Domande e risposte

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Eterno insoddisfatto, troviamo piacere per banalità, in realtà ce lo imponiamo noi stessi..

Non so bene il motivo, non so perché i miei ragionamenti vanno sempre contro mano, non ho mai capito cosa voglio o cosa mi fa stare bene.Ho avuto tante relazioni con ragazze che poi ho lasciato perdere per disinteresse, mia madre mi ha sempre detto ‘sei l’eterno insoddisfatto, ed è veramente così..Illusioni, la vita è piena di illusioni, attimi di imperfetta felicità, ci ritroviamo tutti in questa barca e nessuno può affermare il contrario. Viviamo esclusivamente per le emozioni, sono tutto quello che abbiamo, non è un lavoro stabile, non è lo studio, non è un matrimonio che andrà a sfaldarsi dopo anni, ci imponiamo che queste sciocchezze rappresentino la felicità nella nostra vita, ma tutti noi sappiamo che non è così. Adesso vedo il mondo in maniera diversa, non m’importa di nulla, vedo 7 miliardi di pedine manovrate da un sistema che ci porterà sempre più nel baratro. A volte mi sembra di sprecare il mio tempo non vivendo a pieno la mia vita, ma per voi cosa significa questo? Tutti noi buttiamo via i nostri sogni e tutto ciò che ci piace per stare ogni giorno dietro un lavoro, perché condizionati dal conformismo, dal tradizionalismo e dal sistema che ci impone tutto questo. Sicuramente sto soffrendo di depressione e non sto facendo nulla per cambiare i miei giorni ma d’altro canto so che non ho un modo per farlo. Ora voi risponderete dicendo ‘hai bisogno di uno psicologo’, come potrebbe aiutarmi uno psicologo? Psicologo, un essere umano come tutti gli altri, come me, e perché riuscirebbe ad aiutarmi? Ah scusate, ha buttato quei 5/6 anni per studiare psicologia, perché non sapeva cosa fare nella vita e dio ha concesso questo dono nelle sue mani. Siamo tutti m**de infelici, c’è chi riesce a nasconderlo, c’è chi non ci fa caso, c’è chi supera certi momenti, c’è chi si butta nella droga o nell'alcol o c’è chi riesce ad accontentarsi e vive serenamente. Serenamente ma non felice, non prendiamoci in giro.Mesi fa una mia ex mi disse ‘ il mio sogno è entrare in polizia’, oltre una bella risata mi sono reso conto di quanto siamo tremendamente superficiali, sono questi i nostri sogni ormai? Un banalissimo lavoro? Il mio sogno è girare il mondo e vivere grazie a questo, vivere intensamente ogni attimo della mia vita facendo realmente qualcosa che mi piace, ma senza soldi dopo un po’ quel sogno terminerà.Serenamente ma non felice, non prendiamoci in giro

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Non provo più emozioni da circa 7 mesi, come posso fare?

Salve sono Francesco ho 24 anni, e a seguito di un episodio di mania successo l'estate dell'anno scorso non provo più emozioni. Lo psichiatra che mi segue dice che è la fase di depressione post-maniacale e mi ha prescritto olanzapina che al momento prendo 5 mg la sera (all'inizio del disturbo ne prendevo 15 poi è stata ridotta a 10 poi a 7.5 e infine a 5), 6 mg di omega 3, e metà compressa di anafranil da 75. Ho ripreso a fare tutto nella mia vita ma questa fase sembra non passare mai e ho paura che duri troppo o di rimanere sempre così. Cosa mi consigliereste?

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Come posso andare avanti?

Mi chiamo Chiara e ho 20 anni. Vivo con ambedue i miei genitori ma il rapporto con loro ormai si è deteriorato da qualche anno. Mio padre non è mai stato affettuoso o sensibile e anzi spesso tendeva a mettere le mani addosso sia a me che mia madre. Oggi ha smesso ma spesso ricade in questa abitudine; oltre a questo, denigra volentieri ogni cosa che faccio o che provi a fare, dicendomi che non sono abbastanza brava, intelligente ma solo un fallimento, una nullità, una delusione. Mia madre spesso tende ad assecondare questi suoi atteggiamenti senza opporvi resistenza. Ieri mio padre, all'ennesima lite, mi ha detto che mi avrebbe mandato via di casa lontano perché non mi voleva più, ero un problema. Vorrei davvero prendere tutto e andarmene ma non so dove e come, vorrei solo allontanarmi da questo clima familiare distruttivo e soprattutto da un padre del genere.

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Sensazione di tristezza improvvisa immotivata

Salve, mi chiamo Naomi. Non ho mai sofferto di depressione o cose simili, però ho avuto istinti suicidi in passato, che stanno sparendo. In questo preciso momento, non so perchè, ma mi sento come se facesse tutto male, sto per scoppiare e mettermi a piangere, il tutto senza un motivo preciso. Penso sia per lo stress o motivi vari, però non lo so. Non mi è mai capitato di sentirmi così e sto cercando di far finta che vada tutto bene. Cosa devo fare? Grazie

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Come cominciare a vivere?

