Ansia e Depressione

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Ormai non ce la faccio più a vivere... l’ansia e la paura hanno invaso la mia vita.

Salve, sono una ragazza di 20 anni. Questo è il mio primo anno di università e sto passando un momento terribile. Mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria, non essendo sicura al 100% della mia scelta, essendo spinta molto dalla possibilità di trovare lavoro in un futuro ma anche dalla speranza che mi potesse appassionare. Il primo semestre è andato bene, ero molto motivata all’inizio e studiavo tutti i giorni in modo costante, anche di sera con poche pause. Riuscivo a seguire abbastanza bene due materia (analisi e fisica) mentre economia proprio non riuscivo a seguirla soprattutto per l’insegnante incompetente. All’esame di analisi ho preso il massimo, ma nel momento della preparazione di fisica tutto é peggiorato. Alla prima difficoltà incontrata in un capitolo, ho incominciato ad avere paura di non farcela a dare tutti gli esami. Da lì si è aggiunta la paura di economia (di cui sapevo zero). Il tutto mi ha portato a un totale crollo e ossessione: non riuscivo più a mangiare, avevo la nausea, non dormivo ( ripensavo a tutte le cose che non sapevo e cercavo di ripetere nella mente le cose studiate), avevo attacchi di ansia, non riuscivo più a vivere. Mi sono fermata per qualche giorno per poi continuare a studiare a forza per finire la sessione. Alla fine sono riuscita a dare entrambi gli esami, in cui ho preso il massimo dei voti. Il problema è che non ero per niente soddisfatta, ero stata troppo male, non ne era valsa la pena... Nella pausa tra sessioni sono riuscita a riprendermi ma appena sono riiniziate le lezioni sono crollata ancora in quel circolo di ansia e paura di non riuscire a dare gli esami. Ora non riesco più a vivere, sto sempre male, la mia vita è un incubo. Non capisco se questa università non fa per me o sono io che ho un approccio sbagliato, vedendo tutto con troppa ansia ( e quindi non riuscirò in ogni università in cui andrò). Non so davvero cosa fare, sono allo stremo.

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Non so cosa fare

Salve mi chiamo Sara ho 24 ed ho una bimba di 6 anni. Ho avuto la bimba ha 16 anni, mi sono ritrovata sola il mio ragazzo spari ed in più ebbi gravi problemi, fui ricoverata in ospedale per 3 mesi é stata una gravidanza difficile. I miei problemi risalgono sin da quando ero piccolina, mi sono sempre sentita pessimista su tutto. Quando é nata la bimba é stata la cosa più bella che mai potesse capitarmi, solo che poco dopo il parto iniziai a soffrire pesantemente di attacchi di panico, costanti dalla mattina fino a notte fonda. Oltre ad attacchi di panico iniziarono a venirmi i peggio pensieri in testa, se sentivo parlare di cose brutte mi autonconvincevo che anche io potessi fare certe cose. Mi sentivo come trattenuta nel fare male alle persone, mi veniva l'impulso e poi scoppiavo a piangere, iniziai anche ad avere paura di ogni cosa se sentivo parlare di malattie mi convincevo che mi sarebbero venute anche a me. Arrivai ad un punto che chiesi aiuto perché avevo il terrore di diventare matta, se vedevo un programma che parlava di omicidi avevo paura di poter diventare anche io così. Avevo paura di tutto e mi prendevano attacchi di panico fortissimi come l'infarto: sentivo il bracco formicolare, idem la mandibola, dolori al petto lancinanti e vomito. Andai da uno psicologo per un periodo e i pensieri andarono a calmarsi mentre gli attacchi di panico no. Dopo tutto mi misi con un ragazzo, una relazione durata 3 anni penso relazione più brutta non poteva capitarmi. Mi offendeva dalla mattina alla sera. I primi mesi tutto bene, dopo però andò il tutto nero baratro. Mi ci sono voluti due anni per lasciarlo e riuscire a capire la situazione. Sono arrivata a pesare 44 Kili ne pesavo 58 mi sono sentita sola, mi sono sentita come se non meritassi di meglio e me ne facevo una condanna, momenti bruttissimi. Ed ora sto male é non so quanto che non dormo la notte mi sono tornati gli attacchi di panico, piango, penso al suicidio dico tanto la mia bimba sta bene anche senza di me, lo penso ma non ho il coraggio di farlo. Ho sbalzi di umore pesanti di punto in bianco mi sento giù a duemila. Sto con un ragazzo da un anno e mezzo é bravo, ma mi rendo conto che quando si litiga tratto male, penso sempre che dalla vita io non mi possa aspettare di meglio, mi sento sola. Mi vengono poi tremila pensieri, paranoie per tutto. quando dormo faccio incubi non ne posso più, vorrei stare bene ma mi sto sentendo sempre più male. L'unica cosa bella che ho é la mia bimba, per il resto vedo tutto nero.

