Psicoterapia

La psicoterapia dei disturbi emotivi comuni

contattami

Condividi su:

  • Perchè le persone si rivolgono alla Psicoterapia?
  • Con quali aspettative e quali domande?
  • E quali sono le difficoltà che si incontrano in un percorso di analisi?



Solitamente, quando si pensa alla psicoterapia ci si riferisce spesso ad una idea di diagnosi e cura di un problema psicopatologico. Si immagina che una persona che soffre di ansia o depressione si rivolge ad un esperto per “curare” questi mali.
In realtà la situazione è molto differente. Svariate ricerche effettuate nei CSM, ovvero nei Centri di Salute Mentale, hanno evidenziato quanto la domanda di psicoterapia sia orientata da problematiche che riguardano la convivenza tra le persone e le difficoltà a promuovere sviluppo nei contesti d’ appartenenza. Semplificando, potremmo dire che le persone vanno in terapia non perchè soffrono di un disturbo mentale specifico, ma perchè hanno dei problemi nel rapporto con le loro emozioni in relazione a rapporti interpersonali.

Si tratta, appunto, di “disturbi emotivi comuni” che implicano la difficoltà, ad esempio, a saper stare dentro una relazione d’amore, o in un rapporto amicale; altre volte può riguardare la difficoltà nei contesti di apprendimento, quale la scuola o l’Università o nei contesti lavorativi. Si tratta di domande che rispecchiano il bisogno di dare senso alla propria vita emotiva, di costruire delle priorità attribuendo valore alla propria identità e alle proprie relazioni.

Lo Psicoterapeuta, quindi, non ha come clienti dei “depressi o degli ansiosi”, ma si confronta con le emozioni, con i progetti, i desideri e i vincoli dell’altro. Altro che non può essere declinato e forzato dentro la nomenclatura psichiatrica. La psicoterapia è un processo volto alla promozione dello sviluppo del “pensiero sulle proprie emozioni”. Molte volte questo “prodotto” non è qualcosa di visibile e tangibile. Si tratta di aiutare il cliente ad acquisire degli strumenti di riflessione sulle proprie emozione. Una delle parole che associo al processo di analisi psicoterapica è appunto quella di resoconto. Rendersi conto, accedere alla consapevolezza; chiarirsi le idee significa sostanzialmente aver chiare le proprie emozioni e poter guardare ad esse con comprensione.

Il percorso analitico quindi non come cura di una patologia ma come sviluppo della competenza a conoscersi. Sono due strade diametralmente opposte. Una persegue come obiettivo il conformismo, l’altra lo svelamento della propria equazione personale. Il cliente dello psicoterapeuta è quindi un cliente con una domanda di sviluppo non “ortopedico” ma si sviluppo del proprio modo di vivere i rapporti, con se stessi che con gli altri.

Per maggiori info: http://cespigroma.wordpress.com
http://www.marcoventola.it

Condividi su:

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Psicoterapia"?

Domande e risposte

Psicoterapia e giocosità

Salve, mi sono reso conto che un elemento per me imprescindibile in un rapporto psicoterapeutico, ...

4 risposte
Andarsene di casa: significa davvero voler fuggire?

Salve a tutti, sono un ragazzo di 22 anni e sto pensando di andarmene di casa. Sono in terapia da ...

6 risposte
Lo xeplion è indicato per la sindrome di Asperger?

Salve sono un ragazzo di 26 anni affetto da SA, lo psichiatra mi ha prescritto lo xeplion, ma andand ...

2 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.