Salve, sono un ragazzo di oramai 30 anni e vi scrivo per avere un "aiutino" , anche se già so che nulla e nessuno può aiutarmi! Non so come andare avanti, nel senso che non ho mai vissuto per davvero e non so proprio come si affronta la via... cominciamo dal principio: già da bambino sono sempre stato una persona molto sensibile, ad esempio a scuola (alle elementari se non all'asilo) le maestre già mi lodavano per la mia dialettica o la mia intelligenza e io, consapevole di questo, ho sempre visto un futuro roseo e di successo per me. I problemi cominciano, però, già verso la fine delle elementari dove ho subito un po' di bullismo, con amici che mi prendevano in giro perchè parlavo in italiano(e io abito in un paesino della Campania, qua se non parli in dialetto grattandoti il pacco sei un maschio di serie B) e io accusavo molto; la situazione è andata inesorabilmente peggiorando alle medie dove ho subito pesantissimo bullismo e quando tornavo a casa c'era poi la famiglia che dava il colpo di grazia: vedendomi così ansioso, timido e insicuro i miei genitori mi "spronavano" dicendomi le peggio cose e confermando le cose orribili che già dovevo sorbirmi a scuola. Con le superiori le cose sono leggermente migliorate a scuola, ma a casa era sempre peggio: i miei genitori me ne dicevano di ogni e mi buttavano a terra, perchè non lavoravo (chi non lo fa a 15 anni) perchè non ero intraprendente. Insomma, per i primi 20 anni di vita per me è stato un continuo lavaggio del cervello, senza sosta, su quanto io fossi SBAGLIATO perchè non ero come gli altri, perchè gli altri facevano A e io facevo B... poi è cominciata l'università, che non ho mai concluso. Ogni esame era un "oddio e mo? se mi bocciano? io già non lavoro,non posso essere bocciato" e questo mi portava a scappare dagli esami e così via. Mai avuto un hobby, sin da piccolo qualunque cosa mi piacesse veniva stroncata sul nascere dai miei, mi ritrovo oggi a 30 anni a mani vuote, senza un personalità e con l'autostima sotto i piedi! Sono praticamente uno zombie che cammina, faccio un lavoro che non mi stimola per niente e col quale posso al massimo comprarmi le sigarette e basta. Vado avanti per inerzia, vorrei morire, bramo il suicidio come non mai ma non ho il coraggio di compiere l'estremo gesto! Vita amorosa 0, ormai non ho interesse nemmeno in quello ormai è tardi...a 30 anni sono un guscio vuoto. Vado in terapia da uno psicologo super competente, ma oltre dirmi "esplora te stesso" non fa. Giustamente che potrebbe mai fare. AIUTO, vi prego spero qualcuno possa aiutarmi, non ce la faccio più a "vivere" così

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Apatia e Depressione

Buongiorno, sono Lorenzo ed ho 17 anni. Da due mesi ho senza motivo depressione ed ansia. Possibile tutto ciò. Mi preoccupa il fatto che non ci sia stato nessun evento scatenante, tutto è partito da una leggera tristezza che si è man mano amplificata. Ora ho ansia di vivere, è come se mi guardassi da fuori. Mi guardo da fuori mentre parlo perchè ho ansia di non riuscire più a parlare, ad esempio. Studiare è diventato il triplo più difficile, uscire con gli amici idem. Sempre a causa di questa sensazione di guardarsi da fuori, che vedo come un pensiero ossessivo che non mi abbandona mai. In più sono piombato in una grande apatia: niente più ansia (quella "benefica" da prestazione, intendo) e niente più reazione agli eventi positivi (complimento, squadra del cuore, bel voto, in generale buona notizia. Possibile che dal nulla sono diventato così? Non vedo proprio come possa passarmi, se ogni giorno mi sveglio così la mattina come faccio? Comunque, ho iniziato subito un percorso di psicoterapia ed in famiglia la situazione è serena, ed ho amici che mi vogliono bene. E se fosse una malattia più importante? Grazie, Lorenzo

