazienza ha un limite! viviamo con altre persone e quando arriva a casa dal lavoro io mi faccio gia trovare con il musone xke so k invece k saltarmi addosso lei si perdera' via a chiaccherare di come le e' andata la giornata con gli altri piuttosto che SOLO con me, e io m innervosisco di qst. lei dice k io penso troppo x lei e che non e' vero che non vuole stare in mia compagnia. devo smetterla di farmi i miei castelli mentali xke mi stanno rovinando. sono gelosa che si scrive con le colleghe di lavoro, sono gelosa che si scrive con le sue vecchie amiche e alcune sono ex d infanzia, sono sempre a controllare se e' su qualche social , mi arrabbio se nn mi risponde subito o se non visualizza i miei sms ... mi arrabbio se scherza con le altre coinquiline, mi arrabbio quando io sono a lavoro e lei o finisce prima o se nei suoi giorni off esce per svagarsi un po' , stare in compagnia e farsi qualche drink . in sostanza mi arrabbio xke lei respira. fortunatamente, sono consapevole di tutto cio'. e mi reputo una persona ORRIBILE. vorrei solo svegliarmi e essere una persona normale. lei ha perso tutto x me... ha lasciato posti di lavoro, passioni, hobby, amici .... mi faccio schifo! e ancora di piu xke non riesco a migliorarmi. e' da un anno che dico k cambio ma non sono mai cambiata. x favore c e' qualcuno che possa aiutarmi? io penso in maniera giusta ma poi agisco malissimo, in base alle voci k sento dentro la mia testa.

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Come affrontare i pensieri suicidi e il sentirsi inadeguati?

Sono una ragazza di 20 anni, determinata, sognatrice e a detta degli altri “brillante” “geniale”. Potrebbe sembrare tutto alquanto normale, ma purtroppo l’altra faccia della medaglia raffigura una persona insicura, infelice ed incapace di trattenere le proprie lacrime ogni volta che una situazione sfugge leggermente dalle mie mani. Ho iniziato a soffrire di depressione intorno ai 12, in cui compivo gesti di autolesionismo fisico e facevo pensieri inadeguati. Credo che il tutto sia scaturito dal rifiuto del mio aspetto e dal contempo dalla morte di un caro. Ma allora non sapevo cosa fosse la depressione, solo andando avanti ho capito con che cosa stavo lottando. Sono arrivata a 20 anni con dei traumi alle mie spalle (accumulati soprattutto al mio diciottesimo anno di età), inoltre da un lungo periodo a questa parte ho iniziato a sviluppare pensieri suicidi. Sembra quasi non vogliano lasciare la mia mente e ogni giorno sempre di più sento la pressione del mondo che mi è intorno e cado sempre più in basso. Tutto non va, ho perso tutti gli obiettivi che mi ero prefissata e credo che non abbia più senso continuare. Ho provato a parlarne con la mia famiglia e amici di questo problema ma sembra quasi che nessuno voglia ascoltarmi o forse prendono con troppa superficialità le mie parole. Credono che non sia vero? Credono che se si ha la depressione non se ne possa parlare apertamente? Ed io mi chiedo, deve per forza “scapparci” il morto per dimostrare il mio stato d’animo? Io non so cosa fare. Mi sembra che in me convivano due persone. Quella determinata e sognatrice che vuole viaggiare per il mondo e ottenere la carriera dei propri sogni, e l’altra persona che è stanca e non prova nulla se non delusione nei propri confronti e dalla gente attorno. Cosa fare a questo punto? Ci sono momenti in cui veramente non so controllarmi e ho paura che possa essere la mia fine. In piu tutto questo ha influito sulla mia vita mondana, tendo ad abusare di alcool, ho disturbi gravi del sonno, ho totalmente perso la mia capacità di concentrazione ed ho assolutamente zero autostima.

