Domande e risposte

leggi tutte le domande
Paura di guidare/ cambiamento dell'umore/ fastidio alla testa

Salve a tutti sono Giuseppe ho 33 anni e da circa 8/9 anni soffro di attacchi di panico ... già in passato feci vari esami ma del tutto negativo... il primo attacco lo avuto nel letto durante il morbillo mi sono irrigidito e ho avuto una forte paura e il tutto è durato circa 2 minuti.... passato il morbillo da quel attacco il mio morale era a pezzi e al centro della fronte avevo un fastidio come se avevo dei nervi tirati .....non riesco a descrivere bene il fastidio, ed è stato cosi per diversi mesi... poi a mano a mano sono tornato alla normalità.... dopo un pò mi incominciarono a dare fastidio i spazi aperti accompagnati da giramenti di testa.... e a volte quando erano esagerati mi ritiravo a casa perché avevo paura di sentirmi male... e mi dava fastidio se le persone mi vedevano in quello stato...! dopo un pò sembra essere tornato tutto alla norma .... facendo delle piccole cure con le classiche gocce ecc prescritta dal mio medico.. finche un giorno stavo guidando su una tangenziale da solo... e li ebbi una forte sensazione di disagio e paura ... chiedendomi cosa mi stava succedendo raggiunto la destinazione ricordo che stavo facendo lezioni di percussioni non riuscivo a seguire il maestro in quanto il pensiero era ossessionato da quella situazione perché non mi davo pace di cosa mi stava succedendo...! finita la lezione mi rimetto in macchina e torno sulla tangenziale premetto che a me piaceva molto guidare perchè mi rilassava ! ritornando a casa ebbi di nuovo quella sensazione di paura perdita di controllo dell'auto ecc ... dopo qualche giorno riandai a fare lezione dal maestro ed ebbi la stessa cosa e da li decisi di non andare più a fare lezione... e da li è incominciato il mio calvario alla guida ... non riesco più a guidare bene soprattutto in autostrade gallerie e percorsi dove si corre di più e a volte mi da fastidio di stare in mezzo al traffico però sempre su queste strade ...! mentre in paese tutto regolare...! dopo qualche mese mi sono già rivolto a chi di dovere prescrivendomi dei medicinali ... che presi per un pò ma poi mi rifiutai perché mi mettevano troppa sonnolenza e di conseguenza non vedevo miglioramenti ..! ho fatto diverse sedute per qualche mese con lievi miglioramenti ma poi quando lasciai dopo un pò ci sono ricaduto e ad oggi non so cosa fare...! cosa mi consigliate?

