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Come reagire a una situazione difficile tra i miei genitori?

Vorrei parlare di una cosa che mi è appena successa… sostanzialmente i miei genitori hanno una relazione complicata da tempo, stanno insieme da tantissimo e litigavamo spesso. Poi mio padre ha iniziato ad avere sospetto riguardo una relazione esterna (a lavoro) di mia madre, e sembrava la seguisse per capire e anche che avesse trovato delle cose “certe”, a quanto ne so lei non ha mai ammesso ma ci litigavano tanto su. Poi circa due anni fa mia madre ha scoperto che mio papà aveva una relazione da 5 anni, a quanto pare solo “fisica” e affetto, niente di più serio. Sono passate delle settimane infernali, tante liti, si erano separati (non divorziati). Non sono mai andati a vivere separatamente, sempre vissuti a casa nostra. Col tempo le cose sembravano essersi sistemate, noi non sapevamo come (ho due sorelle più grandi), ad episodi alterni ci avevano detto che ci avrebbero riprovato. Da allora le cose vanno bene e sembrano felici, anche se ogni tanto ci sono dei comportamenti che noto della mamma che mi fanno pensare non sia innamorata del papà e in papà comportamenti un po’ distaccati, un po’ triste, ma è anche lui fatto così. Comunque davvero si stava bene, solo che oggi, notando da tempo che la mamma scriveva nascondendo un po’ il telefono a questo suo collega, ho guardato i messaggi e sostanzialmente ho scoperto che hanno una relazione. O meglio, si chiamavano amore, piccina, ecc, scriveva “ho voglia di te” e anche altre cose un po’ sessuali. Mama tanto attaccata mi sembrava come al solito, lei da sempre sente “mancanza di affetto” e lo cerca molto. Non so affatto cosa fare perché non so quale sia la situazione tra di loro, non so se parlarne con la mamma, dirle che lo so, parlarne con mie sorelle (o con una di loro che è un po’ meno fragile in queste cose). Col tempo ho anche imparato a stare bene a prescindere da questo e a capire che la loro relazione non è un mio problema, però naturalmente se ci penso mi sento un po’ un fallimento, visto il fallimento del loro rapporto, un po’ sbagliata, di poco valore. Mi dispiace pensare al papà che sia triste, se è triste; e mi dà un po’ d’ansia .

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Come superare la situazione con i miei genitori?

Salve, sono una ragazza di 19 anni. da circa tre anni ho un problema con i miei genitori. Circa due anni fa ho detto a mio padre di essere lesbica e della mia relazione. Mio padre avendo una mentalità di paese la Prese male e mi disse che dovevo lasciare la mia ragazza immediatamente e non mi fece uscire di casa per una settimana, a quel punto gli feci credere di averla lasciata. Intanto lo dissi pure a mia mamma la quale la prese meglio e mi promise di non dirlo a mio papà. L'anno scorso stufa di tenere il segreto provai a digli a mio padre che non la avevo lasciata e che stavamo ancora insieme nella Speranza avesse cambiato visione, Così non è stato, ha iniziato ad essere ostile con la mia ragazza, prevenuto nei miei e suoi confronti, a non rivolgerle più la parola e a non permetterle più di venire qui a casa nostra, nessuno mi viene in contro per trovare un punto di incontro. Mia mamma tra l’altro non sta pienamente dalla mia parte perché forse si sente in soggezione da mio padre. Io vorrei solo che i miei genitori capissero quanto per me è importante questa relazione e quanto amo la mia ragazza e che quindi non mi impedissero di vivere serena. Mio padre un giorno mi disse pure che loro non mi avevano cresciuta così. Non è un uomo cattivo mio padre ma da tre anni a questa parte è molto severo nei miei confronti non mi ascolta. Stiamo facendo come famiglia un percorso da uno psicologo ma mio padre non sembra mettersi sufficientemente in discussione tanto che lui stesso disse che non gli piacciono i cambiamenti e mettersi in discussione. Non so più cosa fare sinceramente.

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Bambino di 4 anni piange dicendo che non vuole mangiare, anche se ha fame!

