Domande e risposte

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Come riprendersi dal fallimento

Salve, sono un ragazzo di 39 anni che vive ancora con i suoi, con un lavoro precario, senza relazioni e ancora vergine. Credo di essere riuscito a fallire in tutto in questa vita. Come si può uscire da tutto questo, quando passi notti insonne ad immaginare un cappio al collo?

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Ansia-intelligenza

Salve sono un ragazzo di 17 anni. Quando ero bambino avevo delle capacità, ricordo di essere stato in grado di fare calcoli a mente di 3-4 cifre in uno-due secondi o di riuscire a ricordare tutto quello che leggevo anche alla prima lettura. Ma già quando ho iniziato le elementari mi rendevo conto che a scuola il mio cervello si spegneva, avevo paura degli altri, del loro giudizio, degli insegnanti... Avevo il terrore di sbagliare; ma appena arrivavo a casa tutta quella paura di sbagliare diminuiva, anche se non smetteva. Le cose sono andate così per i primi anni, ma già negli ultimi delle elementari avevo il terrore di sbagliare un calcolo, di non ricordare quello che stavo studiando di fronte ai miei genitori. Alle medie ci fu il vero problema tutto si intensificò, tutte le notti mi obbligavo a fare calcoli a mente e ogni volta ero sempre più lento non riuscivo a ricordare nulla perciò leggevo le stese frasi per 4-5 volte, la mia immaginazione mi porto alle idee più estreme, come degli incidenti i quali incidendo sulla mia memoria avrebbero impedito di ricordarli e di ricordare. All'inizio delle superiori la cosa divenne ancora più ossessiva, e poi nell'ultimo anno e mezzo si è trasformata in una sorta di consapevolezza, quella di non poter più uscirne e di di non riuscire mai più a evitare di essere ansioso al limite del possibile, nello studiare o nel cercare di fare un calcolo. I miei genitori non credono nemmeno che io abbia un problema, e mi dicono semplicemente di vivere ignorandolo di fare quello che facevano loro. Comunque dopo aver parlato col medico di base sono andato al CSM e ho parlato con uno psicologo e una neuropsichiatria, i quali hanno concluso che sarebbe stato necessario fare la psicoterapia, ma ancora i miei genitori non credono sia un problema. Io sto male, non riesco a continuare a vivere in questo modo. A volte mi capita come era una volta di riuscire a fare cose come ricordare tutto quello che ho letto, un po' di tempo fa la cosa mi convinceva di essere guarito, ma ora capisco che si tratta di momenti nei quali l'ansia viene meno. Mio papà ha poi parlato con lo psicologo che mi ha visitato, il quale ha detto che crede io sia molto intelligente e che ciò che io stia passando sia una fase. Non posso permettermi per più di un mese o due uno psicoterapeuta, non so se questo sia il tempo necessario o meno. Detto cio volevo chiedervi un parere sulla faccenda nel complesso e se avete un idea sul numero di sedute necessarie.

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Tutto mi sembra estraneo e strano

Allora, mi chiamo Federica ho 20 anni e da circa tre mesi non sto bene...Diciamo che ad ottobre ho avuto il mio primo attacco di panico, seguito poi da un altro a novembre e infine l’ultimo a febbraio....Poi sempre a febbraio mi era venuta la febbre, in realtà era una febbre normale ma io ero molto stressata e avevo paura che non mi sarei mai più ripresa e anzi, sarei solo peggiorata. In quel periodo mi sono stressata tantissimo, piangevo quasi tutti i giorni e controllavo continuamente il battito cardiaco...Non vivevo più in pratica, finito quello stress credo di aver iniziato a soffrire di derealizzazione (?), mi capitava di pensare sempre “ma tanto non è reale, non esiste nulla” anche adesso certe volte mi capita di pensarlo....Questa sensazione di derealizzazione non è la prima volta che la provo, la prima volta che mi è successo è stato tre anni fa, dopo aver visto un film che mi ha molto “scioccata” solo che è durata massimo due settimane, dopodiché mi sono “ripresa” e tutto è tornato come era prima....Ora invece mi sembra che tutto sia strano, casa mia, i miei genitori, mia sorella....E mi fa stare male perché io gli ho sempre voluto molto bene, prima mi piaceva uscire con loro, fare merenda insieme, girare per negozi, viaggiare, erano le mie cose preferite da fare...Adesso invece vivo con questa costante paura che mi dimenticherò chi sono loro...che li inizierò a vedere come estranei...Non capisco perché, la mia infanzia è stata tutto sommato bella, mi hanno sempre voluto bene e mi sono stati vicino...Diciamo che però ho vissuto dei brutti momenti, nel 2017 ho scoperto di avere un tumore benigno ad una ghiandola della saliva, mi sono operata e per fortuna è andato tutto bene, però comunque mi aveva spaventata il fatto che già così giovane avessi avuto un tumore, seppur benigno...Nel 2019 invece mia mamma ha scoperto di avere un tumore alle ovaie, ha fatto la chemioterapia, è stata operata e ora non ha più nulla, da lì io ho iniziato a preoccuparmi per ogni singolo sintomo, avevo paura di sottovalutare tutto....Poi io cerco molto spesso su internet i sintomi che ho, so che non bisognerebbe farlo, ma in momenti di ansia ho bisogno di risposte subito...Un’altra cosa che faccio spesso è che se leggo qualche notizia brutta (soprattutto legata alla salute) mi immedesimo subito e penso “ma allora potrebbe succedere pure a me” e mi spavento...ovviamente succede solo con le brutte notizie...Non so, è da un po’ che non mi sento più io e ho paura

