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Rapporto troppo difficile con mia madre

Buonasera a tutti, Questa é la prima volta che mi rivolgo a professionisti esterni per chiedere un consiglio/parere. Lo faccio ora perché a causa di questa situazione del virus (purtroppo drammatica), mi sto rendendo conto di quanto pesi sul mio umore e sulla mia stabilità emotiva il rapporto con mia madre e la nostra convivenza. La storia è veramente lunga ed articolata, cercherò di sintetizzare più possibile. Sono la terza di tre figli e i miei genitori si sono separati (purtroppo trascinando nelle loro dinamiche sbagliate anche noi figli) quando avevo 6 anni. Dai pochi ricordi della mia infanzia, posso affermare che già quando ero più piccolina mia mamma è sempre stata una madre severa, autoritaria e quasi per nulla disponibile al confronto e alla comprensione dell’altro (a letto senza cena, tante sculacciate, tanti rimproveri, grida). Ho sempre avuto timore direi quasi paura di lei e delle sue reazioni esagerate. Dopo la separazione da mio padre, si è risposata con un altro uomo che si è poi stabilito in casa con noi e io ero l’unica dei tre (perché ancora piccola) ad accettare questa nuova figura. Nel frattempo Il rapporto con mio padre si limitava a vederci qualche volta nel week end per pranzare insieme e passare qualche pomeriggio insieme per poi affievolirsi maggiormente nel corso degli anni (non so perché non ne ho mai fatto una colpa a mia madre mi sono semplicemente abituata alla sua “assenza”). Mia mamma non ha mai avuto quella dolcezza, quella voglia di contatto fisico o altre carinerie “tipiche” delle mamme. Anche con i miei fratelli ha avuto molti scontri nel corso della nostra adolescenza, per via delle sue regole che non potevano mai essere neanche un briciolo modificate oppure per trovare un punto d’incontro con noi figli. Io sono sempre stata una persona molto pacata, contraria alle liti, ma con mia mamma é stato ed è impossibile non arrivare allo scontro. All’età di 18 anni mia mamma si è separata nuovamente e devo ammettere che ero dispiaciuta perché mi ero affezionata al suo compagno. Dopodiché ha avuto un’altra relaZione a distanza, a volte lei andava lì a volte lui veniva a casa e posso affermare con certezza che quando la sua relazione la appagava, litigavamo molto meno ed era più tranquilla, ma quando le cose andavano male.. lo sfogo cadeva e tutt’ora cade su di me. Adesso viviamo insieme io e lei in un piccolo appartamento (i miei fratelli vivono soli) Quando litighiamo io ormai le rispondo e alzo la voce, mi rendo conto di mettermi subito sulla difensiva ogni volta che mi critica o dice qualcosa, perché ho capito che non posso più fare finta che tutto ciò che mi viene detto vada bene,, lo faccio perché vorrei farmi sentire (anche se invano perché lei è mia madre e lei “ha sempre ragione”) Mi tratta come una sprovveduta, mi dà ordini, fai questo fai quello, non c’è dialogo. Non usa mai parole gratificanti anzi. E ormai ho paura che da parte mia sia irrecuperabile, ricordo che ogni tanto mi chiese se mi andava di andare al cinema con lei, beh la risposta è No, e la cosa assurda è che al solo pensiero mi imbarazzo, avere dei momenti di intimità con mia mamma mi causerebbe un forte imbarazzo che non so neanche spiegare il perché ma è così. Non saprei cosa dire non avrei nulla da dirle, da chiederle Io voglio allontanarmi voglio prendere in mano la mia vita, voglio essere me stessa, leggera, a volte frivola, pazza ma appassionata della vita e lei mi sta tagliando le ali e soprattutto non sento di avere una figura di riferimento con cui potermi confidare o sfogare, ne mio padre ne mia madre Si può risanare un rapporto allontanandosi? Cosa posso fare per migliorare il modo in cui vedo mia madre? Grazie mille

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22 mesi e non riusciamo a fargli fare pupu