Buonasera, La mia bambina di 4 anni non ha mai mangiato tanto. Non prova interesse per il cibo ma fino a poco tempo fa, tra alti e bassi, ha sempre finito a pranzo e cena il suo piatto (max 50 gr di pasta con pesce o carne o legumi e verdure). La sua crescita è lenta(pesa 13,5 kg ed è alta 94 cm). Da un paio di mesi però non vuole più mangiare. Io credo che sia una questione psicologica perché la mattina si sveglia già dicendo che non vuole mangiare nulla per tutto il giorno. Le ho sempre preparato da mangiare ma quando arriva l'ora del pranzo inizia a piangere e dire che non vuole mangiare, anche se 5 minuti prima mi aveva detto di aver fame. Mi dice di non arrabbiarmi o a volte mi dice di arrabbiarmi...secondo me lei ha capito che questa cosa mi crea ansia e mi fa rabbia e quindi in questo modo cerca di tenere il controllo. Poi se io non do troppa importanza alla cosa, lei finisce anche il piatto. Vorrei capire come devo comportarmi e come evitare che faccia questi "capricci"...

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Fratellino minore e comportamenti strani

Buongiorno sono da poco diventata mamma di un secondo bimbo. La sorellina maggiore però mi sta dando non poco da fare: dalla settimana successiva al rientro dall ospedale dopo il parto ha iniziato a graffiarmi, darmi schiaffi senza motivo... Tra l altro con "cattiveria" se così si può definire. Anche con il fratellino ha atteggiamenti simili: lo accarezza, gli dà qualche bacino ma subito dopo un piccolo schiaffo o pugnetto.non gli ha mai fatto male sia chiaro ma la cosa mi spaventa un po'solo per il fatto che lei, a 3 anni, non sa ancora che può veramente fargli male. All inizio l ho affrontata sgridandola d istinto ma dopo ho cercato di avere un approccio diverso...cercando di farle dire come mai se la prendeva così con la mamma e il fratellino e che anche se lo faceva ...la mamma le vuole bene lo stesso.purtroppo continua a farlo anzi con me sembra più manesca. Ha anche manifestato un altro disagio: non vuole più tenere su di notte il pantalone del pigiama e a volte si lamenta che le mutandine le danno fastidio. Ho provato diversi tipi di slip ma con tutte il problema rimane. Inoltre continua a tirar giù le mutande anche di notte e grattare il sederino fino a farsi comparire qualche piccola crosticina. Io e mio marito le abbiamo provate tutte: abbiamo provato a dirle che se continuava le croste peggioravano e poi dovevamo portarla dal dottore...poi le abbiamo messo una crema e invitata a non grattare perché se no la tirava via ...fino ad un certo punto a sgridarla x farli tener su anche xe dormendo con le chiappe al vento si è presa già un bel raffreddore. Lei reagisce sempre con delle crisi isteriche di pianto. È sicuramente un periodo stressante per lei, tra l arrivo del fratellino e l inizio dell' asilo (dove va volentieri e socializza con tutti)...e penso che questi comportamenti siano dovuti a queste cose però non so più cosa fare per farla stare bene. Aiuto!

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Bambino di 5 anni difficoltà di socializzazione e rispetto delle regole

Mio figlio ha quasi 5 anni, inserito in una sezione eterogenea di 25 bambini (8 della sua età e 16 di 4 anni). Le insegnanti ci hanno suggerito di cercare un confronto e un aiuto per delle problematiche riscontrate che loro stesse, provando diverse strategie, non sono riuscite a migliorare.Mattia ha un'ottima proprietà di linguaggio, con buone capacità deduttive in linea con la sua età per quanto concerne l'autonomia fisiologica e le capacità cognitive.Da quanto osservato dal 2019 ad oggi, il bimbo presenta difficoltà nella gestione e nella relazione con il pari, non riuscendo a stabilire un legame con i bambini della sua stessa età, e un confronto, senza che esso evolva in conflitto: dove ci sono più bambini ha difficoltà ad inserirsi nelle regole del gioco e finisce ad isolarsi senza impegnarsi nel partecipare al collettivo. In genere appare più a suo agio con i più piccoli con i quali può decidere le modalità di gioco. A scuola conosce le regole e i tempi delle routine della classe ma le rispetta con fatica.Durante le attività proposte, che siano di ascolto o realizzazione di una consegna, appare non coinvolto né partecipe, spesso interrompe insegnanti e compagni cercando di attirare l'attenzione su di sé e se ripreso non sembra dispiaciuto e continua nel suo atteggiamento.È molto incentrato su se stesso e sulle proprie necessità, richiedendo una risposta immediata alla proprie esigenze e lamentando insofferenza finché queste non vengono soddisfatte dall'adulto.In famiglia ha subito indirettamente diversi stress famigliari;io, la mamma, ho sofferto di attacchi di panico e depressione in passato e ho problemi di ipocondria (magari la mia superattenzione verso di lui e la paura che si faccia male lo ha in qualche modo condizionato). Come genitori non riusciamo a trovare una linea educativa in comune e spesso ci scontriamo per questo.Mattia è molto attaccato a me, è un bambino estremamente affettuoso e sensibile. Cerca un abbraccio in tutti i suoi amici e spesso non viene compreso e ricambiato( ci rimane male e mi chiede come mai non vogliano farlo).Da circa un anno è nato il fratellino, al quale è molto affezionato ma verso il quale prova ovviamente gelosia.Nonostante la sua intelligenza a volte sembra preferire essere trattato come se fosse più piccolo: vuole essere imboccato, fa i capricci, la notte ancora non vuole togliere il pannolino.Quello che più ci preoccupa è che il prossimo anno andrà alla materna e non sappiamo come affronterà i rapporti con una classe di coetanei e un ambiente dove viene richiesta maggiore attenzione e rispetto delle regole.Come e con chi possiamo affrontare questa situazione?

