Domande e risposte

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Bambino di 3 anni che si lagna per tutto.

Buongiorno a tutti, sono una mamma di un bimbo di 3 anni e incinta al settimo mese. Mi rivolgo a Voi perchè è un periodo che mio figlio si rifiuta di fare qualsiasi cosa che gli venga proposto cominciando a gridare come un matto per avergli detto andiamo a fare la pipi oppure andiamo a mettere il pigiama oppure andiamo a vestirci, a meno che non si trova un compromesso. Ora mi reputo paziente come mamma ma mi rendo conto che non posso scendere a compromessi per fargli fare le cose quotidiane e a 3 anni quasi ovvie come la pipi o il bere o il vestirsi. I primi sintomi di lagna sono cominciati dopo una settimana che andava nella nuova scuola. Ogni santa mattina da due mesi a questa parte non gli possiamo nominare la scuola che comincia a lagnarsi e ad urlare e piagnucolare. La cosa che ci consolava è che le maestre ci hanno sempre parlato di un bimbo educato e che quando entrava a scuola si divertiva ed era sereno. Ultimamente la lagna e le urla sono per tutto a partire dalla pipi al mattino, poi per la colazione, poi per il grembiule, al ritorno da scuola si lagna se non gli fai fare quello che vuole lui o se la nonna lo porta a casa loro piuttosto che a casa nostra, si lagna se gli si dice di andare a fare la pipi, se gli si dice della doccia, se gli si dice del pigiama fino a sera. Mi rivolgo a voi oggi perchè anche le maestre ci dicono proprio stamattina che lo fa anche a scuola, si punta che non vuole fare quello che gli viene richiesto tanto che lo stanno mettendo nella classe dei più grandi per vedere come andrà e perchè lui da quello che ho capito tende sempre ad andare con i più grandi. Questa volta non so davvero cosa devo fare. Grazie per l'aiuto in anticipo.

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Rapporto con i miei genitori

Salve, sono una ragazza di 27 anni che ha sempre avuto difficoltà a volersi bene ed accettare se stessa. Innanzitutto per il confronto con mia sorella, lei è sempre stata quella che eccelle a scuola e che aveva diverse capacità (suonava il pianoforte, sapeva cantare ecc) e io mi sono sempre sentita quella incapace e manchevole, con nessun particolare talento o capacità, e ciò era evidente soprattutto da parte dei miei parenti più che dai miei genitori. Ho sempre manifestato questo mio disagio e i miei genitori hanno sempre negato che preferissero mia sorella a me. In più per anni (dalle elementari alle superiori) sono stata vittima di bullismo e nessuno mai ha preso le mie difese in particolare i miei insegnanti che hanno sempre preferito lavarsene le mani nonostante il mio malessere e la mia sofferenza fossero evidenti. I miei genitori (in particolare mia madre) hanno cercato di parlarne a scuola ma è stato tutto inutile, anche se penso che avrebbero potuto fare di più. Tutto ciò ha contribuito a fare di me una persona fondamentalmente insicura di sé stessa, e che ancora non ha concluso un bel niente nella vita (sono fuoricorso all'università da anni). Per un anno sono stata in terapia da una psicologa e ciò mi ha aiutata molto, ma mi rendo conto che alcuni risultati raggiunti si stiano vanificando, forse a causa della pandemia e del fatto che sono sempre chiusa in casa. Non so se sia solo una mia sensazione, ma credo che i miei genitori non mi capiscano per davvero e che spesso siano indelicati nei miei riguardi, nonostante sappiano le diverse difficoltà che ho avuto, non so se è per un limite loro oppure perché di fatto non gli importi nulla di me. Vi ringrazio anticipatamente!

