Depressione
Dott.ssa Gabriella Ghiglione

Depressione

Ma che cosa significa essere depressi? Non è solo una forma di tristezza, ma si parla di depressione perché il malessere che si prova influenza sia la mente che il corpo, incluso il ...

02 Luglio 2019

Domande e risposte

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Perche' dopo ogni delusione voglio e desidero solo morire e non ci riesco

Ho 23-24 anni circa, abito in una grande città metropolitana, nella mia vita ho subito solo delusioni sentimentali. Non ho avuto relazioni felici, durature e che al massimo finivano perchè finiva il sentimento. No, magari, ero e sono talmente sfigata che le uniche relazioni che avevo duravano al massimo 6-7 mesi in cui o venivo tradita (nonostante i rapporti intimi andavano bene), o venivo presa in giro, o venivo illusa e nutrita di false speranza. Ho avuto a che fare solo con bugiardi cronici, narcisisti manipolatori patologici, traditori cronici e con uno che spariva random e riappare come se nulla fosse. (ovvero con 3 tipologie di persone. A 15-16 anni ho avuto una prima relazione (che è durata a mala pena 1 mese perchè ero una di poche parole e non andavo bene per questo). A 17-18 anni ho avuto una seconda relazione che è finita perchè non gli andava di proseguire (4-5 mesi). a 19-20 anni ho avuto una terza relazione in cui mi sono trovata cornuta (e mi addossava la colpa che io gli mettevo le corna). A 21 anni mi sono innamorata del mio ex migliore amico (che mi ha illuso che gli piacevo e invece gli piacevo solo per avere sesso con me e basta) A 22-23 anni mi sono innamorata di un altro ragazzo (narcisista manipolatore e bugiardo cronico) che mi diceva "ti amo", "voglio stare con te", siamo stati insieme e mi ha illuso, mi ha dato false speranze, mi ha nutrito di un amore falso e disonesto. a 24 anni mi sono presa una cotta (dopo 2 anni di conoscenza) e questo dopo che io mi sono presa una cotta (c'eravamo messi insieme da poco) ha preferito sparire senza più rivolgermi la parola o senza rispondere più ai miei messaggi così dal nulla. io in tutti quest'anni mi sono sempre detta "Ok può capitare che all'inizio vada male, poi andrà bene", invece no, li sto incontrando uno peggio dell'altro. più vado avanti, meno mi fido, meno credo che esiste l'amore e meno credo che me lo merito e che merito di morire.Che tanto una soluzione a questa sfiga non esiste ed è meglio morire. ogni volta che subisco una delusione (questo da dicembre dopo il narcisista e quello che sparisce) poi mi avvicino alla finestra, salgo sul davanzale, vedo il fondo dove vedo la strada, un'altezza abbastanza alta che se ti butti davvero ci rimani secco e mi incoraggio dicendomi "dai coraggio, salta e vedi che andrà meglio, tutto passa, non ti illudi più, nessuno potrà più ferirti di nuovo". ma per qualche strano assurdo motivo mi manca il coraggio, non ho abbastanza coraggio da buttarmi giù. Del fatto che non fossi abbastanza ne ero certa (infatti nessuno mi ha mai amato a parte la mia famiglia), ma il problema è che non ho abbastanza coraggio da buttarmi giù e non capisco perchè. Soffro come un cane che viene abbandonato dal padrone, perchè un cane non merita di essere abbandonato, non ha fatto del male a nessuno. ecco io mi sento come un cane che viene abbandonato sulla strada con la speranza che prima o poi ritorna a prendermi, che si ricorda che io esisto e che io a differenza di tante persone dò amore. ma a quanto pare il mio amore fa talmente schifo che nessuno lo vuole, puzza o non so che cosa, ma non basta e nessuno lo vuole. ogni volta che mi affeziono o provo qualcosa poi lo stesso ragazzo che voleva stare con me si allontana o fa uscire il lato peggiore di se. io non ho mai fatto del male a nessuno, mi sono comportata sempre bene con gli altri, sono una brava persona, che dà amore. allora perchè nessuno mi ama? io volevo solo essere amata e invece per colpa di chi mi dovrebbe amare e non mi ama io mi devo ammazzare perchè non sopporto tale sofferenza. non è giusto, ogni volta succede solo a me. tutte le persone che conosco sono felicemente fidanzate, nessuno è single, tutti fidanzati felicemente con qualcuno. perchè io devo essere la sfigata di turno a non avere una relazione seria e sincera e duratura? cosa ho di sbagliato.? perchè non ho abbastanza coraggio da ammazzarmi?