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Situazione familiare complessa e sorella con problemi

Salve psicologi, sono una ragazza di 22 anni. La mia situazione familiare è molto complessa a partire dal fatto che in casa siamo mia madre, mio padre e 4 figli, io sono la più grande. Molti anni fa sia io che mia sorella che attualmente ha 17 anni abbiamo sofferto di problemi legati a autolesionismo e DCA. Adesso, dopo un paio anni di terapia stiamo bene, ma c'è mia sorella di 14 anni che sta affrontando un periodo troppo strano di cui non riusciamo a comprendere le vere e proprie motivazioni. Lei, a detta degli psicologi, ha sviluppato una grave forma di dipendenza da schermi (telefono, tablet, computer, TV, videogiochi) dai quali non si stacca nemmeno nel momento del pranzo o della cena, e se qualcuno glielo dice inizia a minacciati con frasi tipo "ti ammazzo, vattene da questa casa, schifosi" e altre frasi isteriche e deliranti, non vi dico cosa succede quando qualcuno tenta di levarglieli a forza, si chiude in bagno, piange, sbatte le porte, urla, ha delle vere e proprie crisi isteriche. Ormai la cosa va avanti da anni, e nessuno, tranne me che all'inizio, notavo già qualcosa di strano in lei, ci faceva troppo caso. Forse perché i miei sono stanchi dei problemi. Adesso non le si può dire più nulla, ha sempre la faccia imbronciata ed è raro vederla ridere, se non quando videogioca con qualche amico, a volte arriva a mangiare cose in quantità enormi e quando le diciamo che è sbagliato perché non le fa bene e perché in casa siamo in 6, lei inizia ad assumere gli atteggiamenti isterici, deliranti e violenti descritti prima, questo accade quando le si dice una qualsiasi cosa tipo "aiuta ad apparecchiare" oppure "butta le cartacce" o altri. Addirittura mia sorella non è più andata a scuola per mesi perché ogni mattina arrivava a svegliare il vicinato a causa delle sue crisi e i miei non sono capaci di gestire queste crisi. Lei è seguita da uno psicologo, ma a parte dirci che ha un problema di dipendenza e darle dei farmaci, non ha detto altro e a me lei non sembra migliorata, anzi. Lo so che la colpa principale è dei miei genitori, ma mi chiedo ogni volta come una bambina normale sia arrivata a questo punto e soprattutto perché. Questa situazione mi stressa molto, mi fa sentire frustrata e impotente, vorrei che facesse un percorso più mirato, che i miei fossero meno buoni e che non gettassero la spugna, ma hanno detto che ormai la situazione è questa e va accettata, io non ce la faccio perché sogno un'indipendenza, una felicità, sto bene fuori casa, ma penso spesso alla situazione che c'è la dentro, vorrei vederli felici e vorrei poter vivere nella normalità, vorrei poter invitare un amico senza doverlo imbarazzare per la situazione anarchica che ho in casa, vorrei che mia sorella tornasse a stare bene perché sono troppi anni che sta così e le cose vengono prese sotto gamba, ho paura per il suo futuro perché si comporta come una bambina neonata, non ragiona più, sembra una pazza. Scusate per lo sfogo finale.

