Domande e risposte

leggi tutte le domande
Va bene come sto facendo?

Buonasera, scrivo per un consiglio. Sono separato da un paio d’anni circa. I due bimbi, la femminuccia di anni 6 e mezzo circa ed il maschietto di anni 5 circa, vivono con me (il nucleo familiare è composto esclusivamente da noi tre e personalmente non ho relazioni sentimentali). La madre da sentenza potrebbe vederli a fine settimane alterni e tenerli con sé una notte quando il weekend è mio. Gli accordi non sono mai stati rispettati. La madre prima per scuse varie non ha mai tenuto regolarmente i bambini. Ora, per motivi di lavoro, li tiene a weekend alterni, ma solo a partire dal Sabato pomeriggio e fino alla Domenica sera (talvolta fino al Lunedì mattina). Ovviamente in passato ci sono state alcune discussioni tra me e la mia ex moglie. Da qualche mese, ho cercato di eliminare ogni sorta di conflitto. Mi adeguo alle esigenze della mia ex moglie e in caso di necessità ed in sua mancanza ricorro alla baby sitter.
La madre dei bimbi è comunque libera di venire a casa mia per incontrarli senza alcuna limitazione (ha ancora le chiavi di casa). Ultimamente si è resa spesso disponibile a portare lei a scuola i bimbi e talvolta ad andare a riprenderli. Se li va a prendere a scuola sta con loro un’oretta due al massimo e poi ritorna a casa sua. I bimbi, fino a qualche mese fa, quando il rapporto era abbastanza conflittuale tra loro e la madre spesso non volevano andare via con lei. Ultimamente che le cose sono fortunatamente migliorate, specie la femminuccia cerca spesso la madre.
Talvolta, prima di addormentarsi o appena sveglia fa un “tentativo” di capriccio e mi dice che vuole la madre. Io, in modo molto tranquillo, le dico che “in questo momento la mamma non c’è e ci sono io” … “la mamma la vedrai più tardi o domani (a seconda)”.
Le dico se vuoi possiamo mandarle un messaggio o telefonarle. Di solito la bimba si tranquillizza e continuiamo con le operazioni del caso (vestirsi, etc.). Ovviamente vedo che la bimba si dispiace ma poi, comunque, ritorna “normale”. Non perdo occasione per dire ad entrambi i miei figli quanto bene voglio loro e li compro di baci.
Durante il giorno entrambi i bimbi voglio stare con me. Appena do un po’ più attenzione ad uno, l’altro mi chiama e via dicendo. Non sempre riesco a fare cose tutti e tre insieme.
Va bene come sto facendo? Quando mia figlia e talvolta mio figlio cercano la mamma cosa devo dire loro? È sufficiente che io mostri loro il mio Amore e la mia presenza in quel momento? A volte, per attirare la mia attenzione, mi dicono che si stanno annoiando e vogliono fare qualcosa, ma non sanno cosa. Qualunque cosa proponga a loro non va bene. Spero di essere stato sufficientemente chiaro e ringrazio per eventuali consigli. D.

5 risposte
11 anni e cambiamenti

Salve a tutti, grazie dell'attenzione innanzitutto! Sono una mamma di un figlio unico di 11 anni , e gia' questo mi crea sensi di colpa, perche' mio figlio mi sembra sempre solo, in piu' 5 anni fa ci siamo trasferiti oltreoceano per migliori opportunita' lavorative, per me e mio marito e per crearne per mio figlio. Mio figlio si e' intergrato sia con la lingua, sia con le amicizie, ma in questo paese, per esempio, si usa pochissimo o per niente incontrarsi con le mamme e far giocare i bambini (ragazzi) insieme, nel pomeriggio.....di contro il mio appartamento si trova in un grosso complesso, dove al centro c'e' un piccolo parco e un giardino, e dove gli altri ragazzi che abitano li, usano incontrarsi.
Purtroppo non spesso, ma se prima mio figlio era contento di quelle poche volte, ora non esce proprio piu' e quando gli suggerisco di farlo, diventa subito insofferente.
Io non insisto, ma un po' mi preoccupa, ho sempre chiesto direttamente a lui se ci fosse qualcosa che non va, se ha discusso o se qualcuno magari ha fatto il prepotente, ma lui mi risponde sempre di no, quando gli chiedo allora perche' non esce piu' , mi risponde che con loro si annoia, risultato spende tutto il tempo sul'ipad, guardando video youtube o scrivendo e componendo canzoni (la musica gli paice) .....la musica va benissimo, anche a me piace, ma non so se devo spronarlo di piu' ad uscire o se va bene frequentare gli altri solo in orario scolastico, a scuola va volentieri e non sembrano esserci particolari problemi, a parte le solite cose, magari che certe materie non gli piacciono o preferisce un insegnante piuttosto che un altro, io e mio marito lavoriamo entrambi e compatibilmente coi nostri lavori (e con la stanchezza) cerchiamo anche di organizzare attivita' con lui o anche solo una semplice passeggiata.
Fa attivita' extrascolastiche 2 volte a settimana, musica il mercoledi e basketball giovedi. Qualsiasi suggerimento o cambamento sara' bene accetto grazie mille a tutti. Ps: ho messo la mia vecchia provincia e paese nel modulo perche' ovviamente la mia nuova residenza , essendo all'estero, non c'e' nella lista. Grazie

4 risposte
Aiuto

Salve è la prima volta,
ho bisogno di aiuto per mio figlio di 23 anni.
E' stato sempre un ragazzo chiuso, ma ultimamente non facciamo che litigare vive con me è mio marito e si è portato la ragazza a convivere. 
Non vuole lavorare, non ci aiuta in casa e odia tutti noi.
Mi ha detto che facccio schifo come madre, perché ho difeso il fratello più piccolo (che dio lo benedica il piccolo di 20 anni, perchè tutto diverso dal grande che invece è pieno di odio).
Non vuole uscire di casa, così l'ho buttato fuori: ora mi ha minacciata, non so cosa fare, non gli ho fatto mancare nulla. non ha mai compreso il mio amore, mi odia e basta.
Aiutatemi, non lavoriamo, non so come aiutarlo, non voglio perderlo è sempre mio figlio.
Grazie, aiutatemi vi prego.

