Domande e risposte

leggi tutte le domande
Ruolo del marito negli attacchi di panico della moglie

Buon giorno In questo momento tragico di covid19, dopo un periodo iniziale di "quarantena obbligatoria" in casa è scoppiato un problema di relazione già presente da tempo. Le relazioni con mia moglie negli ultimi 6/7 anni sono state molto travagliate, sia per malattie sue che mie; queste hanno profondamente compromesso le nostre relazioni e reso la convivenza molto faticosa. Abbiamo tre figli grandi, ognuno indipendente e professionalmente ben posizionati. Con i figli i rapporti sono buoni. Alcuni anni fa (cinque per la precisione) mia moglie ebbe una serie di attacchi di panico che poi superò autonomamente. Ora in questo frangente tragico del covid 19 ha avuto forti momenti di ansia e nei giorni scorsi anche di panico. Io dal mio canto sono fortemente preoccupato per la mia salute essendo immunodepresso. La mia domanda è la seguente: a fronte della pressante richiesta di supporto e sostegno da parte di mia moglie cosa posso fare? Cosa posso dire e come devo fare per almeno essere un pò d'aiuto? Grazie

7 risposte
Da circa 7 anni o di più soffro di attacchi di panico

Ciao sono una ragazza di 24 anni , io ormai sono anni che combatto con gli attacchi di panico ma più passa il tempo e più vanno di peggio in peggio...... Ho sempre la paura di avere problemi cardiaci, ho sempre la tachicardia in qualsiasi ora del giorno in qualsiasi minimo movimento, nonostante io abbia fatto vari accertamenti e l'esito è tutto normale. Sto provando a fare dello sport a casa perché ho letto che aiuta in questi casi, ma quando lo faccio a un minimo sforzo ho il cuore che va a mille. Le chiedo è una cosa normale che fanno parti Degli attacchi di panico? Oppure no? Ho paura di fare tutto, di correre di divertirmi non vivo più bene così.

16 risposte
SOS ragazzo di 22 anni

Carissimi, scrivo perché sono molto preoccupata per il mio fidanzato. La sua è una storia un po' travagliata, ha perso suo padre quando aveva 9 anni per un banale intervento di routine poiché durante lo svolgimento ha avuto un infarto (e c'è da dire che tutta la famiglia del papà è morta per problemi cardiaci) . Lui già da un anno ha manifestato paura di avere una forma ereditaria di questi disturbi, si è recato anche un paio di volte in ospedale per dolori al petto, ma tutti i controlli sono andati fortunatamente benissimo, ma questo terrore lo perseguita anche perché è in sovrappeso e non riesce a fare la dieta non perché è goloso, ma perché molto emotivo. L'anno scorso abbiamo fatto un viaggio in aereo che ci ha cambiato la vita. Il viaggio è stato molto molto pauroso a causa di una bruttissima turbolenza durante la quale ha avuto un attacco di panico. Da quel momento gli attacchi di panico fanno parte della sua vita. Ha ansie che prima non aveva, adesso ha anche l'ansia di prendere un treno e paura quando ci viaggia, e la cosa peggiore è che la sua paura di morire per un problema cardiaco è aumentata costantemente nel tempo e credo stia diventando anche pericolosa per il corretto svolgimento della sua vita. Da un mese accusa dolori vicino al petto che aumentano quando fa uno sforzo (i controlli cardiaci sono perfetti) , ma lui li accusa . Ha attacchi di panico ogni sera perché crede che gli stia per venire un colpo perché sente questi dolori e a modo suo cerca di calmarsi distraendosi con il cellulare. Mi chiedo è possibile che un evento come una turbolenza abbia scatenato questo peggioramento? È possibile che i dolori che lui sente siano frutto del suo cervello? Aggiungo che non ha persone accanto a lui che lo tranquillizzano e lo aiutano, ha a che fare con membri della famiglia che gli danno più dispiaceri che affetto, lui è un ragazzo molto emotivo ed è molto solo e mi confessa che quando è con me sta meglio e me ne rendo conto perché quando siamo insieme riesce a dormire facilmente. Però sono preoccupata e non so più come comportarmi ho cercato di aiutarlo, ma credo che abbia bisogno di un esperto.