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Madre morbosa

Buongiorno, Sono una donna di 33 anni, figlia unica, senza figli. Anzi forse una figlia la ho: mia madre. Mia madre non ha mai avuto un bel rapporto con mio padre sin da quando sono piccola. Mio padre era sempre via per lavoro e comprendo si anche dietro il lavoro, arrivava a casa o tardi (23.00) o stanco e non ci prestava attenzione. Sino all’eta Di 22 anni lo odiavo. L’infarto che ha avuto ha ricucito il nostro rapporto. Mia madre pretendeva che io la sera non uscissi, che passavo i sabato sera con lei. Se stavo 10 minuti al telefono con un’amica andava in bestia. Da 9 anni sono fidanza e quello che ora è il mio attuale marito a dicembre mi ha chiesto di sposarlo. Mia madre era indiavolata (nonostante io e lui convivessimo da 6 anni) mio padre lo odiava. Ho pianto molto, volevo mandare tutto all’aria ma alla fine mi sono sposata (cosa che mia madre mi rinfaccia quando litighiamo). Lei da 2 anni e senza lavoro, così, invece di stare con mio padre a casa (lui è in pensione) viene da me nel mio studio. Per me UN INCUBO. È gelosa della mia collega, mi ha fatto una sceneggiata dicendomi che anche lei vuole essere resa partecipe di tutto, mi iscrivo in palestra con la mia collega e lei mette giù il muso. Così le do dei “compiti” da fare. Inizia a litigare con un mio collega (sono tutti miei dipendenti) perché non vuole che con lei si scherzi. Andiamo alle riunioni del franchising e mi chiede “perché non mi hai portata?” Cavolo, vorrei dirle, ma mi fai vivere? Perché non lo dico? Mio padre mi dice che l’ammazzerei di dolore. Mi sento in colpa ma anche in GABBIA. Non so come liberarmi da Lei. Alcune volte vorrei scappare o sparire perché io non ce la faccio più.

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Danni overdose Citalopram (SSRI)

Più di un anno fa ho tentato il suicidio con l’overdose dello psicofarmaco che mi era stato prescritto per la mia depressione: Citalopram (SSRI). Poco dopo aver assunto tutta la confezione, ho iniziato ad avere grandi tremori che sono culminati qualche ora dopo, tanto che non riuscivo a cammîare da quanto tremassi. Dall’evento non ho più assunto questo farmaco, né alcun altro psicofarmaco se non occasionalmente lo Xanax nei periodi di maggiore stress o quando ho frequenti attacchi di panico. Le settimane successive all’overdose avevo continuato ad avere tremori: per una settimana facevo ancora fatica a camminare. La mia psichiatra mi ha spiegato che ci voleva tempo perché il medicinale non fosse più in circolo nel mio sistema e smettesse di causarmi questi problemi. Oggi però continuo ad avere tremori giornalieri. La mia domanda è: è possibile che l’overdose del citalopram abbia causato danni permanenti? Per un periodo ho pensato che potessero essere tremori « psicologici » nel senso che fossero dovuti al trauma dello stato in cui mi sono ritrovata dopo l’overdose. Però è passato tanto tempo e continuo a non capire come mai mi vengano ancora questi tremori, che non stanno diminuendo nel tempo. Inoltre ho sempre avuto una memoria a breve termine non particolarmente forte, ma mi sembra sia peggiorata ancora dall’evento. Si trattano forse di danni permanenti con i quali dovrò convivere? Grazie!

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Depressione a 20 anni

Salve, sono Francesca ho 20 anni. Studio con buoni successi, sono fidanzata, ho una famiglia e amici che adoro. Da qualche mese mi capita di avere delle paralisi del sonno, con visioni di morte di me e della mia famiglia. Mi rendo conto di dormire ma faccio fatica a svegliarmi. Una colta che ci sono riuscita mi salgono pensieri orrendi che mi perseguitano tutta notte e tutto il giorno. Penso che un giorno dovrò per forza morire e anche i miei famigliari. Che tutto finirà e ci sarà il nulla eterno. Questo mi terrorizza. Non riesco più a trovare il senso della mia vita, sto male, ho attacchi di panico e piango spesso. Vivo tutto con apatia. Come fate a vivere tutti voi senza questa angoscia e questo terrore? Aiuto.

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Qual'è la cosa migliore da fare? So che sono ancora giovane ma voglio morire