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Elaborazione lutto

Buongiorno sono di nuovo qui a chiedervi aiuto , sono la persona che ha perso il marito ad ottobre per Covid. Volevo sapere è normale che ci sono giorni in cui sembra di stare meglio e giorni specialmente nei giorni di festa mi sembra di tornare ai primi giorni e passare l'intera giornata a piangere. Volevo sapere questa fase di elaborazione è lunga? Perché a volte mi sembra che tutto ciò che sto facendo per andare avanti sembra vano. Grazie mille.
Domanda precedente

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Non capisco mia moglie

Ho 40 anni, mia moglie 38, non abbiamo figli e siamo insieme da 16 anni. Viviamo all’ estero, abbiamo un appartamento al pianoterra, mia moglie e’ straniera e siamo entrambi piccoli imprenditori. Io sono un tipo tendenzialmente solitario ed ero abbastanza timido, con mia moglie e’ stata la prima relazione seria che ho avuto mentre lei aveva gia’ avuto un paio di relazioni piuttosto tormentate ed una relazione di 2 anni terminata da lei a causa di un tradimento. Io ho avuto un’ infanzia direi serena in una famiglia abbastanza rigida ed iperorganizzata, mia moglie un’ infanzia caotica con un padre alcolizzato, rissoso, violento, che ogni tanto picchiava sua madre e si comportava da dittatore in casa. Mio suocero e’ morto da qualche anno. Con sua madre ha un rapporto molto forte, a tratti oserei dire morboso ed iperprotettivo, anche perche’ mia suocera soffre di alcune patologie abbastanza serie e mia moglie sente di doverla proteggere. Lavorano assieme visto che e’ subentrata a sua madre nella conduzione dell’ impresa, ma nel tempo libero si telefonano 1-2-3 volte al giorno, mia moglie l’ accompagna a casa, la porta a far compere (mia suocera non guida), durante il week-end spesso va a casa sua, baci, abbracci, mia moglie che le posa la testa sulle ginocchia per farsi accarezzare, insomma atteggiamenti spesso adolescenziali. All’ inzio la cosa mi seccava, poi ho imparato a fregarmene visto che si finiva sempre per litigare (odi mia madre, a lei non rinuncero’ mai, ecc.). Quando mia suocera e’ rimasta vedova per un certo periodo ha tentato di convincermi a trasferirci da lei, cosa che logicamente non ho accettato e non accettero’ MAI. Tendenzialmente mia moglie e’ una persona socievole mentre io sono abbastanza introverso: appena conosce una persona tende a parlare molto ed a raccontare anche cose abbastanza riservate, salvo poi pentirsene quasi subito e darsi della sciocca. Il problema tuttavia non e’ questo, ma sono alcuni comportamenti di mia moglie che iniziano a darmi molto da pensare…. Mia moglie, da quando la conosco, e’ sempre stata una persona che tende a vedere complotti e tradimenti un po’ dappertutto. Gia’ all’ inizio della nostra relazione mi sono accorto che aveva una certa dose di gelosia e un atteggiamento piuttosto possessivo nei miei confronti. Dopo 4 anni di relazione abbiamo avuto un momento di crisi, sfociato in un suo tradimento per ripicca visto che secondo lei non le dedicavo sufficienti attenzioni. Solo che quando e’ andata a letto col tipo in questione, si e’ accorta che vicino al letto il ragazzo teneva il portatile acceso e si e’ messa in testa di esser stata filmata e da allora ne ha fatto praticamente una mania cercando su internet a destra e a manca per vedere se magari avevano messo in rete un fantomatico filmino (che logicamente non esiste) e a distanza di anni le e’ rimasta questa fissazione. Il tradimento gliel’ho perdonato, uno sbaglio lo possiamo fare tutti. Quando siamo in salotto sul divano e mi viene voglia di fare l’ amore, prima ancora di toccarla devo assicurarmi che tutte le imposte siano chiuse e tutti I vetri chiusi, altrimenti I vicini potrebbero vederci e sentirci. Spesso nonostante abbia chiuso tutto, lei vuole controllare. Poi non le va di fare sesso con le luci accese, solo l’ abat jour. Se preso dalla foga mi dimentico di farlo, scenata isterica e logicamente mi passa la voglia di continuare. Se decidiamo di guardare un film per adulti, devo togliere l’ audio per lo stesso motivo. Durante l’ amplesso bisogna fare attenzione al tono di voce. Tempo fa ho deciso di comprare dei sex toys per mettere un po’ di pepe, ma anche li’ ci ho messo un po’ di tempo a convincerla visto che I vicini avrebbero potuto sentire il rumore (manco fosse un martello pneumatico). Quando