Ansia
Dott.ssa Giulia Causa

Aiuto, sono felice!

La paura di soffrire e di stare male è comunemente diffusa e anche comprensibile. Ma come possiamo spiegarci la paura di essere felici, la paura delle emozioni negative? Proviamo a ...

18 Settembre 2018

Domande e risposte

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Senso di inadeguatezza nel fare le cose più banali

Salve, sono Luigi. Volevo esporre il mio problema che ormai mi tormenta da uno due anni. Mi sento incredibilmente inadeguato nel fare le cose più semplici e scontate. Una cosa semplice come prenotare una visita,andare ad un ristorante,prendere il numeretto in farmacia,prelevare in banca,pagare al casello,andare alle poste,iscrivermi da qualche parte,timbrare un biglietto dell'autobus e cose così stupide mi sembrano delle prove insormontabili,tanto che a volte ho dei veri e propri blocchi che mi portano ad andare in ansia e non capirci niente. Provo un senso di rabbia,frustrazione,paura,vergogna per me stesso e un senso di ingiustizia,sopratutto perché sono capace di cose molto più complesse e persino di quelle sopra elencate,se solo fossi da solo nel farle e avessi tutta la calma del mondo. La cosa che mi risulta più odiosa è che non so come diavolo mi siano nati tutti questi complessi,da un momento all'altro. A volte avrei desiderio di fare una cosa che mi piace,ma il solo pensiero che dovrei "affrontare"(per uno stupido come me)quelle presunte "prove",mi porta a desistere e rinunciarvi,perché dico tra me e me "si,certo e come posso superare un simile ostacolo? E' troppo". Tutti gli altri fanno tranquillamente,quasi senza pensarci,cose in cui io invece devo rifletterci sopra(commettendo errori e comportandomi in maniera goffa)e in cui sudo freddo. Sono veramente stanco di questo modo assurdo,balordo,insensato,immotivato,sconclusionato e aberrante di vedere le cose. Soltanto a scriverle mi vergogno,così come mi vergogno pensando ad esse tra me e me. Spero in una qualche risposta illuminante. Arrivederci

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come si tace l'ansia e la depressione ?

Buongiorno, sono Chiara, ho quasi ventuno anni. Da qualche anno sento che c'è sempre dentro di me qualcosa che mi affligge, una sensazione straziante che peggiora di giorno in giorno. Molto spesso mi trovo a dover affrontare delle questioni con altre persone e, data la paura che ho del giudizio altrui, preferisco il silenzio. Balbetto nei momenti di difficoltà, non sono mai stata da un logopedista fin ad ora. Ma so per certo che la situazione che sto passando non è delle migliori. L'ansia mi crea delle grosse difficoltà di dialogo, credo che gli altri lo percepiscano.

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Come posso fare?

Tutto è iniziato quando ho provato a fumare una canna perchè subito dopo ho iniziato a star male (magari perchè ho fumato a stomaco vuoto o non saprei ). Ora ho spesso ansia e inizia a battermi il cuore veloce e soprattutto mi sento fuori dal mondo. Non capisco se tutto ciò è per ansia e per lo spavento di quella serata o se sono la conseguenza di aver fumato una canna (l'unica in tutta la mia vita).

