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Mio figlio non accetta il nuovo bicchiere per l acqua

Salve.
Ho un problemino con il mio bambino di 22 mesi... lui è diffidente un po’ su tutto, anche sui nuovi cibi e come tale anche sul nuovo bicchiere per l’acqua.
il Suo si è rotto ieri e stamattina sono andata a ricomprarglielo, ma ho preso uno molto simile nel sistema ma non uguale nella forma, e lui non beve da 24 ore... ora volendo potrei andargli a comprare il bicchiere come lo aveva prima, ma mi sono chiesta se è poi la cosa giusta.
Assecondare la sua prepotenza nel non voler accettare una cosa che cambia solo nel colore è un po’ nella forma, ma che funziona allo stesso identico modo, mi sembra assurdo...perché credo che facendo così poi lui capirebbe di poter pretendere qualunque cosa.
Mi sbaglio? Dovrei accontentarlo? Premettendo che lui è un bimbo un po’ indietro rispetto agli altri, non parla, non mangia qualunque cosa ma prima assaggia sempre con diffidenza e l'unica cosa che fa da solo e mantenersi il biberon o il bicchiere dell'acqua perché per tutto il resto nn vuole saperne di essere autonomo (do queste ulteriori info per far sì che abbiate una visuale un po’ più completa).
grazie mille

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Non capisco la mia infanzia

Buongiorno, sono una studentessa di psicologia e forse anche per questo motivo è da tempo che alcune domande a proposito della mia infanzia sorgono spontanee. Fino a qualche anno fa ero fermamente convinta di essere una brava persona, forse un pò particolare e contro corrente, ma questo era a parer mio un fattore positivo, sono andata poi a vivere con il mio fidanzato in un'altra città non troppo distante da quella dove ho sempre vissuto con i miei genitori, per frequentare l'università.
Torno ogni fine settimana a casa, e mi mancano tantissimo quando sono nella mia attuale casa. Credo di aver compreso da quando mi sono trasferita quanto amo la mia famiglia. Sono sempre stata una bambina difficile, a sei anni i miei genitori mi hanno portata a Disneyland e io non ero contenta, andavamo in vacanza ed io ero sempre arrabbiata. Crescendo la situazione non è migliorata, alle elementari non mi accorgevo neanche di fare cose sbagliate, io ero semplicemente me stessa senza farlo apposta!
In prima media ero tranquilla, ma poi durante la seconda ho conosciuto un ragazzo, una mia insegnante ha comunicato la cosa a mia madre dipingendolo come un delinquente (aveva 12 anni...), mia madre non sapendo cosa fare ha iniziato ad essere più restrittiva e severa, ed io ho iniziato ad odiarla. Da li in poi è iniziata una discesa, ho toccato il fondo più volte, mentivo, mi sfogavo su un diario segreto che mia madre ha trovato e ha letto (non voglio pensare a quanto avesse sofferto nel leggere ciò che scrivevo). Ho perso la verginità a 13 anni. Mia madre è una donna forte, ha un carattere molto forte, ma è anche una mamma dolce, ha sempre fatto tantissimo per me, ha cambiato turni per starmi vicina, si faceva in quattro per starmi dietro e controllarmi.
Mio padre è un uomo pacato e silenzioso, non ci siamo mai considerati tanto fino a quando non ho preso la patente. I miei nonni vivono al piano di sotto e sono sempre stati dolcissimi con me.
Dopo il periodo peggiore delle medie, la situazione si è calmata, ma litigavamo tantissimo a causa della scuola, per quanto riguarda il liceo mia madre mi ha obbligata ad andare in un istituto anche se volevo andare in un altro (l'indirizzo era quello scelto da me però), ma so che l'ha fatto per il mio bene, e la ringrazio. Uscivo di casa appena mi era concesso, in generale non stavo bene ma era a causa delle persone che avevo intorno. Ora che sono andata via di casa capisco cosa avevo, rinuncio ad uscire per stare con la mia famiglia, gli faccio regali, cerco di fargli capire che gli voglio bene.
Loro lo sanno, non sono mai stati loro il problema, ci sono persone che hanno situazioni difficili a casa ed è per questo che stanno male, io avevo tutto, una bella casa, una bella famiglia, tutte le attenzioni che volevo, nessun lutto stravolgente, figlia unica.. allora perchè mi comportavo così, sono io che sono sbagliata, ma non so il motivo!
Come faccio a capire cosa mi facesse agire in quel modo?
Osservando la mia famiglia penso che sono tutte persone con un carattere particolare, ma sono tutti buoni e dolci con me, ora mi pento di non essere stata come tutte le altre bambine, mi sembra di aver perso del tempo fondamentale, e mi chiedo dove sarei finita se loro non ci fossero stati.
Sono una persona difficile tutt'ora, parlo e scherzo con le persone con cui mi sento a mio agio e so comportarmi ma non ho una amica, ho solo il mio fidanzato (da 6 anni ormai). So che lavorandoci posso migliorare me stessa ancora, ma ciò che mi affligge è il mio passato. Perchè ero così? Grazie a chi mi risponderà.

