Domande e risposte

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Mia figlia chiede continuamente "Cosa dice....?"

Salve a tutti. Da un po' di tempo mia figlia mi tartassa sempre con la stessa domanda. Ero preparata al periodo dei "perché" ma quest'altra cosa no. Da un lato mi fa sorridere, dall'altra vorrei capirne il motivo. Alcuni esempi: "Mamma cosa dicono i miei compagni se metto questo vestito?". "Cosa dice il fiore se lo raccolgo?" "Cosa dice questa rosa se l'accarezzo?" Lo fa in riferimento a qualsiasi cosa, persone, animali, oggetti. Come dicevo da una parte trovo il "gioco" carino perché l'assecondo ed ogni cosa prende vita. A volte le dico che non ho la risposta a tutto. D'altro canto inizio a preoccuparmi perché mia madre mi ha cresciuto con il terrore del giudizio altrui, "non fare questo altrimenti la gente.....". Io non parlo cosi' a mia figlia. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete accordarmi.

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Bambino morde, spinge, sputa all'asilo

Buongiorno a tutti!Ho un Bambino di 3 anni e mezzo e va al primo anno di asilo da 2 mesi scarsi ( stati febbrili etc).E molto vivace..lo e sempre stato nonostante noi genitori siamo abbastanza tranquilli.E capriccioso penso in maniera normale. Rispetta molto il papa ,il nonno gli zii maschili e poco le figure femminili ,al quale pero e molo affezionato.E molto dolce gli piacciono i bambini , in particolare quelli più grandi . E figlio unico. E il parto e stato complesso e rischioso con rianimazione del bambino dopo un parto a ventosa( molto traumatica per noi genitori) ma con esito positivo.Non siamo iper protettivi e riprendiamo ogni atteggiamento scorretto,ma ammetto che cediamo alle richieste (un po viziato) soprattutto con regali .Non parla benissimo ma conosce molte parole ( anche in altre lingue per colpa della tv ) Da quando va all asilo ,le maestre lamentano morsi e spinte nei confronti dei suoi coetanei, e una mancanza di rispetto della loro autorita. Non condivide i giochi e a volte pretende i giochi altrui. Quando gli viene imposto qualcosa che non gradisce o pretende qualcosa che non puo avere morde..spinge..e (sputa) ma non e capace e più una pernacchia.Va molto volentieri all asilo chiede di andarci anche il sabato e la domenica. I bambini quando lo vedono lo salutano con entusiasmo e lui e molto emozionato e molto contento ,li abbraccia li bacia..ma poi in nostra assenza, o meglio durante la mattinata li morde e quant altro.Abbiamo notato un notevole miglioramento a casa. Mangia meglio,e più tranquillo, parla meglio,disegna molto ed e sempre affettuoso con noi come noi lo siamo con lui. Ignoratemente tenderei a non credere quello che dicono le maestre ma sono certo che non mentono sono gentili ma non sanno consigliarmi nulla,chiedono di intervenire ma le professioniste sono loro e non sanno cosa consigliarmi.Siamo molto giu di morale perche amiamo nostro figlio sappiamo che vivace ma anche dolce. Eros e thanatos allo stato puro ancora. Prima di andare all asilo era si capricciosissimo ma assolutamente non "violento" anzi le prendeva ai giardinetti da tutti...pero fisicamente e più grosso dei suoi coetanei.Grazie a chiunque avrà pazienza di leggere e bontà di rispondermi, grazie davveroCi rivolgeremo a qualcuno ma le vostre tesi sono preziose.

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Come posso aiutare mia figlia a gestire le sue emozioni?

