Domande e risposte

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Bambino di 8 anni

Salve,
ho 3 figli , la prima ha 12 anni, il secondo ha 8 anni e la terza ha 6 anni.
Scrivo per mio figlio l'unico maschio che ho, che mi crea una costante ansia in tutto quello che dice o fà, sicuramente non sono fatta per educare un figlio maschio e credo che sia una punizione perché non volevo un maschio perché in cuor mio sapevo che sarei stata incapace di crescerlo. Ma comincio dall'inizio gravidanza pessima, parto pessimo è nato di 41 settimane per parto indotto, che si è trasformato in Cesario di urgenza, la notte di Pasqua.
Non dormiva mai..era perennemente attaccato al seno, si è staccato dal seno a 14 mesi; mi sembrava iperattivo. Non dormiva, non parlava, lo guardavo crescere con la preoccupazione che avesse avuto qualche problema durante il parto.
A 2 anni l'ho iscritto alla classe primavera, ha fatto 4 anni di asilo, solo questo anno il 2 di scuola elementare grazie all'uso di gommine per matite e penne è riuscito ad impugnare correttamente la penna, le insegnanti dicono che è perennemente distratto, lento, ancora non pronuncia bene alcune parole, ma se viene stressato iniziano i tic nervosi, sono incapace di crescerlo lo vedo fragile, i compagni lo prendono in giro, io non so cosa fare.

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Bambino di 9 anni non accetta il distacco

Buongiorno,
ho un bimbo di 9 anni, figlio unico. Per evitare di tenerlo a Milano nei mesi di giugno e luglio, abbiamo preso una casa in montagna dove in settimana resta con la sua tata, che conosce e con cui si trova bene. Purtroppo è in crisi, piange inconsolabilmente, mi chiama mattina, pranzo e sera per piangere al telefono dicendo che gli manco. Ho fatto in modo che non si annoiasse, iscrivendolo ad un campus multisport con bambini della sua età (lui è uno che adora fare movimento e sport, non è un pigro). Quando gli chiedo se si diverte è entusiasta di quello che fa (arrampicata, equitazione, mini basket, lavoretti ecc), ma poi aggiunge subito "si ma mi manchi, io non ce la faccio, vienimi a prendere" e piange a dirotto. Nel week end con il papà lo raggiungiamo, quindi non è lasciato 2 mesi solo senza vederci. Oltretutto si aggiungono dei malesseri che non so se sono da ritenersi psicosomatici: la prima settimana ha avuto per la prima volta una crisi d'asma, tanto che siamo tornati a prenderlo e l'ho portato a visitare. Poi ha avuto una settimana di mal di testa, ora questa settimana dice di avere nausea e mal di pancia. Due settimane fa il pediatra l'ha visitato e ha detto che stava bene, magari gli è venuto qualcosa nel frattempo e lo sto sottovalutando pensando sia una scusa per attirare l'attenzione. Anche lo scorso anno ha fatto lo stesso, si chiudeva in cameretta e piangeva ogni volta che lo sentivo, ma avevo dato la colpa alla baby sitter che lui diceva non piacergli e pensavo non gli stesse vicina. Lo scorso settembre l'abbiamo cambiata, e questa ragazza è davvero carina, mi aggiorna 100 volte al giorno, dicendo che la malinconia poi gli passa, però la nausea ogni tanto ritorna. Ho provato tante strade: cerco di consolarlo, dicendo che è normale mancarsi, perchè ci vogliamo bene, che anche lui mi manca, ma è in un posto bello e fa cose divertenti, che a Milano non potrebbe fare. Niente, inconsolabile. Ho tentato anche la carta del "se piangi non ci sentiamo", un po' funziona ma, da un lato mi sento la mamma cattiva e mi assalgono sensi di colpa, dall'altro magari evita di piangere, ma il problema gli resta. Non so davvero più che strada prendere, non tanto perchè poi io passo la giornata in ansia, quanto perchè non voglio che lui stia male, che non si goda le vacanze. A Milano durante l'anno sta con la baby sitter dall'uscita di scuola, io lavoro fino alle 18, quindi non siamo sempre assieme. Non so come fare per aiutarlo...

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Come mi devo comportare? Ho l'impressione di perdere del tutto il rapporto con mia figlia

Buon pomeriggio,
sono la mamma di una bellissima bimba di 13 anni, avuta dal primo matrimonio che non è andato a buon fine, lei è rimasta dal padre ed io quando è stato possibile sono stata presente. Dico possibile perchè essendo con il padre ho cercato di fare di tutto per non infastidirlo, per paura che non me la facesse vedere, è tutta la mia vita questa bimba, ma è un po di tempo che non riesco piu a parlare con lei.
Se le dico qualcosa che non le sta bene o le da fastidio, mi tiene il muso e mi fa capire che non le importa. Capisco l'età, il fatto che non l'ho cresciuta, ma con tutto ciò non credo che sia giusto che io non possa dire la mia, forse mi sto sbagliando ma non so piu che fare e come comportarmi. Mi sono sentita dire dall'attuale moglie di suo padre che sono troppo dura con la bimba, perche la sgrido sempre....praticamente sono un mostro per loro, fino ad oggi ho cercato in tutti modi di gestire questa situazione, ma adesso ho l'impressione che sono arrivata ad un punto morto.