sono all’ estero per lavoro, spesso le chiedo di fare sexting. Dopo 15 anni di insistenze ha finalmente accettato, sotto giuramento di cancellare subito le foto che qualcuno potrebbe vedermi sul telefono o che io potrei divulgare per vendetta (!!!). Se ha il viva voice sul telefono, guai dire cose spinte perche’ I vicini potrebbero sentire. Quando sono via non usa da sola I sex toys per paura che qualcuno senta il rumore e perche’ le sembra una cosa stupida usarli da sola. Tutti questi rituali da seguire hanno fatto sorgere in me una serie di frustrazioni (sopratutto mi bloccano le sue scenate in caso di un mio errore) culminate in un mio tradimento dell’ anno scorso durante un viaggio all’ estero. Non mi ricordavo piu’ cosa volesse dire fare sesso senza controllare se le imposte sono chiuse. Gliel’ho confessato e mi ha perdonato, solo che francamente non ho nessun rimorso per quello che ho fatto. Prima di farlo ho tentato varie volte di parlare, di farle capire che alcune cose non mi andavano, ma ottenevo sempre la solita risposta “se non ti va bene puoi andartene, se mi ami mi accetti cosi’ come sono, altrimenti se non ci capiamo piu’ meglio che divorziamo”. Questa e’ praticamente la risposta che mi becco anche quando le dico che se dimagrisse 5 kg sarebbe molto piu’ carina e che mi sono beccato pure stasera quando le ho dato dell’ ipocondriaca visto che continua a farsi mille paranoie circa gli effetti collaterali del vaccino COVID. Da allora, e’ convinta che io l’ abbia tradita non so quante volte in passato e che continui a tradirla, quando sono via mi telefona anche 7 volte al giorno per vedere dove sono e cosa faccio, spesso litighiamo perche’ le risulta strano che io sia in un certo posto ad una certa ora ecc. Le ho fatto presente che io a suo tempo l’ ho perdonata e mi fido di lei, ma a quanto pare lei non si fida piu’. A dire il vero comunque questo ipercontrollo telefonico lo metteva in atto anche prima del mio tradimento, e’ una cosa che ha sempre fatto. Tralasciando la sfera sessuale, ci sono tutta un’ altra serie di rituali che mi lasciano perplesso. Mai parlare di faccende “delicate” di lavoro per telefono, visto che e’ convinta che la polizia le tenga sotto controllo il telefono e potrebbe interpretare male alcuni discorsi (manco spacciasse cocaina). Mai parlare a voce alta in casa, I vicini potrebbero sentire gli affari nostri. Abbiamo comprato un terreno per costruire una casa, la prima preoccupazione e’ stata la recinzione che dev’essere impenetrabile cosi’ nessuno potra’ spiare nel nostro cortile. Amiche ne ha molto poche, a suo dire sono tutte invidiose, tutte la evitano e nessuna la cerca perche’ tutte hanno qualcosa contro di lei. Aveva una buona amica che pero’ si comportava in modo abbastanza ambiguo nei miei confronti, quindi litigio e rottura (a suo dire mi faceva la corte). Tutto il tempo libero lo passa o da sola in casa a rimuginare perche’ non ha nessuna con cui uscire oppure a casa di sua madre. Quando deve fare un’ acquisto controlla lo stesso articolo in 10 posti diversi per paura che vogliano fregarla. Logicamente il COVID, secondo lei, era un complotto internazionale. In passato litigava pure con la madre perche’ a suo dire chiamava piu’ spesso suo fratello e gli voleva piu’ bene che non a lei. Quando si litiga, e’ normale che scappino parole grosse o frasi che non si dovrebbero dire. Io me le dimentico in fretta, lei se le ricorda tutte anche a distanza di anni. Spesso mi rinfaccia cose che ho detto anni prima e di cui magari mi sono dimenticato. Se mi capita un imprevisto all’ estero e devo ritardare il mio ritorno, sicuramente le sto nascondendo qualcosa oppure non voglio piu’ tornare a casa perche’ non la amo piu’. Se sto qualche giorno senza dirle ti amo al telefono vuol dire che ho un’ altra, devo terminare la chiamata sempre con la frase di rito. Nonostante sappia che coi miei non abbia un legame molto stretto e’ convinta che discuta con loro su di lei e che la critichiamo insieme. Una volta dopo l’ ennesima litigata le ho detto che forse dovrebbe andare da uno psicologo, mi ha risposto che se ho intenzione di farle credere che e’ matta mi sbaglio di grosso e di non osare mai piu’ di dirle una cosa del genere. Non pretendo una diagnosi a distanza, ma francamente questa situazione comincia a preoccuparmi e comincio seriamente a chiedermi se abbia senso continuare il mio matrimonio.

