Domande e risposte

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Come far aprire emotivamente una bimba dopo il lutto del padre?

Buongiorno a tutti, siamo una famiglia al femminile dove io sono la sorella maggiore di una bimba di 9 anni di nome Nicole. Entrambe cresciute da nostra mamma, con padri (diversi) e non presenti nella nostra vita. Da poco il padre di Nicole è venuto a mancare dopo un infarto, nella sua casa. Nicole e il suo papà si sono visti forse 2-3 volte quando lei aveva 4-5 anni, da quel momento più nulla. Mia madre ha deciso di sua iniziativa di comunicare questa notizia a Nicole, bimba già molto introversa e sensibile con difficoltà ad esternare le proprie emozioni e pensieri. Essendo la sorella maggiore vorrei darle una mano ma davvero non so come poterla avvicinare all'idea di poter parlare o fare un percorso interiore per aprire la sua emozionalità e iniziare a sentirsi libera di dirci come si sente (in generale anche, non solo riguardo al lutto).

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Aborto a 32 settimane e fobie nella bimba di 4 anni

Buongiorno, volevo parlarvi della mia situazione. A Settembre ho scoperto che la piccola Matilde che avevo in grembo aveva delle gravi malformazioni (poi mi sono scoperta traslocata) ed ho dovuto abortire. La mia primogenita Camilla attendeva con ansia la sorellina ma purtroppo io e il papà abbiamo dovuto dirle che ha avuto dei problemi ed è andata in cielo. Non so cosa abbiamo sbagliato, se siamo stati troppo evasivi, se non ne abbiamo più parlato con lei per far si che non soffrissimo troppo, sta di fatto che Camilla a 4 mesi dall'accaduto sta manifestando una sorta di fobia nella pulizia avendo paura di toccare cose "sporche" (in realtà non sporche) e lavandosi di continuo le mani. Sono quasi convinta che dipenda dalla sorte della sorellina per il fatto che non ci sono stati mai altri eventi rilevanti nella sua vita ne ha mai avuto atteggiamenti strani anzi parliamo di una bimba molto serena socievole e rispettosa. Cosa posso fare per aiutarla

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Perdita di entrambi i genitori

Salve, 2 mesi fa ho perso mio padre di tumore. Stessa malattia che si è portata via mia madre 9 anni fa. Sono una neo mamma, per fortuna, mio figlio mi dà tanta forza. Mi sono trasferita all'estero da poco tra l'altro. Io provo a essere forte, è solo che mi sento così persa e sola, che non vedo una luce in fondo al tunnel. Ci sono giornate in cui vorrei solo rannicchiarmi sotto le coperte e rimanere là a non fare nulla. Vorrei immergermi nelle loro cose (se le avessi con me) e piangere. Non so uscirne. Non riesco ad arrivare all'accettazione, non posso pensare che non potrò mai più essere una figlia e che non ho un posto dove rifugiarmi o qualcuno che si prenda cura di me. Mi sento tremendamente in colpa a pensare ste cose perché come già detto sono madre. Ma proprio sono disperata. Aiuto.

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Da qualche settimana ho perso il mio cane

Salve mi chiamo Loredana, ho 46 anni e da qualche settimana ho perso il mio cane. Sento un enorme vuoto e come se fosse andata via una parte di me. Purtroppo stava male da tempo e ho attribuito tutto al fatto che avesse 18 anni, Ma non solo io anche il veterinario che l ha visitato.... Se dicevano che sicuramente avrà avuto delle ischemie. Poverino si lamentava di continuo nonostante prendesse degli anti dolorifici. Solo che ultimamente ho scoperto che aveva un tumore. Mi distrugge il fatto che lo sgridavo per farlo stare zitto non sapendo quello che stava passando.