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Problemi relazionali con figlia di 4 anni

Ho sempre voluto molto bene a mia figlia di quattro anni, e l'ho sempre abbracciata e baciata. Lei mi ricambia a volte in modo troppo fisico. Ad esempio quando sono a letto mi salta continuamente addosso e non c'è modo di farla desistere. Non è mai stata molto tranquilla, è sempre agitata, in alcuni momenti della giornata molto agitata. Il problema è che non accetta di fare nulla da sola e vuole continuamente attenzione. È sempre a fare casino e alza la voce, non ci riesce di farla stare buona. Ultimamente mi è davvero difficile starle vicino, se la prendo in braccio o le do un bacio comincia a mettermi le mani in faccia, a darmi fastidio in ogni modo e sono costretta a evitarla, col padre lo fa molto meno. È figlia unica, con noi molto spigliata ma con i compagni dell'asilo è timida. Frequenta tra l'altro una logopedista perché parla molto ma non si capisce sempre quello che dice. Un altro grosso problema è che abbiamo tolto il pannolino da quasi un anno, e nonostante sappia usare il water, la maggior parte delle volte per fare la cacca scappa via nascondendosi e la fa addosso. Se proviamo a mandarla in bagno si arrabbia e non la fa. Da qualche giorno ha ricominciato a bagnare il letto di notte, siamo molto privati... Mi sembra lo faccia per dispetto. Come dovremmo comportarci per risolvere?

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Sembriamo un nucleo monogenitoriale, il padre non partecipa

Buonasera, cerco di raccontare brevemente la situazione Viviamo insieme da 7 anni, con due bambini: 3 anni e quasi 5 anni. Dalla nascita del primo figlio i rapporti sono andati deteriorandosi: non voleva occuparsene in alcun modo, ma all’inizio dava la colpa alla cardiopatia del bimbo e quindi, secondo lui, ad un’eccessiva fragilità che dovevo gestire io (visite, ricoveri ed intervento compreso) Dopo qualche mese di tregua emotiva desideriamo fortemente un secondo figlio e, seppur rimanendo freddo con noi “partecipa” alla gestione e cura della famiglia Con l’inizio della pandemia, però, pur potendo prendere il congedo parentale si rifiuta di accudire i bambini, motivo per cui (con nido e scuola materna chiusa) mi trovo nella condizione di non poter lavorare per diversi mesi (ma fortunatamente essendo autonoma sono riuscita a riprendere almeno solo la mattina non appena hanno riattivato i servizi per l’infanzia) Da lì la relazione con me e i bambini inizia a precipitare: non gioca con loro, li allontana, mi lascia il carico di gestire nell’interezza le loro attività, le visite del grande, le spese (abbiamo conti separati), la casa, ribandendo più volte che viveva meglio quando non c’eravamo. Ha sempre rifiutato l’idea della terapia di coppia, pur notando lui stesso che anch’io inizio ad allontanarmi. Mentre per il lavoro (quando la scuola è chiusa) e la spesa riesco ad organizzarmi grazie ai miei genitori che badano a loro come se fossero dei figli, mi trovo in difficoltà nel gestire le emozioni dei bambini nei confronti del papà Prima, forse complice il fatto che fossero più piccoli, non ci facevano caso, ora invece spesso non interagiscono più con il papà anche se tento di organizzare qualcosa insieme, e quando siamo soli mi dicono che è “un monello” perché non sta con loro e passa il tempo con la PlayStation o dormendo. Io inizio a sentire il peso di questa insofferenza e del carico del gestire una famiglia da sola, tanto da star valutando seriamente di chiedere la separazione, ma non so come spiegare loro questa situazione I bambini sono sempre solari e ben disposti quando propongo (o le maestre propongono a scuola) giochi, attività o anche solo un momento di coccole, ma quando fanno giochi di ruolo tra loro ignorano la figura del papà, oppure quando verbalizzano le loro emozioni mi dicono che sono arrabbiati con lui. Come spiegare perché il papà non gioca con loro o non li abbraccia, senza ferirli? Sono intimorita a chiedere la separazione perché da una parte temo che lui semplicemente sparisca, e dall’altra temo che la loro rabbia nei confronti del padre possa inficiarne uno sviluppo sereno se non so come “incanalarla” in modo costruttivo.