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Mio figlio non si applica e non lavora a scuola.

Ho un bambino di 6 anni ed è al primo anno di scuola. Fino a marzo si è impegnato abbastanza, ma con molta lentezza , e da due mesi a questa parte non si applica non ascolta e gioca durante la lezione, disturbando gli altri.
Le maestre pensano che ci sia bisogno di fare un controllo dal neuropsichiatra. Lui mentre è a scuola fa' come se fosse a casa sua, non seguendo le regole scolastiche e per le maestre questo è incoerente.
Addirittura mi hanno chiesto se lo sto seguendo. Non ho mai mollato nonostante gli impegni lavorativi che mi portano via con la testa. Mi sento come se non fossi stata in grado di educarlo, ma invece ogni regola gliel'ho sempre spiegata. Evidentemente non mi ascolta . Attendo un Vostro consiglio. Grazie

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Bambina di 9 anni mangia poco e non assaggia

Buongiorno,
ho una bimba di 9 anni che fino ai due anni di età mangiava e assaggiava di tutto, poi ha cominciato ad essere più selettiva e a mangiare solo poche cose; ora che ha 9 anni mangia poco, sempre le solite cose e non vuole assaggiare nulla di nuovo, ogni tanto provo a convincerla ad assaggiare ad esempio la frutta che di solito piace a tutti, ma lei si rifiuta.
Anche se mangia poco è una bimba molto energica, sempre in movimento, muscolosa e anche a scuola riesce a stare attenta e ha dei buoni risultati.A volte mi sembra quasi che, rifiutandosi di assaggiare qualcosa, lo faccia per sfidarmi, per non darmi la soddisfazione che potrei aver ragione dicendo che quell'alimento potrebbe piacerle.
In genere a tavola lascio che mangi quello che ho preparato in base al suo appetito, senza insistere, altre volte invece cerco di convincerla ad assaggiare qualcosa di nuovo visto che, mangiando solo poche cose, ho l'impressione che il suo appetito sia limitato anche perché è stufa dei soliti pochi sapori!!!
Essendo sotto peso la pediatra le ha fatto fare esami del sangue che hanno confermato la sua buona salute e nessuna carenza.
Vorrei sapere se in questi casi è meglio lasciarla fare e aspettare che le venga appetito e la curiosità di assaggiare o se c'e' qualche approccio per cercare di farla mangiare di più. grazie

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Figlia unica che cerca continuamente compagnia