Salve, ho una bambina di 17 mesi ed essendo la prima non abbiamo esperienza. Lei è una bimba molto vivace e precoce, ma anche estremamente sensibile e nell'ultimo mese ha incominciato a reagire in maniera "esasperata" ad emozioni come la rabbia o la vergogna. Ad esempio, eravamo con degli amici e lei ha fatto una cosa divertente e ci siamo messi a ridere, ma quando ha visto che tutti la guardavano ha iniziato a piangere e appena l'ho presa in braccio per tranquillizzarla lei ha reagito in maniera violenta e poi si è messa le manine in bocca provando a provocarsi il vomito. Siamo preoccuppati proprio per quest'ultima cosa che fa molto spesso perché se non riusciamo a calmarla in tempo poi vomita davvero, è come se lei per mostrarci un suo disagio si fa del male fisico e noi non sappiamo proprio come fare. Le dedichiamo tutto il nostro tempo e le nostre attenzioni, cerchiamo di stare attenti alle sue esigenze e ai suoi stati d'animo, ma non sappiamo proprio come poterla aiutare in questa situazione.

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Mia figlia mi rifiuta in sua presenza o dei familiari di lei

Premetto che da cinque mesi non vivo più in casa con le mie figlie a causa di una separazione non voluta da me ma subita. Sono papà di due bambine una di 8 e l'altra di due anni compiuti 10 giorni dopo la mia uscita di casa forzata da mia moglie. La bambina più piccola sta con piacere con me e, quando non c'è la mamma sono il suo punto di riferimento per tutto: qualsiasi cosa le venga chiesta di fare devo essere presente anche io, mi abbraccia forte e gioca con me divertendosi, etc. Quando invece è con i nonni materni o con la mamma noto che la scena cambia completamente: quando la vado a prendere non mi accoglie bene e quando dobbiamo andare via spesso si mette a piangere. Se invece siamo a telefono tende a non voler parlare con me e non risponde alle mie domande. Il rapporto con mia moglie è conflittuale (sono stato vittima di un brutto tradimento e di cattiverie di ogni genere da parte sua) e lei è molto abile a farsi adorare dalle figlie anche con stratagemmi di psicologia spicciola o sminuendo me (anche attraverso battutine all'apparenza innocenti). Stesso vale per i nonni materni che, avendo molto tempo a disposizione, passano con la bambina il tempo in cui lei non è con la madre/con me o a scuola. Adoro entrambe le mie figlie e quando sono con loro cerco di non farle mancare niente cercando di esaudire i loro desideri pur non rinunciando a fare il padre e quindi a rimproverarle se è il caso. Negli ultimi periodi ammetto di essere più nervoso a causa dei conflitti con la madre che pur essendo nel torto mi accusa di cose inesistenti forse per lenire il suo senso di colpa. Questo provoca il mio disappunto e annesse discussioni. Ciononostante non ho mai perso il sorriso con le mie figlie e la voglia di passarci il seppur poco tempo che mi è "concesso" insieme a loro. So che devo liberarmi dal peso di un rapporto tossico con una persona immatura ed insoddisfatta che ha infranto tutti i miei progetti di vita familiare futura, ma questo è un percorso lungo e difficile che ho intrapreso e che credo di poter portare a termine. Nel frattempo ho l'esigenza molto più immediata di voler gestire bene il rapporto con le mie figlie, specie quella più piccola che spesso (non sempre) manifesta un "rifiuto" nei miei confronti (la maggiore è invece sempre contenta di vedermi). Purtroppo questa situazione aggiunge altra sofferenza alla già grande sofferenza che deriva dal aver visto disgregata la propria famiglia che fino a qualche mese fa tutti invidiavano. Grazie a chi vorrà dare il proprio contributo.

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Mio figlio si rifiuta di entrare a scuola

