Ansia
Dott.ssa Lorena Ferrero

Come gestire l’ANSIA

L’ansia o paura, è un’emozione. Non esistono emozioni giuste e altre sbagliate, in quanto sono naturali, possiamo dire invece che esistono emozioni piacevoli ed altre spiace ...

01 Settembre 2019

Ansia
Dott.ssa Anna Mura

Ansia

E' importante comprendere quando è necessario chiedere aiuto, quando l'ansia diventa un fenomeno che non protegge più, ma anzi limita il quotidiano rendendolo sempre più faticoso, togliendo il ...

21 Maggio 2019

Ansia
Dott.ssa Giulia Causa

Aiuto, sono felice!

La paura di soffrire e di stare male è comunemente diffusa e anche comprensibile. Ma come possiamo spiegarci la paura di essere felici, la paura delle emozioni negative? Proviamo a ...

18 Settembre 2018

Domande e risposte

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Figlia adolescente ansiosa

Salve sono Roberta mamma di Valentina ragazza di 17 anni frequenta il liceo classico nella nostra città è una ragazza intelligente responsabile che soffre di ansia che somatizza con dolori addominali e scariche diarroiche, vorrei consigli per non peggiorare la situazione la psicologa a cui ci siamo rivolti l’anno scorso ha consigliato degli ansiolitici che tamponano in modo momentaneo il disturbo. Cosa fare.Grazie

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Ansia continua

Buongiorno, A luglio 2018, mia madre ha avuto un infarto con conseguente operazione di bypass coronarico. I mesi successivi sono andati abbastanza bene, l'ansia si presentava solamente nel momento in cui lei accusava dolori e quindi era necessario andare in pronto soccorso, ma poi ritornavo tranquilla nel venire a conoscenza che non aveva nulla. Da giugno, momento nel quale ho avuto un brutto attacco di panico con conseguente visita in pronto soccorso, le cose hanno iniziato a peggiorare. Premetto che sono sempre stata una persona "agitata", anche se quando c'è stato bisogno di reagire con razionalità, sono riuscita sempre a mantenere il controllo della mia mente e del mio corpo; comunque ci sono periodi che vanno dalle 12 alle 72 ore o anche di più, dove vivo una sensazione di ansia costante. Dolori allo sterno (che mi fanno credere di avere problemi cardiaci) e tanta aria nello stomaco. Intorpidimento o formicolio di braccia (non sempre), tachicardia. Sto cercando di capire come respiro, e sento di respirare solo con la parte superiore dei polmoni, che inizia a darmi dolori anche alla schiena, delle volte sento di non avere più aria e anche camminare è faticoso . Generalmente ho tutti i muscoli irrigiditi, dalla cervicale ai muscoli addominali, e tendo a digrignare i denti. Ovviamente ho anche disturbi del sonno. Io non vorrei sottopormi a cura farmacologica perché ho sperimentato Xanax o Lexotan (3 volte in tutto) e ho paura che mi diano problemi con il lavoro, o che mi impediscano di svegliarmi puntuale. Ho descritto tutti i sintomi di una bellissima condizione d'ansia, ma la cosa più strana è che e in alcuni casi, provo una sensazione, come un TUFFO al centro della pancia, che provoca un'onda che si irradia nella parte superiore del mio corpo fino ad arrivare alla punta delle dita e alla sommità della mia testa. Sono consapevole che sto provando un forte stress per via del mio lavoro dove ho delle scadenze importanti, stress nella vita sentimentale con una situazione di non comprensione con il mio ragazzo, e stress derivato dal fatto che ho mia madre in casa che è tornata ad abitare con me dopo 7 anni che vivevo da sola. Vorrei fare uno di quei pianti adolescenziali, dove butto fuori tutto il catrame che mi sento dentro, ma non riesco perché c'è qualcosa che mi frena, anche se provo, Come posso liberarmi da quest'ansia costante? Mi sta distruggendo anche fisicamente, ormai. Grazie per la risposta e per aver letto tutto il mio messaggio.

