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Ho 21 anni e da qualche settimana penso di farla finita...

Buongiorno a tutti e a tutte. Sono un ragazzo di 21 anni, vivo a Firenze ma studio all'università di Bologna, terzo anno di triennale. È da qualche settimana che sto pensando di suicidarmi, non ne ho parlato con i miei genitori perché mi vergogno tanto di questa cosa e perché hanno già tanto a cui pensare a caricarli di ulteriori sofferenze non è giusto. Mi hanno sempre ascoltato per anni e abbiamo lottato sempre insieme contro ciò che mi succedeva alle medie e alle superiori, ma ultimante non sta più bastando la speranza che un giorno le cose cambino. Mi sento tanto tanto solo, non esco praticamente mai e non ho amici e neanche una ragazza...nonostante anche dei miei profilo social tante persone dicono che sono un ragazzo molto bello e pieno di vita, ma non è così... Poco fa ho pianto per l'ennesima volta, ormai dopo 6 anni di dolore e solitudine non le conto più. Finendo le superiori ho chiuso un capitolo molto triste della mia vita, riponendo speranza nell'università per nuove amicizie, nuovo ambiente nuova città e all'inizio era così...ma sentivo sempre di essere fuoriposto, come l'impressione di dire o fare qualcosa che destasse sempre irritazione e menefreghismo. Ogni volta per parlare ho dei problemi perché sono molto ansioso e balbetto spesso...le persone dicono che non dà noia ma io ci sto molto male e percepisco come se invece desse noia questo problema che capita soprattutto con chi non conosco. Arrivata la pandemia non mi sento più con nessun collega di università...spariti. Non avendo avuto mai amicizie stabili mi sono buttato nel mondo delle donne e in 6 anni ne avrò consociate a centinaia, non scherzo. Ogni volta speravo fosse quella giusto, ma finiva sempre male e per questo ho cercato per un periodo di lasciar perdere sperando che la frase " quando meno te lo aspetti" valesse anche per me...ma niente. Sono ancora più solo, addirittura da iscrivermi a tinder e provare a conoscere più persone possibili su Instagram. Tutte le volte mi sento sempre l'ultima ruota del carro sociale del mondo, mi sento distante dai miei coetanei e mi sento davvero un anacronismo. Ho trovato rarissime volte qualcuno con cui condividere qualcosa, sempre però molto distante da me fisicamente e quindi con cui è impossibile avere un rapporto umano...ho provato a togliere i social e stavo ancora peggio, a fare sport e anche li niente...a uscire da solo provando dal vivo a conoscere persone ma niente, sembra che a tutti non importi di me che vorrei solo avere qualcuno o qualcuna con cui passare dei momenti che un ragazzo di 21 anni vorrebbe passare...ovviamente non sono mai stato in una discoteca, mai a fare un semplice aperitivo, mai una festa anche una semplice uscita in compagnia...zero. Ho anche provato a cambiare, a cominciare a bere e fumare come tutti ma mi sentivo sempre male e ho smesso. Scusate la confusione che troverete nel messaggio, ma sto cercando di sintetizzare 6 anni di dolore che mi stanno portando a cercare l'ultima fiammella di vita perché io mi sento molto molto stanco ormai... Ho butto tutto me stesso nello studio, ho cercato nuove passioni e ragioni di vita oltre ai miei genitori...ma sento che non sto più riuscendo a sorreggere il peso della solitudine e della superficialità dei rapporti umani verso di me. Grazie a chi proverà a capire meglio la situazione e darmi una consulenza. Buona giornata