Salve a tutti, Non so neanche come iniziare, la mia mente è un susseguirsi di pensieri confusionari. Non avrei neanche pensato di arrivare a questo punto, di scrivere online ciò che penso e provo. Questo rende tutto ancora più difficile. E' da qualche settimana che non avevo questo stato d'animo, Del resto negli ultimi mesi ho fatto di tutto per farmelo passare dato che le persone che avevo accanto stavano iniziando sempre più ad accorgersi del mio essere sempre negativa, irritabile-intrattabile. Una realtà molto diversa da quello che normalmente appaio a chi ho davanti. Maschero tutto con sorrisi, modo di fare scherzoso e alla mano, forse un pò troppo. Ultimamente, sono così stanca che non riesco nemmeno più a fingere. Il problema è che: ho constanti pensieri e desideri di farla finita. Cerco spesso su internet come farlo in modo veloce e indolore. Già da più piccola avevo questi pensieri (a circa 14 anni, adesso ne ho 23). Adesso, sono aumentati di gran lunga. I motivi sono tanti, sono un insieme. Sono solo stanca, stanca di tutto e di tutti. Nella mia infanzia ho ricevuto una grande delusione da parte dei miei genitori, che mi ha fatto crescere con un autostima pari a 0. In sintesi sono stata abusata sessualmente da un amico di famiglia, i miei genitori ne sono venuti a conoscenza (gliel'ho confessato io) e non hanno fatto nulla. Assolutamente nulla, anzi, mia madre sapendo tutto ha continuato a farmi vedere questa persona per dei suoi sporchi motivi economici, in più sono venuta a sapere tramite mia madre che mio padre ha pure messo in dubbio io dicessi la verità, dicendo che lui conosce bene la persona che mi ha abusato e che "non farebbe mai una cosa del genere". Inutile dire che sentire queste parole e vedere con i miei occhi la strafottenza dei miei genitori coloro che dovrebbero proteggermi contro tutto e tutti, mi ha fatto sprofondare. Ho continuato a vivere la mia vita facendo finta di nulla, facendo conoscenze sbagliate (specifico però che non ho mai iniziato a drogarmi e neppure a fumare. Ho iniziato a bere alcol verso i 19 anni). Le mie dipendenze però erano e sono altre: sentirmi validata tramite il sesso e le attenzioni degli uomini. Ricollegandomi al discorso dell'autostima, non mi sento mai realmente importante per nessuno, non sento di valere la pena. Spesso quando qualcuno mi dimostra un minimo gesto carino o di attenzione che non mi aspetto, ho una sensazione strana che non riesco a spiegare.. fisicamente sento un forte senso simil nausea alla gola e mi viene la pelle d'oca quasi un "è troppo bello per essere vero sicuramente è solo per portarmi a letto" oppure "vuole uno strano favore sessuale" se siamo già stati a letto. Se lo ricevo dalla mia famiglia o un'amica ad esempio penso "vorrà qualcosa in cambio" e pensieri simili. In poche parole mi sembra assurdo che qualcuno possa pensarmi, voler fare qualcosa di carino per me, ecc... senza alcuno scopo, per poi successivamente buttarmi. L'unica cosa che mi fa sentire davvero utile (oltre lavorare, essere dedita e sacrificarmi per il lavoro è una gran cosa che fa parte di me. Ma un certo punto mi stanca pure questo e a tratti non mi soddisfa più) è essere un oggetto sessuale per gli uomini, della quale spesso e volentieri mi sono innamorata ma non sentendomi ricambiata magari ho sempre taciuto e fatto capire solo in parte l'affezionamento nei loro confronti. Ultimamente però, dopo una relazione lascia e prendi di quasi un anno (piena di sofferenze e collere, specifico: con un uomo molto più grande di me), nemmeno questo sto provando, anche quei pochi sentimenti buoni e puri che avevo stanno svanendo. Ora interessa anche a me fare il loro sporco gioco, usarli per una soddisfazione fisica personale e mentale (sempre per il discorso dell'autostima); anche il flirt mi fa sentire molto in potere, però andarci a letto è l'apice per me. Mi vergogno ad ammetterlo e non potrei mai dirlo a qualcuno che conosco ma: Questa è una vera e propria droga per me, e purtroppo sta iniziando a intaccare la mia vita sotto tanti punti di vista. A 23 anni sono stata con fin troppe persone. Non mi piace il pensiero ma sento che non posso nemmeno farci nulla se è l'unica cosa che riesce a farmi stare bene. Ho tanti problemi nella mia vita, che mi spingono a volerla fare finita, ma devo dire che questo è uno dei principali. Ammetto che il mio sogno è quello di avere una vita dignitosa con un lavoro che riesce a farmi guadagnare bene, conoscere una persona che mi faccia innamorare e che soprattutto si innamori perdutamente di me e chissà, avere una famiglia. Subito dopo questo pensiero penso che sia meglio farla finita e basta. Che nessuno si innamorerà mai di me perchè non sono abbastanza. E' questo il pensiero che continua a tormentarmi giorno dopo giorno anche quando sento di stare un pò meglio: non sei abbastanza, non hai nessun valore, nessuno ti proteggerebbe, nessuno farebbe mai follie per te, nessuno correrebbe rischi per te. Ringrazio chi ha letto questo mio grido di aiuto scritto davvero molto male con punteggiature insensate (le lacrime non aiutano) e vi chiedo scusa per questo.. Grazie in anticipo per il vostro aiuto...

