Domande e risposte

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Fidanzato depresso e ansioso

Salve, sono una ragazza di 18 anni e ora cercherò di raccontare la mia storia amorosa. Sono fidanzata da 5 mesi con un ragazzo olandese (dal giorno che ci siamo visti la prima volta- prima di quel momento abbiamo parlato in chat per un anno, per via del Covid). Mi sono innamorata specialmente della sua bontà e della sua gentilezza, ma sfortunatamente lui soffre di depressione e di ansia da 4 anni (quando è iniziato lui aveva 17 anni, ora ne ha 21). Ha fatto uso di pillole alprazolam per più di un anno. Si sveglia sempre tardi, non studia e non lavora da 3 anni. Lui dice che si sente un fallito e che vorrebbe fare di più, ma non trova niente che lo appassiona e non è raro sentire dalla sua bocca ”non ho motivazioni per farlo, per questo non lo faccio”. Quando provo con tutta me stessa a invogliarlo a fare amicizia o lavorare, lui mi dice sempre che già ci ha provato in passato e che non ha funzionato. È un ragazzo intelligente, che davvero potrebbe fare di tutto e mi rende triste il fatto che non riesce mai a credere nelle sue capacità. Io vorrei aiutarlo o sostenerlo in qualche modo, ma se gli sto troppo addosso si infastidisce. Poi quando si comporta in modo strano (ad esempio momenti di distacco emotivo o freddezza) e io gli chiedo delle spiegazioni, lui mi risponde che è la sua depressione, quindi poi devo restarmene triste e sopportare questi momenti senza poter dire niente. Lui ha provato ad andare da degli psicologi (nè ha cambiati vari), ma dice che non l’hanno aiutato. Un altra cosa strana è che lui non sa il motivo di questa sua ansia e depressione, dice che l’aveva dentro fin da piccolo. Vorrei un consiglio da degli esperti, per sapere come potrei comportarmi, anche per rendere più serena questa relazione.

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Inizio materna

Buongiorno Sono mamma di un bambino di 3 anni e mezzo che sta per iniziare la scuola materna Lui non ha frequentato il nido ed è stato sempre con me..io per tenere lui non lavoro, mi sono occupata totalmente a lui Ora che ci sarà un distacco, penso alle giornate che mi aspettano e mi sento come vuota Spero di trovare subito un lavoro da fare mentre lui è a scuola..perché ho paura di sentirmi troppo vuota nel frattempo..io sono una persona che si stanca più a non far niente che a essere occupata…quando non ho niente da fare, vado giù.

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Come mantenere/gestire i rapporti sociali? Come mantenere conversazioni?

Prima che possiate rispondere alla mia domanda ho bisogno di fare un quadro rapido della mia persona. Sono un ragazzo prevalentemente solo, ho pochissimi amici stretti, nonostante conosca un numero medio di persone. Ho cominciato ad uscire con gli amici soltanto a partire dai 18 anni con regolarità, precedentemente avevo un solo amico stretto con cui non uscivo praticamente mai (eravamo soliti sentirci tramite chat o ambienti scolastici). Da ragazzino (12-15) anni ho sempre avuto la fobia di uscire in pubblico con i miei genitori/parenti con il timore di essere etichettato come un asociale senza amici. In accompagnamento a questo, non sono mai riuscito ad avere una relazione sentimentale durante questi 20 anni, né rapporti sessuali o effusioni amorose simili. Con il sesso femminile sono migliorato drasticamente con il tempo, visto che sono stato in grado, negli ultimi 2 anni, di stabilire un contatto con quest'ultimo. Il centro della mia domanda ora si concentra sui rapporti sociali, sento di aver bisogno di qualcuno che possa volermi bene, ma anche qualcuno cui poter donare qualcosa di me stesso, l'ostacolo è il dialogo e il mantenimento del rapporto. Mi sento a disagio ogni qualvolta devo parlare con qualche persona, mi provoca ansia, ad esempio, sapere che domani incontrerò qualcuno, che siano amici o sconosciuti; nelle conversazioni non riesco ad esprimermi a pieno (ho provato ad esternare questa frustrazione cercando di scrivere tutti i miei turbamenti, ma non sembra aver funzionato), spesso quando mi trovo da solo con una persona l'intoppo non è sempre imbastire qualche tema, ma cercare di continuare. Mi capita spesso di formulare frasi senza senso, ripetere costantemente le stesse cose, di non riuscire a dire quello che voglio o perché non so cosa dire o perché vorrei evitare di stare, come sempre, in silenzio. Credo di essere particolarmente noioso. Racconto un episodio che mi ha portato al pianto oggi: ho incontrato nuove persone fuori a pranzo, per conoscerle. 4 persone interagiscono normalmente ed uno solo rimane in silenzio a fissare il vuoto con un volto schifato, non perché non volessi stare lì, ma perché non sapevo come sbloccarmi con loro. Non sono riuscito a pronunciare più di 7/8 frasi. Mentre passeggiavamo rimanevo indietro e non riuscivo ad inserirmi mentre gli altri parlavano davanti. Quando mi sono ritrovato da solo a camminare con un'altra persona non sono riuscito a cominciare a conversare. Sottolineo anche che questo fenomeno è meno frequente, ma comunque possibile che accada, anche in contesti di amici conosciuti da tempo. Chiedo aiuto in merito a questo mio problema e soprattutto ringrazio chi mi risponderà.