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Crisi esistenziale

Buonasera sono un ragazzo di 22 anni. Ho una vita che non mi ha mai dato grandi problemi, non ho avuto particolari traumi o lutti importanti. Vivo in una famiglia unita che non mi ha mai fatto mancare nulla e mi ha insegnato valori importanti. Ora sono all'università, sono sempre andato bene a scuola e così anche all'università, ho una fidanzata da 3 anni con cui mi trovo bene e mi vuole bene, ho tanti amici che mi vogliono bene, non ho problemi con il mio fisico e la mia immagine, gli altri mi hanno sempre ritenuto intelligente, ma ora sto vivendo probabilmente il periodo più brutto della mia vita. La mia richiesta è semplice, ho un forte bisogno di trovare qualcuno che mi possa davvero aiutare e seguire in un percorso che mi possa permettere di uscire da questa situazione, che ora vi illustrerò sperando possa essere utile anche a qualcun altro, perché io da solo non sono riuscito a farlo. Se riuscite a dire anche qualcosa nelle risposte sarò felice di leggerle con attenzione. Da piccolo ero un ragazzo con diverse paure e fragilità, poca autostima, ma con gli altri mi sono sempre fatto vedere estroverso. Credo che queste paure e fragilità sotto traccia mi abbiano portato circa 4 anni fa ad avere degli attacchi di panico. Questi attacchi li avevo vissuti come una forte delusione, ma grazie a un percorso di psicoterapia seguito con successo sono riuscito a superarli efficacemente. Il fatto di essere riuscito a superarli mi ha dato una spinta incredibile, una grande voglia di riscatto, di prendere in mano la mia vita. Così ho incominciato un percorso di crescita personale sotto tutti gli aspetti, i problemi erano diventate sfide per migliorarsi, riuscivo davvero a vedere il bello in ogni cosa, mi sentivo davvero padrone della mia vita e mettevo con entusiasmo tanto impegno in tutto quello che facevo. Ogni mattina di quelle giornate iniziava con entusiasmo e con soddisfazione si concludeva la giornata. Conoscendo le mie fragilità passate avevo cercato di spendere tanto di me stesso ad aiutare tutte le persone a me vicine che stessero vivendo momenti di difficoltà e credo di essere spesso riuscito a dare una mano a chi stesse vivendo questi momenti. In poche parole ero felice. Arriva poi il covid, tre mesi chiuso in casa in cui l'entusiasmo di quel periodo però era rimasto. Arrivano poi le zone rosse, in cui nuovamente chiuso in casa e con tanto tempo a disposizione il mio cervello incomincia a pensare. Incomincio a farmi delle domande: ma è giusta la direzione che sta avendo la mia vita? a questa domanda mi rispondo che è giusta, sono contento di quello che sto studiando, che sto facendo nella mia vita. Mi arriva poi una seconda domanda: ma perché lo sto facendo? era una domanda strana, ma incomincio a impuntarmi sulla domanda a cercare di dare una risposta che mi soddisfacesse. da lì però le domande si moltiplicarono e arrivai a chiedermi che senso ha la vita?. Questa domanda mi distrusse, le mie giornate diventarono incentrate nel cercare di rispondere, ogni tanto trovavo una risposta che mi soddisfaceva, ma appena dopo cercavo di confutarla e le domande si moltiplicarono: che senso ha la morte? che senso ha l'universo? l'esistere?. Cercavo risposte nel provare felicità, ma