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Come tutelare un bimbo piccolo, dopo che il padre è tornato all'estero

Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni, mamma di un bambino di 2 anni che si chiede come sia meglio agire per il bene del figlio, dopo che, suo padre, mio marito, ha preso la decisione di tornare nel suo paese ( fuori Italia) per varie motivazione. Vorrei spiegare nel modo più breve ma è impossibile ..i piani nostri, anche prima che rimanessi incinta, sono sempre stati quelli di andare a vivere in un paese nella quale ci sono maggiori opportunità lavorative e per un futuro stabile e normale ..e non nel paese del padre di mio figlio ( serbia) ..rimango incinta e i nostri progetti devono realizzarsi il prima possibile. I miei genitori ci danno l' opportunità di vivere con loro qui in Italia ( dove io ho sempre vissuto) finché il padre di mio figlio non impara un po' la lingua, ottiene i documenti e un lavoretto iniziale . Nostro figlio nasce nel 2018, ci sposiamo qui in Italia nel 2019 e ottiene i documenti necessari per poter rimanere qui e poter lavorare in regola. La convivenza è stata molto dura, perché il padre di mio figlio non accettava nemmeno un consiglio da parte nostra e vedeva tutto come una provocazione o un immischiarsi nella nostra vita di coppia ..i consigli erano inerenti alla lingua per lui nuova da imparare. Mai una volta si è seduto con me per imparare la lingua, sostenendo impossibile per lui ..impossibile abituarsi in un altro stato, impossibile stare con i miei genitori e motivazioni varie a mio parere superficiali dal momento in cui ha un figlio a cui pensare. Finalmente mio padre (periodo novembre /dicembre 2019) riesce a farlo lavorare nella ditta in cui lavora per un paio di mesi, nonostante non sapesse l italiano, parlava inglese con colleghi stranieri. arrivano le ferie di Natale e lui decide di andare nel suo paese a farle da suo padre. Al lavoro gli era stato detto che avevano l intenzione di assumerlo a gennaio, cambiando loro magazzino, il tutto salta per quel periodo per motivazione di mal organizzazione a lavoro. dopo di che più volte mi sn proposta di trovare io un lavoro full time per andare a vivere da soli, lui avrebbe tenuto nostro figlio a casa e magari sarebbe stato più a suo agio e si sarebbe finalmente dedicato alla lingua, della quale non puoi fare a meno se vuoi vivere qui. Mai accettò nemmeno ciò, usando sempre le stesse motivazioni ...del tipo: il non riuscire ad abituarsi, il blocco della lingua, il non avere nessun altro qui, sostenendo che lui una casa la in Serbia ce l' ha e che non sarebbe stata vita per lui qui ...premetto che in Serbia uno stipendio medio si aggira sui 250/300 al massimo 400€ al mese ...se ti va bene ..perciò ho sempre escluso di andare a vivere la, perché a mio figlio voglio garantire un futuro migliore ...la situazione in casa non mi piace, quasi ogni giorno si svegliava tardi, non stava intorno a nostro figlio quanto un padre farebbe avendo tutto il tempo a disposizione ..sta spesso chiuso in camera, spessissimo se non quasi sempre ho portato fuori a passeggio nostro figlio da solo ...insomma a parer mio non stava facendo il suo dovere e si focalizzava di cose assurde ..passavano più tempo i miei genitori col bambino che lui ( nonostante lavorassero tutto il giorno). I miei hanno sempre teso una mano verso di lui, con consigli che un nonno, un genitore e come persone che si occupano di tutto al momento hanno diritto a dare. Lui ha sempre visto tutto come provocazione o odio ..non si è mai messo nella posizione dei miei genitori che spesso vedevano che non mi parlava in casa, che stava chiuso in camera e non stava intorno al bambino come doveva ..nonostante lui dicessi di voler un bene immenso a questo piccolo. Ciò non lo metto in dubbio ..ma le azioni dove sono? I sacrifici? Tutti abbiamo fatto qualcosa tranne che lui ..io ho iniziato a lavorare il fine settimana la sera e alcuni giorni durante settimana in un ristorante da dicembre 2019..a febbraio circa fa le valigie e esce di casa senza dire nulla nemmeno ai miei genitori, mia madre era presente e quando lo vide con le valigie che usciva gli chiede che sta facendo: la risposta è stata che qui non c è vita per lui ...dopo nemmeno un ora torna e viene riaccolto, senza che nemmeno venisse affrontato l argomento tra loro.