Domande e risposte

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Sudorazione eccessiva a scuola

Durante il giorno non sudo mai. Ho notato che appena mi sveglio per andare a scuola comincio a sudare tantissimo, infatti il pomeriggio quando torno da scuola non sudo come anche sabato e domenica. Non so proprio che fare ma diciamo che ho già avuto probblemi di depressione e quindi non vorrei tornare a fare sedute psicologiche. Non so datemi una mano voi vi prego.

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Da 2 anni e mezzo sto male...aiutatemi

Salve, sono Valentina, mamma di un ragazzo di 14 anni (avuto da mio marito) e di una bimba di quasi 3 anni avuta dal mio attuale compagno.Io abitavo da più di 35 anni nella mia città di quasi 80 mila abitanti, avevo casa mia (tuttora c'e'), arredata in una villetta in comune con i miei...quindi si può dire che eravamo sempre insieme con i miei, mio figlio è cresciuto con i miei e dopo la separazione dal padre (assente dopo la separazione) si è legato ancora di più con i nonni (i miei per lui sono la seconda mamma e il suo papà)...è molto legato...quando ho conosciuto il mio compagno sapeva tutto ciò e ha accettato...quando è venuto a vivere da me però dopo 1 anno circa gli mancava sua mamma (alla quale è morbosamente legato)...premetto che il suo paese di 5 mila abitanti gli stava stretto e voleva scappare...quando sono rimasta incinta della nostra bimba, al sesto mese di gravidanza ha cercato tutte le scuse per litigare con i miei e farmi scappare insieme a lui nel suo paese (odiato da lui)...ho partorito qui, abbiamo preso casa in affitto, ho portato mio figlio in una scuola nuova...all'inizio voleva scappare ma poi per non far stare male me ha nascosto la sua tristezza che io vedevo negli occhi del mio bambino...ho parlato col mio compagno dicendo che volevo andare via perché dopo un po' di mesi che ero lì mi mancava tutto, i miei amici, la mia famiglia, la mia casa, la mia vita...tutto...mi ha promesso che saremmo andati via e invece cosa fa? apre un agenzia di intrattenimento qui (io sono una cantante/animatrice e lui un dj/tecnico audio-luci)...il nostro sogno era di aprire un agenzia si ma non in questo paese...mi sono sentita tagliata a metà...adesso io vorrei andare via con i bambini perché non vivo più...non ho vita, si fanno sempre le stesse cose, si sta sempre e solo con la sua mamma e io non ci sto...sto morendo dentro e anche mio figlio...amo quest'uomo...ma gli avevo chiesto soltanto un sacrificio per me visto che io ne avevo fatti tanti per lui e lui mi ha spezzata aprendo qui la nostra attività, il nostro sogno...ovviamente con suo nome e io non ci sono proprio...però dice che è nostra dopo 20 anni di gavetta anche mia...sono arrabbiata, delusa, ansiosa, nervosa...non dormo più...penso che la soluzione migliore sia andare via dove ero e sono felice, dove non mi manca nulla...ma nel frattempo non voglio perderlo o allontanarlo dalla figlia...non so cosa fare...sto male veramente...aiutatemi per favore...in questo paese non ho nessuno...ho solo lui ma lui non pensa a come stiamo noi ma...a sua mamma

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Paura da relazione e orientamento sessuale