Buonasera a tutti, Sono Silvia, mamma di un bimbo di 22 mesi, Leone. Da gennaio stiamo vivendo delle profonde difficoltà a far fare pupu a nostro figlio! Premetto che non c’è ancora stato l’approccio al vasino, anche se lo abbiamo in bagno e a volte si usa “x gioco”! Purtroppo nelle ultime settimane, la situazione è peggiorata...ogni volta che Leone ha lo stimolo, chiude le natiche e la trattiene...abbiamo provato di tutto: a prenderlo di peso e piegargli le gambe x lasciarsi andare, a metterlo di peso sul vasino appena ha lo stimolo, a tenerlo a tanò già sopra il lavandino...fino a quando, dopo 5 giorni, gli faccio il glicerolo sella, che “lo obbliga” a farla,ma a quel punto è dura e sono pianti! Ho cercato di fargli bere il mannitolo, e anche delle buste specifiche x bambini, ma niente! Premetto che lo sto ancora allattando, ma di altri liquidi vuole solo acqua! Non ama le cose dolci anche perché io non gli do praticamente mai zucchero/biscotti o altro contenente zucchero! X via dell’alimentazione stiamo diventando un po’ selettivi,ma verdura almeno 1 volta gg la mangia! Purtroppo non vuole ne mele.ne prugne e ne pere...solo banane e fragole! So che siamo entrati in un circolo vizioso dove lui trattiene x paura...ma non so come uscirne...e iniziò a preoccuparmi perché ora non la fa se non con i clisteri,ma anche questi stanno diventando un’agonia! Cosa dovrei fare? Dovrei far finta di nulla quando ha lo stimolo? Dovrei fargli clisteri ogni altro giorno? Dovrei stare con lui sul vasino a orari fissi? E in questo caso x quanto tempo? Premetto che non va al nido perché posso tenerlo a casa con me e con la sua tata che lo adora e lui adora lei...quindi da un punto di vista affettivo non mi sembra in difficoltà...ma onestamente non so che cosa pensare... Inoltre con questi giorni di clausura x coronavirus non posso neppure farlo visitare dal pediatra.... Insomma...direi che è chiaro che sono un tantino preoccupata! Attendo vostre indicazioni! Grazie di cuore x la disponibilità! Silvia❤️

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Convivenza

Salve, Io ho 27 anni e la mia compagna 20 e stiamo per andare a convivere. Fino ad adesso siamo stati in casa dei suoi nonni perché l'idea era di ristrutturare casa ma visto gli alti costi e l'impossibilità di un mutuo abbiamo deciso di andare in affitto. Ora il nostro problema è come dirlo ai loro nonni senza che loro si sentano messi in disparte ed abbandonati. Poi sua mamma,essendo lei figlia di genitori separati, è sempre stata contatria allo stravolgimento della casa e ci ha messo un po'i bastoni tra le ruote. Come potremmo dirgli che andiamo in affitto? Grazie per le risposte. Simone

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Non ho un buon rapporto con mio padre

Salve, sono una ragazza di 20 anni e da tempo ho un rapporto conflittuale con mio padre che non mi lascia vivere serenamente. Mi spiego meglio. Lui ha sempre avuto un atteggiamento molto autoritario nei miei confronti, ha un carattere estremamente burbero e scontroso ed è una di quelle classiche persone che giudicano e criticano per presa di posizione, senza un reale motivo. C’è da dire anche che da svariati mesi il rapporto che lui ha con mia madre sta andando un po’ in crisi. Negli ultimi due, tre anni, complice forse il fatto che abbia smesso di lavorare (non avendo quindi pensieri più seri per la testa) e l’avanzare dell’età, ha iniziato a rivolgersi nei miei riguardi in maniera offensiva, fuori dai limiti del sopportabile. Basta una sciocchezza (ex. Non rispondergli al telefono/Dire di non avere fame quando è lui a cucinare/Non essere d’accordo con lui su un argomento qualunque) che mi inizia a gridare contro con appellativi offensivi, cose che dalla bocca di un padre non dovrebbero uscire nemmeno per scherzo. A settembre inoltre ho iniziato l’università lontano, a Milano, e spesso mi rinfaccia il fatto che mi mantenga gli studi e l’affitto: seppur io abbia sempre avuto una carriera scolastica brillante e anche adesso abbia una media universitaria altissima, mi sento dire che dovrei andare a lavorare, che non vale la pena spendere tanto per una persona come me, che non sarò in grado di realizzare niente nella vita e cose anche peggiori che non starò qui a scrivere. Inoltre sono felicemente fidanzata con un ragazzo da sette mesi, stiamo bene insieme ma non ne ho mai parlato con la mia famiglia perché so già che non apprezzerebbero il mio fidanzamento con una persona “economicamente non abbiente” come noi. Non sopporto questa situazione. Quando rientro a casa per le vacanze è un inferno, non riusciamo a passare un’ora senza litigare, io sento che questa situazione mi sta logorando dall’interno e il mio pensiero più frequente è che se solo potessi essere economicamente indipendente, andrei a vivere da sola. Mia madre spesso non interviene in queste dispute per carattere, non è una che litiga e non le piace schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra, quindi non riesco a trovare conforto nemmeno in lei. Ho pensieri di auto-distruzione 24 ore su 24, ho pensato più volte di farla finita, scoppio a piangere dal nulla e non riesco a vivere serenamente la mia individualità. Non so letteralmente come fare. Grazie in anticipo e scusate per la lunghezza della lettera.

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Mia figlia non mi riconosce più!