6 risposte
Non so più chi sono

Salve, mi chiamo Nicolò Ho 20 anni, da qualche anno soffro di pensieri negativi sugli altri e su me stesso, dubbi sulla mia personalità , attacchi di panico, insonnia (ultimamente). Mi sento più volte triste e solo che felice durante il giorno e mi sento fallire sempre in tutto ciò che faccio .. non so cosa fare Grazie.

2 risposte
Attacchi di panico e paura di morire

Salve, sono una ragazza di 22 anni ed è da circa 3 anni che purtroppo soffro di attacchi di panico. Premetto che ancor prima che mi venissero questi attacchi ho sempre sofferto di ansia. Sono da sempre una persona ansiosa ma quella che avevo prima era più un'ansia che ancora oggi definisco "normale", perché rispetto a quella che provo da 3 anni non era un'ansia che limitava la mia vita e le mie scelte, e soprattutto era un'ansia che aveva un valido motivo per esserci, ad esempio prima di un'interrogazione o un compito in classe. Persino i sintomi erano molto più gestibili (leggere palpitazioni, mani che sudavano e paura di sbagliare) ed infatti ammetto che spesso é stata proprio quell'ansia a permettermi di mettercela tutta in quelle situazioni. Vorrei essere breve e concisa, davvero, ma penso che per dare la giusta spiegazione a ciò che sto vivendo dovrei almeno dire un'altra cosa di me: Non vivo in una buona condizione familiare. Sin da bambina ho sempre provato questo grande senso di vuoto e di solitudine, dovuto alle tante ore che mia madre passava a lavoro e non con me e mia sorella e, soprattutto, al suo totale disinteressamento verso di me quando invece era presente. Mia madre mi ha sempre ignorata quando ero bambina, focalizzandosi invece molto su mia sorella e questo ha fatto nascere tanti aspetti negativi del mio carattere che purtroppo ho tutt'ora, come la poca (per non dire assente) fiducia in me stessa, bassa autostima, odio verso il mio corpo e il mio carattere e paura costante di venire abbandonata /sostituita dalle persone a cui tengo. Come se non bastasse, quando ho iniziato a crescere e quindi a non essere più una bambina, il mio rapporto con lei è peggiorato notevolmente. Sono passata da esserle indifferente a diventare per lei il bersaglio preferito per i suoi sfoghi. Ogni volta che ha una brutta giornata (a lavoro o in generale) fa di tutto per litigare con me, alzando la voce fino a sbraitare ed offendendomi pesantemente utilizzando parole che hanno l'effetto da lei desiderato, ovvero farmi piangere. La sua offesa preferita da dirmi è sempre stata "Hai problemi mentali". Me l'ha ripetuta così tante volte che alla fine ho iniziato a crederle ancor prima di iniziare a soffrire di attacchi di panico (ed il fatto che io adesso abbia davvero dei problemi mentali ed abbia bisogno di psicologi non fa altro che alimentare in me questa idea). Con mio padre ho un buon rapporto, fortunatamente, l'unico problema è che è sempre stato succube di mia madre e spesso invece di difendermi dalle sue offese ingiustificate l'assecondava o decideva di tacere e di non intervenire. E il suo fingere indifferenza dinnanzi ad un palese abuso psicologico mi ha sempre ferita. Con mia sorella ho sempre avuto un rapporto particolare. Ci sono stati periodi felici e di immenso affetto tra di noi, quasi sempre interrotti da dei suoi comportamenti scorretti nei miei confronti. Ha più volte provato a farmi litigare con dei ragazzi o con delle mie amiche, dicendogli cose su di me non vere, ed ha sempre avuto la tendenza ad impicciarsi nei miei affari (entrando spesso nei miei account per vedere i miei messaggi e una volta addirittura si finse me per scrivere a quello che un tempo era il mio migliore amico per farmi passare per una s*****a). Insomma, questa è da sempre la mia situazione familiare ed è solo grazie alle varie psicologhe che mi hanno seguito se so che: Ho una madre narcisista ed anaffettiva, un padre succube e una sorella altrettanto narcisista nonché "figlia d'oro" di mia madre, mentre io sarei la figlia bersaglio. Il primo attacco di panico che ho avuto, è capitato in un periodo per me molto stressante e particolare. Prima di tutto era un periodo in cui ho avuto molti litigi con mia madre e quindi molte offese da parte sua e molti pianti. In quel periodo mi sentivo una fallita perché non solo non ero riuscita ad entrare nell'università che volevo (mentre tutte le mie amiche si) ma non riuscivo nemmeno a trovare un lavoro, e per di più il corso privato che stavo frequentando (perché costretta da mia madre) mi stava prosciugando l'energia (la mattina dovevo fare tirocinio, il pomeriggio seguire