Salve,Ho cominciato una terapia un mese fa perché sono in costante stato d'ansia e di tristezza, il quale si presenta nella mia vita periodicamente a seguito di una relazione "che ha un timer" di massimo un mese. Dopo questo mese o vengo lasciato o mi scoccio io e divento tossico per lei. Il ciclo è spesso cosi: innamoramento, flirt, frequentazione dove mi sento fortemente connesso a lei, libero e davvero felice; dopo un mese e qualcosa è successo due volte che la storia è stata chiusa da lei e due volte che questa sensazione di connessione è venuta a scemare da parte mia (situazione attuale). Altri tipi di relazione amorosa (senza frequentazione) mi hanno portato sofferenza tra cui innamoramenti non corrisposti, idealizzazioni di ragazze che non conoscevo. Infine, la mia migliore amica si è innamorata di me (4 anni fa) in un periodo dove mi sono accorto che la trovavo estremamente eccitante e che se non fosse stata tra le persone a cui tengo di più le avrei cercato una amicizia "con benefici". Quando lei si dichiara io sapevo che non cercavo una relazione con lei e quindi scappo, non ci sentiamo per un po', ed adesso siamo di nuovo molto vicini. La mia attrazione fisica per lei rimane, e quest'estate, dopo molto tempo senza avere rapporti di nessun genere, ho pensato che ero anche innamorato ma non gliel'ho detto. Ad ottobre ho conosciuto la mia attuale ragazza e la storia si è ripetuta: molta connessione durante un mese di frequentazione, poi abbiamo vissuto un mese insieme per dinamiche esterne alla relazione (pandemia), e poi comincio ad avere degli incubi che la tradivo con storie precedenti, con persone senza una sessualità ben definita o con persone random.
Piano piano questi incubi mi portano uno stato d'ansia eccessivo che comincia ad essere pesante vederla perché, soprattutto quando ci vediamo negli ultimi mesi, la connessione è sparita ed io sono spesso in ansia di non amarla, di amare altre o di essere gay. La cosa che mi fa stare più in ansia è che ho decisamente sempre voluto una persona come lei affianco con la maggior parte delle caratteristiche che ha lei. Ma queste caratteristiche che ho sempre cercato, adesso sono per me un peso perché non sono sicuro ed ho paura che non le voglio. La sto mettendo sotto analisi capillare per ogni azione che fa in maniera tossica sebbene provi a non farglielo pesare ma è impossibile.
L'altra sera mi ha detto nel letto " hey, noi non dobbiamo stare necessariamente insieme se io non ti faccio stare bene, tu puoi trovare un altra perché meriti di essere felice". Davanti tanta onestà, sincerità e amore ho cominciato a piangere e non la finivo più e mentre piangevo lei mi abbraccia e mi mette una coperta sulle spalle. Io mi sono sentito accolto e amato, forse come poche volte.
Io ho paura di essere gay e questa paura ce l'ho da quando ho 13 anni. Per ricostruire questa paura ho bisogno di elencare alcuni fatti: quando ne avevo 11 ho cominciato a masturbarmi e lo facevo spesso con i miei amici a casa mia. Al ricordo sono spesso disgustato, soprattutto perché una volta, solo con un altro amichetto, mi propone di masturbarci a vicenda. Ancora ricordo la sensazione perché mi da un senso di schifo pesantissimo. Alle scuole medie cambio scuola (per altre ragioni) ed in terza media ricordo di essere preso tanto in giro come "femminiello"(gay), ma tutti venivano presi in giro con appellativi diversi (solo io con uno riguardante la mia sessualità). Era paradossale a scuola ero il femminiello ed agli scout ero il play boy. Quando vado al liceo ricordo di chiamare (non uno nello specifico ma in generale) i miei amici "uee gay" e che non ci davo troppo peso. Piano piano negli anni ho sviluppato una fobia al "tocco" maschile che io non controllo. Mi mette eccessivamente in ansia essere toccato da uomini se non sono io il primo, ad esempio, a voler salutare. Mi sento "all'attacco" quando vedo un uomo muscoloso o attraente perché ho paura di essere attratto e ogni volta che ho paura di essere attratto ho un disgusto simile a quando ricordo la masturbazione con il mio amico. Mi sento all'attacco quando mi telefona/ faccio una videochiamata con un amico che potrei trovare attraente e vado in ansia tantissimo. Soprattutto se in passato in presenza con questo amico ho notato di aver cacciato liquido pre-eiaculatorio con il mio pene non eccitato ma "disgustato". Piccolo inciso: questo liquido l'ho spesso cacciato quando ho un contatto con una donna che mi eccita e soprattutto durante il primo periodo con la mia attuale ragazza. Il fenomeno si è ridotto adesso in quanto ho cominciato per la prima volta nella vita a fare sesso regolarmente in quanto prima l'avevo fatto un massimo di 10 volte.
Qualche precisazione: Mi sono sempre (e con molta frequenza) masturbato su donne, ho fantasticato relazioni sessuali su donne e sono stato con donne ma come potete vedere con molti problemi di fondo. Adesso, quando mi masturbo (tipo ieri o stamattina) sento che " la masturbazione mi porta chiarezza" in quanto sento di non avere ansie dopo. Il problema è il dopo-dopo. Inoltre, non sono i miei amici sono "omofobici" ma anche mio padre il quale ha detto spesso "meglio una gallina che un uomo per i miei figli". Lasciamo stare, anche se lo diceva in maniera scherzosa, lasciamo stare...
So che vi ho detto cose in ordine sparso ma quello che cerco di dirvi è un insofferenza di fondo che non riesco a curare e che vorrei farlo quanto prima perché vicino a me ho una persona con la quale vale la pena capire fino in fondo se possiamo amarci. Io desidero farlo e sentirmi libero, ma non ci riesco. Sarei disposto ad iniziare una terapia online se voi pensate di potermi aiutare.