Salve, da alcuni giorni mia figlia grande di 12 anni evidenzia un comportamento che ci sta facendo preoccupare tantissimo. Praticamente, durante la giornata, alterna momenti lucidi ad altri momenti in cui chiede a me e la mamma di andare via di casa perchè non siamo i suoi veri genitori così come stamattina ha rifiutato un gioco dalla sorellina piccola di 2 anni perchè diceva che non la conosceva. Quando invece abbiamo pranzato si è "ricordata" di noi magari chiamando correttamente la mamma per chiedere la pasta o me (il papà) per l'acqua. Ieri mattina invece, di ritorno da scuola, non voleva salire perchè affermava che quella non era casa sua e si era sbagliata.....vi prego aiutateci, grazie 1000

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Spesso sono assente per lavoro e i bambini ne risentono. Come posso gestire questa mancanza?

Buongiorno sono una mamma di 45 anni ed ho due bambini, un maschietto di 10 anni e una femminuccia di 7 anni. Da 6 anni svolgo un lavoro che periodicamente, una volta al mese o anche due, mi porta a viaggiare e stare lontano dai miei bambini, anche per due o tre notti di seguito. Premetto che quando ho cominciato questo lavoro, la bambina aveva 1 anno e sono stata lontano dai bambini per ben 6 mesi, rientrando solo nei week-end. I bambini erano affidati ad un asilo nido, ad una babysitter e al papà. Scrivo perché ho la sensazione che con la piccola, soprattutto, vi siano delle problematiche irrisolte. Abbiamo un rapporto un po' complicato: spesso si arrabbia, non mi ascolta molto, litighiamo spesso ed ha delle sfuriate che mi fanno male. È un po' isolata, non ha molte amicizie e non lega con nessuno in particolare in classe. Le maestre lamentano distrazione e poco ascolto rispetto alle cose chieste, ma nonostante ciò a scuola è brava e studia. Tutte le volte che devo ripartire, piange e sta male, anche a scuola piange in classe e lamenta la mia mancanza. Non ha un grande appetito ed ho notato che a tavola fa di tutto per farmi arrabbiare. Con il maschietto non ho particolari problemi, anzi è più comprensivo ed ubbidiente. Mi consigliate di fare terapia con lei? Ho sempre il rimorso di averla lasciata così piccola e che questa cosa l'abbia segnata per sempre. A volte mi chiede quando cambio lavoro. Grazie per i consigli.

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Vacanze di famiglia si o no?

Buongiorno, Sono la mamma di una bambina di 3 anni e tra poco meno di un mese arriverà la sorellina. Oggi mio marito mi ha detto che i suoi genitori avrebbero piacere a trascorrere le vacanze estive con noi e io non ho avuto il coraggio di replicare... Forse perché è l'ennesima richiesta di questo tipo mi sono sentita sotto pressione o forse perché ci aiutano tanto mi sono sentita in dovere.. Resta il fatto che non la ritengo una buona idea. Passiamo poco tempo tutti e 3 insieme e con l'arrivo della nascitura forse mi troverei disagio con la presenza ingombrante di mia suocera che a tutti i costi vuole aiutarmi.. Ho paura di non sentirmi a mio agio. Le troppe attenzioni mi fanno sentire soffocata. Temo di non saper stabilire un nostro equilibrio familiare..lo sento come una violazione, come invadenza. Forse avrei voluto del tempo per noi 4, resta il fatto che non so come comunicare il mio disagio senza offendere nessuno. Da quando me lo hanno proposto non dormo e ho continui attacchi di ansia. Senza contare che mia figlia in presenza dei nonni fa ciò che vuole ed io perdo ogni mio potere decisionale da genitore. È una cosa sana questa vacanza "allargata"? È solo un mio timore? Come posso comunicare il mio disagio? Grazie mille

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Mia figlia 5 anni piange ogni mattina per andare a scuola

Buongiorno vorrei un parere mia figlia di 5 anni al 3 anno di asilo piange ogni mattina quando arriviamo davanti la classe premetto che a settembre ero incinta di 7 mesi quando e cominciata la scuola poi c'è stata la nascita del fratellino. Lei e una bambina introversa però socievole vuole il suo tempo quando poi la riprendo a scuola e tranquilla sorridente e felice e mi racconta tutto. A casa e molto serena anche con il fratellino e affettuosa io e mio marito abbiamo cercato di dare sempre le stesse attenzioni certo alcune cose sono cambiate ma lei mi sembrava tranquilla. Questa mattina la maestra mi ha consigliato di parlarne al pediatra e io mi sono un attimo allarmata non capisco cosa centra la pediatra, quanto può essere anomalo questo comportamento in una bimba di 5 anni ? Io ho sempre pensato che sono capricci ho sbagliato? Come posso aiutare la mia bambina?

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