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Aiutare a capire cosa si desidera

Buongiorno,
mio cugino che ora ha 39 anni ha perso la moglie 7 anni fa di tumore ed è rimasto vedovo con due figli che ora hanno 9 e 18 anni, dopo qualche mese si è fidanzato con una ragazza più giovane di lui, ma questa storia, dopo 4 anni non è andata a buon fine, subito dopo si è fidanzato con un altra ragazza e sembra che le cosi stiano andando bene, anche se noto un pò di fretta nel volerla coinvolgere nel nucleo famigliare.
Io credo fondamentalmente che questa ricerca sia in volere inconscio per cercare di colmare un vuoto per la mancanza della ex moglie che non ha mai accettato.
Ho provato a parlarne ma è molto convinto di ciò che fa,anche perchè attorno le persone hanno questa ''pretesa'' di vederlo con una compagna e quindi sistemato.
Cosa ne pensate?

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Elaborazione difficile di un lutto

Buonasera, scrivo per chiedere chiarimenti in merito a quesiti che mi pongo vorrei ricevere qualche parere in più, anche se un'idea me la sono fatta. Da un anno è terminata la mia storia sentimentale con un ragazzo vedovo con due figli: una bimba che ora ha 8 anni ed un ragazzo (in affido, perchè figlio della donna scomparsa) che ora ha 17 anni. Io conobbi lui all'età di 25 anni (insegno in una scuola dell'infanzia) e, dopo 5 anni di relazione, lui decise di terminare la relazione in quanto non mi vedeva matura abbastanza per gestire la relazione e non pronta per una convivenza, a suo avviso. Lui attualmente ha 40 anni, rimase vedovo all'età di 32, dopo 1 anno e mezzo di lunga malattia della compagna e dal quale nacque una bimba, che al momento della morte della mamma aveva 18 mesi. Questo rapporto è stato importante, ed anche la mia famiglia mi ha sempre sostenuto e mai ostacolato, nonostante le innumerevoli difficoltà di gestione dei rapporti con i figli, e il parentado da parte materna che ha molta influenza sulla loro vita. Noi ci siamo fidanzati dopo 5 mesi dalla morte della compagna con cui condivise 8 anni di relazione, alla fine della nostra relazione sentimentale io scoprìì, tramite i social dopo 2 settimane, che lui frequentava un'altra persona, che nel giro di pochi mesi presentò ai figli e si dichiarò fidanzato. Con me decise di chiudere i rapporti frettolosamente e decise di non farmi più vedere la bambina, con cui avevo un legame che, a mio avviso, era importante dopo 5 anni di relazione. Mi viene da pensare che il suo lutto non è mai stato elaborato e che ha proiettato probabilmente su di me tutti i progetti creati con la compagna con la quale doveva sposarsi, e che gli è stata strappata via tragicamente.
Il mio percorso l'ho effettuato con un esperta ma volevo un parere: so che è molto difficile superare la morte di un coniuge, soprattutto in queste circostanze, ma non credo che questo ragazzo sia stato in grado di donare e possa tutt'ora donare un amore autentico e disinteressato.
Cosa ne pensate? grazie

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Attaccamento morboso ad ex cognato

