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Problemi sociali, scuola attacchi d’ansia

Ho pianto tutto il pomeriggio,In questi periodi sto soffrendo di attacchi di panico per la scuola è un forte stress: non mi accontento dei voti anche se sono alti e studio troppo infatti per colpa dello studio eccessivo ho perso le poche amicizie che contavano molto per me, sto soffrendo è come se tutto andasse malissimo non riesco neanche a spiegarvi le sensazioni che provo: il non riuscire a vivere nel presente per i pensieri eccessivi sul futuro...l’aumento delle verifiche, la dad tutto mi stressano.Non riesco a fare altro che studiare: così evito l’attacco di panico che mi viene dopo aver visto il brutto voto, sto facendo bene? È possibile rimediare questo problema senza andare dallo psicologo ( costa troppo)? ritornerò come prima? Riuscirò a recuperare le amicizie perse e passioni perse? (le poche passioni che avevo: guardare film, TikTok, ascoltare canzoni) Come faccio a pensare meno alla scuola?dicono che per gestire l’ansia devi affrontarla: devo affrontare i brutti voti prendendoli?Come faccio a recuperare i rapporti persi? E soprattutto stare con le persone mentalmente e non solo fisicamente ( quindi smettere di pensare ad altro: futuro...)

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un po’ di caos

Da gennaio, da quando è morto mio nonno nulla va bene.Prima ero triste per lui e guardavo sempre film tristi o comunque film, amavo guardare i film ( ho passato un intera estate a guardare serie e film), poi però ho avuto un attacco di panico, non era il primo l’anno scorso quando c’è stata la quarantena, prima delle interrogazioni di mattina avevo un po’ di ansia ma poi col finire delle interrogazioni tutto finiva, poi quest’anno il primo quadrimestre ho avuto un vero attacco di ansia al vedere sul registro un 4 di storia ho iniziato a tremare non capivo cosa mi stesse succedendo mi sembrava di morire, poi però è passato. Ora invece verso il 18 febbraio ho visto un 4 di matematica, materia in cui vado da sempre male ma non ho mai avuto quei attacchi anzi l’ho sempre lasciata da parte, ma non capisco perchè ma da lì avevo la stessa settimana una verifica di scienze umane ho studiato con l’ansia, era orribile tremavo mentre studiavo, poi le settimane dopo tra dad e verifiche sono stata impegnatissima: studiavo e basta. Al finire di certe verifiche ho iniziato ad avere idee strane per il mio futuro ( relative alla scuola: cosa farò l’anno prossimo quando si aggiungeranno materie? E se mi verranno ancora sti attacchi mentre studio? E se prendo i debiti e non li recupero? ) In tutto ciò mi sono isolata, non uscivo più con le mie amiche per divertirmi e tutto, a volte facevano chiamate con me per farmi calmare perchè avevo attacchi d’ansia, loro passavano la dad insieme e io le disturbavo chiedendole di fare chiamate, mi facevo portare da mia mamma al lavoro con lei, insomma stavo impazzendo. Poi durante le vacanze di Pasqua avevo pure dei sentimenti di vuoto, gli attacchi venivano solo di mattina e non riuscivo a dormire , la mattina mi alzavo con attacchi d’ansia, ora mi sono informata guardando dei video sui problemi che ho affrontato: ho trovato un po’ di modi per diminuire questo stato, ma è come se la mia vita fosse basata solo sulla scuola, prima non ero così anzi mene fregavo e pensavo più alla mia vita sociale o comunque stavo più calma ora invece non riesco a pensare oltre la scuola, e a momenti tutto mi sembra così inutile : studiare, uscire con amici, essere felice... tanto è tutto temporaneo poi torna sempre o il vuoto o gli attacchi d’ansia, ma in realtà pure quelli sono temporanei perchè tanto tutto finisce, quindi che senso ha essere felici o divertirsi? Studio per evitare gli attacchi, o comunque perchè mi sto mettendo troppo in competizione: i voti che prendo sono alti ma non mi soddisfano e mi dà fastidio vedere le persone avere sia una vita sociale che voti buoni. non so se posso andare da uno psicologo il costo è alto , ma ne ho bisogno, non voglio passare la vita così con il senso di inutilità come se mancasse uno stimolo una ragione, con sti attacchi d’ansia, sto distacco dalle mie passioni, sto isolamento dai miei amici ....

