Ansia e Depressione

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Sono un fallito e non vedo un futuro

Salve,
ho 36 anni e sinceramente non riesco a vedere un barlume di speranza per il mio futuro. Sono uno studente universitario, esageratamente fuori corso, con poche esperienze lavorative, diciamo quasi inutili.
Sono ancora iscritto all'Università, facoltà di medicina, perché spero un giorno di laurearmi e di avere qualche possibilità in più, per lavorare ed avere una vita che mi gratifichi almeno un minimo. Penso di soffrire di depressione perché non riesco a fare nulla, tutto mi viene difficilissimo o rimando.
Avevo una ragazza qualche anno fa, ma pochi anni fa ci siamo lasciati, perché lei voleva sposarsi, ma non con uno studente, ho cercato lavoro ma over 30 e con il mio curriculum in cui c'è scritto solo nome cognome ed indirizzo nessuno mi prende in considerazione, non lo farei nemmeno io.
Mio padre dice che sono un fannullone parassita, mia madre dice che dovrei crearmi un lavoro, ma cosa, non so fare nulla perché non ho mai fatto nulla di concreto. Dal punto sentimentile più o meno è lo stesso, le migliori sono già sistemate sentimentalmente con famiglie, restano gli scarti, gente che nn sa stare in nessun tipo di relazione.
E così i miei giorni passano velocemente non concludendo nulla. Vorrei cambiare, ma non so da dove partire, poiché sono demotivato dal fatto di avere 36 anni e tutto mi è precluso, quasi rassegnato, penso che sia questo il cuore del mio problema.
Per la società dovrei essere già sistemato, invece non ho concluso ancora nulla e non concluderò nulla ancora per un bel po'.
Non so da dove partire.

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È mai possibile essere stanchi della vita a 21 anni?

Salve spero che qualcuno mi risponda, ne ho davvero bisogno. Ho 21 anni e la mia vita fin ora non mi ha dato niente di positivo. Sin da bambina ho sempre pensato che nessuno mi volesse bene, soprattutto i miei genitori, perché non lo dimostravano mai. Per questo forse sono cresciuta e ho acquisito un carattere molto affettuoso con chi volevo bene. Detto questo, il dramma della mia vita l'inizio di un terrificante tunnel che si fa sempre più buio ebbe inizio nel 2014, quando mia madre ha abbandonato me, i miei fratelli e mio padre per un altro uomo che tutti noi conoscevamo.
In quel periodo fu molto difficile affrontare la cosa, però ce la feci sostituendo il dolore con la rabbia, la rabbia più grande fu quella di vedere mio padre spegnersi ogni giorno di più... non poteva sopportare tale dolore, quel dolore e quella disperazione lo hanno portato a fare un gesto impensabile tanto che nel 2015 ha deciso di suicidarsi.
Questo mi ha cambiata fortemente, sono diventata più straffotente, c'è chi dice egoista, apatica, stronza. Stavo iniziando a non dare peso a ciò che facevo, avevo urgente bisogno di cambiare aria, fin quando non mi è arrivata una proposta di lavoro che in quel momento era perfetta, perché mi sarei allontanata da tutti per 3 mesi e quindi ho accettato. Arrivata li non avrei mai immaginato di incontrare un ragazzo bello ed intelligente, 10 anni più grande, e per assurdo mi innamoro perdutamente, tanto vero che poi finita la stagione continuiamo a sentirci e vederci, anche se vederci era difficile, visto che vivevamo in due regioni diverse e non vicine. Dopo un anno di relazione ci sposiamo e ne siamo felici, tutto cambia quando per delle situazioni non riuscite siamo costretti ad andare a vivere dalla madre.
All'inizio era una situazione tranquilla e andavo molto d'accordo con mia suocera, ma col passare del tempo la situazione ha cominciato a pesarmi, non ero nella mia città, non conoscevo nessuno, non mi potevo spostare in autonomia, perché non c'erano mezzi pubblici, più passavano i giorni e più mi sentivo opressa. Però almeno ero con mio marito non volevo stargli lontana, quindi mi sono fatta andare bene questa cosa.
Ma poi sono iniziate le prime tensioni con la sua famiglia, le discussioni e il nostro rapporto è cambiato, non mi capiva più, mi faceva sempre arrabbiare, faceva cose pur sapendo che a me davano fastidio, certo trovavamo sempre il modo di fare pace però ho conosciuto dei lati del suo carattere molto particolari e difficilmente gestibili. In tutto questo io stavo tutto il giorno a casa tutti i giorni, sempre le stesse cose, uscivo solo quando lui aveva il giorno di riposo al lavoro, e ho iniziato a sentirmi stanca e vuota perché so che ho annullato la mia vita per stare qui e quando provavo a spiegarglielo lui non riusciva a comprendere il mio malessere. Più passava il tempo è più mi sentivo un nulla, incompresa e disperatamente sola. Come se non bastasse scopro di essere incinta, questa cosa mi sciocca, io non lo voglio un bambino, non sono pronta, non lo voglio, e lui lo sapeva.... Questa situazione mi ha tolto ogni gioia di andare avanti, sono spenta non mi riconosco più, non sorrido più e tutt' ora non so cosa fare.. se abortire o no; non faccio altro che piangere, non so con chi parlare e più che mai mi sento sola, priva di pensare a qualsiasi cosa positiva e con tanta voglia di scomparire... morire... non volerla più questa vita e chiedermi cosa abbia fatto per meritarla così... mi sento pazza e depressa...