il corso e la sera dovevo studiare). Come se non bastasse, in quel periodo mia sorella fu operata di appendicite ed ero molto preoccupata per lei. È stato in quei giorni che ho iniziato ad avvertire un costante dolore e peso all'altezza del petto, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso fu la morte di un signore per arresto cardiaco. Ricordo che mia madre disse che l'ultima cosa che questo signore aveva fatto prima di morire era stata cercare su internet "dolore al petto e sudorazione", ed é lì che mi si è insinuata nella mente la paura di poter morire anch'io di infarto da un momento all'altro. Ricordo di aver iniziato a pensare costantemente al dolore al petto che avvertivo da giorni, chiedendomi "e se ti stesse per venire un infarto?", e dopo qualche giorno, mentre ero impegnata a piegare i panni e non stavo pensando a niente...ho avvertito tutti insieme i sintomi di un attacco cardiaco. All'epoca non avevo idea dell'esistenza degli attacchi di panico e quindi ovviamente il mio primo pensiero è stato che stessi per morire di arresto cardiaco. Sono stata portata al pronto soccorso dai miei vicini di casa (dato che ero a casa da sola) e da allora la mia vita è cambiata drasticamente. Ho visto tanti psicologi, ho assunto anche farmaci per un po' ma poi ho deciso di interrompere almeno la cura farmacologica perché non volevo sentirmi bene grazie ai farmaci, volevo Stare bene grazie a me stessa. Ho parlato tanto della mia famiglia con loro, tutti hanno trovato in mia madre la causa dei miei attacchi di panico, e in qualche modo sapere da loro che al mondo purtroppo esistono anche madri cattive come la mia e che quindi non fosse mia la colpa di quel suo odio verso di me mi ha aiutata a stare meglio, ed infatti questa realizzazione e gli esercizi di respirazione insegnatami da una di queste psicologhe mi hanno portata a diminuire di molto il numero e l'intensità dei miei attacchi di panico. Adesso mi vengono di rado, e quando mi vengono riesco sempre a farmeli passare con la respirazione (e quando non ci riesco, semplicemente provo ad aspettare che passino da soli), ma la paura di morire di arresto cardiaco non mi è affatto passata. Ed è questo il mio problema. Non la mia famiglia, non gli attacchi di panico, ma questa fobia che mi porto dietro da 3 anni. Ogni giorno penso alla morte, ogni giorno mi ritrovo a fare più preghiere perché ho paura di morire di infarto, ogni volta che sento qualcuno raccontare di una persona che è morta di infarto puntualmente inizio a provare tutti i sintomi sulla mia pelle e mi viene da piangere e da urlare. Controllo assiduamente i battiti del mio cuore. Batte troppo veloce? Mi preoccupo. Batte troppo piano? Mi preoccupo. Se salgo le scale o se faccio un qualsiasi altro sforzo fisico temo che possa venirmi un attacco di cuore. Quando sono alla guida penso che potrebbe venirmi un attacco di cuore. Perché un attacco di cuore può venire sempre, in ogni momento, a qualsiasi età, non ti dà il tempo di far nulla ed è per la maggioranza dei casi mortale. Io davvero non so come fare. Mi sento pazza, perché so che la gente normale non pensa a queste cose ma vive e basta, così come vivevo io prima di questi attacchi di panico e prima che questa fobia si insinuasse in me. Vorrei potermi aprire il cervello e cancellare per sempre il ricordo di quell'uomo morto di infarto 3 anni fa, perché magari se non avessi mai sentito quella cosa e non mi fossi impressionata non mi sarebbe mai venuto quell'attacco di panico, quindi di conseguenza non avrei nemmeno mai provato sulla pelle le sensazioni di un infarto, non sarei mai finita in ospedale, non avrei mai dovuto prendere antidepressivi per un po' e a quest'ora forse sarei ancora una ragazza normale. Con un'ansia normale. Chiedo aiuto e consiglio a voi, perché purtroppo nessuna delle psicologhe con cui ho avuto un percorso é stata in grado di aiutarmi su questo. Sugli attacchi di panico sì, sui problemi familiari anche, ma non su questa fobia. Aggiungo anche che la psicologa con cui mi stavo attualmente vedendo, è scomparsa all'improvviso. Non ho avuto più sue notizie e ci sono rimasta male, perché mi ero affidata a lei e avrei voluto almeno una spiegazione sul perché non voler continuare con me. Spero che voi conosciate qualche metodo o qualsiasi altra cosa per aiutarmi a superare questa fobia, perché è una cosa di cui mi vergogno anche solo a parlare con i miei amici o la mia famiglia perché ho sempre paura che mi prendano per pazza ed esagerata... Vi ringrazio in anticipo e mi dispiace di aver scritto così tanto