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Tipo di terapia?

Salve, provo a spiegare la mia situazione. Soffro di attacchi di panico con agorafobia e da circa due mesi ho episodi di "depressione". Ho 23 anni e ho iniziato a stare male a 18 anni. Durante questo periodo ho seguito due psicoterapie, una breve strategica e un altra cognitivo comportamentale. La breve strategica è stata la prima psicoterapia che ho seguito e che mi ha fatto capire come mi stesse succedendo, quindi mi ha aiutata. Cambiai dopo un anno terapia e mi dissero di seguire una cognitivo comportamentale. Ci provai e la dottoressa mi aiutò ma una volta che uscivo dallo studio i miei problemi si ripresentavano. Mi spiego meglio, in entrambe le terapie mi capitava questa cosa. Sembrava che stessi meglio ma una volta ritornata a casa, massimo un paio di ore o un giorno e mi risentivo male. Sembrava che non avessi "preso" nulla da quella seduta. In più, durante gli anni, sono riuscita a fare delle cose che prima non riuscivo a fare, come stare di più nei negozi o in qualche parte ma non riuscivo mai a dirmi "Brava, ce l'ho fatta" anzi se mi sfiorava in mente questo pensiero, dopo svaniva. Lo dissi alla psicologa che mi seguiva e lei rispose che sembrava che non mi bastasse quello che stavo facendo. Oggi la situazione non è migliorata, ho ancora attacchi di panico diversi da quelli di prima e se una settimana mi sento un po' meglio poi ho momenti in cui piango senza motivo. E' il caso di iniziare un percorso psicoanalitico? Non sono sicura perchè io ho problemi nel presente e seguendo un percorso del genere tornerei nel passato e penso che non se ne esca più. Credetemi che non ho più forze, sono così confusa. Ho tanta paura e non so a chi rivolgermi.... Se qualcuno della mia città è disponibile ad aiutarmi, ne sarei davvero grata. Grazie mille dell'attenzione.