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Consiglio sullo specialista al quale rivolgermi

Buongiorno, ho 42 anni ed abito a Genova. Fin da ragazzo soffro di timidezza, insicurezza e vado soggetto ad ansia e periodi di depressione. Per ora non mi sono rivolto a nessun specialista, ma ultimamente le cose sono peggiorate, credo in concomitanza con i problemi sorti sul lavoro.
Adesso la depressione mi sembra aumentata, cosi' come ansia e pensieri ripetitivi, con sempre meno voglia di fare le attività quotidiane. Vorrei sapere se è il caso di cominciare un consulto con uno psicologo, o se suggerito, rivolgermi ad uno psichiatra.
Ringrazio in anticipo per le risposte.
 

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Fine della mia storia con un vedovo. Quali reali motivazioni si celano.

Buonasera,
scrivo per chiedere chiarimenti in merito a quesiti che mi attanagliano da un po, vorrei ricevere qualche parere in più, anche se un'idea me la sono fatta.
Da 10 mesi è terminata la mia storia sentimentale con un ragazzo vedovo con due figli: una bimba che ora ha 8 anni ed un ragazzo (in affido, perchè figlio della donna scomparsa) che ora ha 17 anni. Io conobbi lui all'età di 25 anni (insegno in una scuola dell'infanzia)e, dopo 5 anni di relazione, lui decise di terminare la relazione in quanto non mi vedeva matura abbastanza per gestire la relazione e non pronta per una convivenza, a suo avviso.
Lui attualmente ha 40 anni, rimase vedovo all'età di 32, dopo 1 anno e mezzo di lunga malattia della compagna e dal quale nacque una bimba, che al momento della morte della mamma aveva 18 mesi. Sta di fatto che la nostra relazione per me è stata importante e credevo molto in questo rapporto, ed anche la mia famiglia mi ha sempre sostenuto e mai ostacolato, nonostante le innumerevoli difficoltà di gestione dei rapporti con i figli, e il parentado da parte materna che ha molta influenza sulla loro vita.
Noi ci siamo fidanzati dopo 5 mesi dalla morte della compagna con cui condivise 8 anni di relazione, alla fine della nostra relazione sentimentale io scoprìì, tramite facebook, dopo 2 settimane, che lui frequentava un'altra persona, che nel giro di pochi mesi presentò ai figli e si dichiarò fidanzato davanti a tutti.
Con me decise di chiudere i rapporti frettolosamente e decise di non farmi più vedere la bambina, con cui avevo un legame che, a mio avviso, era importante dopo 5 anni di relazione. Mi viene da pensare che il suo lutto non è mai stato elaborato e che ha proiettato probabilmente su di me tutti i progetti creati con la compagna con la quale doveva sposarsi, e che gli è stata strappata via tragicamente. Io attualmente, dopo un percorso psicoterapico sto meglio, ma per me digerire questa fine è stata durissima e non mi spiego come abbia potuto innamorarsi e rimpiazzarmi cosi nel suo cuore e anche davanti ai figli in breve tempo. Cosa ne pensate?
Ah, ultima ma non ultima considerazione, lui è molto fissato verso la pulizia, che sviluppa sul lavaggio frequente delle mani, e sull'ordine, quasi maniacale. Grazie mille a chi risponderà.

