Domande e risposte

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Malessere e tristezza apparentemente immotivata

Ciao a tutti, sono una ragazza di 20 anni e mi trovo a scrivere qui perché ormai sono mesi e mesi che sto mentalmente male. Nonostante io non mi possa lamentare della mia vita non riesco a liberarmi di questo magone che ormai mi opprime. Mi ritrovo a piangere senza un motivo apparente e sono triste. Come posso sentirmi meglio se non so cosa mi fa stare male? Non sono una persona troppo ansiosa, non mi preoccupa il futuro, non ho paranoie particolari. Eppure quasi ogni sera mi chiudo in me stessa e assecondo questa mia tristezza ascoltando canzoni tristi o guardando film deprimenti, proprio perché non mi va di vedere o sentire cose allegre. La cosa strana è infatti che nonostante io voglia smettere di sentirmi così è come se da una parte io assecondassi questo dolore. Come posso uscire da tutto ciò e come posso liberarmi di questo magone che mi sta uccidendo? Ho cercato di essere il più chiara possibile, attendo una risposta disperatamente.

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Si può essere perennemente infelici a 20 anni?

Ciao, non avrei immaginato di scrivere a degli sconosciuti in cerca di risposte in una sera di venerdì, l'avrei ritenuto da disperati cercare aiuto perché è così che sono stata cresciuta. Da Gennaio soffro costantemente, una sofferenza straziante che mi fa desiderare la fine. Una tristezza perenne che sfocia in pianti di breve durata e rabbia, apatia che riverso sulla persona che forse amo (o forse no). Anche il mio non capire i sentimenti mi crea disperazione e forti momenti di ansia, per il restare sola o lo sprecare tempo. La situazione già difficile è aggravata dai miei. Mia madre soffre da sempre di crisi isteriche in cui minaccia il suicidio e mio padre vive separato vantandosi di presunti tradimenti e insultandomi (da insulti sessisti a insulti fisici palesemente falsi poi). Ad Agosto dovrei andare a convivere col mio ragazzo per studiare fuorisede, ma il mio stato di instabilità mi rende difficile ogni possibile scelta. Esiste cura o sono segnata, finita, conclusa? Esiste un sollievo a questa sofferenza?

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Perché sono sempre stanca

Salve sono Valentina e ho sofferto di depressione tre anni fa. A febbraio scorso mi è stato diagnosticato il bipolarismo dopodiché sono caduta di nuovo in depressione e tutt' ora trovo difficoltà ad alzarmi dal letto la mattina, a fare qualsiasi cosa. Sono sempre stanca, ho sempre il bisogno di stare a letto. Sto seguendo una terapia a base di litio ma non vedo risultati. Qualcuno mi può aiutare?

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Una relazione ad ostacoli

Salve, mi chiamo Costanza e ho 39 anni. Ho conosciuto in uomo all’inizio del 2020, col quale però non ho una vera e propria relazione, anzi: da parte sua non c’è neppure esclusiva. Lui mi vuole bene, lo sento e, in un’ occasione in particolare mi ha confessato che emotivamente si sente coinvolto, pur non potendoci addentrare nelle dinamiche dell’amore che appartengono a contesti quotidiani, e noi viviamo in città differenti e ci vediamo poco, pur sentendoci tutti i giorni. Ci sono però due aspetti in particolare di lui che mi confondono e mi preoccupano: il primo è la sua forte ambivalenza. È molto trattenuto, nelle parole, nelle effusioni. Ritratta, svalorizza. Addirittura, a poco a poco, siamo arrivati a non scambiarci più baci, a detta sua perché è frenato dai miei vari aspetti femminili che vede in me esclusivamente in maniera dissociata (prima SOLO amante, poi SOLO amica, poi vede SOLO una madre...) e fa fatica a vedermi come un’ unità. Poi, però, ci sentiamo tutti i giorni, pensa a cosa regalarmi per il compleanno, mi fa videochiamate dove è palese la comunicazione con il linguaggio del corpo, degli occhi. Già di per sè quanto raccontato finora basterebbe a confondermi le idee, ma c’è il secondo punto altamente critico della sua personalità, e cioè che soffre di forti crisi depressive, che adduce come motivazione principale al nostro non stare veramente insieme, associato al fatto che io ho un carattere molto reattivo diciamo, e sono molto uterina. Cosa che lo destabilizza ulteriormente. Vengo al dunque: è da folle da parte mia voler provare a far nascere una storia? Un depresso può intraprendere una relazione o ha ragione lui a non sentirsi all’altezza della situazione? Questa ambivalenza è compatibile con il suo malessere? Grazie per l’attenzione e per le risposte che riceverò.

