Scopi e funzionamento della Psicoterapia ad indirizzo analitico

La Psicoterapia è innanzitutto un processo dialettico e co-costruito, con un professionista psicologo che ha acquisito una specifica formazione ( formazione in psicoterapia)  basata sull'utilizzo di un particolare approccio o tecnica, di cui ci si avvale in presenza di sintomi psicopatologici, psicosomatici o difficoltà relazionali generalizzate.

In questo articolo non intendo  soffermarmi sulla differenza tra  la figura di psicologo e psicoterapeuta e neppure sulle diverse tipologie di approccio,  che ovviamente si fondano su una diversa idea di uomo e del suo funzionamento. Intendo invece fare un affondo in particolare sul funzionamento e sullo scopo della psicoterapia analitica, approccio che utilizzo nella mia pratica professionale.

Scopo principale del percorso di terapia è in prima battuta l'alleviamento dei sintomi che la persona porta e che l'hanno indotta a chiedere un consulto.

Per raggiungere tale obiettivo la Psicoterapia Analitica si basa sull'analisi delle difese inconscie che l'individuo ha eretto nel corso della sua esistenza, per far fronte ad esperienze più o meno traumatiche vissute prevalentemente nell'infanzia,  e che sono l' origine  del comportamento disfunzionale e del modo distorto di percepire se stesso e la realtà che lo circonda. In altri termini non cura un  "sistema" sbagliato del passato ma tenta di ridefinirne in un senso più funzionale gli effetti nel presente, favorendo l'elaborazione di tali esperienze, la presa di coscienza e la messa appunto di un modello di risposta più adattivo e propositivo.

 C.G. Jung, fondatore di questo approccio di terapia del profondo, ipotizza che l'inconscio sia costituito da un inconscio personale in cui sono depositate tutte le esperienze e le istanze individuali di cui non siamo consapevoli ma che guidano, come un regista occulto, il nostro pensiero e comportamento, ed un inconscio collettivo in cui sono raccolte tutte esperienze e le istanze collettive che riguardano la specie umana e la cultura di appartenenza, sotto forma di archetipi ossia modelli primitivi, arcaici e precostituiti di comportamento. Gli archetipi arrivano a noi tramite le immagini archetipiche raccolte nei miti, nelle fiabe, nelle leggende e a volte anche nei sogni. Le immagini archetipiche ci servono per comprendere meglio il nostro comportamento, inoltre uno dei temi archetipici più importanti, presente in tantissimi miti e racconti popolari è il tema del viaggio dell'eroe che spiega metaforicamente il processo di individuazione, fine ultimo della psicoterapia analitica, ossia il divenire ciò che si è, liberi da difese inconscie, da costrutti sociali castranti e omologanti che ostacolano l'espressione più autentica di Sé, mobilitando e alimentando la nevrosi.

Secondo l'approccio analitico i sintomi e le manifestazioni di disagio emotivo altro non sono che segnali che ci indicano simbolicamente ciò che il nostro Sé, la parte più intima e profonda di noi, già conosce, qualcosa che non funziona più e la strada da intraprendere per il cambiamento. Pertanto i sintomi non vanno repressi ne soppressi, ma compresi, accolti e ascoltati, affinché possano essere elaborati e risolti, attraverso il ri-orientamento del comportamento cosciente. Ciò viene messo in pratica mediante la narrazione di Sé, della propria storia, l'analisi dei sogni e delle fantasie dell'individuo al fine di ri-costruire un senso di sé nuovo e completo, in cui il terapeuta riveste il ruolo di alleato delle parti "buone" a supporto e a sostegno delle "parti sofferenti".

Consapevole del fatto che un articolo divulgativo non possa essere esaustivo su una tematica talmente complessa, pena la tediosità del testo e il rischio di perdersi in lungaggini speculative, rimando alla breve bibliografia che segue eventuali approfondimenti.

 

Breve bibliografia:

-Ricordi sogni e riflessioni di C.G Jung

-L'inconscio di C.G. Jung ed.Mondadori

- L’uomo e i suoi simboli di C.G. Jung

-Vita e opere di C.G. Jung di Barbara Hanna

-La Psicologia di C. G. Jung di J. Jacobe ed. Bollati Boringhieri

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