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Ansia fortissima nel ripropormi nel mondo del lavoro per via di un buco sul cv

Buongiorno a tutti.Premetto che magari può non rappresentare un problema così importante o altro ma per la paura del giudizio che si può avere nei miei confronti crea troppo imbarazzo e senso di vergogna (quella stessa che anni fa mi fermó) per tanto oggi essendo amplificata di minimo 10 volte chiedo a voi un consiglio. Io fino a 22 anni ho sempre lavorato, seppur con contratti dove firmavi per 10 e ti chiedevano per 100 io ho sempre fatto tutto, mi sono messo la testa sulle spalle e sempre fatto ma dopo una serie di eventi spiacevoli ed umiliazioni mi sono fermato per poi cominciare a fare una serie di lavoretti che mi danno sostegno ma niente di più.Ormai è da qualche mese che voglio tornare nel mondo del lavoro serio, guadagnarmi da vivere e cominciare a costruirmi un futuro ma ogni volta la vergogna di propormi davanti per la paura della figuraccia nel vedere un CV con un buco di 2 anni mi annienta e non riesco a propormi neanche davanti ad un'interinale.Io sono molto paranoico e leggo su tutti i forum possibili che la prima cosa da evitare sono i buchi, ed io più che un buco ho un cratere.Vi chiedo un aiuto, un consiglio con la quale posso combattere quest'ansia che mi blocca (dappertutto, ma che ho arenato da 2 anni ed oggi si ripresenta più forte) perché voglio batterla e ritornare a fare una vita dignitosa che ora io sento di non avere più. So che basta dire prendi e vai, ma io alla notte non ci dormo più.Paura di essere giudicato da chi di competenza come una schifezza di persona mi uccide e più passa il tempo peggio è, rivivere un deja-vu di situazioni umilianti e sentirmi tutti gli occhi addosso ed essere l'ultimo del carro perché sono consapevole dei miei errori ma non posso tornare indietro con la macchina del tempo.Posso ancora ripropormi per lavorare seppur presento un buco sul CV? Posso battere questo senso di vergogna o sono anche solo io che ampliò troppo questa situazione ed avere un buco non è così grave come lo faccio sembrare avendo 24 anni?Grazie mille di cuore a chi leggerà.

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Ricordo d'infanzia

Salve, sono una ragazza di 30 anni. Ultimamente mi è tornato in mente un ricordo dell'infanzia, a cui non ho dato mai peso, che però ho sempre ricordato. Quando avevo circa 8 anni ho visto mio fratello di 9 anni dietro mia sorella di 7, che diciamo simulava un rapporto sessuale, muovendosi dietro di lei, diciamo che l'aveva coinvolta in questa cosa. Un altro ricordo sempre di mio fratello quando ne aveva invece 11 sempre simulando un rapporto sessuale si muoveva dietro di lei, quando mia sorella di 9 anni dormiva, ed io più o meno avevo 10 anni. Mi vergogno tantissimo a scrivere tutto questo. Pensandoci, ho attacchi d'ansia, ma non più che altro per il ricordo, ma per quello che può significare, se mio fratello è una cattiva persona, e ha fatto del male a mia sorella, se viene considerato un abuso, anche se so che anche mio fratello era piccolo. Si aggiunge a tutto questo anche il senso di colpa per non aver detto nulla a mia madre quando ho visto tutto questo. Ora io ho 30 anni, mia sorella 29 e mio fratello 32, ed abbiamo un rapporto normale, solo che io e mia sorella abbiamo un rapporto più stretto, rispetto a quello che abbiamo con mio fratello. Mia sorella di tutto questo non ricorda nulla, e credo anche mio fratello. Non ne ho mai parlato con loro, e non vorrei turbare mia sorella. Mi sento un mostro per non aver detto nulla, e per quello che può significare. Grazie, per tutte le risposte.

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Ho tentato il suicidio

Premetto che non so se sia la categoria giusta o meno. Sono Nadia, ho 26 anni e credo di essere cleptomane o come si scriva. Rubo da quando avevo 6 anni, che fosse una penna o i soldi spicci dal portafoglio di papà. Rubo mai per me, ma per rendere felici gli altri, questo mi appaga tantissimo e mi fa sentire per un attimo felice ed invincibile. Ho rubato alla mia famiglia oro per poi rivenderlo e fare regali a loro, che controsenso. Il mio lavoro mi da accesso a carte di credito altrui che uso per fare regali ad altre persone. Non è normale e lo so, so che tutto ciò è reato. Due mesi fa mi è arrivata una denuncia penale, mi hanno detto di sentire l'avvocato, cosa mai fatta. Sono spaventata, ma nonostante ciò non mi fermo. Ieri è arrivata a casa un invito dei carabinieri a mia zia per motivi di giustizia e credo che ciò riguardi la mia causa. Ho messo nei guai qualcun'altro. Ho estorto ad altri. Ieri ho provato a togliere qualcosa a me stessa e purtroppo ho fallito, evidentemente un miscuglio di igienizzanti per le superfici non basta per avere un avvelenamento. Voglio morire. Non voglio più sopravvivere, soprattutto così.