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Mio figlio di tre anni e mezzo ha paura a fare la cacca

Buongiorno, mio figlio ha ormai tre anni e mezzo e da più di un anno ha paura di fare la cacca. La trattiene fino all'impossibile (comunque negli ultimi mesi di norma non per più di un giorno e mezzo) e quando deve per forza lasciarla andare, mi implora di aiutarlo a tenerla e piange disperato. Spesso questi episodi di malessere fisico/psicologico durano anche ore. Quando gli chiedo perchè non vuole farla, risponde che ha paura. E se gli si chiede di cosa, lui risponde "che cada in terra", altre volte che ha paura, ma non sa di che cosa. Specifico che è senza pannolino, ma che in questi momenti mi chiede di metterglielo, però nell'ultimo mese è capitato che la facesse seduto sul riduttore qualche volta. Ma la modalità non cambia. All'inizio dello scorso anno credo di aver affrontato il problema nel modo sbagliato, insistendo molto e provandole tutte. Poi, anche su consiglio di una psicologa della zona, abbiamo mollato e ricominciato da capo e da ormai 7 mesi lo "ignoriamo", alleggeriamo e lasciamo fare a lui. Qualche timido risultato c'è stato, a momenti alterni, (ad esempio prima stava ore in un angolo del bagno, ora la fa anche nel resto della casa o in altri posti; prima io e mio marito non dovevamo assolutamente sapere che gli scappava, ora almeno non è più argomento tabù). Però francamente, dopo quasi un anno e mezzo, lo spettacolo non è cambiato, è davvero psicologicamente a pezzi in questi momenti e noi non sappiamo come aiutarlo. So che è un problema comune a molti, ma dura davvero da molto tempo. Io e mio marito siamo stanchi di vederlo stare così male ogni giorno. Continuiamo ad essere pazienti, a rassicurarlo, a stargli vicino in quei momenti con discrezione. Siamo molto attenti a non fargli percepire ansie e preoccupazioni. Ma ci sentiamo impotenti ed i risultati non sembrano arrivare. Ed iniziamo anche a chiederci se ci possano essere ripercussioni fisiche per il protrarsi così a lungo di questo problema. Grazie in anticipo. Valentina

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Non riesco a capire se mio padre è una brava persona o no

Mio padre è un uomo di 51 anni che con me e mia mamma è sempre stato molto freddo e poco presente per via del lavoro, che lo teneva fuori tutto il giorno e poi la sera andava sempre a dormire presto, tuttavia posso notare che a me ci tiene, anche se non lo dimostra, attraverso piccoli gesti.
Purtroppo gli piace bere e per due volte (una volta ero una bambina e credo di essere rimasta davvero traumatizzata, l'altra è stata nel 2015) l'ho visto tornare a casa molto ubriaco e so che probabilmente è successo altre volte che non ricordo. Inoltre, a volte è venuto a casa alticcio, ma non nelle condizioni sopra indicate, sono state occasioni rare, che non mi hanno mai fatto davvero star male (se non delle volte in cui ho ripensato al 2015). In più è aggressivo quando si arrabbia e anche se non mi ricordo di averlo mai visto picchiare mia madre, ne l'abbia mai fatto con me, quando discute con lei la prende per le spalle e la scuote o magari anche per il viso. Anche questo, nonostante mia mammma forse esageri e dica che le mette le mani addosso, non mi ha mai fatto pensare che mio padre fosse una persona cattiva o che la nostra fosse una famiglia malsana. Sono cresciuta felice con loro e spensierata...ora loro sono in crisi, non si amano più, ma mia madre non si vuole separare perché tiene a lui, a noi (o magari per motivi economici, non so) e a me sono nate paranoie su di loro, sulla mia famiglia e sul mio passato...sono molto giovane, ho 18 anni e non so niente della vita, improvvisamente mi sento sola e spaventata, mi fa schifo il mio passato e il mio essere stata così indifferente a certe cose e soprattutto noto che cerco tutte le vicende possibili (anche quelle che avevo completamente dimenticato o che avevo solo sentito dire da mia madre e che riguardavano prima la mia nascita) per scaricare la colpa di tutto su mio padre e giustificare così mia madre che si è infatuata di un altro uomo...Mio padre è davvero terribile per questo suo carattere oppure no?In fondo ha sempre lavorato, è una persona disponibile e credulona e come dice mia mamma fondamentalmente buona, però a me non sembra più...perché proprio io devo avere un padre così? Perché io ho dovuto vedere cose che in altre famiglie non accadono? Mi sento distrutta. Come ho già detto prima, mi capitava leggendo cose o vicende di mie amiche pensare "beate loro che hanno questo rapporto con il padre" o "la capisco, anche mio padre alza le mani", ma erano pensieri isolati, che non mi arrecavano affatto dolore...forse mi faccio anche condizionare troppo da mia madre, che adesso sfrutta ogni occasione per dire cose cattive...anche perché sinceramente la mia famiglia non mi è mai sembrata così diversa da quella degli altri...ora invece mi sembra differente e malsana. Vi prego aiutatemi..non mi lasciano andare da uno psicologo.