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Sono bisessuale e ho paura del giudizio degli altri?

Sono una ragazza di 23 anni, in passato ho sofferto di disturbo ossessivo causato da attacchi di panico (dovuti al distacco dalla mia famiglia perché vivevo lontana da casa) e mi sono rivolta a una psicologa con cui ho risolto la cosa usando il training autogeno. Ho sempre avuto ragazzi ma dopo una relazione avuta con un ragazzo che mi ha fatta star male, un anno fa, una ragazza ha iniziato a guardarmi e ho iniziato a chiedermi se potesse piacermi, questi dubbi mi mettevano ansia, ma conoscendola ha iniziato a piacermi (mi piaceva già esteticamente) e ho avuto con lei una relazione, molto complicata a causa dei continui dubbi (mi piace davvero o no) e troncata da me proprio perché ero in continua ansia. Mio padre è omofobo, mia madre pensa che io mi sia convinta da sola di essere bisessuale a causa delle mie ossessioni e del mio continuo mettermi in discussione e farmi domande. Dopo questa ragazza ho sentito altri ragazzi ma con loro non riesco ad approcciarmi fisicamente perché non mi fido di loro e non riesco ad aprirmi, seppur attratta da loro. Da poco ho conosciuto una ragazza, mi piace un sacco e c'è una grande sintonia tra noi, con lei ho fatto sesso e mi è piaciuto tanto oltre a vivere l’atto in maniera molto naturale e spontanea ma ultimamente stanno tornando i soliti dubbi “e se non mi piacesse davvero?” eppure quando sono con lei so perfettamente quanto mi piace, ma questi continui dubbi infondati iniziano ad essere troppo presenti e non voglio rovinare questa relazione come la scorsa volta. Da piccola mi sono chiesta se fossi bisessuale ma la cosa non si era mai concretizzata finché non ho trovato il prototipo di ragazza che mi piace (ragazze mascoline). Per quale motivo ho tutti questi dubbi? Può essere il condizionamento sociale? Può essere la mia paura del giudizio altrui? Può essere un’omofobia interiorizzata? O davvero come dice mia madre me ne sono convinta da sola? Grazie a chiunque mi aiuti!

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Non riesco ad andare a lavorare causa disturbo d'ansia

Ero in terapia presso uno psicologo cognitivo comportamentale per cercare di uscire dai miei problemi di ansia cronici che ho da circa 10 anni. Purtroppo con il blocco imposto dal coronavirus ad uscire ho praticamente vanificato tutti gli sforzi fatti finora. Avevo timore di uscire anche prima ma ora è diventato anche peggio. Inoltre in questi mesi ero sempre depresso. Non riesco più a recarmi al lavoro, non ci riuscivo neanche prima. Non riesco in nessun modo a risolvere i miei problemi, vivo come un handicappato in casa dei miei genitori. Finora nonostante i numerosi colloqui non sono riuscito a risolvere nessuno dei miei problemi. Vorrei sapere se esistono altri tipi di cure e il loro costo. Non sono ricco non posso permettermi anni di terapie super costose. La mia vita è praticamente finita se non trovo una soluzione definitiva ( no palliativi ) ai miei disturbi. Devo rassegnarmi a viverla come un vegetale in casa? Grazie.