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Mio figlio viene isolato e io reagisco male

Buongiorno,Mi scuso per la lunga richiesta ma vorrei chiedere un consiglio su come comportarmi con mio figlio di 7 anni. A scuola materna aveva fatto amicizia con un bambino che, per anni, lo ha vessato trattandolo davvero male. L'ho visto con i miei occhi (siamo amici con i genitori che sono persone splendide), e a volte mio figlio si confidava e venivano fuori cattiverie e atteggiamenti ai limiti del bullismo (non violenza fisica), ma in tutto questo mio figlio era totalmente dipendente e morbosamente attaccato a questo bambino. Usciti dalla materna, ho fatto in modo che mio figlio non andasse a scuola con quel bambino proprio per interrompere quel circolo vizioso e per permettere a mio figlio una "rinascita". Fino a Febbraio, nella nuova scuola, andava tutto a gonfie vele, dopo di che, improvvisamente, ha iniziato a riportare litigi all'ordine del giorno con il bambino con cui aveva legato di piu' in classe. Ancora una volta ho notato che mio figlio e' morbosamente appiccicato a questo nuovo bambino, e che nonostante i litigi, mio figlio lo segue e lo "venera". A detta di mio figlio, ultimamente sembra che venga insultato e offeso continuamente e sembra che qualunque sciocco motivo dia adito a violenze verbali pesanti. Io reagisco sempre nel peggiore dei modi (anche mio marito): ci arrabbiamo, diciamo a mio figlio di rispondere alle provocazioni, di giocare con altri ma si vede che non siamo sereni in queste circostanze. Io mi faccio prendere dall'ansia e immagino mio figlio solo e bullizzato, penso di cambiargli scuola, insomma la mia ansia (di cui soffro molto da sempre) arriva a proporzioni esagerate e non riesco a nasconderlo a mio figlio. So bene che dovrei lasciarlo libero di fare le sue esperienze e che questo lo fortificherà ma non riesco proprio a trovare un modo di reagire equilibrato. Non voglio sminuire i suoi problemi ma non voglio neanche ingigantirli (che poi e' quello che faccio sistematicamente, peggiorando la situazione). Come posso approcciarmi? Pensate sia troppo tardi per cambiare atteggiamento? L'ho rovinato per sempre?

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Mio figlio ha iniziato ad avere tic nervosi

Buonasera,sono una mamma molto preoccupata.Mio figlio da circa 2 settimane ha iniziato ad avere una serie di tic nervosi. Ha iniziato con alcuni facciali molto evidenti, allungare il collo, distorcere la bocca e sgranare gli occhi. Dopo qualche giorno quelli facciali sono scomparsi ma continua ad avere un sospiro profondo che si collega al battere un pugno sulla pancia.Il pediatra (tra l'altro un professionista molto rinomato) lo ha visitato e mi ha detto che sarebbero scomparsi e che sono dovuti ad uno stato ansioso. Deve trascorrere il più tempo possibile all'aria aperta. Noi lo stiamo facendo oltre a creare un clima sereno e disteso che purtroppo fino a 2 settimane fa non c'era.Cerco di offrirgli più dettagli possibili. Siamo sempre stati un po' rigidi con lui, soprattutto il papà che in alcuni momenti non gli lasciava tregua(spegni le luci, metti a posto, chiudi l'acqua, non fare questo, non fare quello ) oltre ad avere un tono non adeguato per un bambino. Io invece ho peccato sulla fretta di fare le cose per organizzare al meglio le mie giornate a casa e a lavoro.Ha un fratellino di 2 anni che non è molto affettuoso, o meglio solo quando decide lui. Un altro sbaglio che abbiamo fatto é stato quello di dirgli continuamente che il fratellino era piccolo e che ci voleva molta pazienza. Questi tic sono iniziati un sabato sera dopo una giornata molto pesante emotivamente per lui.La mattina non voleva fare i compiti ed é stato forzato, il pomeriggio ha appreso la notizia del trasferimento del suo amichetto vicino di casa (lo vidi completamente scioccato ) e la sera ha visto un film in cui alla fine si scopre che il fratello del protagonista in realtà era immaginario (perché morto). Alla fine del film ho iniziato a notare questi tic..Ha sempre pianto poco, ha represso tante emozioni .Sono disperata, la notte non dormo, a lavoro combino poco e piango.. piango tanto perché mi sento terribilmente in colpa! Anche il papà ha paura, ha capito che finora ha sbagliato tanto! Vi prego ditemi perché il pediatra mi ha detto così senza chiedermi nulla di lui, di noi, della scuola...Andranno via davvero questi tic??Grazie infinite

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