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Senso di inadeguatezza

Salve. Sono un ragazzo di 20 anni, due anni fa mi sono trasferito dal mio paese, nel sud, a Bologna, per frequentare l’università. All’inizio ero molto contento della mia scelta, forse perché pensavo che questo nuovo percorso avrebbe potuto rappresentare una sorta di riscatto nei confronti dell’esame di maturità, che non si é concluso come avrei voluto. Ho frequentato le lezioni e ho sostenuto gli esami fino a febbraio 2020, poi, con l’emergenza sanitaria della pandemia, sono ritornato nel mio paese. Qui ho continuato a studiare, ottenendo comunque buoni voti, ma dopo qualche mese ho cominciato a sperimentare un senso di insoddisfazione verso il mio percorso universitario. Tutto é cominciato da un esame, molto faticoso, in cui ho preso un voto alto, ma sono stato penalizzato dal fatto che, nonostante avessi risposto correttamente a tutto, l’apparecchiatura di cui disponevo per sostenere l’esame in modalità online non era ottimale, motivo per cui la prof non riusciva a sentirmi bene. Ad ogni modo, sono andato avanti nel mio percorso, ma quel senso di inadeguatezza si é ripresentato. Ho sostenuto due esami scritti, in cui non ho ottenuto il massimo per una sola risposta sbagliata in entrambi i casi, e un esame orale, in cui sono stato penalizzato dal fatto che la connessione internet é caduta proprio nel bel mezzo del colloquio. Al di là di queste esperienze, ho notato che la gran parte dei miei compagni di corso riesce comunque a sostenere esami con un profitto superiore al mio, e questo non fa altro che accrescere quella sensazione di inadeguatezza. Penso che anche il contesto abbia influito molto: per anni, dalle scuole elementari fino al liceo, sono stato “il più bravo della classe”, quasi come se fosse un’etichetta che si attacca addosso senza volerlo, ed ora mi trovo circondato da “più bravi della classe” migliori di me. Oscillo costantemente tra il pensare che sia semplicemente “sfortunato” (per via degli episodi sopra descritti) e il pensare che sia realmente inferiore a tutti gli altri. Vivo ogni esame come un’occasione per mettere alla prova me stesso: se va bene, allora sono stato fortunato; se va male, allora é vero che sono incapace, ed é giusto torturarmi. C’é sempre un senso di “competizione” con tutti gli altri che mi sta portando all’esaurimento nervoso. Ad oggi la situazione é diventata insostenibile: non mangio più, ho perso più di 20 kg da quando é cominciata questa crisi e di notte non dormo. Infatti, non appena prendo sonno, mi sveglio di soprassalto, sudato, ripensando agli esami dati mesi fa. É una vera e propria ossessione, non riesco a non pensarci. La mia mente ormai va da sola, é sconnessa dalla mia volontà. Sono perennemente stanco, privo di energie, demoralizzato e terribilmente confuso. Comincio a perdere la memoria, rimando lo studio e non sono capace di concentrarmi nemmeno per 10 minuti. Il tutto contornato da frequenti attacchi di panico. Aiutatemi.

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Crisi di pianto, attacchi di panico e senso di oppressione al petto senza un motivo

Salve a tutte/i. Sono una donna di 30 anni, al momento disoccupata, vita sedentaria. È da un mese circa che ho crisi di pianto, attacchi di panico, senso di oppressione al petto con conseguente mancanza di respiro. Quello che mi manda ancora di più in panico è il non sapere da cosa derivino queste crisi e ogni giorno sto sempre peggio. Non so cosa fare, anche in questo momento mentre sto scrivendo la sensazione di oppressione al petto ecc si fanno più forti. Inoltre ho una mancanza di desiderio e anche questo mi fa sentire peggio perché ho paura di deludere il mio compagno (molto attivo sessualmente parlando). Poi ogni giorno che mi guardo allo specchio mi faccio schifo sempre di più, mi vedo sempre più grassa e gobba.

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Da un po' di tempo ho un pensiero fisso.

Buonasera, Tengo a precisare che ho selezionato come categoria 'elaborazione del lutto' perchè mi sembrava la più adatta. Ho deciso di scrivere ciò che mi sta accadendo ormai da più o meno un paio di mesi. Dunque: anni fa, più di dieci anni fa per l'esattezza, ho avuto una storia di 1anno e mezzo con un ragazzo che poi, grazie alla mia psicologa di allora, ho capito essere un borderline. Questo l'ho capito dopo la fine della storia, ahimè. Lui è stato il mio primo amore, inutile dire che l'inizio della storia è stato idilliaco:mi faceva stare bene, mi faceva sentire importante, sentivo le farfalle nello stomaco, ecc... Dopo qualche mese sono iniziati i primi segni di 'disagio' che io, essendo totalmente innamorato, non ho saputo (o voluto) vedere. Per 'disagio' intendo: scatti d'ira improvvisi che poi passavano alla velocità con la quale erano arrivati, sbalzi d'umore, mi criticava, offendeva, discussioni per motivi inutili e contorti, ecc.... Al termine delle discussioni lui spariva per giorni e ricompariva solo quando ero io a cercarlo. Aveva un pessimo rapporto, anzi inesistente direi con i genitori e molto rancore verso il padre. La storia è finita in modo burrascoso, è stato lui a lasciarmi. Ma nonostante tutto questo, ora, a distanza di anni, mi ritrovo a pensare a lui, è rientrato di nuovo nella mia testa (non credo ci sia mai uscito, ma ora è un pensieri fisso). Tutto è iniziato da un sogno che ho fatto, nel quale c'era anche lui ovviamente. Mi ritrovo a pensare ai bei momenti passati insieme, a come mi faceva stare bene, ecc... Non so se magari questo lockdown abbia amplificato tutto e magari riportato a galla vecchie cose rimaste dentro, non lo so. Ad ogni modo non mi spiego questa cosa. Qualcuno sa darmi un parere?

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