mi chiedevo cos'è la felicità? che senso ha impegnarsi? e provavo e provavo a rispondere, cercavo una risposta che non fosse soggettiva, ma certa quasi trascendente, una verità assoluta, ma non ci riuscivo. tutte le mie risposte trovavano altre domande: perché cercare per forza un senso positivo alla vita? perché combattere per questa vita che finisce? perché dovrei stare meglio? Ho messo in dubbio qualsiasi cosa le domande erano centinaia e le risposte zero. Le mie giornate erano diventate tutte alla ricerca di queste domande e il non trovare la risposta mi abbatteva, pian piano sempre di più. Il non essere riuscito a rispondere se non che un senso tutte queste cose non ce l'hanno mi ha fatto cadere in una grande tristezza e delusione. Così mi bloccai in qualsiasi ambito della mia vita: non studiavo più, non seguivo più le lezioni, ho smesso di allenarmi e di curarmi l'aspetto e di contattare le persone a cui voglio bene e a fatica tenevo i rapporti con la mia ragazza, qualsiasi ambito della mia vita si era completamente bloccato. La tristezza permeava e permea tuttora i miei giorni, alzarsi la mattina era ed è diventato pesante, i miei obiettivi erano e sono svaniti, la perdita di senso ha causato una perdita di valori in qualsiasi cosa, qualsiasi. Ero e purtroppo ancora sono in un blocco totale. sono quindi diventato l'esatto opposto della persona che ero dopo gli attacchi di panico. Quest'estate ho provato a fatica a riprendermi, aiutato dalla leggerezza della stagione, ma non ci sono riuscito. A oggi mi trovo come in quel periodo con la sola differenza che le domande non me le faccio più, ma il segno l'hanno lasciato eccome. Ora a volte mi dico che sono io a dover prendere delle decisioni al di là di queste domande, ma non so mai quali prendere, perché appunto tutto ha perso di valore, e ogni volta che provo mi ritornano fuori quelle domande di senso che mi hanno fatto così male quindi mi fermo. L'unico modo per non farmi venire le domande è rimanere nella situazione in cui sono, senza muovermi da nessuna parte, con un velo di tristezza tutti i giorni, senza impegnarmi attivamente in nulla. Non riesco infatti a fare finta di nulla, a ripartire come se nulla fosse, mi sento di illudermi ogni volta che lo faccio perché so che non sono riuscito a dare una risposta a quelle domande, che vedo troppo importanti per ignorarle. Così butto via le giornate a non fare nulla, io so quello che mi piacerebbe fare, ma ogni volta che provo a riprendermelo sento un forte freno e a volte mi freno io stesso perché sto vivendo questo profondo disagio che so di non aver risolto e che ripeto non riesco a far finta che non sia esistito. Senza aver risolto la situazione è come se non potessi né volessi ripartire, anche perché un po' non accetto di non riuscire a risolverla. Così mi trovo ora dopo quasi un anno di distanza nella stessa situazione, in cui non sono felice, mi sento molto a disagio con me stesso e deluso e non sento di avere le forze per ripartire, continuando a galleggiare nelle mie giornate Queste domande di senso è come se mi avessero lasciato un profondo segno e perdita di valori, da cui non so più se e come ripartire. Come dicevo all'inizio avrei davvero bisogno di trovare qualcuno con cui affrontare questa forte difficoltà, Grazie in Anticipo.

