Ansia e Depressione

Articoli

Domande e risposte

Forse sto impazzendo...

Parto dal presupposto che questo non sia uno dei periodi più facili della mia vita. È da circa un anno che le cose non vanno che peggiorando. Ho davvero molti pensieri per la testa e mi sento tanto tanto stressata. Tanto che non riesco ad avere un buon rapporto con nessuno ormai, ho allontanato tutti. Mia madre, essendo molto giovane per me è sempre stata un punto di riferimento e più una sorella che una mamma ma ultimamente anche lei è cambiata nei miei confronti. Non fa altro che dirmi cose del tipo che ho bisogno di uno specialista, che sono cattiva e maligna e che lei invece è circondata da tante belle persone proprio perché lei è così solare e bella. Ma queste cose a me fanno solo stare peggio perché dal mio punto di vista le cose non stanno così. Le cose non vanno bene nemmeno con il mio fidanzato, litighiamo quasi sempre e a volte mi da quasi fastidio la sua vicinanza. Oggi ho deciso di scrivere qui per un parere perché mi è capitato di scoppiare a piangere di punto in bianco mentre stavo parlando e le lacrime non facevano altro che scendere e non riuscivo a controllarle. Mi sentivo tanto male e continuo a stare sempre peggio. Non riesco più nemmeno a sorridere e questa non sono io. Un paio di anni fa ero la persona più solare e positiva al mondo ora invece mi sento solo abbattuta e completamente senza speranze.

9 risposte
Malessere e tristezza apparentemente immotivata

Ciao a tutti, sono una ragazza di 20 anni e mi trovo a scrivere qui perché ormai sono mesi e mesi che sto mentalmente male. Nonostante io non mi possa lamentare della mia vita non riesco a liberarmi di questo magone che ormai mi opprime. Mi ritrovo a piangere senza un motivo apparente e sono triste. Come posso sentirmi meglio se non so cosa mi fa stare male? Non sono una persona troppo ansiosa, non mi preoccupa il futuro, non ho paranoie particolari. Eppure quasi ogni sera mi chiudo in me stessa e assecondo questa mia tristezza ascoltando canzoni tristi o guardando film deprimenti, proprio perché non mi va di vedere o sentire cose allegre. La cosa strana è infatti che nonostante io voglia smettere di sentirmi così è come se da una parte io assecondassi questo dolore. Come posso uscire da tutto ciò e come posso liberarmi di questo magone che mi sta uccidendo? Ho cercato di essere il più chiara possibile, attendo una risposta disperatamente.

8 risposte
Si può essere perennemente infelici a 20 anni?

Ciao, non avrei immaginato di scrivere a degli sconosciuti in cerca di risposte in una sera di venerdì, l'avrei ritenuto da disperati cercare aiuto perché è così che sono stata cresciuta. Da Gennaio soffro costantemente, una sofferenza straziante che mi fa desiderare la fine. Una tristezza perenne che sfocia in pianti di breve durata e rabbia, apatia che riverso sulla persona che forse amo (o forse no). Anche il mio non capire i sentimenti mi crea disperazione e forti momenti di ansia, per il restare sola o lo sprecare tempo. La situazione già difficile è aggravata dai miei. Mia madre soffre da sempre di crisi isteriche in cui minaccia il suicidio e mio padre vive separato vantandosi di presunti tradimenti e insultandomi (da insulti sessisti a insulti fisici palesemente falsi poi). Ad Agosto dovrei andare a convivere col mio ragazzo per studiare fuorisede, ma il mio stato di instabilità mi rende difficile ogni possibile scelta. Esiste cura o sono segnata, finita, conclusa? Esiste un sollievo a questa sofferenza?