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Ansia sociale, problemi nel trovare la mia personalità, disturbi nel linguaggio.

Buonasera a tutti, mi presento sono Luigi e ho 31 anni. Mi sono iscritto a questo sito perchè comincio a sentire il peso di una disperazione sempre più crescente. Da anni soffro di una condizione di totale insoddisfazione, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista lavorativo. Le mie relazioni interpersonali scarseggiano, mi sento isolato, tremendamente solo, insoddisfatto e non compreso. Tutto questo credo sia dovuto alla mia scarsa autostima, al non riuscire a fidarmi degli altri e al grande timore del confronto, del paragone e della critica, Non riesco a trovare me stesso e sono consapevole che nel corso degli anni ho perso la mia vera personalità, il mio modo di essere, probabilmente perchè ho trovato solo persone sbagliate e ipercompetitive o semplicemente sono io sbagliato. Questi problemi di autostima mi portano spesso a non riuscire a parlare in maniera corretta, non trovo mai le parole giuste, talvolta balbetto o pronuncio frasi semanticamente sbagliate, non riesco a seguire un discorso che perdo immediatamente la concentrazione, mi sento sempre inadeguato e inferiore a tutti, dovrei studiare ma non ho mai voglia di fare nulla, mi sono totalmente impigrito, non memorizzo quasi nulla di quel che leggo e fatico ad apprendere. Un esempio banale è il non riuscire a creare mentalmente un itinerario quando sono in macchina per raggiungere un luogo che tra le altre cose conosco benissimo ma dimentico come ci si arriva. Ciliegina sulla torta, tendo ad essere permaloso, selettivo, infantile e suscettibile tanto da portarmi a isolarmi anche da chi cerca di contattarmi e di invitarmi a uscire. Ora mi ritrovo a dover affrontare una solitudine che non mi appartiene ma che reputo necessaria, perchè mi sento sbagliato, con indosso uno zaino stracolmo di sensi di colpa che mi pesa tantissimo. Ho bisogno di respirare, voglio guarire da questa "malattia" a cui non so dare un nome specifico. Come posso cambiare questa tremenda situazione? Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso preventivamente per non essere riuscito a fare una sintesi chiara, non so più nemmeno scrivere.

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È possibile essere per natura senza sentimenti ed emozioni?

Salve. Vorrei sottoporvi il mio problema da tanti anni. Ho sempre sentito un vuoto emotivo, ossia una quasi totale assenza di emozioni negative e positive e non sento sentimenti di nessun tipo. Si può essere anaffettivi da bambini senza che sia mancato amore dalla famiglia?

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Appello disperato per il figlio diciottenne che non esce più di casa

Buonasera. Sono il padre di un ragazzo di diciotto anni, molto introverso ma intelligente e con la passione del pianoforte. Sono settimane che mio figlio è chiuso nella sua stanza, non esce più con gli amici e non riesce più studiare. Mia moglie ha scoperto che chatta con una ragazza inglese con istinti suicidi, di cui lui si è innamorato perdutamente e fa di tutto per confortarla...notte e giorno... Abbiamo l'impressione che questa ragazza, oltre ad essere perversa, lo stia prendendo in giro. Cionostante mio figlio è succube. Giusto un accenno sul contesto familiare: sia io che mia moglie negli anni, essendo anche noi introversi, non abbiamo avuto molte frequentazioni esterne, uscite con amici, ecc.ecc. Da alcuni anni, con il subentrare della crisi economica, il mio lavoro di rappresentanza mi ha portato ad essere sempre più preoccupato per le sorti della mia famiglia, esternando anche in presenza di mio figlio, le preoccupazioni sempre più forti...Sono stato un padre severo, anche se negli anni sono migliorato tantissimo, con un approccio diverso coi miei due figli (l'altro figlio, sebbene anche lui tendenzialmente introverso, è più spigliato, fidanzato, pratica sport, ecc.). Mia moglie invece molto apprensiva, ha dedicato tutta se stessa per far sì che i nostri figli si aprissero al mondo (sport, musica, amici). È da molto che non abbiamo più serenità in famiglia, soprattutto a causa delle nostre condizioni economiche, che negli anni non ci hanno consentito viaggi, vacanze o altro... Temiamo per la sorte di nostro figlio, isolato da tutti e da tutto...abbiamo cercato di parlargli, di aprirsi, mostrando tutta la nostra disponibilità...È stanco, col viso appassito, gli occhi spenti... Non sappiamo a chi rivolgerci, non siamo nelle condizioni economiche ideali per affrontare questa situazione e ci appelliamo alla sensibilità di qualcuno che possa darci indicazioni, suggerimenti, consigli sul da farsi... Spero di avere un aiuto concreto da parte di chi leggerà questa mail. Ringrazio per l'attenzione e attendo con fiducia una mano tesa... Cordiali saluti

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