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Senso di colpa che mi schiaccia

Buongiorno a tutti, sono una studentessa di 25 anni.
Il problema è il mio background: ho sempre vissuto coi miei fino ai 23 anni. Mia madre e mio padre hanno avuto dei grossi problemi di comunicazione, mio padre ha sempre lavorato tantissimo, lasciando mia madre da sola.
Da quando sono diventata piu grandina (cioè verso la prima superiore,) hanno cominciato ad incolparmi di qualsiasi cosa succedesse in casa, usandomi come cuscino fra di loro per non affrontare i loro problemi. Mia madre pretendeva che colmassi il vuoto che lasciava mio padre in casa e i litigi erano all'ordine del giorno.
Tutto ciò è durato per tutto il liceo, sfociando con un tradimento di mia madre che io ho scoperto quasi subito, pur non dicendo nulla in casa. Mia madre per coprire il torto ha usato sempre me come capro espiatorio, cercava sempre di mettermi in cattiva luce con mio padre per nascondere quello che aveva fatto. Così si inventava colpe che non avevo, oppure esagerava dei normali litigi. Nel 2015 sono andata via di casa ripetutamente perchè non reggevo più la situazione, fino ad andarmene anche per parecchi mesi a causa di una grande bugia raccontata da mia madre sul mio conto, che ha fatto infuriare mio padre che ha deciso di mandarmi via (sono andata a vivere da mia sorella che almeno un pò mi appoggiava). Per fortuna poi sono stata ammessa nella nuova università e ho avuto la possibilità di andarmene da quell'ambiente malsano. Purtroppo però da lì è iniziato un periodo ancora peggiore, per la depressione che già mi accompagnava da un pò, che si è aggravata nella città nuova e nella nuova università in cui ho vissuto un clima altamente competitivo e in cui ho faticato a farmi degli amici. Ora va tutto meglio a distanza di 3 anni, sono anche in cura da una psicanalista, ma il problema che mi accompagna sono i fortissimi sensi di colpa con cui mi sveglio la mattina e che restano per tutta la giornata. è come se risentissi degli anni di colpe che mi sono state buttate addosso, anche se razionalmente riconosco che non potevo avere colpa dei problemi fra i miei genitori.
Eppure la sensazione c'è ed è molto forte, mi impedisce di studiare e di avere una vita se non altro serena, mi sento sempre in colpa per tutto e la mia autostima è ormai distrutta. Il rapporto coi miei è tornato civile anche se covo molta rabbia nei loro confronti per quello che mi hanno fatto, ora loro si mostrano felici e contenti ma lo sono diventati a spese mie, mentre io sono qua a cercare di elaborare quello che è successo. Il mio rendimento a livello accademico è sceso molto, un pò per la difficoltà del corso, ma anche per il mio stato d'animo.
Prendo dei farmaci antidepressivi da circa 1 anno e mezzo ma sembrano non aiutarmi del tutto. Non so bene perchè io stia scrivendo qui, penso di avere bisogno di conferme sul mio senso di colpa, perchè probabilmente ho una grande paura che sia motivato e giusto.

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Ansia o Depressione?