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Non ho amici

Non ho più speranze di vita pur essendo un ragazzo di 16 anni, il semplice motivo è il fatto che mi ritrovo senza amici, senza nessuno con cui uscire o parlare e spiegare i miei sentimenti, di ciò che veramente è realmente provo ma niente. Ogni giorno vivo è sempre la stessa storia, mi sveglio, pranzo, poi? dormo, dormo tutto il tempo oppure sto a pensare ai miei inutili problemi e mai nessuno a dirmi "Ti va di uscire?"... sono chiuso in me stesso, in solitudine, e provo un dolore lancinante che non si può spiegare a parole eppure è molto strano perché sono un ragazzo pieno di vita, che ama vivere qualsiasi tipo di esperienza, un ragazzo simpatico..sorridente di cui vorrebbe trasmettere il suo sorriso agli altri ma non posso perché non so a chi. Questa situazione mi stressa di continuo perché a parte il mio dolore penso ai miei coetanei che magari in questo preciso istante si staranno divertendo ed io invece? Sono qui a soffrire come un cane. Nel dettaglio mi ritrovo in questa situazione da circa tre anni perché prima, all'età di 13 anni, avevo con chi uscire ma adesso mi hanno tutti abbandonato sicuramente sono risultato noioso o poco interessante. Alle medie vivevo davvero spensierato, non sapevo cosa significasse "dover affrontare un problema", quando sono andato alle superiori il vuoto più totale, isolato da tutti e anche in alcuni ambiti bullizzato, e pensate che passavo la ricreazione chiuso in bagno perché nessuno voleva passarla con me. Con il passare degli anni il dolore è peggiorato sempre di più fino ad adesso. Adesso ho qualche, poco e niente davvero, conoscenza che non si spinge al "dover uscire" e  questa situazione mi fa sentire malissimo come se avessi un inferno dentro di me  che brucia e brucia ogni secondo della mia vita infatti ho pensato piu e più volte al suicidio però non ho il coraggio di farlo, magari ho paura della morte o di far soffrire i miei familiari dopo non lo so. So solo che questa società mi ha abbandonato da un pezzo facendomi sentire una merda e non so davvero a chi rivolgermi a parte questo forum perché ai miei genitori non se ne parla proprio, non voglio andare da uno psicologo. Mi sento davvero molto male, piango spesso anche in doccia per non far capire niente alla mia famiglia. Vivo dietro una maschera e nessuno si è mai preoccupato di dirmi "Andrà tutto bene, sii te stesso" o un semplice "come stai?". Mi dispiace essermi presentato così, volevo raccontarvi di come sono realmente, dei miei sogni.. di ciò che ho intenzione di progettare in futuro ma sono qui a dover parlare della mia inutile situazione che sto affrontando da tanto. Grazie per aver letto. (scusate se ci sono errori ma ho scritto tutto d'un pezzo)

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La vita che è sempre vissuta nel dolore

Sono una ragazza di 21 anni e fin dall'infanzia ho avuto una vita difficile. Ho avuto dei genitori che avevano problemi tra di loro e questi venivano riversati su di me; i miei genitori bevevano tanto e litigavano sempre e assistevo a quelle scene e avevo costantemente paura di loro. Non ho ricevuto affetto da parte loro, erano incapaci di amarmi. Sono genitori molto severi e rigidi e dovevo sempre trattenere e reprimere le mie emozioni perché se ad esempio mi vedevano piangere iniziavano a sgridarmi e a urlare contro di me. Ricordo che quando mia sorella era nata mi ero ripromessa di non farle vivere tutte le situazioni a cui avevo assistito e ho fatto del mio meglio per darle tutto il mio affetto e cercarle di far vivere una vita normale. Sono stata per lei un genitore che l'aiutava quando aveva bisogno e le sono stata sempre vicino e così sono cresciuta, prendendomi cura di lei. Purtroppo, oltre alla situazione disastrosa che avevo a casa, anche a scuola non andava bene; ero sempre sola, sempre triste, bullizata e presa in giro e questo è continuato fino al liceo. Da quando avevo circa 15 anni ho pensieri suicidi e sono caduta in una grave depressione nascondendo tutto ai miei genitori e ho sempre finto di vivere una vita apparentemente normale e di far vedere che stavo bene quando in realtà non era così. Tutto questo è andato avanti fino al 2018 quando ho tentato il suicidio perché non riuscivo più a vivere ed ero stanca di soffrire e stare male. Ho fatto un anno di terapia e quando ho smesso di mia spontanea volontà stavo abbastanza bene, la mia psichiatra, parlando con mia madre, aveva capito che non potevo più vivere con lei e che dovevo andare via di casa. Sono caduta in una profonda depressione in questi mesi e grazie ad alcuni amici ora sto meglio e vorrei riprendere la terapia, ma ormai non riesco più a vivere in casa. Mia madre non mi vuole in casa e molte volte quando le capita qualcosa se la prende con me arrivando a insultarmi e questo mi rende depressa e ho spesso pensieri suicidi solamente quando sono in casa, mentre quando esco mi sento bene, il problema è la convivenza con mia madre. Una parte di me mi dice di andarmene via di casa per iniziare a vivere una nuova vita ma dall'altro lato mi attanaglia il pensiero del suicidio che si fa sempre più forte e concreto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, alla fine ho sempre sofferto e stata male, ho vissuto situazioni difficili e dentro di me c'è solo confusione. Vorrei vivere ma anche morire. Non so che fare.