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Sono bloccata dalla paura

Salve a tutti, sono una ragazza di 21 anni, ho sempre sofferto di ansia ma con gli anni questa ansia è cresciuta con me e sono arrivata ad avere una paura e un'angoscia quasi costante, inoltre piango per qualsiasi cosa, anche senza motivo, ho sempre avuto reazioni esagerate, basta che qualcuno, soprattutto un familiare, alzi la voce contro di me o faccia qualche battuta che non apprezzo che scoppio a piangere; mi chiedo se questo sia collegato a questa mia sensazione di paura. Comincio a pensare che mi serva aiuto perché la paura mi blocca e non mi permette di fare quello che vorrei dalle cose semplici, come provare un nuovo parrucchiere, iscrivermi in palestra o anche socializzare con persone nuove, a quelle più importanti, come prendere decisioni sul mio futuro. Di solito per non avere paura mi rifugiavo nelle mie fantasie ma stanno iniziando a diventare spaventose anche quelle. C'è qualcosa che posso fare per provare ad uscire da questo vortice di paure?

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Non so come uscire da una famiglia invischiata

Buongiorno, mi chiamo Elisabetta e ho 29 anni. Quello che mi sta capitando ormai da tempo sta diventando sempre più grande. Con i miei genitori non mi trovo più, litigo ogni giorno e grido in continuazione con loro. Non mi riconosco più e spesso penso che sia tutta colpa mia, perché non riesco ad accettare che ai miei genitori non importi niente di me. Mio padre è attaccato da morire ai soldi e quindi in primo piano ci sono quelli, mia madre è attaccata a tutto ma soprattutto è una persona narcisistica. Tutto ruota intorno a lei, non posso parlare con mio padre o con mia sorella, perchè si mette in mezzo a tutti i fatti. Non posso essere libera in casa però lei si perchè comanda su tutto e su tutti. Se le dico qualcosa, quello che dico è sempre sbagliato. Per lei non c'è una cosa che faccio giusta. Anche quando volevo tornare a scuola per diplomarmi, disse che non ce l'avrei fatta, ma alla fine grazie a Dio, mi sono diplomata e anche con un voto alto. Poi se sto facendo qualcosa in soggiorno, mia madre deve sempre disturbarmi, non ho mai capito perchè facesse così. Si comporta da bambina, fa i dispetti poi mi segue in casa, e mi spia, sente con chi parlo cosa dico, e io non so come comportarmi perchè quando poi mi arrabbio, perchè è quello che vuole, non mi parla e sono io in torto. Tutte le persone che conosco mi vedono come la figlia cattiva che tratta male i genitori e questo sinceramente mi fa molto male. Mio padre invece mi ricatta, perchè molto spesso sa che ho bisogno dei soldi e quindi mi fa arrabbiare e alla fine me li da. Dice che la santità si raggiunge attraverso le tentazioni, in cui io non devo cadere. Scusate non vi ho detto che mio padre è attaccato alla chiesa. Anche io sono una persona di chiesa, ma non dico queste cavolate. Entrambi mi stanno facendo uscire pazza, non so cosa fare, e inoltre mi sono anche impigrita perchè non sto studiando più, non riesco a trovare un obiettivo. aiutatemi!

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Ansia, paura e pianti eccessivi

Ciao a tutti, sono una ragazza di 21 anni, ho sempre avuto difficoltà a controllare il pianto, l'ansia e la paura, ma da 6/7 anni la situazione è andata sempre peggiorando. Ho un costante senso di ansia e spesso non riesco a fare cose "normali" (come iscrivermi in palestra, prendere appuntamento dal parrucchiere ecc) perché ho un'immotivata paura, purtroppo questa mia "paura" influenza anche decisioni più importanti, riguardanti lavoro o università, o anche semplicemente il mio interagire con le persone. Inoltre piango per qualsiasi cosa, in particolare non riesco ad affrontare le discussioni e quando un mio familiare mi critica o alza leggermente la voce ho reazioni esagerate e crisi di pianto. Mi capita anche di iniziare a piangere senza motivo. Volevo sapere se sono problemi con i quali dovrò convivere o se posso fare qualcosa per alleviarli.

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