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Disagi di un bambino di 5 anni

Buongiorno, vorrei descrivere una preoccupazione che mi assale riguardante il mio bambino di 5 anni e mezzo non ancora compiuti, che abbiamo iscritto in prima elementare, da anticipatario. Il bambino è molto intelligente (legge, scrive e conosce cose che i bambini alla sua età nemmeno immaginano: pianeti, bandiere, capitali, ecc.). E' di carattere introverso al primo approccio, ma una volta a suo agio è un vulcano sia con i grandi che con i suoi coetanei (anche se preferisce giocare con un amico alla volta e mai con più di due-tre). Entusiasta di frequentare la prima elementare, in quanto desideroso di conoscere cose nuove, nei primi giorni non ha dato problemi; dopo 3-4 giorni ha iniziato a bloccarsi davanti alla scuola e ha iniziato a piangere non volendo entrare in quanto affermava che non gli piaceva la scuola, si stava troppo tempo, ecc.; una volta calmato, poi durante la mattinata scolastica, non dava nessun problema risultante pure brillante nelle attività scolastiche e pure a casa è entusiasta di far vedere le cose che ha fatto a scuola. Ora ultimamente, questo blocco, con gli annessi pianti capita spesso e sto iniziando a preoccuparmi, perchè credevo che capitasse il contrario (cioè con il tempo pensavo che si abituasse e non che aumentassero i pianti). Contemporaneamente lo avevo iscritto alla scuola calcio, proprio per farlo stare in mezzo ai bambini oltre perchè gli piace tanto giocare: però ugualmente, appena deve mettere piede nel campo e andare con il mister e i compagni, si blocca ed inizia a piangere dicendo che se ne vuole andare. Inizio a pensare che c'è qualcosa che lo blocca e non gli permette di fargli fare le cose che gli piacciono. Che consiglio mi date??? Vi ringrazio di cuore.

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Bambina diversa da quando frequenta l'asilo

Buon giorno,La mia bambina ha iniziato l'asilo da circa 2 settimaneI primi giorni di inserimento sono stati un po' pesanti, non accettava il fatto che io (mamma) la lasciassi per stare da sola all'asilo ma per fortuna passati i primi giorni ha iniziato a socializzare e ad andarci volentieri.Ora ogni sera prepariamo insieme i suoi vestiti l'avviso che il giorno dopo andrà all'asilo con il papà poi lui andrà al lavoro lei giocherà con i suoi amici e le maestre e dopo il pisolino io l'andrò a prendere e passeremo del bel tempo insieme.Ha accettato la cosa e ci va volentieri tutta felice e contenta di vedere la sua amichetta ma quando torna a casa non mi sembra più la solita bambina di prima.È "capricciosa" dispettosa, non accetta nessuna regola che prima accettava tranquillamente è un continuo "voglio questo, voglio quello" e ha crisi di pianto e urla se non ottiene ciò che vuole e questa cosa mi sta un po' preoccupando non ha mai fatto così .Il papà non può fare niente se ad esempio chiede dell' acqua e la prende lui per dagliela anche lì inizia a piangere disperata con delle crisi di pianto inizia proprio a dire "papà no io non la voglio voglio la mamma la mia mamma mi deve dare l'acqua" non accetta nulla dal papa solo da me.Io lavoro e quando torno dal lavoro e loro sono stati insieme, il mio compagno lo vedo proprio disperato non lo ascolta piange tutto il tempo glie ne combina di tutte e lo porta proprio all esasperazione.Premetto nel dire che la bambina è sempre stata con me fino ai 2 anni e mezzo per poi appunto andare all'asilo e non ha mai accettato molto le regole o le cose dette dal papà già da prima ma non l'ho mai vista così irrequieta così dispettosa e disubbidiente.Non capisco cosa le stia prendendo, ogni giorno e un continuo pianti urla per ogni minima cosa e non so più come comportarmi.Io cerco sempre quando vado a prenderla di passare del tempo di qualità con lei giochiamo ci coccoliamo gli racconto qualche storia mi cerco di far raccontare da lei cosa le passa per la testa e delle sue giornate cuciniamo insieme, insomma cerco di stare più tempo con lei.Noto in lei che un po' le manco, lo noto dagli abbracci che mi da forti, intensi come se non volesse mai lasciarmi mi chiede un bacio e subito dopo me ne chiede un altro stringendomi forte a lei.Però non capisco tutto questo suo comportamento da dove arriva.Può essere associato all' inizio dell' asilo e dal.cambiamento appunto delle nostre abitudini di prima? Lo stare insieme prima H24 e adesso comunque aver iniziato l asilo e avere meno tempo per noi?È una cosa passeggera? Posso fare qualcosa per migliorare questi suoi nuovi atteggiamenti?Grazie per la vostra risposta Francesca.

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