Salve cari dottori, volevo porre un quesito che riguarda mia figlia di sei anni. Non per nostra volontà la bambina è figlia unica. Conosco molti altri figli unici, pero', che non sembrano vivere le sue stesse problematiche quindi non so se il problema sia dovuto al fatto che è figlia unica. La mia bambina è estremamente socievole, generosa e festaiola per la verità.
Dove c'è una aggregazione lei è sempre la prima e non ha mai avuto problemi a presentarsi ad un gruppo di bambini sconosciuti, chiedendo espressamente se poteva giocare con loro. Grazie a questo, alla sua tenera età si ritrova moltissimi amichetti al di fuori della scuola e questo da una parte mi è sempre sembrato un pregio. Dall'altra, pero', purtroppo devo dire che mia figlia vuole SEMPRE compagnia, cosa che non possiamo garantirle. Infatti, ha talmente tanto sempre bisogno di compagnia che a volte finisce anche a fare da "tappetino" agli altri bambini, abbassando il suo valore nella relazione con loro e cedendo facilmente a tutto ciò che chiedono. E' arrivata anche a regalare costosi giocattoli pur di fare contenti altri bimbi.
Lei non esclude mai nessuno dal gioco, ma viene spesso esclusa da altri bambini,. Se un altro bambino non ha voglia di giocare glielo dice apertamente, ma non ho mai sentito lei rispondere ad una richiesta di un altro bambino allo stesso modo: fosse pure esausta lei in qualche modo trova il modo di giocare con gli altri bimbi se loro vogliono. Se a volte la figlia della mia amica le ha detto "NO guarda Ludo, non voglio giocare perchè sono stanca" asserendo una sua posizione precisa e dicendo no alla richiesta di mia figlia, io non ho mai sentito lei fare lo stesso con nessuno e la cosa mi preoccupa.
Mi preoccupa perchè spesso si è fatta sfruttare dagli altri bimbi pur di stare sempre in compagnia, mettendo a disposizione giocattoli e cose sue, o anche la sua stanza, per poi essere esclusa...da dove puo' derivare tutto cio'? E' una bambina insicura? Ha bisogno degli altri per sentirsi viva? Da cosa puo' derivare un atteggiamento simile?

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Figlio adottato diventa geloso del fratellino

Ho un figlio adottato di 6 anni e da 3 anni è con noi, mai avuto problemi fino ad oggi.
Ultimamente comincia a fare cose che prima non faceva. Adesso sono incinta di 5 mesi, prima era felice, adesso da qualche tempo comincia a parlare che non vuole più il fratello che noi non gli vorremmo più bene e cose così, devo dire che io ho sempre spiegato in modo chiaro e aperto le cose a lui su tutto quello che mi domandava e così ho fatto anche in questo caso, dicendogli che li amo entrambi, solo che il piccolo avrà più bisogno in tutto e se lui vuole può aiutarmi sembrava che la cosa fosse accettata, ma adesso mi riferisce che un suo compagno gli continua a dire che avere un fratello è brutto e che lui non ti vuole bene e cose del tipo.
poi mi va sul cellulare a vedere come sono i bambini nella mia settimana di gravidanza. Cosa devo fare per aiutarlo? Continuo così, a rassicurarlo, oppure sto sbagliando tutto.

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Mi trasferisco?