( Mio padre non sapeva nulla) arriva il lockdown e la situazione in casa peggiora e una sera il padre di mio figlio se la prende con mio padre ...preferisco non raccontare la dinamica ...sostenendo poi lui che non sopportava più nulla .. la mia rabbia è che la situazione poteva cambiare se solo lui avesse fatto qualcosa per cambiarla ...il padre di mio figlio, dopo svariati mesi che diceva che gli mancava casa sua e che non si trovava qui decide che come riaprono le frontiere sarebbe tornato al suo paese ..paese in cui non aveva nemmeno un lavoro ad aspettarlo. Mio padre passa sopra al litigio, nonostante fosse stato un litigio bello pesante. Io non ho più stima nei suoi confronti dopo tutto ciò e tante parole dette offensive nei riguardi di tutti noi, ma penso nuovamente che per mio figlio devo dargli un altra chance ..che magari avrebbe capito che stava sbagliando e che gli serviva più tempo per abituarsi, e che si sarebbe impegnato ..lo lascio fare ciò che crede e il biglietto viene prenotato per il suo ritorno la ..prima che partisse, la ditta citata prima, nella quale lavora mio padre e che lo aveva fatto lavorare un paio di mesi chiede di lui a mio padre ..i capi sapendo che stava per tornare al suo paese dicono che se sa con certezza che tornerà tra qualche mese sono disposti ad assumere una persona nel frattempo e poi assumere lui. gliene parlo e mai ha detto che avrebbe accettato al momento ..rimane un discorso in sospeso ...arriva il giorno che parte e vai via. . Spero sempre in cuor mio che la situazione non poteva peggiorare, ma che la distanza lo avrebbe fatto riflettere. Inizialmente ci si sente quasi normalmente, con un po' di frecciatine da parte sua nei nostri riguardi. Poi inizia il periodo nero, con offese pesanti nei miei confronti e della mia famiglia ..sostiene che l abbiamo allontanato da suo figlio, che è colpa nostra ..ma lui ha deciso ciò e questo non gli entra in testa ..sostiene di voler il bambino la per un periodo ( in piena pandemia eravamo ancora) ..io ovviamente mi rifiuto di far andare un bimbo di 2 anni senza madre, di fargli affrontare un viaggio in pullman e soprattutto in questo periodo ..lui diventa più arrabbiato, continua a farsi paranoie mentali sostenendo cose assurde ..si aggiunge il fatto che le frontiere vengono chiuse per chi arriva dalla Serbia. Cosa che a mio parere non cambia, dato che non aveva intenzione di venire a trovare il figlio qui in Italia, lo voleva la... Io non ho mai vietato di fargli vedere il figlio tramite telefono ecc , a mio figlio non parlo male del padre e non voglio fare nessuna guerra...credetemi che tante altre persone al mio posto si sarebbero comportate in altro modo e avrebbero chiuso ogni contattato. La mia domanda dopo questo papiro, è come mi devo comportare ? Cosa fare per tutelare questo bimbo...dopo la bellezza di mesi siamo arrivati a un punto in cui lui ha capito che magari certe cose le ha sbagliate e ora accetterebbe di stare a casa col bimbo finché non impara la lingua e la sottoscritta a lavoro . Ovviamente tutto ciò non a casa dei miei genitori ...io non ho accettato perché la delusione è stata grande, le offese indicibili...e le scuse a mio avviso sono ingiustificabili ...non ho più credibilità in lui e chi mi dice che di nuovo non si porrebbe il suo problema del non abituarsi in un altro paese ecc ..perciò la mia affermazione è stata , tu puoi venire tranquillamente qui a fare il padre anche se non vivi con me ..hai i documenti, impara la lingua e trovi un lavoro, come hanno fatto tanti altri . Poi per il futuro di coppia si vedrà e non è importante per me, intanto fai il padre ... La sua risposta è stata che sarebbe stato più facile in due ...e che da solo non ha modo...perciò è come se si rifiutasse di compiere ciò ..ma i sacrifici dove sono?! Nostro figlio non è una valigia che dovrà fare avanti e indietro per vedere il padre .. io sono contraria a ciò che vada li soprattutto così piccolo....secondo voi come dovrei comportarmi? Il bambino è abituato fin da quando è nato a me ovviamente e ha sempre vissuto qui ..ha un rapporto fantastico coi i miei genitori, l altra nonna ( la madre del mio compagno) è venuta a trovarlo una settimana a settembre ..lei vive in Germania ed è separata dal padre di mio marito . . Io non vieto nulla a nessuno, loro non centrano nulla, tantomeno mio figlio che merita di vivere tutti i nonni e i genitori ...ma se il padre è la ?! Non ho ancora avviato la separazione ma credo che mi converrebbe farlo ...la cosa mi spaventa dal momento in cui mi sembra di aver capito che lui il bambino lo vuole vedere la ...e so che non accetterà le condizioni che verranno stilate ..non so più come tutelare mio figlio e come rendergli il rapporto con suo padre più sereno possibile