1 risposta
Soffro di attacchi di ansia

Buongiorno a tutti, sono Ilaria e ho 24 anni. Soffro di attacchi di panico, che mi vengono soprattutto ai cambi di stagione, ma che mi rendono triste per la maggior parte del tempo. Sono attacchi che in qualche modo prevedo, perché sono anticipati da una serie di sintomi che ormai riconosco alla perfezione (come difficoltà digestive, formicolii e sensazione di vista offuscata e testa vuota). Sono sempre stata una ragazza allegra e solare, piena di “luce”. Sto facendo tanta introspezione, sto provando ad analizzare quello che il mio corpo cerca di dirmi. Sono attacchi che al momento vengono per di più la sera quando sono sola, rendendomi il sonno difficile e qualche volta mi lasciano un senso di angoscia che si protrae fino alla mattina successiva. Io mi sono trasferita per l’università e negli anni non ho avuto un percorso facile, perché ho cambiato corso di laurea e anche casa in affitto (ho avuto una brutta esperienza con un ragazzo egoista). Gli attacchi sono iniziati quando sentivo di non voler più frequentare quel corso di studi e pensavo che cambiando tutto si sarebbe attenuato. Non riesco a capire il motivo di questi attacchi, nonostante ci provi. Sono una persona che si analizza molto e ho sempre pensato di “sapere chi sono”. Purtroppo con gli anni credo di essermi persa: ho mollato la mia più grande passione, la danza e non so dove voglio andare. Vorrei fare tante cose ma poi non tento di realizzarne nessuna. Ora mi sto dedicando alla fotografia e tutti si complimentano con me. Anche se da un lato sembra che nessuno voglia farmi “emergere”. Con la danza, nonostante mi riconoscessero del talento, per tanti anni la mia insegnante ha sempre cercato di tenermi sotto di lei, nella sua piccola scuola; ho scritto come lavoretto per un giornale regionale ricevendo anche lì molti complimenti. Nonostante questo però anche al liceo mi avevano ormai inquadrata come mediocre e così sono sempre stata. Ho sbagliato corso di laurea e ho avuto la forza e il coraggio di ricominciare e di questo sono molto fiera. Ho passato moltissimi esami con voti alti e io ero convinta di non esserne in grado. Vorrei ricoltivare la mia autostima. Prima mi piacevo molto come persona, mi sentivo in grado di qualunque cosa, e ora mi considero per lo più persa. I miei si sono separati quando avevo 14 anni e da quel momento ho sempre avuto un rapporto burrascoso con mio padre, dettato da tanti tira e molla da parte sua (un giorno mi voleva vedere e l’altro mi riempiva di insulti). Al momento sono fidanzata con un ragazzo meraviglioso che conosco dalle elementari. Fa di tutto per me. Però lui è una persona che sa cosa vuole dalla vita, sa dove vuole arrivare, dove vuole vivere ecc.. io invece non più. Spesso capitano attacchi di panico quando sono con lui e penso che probabilmente siano dettati da una sorta di “gelosia buona” nei suoi confronti, perché vorrei essere in grado di affrontare le difficoltà come fa lui (e lui ne ha affrontate veramente molte e ha avuto un periodo di depressione). Ora io ho ancora un anno di università e poi mi aspettano una serie di decisioni importanti per me stessa. Da un lato non vedo l’ora, perché sembra che vivere da sola e fare l’università non migliori la situazione (nonostante il corso di Laurea mi piaccia). Non voglio più sentirmi sola e insicura, voglio poter stare sola senza pensare di morire. Voglio poter badare a me stessa e bastarmi. Voglio sapere ciò che sono. Secondo voi sforzarmi a ricominciare danza potrebbe aiutare (perché mi manca quella sensazione di stanchezza mista a soddisfazione)? Cosa dovrei fare? Questa introspezione aiuta? A me piace molto scrivere, ma ho paura che analizzare troppo me stessa possa peggiorare la situazione. Grazie.

4 risposte
Soffro di attacchi di ansia/panico da qualche anno

Salve, sono una ragazza di 24 anni e da qualche anno soffro sporadicamente di attacchi di ansia, specialmente nei cambi stagione (non so perché). Vi faccio un breve riassunto della mia vita fino ad ora: ho sempre fatto danza ed è sempre stata la mia più grande passione. I miei genitori si sono separati quando avevo 13/14 anni e mio padre non ha saputo gestire la situazione e mi ha fatto subire vari ''tira e molla'' (un giorno si faceva sentire e il giorno dopo mi riempiva di insulti), anche se per fortuna allo stesso tempo ho coltivato un rapporto meraviglioso con mia mamma. Ho finito il liceo e ho iniziato l'università a Genova. Dopo 2 anni ho deciso di cambiare facoltà e anche casa in affitto, perché ho avuto una brutta esperienza amorosa con un mio ex ragazzo. Nel frattempo un medico mi ha detto che se avessi voluto continuare a ballare mi sarei dovuta operare ad un anca. Ho recuperato stra-in fretta dopo l'operazione, spinta proprio dalla mia voglia di tornare a danzare. La cosa strana è che dopo questo però, non ho più ballato e neanche fatto sport. Ho cambiato università che mi ha portato ad avere varie soddisfazioni e anche fidanzato. Ma sono iniziati gli attacchi di panico, la paura di stare male e di sentirmi sola. Eppure ho le mie soddisfazioni, una famiglia splendida e un ragazzo che fa di tutto per me. Sono sempre stata solare e allegra e la gente mi ha sempre detto di vedere una luce in me... ho paura che non sia più così (perché io sento che c'è qualcosa che non va). Da adolescente era piena di vita e gli altri lo percepivano, ma con il passare del tempo ho iniziato a sottovalutarmi. Diciamo che i professori del liceo non hanno aiutato per niente e stesso discorso vale per la danza: tutti vedevano del talento in me, ma l'insegnante non mi ha mai permesso di uscire dalla scuola per concorsi o audizioni (una volta ho fatto uno stage e mi ha svilito davanti a tutti). Nonostante io ami la danza non riesco a ricominciare, trovo sempre scuse. Ora sto cercando di capire quale sia il motivo della mia ansia e in parte credo che sia dovuto anche al distacco da mia madre per l'università. Lei è e sarà sempre un appoggio fondamentale per me, ne abbiamo passate tante insieme... Prendo la pillola e sto valutando anche l'idea di cambiarla, perché ho visto che può in parte provocare anche sbalzi umorali e ipertensione. Avreste dei consigli da darmi? Grazie Mille.