3 risposte
Cura giusta per attacchi di panico e ansia

Salve, scrivo in merito alla mia situazione che sto vivendo in questo momento. Ho spesso sintomi, quali testa “pesante” (con paura di stare male o svenire) e tachicardia (ma solo in determinati momenti). Questi sintomi noto che sono più accentuati quando devo affrontare situazioni anche banali, come andare in un ristorante, chiesa ecc È da 5 anni che, tra alti e bassi e momenti in cui comunque sto bene e non ho ansia, soffro di questi disturbi. Dico 5 anni perché, nel 2014, ho avuto un broncospasmo che mi ha portata ad un principio di soffocamento ... da quel momento ho iniziato a soffrire di ansia e sporadici attacchi di panico (sono sempre stata una persona parecchio sensibile, ma non avevo mai avuto prima di quel momento, sintomi del genere o attacchi di panico). Chiedo pertanto, se è possibile superare questo con una psicoterapia e, se si, se esiste un orientamento specifico di terapia che tratta questi disturbi. Grazie per l’attenzione. Francesca

2 risposte
Attacchi di panico da due anni a causa di un gioco

Buonasera, circa due anni fa ho utilizzato un visore per giocare in realtà virtuale per circa un paio d ore constatando la nitidezza e la spettacolarità dell essere all interno dell auto o di un astronave in prima persona; la mattina seguente dopo una mattinata a lavoro torno a casa col pensiero vivido del gioco nella mia mente come se la realtà in cui stessi vivendo fosse anch 'essa virtuale, da quel momento comincio ad agitarmi e a pensare che il gioco mi avesse dato effetti collaterali, mi faccio inondare dalla paura, cuore che batte, tremolio, fino a che sono finito al pronto soccorso con la diagnosi di attacco di panico, quindi gocce di lexotan e via. Da quel giorno è iniziato il mio calvario perché la paura della paura mi portava a scappare via da luoghi chiusi , affollati, agorafobia e stati ansiosi. Ho passato circa due anni tra psicologi e cure farmacologiche, la situazione è migliorata di molto, non scappo più da situazioni che per me sembravano pericolose, ma allo stesso tempo permane un senso di allerta e quindi di ansia anticipatoria, fame d aria ecc..nei posti chiusi, al cinema e nei posti affollati. Ultimamente ho anche fastidio nel mangiare e digerire in quanto sento che l apparato addominale cel ho sempre in tensione grazie per avermi dato un attimo del Vs tempo.

3 risposte
È un mese che soffro di attacchi di panico

Giusto un mese fa ho avuto il primo attacco di panico, sono andata subito da una psicologa, credevo di stare meglio ma qualche giorno fa sono andata in ospedale perché ho avuto paura di morire gli unici sintomi che non mi lasciano mai sono la Depersonalizzazione e la derealizzazione questo non mi lascia vivere la mia vita. E solo un po’ di tachicardia la mattina ma poi passa. La mia psicologa arrivati a sto punto vuole inidirizzarmi da uno psichiatra per farmi curare con i farmaci, sono al punto di andare da uno psichiatra?

6 risposte
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.