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Soffro di disturbi legati all'ansia... che devo fare?

Buongiorno, sono Giulia e ho 20 anni. Da un anno a questa parte mi sono accorta di soffrire di una serie di disturbi, che sono cominciati all'incirca con l'inizio dell'università. Ho iniziato a soffrire di ansia soprattutto nei giorni che precedono gli esami, soffro di panico, mi sento incapace, non riesco a smettere di piangere, non dormo, mi sembrano problemi insormontabili e sono persino arrivata a pensare al suicidio. L'unico in grado di porre rimedio a queste mie crisi è il mio fidanzato ma temo di allontanarlo col tempo a forza di comportarmi così....

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Cosa posso fare? Cosa mi succede?

Salve, mi chiamo Chiara, sono un adolescente e vivo delle situazioni di difficoltà nei momenti in cui esco fuori casa con un ragazzo o con dei nuovi amici. Quasi sempre mi capita che all'improvviso inizio ad avere tachicardia e mi viene senso di vomito (il più delle volte sono costretta ad andare in bagno a vomitare). Anche se non mangio vomito. Appena finisco di vomitare inizio a tremare a volte. Tutto iniziò 10 mesi fa quando mi lasciai con il mio ex, ora siamo amici. Non so se è ansia o attacchi di panico. Vorrei sapere come guarire senza consultarmi "di presenza" con uno psicologo. Vorrei anche qualche consiglio. Grazie mille e arrivederci

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Come fare se tuo figlio ti odia

Salve, ho un figlio di 16 anni cresciuto da sola. Ora per non avere accettato la sua fidanzata perché le fa fare cose brutte e abbiamo paura della sua famiglia, lui se ne andato dal padre dopo 16 anni e non mi vuole più vedere dicendo che io lo maltratto e lo voglio mettere in comunità. Cosa devo fare?

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Sono troppo abituato a stare da solo ma mi manca la compagnia

Ciao a tutti! Sono un ragazzo di 23 anni. Ultimamente mi sento sotto pressione per essere troppo diverso dagli altri (non mi piacciono le feste dove c'è troppa gente e preferisco stare da solo e praticare attività come suonare qualche strumento). Allo stesso momento però vorrei avere una vita sociale, dato che non ho nessuna amico/a e ne sento la mancanza, soprattutto quando sento gli altri parlare delle loro esperienze con le ragazze. Mi sono sempre trovato a disagio ad uscire con altre persone perchè io sono un tipo ansioso e vorrei pianificare bene le attività prima di farle, mentre gli altri sembra che facciano tutto a cuor leggero senza pensare alle conseguenze (a volte sbagliando). Quindi io mi sento sempre "una persona in più" che non aggiunge nulla alla conversazione, infatti resto sempre li in silenzio ad ascoltare perchè non ho una vita attiva come quella degli altri e non ho nulla di interessante da raccontare. E in più devo assecondare gli altri e diventa pesante seguire tutto quello che fanno senza pensare. Infatti le poche volte che esco già dopo un paio di ore non vedo l'ora di tornare a casa perchè mi sento stanchissimo, però cerco di resistere ma alla fine la sensazione è quella di essere obbligato ad uscire. Il problema è che non riesco ad incastrare queste cose: da un lato vorrei tanto uscire, conoscere qualche ragazza, ma dall'altro sento di avere una vita noiosa e di non avere nulla da offrire ad un'eventuale ragazza (mentre altri ragazzi sono più spensierati, vanno alle feste, parlano tanto, e non pensano sempre alle possibili conseguenze come faccio io). Questo fatto di pensare bene alle cose prima di farle mi ha aiutato molto a scuola e mi aiuta nel lavoro, perchè tutti sanno che faccio qualcosa solo se sono sicuro del risultato e sono molto rispettoso degli altri, non mi permetterei mai di offendere qualcuno perchè purtroppo so cosa si prova, essendo stato vittima di bullismo a scuola (io non mi ribellavo perchè non è mia natura fare del male o offendere agli altri anche se loro lo fanno). Un ultima cosa: penso che questo problema sia un po' legato alla genetica: mamma ansiosa e papà asociale...mi sembra di essere la fusione dei due, ma ci sarà pure una via di scampo, almeno lo spero! Ho cercato aiuto su internet perchè ultimamente sento che lo stress si sta accumulando e ho avuto due attacchi di panico, cose che non avevo mai avuto in passato. Inoltre mi sento sempre molto agitato nelle situazioni sociali con persone che non conosco. Vi ringrazio e spero che possiate rispondere ai miei quesiti, il vostro aiuto mi può essere davvero utile!

