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Cura giusta per attacchi di panico e ansia

Salve, scrivo in merito alla mia situazione che sto vivendo in questo momento. Ho spesso sintomi, quali testa “pesante” (con paura di stare male o svenire) e tachicardia (ma solo in determinati momenti). Questi sintomi noto che sono più accentuati quando devo affrontare situazioni anche banali, come andare in un ristorante, chiesa ecc È da 5 anni che, tra alti e bassi e momenti in cui comunque sto bene e non ho ansia, soffro di questi disturbi. Dico 5 anni perché, nel 2014, ho avuto un broncospasmo che mi ha portata ad un principio di soffocamento ... da quel momento ho iniziato a soffrire di ansia e sporadici attacchi di panico (sono sempre stata una persona parecchio sensibile, ma non avevo mai avuto prima di quel momento, sintomi del genere o attacchi di panico). Chiedo pertanto, se è possibile superare questo con una psicoterapia e, se si, se esiste un orientamento specifico di terapia che tratta questi disturbi. Grazie per l’attenzione. Francesca

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Attacchi di panico da due anni a causa di un gioco

Buonasera, circa due anni fa ho utilizzato un visore per giocare in realtà virtuale per circa un paio d ore constatando la nitidezza e la spettacolarità dell essere all interno dell auto o di un astronave in prima persona; la mattina seguente dopo una mattinata a lavoro torno a casa col pensiero vivido del gioco nella mia mente come se la realtà in cui stessi vivendo fosse anch 'essa virtuale, da quel momento comincio ad agitarmi e a pensare che il gioco mi avesse dato effetti collaterali, mi faccio inondare dalla paura, cuore che batte, tremolio, fino a che sono finito al pronto soccorso con la diagnosi di attacco di panico, quindi gocce di lexotan e via. Da quel giorno è iniziato il mio calvario perché la paura della paura mi portava a scappare via da luoghi chiusi , affollati, agorafobia e stati ansiosi. Ho passato circa due anni tra psicologi e cure farmacologiche, la situazione è migliorata di molto, non scappo più da situazioni che per me sembravano pericolose, ma allo stesso tempo permane un senso di allerta e quindi di ansia anticipatoria, fame d aria ecc..nei posti chiusi, al cinema e nei posti affollati. Ultimamente ho anche fastidio nel mangiare e digerire in quanto sento che l apparato addominale cel ho sempre in tensione grazie per avermi dato un attimo del Vs tempo.

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È un mese che soffro di attacchi di panico

Giusto un mese fa ho avuto il primo attacco di panico, sono andata subito da una psicologa, credevo di stare meglio ma qualche giorno fa sono andata in ospedale perché ho avuto paura di morire gli unici sintomi che non mi lasciano mai sono la Depersonalizzazione e la derealizzazione questo non mi lascia vivere la mia vita. E solo un po’ di tachicardia la mattina ma poi passa. La mia psicologa arrivati a sto punto vuole inidirizzarmi da uno psichiatra per farmi curare con i farmaci, sono al punto di andare da uno psichiatra?

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Come si affronta un'ossessiva necessità di primeggiare?

Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni che a Luglio ha terminato il proprio ciclo di studi (Ho una laurea triennale in fumetto e due anni di master alle spalle). Ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno permesso di proseguire gli studi nel mio campo preferito, e la fortuna di avere una dote che mi ha permesso di distinguermi e di raggiungere un livello tale da poter effettivamente rendere il fumetto la mia professione. Il problema è che, da quando ne ho memoria (parlo addirittura dalle elementari), io sento la costante necessità di essere "la prima", "la più brava" nei campi che mi interessano (soprattutto nel disegno appunto) e se non fosse così mi sentirei una fallita. A scuola era più facile: prendi un voto più basso del tuo compagno, ci stai male per un'oretta ma poi passa, la volta dopo ti impegni di più e "vinci" tu. Con gli anni però, la situazione è degenerata: più i miei studi diventavano specifici, più incontravo gente che voleva fare il mio stesso lavoro e con cui ti ritrovi, inevitabilmente, a competere. L'ansia è cresciuta insieme a me: a 19 anni ho iniziato a soffrire di pensieri intrusivi e qualche sporadico attacco di panico. Gli ultimi due anni di master sono stati molto difficili; ero in classe con la mia migliore amica dal liceo,disegnatrice anche lei: nella classe mi distinguevo, ma quando lei veniva elogiata di più io cadevo nello sconforto, come se il lavoro che avessi fatto perdesse immediatamente di ogni pregio e importanza. Così ho avuto un anno di crisi, disegnando molto poco, abbandonando le lezioni a metà perchè la situazione mi faceva tanto tanto male. Poi, a giugno, ho conosciuto un ottimo insegnante che mi ha aiutato a migliorarmi molto, e ho finalmente raggiunto dei risultati che mi convincevano. Dopo il master ho passato l'estate lavorando ogni giorno, senza riposarmi o fare vacanza, per preparare un portfolio e cercare lavoro a settembre. Ho preteso molto da me e sono arrivata a sovraccaricarmi di lavoro, però ce l'ho fatta: a settembre ho inviato i primi portfoli in giro. L'ansia però ha iniziato a divorarmi: oltre ai consueti bruciori di stomaco ho iniziato a soffrire di paure irrazionali e sbalzi di umore. Ho pensieri brutti e piango molto spesso, con crisi forti e tristezza tutto il giorno. Ho ricevuto una settimana fa una risposta negativa da una casa editrice: razionalmente sono ovviamente pronta al fatto che questo succederà molte altre volte, ma quello che non sopporto è l'idea che le persone che conosco che lavorano nel mio ambito possano arrivare prima di me. Mi sento molto stupida e molto infantile a provare questo, ma è come se non potessi accettare di arrivare a pubblicare per seconda: ciò agli occhi del mio io non razionale mi renderebbe una fallita e renderebbe vani gli sforzi che ho fatto in questi anni e i sacrifici che i miei genitori hanno fatto per me. In più si aggiunge l'ansia di diventare un peso per loro, dato che ho 24 anni e non ho un'entrata economica. Sto facendo il possibile per dare una spinta, un inizio alla mia carriera, ma il solo pensiero di non riuscire a pubblicare entro l'anno prossimo mi toglie energia e voglia di vivere. Non riesco a uscire da questo circolo, e sto lavorando sempre di più per aggiornare il portfolio e avere più materiale. Ma solo per essere la prima.. non so come comportarmi, e ho solo pensieri dolorosi. Grazie in anticipo per l'attenzione

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Attacchi di panico e ipocondria

Buonasera mi chiamo Jessica, soffro di attacchi di panico dall'età di 12 anni , scaturiti la prima volta in seguito alla morte di un mio caro zio...essendo piccola non ci ho dato peso e sono spariti...ultimamente si sono ripresentati come un fulmine a ciel sereno e di solito mi vengono quando sento parlare di infarto...premetto ke ho fatto nuoto per tanti anni a livello agonistico, ho fatto molti controlli al cuore per questo sport e non ho mai riscontrato problemi....le analisi sono tutte nella norma però ho sempre paura....avevo delle amiche ma mi hanno allontanato per colpa delle mie paure invece di aiutarmi e questa cosa mi ha ferito di piu rischiando uno stato di depressione...per fortuna poi 5 anni fa ho conosciuto il mio attuale ragazzo che mi ha aiutato a superare tutto però gli attacchi ancora mi perseguitano...

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Angoscia... come uscirne?