4 risposte
Ho continuamente attacchi di panico. Vi prego aiutatemi.

Salve, mi presento. Il mio nome è Antonio e sono un ragazzo di 20 anni. Ho conseguito il diploma presso un istituto alberghiero l'anno scorso e dopo essermi diplomato con 100/100 decisi di partecipare ad un progetto Erasmus. Purtroppo decisi di non partire e di conseguenza passai un anno nel limbo senza sapere cosa fare della mia vita. Avevo paura di lasciare la mia famiglia e non mi sentivo pronto. Gli attacchi di panico erano all'ordine del giorno e sparirono quando decisi di annullare tutto. Dopo un anno passato a casa, quest'anno ho deciso di iscrivermi all'università. Ne ero pienamente convinto eppure da qualche giorno rimpiango questa scelta e gli attacchi di panico sono tornati. Non riesco a pensare ad altro. Ho paura di aver sbagliato nuovamente. Non riesco a smettere di piangere. Voglio evadere da questo mondo, voglio sparire per sempre. Mi sento vuoto dentro, vorrei mollare tutto ma non ne ho la forza. Non so se riceverò risposta ma spero nell'aiuto di qualcuno. Grazie.

6 risposte
Come vivere in modo più sereno? Vivo nell'ansia e nell'angoscia

Buonasera a tutti, mi chiamo Martina, ho 21 anni e ho un grande problema con mio padre che mi porta a vivere in un perenne stato di angoscia/ansia e nervosismo. Cercherò di essere il più breve possibile. Io e mio padre non abbiamo mai avuto un bel rapporto, penso che lui non sia proprio in grado di fare il genitore, anche quando ero piccola non ha MAI avuto una buona parola per me in tutto ciò che facevo : prendevo 8 a scuola e rispondeva “ah ma la tua amica “X” ha preso 9 perchè? Non ti impegni” oppure facevo nuoto da piccola non ero bravissima e lui invece di darmi supporto mi denigrava sempre con parole pesanti (fai schifo, mamma che vergogna, che figlia di M...) questo per spiegare quanto per lui già da quando ero piccola fosse normale rivolgermi insulti. Crescendo la situazione non è migliorata anzi le parole sono sempre più pesanti (mi viene continuamente detto pu****a, vai vi da questa casa stiamo meglio senza di te, sei una figlia di m***, fai schifo ecc ecc), purtroppo adesso non sto lavorando a causa del Covid, perché ho perso il lavoro (premetto che ogni giorno mando tanti curriculum e mi impegno tantissimo per trovare una nuova occupazione) la situazione è proprio peggiorata. Io non voglio consigli su come avere un rapporto con mio padre ecc visto che la cosa non mi interessa nella maniera più assoluta, anzi non vedo l’ora di poter andare a convivere con il mio fidanzato però come ho detto prima finché non trovo un lavoro con un contratto decente non potrò. Vorrei sapere se c’è per caso un modo per evitare di avere questo stato di angoscia perenne. Quando litighiamo mi chiudo in bagno a piangere e cerco di fare respiri profondi e di resettare tutte le offese che ho sentito, però rimango comunque tanto agitata che a volte mi sembra di non riuscire più a respirare e inizio a tremare. L’unico con cui ne parlo è il mio fidanzato però non posso angosciarlo ogni giorno con queste cose, ah mia mamma in questa vicenda fa finta di niente (si ho provato negli anni a parlarne ma da ragione a lui). Questa è la vicenda tanto riassunta perché sennò potrei scrivere un libro sulla cattiveria di questa persona. Grazie in anticipo se potrete aiutarmi.