Buongiorno Vi scrivo per sottoporvi una grande difficoltà che io e mio marito stiamo affrontando da quando nostro figlio di 6 anni ha iniziato la 1° elementare. Dopo la prima settimana di "scoperta" in cui andava volentieri, il bambino ha messo in atto un netto rifiuto nel momento in cui deve entrare a scuola. Deve essere tutte le mattine trascinato con la forza in classe dalle maestre perchè si aggrappa al papà, o a me o a chi prova ad accompagnarlo e non c'è niente, in quel momento di corto circuito, che lo faccia desistere. Oggi il papà lo ha persino lasciato ai piedi delle scale ma lui è scoppiato a piangere ed è dovuto tornare indietro. E' determinato incredibilmente nel non voler entrare e non entra. Lo fa solo perché trascinato. Abbiamo provato a capire in tutti i modi cosa lo blocchi, se c'è qualcuno che lo infastidisce, ma si limita a dire che non ci vuole andare perchè si stufa, o perchè voleva andare nella scuola del suo amico... Le maestre ci dicono che, generalmente, dopo qualche minuto si calma e lavora bene, è bravo e loro lo gratificano molto, socializza con tutti. Effettivamente quando al pomeriggio lo ritiro, è contento e nel corso del pomeriggio capita che mi racconti episodi anche buffi della giornata. Di notte dorme, mangia, è sereno per il resto della giornata. Ho provato a parlargli e a convincerlo dicendogli che capiamo che a volte il nuovo spaventa, ma che lui ha tutte le capacità per affrontare anche questa nuova esperienza e che noi siamo convinti che lui possa farcela. Purtroppo però ad oggi ancora nessun risultato. Evidenzio che ha sempre avuto problemi nel distacco al mattino, da quando andava al nido fino alla materna, dove non piangeva più, ma voleva entrare con la mano del papà o mia, dopodichè prendeva il via. Non credo che soffra la nostra mancanza perché capita che a volte (pomeriggio o sera) venga affidato insieme al suo fratellino ai nonni, o alle baby sitter. Non ha mai fatto una piega, anzi si dimostra sempre contento. Guardandolo così mi sembra incapace di gestire questa sua frustrazione, lui riconosce il problema e il disagio che crea a sé stesso ma anche al papà che fa tardi al lavoro ogni mattina, alle maestre che devono lasciare la classe per andare in atrio a prenderlo, ai suoi compagni che perdono minuti di lezione,ne è perfettamente consapevole ma non riesce proprio a superare questo scoglio. E' come se si alzasse davanti a lui un muro insormontabile non appena mette piede nel cortile della scuola. Ho provato a dirgli che la TV non la guarda più, che non mi deve chiedere più niente fin quando non capisce e non decide che al mattino si va a scuola e si deve entrare senza tante storie. Però non sono convinta di niente, in questo momento sia io che mio marito abbiamo molta confusione. Grazie se vorrete darmi qualche dritta.

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Relazioni e socializzazione ( scuola primaria) - come aiutare i bambini?

Buongiorno, mia figlia ha 6 anni e ha da poco iniziato la prima elementare.Per la prima volta si trova a fronteggiare delle difficoltà relazionali con i compagni che pare preferiscano interagire a coppie o piccoli gruppi dai quali lei resta esclusa. Questo le causa un forte stress emotivo che ha ripercussioni anche sul piano fisico con dolori allo stomaco e minzione frequente. La maestra ha confermato il mio timore e promesso di monitorare la situazione e cercare di arginare il fenomeno. Come mamma provo ovviamente molto dolore nel vedere mia figlia in una situazione di disagio e vorrei sapere come aiutarla al meglio. Non è particolarmente timida nè ha mai dimostrato grosse difficoltà nel fare amicizia, anzi. Temo che questo possa causarle perdita dell'autostima e a lungo andare farle sviluppare dei comportamenti di reazione poco salutari. Ho iniziato invitando a casa qualche amico/a, uno alla volta. Potrebbe essere utile vedere uno psicologo infantile? Grazie, Luna

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Situazione familiare difficile