Salve, ho 48 anni, ho fatto a 24 anni per molto tempo analisi ma finita male per un agito anomalo della psic, mi chiese di diventare amiche perché a suo avviso poteva finire la terapia. Ma non andò mai bene ovviamente e dopo varie volte che le feci presente il reiterare del suo non rapporto amicale, mi bloccò dai social e non mi volle mai piu parlare. Poi ritentai un paio di terapie ma non erano giuste. Da 2 sedute vedo un nuovo terapeuta. Il punto è che dalla analisi ad oggi sn passati 15 anni, in cui ho perso mia nonna con feretro a casa mia perché mia mamma volle così e io ebbi una violenza psicologica per 3 gg. Poi ho perso mio fratello di 44 anni per una sindrome metabolica che lui non curó, che firse ho anche io e che sto controllando non ho superato ed elaborato il lutto, perche mia madre ansiosa da sempre si è ammalata di demenza vascolare. Sono stata la sua caregiver fino al fine febbraio 2018, dopo 7 mesi di calvario in ospedale. Poi mio padre da 18 mesi invalido ha i suoi problemi di salute. Non ho un lavoro, odio casa mia mortifera, da sempre soffro di ansia e a volte in questi 2 anni ho avuto attacchi di panico ma dall estate esce angoscia. Mi sveglio già agita e schiacciata dalla paura.. Mi immagino un'onda anomala che mi bilutti sotto acqua, e non riesca a sopravvivere. Io ho fame di vita, confido nella psicoterapia, ma non si fanno miracoli. Ho messo in vendita casa ma non è veloce, ho ripreso un hobby, il teatro un anno fa ma dall estate, e da una settimana angoscia pura. Terrore del panico, che diventi depressione, dovrei dirmi brava per i tentativi di star meglio ed invece mi sento smarrita. A volte solo mente, che ho usato troppo tutta la vita. Prima mi dicevo ai primi sintomi di ansia, che appunto qualcosa non andava ma ora non basta più. Ho mille cose che non vanno ma perché ora pure l angoscia? Non sopporto più di stare sola io che purtroppo lo sono stata tanto tutta la vita. La sera mi sento sola malinconica controllata, perché da sempre ho 2 paure..morire ed impazzire. Non voglio nessuna delle 2... So che la prima è ineluttabile ma così sto morendo ogni giorno con tutta questa angoscia. Più di sapere che non vanno tante cose.. E di iniziare un percorso che devo fare? Prendo un ansiolitici ma l antidepressivo che di solito dicono di associatlre non lo voglio.. Che diamine faccio? Diventare matta nooooo

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Ansia e panico incurabili

Buongiorno, il mio problema è di lunga data. Soffro di ansia e panico da più di 10 anni ormai. In questo tempo ho fatto svariate cure, tra cui vari medicinali ( paroxetina, ansiolin, xanax ) svariate medicine naturali o palliativi come fiori di bach, compresse di valeriana ecc. In tutto questo tempo e dopo aver visto svariati psicologi, ora sono in cura da uno psichiatra da anni.
Tutto questo per dire che il mio disturbo ad eccezione di alcuni periodi in cui sembrava regredito, ora è diventato cronico e non è più gestibile. Proprio recentemente sono di nuovo alle prese col panico che mi viene senza preavviso e che mi impedisce di andare a lavorare e svolgere semplici attività. Sto male sempre.
Mi sento come handicappato e comincio a pensare che se ci fosse un modo di togliersi di mezzo lo farei, sono diventato un peso e non riesco a farmi una vita se sto male sempre. Non è possibile continuare a vivere con questi livelli di disagio, nessuno sembra rendersene conto. Molti mi hanno detto che avere ansia è normale, che devo farci l'abitudine ecc, ma io ho sintomi fisici che mi bloccano praticamente ogni giorno. Alla fine sto zitto e sopporto, ma fino a quando?
Gli psicofarmaci mi hanno creato problemi per gli effetti collaterali che alcuni di questi hanno, ma anche se ho fatto presente allo psichiatra e al medico di base questo problema non mi è stata data un'alternativa. Alla fine ho smesso di prendere la paroxetina, ora uso solo xanax, ho cominciato a decidere io cosa prendere e come. Non riesco a fidarmi di nessuno, ho perso fiducia nelle cure e nei medici. La mia vita è davvero limitata vivo ormai solo alla giornata, avrò mai una vita normale?. Cosa dovrei fare dopo tutti questi anni? Esiste un centro nella mia regione specializzato in questo tipo di disturbi?
Ringrazio per le risposte

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Pensieri di morte delle persone vicine

Salve, da qualche mese mi sono risollevato da una depressione che andava avanti da più di un anno, durante la quale ho provato più volte a togliermi la vita e ho sofferto di attacchi di panico. In questo periodo è diventata per me un'ossessione la morte e i modi in cui si può morire. Da mesi, come già detto, avevo smesso di pensare a questo, ma da qualche giorno ho ricominciato a sentire i momenti di ansia ( che possono durare anche 1 ora o più ) in cui mi immagino come le persone a me vicine possano morire e come lo accetterei. Speravo che poteste darmi qualche consiglio per ridurre questi eventi per me traumatici.

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