Depressione
Dott.ssa Gabriella Ghiglione

Depressione

Ma che cosa significa essere depressi? Non è solo una forma di tristezza, ma si parla di depressione perché il malessere che si prova influenza sia la mente che il corpo, incluso il ...

02 Luglio 2019

Domande e risposte

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Perché penso di continuo al suicidio?

Buonasera,Sono una ragazza di 20 anni che ultimamente non riesce più a fare alcunché.Tre anni fa ho sofferto di attacchi di panico e episodi di ipocondria abbastanza gravi da costringere i miei a portarmi in pronto soccorso e farmi rimproverare persino dai medici. Questa ansia veniva dal fatto che non accettavo me stessa per colpa del mio aspetto e del mio pensiero, il solo essere me mi disgustava al punto da sentirmi sempre di troppo e sempre sbagliata, in qualsiasi situazione, anche nelle migliori. A pensare che tutti, nel silenzio, sparlassero di me e che tutte le risate fossero per me. Sapendo che fosse impossibile. Questa ansia mi faceva venire le palpitazioni, la nausea, il vomito; ho passato giornate intere a letto per paura di poter morire mentre ero fuori di casa. Ho fatto elettrocardiogrammi su elettrocardiogrammi, visite su visite, e sempre nulla di male, eppure io avevo un terrore incredibile di morire. Dormii per 3 mesi sul divano con la TV perennemente accesa e in preda a costanti disturbi del sonno. Se ci ripenso ora mi sembra tutto così strano, e non so nemmeno spiegare come tutto si è calmato, improvvisamente, dopo 3 anni. È stato dopo aver perso circa 20 chili ed aver capito di dover crescere e impegnarmi con la scuola, ma dopo poco tempo di gioia e normalità ho cominciato ad avere delle reazioni contrarie a quelle ansiose di prima: una inspiegabile melassa che bloccava tutte le mie azioni. Plasmavo la mia persona a mio piacimento, ma senza sapere se quello che provavo era gioia, perché non sentivo nulla. Niente. Se non tristezza e angoscia, pensavo ogni giorno che la vita che facevo era stupida, perché la gente che adesso voleva essere mia amica prima mi dava della balena. Ma dentro ero sempre io, e allora perché la gente è così attaccata all'aspetto fisico? Così cominciai a non fidarmi di nessuna persona nuova nella mia vita.. ho comunque tanti amici, fortunatamente. Ma non avevo voglia di fare nulla, né si studiare, né di uscire.. Poi è successa una cosa felice. Ho scoperto un gruppo di volontariato, sono stata in Africa, la mia vita si è svoltata di punto in bianco e sono stata felice per tanto. Fino a che, con questa esperienza, non conobbi una persona, di cui mi sono innamorata nel tempo. Bello, si potrebbe pensare, se non che questa persona ed io per una serie di motivi non potremmo mai e poi mai avere una storia seria. E più la porto avanti più so che potrà finire solo male, eppure non posso pensare di porvi fine, morirei. E quindi giungiamo ad ora, dove per un anno mi sono tenuta dentro tutto, e non ce la faccio proprio più. Ritorno più insistentemente di prima a pensare di non volere esistere senza questo amore destinato a morire, e mi sento intrappolata in una persona che poteva avere delle potenzialità incredibili ma che ha fatto tutte le scelte sbagliate. Dovrò anche scegliere l'università, e sono iscritta a due prove che supererò anche, ma è come se la mia mente dicesse "ma sì, non preoccuparti, tanto ci ammazziamo prima." in un modo terribilmente calmo. E non pensavo di arrivare anche solo a pensare al suicidio. O a tentarlo.. proprio davanti ai miei e a mia sorella quando, durante un litigio (abituale) , ci manca pochissimo che io mi lanci dal balcone. Ma non l'avrei fatto ora come ora, davvero! È stato istintivo.. è stato liberatorio.. stavo soffrendo così tanto che avrei fatto di tutto...E le mie ultime giornate (dopo un breve periodo di serenità, che ogni tanto torna, come una molla, ma solo per lasciare poi spazio ad una bile nera come la pece) sono state vuote, ho fatto una passeggiata, con la musica, gli uccellini, la natura.. e tornata a casa volevo morire. Ed il bello è che ho anche moltissima paura di morire e non saprei nemmeno come farlo, semplicemente ho paura che un giorno, senza ragionamento, io lo faccia. Proprio come è successo per il balcone.Per ora sto aspettando che passi, ma beh, ecco.. è un'attesa infinita. Aiuto.