5 risposte
Agorafobia "grave"/ Attacchi di panico e ansia

Buon pomeriggio, mi chiamo Angela e abito a Cosenza. Avrei voluto evitare di scrivere queste righe ma sento che il mio io interiore sta gridando aiuto. Ci tengo a precisare che oltre il mio disturbo, ho un carattere abbastanza duro e difficile e sono molto testarda. Provo a spiegare la mia situazione...ho iniziato a soffrire di attacchi di panico lievi a 19 anni e poi si sono trasformati in attacchi più forti giornalieri. Iniziai una terapia psicologica breve strategica, non costante purtroppo (non per colpa mia). Mi aiutò un po' ma se devo ragionare a mente fredda, oggi, posso dire che in questi anni il mio disturbo è stato confusionario, a momenti stavo leggermente bene e in altri ero bloccata, persa...insomma è stato come salire sulle montagne russe. In maniera graduale, insieme agli attacchi di panico si unì anche l'agorafobia e dopo anche la claustrofobia. Ho avuto un peggioramento dall'anno scorso. Gli attacchi di panico sono sotto controllo, ma ho crisi di ansia che mi buttano giù. L'anno scorso feci insieme a mia madre delle prove ad uscire, ad entrare in negozi e di cercare piano piano di evitare di guardare in continuazione l'uscita e di non aver paura delle altre persone che giravano per fatti loro. Alcune volte ci riuscì rimanendone sorpresa (ma non più di tanto) , rimasi quasi un ora in un negozio a girare anche da sola (mia madre in un altro reparto). Una serie di eventi, mi portarono ad avere problemi, in autunno, a fare anche le cose più "semplici" come scendere le scale del mio appartamento. Dimenticavo che durante questo periodo avevo iniziato un altra terapia psicologica cognitivo comportamentale. Durante questi eventi dell'anno scorso, quindi le piccole uscite e poi i problemi come scendere le scale, sottolineo che ero già in cura da un paio di mesi. Oggi, ho ancora problemi a scendere le scale e le pochissime volte che esco sono sempre accompagnata e non scendo dalla macchina...faccio un giro giusto così...Non entro in un negozio da febbraio 2020, prima della pandemia che è stata anche un gran turbamento a livello mentale (sia per me che per tutti credo). Dovrei anche andare dal dentista per un problema ad un dente ma sto sopportando da mesi proprio perchè non riesco. Anche l'ansia anticipatoria è troppa, non so come fare. Credetemi che sono distrutta, non so a chi rivolgermi, non ho una vita sociale...ho interrotto la terapia cognitivo comportamentale perchè non vedevo cambiamenti. Ho omesso molti particolari perchè il tutto è un qualcosa di troppo lungo e confusionario difficile da riportare in poche righe. Sto cercando una psicologa/o che mi possa venire incontro, non so che tipo di terapia è meglio, so solo che ne ho bisogno. Ho anche diversi problemi familiari che non mi aiutano per niente a stare un po' meglio o sollevata. Faccio un APPELLO alla vostra UMANITÀ' e SENSIBILITÀ'... Grazie del vostro tempo e mi scuso per essermi dilungata

2 risposte
Spesso mi capitano attacchi di pianto improvvisi e non so come fermarli.