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Ansia da prestazione e presunti pensieri negativi sulla coppia

Buonasera, Mi trovo a scrivere qui a causa di qualche episodio di ansia da prestazione con scarsa erezione avvenuta diverso tempo fa, ormai sono passati due mesi. Avevo già scritto in questo blog per saperne qualcosa in merito e vi spiego in breve la situazione. Sono fidanzato da 8 anni con la mia ragazza e prima di due mesi fa non avevo mai avuto il problema, ora al di là che faccio fatica ad avere rapporti sessuali, anzi quasi lì evito perché ho paura, mi è venuta un’ ansia e una paura costante che il mio rapporto possa finire con la persona che ho sempre amato e che mi ha sempre e tutt’ora mi coccola prendendosi carico anche dei miei problemi, mi sento vuoto e apatico. Diciamo che l’ansia deriva solo da me, inizialmente la mia ragazza non la prese bene pensando che non le piacessi più, da quel momento i miei rapporti sessuali (la maggior parte) erano più per dimostrare che non era come pensava lei. Ora non riesco più ad essere spensierato con lei, ho paura che non riesca a tornare quello di prima, spensierato con lei godendoci ogni momento come abbiamo sempre fatto, dal sesso al semplice passare insieme una giornata divertendoci. Sono alla seconda seduta con uno psicologo che dice che prima bisogna risolvere il problema dell’ansia da prestazione e poi sparirà tutto il resto, ma ora che mi sono fatto mille problemi pensando anche alla nostra relazione, come faccio a togliermi quei pensieri e risolvere il problema del sesso? Ora che faccio fatica a fare ogni cosa che prima mi piaceva, come faccio ad essere spensierato e risolvere il problema sessuale? Penso sempre che quando vedrò di nuovo la mia ragazza mi verrà ansia, che non riuscirò più a star bene con lei come prima e puntualmente succede e vedo che cercare di pensare positivo non basta, vedo tutto nero e non so come risolvere la situazione..riguardo continuamente foto, video e momenti passati con la mia ragazza per ricordarmi di quanto fossi felice e di quanto mi manchino quei momenti, ho voglia di tornare come in quei momenti ma non so davvero come fare. Io amo la mia ragazza e non ho bisogno di altro, non ne ho mai avuto, ho solo bisogno di tornare spensierato e godermi i momenti... è una situazione che secondo voi si può migliorare e tornare a vivere spensierato come prima?

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E' depressione la mia?

Salve, mi sono iscritta qui perchè ho bisogno di essere aiutata in questo periodo della mia vita. E' da circa due anni che sto soffrendo per un problema del passato che ho avuto (non fisico), però ho sempre sottovalutato la mia sofferenza sono sempre andata avanti lasciando perdere i miei momenti bui. Ad oggi dopo quasi 2 anni mi ritrovo così: fredda, vuota, impassibile e senza voglia di avere rapporti umani come se fossi morta interiormente. Mi sono iscritta all'università, la quale mi da tantissime soddisfazioni. Ho tante amiche, anche se talvolta, odio perfino loro come se con nessuno mi sentissi a mio agio. Dentro di me è maturato un profondo odio verso il genere umano, mi sento in uno stato elevato di depressione, non ho voglia di fare nulla. Se avessi il coraggio mi ucciderei, ma solo una cosa mi frena: l'amore che ho per i miei genitori, odio vederli stare male e so che se facessi mai una cosa del genere, probabilmente si ucciderebbero anche loro e non voglio questo, non lo meritano. Sono triste, molto sento che nulla mi emoziona cerco di far vedere agli altri che sto bene ma non è così, sto molto male. Mi dispiace e chiedo scusa a chi magari è in ospedale e sta passando momenti brutti a causa di un brutto male o altro, ma anche io sto soffrendo e credo che ognuno abbia diritto a manifestare il proprio dolore e ad essere aiutato. anche se ho sempre pensato che lo psicologo serve per casi molto gravi.

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Si può avere di tutto?

Salve, vado al dunque: Ho uno sbandamento nel camminare da 34 anni. Ho diagnosi di disfunzioni troncoencefaliche vestibolari. Ho elettromiografie tutte sballate, ho rivoltato mezza italia. Ho trovato solo discordanze e tanto tanto smarrimento degli speciaisti di fronte al problema. È una cosa che non è possibile non somatizzare. Da li scaturiscono una serie di problematiche dove non si sa più se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Vale a dire reazioni di somatizzazione. Non digerisco, a pranzo mi si scatena ansia, il mangiare non scende, ho reflusso da ernia iatale colon irritabile e adesso anche una intolletanza alimentare che va dal riso uova farnie ecc eccc. Dovrei campare a petto di pollo e zucchine gratinate. Vi chiedo solo un parere perché, basta farmaci. Saluti. Viva la vita.

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È un mese che soffro di attacchi di panico

Giusto un mese fa ho avuto il primo attacco di panico, sono andata subito da una psicologa, credevo di stare meglio ma qualche giorno fa sono andata in ospedale perché ho avuto paura di morire gli unici sintomi che non mi lasciano mai sono la Depersonalizzazione e la derealizzazione questo non mi lascia vivere la mia vita. E solo un po’ di tachicardia la mattina ma poi passa. La mia psicologa arrivati a sto punto vuole inidirizzarmi da uno psichiatra per farmi curare con i farmaci, sono al punto di andare da uno psichiatra?