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Perchè immagino sempre di usare violenza a persone a me care?

Ciao sono jonny, ho 20 anni e da un pà di tempo incomincio a fare dei pensieri strani, immagino sempre di picchiare qualcuno, ho paura di cedere.È iniziato tutto da un paio di mesi che faccio pensieri assurdi tipo picchiare un amico o far male a qualcuno in famiglia, non sono un ragazzo aggressivo non lo sono mai stato.Poi la sera quando rientro a casa mi sento strano, il cuore batte sempre più velocemente, non riesco a dormire. Forse perchè è da un po di tempo che mi sta andando tutto male tipo finirmi i soldi aver paura di lavorare.Forse sarà solo che ho tanta fantasia e quindi mi faccio questi pensieri.I miei ex amici mi hanno lasciato solo, la scuola l'ho lasciata a 16 anni e non riesco a trovare lavoro, a casa mia di questi periodi fa molto freddo sono senza acqua calda, la notte per prendere sonno cerco di non pensare al giorno dopo ho paura di affrontarlo, non so cosa fare sono solo, ho paura che in futuro mi ritrovi di nuovo in questa condizione di adesso.Sperò di ritrovare la felicità che avevo qualche anno fa.

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Vita sfuggente

La mia vita è un disastro Salve sono Sabrina e ho 22 anni. Purtroppo sto affrontando un’altra fase molto negativa della mia vita. Io studio e sono all’ultimo anno (primo fuoricorso). Mi mancano pochi esami ma mi sono interrotta da ottobre, non sono più riuscita a superare gli esami pur avendo studiato per gli appelli successivi. La cosa mi ha molto demotivata perché ho sempre sperato il meglio per me a livello accademico. Infatti i miei genitori non sono molto contenti, li ho delusi. Ho sempre avuto fretta di finire in tempo per dedicarmi ad altro, a un lavoro a tempo pieno perché in casa ci sono problemi economici e potete capire come io mi senta in questo momento, consapevole di non aver ancora concluso, con le tasse da ripagare. Sono fidanzata, con un ragazzo molto affettuoso ma per motivi lavorativi ci vediamo molto poco, praticamente una volta al mese. Non per questo lui mi ignora, anzi è sempre molto presente nella mia quotidianità, però non sto bene. Mi sento talmente tanto sola e delusa di me stessa e della mia vita che sento di non meritarmi nemmeno le sue attenzioni. Sono sempre molto triste e cerco di non fargli pesare la cosa ma è difficile. Sono frustrata dalla vita e non merito compagnia per non pesare nelle coscienze altrui. Puntualmente mi addormento con le lacrime agli occhi e mi risveglio triste e demotivata perché sono consapevole della brutta giornata che mi toccherà affrontare di nuovo. Sono sempre giù di morale per qualsiasi cosa, dalla più banale alla più seria, il che implica star male per ogni cosa accada. Sono sempre molto agitata e pur mantenendo una certa compostezza dentro di me ,mentalmente, percepisco uno stato di irrequietezza, caos, difficile da descrivere. Sarò sincera, io non riesco a sopportare tutto questo, mi sto logorando, sono senza energie e soprattutto la voglia di vivere ormai e pari a zero.