Di solito succede la notte, prima di andare a dormire. Mi vengono in mente ricordi che all'inizio sono belli ma poi si tramutano in mancanze (spesso mi vengono in mente ricordi di mio nonno deceduto qualche anno fa). Non capisco perché mi partono questi attacchi di pianto che durano all'incirca mezz'oretta e soprattutto non capisco come fare a smettere di piangere, perché nel mentre che piango capisco che dovrei smettere e ci provo ma invano. Ci sono periodi dove mi capitano anche due volte alla settimana, mentre oggi mi è capitato dopo un bel po' che non succedeva. Grazie in anticipo per chiunque mi dia una risposta.

2 risposte
Mi capitano giorni in cui piango e ho paura di aver sbagliato

Buongiorno,  sono una studentessa, ho 19 anni e sono al primo anno di matematica. È sempre stata la mia unica scelta, dal terzo anno di liceo ho sempre pensato fosse la mia strada. Eccellevo in tutte le materie, ho frequentato il liceo scientifico, e quindi avrei potuto scegliere di tutto. La matematica mi ha sempre affascinata, la vedo come un linguaggio universale a cui tutti possono accedere e da cui trarre risposte. Al primo anno ci sono solo esami annuali, 5 per la precisione, e da febbraio per via del Covid-19 ho seguito le lezioni online. In questo periodo di quarantena l'unica cosa che facevo era alzarmi, seguire la lezione e poi guardare telegiornali. Ho attraversato duramente questo periodo, mio padre ha lavorato per tutta la quarantena, tenendoci sempre in allerta. Mia madre non ci faceva uscire nemmeno per prendere la posta, quando faceva la spesa dopo andava tutto disinfettato e quando abbiamo iniziato ad uscire nella fase due ogni volta che tornavamo dovevamo lavare i vestiti e fare la doccia. È stato tremendo. Ovviamente per tutti è stato orribile non vedere fidanzati, famiglia e amici. A maggio ho dato 2 esami, Programmazione in cui ho preso 18 e ne ero davvero felice perché è stata una materia davvero complessa e un 22 in Fisica I. Da qui ho iniziato ad avere dubbi. Ho visto 1 anno di studio buttato e non avevo la forza di rifarlo. Quindi ho accettato. Mi sono detta "è una materia che non mi entusiasma". Anche se ho convinto tutti che mi andasse bene non era così. Quando facevo la doccia piangevo. Mi sono graffiata il polso mentre pensavo di essere un'incapace. Poi ho iniziato a studiare per un altro esame. Analisi I, corso che ho amato e che ho seguito assiduamente perché il professore era molto coinvolgente. Faccio lo scritto e lo passo con 19. Lo sconforto più totale. Ora sto studiando per l'orale e mi sembra che nulla mi resti in testa. Mi sveglio alle 5 di mattina con l'ansia che mi comprime il petto. Per fue settimane con la scusa che ero a dieta e mi faceva male lo stomaco non ho mangiato quasi nulla, infatti ho perso 3 kg. Parlo con miei amici che sono al secondo o terzo anno e mi dicono che è normale, che il primo anno è difficile per tutti, che devo trovare il ritmo. Io so che sto soffrendo perché nella mia vita programmo tutto. E quando le cose non vanno come vorrei vado in tilt. Di solito però mi succede che magari passo una giornata a piangere e poi mi rimetto in sesto. Questa volta non accade. Mia madre è preoccupata per me, mi ha suggerito di cambiare facoltà ma io penso solo che mi spaventa troppo il cambiamento. Perderei 1 anno, un anno che mi ero guadagnata facendo la primina. Altri mi dicono che non sarebbe sprecato perché mi è servito a capire cosa mi piace veramente. Ma a me non piace nulla, ora come ora non so più nulla, non mi sento più io. A volte mi ritrovo a fare battute con i miei amici sul fatto che forse morire sarebbe molto più facile. Poi torno a casa e ci piango sopra, perché ho capito che le difficoltà le attraverso soffrendo. Forse tutto ciò non può aiutarvi a capire cosa ho, ma io ci provo perché ormai mi sembra tutto inutile

3 risposte
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.