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Problema nell'affidare i bambini ai nonni

Buongiorno, sono madre di tre figli (4 - 3 - 1 anno) figli voluti, desiderati e tanto amati. Premetto che di mio tendo ad essere possesiva nei loro confronti. Ho sempre i nonni (paterni) a casa, dato la nostra vicinanza. Li lascio venire a trovare i nipoti, anche se tutti i giorni è abbastanza pesante, ma cerco di non lamentarmi per la pace in famiglia. Non ho mai lasciato a dormire senza di me i miei figli dai nonni, patisco troppo il non averli vicino, non essere li per la buonanotte o al loro risveglio. Se ci penso piango. Poi c'è da dire che purtroppo mia suocera vuole dominare, fare lei la mamma, prendersi tutti i meriti e viziare (caramelle e barrette di cioccolato ogni giorno) i bambini per farsi dire che le vogliono bene. Patisco e nonostante i ripetuti richiami, ho scoperto che lo fa di nascosto. Non riesco a dir nulla perché per una mia considerazione ha litigato con mio marito ed io non voglio che accada.
Ma rispetto per me zero.
Arriviamo al dunque. Mio marito ha ricevuto in regalo un weekend al mare per sole due persone, e lui ha già organizzato di lasciare i bambini ai suoi (3 giorni e 2 notti). Sto male al pensiero, sono piena di ansie e paure. Paura che al mio ritorno lei gli avrà fatto il lavaggio del cervello per far si che lei debba essere la numero uno nel loro cuore. Che quando tornerò mi chiederanno sempre di andare da loro e cancelleranno la nostra routine per andare a dormire. Si ho paura che li riempirà di schifezze solo per tenerseli buoni e farsi volere più bene. Ma la mamma sono io!!! Mio marito mi ha già chiesto altre volte di lasciare i bambini per poter stare solo noi, sono sempre riuscita a dileguarmi, ora se dico di no, rischio di rovinare qualcosa con lui e non voglio. Vorrei dimostrargli che lo appoggio, ma ho l'ansia di notte aspettando quei giorni. Non voglio lasciarli, è questa la realtà. In tutto ciò i miei genitori non possono perché lavorano e non sono vicini. Certamente con loro sarei stata più tranquilla. La sto vivendo malissimo, ho gli incubi di notte. Grazie

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Rapporti difficili in famiglia?

Salve, sono una ragazza di 20 anni e quasi da sempre vivo una situazione difficile in casa (con mia sorella), noi due abbiamo due caratteri opposti e adesso che siamo più grandi la situazione è diventata insostenibile... io non la sopporto più. Va bene che tra fratelli e sorelle ci sono litigi, ma lei con il carattere che ha (prepotente, egoista, comanda su tutto) e con le cose che dice fa peggiorare ancora di più il mio carattere che è chiuso ecc ecc. Molte volte durante le litigate non manca mai la frase "non dovevi neanche nascere", rivolta a me naturalmente, innescando un senso di inadeguatezza verso tutto.
È inutile tutto deve girare intorno a lei.
Come posso cambiare e farmi scivolare tutto?

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Una paura che non lo lascia più libero di giocare

Buonasera, sono la mamma di un bambino di 5 anni che da qualche tempo manifesta una paura terribile di alcuni bambini che incontra al parco giochi e questo ha frenato qualunque desiderio di fermarsi a giocare come ha sempre fatto con i suoi amici, dopo la scuola. La paura è assolutamente irrazionale, perché questi bambini, che lui teme, non gli hanno mai fatto nulla per spaventarlo, uno di questi è molto piccolo, ma porta con sè spesso armi giocattolo e la cosa gli crea una vera fobia. Abbiamo più volte provato a spiegargli che deve stare tranquillo e anche a stargli vicino nel gioco, ma sembra bloccato da attacchi di panico. Cosa possiamo fare? È il caso di consultare uno specialista o passerà? Grazie mille in anticipo.

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