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Come reagire quando hai un fratello che sta male

Buongiorno a tutti, da due anni mio fratello di 31 anni non esce di casa, non ha più rapporti con nessuno, ha dei pensieri che non vuole dire per paura di un giudizio, è molto fragile in questo periodo tanto da non mangiare quello che gli si presenta in tavola.... Prima di questo è sempre stato un ragazzo esuberante pieno di voglia di fare, ha sempre lavorato ma da quando l'ha lasciato la ragazza, esattamente due anni fa si comporta così. Adesso vive dai genitori e non sappiamo più come comportarci con lui. Apprezzerei molto un vostro riscontro. Grazie

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Il mio ragazzo si è barricato in casa da 8 mesi e non vuole uscire.

Salve, sono una ragazza di 18 anni fidanzata da ormai un anno e mezzo con un ragazzo di tre anni più grande di me. La nostra storia non è iniziata nei migliore dei modi per varie incomprensioni e per varie mie insicurezze. Poi però si è trasformata in qualcosa di meraviglioso fino a quando a fine aprile del 2019 il mio ragazzo ha iniziato ad allontanarmi dalla sua vita barricandosi in casa. Sono stata colta all'improvviso da tutto questo. Non sapevo come comportarmi. Ho continuato a stargli vicino, andavo sotto casa sua, lo chiamavo e piano piano con il passare del tempo mi ha rivelato di avere seri problemi familiari e fisici che gli impedivano di godersi la vita e gli avevano causato depressione, ansi e attacchi di panico costanti. A luglio ci siamo lasciati perché stavo impazzendo. Avevo bisogno di attenzioni che lui non riusciva a darmi, piangevo di continuo e sembrava quasi che lui non volesse guarire. Ho provato a frequentare altre persone ma la testa ed il cuore erano sempre rivolti all'unica persona che ho amato in vita mia, ovvero il mio ex. Ci riniziamo a sentire e ci vediamo a fine agosto il giorno del suo compleanno (la sua unica uscita durante la stagione estiva). È stata la serata più bella della mia vita. È scoppiata la passione e mi sono ritrovata in uno stato paradisiaco. Ho toccato la felicità con un dito. Ci siamo rimessi insieme e lui mi ha promesso che sarebbe guarito. Ma così non è stato. È peggiorato. Da allora ci vediamo una volta ogni mese. Sto malissimo. Ho un senso di vuoto immenso perché vorrei averlo qui vicino a me. Mi mancano le piccole cose, mi manca la quotidianità. Mi manca infinitamente ma lo amo troppo per lasciarlo andare. Ma è un periodo in cui non riesco più a stringere i denti. Piango ogni giorno, mi sto annullando. Vorrei solo rivederlo e stringerlo un po' a me. Mi manca sentire il suo odore o guardarlo negli occhi. Ma manca il suo corpo, mi mancano i suoi baci e le sue carezze. Ne abbiamo passate tante insieme e mi sento legata a lui da qualcosa di fortissimo. Lo amo. Ma sto male. Ci sentiamo ogni giorno al telefono per un oretta la sera ma a me non basta. Cosa posso fare?

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Il mio cane se ne andrà. Come farò ad andare avanti?

La mia cagnolina Erica, di 14 anni, ha un'insufficienza renale e il veterinario ha detto che gli rimangono pochi giorni. Mi sento male perchè l'ho avuta per 5 anni e mezzo e mi sono affezionato a lei. So che saranno giorni difficili da affrontare. Il punto è che io tra un paio di settimane avrò un esame universitario, anche abbastanza difficile visto che sono di 12 crediti. Non credevo che il mio avesse poco tempo. Se voglio superare quest'esame, dovrò concentrarmi al massimo sullo studio ma purtroppo questa cosa è capitata proprio in questo periodo. Mi sembra quasi un'incubo. Come farò a prepararmi per l'esame e a non stare male?