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Tipo di terapia?

Salve, provo a spiegare la mia situazione. Soffro di attacchi di panico con agorafobia e da circa due mesi ho episodi di "depressione". Ho 23 anni e ho iniziato a stare male a 18 anni. Durante questo periodo ho seguito due psicoterapie, una breve strategica e un altra cognitivo comportamentale. La breve strategica è stata la prima psicoterapia che ho seguito e che mi ha fatto capire come mi stesse succedendo, quindi mi ha aiutata. Cambiai dopo un anno terapia e mi dissero di seguire una cognitivo comportamentale. Ci provai e la dottoressa mi aiutò ma una volta che uscivo dallo studio i miei problemi si ripresentavano. Mi spiego meglio, in entrambe le terapie mi capitava questa cosa. Sembrava che stessi meglio ma una volta ritornata a casa, massimo un paio di ore o un giorno e mi risentivo male. Sembrava che non avessi "preso" nulla da quella seduta. In più, durante gli anni, sono riuscita a fare delle cose che prima non riuscivo a fare, come stare di più nei negozi o in qualche parte ma non riuscivo mai a dirmi "Brava, ce l'ho fatta" anzi se mi sfiorava in mente questo pensiero, dopo svaniva. Lo dissi alla psicologa che mi seguiva e lei rispose che sembrava che non mi bastasse quello che stavo facendo. Oggi la situazione non è migliorata, ho ancora attacchi di panico diversi da quelli di prima e se una settimana mi sento un po' meglio poi ho momenti in cui piango senza motivo. E' il caso di iniziare un percorso psicoanalitico? Non sono sicura perchè io ho problemi nel presente e seguendo un percorso del genere tornerei nel passato e penso che non se ne esca più. Credetemi che non ho più forze, sono così confusa. Ho tanta paura e non so a chi rivolgermi.... Se qualcuno della mia città è disponibile ad aiutarmi, ne sarei davvero grata. Grazie mille dell'attenzione.

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Ho da mesi attacchi di pianto

Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da mesi ormai mi ritrovo soggetta a continui momenti di tristezza e crisi. Sono in una situazione difficile in ambito familiare dopo essermi ritrovata costretta alla porta di casa per la mia sessualità. Da un anno ormai ho una ragazza, una persona che mi supporta e mi vuole bene ma quando accidentalmente i miei genitori (molto conservatori e da parte di mio padre iper religiosi) sono venuti a conoscenza della cosa ho dovuto cercare di rinnegare il tutto, nascondermi. Sebbene per un periodo mia madre (conscia della verità) sembrasse perlomeno tollerare la cosa la situazione è precipitata ad inizio novembre quando mi ha chiesto di andarmene di casa perché nessuno in famiglia sopportava la situazione. Ho avuto in quel momento un attacco di panico abbastanza serio, con la mia ragazza abbiamo deciso nuovamente di insabbiare il tutto (non riuscivo a concepire l'allontanamento forzato) e il malessere sviluppato da quel momento ormai sta peggiorando di mese in mese. Successivamente ho parlato a mia madre di quanto mi abbia danneggiato questo atteggiamento ma non sembra capire. Ho tanta paura, ho paura di una lontananza sentimentale e fisica dalla mia ragazza (che comunque ha le sue ambizioni e vorrebbe viaggiare, giustamente) non riesco a parlarne con le mie amicizie, con mio padre il rapporto è ormai arenato e con mia madre, a cui un tempo ero tanto legata non riesco ormai più ad essere aperta. Non vedo soluzione al problema dato che comunque il dialogo è fallito, sono solo stremata e tanto stanca

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Attacchi di panico?