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La figlia del mio compagno

Buonasera vi scrivo in quanto spero possiate aiutarmi. Sto insieme a un uomo separato e con una bambina di quasi 4 anni. Ci siamo fidanzati tre anni fa e conviviamo da due anni. Da otto mesi è nato nostro figlio. La nostra relazione va benissimo lui è un bravissimo padre lavora sodo e non ci fa mancare nulla. Il problema della nostra relazione è sua figlia. Tutti i mercoledì e un weekend alternato è con noi. Io ho dell' astio con la ex moglie che ha sempre fatto di tutto per tornare con il mio compagno e ancora ora con la scusa della bambina non fa altro che mandargli foto e scrivergli di continuo soprattutto quando sa che lui è con me. Il problema più grande è la bambina da quando sono rimasta incinta io, so che è brutto da dire, la odio. Non sopporto la sua presenza ( abbiamo anche comprato casa) e io questa la sento come casa nostra e lei non c'entra a nulla con noi. La sento un estranea sono infastidita che tocca le mie cose salta sul mio divano odio che tocca in giro provo gelosia che sua padre sia attenzioni a lei ho il rifiuto. Mi sto mi sta rovinando la vita. Al solo pensiero che lei deve venire da noi sto male. Prima mi tenevo tutto dentro ora quando suo padre non c'è gli rispondo male la sgrido e gli dico cose brutte che probabilmente lei nemmeno capisce. Lei all età di otto mesi è stata abbandonata dalla madre e l ha tenuta suo padre per un periodo sua madre l ha ripresa ma se n'è sempre fregata della bambina appena può la lascia dove può. Io non so se sfogo tutto il mio odio sulla bambina per l odio che provo verso la madre so solo che non posso continuare a vivere così tutte le volte che c'è lei litigo con il mio compagno perche litigo con sua figlia . Così faccio stare male tutti soprattutto mio figlio. La cosa che mi ha portato di più a odiare la bambina è stato appena ho partorito. Quella sera delle contrazioni avevamo la bambina con noi quando il mio compagno ha chiamato la sua ex per dirgli se poteva tenere la bimba è stato detto che lei era in giro ubriaca che non gliene fregava nulla del mio parto. Non è stato presente per colpa sua e nella mia quarantena eravamo in pieno lookdown e la ex non ha fatto altro che mollarci la bambina io volevo vivere solo la mia famiglia il mio bambino e il mio compagno in tranquillità cosa che con una bambina di tre anni la tranquillità era impensabile. Da una parte vorrei andarmene e non vivere più tutto questo non dover sopportare più la bambina dall' altra parte quella più forte è stare con il mio compagno perché ne sono innamorata persa e dare una vita serena a mio figlio. Ma con questa bambina che è cattiva maleducata non possono più vivere. A volte penso anche di scrivere a sua madre e dirgli le cose come stanno invece di dirgli che la sua bambina è buona per non dover litigare. Ho bisogno del vostro aiuto non so più dove sbattere la testa. Grazie

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Vorrei avere un consiglio con il rapporto tra me e mio figlio di 4 anni