Gentilissimi, due mesi fa è deceduto il fratello dell'uomo che sto frequentando da qualche mese: ha avuto un brutto incidente stradale, morendo tra le braccia del fratello. E' stato uno shock per tutti, amici compresi e me, naturalmente, molto sensibile per natura come moltissime donne. Quest'uomo era legato da due anni sentimentalmente ad una ragazza più giovane di lui, convivevano e avevano tutte le intenzioni di metter su famiglia. Io sono stata sempre presente, facendo attenzione a non oltrepassare il limite tra invadenza e affetto, e lui, dopo qualche settimana è cambiato, dicendo che si sente vuoto, che non ha più stimoli e che non è giusto che io stia soffrendo per lui e che devo pensare a me. Io, dopo due settimane di silenzio, sono stata a trovarlo e gli ho detto che alla fine del tunnel, insieme alla luce, ci sarò anch'io, perché adesso sto bene e lui deve pensare ad elaborare il lutto in maniera giusta. Tuttavia, ciò che mi preoccupa è la sua ormai ex cognata, che lo assilla, lo chiama ogni sera e lui, forse per l'amore verso il fratello, si sente in dovere di proteggerla e non se la sente di lasciarla sola anche perché questa giovane ha avuto un'infanzia spiacevole e abbastanza violenta. Io le sono stata molto vicino, chiamandola e mostrandole il mio affetto che neanche i suoi amici intimi le hanno serbato. Io, che mi sono scoperta molto comprensiva e sopratutto paziente, mi sono fatta alcune domande su questo rapporto, che trovo un po' morboso, da parte di lei. Lui è l'anello debole, mi dice che io e questa ragazza siamo capitate in questa disgrazia e non è colpa nostra perché siamo giovani e abbiamo una vita davanti e che lei non deve stare sola. Lui dice che le voleva bene prima, e adesso che è stata colpita da questo terribile lutto, le vuole bene ancora di più. E' protettivo e non ne è innamorato, siamo stati insieme intimamente qualche giorno fa ma mentre ci abbracciavamo lui messaggiava con lei perché lei insisteva. Tuttavia, sto notando quasi che a lui dia un po' fastidio il fatto che lei lo assilli, tipo "Ciao, che fai? Ho finito di lavorare, sto senza macchina", costringendolo a stare con lei e qualche amico. Inoltre, lei si è accorta dei miei sentimenti verso di lui e ogni volta che loro due sono insieme, quando le scrivo, lei non visualizza i miei messaggi, come a farlo di proposito. Insomma, noto che non è sincera, mi ha detto che se lui mi allontana non devo insistere, che sono una ragazza d'oro ma che non posso colpevolizzarmi se non scatta nulla tra me e lui. E' una brava ragazza, molto dolce però il mio istinto mi ha dato qualche avviso. Sbaglio? Lei ancora sogna di avere una cognata...insomma, credo che anche lei abbia bisogno di uno psicologo. E' come se vedesse in lui il fidanzato, anche se i fratelli non somigliavano...ho paura, temo che lei lo allontani da me, forse scatta qualcosa nella mente di chi perde in quel modo un compagno/fidanzato. Vorrei avvisarlo. Non conosco i meccanismi, spero che possiate aiutarmi. Infine, come mai l’intesa sessuale e chimica tra noi è sempre molto alta? C’entra qualcosa il binomio “Eros/Morte”? Grazie mille

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Per me la morte non è più un tabù, la trovo normale.

Ho vissuto una serie di lutti, quasi a cascata, ora ho interiorizzato la morte, come un fatto del tutto normale a cui assistere, trovo normale che la gente muore, trovo altrettanto difficile provare empatia per chi è morto e per chi rimane. Mi sembra normale che non tutti debbano vivere e che qualcuno possa morire. Non sto dicendo che intendo negare il diritto alla vita, per me rimane inalienabile, tuttavia sto dicendo che per gli equilibri che si sono creati in questo paese, c'è chi fa di tutto per salvare vite, per gli altri, senza chiedere nulla in cambio, poi negli ospedali arrivano gli incompetenti, i raccomandati e gli incapaci, di conseguenza per paradosso, chi ha fatto di tutto per il diritto alla vita, di vita perde la propria, come è successo alle persone che mi sono venute a mancare. Non vi chiedo di immedesimarmi in me, quanto meno vi auguro di provare ciò che da anni sto provando io. Il mio senso di morale resta intatto? Eccessivo o difettoso? Non mi importa cosa pensate di me oggi, dopo ciò che ho scritto. L'esperienza mi insegna che nonostante le vostre vite perfette, i bei sorrisi, i vostri fantocci e valori propinati dalle vostre famigliole "mulino bianco" o non… domani morirete. Se non morirete domani, morirete oggi, non sarò certo io a pagarvi il funerale o a rimpiangervi. Grazie in anticipo per le risposte (anche per quelle scortesi). Saluti

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