Salve, Sono una ragazza di 17 anni e meno di un mese fa ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Personalmente, non so da dove provengono, non ho una causa precisa per questi attacchi. Quando ho avuto il mio secondo attacco di panico (ancora non sapevo di soffrirne) sono stata ricoverata in ospedale. Ho fatto diversi elettrocardiogrammi, una radiografia al petto e mi hanno misurato diverse volte la pressione. Il dottore mi ha detto che è tutto apposto e che sono stati attacchi di panico causati da stress. Tornata a casa faccio fatica a respirare, ho avuto dei leggeri dolori al petto e a volte alla mascella, mi sono passati dopo diversi giorni. Dopo aver scoperto di soffrire di attacchi di panico, la mia mente continua a pensare che ho dei problemi al cuore, controllo i battiti sul polso ogni 10 minuti e misuro la pressione. Non ho mai avuto così tanta paura di avere un infarto o un arresto cardiaco in vita mia, ma ora è il mio unico pensiero. A volte ho dei mini attacchi di panico, cioè durano meno di un minuto, e il giorno dopo mi sento il petto pensante, il respiro corto e mi gira la testa. P.S.: Questi attacchi mi vengono solo quando sono a casa e la sera, quando sono a scuola non succedono mai e mi sento definitivamente bene. Cordiali saluti

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Insoddisfazione personale e delusione dei genitori

Buonasera, vi scrivo poiché mi piacerebbe avere un'opinione professionale in merito alla mia situazione. Sono una ragazza di 26 anni. Ho una laurea in infermieristica pediatrica e sono al secondo anno del corso di laurea in infermieristica. Non sono mai stata convinta al 100% della mia scelta (ma questa è un'altra storia), ma ho deciso comunque di proseguire poiché il mio sogno è quello di rimanere vicino alla mia famiglia e speravo che la laurea in infermieristica me lo permettesse. Ho avuto diverse offerte di lavoro non serissime che ho rifiutato (sempre lontano da casa). Adesso ce n'è una lontana da casa (circa 4 ore di viaggio), ma nella stessa regione. I miei genitori sono entusiasti, ma io ho passato un intero pomeriggio a rimettere e piangere. Sto malissimo. Io non voglio andare così lontano da casa, ma so che, se glielo dicessi, li deluderei. Ho provato a parlarne con mia mamma, ma lei sta provando a convincermi ad andare e a non fare parola della cosa a mio padre poiché potrebbe arrabbiarsi . Io non voglio essere una delusione per i miei genitori..Ho sempre temuto il loro giudizio, ma adesso qui si tratta di metterr a rischio la mia felicità. Dall'altro lato c'è la paura di non trovare un lavoro più vicino. Cosa mi consigliereste?

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Mi capita spesso di non controllare la risata, è normale?

Salve, da 3 anni circa mi capita a volte di ridere per situazioni poco divertenti in maniera spropositata. Il problema, oltre a non controllare la risata, è che sfocia in una crisi isterica e di pianto; per calmarmi del tutto ci metto addirittura un'ora e necessito di isolarmi. Non l'ho mai visto fare a nessuno ma mi sono resa conto solo ora di quanto sia invalidante per me, così mi sono chiesta se fosse una cosa comune per le persone avere questi episodi. Vi ringrazio in anticipo per la risposta.

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Come posso curare l'agorafobia?

Salve a tutti mi chiamo ilaria e ho 18 anni, da un anno più o meno ho scoperto di soffrire di attacchi di panico, ansia e agorafobia. Ogni situazione poco familiare per me è un problema.. inizio a non respirare più tanto bene e sento un senso di oppressione al petto.. ormai non riesco nemmeno più a camminare da sola in posti dove non c'è nulla intorno a me, persino attraversare la strada è diventato un problema.. Ho un sogno, quello di diventare una persona autonoma, magari di andare a vivere in un'altra città e di far pesare anche meno questa cosa alla mia famiglia, mi faccio trattare ancora come una bambina.. se vado dal parrucchiere o in qualsiasi negozio devo essere per forza in compagnia di qualcuno che conosco.. la mia paura di sentirmi male supera ogni cosa ed io non ne posso più. Mi scuso per essermi dilungata così tanto ma volevo spiegare per bene la mia situazione, la mia domanda è.. come posso riuscire a sconfiggere questi nemici senza dover necessariamente ricorrere a farmaci? Grazie mille, buona serata

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