Salve, sto attraversando un periodo un po particolare nella mia vita, per cui mi sento sempre ansiosa e negativa e non so come affrontare questi pensieri....io e il mio fidanzato abbiamo avuto una profonda crisi nel nostro rapporto, durata circa due anni e mezzo, in cui litigavamo in modo assiduo...ci lasciavamo, ritornavamo di nuovo insieme...questa crisi è iniziata piu o meno nel 2015 e nonostante i litigi forti e pesanti, nessuno dei due aveva il coraggio di lasciare l'altro....devo ammettere che uno dei nostri problemi di coppia che ci ha portato a questa forte crisi era il sesso, soprattutto perchè non riuscivo ad aprirmi completamente sotto quell'aspetto, ero molto bigotta...forse e questo che mi ha penalizzata troppo....l'anno scorso poi continuando questa crisi ho scoperto che lui aveva un'altra...ha iniziato questa relazione fine gennaio 2017 e chiusa a giugno dello stesso anno...relazione fondata esclusivamente sul sesso vedendo la foto dell'elemento in questione...scoperto questo avvenimento abbiamo parlato molto allungo dei nostri problemi di coppia e dopo un po abbiamo deciso di ricominciare...ultimamente sono però sempre negativa...cioè ho sempre paura che possa riaccadere..nel senso ho paura di rivivere questa situazione per cui sono stata tanto male, nonostante non sembravamo superare questa crisi....ora mi sento sempre con un'ansia addosso...sempre con mille paure e mille pensieri, ma non solo questo per qualsiasi cosa, sono diventata tanto pessimista....io non ero cosi...sempre allegra...sempre positiva...non so cosa mi stia succedendo....

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Ansia e depressione

Salve,
nell’ultimo periodo sto sentendo la mia ansia aumentare sempre di più. Faccio un lavoro molto stressante (cuoco) lontano da casa, dalla mia famiglia, ogni volta che parto circa 3 mesi diventa sempre più difficile, ma per bisogno economico non posso fare altro, anche se sono cosciente che questa vita mi stia distruggendo.
Nell’ultimo periodo ho accumulato parecchio stress, dovuto a varie cause, il problema è che non riesco a liberarmi di questo mio stato di tristezza (dovuta al fatto di allontanarmi per molto tempo dai miei cari), di ansia (il continuo stare sugli attenti sul luogo di lavoro).
C’è qualcosa che posso fare per “alleggerire” questa mia situazione?

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Mi sembra di essere vuota dentro

Buonasera,
sono a casa e gironzolavo su google e sono arrivata qui..ho letto una serie di lettere e vorrei raccontare un po' del mio vissuto. Non riesco a capire che razza di persona sono.Tutto è cominciato da una cotta per il mio migliore amico, finita nel peggiore dei modi: ricordo che a quei tempi ero una persona adorabile!
Sempre disponibile, simpatica con tutti, empatica al massimo ed ero solita accollarmi i problemi di tutti. Un po' mi faceva stare bene e un po' lo facevo per avere l'ammirazione di questo mio migliore amico..quando poi sono stata usata e gettata da tutti i miei amici ho deciso di svoltare: Niente piu' sentimenti, dando il peggio di me.
Sono diventata fredda, il mio egocentrismo è a mille (lo sono sempre stata, ma adesso ancora di più), non mi interesso minimamente degli altri o se lo faccio aiutando qualcuno in qualcosa è solo per dimostrar loro quanto abbiano bisogno di me, oppure per ottenere qualcosa in cambio. Uso tantissimo le persone e non mi interesso minimamente di ciò che provano. Non ho nessuno che sappia ciò che mi accade realmente: invento un mare di cose, mi fa sentire protetta ed è anche per preservare l'immagine che ho. Anche per quanto riguarda i ragazzi: mi piace conquistarli e poi li getto via perchè non mi interessano più.
Non provo più tristezza così: mia nonna sta per morire e non provo nulla..nella mia vita gli unici sentimenti che provo sono rabbia e spensieratezza, ma mi sento completamente vuota, non so chi sono..ci sono dei momenti come questo qui, in cui davvero non so chi io sia, che cosa io stia facendo e se sono davvero egoista a questo punto. Mi piacerebbe avere tanto un vostro parere, vi ringrazio!

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