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24 anni e depressione

Buonasera, ho 24 anni e sto affrontando un momento di profonda crisi e comincio ad essere sempre più preoccupata. Non è facile per me aprirmi e descrivere il mio malessere crescente con i miei familiari, in quanto non credo mi capiscano o tendono a sminuire i segnali di ciò che mi sta succedendo. Sono sempre andata bene a scuola, ho conseguito una laurea triennale in lingue e dopo alcuni mesi sono partita per la Nuova Zelanda. È proprio in quel momento che ho realizzato di non stare bene. Mi sono sempre sentita sola e anche le amicizie più durature sono sempre state "fredde"; francamente non so cosa voglia dire avere persone accanto con le quali condividere esperienze e passioni. Non ho avuto un'adolescenza ricca, uscivo pochissimo e non aver vissuto a pieno quel periodo mi manca e penso sia uno dei motivi della mia solitudine. Crescendo ho incontrato altre persone ma in me si è creato una sorta di meccanismo per cui no riesco a stringere rapporti forti, mi chiudo in me stessa. Ora che sono tornata a casa mi sono isolata, non esco mai e sto perdendo tutti i pochi amici che avevo. Uno dei motivi è anche il fatto che provo grande disagio per la mia situazione; non ho aspettative o piani per il futuro, sento che il percorso di studi scelto non mi abbia portato a nulla, sento che gli altri vanno avanti e io no. No mi sento all'altezza, mi vergogno e non mi va di confrontarmi perché la cosa mi avvilisce ancor di più. Il punto è che sono vissuta in un limbo, ho fatto quel che gli altri si aspettavano e non ho sviluppato le mie passioni. Ora mia madre preme perché decida cosa fare della mia vita, se fare un master o lavorare. Ho mandato u po' di cv ma ho sempre la sensazione che finirò per vivere una vita non mia e che, una volta trovato un lavoro, resterò ancora più sola. Ormai ho crisi di pianto continue, mi sminuisco, non riesco a prendere decisioni e a concentrarmi sul mio futuro. Non trovo più alcun lato positivo, non ho vissuto nulla in 24 anni e non ho costruito niente, sono solo un peso economico per la mia famiglia da che sono tornata tre mesi e mezzo fa. Vedo gli altri essere felici, avere amici che li supportano, avere qualcuno accanto che li ama, mentre io immagino un futuro migliore che non ho la forza di costruire. A 24 anni forse è già tardi per realizzare i miei sogni, forse ho già perso troppo tempo. Ho scritto tutto questo perché spero di poter trovare una spiegazione a questo mio stato d'animo che mi sento di definire depressivo. A circa 10 anni ero stata da una psicologa proprio per crisi di pianto continue e pensieri negativi su me e chi mi sta accanto, la sua spiegazione fu che tendo a mettere troppa pressione su me stessa. Questo è quello che mi è stato detto a distanza di anni da mis madre, ma il fatto che ora la stessa situazione si presenti in modo più consistente mi spaventa. Sto perdendo me stessa e tempo che dovrei sfruttare per essere felice, spero che qualcuno su questa piattaforma possa aiutarmi. Grazie.

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Mia madre soffre di forte depressione

Ad ottobre 2017 ho perso mio padre, sposato da oltre 55 anni con mia mamma. Da allora lei che oggi ha 83 anni, non riesce a farsi una ragione: parla solo di come era quando erano insieme, la sua vita non ha più senso, sente di essere solo un peso per tutti e non vuole fare più nulla . Io e mia sorella abitiamo lontane da casa . Purtroppo mia madre è sempre stata "guidata" da papà anche se era lei che faceva tutto in casa . Per lei , però lui era la mente di tutto e adesso non trova la forza di vivere. Abbiamo provato a convincerla di vedere uno psicologo ma rifiuta di andare a farsi vedere.... Negli ultimi anni è venuta a stare con me durante l'inverno: le prime volte 4 mesi , ma adesso , dopo soli 2 mesi vuole andare a casa sua e io non voglio forzarla a stare da me controvoglia. Secondo lei quando si diventa vecchi nessun medico ti vuole più come paziente. Cerco un consiglio . Intanto sto insistendo per convincerla di andare a parlare con uno psicologo che li prescriva un antidepressivo in grado di farla vivere bene la vita da nonna . Grazie mille anticipato

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