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Ansia angoscia e disperazione.

Salve, mi ritrovo qui a scrivere per dare uno sfogo alla mie sensazioni che da tempo non mi fanno vivere una vita serena. -Ho dei problemi con l'ansia: ho avuto sporadici attacchi di panico che col tempo ho imparato a gestirli. Ora è come se avvertissi tutto ciò che viene prima dell'attacco senza che però si verifichi. Una tensione mista a stranezza quotidiana anche se l'attacco non arriva mai. Questo "problema" mi ha causato un eccessivo controllo sul mio corpo tanto da sviluppare una fobia cardiaca (paura di avere problemi al cuore). Ogni volta che succede qualsiasi evento non routinario inizio ad avvertire questa tensione interna. La cosa più preoccupante però oltre ad avere questo stato di allerta sempre presente è l'altro lato della medaglia: l'angoscia e la disperazione. Molto spesso soprattutto in quest ultimo periodo sento un senso di disperazione (come se mi avessero detto che ho un cancro terminale) che mi priva di dormire delle volte. Mi assale la mia angoscia e delle volte non riesco a controllarla temendo che in maniera assurda i miei pensieri possano farmi diventare pazzo. Ho problemi a dormire: procrastino il sonno e ho quasi paura quando mi metto nel letto. Delle volte nella fase del dormiveglia, poco prima di addormentarmi mi spavento, uno scatto, a volte urlo anche come uno stupido. Fatto sta che non appena chiudo gli occhi e mi lascio andare ecco lo spavento che mi tiene sveglio. Ma la cosa che voglio portare alla vostra attenzione è la paura di poter cedere un giorno a queste sensazioni negative, ho paura che un giorno possa suicidarmi anche se il solo pensiero della morte e di finire tutto per sempre mi terrorizza. Mi chiedo costantemente il senso della vita e quando mi assalgono questi pensieri mi sento solo, mi viene d'abbracciare mia madre in cerca di conforto. Quasi come se mi stessero dicendo che sono destinato a soffrire per il resto della vita.  Si chiama depressione, ansia, angoscia esistenziale? Ho fatto mille ricerche che mi hanno mandato nel pallone.  Sto facendo psicoterapia e il mio psicoterapeuta è convinto sia solo ansia  Vi prego qualcuno mi aiuti.

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Ansia da presentazione a nuove persone e paura del giudizio

Salve a tutti, vi spiego brevemente la mia situazione. Ho 23 anni e credo di soffrire di ansia da prestazione, ciò mi capita in ambito lavorativo, in ambito universitario e nella vita comune, sopratutto con persone che conosco. Per far un esempio pratico accade sopratutto nelle prime presentazioni di non riuscire a pronunciare il mio nome, sento delle forti palpitazioni al petto un nodo in gola e ciò mi impedisce di fare il semplice "Piacere Gianluca", il tutto avviene anche nei giorni precedenti ad una probabile presentazione prevista per poi manifestarsi alla fatidica ora. Per ovviare a questa situazione ho sviluppato una forte velocità di cambiare le parole nei miei discorsi, soprattutto dove prevederò dei blocchi del mio discorso, ma purtroppo questa soluzione a una pecca non funziona con le parole obbligatorie, come termini tecnici, nomi e numeri. Sono molto intenzionato a rivolgermi ad un esperto, ma non al momento ancora non so a quale figura rivolgermi. Qualcuno di voi esperti saprebbe spiegarmi brevemente oppure consigliarmi come migliorare questa situazione?

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