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Scarsa autostima

Buonasera, sono un asperger di 23 anni. Ho un problema di autostima. Non riesco più a eccitarmi come un tempo. Vi spiego la mia situazione. Sono depresso, ho un solo amico e ho una vita piena di stress e ansia. Passo le giornate in casa a fumare e mangiare (sono arrivato a pesare 110 kg). Sfoglio instagram e trovo delle belle tipe che mi fanno sentire l'adrenalina ma non al punto di avere un'eccitazione. Ho paura di essere uno sfigato nerd che passa la vita e le giornate in solitudine e senza una ragione di vita. Cosa posso fare per cambiare tutta questa situazione?

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Una vita inutile a quasi 28 anni

Buonasera penso di essere una caso disperato, sono una ragazza di quasi 28 anni e ho sprecato 10 anni della mia vita in fobie, ossessioni, ansia, apatia e chi ne ha più ne metta.È difficile condensare tutto quello che mi ha portato ad essere così. Diciamo che sono sempre stata ansiosa timida ma poi sono diventata fobica e ho sempre avuto problemi in tutto. Dopo il diploma il tracollo perché anche se ho raggiunto quello dopo ho visto il vuoto. Non sapevo che fare non avevo più la scuola a tenermi " impegnata " non avevo più una via da seguire che mi desse un senso. La scuola mi obbligava ad esistere a espormi all"ansia e superare delle sfide. Il non sapere che fare mi ha sempre più risucchiata. Mi sono ossessionata allora su ciò che avevo ossia la mia relazione. Intanto tutti andavano avanti e io ferma a rimuginare. Rifiutavo lavori volevo sempre essere sicura di fare le cose per un motivo valido ma non avevo obbiettivi non avendo desideri ! Non ho desideri da anni ecco il grande problema. Disinteresse verso tutto e sensi di colpa perché vengo mantenuta da mia mamma ancora da anni. Ho fatto psicoterapia diagnosi doc e fobia sociale... a furia di questo penso si sia aggiunta la depressione nel tempo. Per qualche mese sono riuscita a lavorare e sembrava aver ritrovato un attimo di normalità ma poi al primo ostacolo ho mollato tutto e mi sono isolata. Ho perso oltre a me stessa anche i miei amici perché ero troppo triste e mi hanno mollato alcuni. Sono vuota inutile. Più il tempo passa più mi svuoto e ora ho quasi 28 anni e non lavoro da 4. Non ho iniziato nessuna università... nessun progetto. Uno schifo. Sto sempre a casa a mangiare e guardare serie tv come uno zombie. Ho paura delle persone dei giudizi dell' andare anche solo fuori casa e camminare. Lo trovo inutile. In tutto questo ho un fidanzato da anni che mi sta vicino e non capisco davvero come può volermi e a volte vorrei allontanarlo perché mi vergogno di me stessa. Non ho nulla da dare e da dire. Trattengo il mio malessere spesso. Lui abita lontano da un anno perche studia e non ho avuto neanche le palle di prendere l'aereo per andare da lui perche ho la fobia pure dell'aereo molto forte, ma anche trovassi la forza non avrei i soldi ora. Spesso sono nervosa isterica ma ancora più spesso sono apatica e schifata da me. Lui crede in me mi sprona mi dice che posso fare quello che voglio io non mi sento in grado di fare nulla. Sono sempre stata naturalmente portata per la musica ma non riesco a sfruttare nulla. Sono capacità in cui comunque non credo. Inutile dire che penso al suicidio spesso. Ho paura ma ci penso. Tanto so che gli altri mi vedono un fallimento è normale. 28 anni senza niente. Non ho soldi ovviamente manco per fare una terapia. Banalmente ho paura anche di fare i vaccini e ora è obbligatorio per lavorare , credo esistano poche cose di cui non ho paura al mondo. Una persona conciata così cosa può fare... Ho paura che non riuscirò a salvarmi. Le persone intorno a me in famiglia non mi hanno mai aiutata a credere in me. Sono una bambina terrorizzata nel corpo di una donna. Esiste una speranza ? Cosa posso fare ? Non voglio arrivare a 40 anni ancora così. A quel punto meglio trovare il coraggio per finirla prima. Grazie

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Non c’è nulla che mi dia piacere nella vita.

Salve, sono una ragazza di 28 anni e apparentemente non mi manca nulla nella vita. Ho un lavoro ben retribuito, un fidanzato che amo e che mi ama e persone che mi vogliono molto bene. Ciò nonostante vivo costantemente, giorno per giorno, ora per ora, con un’angoscia perenne, una tristezza ormai cronica. Vorrei fare tante cose nella mia vita, ma non riesco a fare nulla ho solo voglia di mangiare e dormire quando ho del tempo libero ed è quello che faccio e quando esco non vedo l’ora di andare a casa. Lavoro a contatto con il pubblico e sono diventata così intollerante nei confronti delle persone che solo il pensiero di alzarmi dal letto alla mattina mi fa venire una gran nausea e uno sconforto che non so nemmeno quantificare. Mi arrabbio per qualsiasi cosa e qualsiasi cosa anche il minimo imprevisto mi fa così tanto innervosire che destabilizza l’umore (già molto basso) della mia giornata. Quando devo fare qualcosa di minimamente impegnativo come anche solo pulire casa, mi capita di confondermi così tanto che sento il cervello andare in tilt mi gira la testa e ho solo voglia di piangere e andarmene a letto. Mi capita da quando sono più o meno adolescente di sfogare le mie frustrazioni su me stessa facendomi accidentalmente male, a volte in modo molto evidente. Ovviamente tutto ciò logora il rapporto con il mio fidanzato che è l’unica persona con cui io non mi senta sola e con cui io mi senta a mio agio. Sembra che tutto ciò non possa avere mai fine e a volte sono invidiosa della gente che va in pensione perché penso che siano così vicini da smettere di porre fine a questa lenta agonia quale è la vita.

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Vorrei non essere mai esistita. L’esistenza mi causa solo dolore.