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Sono ad un bivio

Salve, scrivo questo messaggio perché vorrei condividere il mio grande malessere. Sono una ragazza napoletana di 26 anni, nella vita studio e sono ormai vittima della prigione dei miei pensieri. Negli ultimi tempi, da novembre più o meno è come se niente fosse più in grado di farmi sentire viva e sento il tempo passare senza più riuscire a reagire. L’ansia è sempre stata parte di me ma un tempo riuscivo a tenerla più o meno a bada ma pian piano lei ha preso il timone della mia vita. Mi mancano 4 esami per laurearmi alla magistrale di Psicologia ma ormai non riesco più neanche ad aprire il libro, quando ci provo lotto con i miei pensieri che mi dicono “ non sei capace da sola, non ce la farai “, cosi anche quando un concetto mi sembra chiaro quella vocina mi ripete che magari non ho capito, come se fossi stupida. ( un tempo studiavo in gruppo, poi le mie colleghe hanno fatto esami e io ho spostato sempre la data arrivando quindi a studiare sola). Questo però non è l’unico aspetto della mia “vita “ che non va. Purtroppo, sono profondamente sola, nel senso che non ho molti amici e quelli che ho hanno la loro vita e quindi ci si vede raramente, ci provo a volte a socializzare ma mi sento sempre bloccata con nuove persone, temo il giudizio negativo, di essere derisa, e ultimamente quando parlo mi sforzo mi escono macchie anche sul corpo come espressione del mio grande disagio. Quindi non riesco più a socializzare. Inutile dire che non riesco nemmeno ad iniziare una relazione sentimentale- Tutto questo mio dolore trova ”pace “ solo quando mangio, come se il cibo fosse la mia unica fonte di soddisfazione, ma in realtà è anche il mio più grande nemico perché odio me stessa, mi sento cosi’ inadeguata e quindi la vergogna mi porta a stare a casa e quando esco sto a disagio perché non mi sento bene con me stessa: cosi digiuno poi mi abbuffo dando vita ad un circolo vizioso. Questo mio stato interiore mi crea uno stato di angoscia che non riesco ad esprimere a nessuno, è come se avvertissi una stretta allo stomaco che si dilaga dentro di me, e le crisi di pianto sempre più frequenti, dormo male e penso quanto io sia sprecando la mia vita e a volte penso che dovrei metter fine a tutto questo dolore che mi devasta dentro quasi come se volessi resettare tutto perché non ce niente che vada neanche minimamente bene. A volte penso che dovrei contattare uno specialista perché non so quanto posso continuare ma non capisco perché ho tanta paura di affrontare un percorso terapeutico, mi sono risposta che irrazionalmente temo il giudizio sulla mia età ( a 26 anni vedo persone laureate con figli, indipendenti, quando io non riesco nemmeno a mandare una mail) e sui continui fallimenti. In realtà ho contattato via mail una dottoressa ma quando mi ha detto ( avendo ragione ) di sentirci telefonicamente mi sono sentita bloccata cosi non l’ho chiamata. Alcune persone attorno a me spesso mi dicono “ stai inguaiata ( rovinata) per la tua età” e mio padre non fa altro che ricordarmi che sono incostante e nullafacente e forse adesso dico pure che ha ragione perché anche alzarmi dal letto è faticoso. Non so cosa fare mi sento ad un bivio tra una fine annunciata e un sogno di “vita” e una voglia di piangere inspiegabile. Chiedo scusa se mi sono dilungata ma a volte lasciare andare quello che si ha dentro fa bene Grazie. F.

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Vorrei imparare a gestire alcuni momenti di tristezza che mi fanno vedere solo buio.

Sono una ragazza di vent'anni al primo anno di università, svolgo una normalissima vita da ragazza della mia età ma spesso ho delle crisi. Ho dei momenti in cui vedo solo buio, mi sento un vuoto nel petto, ho tachicardia, molta ansia e non riesco a ragionare, né a pensare. Non parlo di giornate o di settimane, sono dei momenti, poche ore in cui entro in una condizione di stasi che mi porta solo a piangere istericamente. Vorrei capire a cosa fosse dovuto. Ho avuto problemi di ''tristezza'' anche quando ero più piccola, periodo scuole medie. Non ho avuto un'adolescenza semplice, mia madre si operata di tumore mentre facevo gli esami di terza media, mio padre ha avuto un brutto incidente che l'ha quasi costretto sulla sedia a rotelle e infine ho affrontato un brusco trasferimento. Vorrei capire se questi eventi, che stanno diventando molto frequenti, potessero essere rimasugli del passato che si stanno manifestando adesso sotto forma di una forte ansia. Non ho mai avuto il coraggio né la consapevolezza di parlarne con nessuno fino a quando, qualche settimana fa, il mio ragazzo si è accorto che non ero in me e mi ha chiesto di parlargli, così l'altro ieri sera ho provato a spiegargli quello che mi succede in qui momenti e mi ha convinta a parlarne con qualcuno, allora cercando sul web ho trovato voi. Grazie in anticipo.

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