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Depressione

Certe volte fissavo il vuoto. Ho avuto un periodo dove non facevo nulla. Tutte le mie passioni erano svanite insieme alla mia felicità.Non ridevo, non praticavo sport, non studiavo, non mi scrivevo con gli amici, uscivo il sabato e mi ubriacavo per dimenticare, per stare bene una\2 ore.
Ero vuoto, non avevo voglia di vivere, litigavo con tanti miei amici, fuori ridevo e dentro casa piangevo.Sì uscivo, ma quando ero fuori volevo ritornare a casa.Volevo fare tante cose, volevo diventare ricco, fare i soldi, ma non facevo altro che dormire e giocare al pc.Ma ero triste, avevo litigato con la mia compagnia di B, mi ero reso conto che ero diverso da tutti gli altri, io pensavo ad altro quando uscivavamo, non volevo veramente stare lì.Loro non pensavano altro che a ubriacarsi e altro… io pensavo ad altro, a molto altro….. alle vere amicizie mentre loro si tradivano fra di loro e pensavo a fare i soldi mentre loro al massimo pensavano a come comprare una felpa di marca.
Un giorno per questo motivo caddi in depressione, mi rinchiusi in casa a piangere, da un lato la compagnia che eliminavo dalla mia vita e dall’altro il mio migliore amico che mi ha dimenticato, che si è trovato moltissimi altri amici, che si è trovato il migliore amico ….. è molto doloroso tutto questo…. Per non parlare dei miei veri amici….. non riuscivo più ad aprirmi, non parlavo più con nessuno, pensavo solo ai miei due obbiettivi, fare soldi e riconquistare il mio amico. Ma nulla, nulla di tutto ciò, soffrivo e basta, soffrivo ogni giorno, non ne potevo più,Ero felice quando ero fuori di me, litigavo con tutti, rifiutavo l’amore ma lo volevo allo stesso momento.
Eppure, non pensavo che la gioventù fosse così dolorosa, troppo dolorosa, credevo che i 17 anni fossero degli anni felici, fossero la parte della vita più spensierata e felice, invece no, è tutto una merda, mi sento solo.Sono tutti amici quando li guardi, ma appena ti giri sono tutti degli infami.
Ora sono qua, 15\12\2020 e sono al pc a scrivere questa lettera, con le lacrime nelle guance, piango.
 

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Tristezza ingiustificata

Buonasera. Ho 21 anni. Cercherò di essere breve, ma purtroppo non prometto nulla... Premesse: 1. sto avendo problemi con i componenti della mia famiglia, e questo mi porta a sentirmi triste, poco considerata e apprezzata, insignificante e un peso per tutti loro; 2. sono sempre di corsa perché ho ritmi frenetici per via dell'università e le varie attività ad essa collegate; 3. non mi apro e parlo mai del tutto con qualcuno dei miei problemi (anche se alcune persone si offro veramente volentieri di volermi ascoltare) perché penso sempre di poter essere un peso e di disturbare (problema che ho iniziato ad avere dai 13/14 anni, in seguito ad una serie di eventi che sono accaduti). Andando al problema: ultimamente mi prendono momenti di tristezza incredibili, e divento apatica contro chiunque e non riesco neanche ad essere gentile e scrivere alle persone alle quali voglio bene perché realizzo di non poterle vedere nel momento in cui più avrei bisogno di loro e questo mi genera altra tristezza e vorrei urlare perché non ne posso più e poi piangere fino ad addormentarmi... Cerco sempre di essere positiva, di farmi vedere sorridente, di aiutare gli altri ma dentro di me so che sto solo posticipando il momento di down emotivo che come ogni giorno mi aspetta e in pratica tiro a fine giornata per poter andare a dormire e far finire un'altra giornata, sperando che la successiva sia migliore. Il fatto è che questi momenti accadono tutti senza un apparente motivo e a volte anche durante il giorno, soprattutto se sono da sola: sono nella mia stanza, appunto da sola, e ad un certo punto non sto più bene e poi penso a qualsiasi cosa e questo mi porta a sentirmi peggio... E arrivo anche a dubitare dei rapporti più belli che ho, facendomi castelli di carte che non so se siano reali o solo pieni di fantasie mie, e arrivo a pensare che le persone in realtà stiano vicino a me solo per ottenere qualcosa e che fondamentalmente non gliene freghi nulla di me e chiaramente questo peggiora tutto... Inoltre quando ho questi momenti di picco emotivo, guardare le serie tv che mi hanno fatto sempre ridere non mi aiuta e resto impassibile ad ogni scena.. Per non finire, come dicevo nelle premesse, tra i vari impegni di studio che ho, sono sempre di corsa perché cerco di dare sempre il meglio di me stessa, e ho un ciclo del sonno completamente distrutto: spesso mi capita di andare a dormire direttamente tardi e a volte sto un bel po' a rigirarmi nel letto perché o la mia testa inizia a pensare, magari anche a cose belle, ma che mi tengono comunque impegnata, o perché anche se sento gli occhi bruciare dal sonno, non riesco ad addormentarmi e poi tutte le mattine mi devo alzare presto, quindi è un circolo vizioso (infatti precedente weekend ho avuto l'occasione di dormire senza che venissi disturbata e ho dormito ad oltranza e avrei continuato). A volte penso quasi che la mia assenza non verrebbe notata da nessuno e che farebbe solo bene alle persone che hanno a che fare con me. Non so più cosa fare,... ormai più che vivere, mi sembra di sopravvivere...

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