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In un tunnel

Mi sento in un tunnel senza uscita. Vedo tutto nero e complicato. E' tutto iniziato con un anno di lavoro difficile. Non amo il mio lavoro e vorrei farne a meno, ma ovviamente non posso. Ho una famiglia da mantenere e delle responsabilità. Al lavoro sento lo stress giorno dopo giorno e mi sento appesantita dai termini, dalle scadenze e da adempimenti più grandi di me. Ho provato ad esporre la mia angoscia al responsabile e alle risorse umane, ma non è servito a nulla. Ho chiesto di essere ridimensionata nei carichi di lavoro, ma non ne vogliono sapere. Mi sembra di aver fatto tutto male e di fare tutto male. Controllo le cose in continuazione con paura di sbagliare. Tante volte mi rendo conto delle mancanze e cerco di provvedere in un secondo momento, non sempre riuscendoci. Sto nel frattempo cercando un nuovo lavoro inviando il cv. Tutto ciò influisce sulla mia vita privata, non mi sento felice e non riesco a sorridere. Faccio le cose che mi competono meccanicamente, senza amore. Non mi lamento più con i cari perché ho visto che non porta a nulla. Non trovo più serenità nelle cose quotidiane e tutto mi pesa notevolmente. Ho anche chiesto aiuto di una specialista, ma quando mi ha proposto sedute online, l'ho abbandonata. Dormo male e mangio male. Ho attacchi a livello di stomaco. Non so più dove sbattere la testa. Cosa posso fare per migliorare la mia situazione?

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Bambina con paura di morire

Buonasera, sono la tata da diverso tempo di una bambina di 10 anni, è sempre stata una bambina molto sensibile, da quando ha iniziato le elementari ha iniziato a mangiarsi le unghie, ed è sempre stata ansiosa. Ha sempre avuto tante amiche, ed è molto cercata in classe. Da un anno i genitori si sono separati, lei ovviamente è rimasta dispiaciuta ma dall esterno sembrerebbe non averne risentito in modo eccessivo. I genitori sono sempre rincasati la sera alle 20,00. Mamma molto affettuosa, molto ordinata (forse troppo, attenta a cibi sani) il padre meno attento e poco organizzato,spesso non si ricorda gli impegni della figlia. Lei dorme ancora con i genitori e da prima del lockdown ha iniziato ad avere paure prima di dormire, in special modo quella di morire. Talvolta in modo compulsivo, ad es. Se ha una bollicina comincia a guardare se ne ha altre nel corpo e chiede per ore se potrà morire. Con annessa fobia dei ragni, tanto da non sedersi in un prato, e infine la paura di rimanere sola in una stanza. È da quasi un anno che è seguita da una psicologa ma io non ho visto nessun miglioramento. Vorrei capire che tipo di approccio dobbiamo avere? Cercare di sdrammatizzare? O spiegare? Specialmente io, se posso come posso aiutarla? È forse dovuto al fatto che durante la settimana i genitori siano sempre tornati a casa tardi? Tra l'altro ha voluto comprare un biberon per bere il latte dice che così non si rovescia nel letto. È una bambina molto sveglia e intelligente, non le sfugge niente. Ovviamente con me le fobie si manifestano in modo nettamente minore, con la madre invece in modo maggiore rispetto anche al padre. Un giorno la pizzicò un ragno o una zanzara e lei non pensò ad altro per giorni chiedendomi continuamente se poteva morire. Ci sono periodi in cui le cose vanno meglio e altri come questo che la vedo cupa come su altro pianeta. Spero di avere un vostro riscontro grazie!