Buonasera Vorrei avere un consiglio con il rapporto tra me e mio figlio di 4 anni. Ho una figlia più grande ( 7 anni). Quando è nato il secondogenito ho cercato di stare vicina a lei per non farle vivere l invidia del nuovo arrivato. Forse mi rendo conto che i primi anni ho dato meno attenzioni a lui e più alla primogenita. Lui si è legato molto al papà, tant è che ormai ha occhi solo per il papà. Parla solo con lui, chiede solo di lui, interagisce praticamente quasi solo ed esclusivamente con lui. Da qualche tempo a questa parte sto cercando di recuperare per recuperare il tempo perso... Sto cercando di ritagliarmi del tempo solo per lui e dei momenti in cui siamo solo noi due. Faccio i salti mortali al lavoro per andare a prenderlo a scuola materna, ma appena arrivo mi chiede dove è il papà... Per dormire la sera cerchiamo sempre di alternarci io e il papà, ma con grande fatica accetta di addormentarsi anche con me. Questo ovviamente non mi fa star bene perché mi rendo conto che faccio fatica a recuperare il tempo perso. Dal punto di vista educativo il papà è più paziente, più permissivo,io più rigida e più rigorosa. Questo ha avuto buon successo con la primogenita ma con lui invece ottengo l effetto contrario. Dall altro però è un bambino che spesso è nervoso, si arrabbia facilmente e in passato ha avuto anche comportamenti aggressivi, tirando i capelli a sua sorella o ad altri bambini e morsicando. Ora per fortuna la situazione è un po' migliorata e anche a scuola materna non sembra avere problemi con gli altri. È comunque un bambino piuttosto timido che non si lancia subito nelle novità. Col papà ha passato anche molto tempo nel periodo di lockdown e ogni estate passano parecchio tempo insieme perché lavorando a scuola è a casa da giugno a settembre. Io cerco di sfruttare il mio tempo in tempo di qualità... Ma vedo da parte sua una continua resistenza.. Spesso con frasi anche offensive nei miei confronti... Non vuole mai raccontarmi nulla, fa fatica a parlare con me ed è difficile capire come prenderlo... Come posso fare a recuperare? Come posso rassicurarlo sulla mia presenza e sulla mia volontà di andare nella sua direzione?

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Non saper disegnare può essere sintomo di incapacità emotiva?

Buonasera, sono la mamma di un bambino di 4 anni che non ama disegnare ed ha difficoltà a prendere bene la matita, afferrandola, ad esempio, come fosse un bastoncino di legno con cui suonare. Quando gli propongo carta e colori o acquerelli mi chiede di disegnare io al posto suo e quando lo fa realizza solo qualche linea o arco scegliendo solo un colore. È un bambino molto attivo, curioso e decisamente movimentato. Incredibilmente bravo con i Lego ed ama molto i libri riuscendo a leggere in autonomia molte parole quando è particolarmente interessato alla storia. Inoltre ama fare i puzzle che completa rapidamente e senza troppe difficoltà e giocare con il dido, anche se richiede sempre la presenza mia o del padre, gestendo con ansia e difficoltà i momenti di solitudine. Ho letto che la difficoltà o reticenza a disegnare potrebbe essere legata alla difficoltà di esprimere le proprie emozioni, ed è proprio per questo che vi scrivo. Nonostante possegga un linguaggio molto forbito per la sua età, morde, e spessissimo non lo fa quando è arrabbiato o contrariato, ma il più delle volte quando è imbarazzato o particolarmente eccitato e felice. Spesso mi dice che i suoi morsi per me sono morsi d'amore, ma ovviamente quando morde i suoi compagni si crea il problema, perché i morsi posso essere forti. Al contrario quando è arrabbiato tende a dare colpi, solitamente agli oggetti, dicendo di voler rompere le cose o di volersi fare male. Io, totalmente incompetente, tento di aiutarlo al massimo del mio minimo, ma mi rendo conto che ci sia molto che lui non riesca ad esprimere e vorrei al contrario poterlo aiutare capendo quale possa essere la strada migliore. Grazie

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