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Ansia e paura

Buongiorno, sono una ragazza di 36 anni. Ho avuto un infanzia difficile, mio padre è morto di tumore al cervello quando avevo 13 anni. Dopo il fatto ho avuto una crisi di anoressia e bulimia per tre mesi ma ho reagito e ne sono uscita fuori. Mi sono rimboccata le maniche è ho scelto di intraprendere la scuola per parrucchieri e ho subito cominciato a lavorare. Premetto che la mia situazione familiare è un po’ complicata, ho una madre infantile che è sempre stata dipendente dagli altri, nonostante sia stata forte a modo suo nel tirare su due figli. È una donna molto buona ma a suo modo anche molto fragile su alcuni aspetti. Con mio fratello dopo la morte di mio padre ci siamo un pò distaccati, ognuno badava alla sua vita. Mente lavoravo come parrucchiera ho preso anche una laurea in comunicazione perché forse nel mio inconscio volevo cambiare vita. Ho lavorato in un posto di lavoro per 13 anni e un anno fa mi sono licenziata perché ho cominciato ad avere delle discussioni con il titolare dal momento che non mi gratificava per quello che facevo, nonostante avesse stima di me ( insieme ai colleghi ) per il lavoro che conducevo. Sono andata a lavorare in un salone ( dove doni tutt’ora ) e mi sono resa conto nel tempo che l'ambuente non rispecchiava il mio modo di essere ( ambiente non organizzato, apatico, poco personale, mentre all’altro negozio eravamo in tanti nello staff e sentivo forse più calore ) l ‘unica cosa positiva è il contratto a tempo indeterminato e la libertà, perché il datore di lavoro lascia molto fare. Sino andata avanti per un po’ quando a gennaio ho cominciato a soffrire di ipocondria, evento scatenante è stato il licenziamento di una mia collega con cui stavo bene . Ho deciso così di andare dalla psicologa ( con cui tutt’ora sto in terapia ) lei tratta proprio i disturbi d’ansia. Dopo qualche seduta ho cominciato ad avere dei pensieri molto negativi come la paura del suicidio e provando angoscia per chi lo ha fatto. Io non farei mai una cosa del genere, ho un ragazzo che mi ama e tra qualche mese andremo a convivere. La psicologa mi ha detto che questi pensieri sono dovuti alla paura del cambiamento sono solo dei pensieri che hanno un significato sottostante . Mi ha detto inoltre che il problema è la mia autostima e sicurezza, dal momento che le mie radici familiari non hanno rafforzato la nè una nè l’altra . Non avrei mai creduto, visto che sono stata sempre una persona molto forte . Ora rispetto a 3 mesi fa sto molto meglio , riesco a gestire i pensieri e l’ansia . Io penso che alla base di tutto ci sia la mia autostima è che il lavoro sia solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso , pensando tra me e me , guarda dove mi trovo , sono una fallita ecc ecc . Sto cercando di affrontare le mie paure infatti volevo licenziarmi ma non l’ho fatto proprio per questo. Voglio risolvere il mio disagio che ha radici più profonde perché ho pensato che starei male in ogni posto di lavoro e con i rapporti interpterdinali . Io sono stata una ragazza sempre piena di vita , a me piace la vita. Sono combattiva e da una parte sono contenta di capire che non sto male ora ma stavo male prima quando seppellivo i miei vissuti emotivi. Voglio stare meglio per la mia vita futura , per i miei figli e non voglio più preoccuparmi del giudizio degli altri. Voi cosa ne pensate? Forse ho avuto troppe aspettative verso la laurea , forse mi colpevolizzo per questo ? Vi ringrazio in anticipo

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Samyr e xanax

Salve, È da un mese che sono in cura con xanax e samyr per placare ansia e attacchi di panico.. volevo sapere, dopo quanto tempo potrò stare bene? Di solito con questa terapia quanto tempo è necessario? L'ansia mi è stata "diagnosticata" a febbraio, proprio quando ho iniziato ad avvertire i terribili sintomi. Tutt'oggi a volte ho palpitazioni e giramenti di testa, mancanza di respiro e senso si soffocamento. Guarirò mai da tutto ciò? È la prima volta che avverto ansia di questo genere e ad ogni sintomo mi butto giù perché un giorno sto bene e l'altro sto malissimo a tal punto che mi sembra di tornare indietro. Tipo ieri e l'altro ieri sono stata bene, oggi anche ma dopo le sette ho iniziato ad avvertire le palpitazioni, mancanza di respiro e sensazione di soffocamento. Dunque, questi alti e bassi fanno parte della strada verso la guarigione? inizialmente stavo malissimo a tutte le ore del giorno, man mano