Sono stata cresciuta in una famiglia dove il risultato scolastico era l’unica cosa realmente importante, sopra ogni cosa, perfino alla salute. Ho la depressione diagnosticata da due anni ormai, due anni che non faccio nulla della mia vita, che non proseguo gli obbiettivi da me prefissati, e magari essere qualcuno di meritevole per i miei genitori. Passo da periodi in cui, tramite un assistente, provo a spronarmi ma inevitabilmente ricado nel buco d’agonia e malinconia che mi perseguita. Un anno e mezzo fa sono finita in psichiatria per tentato suicidio... inutile dire che non è servito a nulla il ricovero. Lo scorso inverno ho comprato due confezioni di aspirina da 20 pastiglie l’una. Volevo farmi fuori, peccato che mia madre ha trovato lo scontrino nel sacchetto della farmacia. Penso molto spesso alla morte, davvero troppo. Ogni giorno. Più passa il tempo è più mi sento vuota, senza significato, senza valore, ferita profondamente, arrabbiata, stanca. Le cose che sono successe sono davvero tante, e probabilmente hanno contribuito a questo mio crollo. Voglio tornare la persona energica che ero, quella ragazza che si prefissava un obbiettivo e lo raggiungeva a tutti i costi. Non vorrei vivere, non vorrei morire. Vorrei non esser mai esista.

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Non ho voglia di fare niente, mi sento perennemente stanca

Buonasera a tutti. Sono una ragazza di 30 anni e vorrei porvi il mio malessere. Ultimamente mi sento molto stanca sia fisicamente che mentalmente. Non ho voglia di fare niente. Se devo pulire casa o fare la spesa, inizialmente ho un'energia che potrei scalare le montagne ma dopo pochi minuti tutto svanisce e mi sento stanca e con poca voglia di fare quelle faccende che mi ero prefissata di fare. Ogni giorno rimando. Pulire casa, domani. Fare la spesa, domani. Stirare, domani. E alla fine "domani" non faccio ugualmente nulla e rimando ancora. Non riesco a capire da cosa possa dipendere. Se magari da una carenza alimentare e quindi effettivamente poca energia fisica, o da qualche altro tipo di disturbo tipo depressione. Vi ringrazio per il vostro aiuto.

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Penso di essere vuoto, e voglio morire

Ho 20 anni, la butto qui.. nessuno mi può aiutare penso sia qualcosa di troppo difficile da capire per le persone che mi sono vicine. Ogni volta che sono vicino qualcuno la conversazione sembra sempre bloccarsi, vedo le persone accanto a me che non vogliono nemmeno rivolgermi la parola perchè sanno che la conversazione non durerà nemmeno 3 parole.. e questo mi uccide, mi fa sentire proprio un essere vuoto. Non so mai cosa dire non so mai cosa rispondere non riesco a parlare nemmeno con i miei amici, fratelli, addirittura con mia madre.. conversazioni che vanno da come stai al silenzio più assoluto. Ora la mia autostima è quasi inesistente, questo per via anche di un fatto accaduto con una ragazza che mi piaceva e che mi piace ancora.. non ho mai avuto il coraggio di parlarle e quelle volte che capita finisce sempre nel silenzio e inoltre lei che mi evita. Mi sento piccolo, mi sento insignificante, sono brutto, sembro un pazzo la cosa che mi rabbrividisce ancora di più e che guardandomi allo specchio vedo gli occhi cupi, neri.. mi sento stupido, sono inutile, sono un bambino, non sono virile, vivo ancora sotto mia madre.. sento di aver fatto scelte sbagliate, quindi se non posso ricominciare voglio morire voglio morire voglio morire. Non so perché sono ancora vivo, vivo ancora nella speranza di qualcosa di bello. Lei non mi vuole sicuramente nemmeno come amico, non ho lavoro, non posso vivere da solo, sono sovrappeso, mia madre penso mi odi, ho incominciato a fumare, bere fino a ubriacarmi per cercare di stare bene.. guardate che uomo, che vergogna che mi faccio faccio solo schifo.. non ho soldi per parlare con uno psicologo quindi, che fare di questa vita.. Ho bisogno di aiuto.. non so cosa fare non so dove andare, non ho voglia di mangiare, ho solo voglia di dormire e ascoltare musica triste.. cosa posso fare vi prego vi ringrazierò con tutto il cuore.....

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