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Ansia generalizzata, effetti indesiderati eccessivi daparox e problemi col cibo

Buongiorno, Sono una donna di 37 anni, cresciuta con madre ansiosa, nonna ansiosa, familiarità con esaurimento nervoso ed altre tipologie di problemi. Sono stata bene fino al 2010, anno in cui mia nonna che viveva con noi da 18 anni è venuta a mancare per un brutto male. Da lì un crollo: ansia e ipocondria si sono impossessate della mia vita. Ho sempre cercato di andare avanti, ma dopo il mio secondo parto ho avuto il primo crollo. Avevo perso 10 kg, ero a disagio in mezzo alle persone. Poi il mio terzo bimbo ha avuto gravi problemi di salute, e ha spostato l’attenzione totalmente su di lui e sono stata bene, benissimo, forte come non mai. Nel 2018 ansia e dispnea che mi hanno fortemente invalidato la vita, è una neurologa mi ha messo in cura con daparox col quale sono rinata, per 8 mesi. Poi l’ho smesso e sono rimasta nuovamente incinta (le gravidanze sono dei momenti di “Grazia “ per quanto riguarda i miei stati ansiosi). Ed eccomi qui, poi un anno iniziato per intervento per HPV, proseguito con COVID IN forma abbastanza aggressiva, problemi vari di salute dei bambini, e un raschiamento fatto il 15 settembre. Crollo, la neurologa mi riprescrive il DAPAROX, che però ha avuto un effetto devastante. Astenia, inappetenza totale, bocca secca, insonnia. Dopo 1 settimana lei stessa mi dice di eliminarlo, e chiamo un neurologo che segue una mia cara amica che mi vedrà tra due settimane ma che nel frattempo mi ha lasciato solo un pochino di ansiolitico a sostenermi. Il problema più grande che ho ora si è innescato col cibo. Ho vissuto male, malissimo l’inappetenza data dal daparox, mi pesavo in continuazione per paura di perdere peso e quindi stare male, e pensavo tutto il giorno al cibo con grande malessere. Ora che ho interrotto la cura da 3 giorni inizio a stare leggermente meglio, ieri sera per la prima volta ho cenato normalmente senza forzarmi e serenamente. Stamattina ho aperto gli occhi e mi sentivo bene ma subito dopo ho iniziato a pensare che magari oggi avrei avuto di nuovo problemi a mangiare e mi è partito un fortissimo attacco di ansia. Ho preso la mia mezza tavor mattutina e sto meglio… ma mi sento dentro ad un buco nero da cui sarà difficile uscire… sono una mamma di 4 figli, lavoratrice, super attiva… non posso permettermi di fermarmi. Vi ringrazio per ogni aiuto o parola spenderete per me.