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Paura di uscire

Salve, sono una ragazza di 30 anni e da qualche tempo ho problemi ad uscire di casa. Tutto è iniziato quando a causa di un’infiammazione alla cervicale ho cominciato ad avvertire violente vertigini e sensazione di svenimento. I problemi alla cervicale li sto curando ma l’ansia e la paura di svenire non vanno via. Evito sempre più di uscire di casa, soprattutto a piedi e da sola, ho difficoltà anche ad arrivare a lavoro da sola nonostante siano solo 10 minuti di passeggiata. La maggior parte delle volte cerco di sforzarmi ed uscire, altre l’ansia è così “forte” che cedo e resto a casa. Si può guarire da questa situazione senza farmaci?

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Ansia sociale

Salve, sono Anita e ho 18 anni da un po' di tempo credo di soffrire di ansia sociale e varie crisi. Detesto uscire e in posti affollati, sono molto in ansia quando sono a scuola o sull'autobus, ho il terrore di fare brutte figure e apparire stupida, ho paura di parlare perché penso di dire cose stupide e inutili e questo mi porta spesso a ripetere all'infinito le cose. Inoltre a volte ho attacchi di panico o momenti in cui inizio ad urlare, lanciare oggetto e tirare calci alle cose. Volevo chiedere dei consigli perché l'ansia e le crisi si fanno sempre più frequenti e non vorrei arrivare a non controllarle più.

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Ansia nella comunicazione?

Salve,sono una ragazza di 20 anni e ho deciso di scrivere qui un problema che mi assale da qualche tempo,ovvero ho difficoltà ad esprimermi come vorrei..Ricordo che da piccola o comunque da adolescente fino ai 15/16 anni non ho avuto di questi problemi poi successivamente sono comparsi. Spiego meglio la questione: questo problema penso sia legato all’ansia,e quest’ansia nasca probabilmente da una profonda insicurezza. Il fatto è che ricordo un periodo di forte stress,in cui non mi sentivo a mio agio nè in famiglia nè con le mie amiche e tutto ciò mi ha portata a chiudermi in me stessa e a sviluppare una sorta di ansia sociale,o non so se dovrei chiamarla così.. in alcuni periodi questo problema si fa sentire con maggiore intensità,in altri momenti meno.. è come se non riuscissi a esprimermi correttamente,poiché sento salire l’ansia,come se mi sentissi continuamente sotto giudizio.. la forte emozione può farmi perdere il filo,balbettare,arrossire e dopo che penso a questi episodi mi vergogno e mi arrabbio perché mi chiedo quale sia il problema,e non riesco ad arrivare alla radice di esso. Ultimamente mi sto imponendo di aprirmi,mi sto facendo nuove amicizie e ho in parte conquistato parte della mia bassa autostima.. ma non capisco dove sia il problema,cioè: è possibile che abbia qualche disturbo del linguaggio o l’ansia può portare a compiere frequenti errori nell’eloquio? Io vorrei essere sempre più spontanea e me stessa,perché per molto tempo mi sono nascosta,chiudendomi,ma penso di essere invece quella bambina spontanea,solare e sorridente di prima. E vorrei che tornasse,ma non riesco ,perché questa ansia mi blocca.. anche con i ragazzi ad esempio,se devo andare a cena ad un primo appuntamento i giorni prima sono completamente sopraffatta dall’ansia e penso alle conseguenze più disastrose,oppure mi faccio mille domande su cosa potrà pensare di me,su cosa dirò,insomma mi faccio mille paranoie. Vorrei essere più sicura,cavolo! Questa cosa mi fa cosi arrabbiare! C’è qualche rimedio? Potrò mai placare questa ansia e vivere serena e tranquilla le relazioni sociali? Grazie per la lettura,un saluto.

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