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Non so come riprendermi

Salve a tutti, ringrazio già in anticipo chi leggendo la mia richiesta d'aiuto vorrà darmi una mano... Sono una ragazza di 23 anni nata in una generazione che non rispecchia nulla di me e del mio carattere, e in un contesto e situazione economica dura per tutti. Premetto che ho una situazione familiare piuttosto normale, una madre e un padre presenti che non mi hanno mai fatto mancare il cibo in tavola, ma che non potevano permettersi spese extra (siamo in 5 in famiglia con un solo stipendio, di mio padre). Sin da piccola sono stata la figlia diversa, la pecora nera: sveglia e anticonformista, anche un po' introversa. All'età di 14 anni avrei voluto iniziare a frequentare un indirizzo scolastico che mi avrebbe richiesto spese per la mia famiglia impossibili, cosa che i miei genitori non mi hanno fatto scordare: dato che mia sorella è sempre stata ai loro occhi la figlia più brava (e lo era in effetti, costante in tutto) e che frequentava una scuola comoda dal punto di vista della vicinanza, i miei mi hanno consigliato di frequentare lo stesso indirizzo. Un minimo di interesse per le materie proprie di questo indirizzo lo avevo, ma erano presenti anche materie per me quasi impossibili. Il risultato fu il mio completo fallimento: le materie che non mi piacevano tolsero del tutto l'interesse che avevo per la scuola in generale, al punto che fui costretta a non terminare il percorso di studi a seguito di una ennesima bocciatura. Da quel momento ho cercato di fare qualcosa che non potesse deludere ulteriormente i miei genitori: visto che non potevano più permettersi di aiutarmi a completare un possibile percorso di studi, ho cercato lavoro, e sto cercando tuttora. Trovo saltuariamente qualcosa, ma la verità è che nella mia situazione trovare lavoro è quasi impossibile: già senza un diploma è dura, ma il vero problema è che per qualsiasi cosa chiedono esperienza di almeno 1 o 2 anni. Mi andrebbe bene anche pulire i bagni di qualsiasi posto, ma anche per quelli serve esperienza. Esperienza che non posso avere perché non puoi lavorare senza esperienza di 1 o 2 anni. Ho 23 anni e i miei genitori sono stufi di vedermi fallire. Mia sorella non è mai stata una cima, eppure ha preso il diploma (seppur con risultati minimi), ha trovato lavoro (grazie ad un'amica che l'ha inserita) e fra poco andrà a convivere con il suo ragazzo. Il calcio in culo serve a tutti, soprattutto nel mondo del lavoro, cosa per me impossibile vista la mia quasi totale incapacità a relazionarmi: ho avuto amicizie tossiche in passato, di gente che mi ha criticata alle spalle soprattutto per il mio aspetto fisico (ho avuto problemi di peso nell'adolescenza) e per il fatto che non sopporto determinate ipocrisie (la mia ultima amica stretta era una ragazza che mi ha sfruttata per arrivare a determinati scopi, e che poi ha trovato un'altra persona più utile alla sua causa mollandomi senza farsi scrupoli e senza darmi una spiegazione decente). Voglio bene a mia sorella e alla mia famiglia, ma questo mondo inizia a farmi schifo. Mi alzo la mattina e mi chiedo quale sia il senso di sbattersi per poi non avere nulla. Vivo le giornate con un costante senso di vuoto: so che dovrei provare più emozioni ma non provo niente se non stanchezza, tristezza e questo vuoto che non mi lascia mai. La sera perdo tempo col telefonino, sperando di riuscire ad addormentarmi in fretta ma i pensieri mi fanno stare sveglia, e mi addormento sempre tardi. Sono stanca di tutto, e di tutti. Vorrei solo riuscire ad addormentarmi e non dover pensare più a niente, non dovermi preoccupare più delle sentenze di mia madre che pensa che non combinerò nulla nella vita, di quelle di mia sorella che dice che mi devo solo impegnare di più perché io, secondo lei, sono forte. Non sono forte, ho sempre avuto voglia di piangere e ce l'ho tuttora, non lo faccio solo perché non voglio far star male loro. Mi sto solo sforzando di vivere, e so che non dovrebbe essere così. Sono stanca... E basta

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