Buonasera, sono separato da un paio d’anni circa. Ho una bimba di quasi 7 anni ed un bimbo di 5 anni. Entrambi vivono con me. La madre vive nella mia stessa città e vede i bimbi nei classici week end alterni e, comunque, ogni volta che vuole. Lei ha le chiavi di casa e può venire quando più lo desidera. Io, già da un bel po’ di tempo, ho deciso di eliminare quasi completamente ogni forma di conflittualità con la mia ex moglie per il bene dei bimbi ed anche per una questione pratica.
In caso di arrabbiatura non ottengo nulla di più di quanto ottengo senza arrabbiarmi, ma mi rimane tanta rabbia ed amarezza. Ho una professione di responsabilità e spesso senza orari. Tra la mia ex, la baby sitter, un po’ di fortuna e vari salti mortali sono sempre, fino ad ora, riuscito a conciliare abbastanza egregiamente le necessità della mia famiglia (io e i due bimbi) e gli impegni di lavoro. Preciso che non ho familiari che abitano vicino e non ho nessuna compagna. Ovviamente, quanto appena detta non significa che la mia situazione sia esente da problemi. I bimbi sono molto gelosi ed appena ricevo una telefonata iniziano a fare i capricci per attirare l’attenzione. Se siamo al parchetto giochi ho difficoltà a parlare con chicchessia perché è un continuo chiamarmi, specie la femminuccia. La femminuccia vuole sempre dormire a letto con me. Il maschietto spesso mi raggiunge durante la notte. La bimba, che ha un carattere tosto, è anche spesso nervosa e capricciosa. Ultimamente, causa cambiamento dirigenti, il mio ambiente di lavoro (faccio parte delle FF.PP.) non è più molto sereno. Più precisamente, vi è una grande pressione dall’alto, molta arroganza, che io continuo a filtrare per evitare inutili pressioni verso il “basso”. Da questo punto di vita sono stanco. Mi rendo conto che a volte sono teso anche con i miei figli. Ultimamente mia figlia mi ha più volte detto “papà perché non ridi?”, ciò anche quando io ero convinto di essere “normale”. Ora mi si è presentata l’occasione di spostarmi in un’altra città, a circa un’ora e mezza. Stesso ruolo ma con persone, al momento, diverse e con un ambiente pare più sereno. Trasferirmi in questa nuova città significherebbe per me ripartire da “zero” sia a livello professionale che personale. A livello professionale perché non conosco nessun collaboratore. A livello personale pure. Ho prospettato questo trasferimento alla mia ex e pare non contraria. Mi ha solo detto che dovrò essere io a portare i bimbi da lei nei suoi weekend. Nessuna altra obiezione. Ai bimbi ho paventato l’idea e pare siano d’accordo. Ho precisato loro che andrebbero in una nuova scuola, che conosceranno nuove maestre, nuovi compagni di scuola, nuova amici, etc.. Ho precisato che la mamma la vedrebbero di meno ma che possiamo chiamarla anche tutti i giorni. I bimbi si stanno dimostrando consenzienti. Che consiglio potete darmi? Un eventuale trasferimento potrebbe giovare a noi 3 o potrebbe essere dannoso per i bimbi? So che la decisione è strettamente personale, ma vorrei giungere ad una decisione definitiva cercando di guardare la situazione sotto ogni punto di vista.
Grazie.

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Figlio

Buongiorno ho un figlio di 25 anni già padre separato di un bimbo di 4 anni..dopo la separazione sia lui che il bambino hanno sofferto tanto per la lontananza..hanno il bambino in affido condiviso ..lui vede il bambino a week-end alternati e un pomeriggio nella settimana che il fine settimana spetta alla mamma..sofferenza del bimbo x allontananza da noi nonni..Quindi capricci quando va via x tornare dalla madre..pianti disperati!
Ora, dalla scorsa estate mio figlio frequenta una donna molto più grande di lui, che fin dal primo giorno di frequentazione sì è portata in casa di lui le sue cose (abbigliamento, scarpe..trucchi).
Io sono riuniscita a ternarla fuori dalla vita del bimbo fino a più o meno a Natale.
Quando il bambino era in casa del padre, lei non veniva, se non x pranzo o cena, poi andava via..da qualche mese lei ha preteso che in presenza del bimbo ci fosse lei sempre..(premetto che durante questi due anni di affido ero io presente in casa di mio figlio quando veniva il bambino..), io non devo più essere presente ne durante il giorno ne durante la notte..il bambino ne sta risentendo..è stato sempre legato a me, ma queste ultime 2volte che è venuto ancora di più..non molla un secondo, vuole addirittura che sia io a dargli da mangiare (imboccarlo) ..ho litigato con mio figlio di questa cosa.
Ora mio figlio pretende che quando lui lavora il bimbo deve stare con lei e non con me!!
Ho paura che possa subire dei traumi...aiutatemi a capire!
Grazie

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