5 risposte
Ansia somatizzata con nausea e vomito

Ciao a tutti. In pratica ogni volta che devo affrontare una situazione in cui sono sotto giudizio mi viene un forte senso di nausea alla gola che non mi permette di mangiare, pena vomito immediato, in queste situazioni: esami universitari, esposizione davanti a 100 persone, tuttavia, in queste situazioni è gestibile e ci può anche stare, ma il problema viene in modo MOLTO intenso quando devo uscire con una ragazza in quanto comincia a venirmi da vomitare già qualche giorno prima, quando sono con lei l'ansia cala e posso mangiare qualcosina ma sempre controvoglia. Ovviamente non è con tutte, dipende da quanto mi piace e dall'intimità della situazione, se la ragazza non mi piace e siamo all'università riesco a mangiare, se invece andiamo in un ristorante mi viene da vomitare. Dietro questo problema si celano pensieri: mi definisco inferiore agli altri ragazzi in ambito sentimentale per 3 fattori, loro guidano la macchina io sto imparando ora, loro conoscono più luoghi ed escono sempre mentre io ho meno conoscenze e quindi mi chiedo dove poter portare una ragazza e, infine, il fatto che io sia vergine mi fa sentire con meno esperienza e mi chiedo come sarà imbarazzante la prima volta che andrò oltre il bacio. (Primi baci che ho dato per la prima volta quest'anno) Il problema, però, parte da dentro casa, mia madre è iperprotettiva e tutto il nucleo familiare mi proietta una immagine di me debole, fragile, incapace e destinato a stare solo. Non me lo dicono direttamente ma frasi tipo "se non ti sposi questa casa rimane a te visto che i tuoi fratelli sono sposati". Inoltre queste cose che mi proiettano mi fanno credere che tutto sia pericoloso, mi proiettano paure e insicurezze che mi portano ad evitare situazioni, ad esempio un mio amico mi chiede di andare a mare? È una cosa che non ho mai fatto e sono propenso ad evitare ma non perchè a me mette ansia, ma perchè se lo dicessi a mia madre, cosi come è successo 1 settimana fa, comincia a dirmi che mi ustiono, che è meglio evitare e poi lo racconta ai miei fratelli come se fosse chissà che evento. Lo so perche 1 settimana fa capendo il meccanismo sono andato a mare, non avevo alcuna ansia se non il problema che poi mia madre un po' rompe. Tutto questo evitamento mi ha provocato carenza di esperienza con conseguente senso di inferiorità in ambito sentimentale rispetto agli altri ragazzi. La macchina, 3 mesi fa, dovevo solo metterla in moto e mia madre guardava spaventata per paura che mi partisse e tamponassi l'auto davanti e voleva farmi compagnia. Mi tratta come se avessi 10 anni e ne ho 23. Ovviamente questo mi porta a indossare una maschera fuori, perchè è come se avessi paura di essere smascherato di tutte queste mie insicurezze e inesperienze, con conseguente paura del giudizio e vomito, ecco perchè se la situazione è intima mi viene da vomitare, perchè in un ristorante non sono mai andato, ho paura di fare qualcosa di strano e si scopra tutta la mia inesperienza. Questo mi porta anche a scindere il mondo interno con quello di fuori, a casa non parlo mai di quello che faccio fuori e fuori non parlo mai della mia famiglia, se devo parlare al cell con un amico non deve esserci nessuno che sente ed è impensabile far venire un mio amico a casa mia. Fuori appaio socievole, simpatico. Un tempo ero fobico sociale, ma adesso onestamente parlando io riesco a parlare con sconosciuti, con ragazze, a fare esposizioni davanti a 100 persone. Dentro invece sono chiuso, timido, e rappresento le immagini che mi vengono date. Pensavo di partire dal fatto di NON evitare le situazioni nuove creandomi un bagaglio esperienzale, in primis, e poi ridurre questo gap che c'è tra dentro e fuori, facendo ad esempio venire amici a casa mia. Mi da fastidio questa cosa che sembra che fuori io debba indossare una maschera e abbia paura di essere smascherato.

1 risposta
Mi capitano giorni in cui piango e ho paura di aver sbagliato

Buongiorno,  sono una studentessa, ho 19 anni e sono al primo anno di matematica. È sempre stata la mia unica scelta, dal terzo anno di liceo ho sempre pensato fosse la mia strada. Eccellevo in tutte le materie, ho frequentato il liceo scientifico, e quindi avrei potuto scegliere di tutto. La matematica mi ha sempre affascinata, la vedo come un linguaggio universale a cui tutti possono accedere e da cui trarre risposte. Al primo anno ci sono solo esami annuali, 5 per la precisione, e da febbraio per via del Covid-19 ho seguito le lezioni online. In questo periodo di quarantena l'unica cosa che facevo era alzarmi, seguire la lezione e poi guardare telegiornali. Ho attraversato duramente questo periodo, mio padre ha lavorato per tutta la quarantena, tenendoci sempre in allerta. Mia madre non ci faceva uscire nemmeno per prendere la posta, quando faceva la spesa dopo andava tutto disinfettato e quando abbiamo iniziato ad uscire nella fase due ogni volta che tornavamo dovevamo lavare i vestiti e fare la doccia. È stato tremendo. Ovviamente per tutti è stato orribile non vedere fidanzati, famiglia e amici. A maggio ho dato 2 esami, Programmazione in cui ho preso 18 e ne ero davvero felice perché è stata una materia davvero complessa e un 22 in Fisica I. Da qui ho iniziato ad avere dubbi. Ho visto 1 anno di studio buttato e non avevo la forza di rifarlo. Quindi ho accettato. Mi sono detta "è una materia che non mi entusiasma". Anche se ho convinto tutti che mi andasse bene non era così. Quando facevo la doccia piangevo. Mi sono graffiata il polso mentre pensavo di essere un'incapace. Poi ho iniziato a studiare per un altro esame. Analisi I, corso che ho amato e che ho seguito assiduamente perché il professore era molto coinvolgente. Faccio lo scritto e lo passo con 19. Lo sconforto più totale. Ora sto studiando per l'orale e mi sembra che nulla mi resti in testa. Mi sveglio alle 5 di mattina con l'ansia che mi comprime il petto. Per fue settimane con la scusa che ero a dieta e mi faceva male lo stomaco non ho mangiato quasi nulla, infatti ho perso 3 kg. Parlo con miei amici che sono al secondo o terzo anno e mi dicono che è normale, che il primo anno è difficile per tutti, che devo trovare il ritmo. Io so che sto soffrendo perché nella mia vita programmo tutto. E quando le cose non vanno come vorrei vado in tilt. Di solito però mi succede che magari passo una giornata a piangere e poi mi rimetto in sesto. Questa volta non accade. Mia madre è preoccupata per me, mi ha suggerito di cambiare facoltà ma io penso solo che mi spaventa troppo il cambiamento. Perderei 1 anno, un anno che mi ero guadagnata facendo la primina. Altri mi dicono che non sarebbe sprecato perché mi è servito a capire cosa mi piace veramente. Ma a me non piace nulla, ora come ora non so più nulla, non mi sento più io. A volte mi ritrovo a fare battute con i miei amici sul fatto che forse morire sarebbe molto più facile. Poi torno a casa e ci piango sopra, perché ho capito che le difficoltà le attraverso soffrendo. Forse tutto ciò non può aiutarvi a capire cosa ho, ma io ci provo perché ormai mi sembra tutto inutile