BuonaseraVolevo esporvi una situazione familiare che mi crea a dormire poco disagio.Io ho 23 anni, mia sorella 17.Qualche anno fa ha tentato il suicidio è soffre ancora di autolesionismo, patologia di cui anche io ho sofferto in passato, nonostante io con anni di psicoterapia sia riuscita a uscirne e possa definirmi guarita dal mio stato depressivo.Come dicevo mia sorella in passato è stata molto male, e i miei genitori, anche attraverso consulti psicologici, hanno deciso di adottare la tecnica di lasciarle fare tutto quello che vuole e darle tutto quello che chiedeva. Non è stato un problema per i primi tempi, dopodiché mia sorella e entrata nell’adolescenza e le cose hanno iniziato a complicarsi. Fuma, non solo sigarette, in tutta casa, buttando la cenere e spegnendo le sigarette per terra, anche in bagno, che lascia sempre sporco meglio se non dico di cosa, purtroppo io devo dividerlo con lei e mi sembra sempre di lavarmi nello sporco, anche perché lei fa in modo di buttare le mie cose a terra e sporcarle con tutto quello che c’è sul pavimento. Mio padre e sempre via per lavoro, mia madre è esausta, a volte mi chiama urlando e la trovo in un angolo che piange perché mia sorella la sta picchiando, è arrivata a colpirla con un posacenere in metallo. Succedono queste e altre mille cose che non penso basterebbe lo spazio a disposizione per raccontarle. Sottolineo che sia i miei genitori che mia sorella stanno ricevendo aiuto psicologico, anche se lei va obbligata e non penso voglia farsi aiutare. Quello che chiedo io adesso non è una soluzione per la situazione, ma dei consigli su come poter sopportare la situazione, mi sono tornati gli attacchi di panico, ho paura a stare in casa perché mia sorella in passato ha picchiato anche me, ho paura possa farci del male, ho cominciato a bere, tanto. Mia madre ormai è una schiava, qualsiasi cosa chieda mia sorella e sempre a correre, non la sgrida mai, non le dice mai nulla. Io purtroppo non ho ancora le possibilità di uscire di casa, e non ce la faccio più, ho paura, sono arrabbiata, vorrei che i miei genitori riuscissero a riprendere il controllo della situazione, ma sono spaventati a morte, spaventati che lei possa rifarsi del male. Concludo dicendo che nonostante tutto io cerco sempre di essere gentile con mia sorella anche se molte volte mi ha rubato i soldi, alzato le mani, minacciato di farmi del male. Cerco di farle capire che ci sono per lei, ma purtroppo questa situazione sta andando fuori controllo, come faccio a sopravvivere ? I miei non cambieranno atteggiamento vorrei solamente riuscire a vivere tranquillamente la mia vita finché finalmente non potrò andarmene. Vorrei riuscire a vivere i miei 23 anni senza avere paura di tornare a casa, senza tornare a casa e sentire che non ci sono dei genitori per me, che comanda una ragazza di 17 anni, che mi odia. Grazie per il vostro tempo e le eventuali risposte.

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Vivacità a scuola

Salve, sono un papà di una bimba di quasi 7 anni. Vi espongo la mia preoccupazione, non so se sia un reale problema. Dall'anno scorso quando mia figlia frequentava la 1 elementare la maestra di italiano si lamentava della vivacità di mia figlia in classe. Capitava che si distraesse facilmente ad una battuta di un compagno, o durante le letture collettive. Premetto che la maestra non tollera nessun livello di distrazione o svago, i bambini rimangono 6 ore seduti senza alzarsi ( tranne che per andare in bagno), inoltre è un'insegnante abbastanza severa ( solo rimproveri nessun elogio) e anche per il carico di lavoro che da per casa non scherza. Mia figlia è un po' lentuccia per via della distrazione ( distrazione dovuta in parte alla stanchezza, sia alza alle 6:30, e in parte credo al fatto di voler fare altro, giocare magari, cosa che non può più fare!) Quest'anno siamo in 2 elementare e il problema si ripresenta, prima nota! Non so come comportarmi, punizione? che tipo? non posso vietarle nulla perchè già di regola non ha tempo ( nè tv, nè giochi, nè cellulare). Per farla rilassare dai compiti la sera negli ultimi giorni trascorriamo una ventina di minuti a giocare insieme, ma capisco che non è servito almeno per ora. Riflettendo sulle varie motivazioni credo ci sia un po' di ansia ( che le gioca brutti scherzi) perchè ad esempio a casa studiamo le letture o le poesie e poi a scuola scena muta o quasi... secondo me l'inteffacciarsi con una maestra la blocca. Cosa mi consigliereste? Grazie

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