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Non so cosa fare

Salve è da qualche mese, che ho molti pensieri negativi e spesso suicidi, quando anche una minima cosa mi va male, mi sento disperata, mi sento molto fragile e tipo stanca mentalmente e ho paura di tutto, a giorni va meglio, ma se qualcosa va storto mi sento disperata e mi riempio di pensieri negativi e non riesco ad affrontare il problema. E inoltre ho sempre paura del giudizio delle altre persone, non so mi sento chiusa e bloccata con il resto del mondo e questo mi fa sentire peggio. ultimamente mi sento stanca e non ho voglia di fare niente, ho perso interesse in tutto e vorrei sempre risolvere i miei problemi dormendo. Come ho detto non sono molto brava a relazionarmi con gli altri..e quindi non ho tanti amici, perché ho avuto sempre difficoltà ma comunque avevo delle amiche, ma ci ho litigato e ho smesso di parlare con loro perché penso che le persone stiano meglio senza di me, e vorrei avvicinarmi di nuovo a loro ma quando voglio farlo, mi assale l'ansia e penso a cosa potrebbero dirmi e come potrei dire le cose..e alla fine non lo faccio e quindi loro ovviamente si sono allontanate, perché io non ho comunicato con loro e continuo a rimandare..e ogni volta mi viene l'ansia, non ho mai avuto problemi a risolvere i conflitti ma ultimamente mi sento bloccata da me stessa...e adesso mi sento profondamente sola, anche più di prima e mi scoraggio tanto perché penso che la mia vita sarà sempre così, avvolte cerco di essere positiva ma senza successo e questa cosa di non riuscire a risolvere questo conflitto, mi stressa molto e mi fa sentire ogni volta delusa da me stessa. e come ho detto non riesco a relazionarmi bene con altre persone e quindi non ho nessuno con cui svagarmi e in realtà non l'ho mai avuto, anche se avevo queste amiche non uscivamo, e sento di aver perso una parte importante della mia vita stando ferma, perché non ho fatto esperienze per paura e continuo a non fare le cose per paura e sento che la vita mi sta sfuggendo dalle mani..e non so cosa devo fare..e molte volte mi sento oppressa dalla mia stessa vita e stanca mentalmente anche da me stessa, sento di non farcela e l'unica cosa che penso è al suicidio..e mi fa stare male pensarlo e cerco di tornare lucida, ma poi quando va qualcosa storto i pensieri ritornano. e ai miei genitori non riesco a raccontare tutto questo, perché di solito non ho mai raccontato le cose che mi facevano stare male a loro, mi sono tenuta sempre tutto dentro e nella nostra famiglia, non si parla dei nostri problemi, molte volte li teniamo dentro tutti e inoltre penso sempre che metterei un peso in più di quanti non ce n'è siano ai miei genitori e penso sempre a come potrebbero reagire..e sono spaventata dall'idea di chiedere aiuto, perché avvolte vorrei solo lasciarmi morire, perché penso che fare tutto il resto sia troppo difficile e lo sento come un macigno vivere.

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Ho un ansia tremenda di rimanere tagliato fuori e non entrare in nessun gruppo

Salve, ho iniziato l'università a Milano da fuori sede da poco più di un mese. Mi sono fatto un po' di amici nei primi giorni di lezione quando ancora eravamo tutti uniti, poi per via del covid hanno diviso le classi in due, e ci alterniamo una settimana in videolezione e una settimana in presenza, la maggior parte degli amici che mi ero fatto sono nell'altro gruppo, e quindi mi sono trovato dopo solo una settimana praticamente solo. Ora che è passato un mese si sono già formati i gruppetti e io non sono entrato in nessuno, e ho una sensazione costante di essere tagliato fuori, anche se mi sono fatto qualche amico con cui parlare, uno di questi è già in un gruppetto e altri due sono soli come me, per ora in realtà quando c'era da uscire la sera ho sempre trovato qualcuno con cui uscire, ma sempre persone appena conosciute e con cui non ho instaurato nessuna amicizia, sono da 2 settimane quindi che continuo ad avere un ansia tremenda di rimanere solo e non vedo l'ora di tornare nella mia città dove invece ho il mio gruppo di amici stabile da anni formato al liceo con i compagni di classe, la mia ragazza e un altro gruppo di amici formato sempre al liceo ma con gente che abitava vicino a me. Ho quindi una paura tremenda di non riuscire a ottenere quello che avevo nella mia città anche qua a Milano, e questa cosa sta iniziando a diventare seria visto che sto iniziando a deprimermi ogni giorno quando sono qua. Anche se sono a Milano solo da poco tempo una sensazione del genere mi era capitata molte volte anche in passato, visto che in tutte le situazioni ho sempre paura di rimanere tagliato fuori da eventuali gruppi che si formano cercando in tutti i modi di entrarvi.

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