3 risposte
Ho tradito il mio fidanzato dopo la morte di mia mamma

Circa sei mesi fa è morta mia madre a 57 anni dopo una malattia durata 5 anni. Io sono fidanzata da quasi 10 anni e non ho mai tradito il mio fidanzato. Dopo il lutto ho iniziato a sentire assiduamente un uomo più grande di me (quasi 50 anni e io ne ho circa 30) che ha una compagna, che ha tradito già molte volte, e due figli. Si è dimostrato molto onesto con me, raccontandomi le sue precedenti storie, mettendosi a nudo, non negandomi mai di voler continuare a svolgere il ruolo di padre insieme alla sua compagna. Mi ha detto che in precedenza ha sempre detto bugie alle donne, con me vuole essere sincero. Forse perché ha capito che a me più tanto non interessa il suo essere fedifrago. Io comunque sono sempre stata una persona molto ligia, mai avrei pensato di poter tradire il mio fidanzato. Finita la quarantena, mi sono vista con quest’altro uomo per circa un mese in cui ci siamo scambiati solo dei baci in una decina di incontri e alla fine siamo andati a letto insieme. Non sto molto capendo cosa mi sta succedendo. Il mio comportamento può essere ricollegato al lutto per il quale sto ancora soffrendo molto? Il fatto che io proprio ora abbia adottato un comportamento del genere rivela che forse con il mio fidanzato le cose non vanno così bene? Lo racconto con una certezza freddezza, ma ovviamente mi sento un mostro.

4 risposte
Ansia / calo del desiderio

Con le mie fidanzate ho sempre fatto sesso in modo più che soddisfacente, ma con la mia ultima partner è tutto diverso non riesco a connettermi sessualmente, ho poca voglia o perdo l'erezione durante il rapporto eppure lei mi sta vicino... all'iniziò provavo un ansia terribile ed ho risolto qualche volta con farmaci tipo Viagra o spedra, ad un certo punto non facevano più effetto ed ho deciso di smettere e vedere un sessuologo..... da lì in poi le cose son un po’ migliorate, avevo dei rapporti sessuali brevi perché perdevo l'erezione ma si andava verso un timido miglioramento e quando si riusciva ad uscire dal tunnel ci ripiombavo la volta seguente ..... mi son concesso una vacanza da solo e ne son tornato molto rilassato tanto che ero riuscito sessualmente ad essere quello di prima, ma dopo 2 settimane mi è venuto un malessere quasi un avversione a far sesso ed ho perso l'erezione e la voglia ... non so più cosa pensare o a chi dar la colpa di questa situazione penso forse possa essere la convivenza ... non saprei

1 risposta
Perché sono sempre stanca

Salve sono Valentina e ho sofferto di depressione tre anni fa. A febbraio scorso mi è stato diagnosticato il bipolarismo dopodiché sono caduta di nuovo in depressione e tutt' ora trovo difficoltà ad alzarmi dal letto la mattina, a fare qualsiasi cosa. Sono sempre stanca, ho sempre il bisogno di stare a letto. Sto seguendo una terapia a base di litio ma non vedo risultati. Qualcuno mi può aiutare?

3 risposte
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.