4 risposte
Una sculacciata ad una bambina da parte dello zio è considerata violenza?

Buonasera, sono la mamma di una bambina di 10 anni. Poichè lavoro, mi trovo a dover affidare mia figlia quando ai miei genitori, quando ai miei suoceri.
Premetto che mia figlia non è mai andata volentieri dai miei suoceri, e, da quando è piccola dice che suo zio, fratello di mio marito, è cattivo perchè la chiama stupida. Mio marito ha sempre cercato di minimizzare perchè sua madre fa lo stesso e protegge l'altro figlio, e poi perchè sa che, se ci litigo io si va alla fine di qualunque rapporto. Io mi sono trattenuta nel rispetto di mio marito, ma ultimamente, prima della scorsa estate, mia figlia mi ha detto di essere stata sculacciata da questo zio. Allora chiesi aiuto a mio marito e lui si presentò a casa dei suoi e ci fu una scenata con sua madre che, come sempre, minimizzava. Da allora mando meno mia figlia da loro e la invito a dirmi sempre tutto ciò che le succede. Sembrava tutto rientrato fino a stasera, quando mi ha detto che di nuovo lui le ha dato dei forti sculaccioni, sempre per futili motivi. A questo punto gli ho mandato un messaggio dove gli dico chiaramente che rischia la denucia. La mia domanda è se ci sono gli estremi per poter punire questa persona, e come devo interpretare questo atteggiamento nei confronti di mia figlia, e se mi devo preoccupare ulteriormente.

4 risposte
Bambina di 4 anni..dice sempre e solo No!

Io ho una bimba di 4 anni e mezzo quasi. Non so piu come mi devo comportare. Non ascolta, qualsiasi cosa le chiedi ti risponde di no.
Non vuole mai riordinare, quando siamo a tavola non sta mai seduta, non vuole mai mangiare, la sera la messa a letto é un vero incubo.
Sono incinta di 5 mesi del suo fratellino e tutte le sere vado a letto con il mal di stomaco. Le ho tolto il pisolino pomeridiano, perché altrimenti la sera mi faceva la mezzanotte.
Adesso la porto a nanna intorno alle 20.30/21.00, ma prima delle 22.30 non dorme.
Corre, salta, gioca, parla...tutto fuorché dormire. Era cosi anche prima..ma ultimamente è peggiorata notevolmente.. stiamo sicuramente sbagliando qualcosa.. quando fa la monella le do dei castighi, tipo toglierle i suoi giochi preferiti x uno o due giorni...lei promette di fare la brava poi siamo punto a capo ... La prego di darmi un consiglio, perché con l'arrivo del fratellino non vorrei peggiorare la situazione..
Grazie di cuore Cordiali saluti

3 risposte
La mia bimba di 3 anni ha spesso la febbre da quando è nato il fratellino, è psicosomatico?

Buongiorno, ho una bimba di tre anni e un piccolo di tre mesi e mezzo. La grande è sempre stata una bambina molto esuberante, indipendente e matura. Al tempo stesso è anche molto sensibile. Ha iniziato l’asilo a settembre, ma aveva già frequento un anno di nido, senza grossi problemi di salute (solo una febbre in tutto l’anno del nido, più qualche raffreddore e un paio di virus intestinali lievi).
Dal giorno di dimissioni del fratellino a settembre ha iniziato ad ammalarsi, in tre mesi e mezzo siamo alla quinta febbre. Non ha altri sintomi particolari, ogni volta che la pediatra la visita riferisce che è pulita di gola, bronchi, polmoni e orecchie, ha solo la febbre.
Lei ha reagito bene alla nascita del fratellino, è molto affettuosa. Ha dei momenti di rabbia, nei confronti di noi adulti (nonni e genitori) e da qualche settimana dice di non voler più dormire da sola e di avere paura che io non torni più.
Aggiungo che il piccolo è stato ricoverato per una settimana, insieme a me, per bronchiolite prima di Natale. Allattando esclusivamente e non accettando lui il biberon non è stato possibile alternarmi con il papà. Lei è sempre stata a conoscenza dei fatti e le abbiamo spiegato la situazione in modo che potesse capire con gli strumenti che ha a disposizione una bambina di tre anni.
Ha dormito tutto il tempo dai nonni insieme al papà. Nell’ultimo mese e mezzo l’abbiamo tenuta a casa dall’asilo e di fatto non ha frequentato la comunità ma si è ammalata comunque.
Queste febbri ricorrenti senza particolari altri sintomi potrebbero essere psicosomatiche? Potrebbe essere una reazione inconscia alla nascita del fratello? Potrebbe essere una sorta di immunodepressione da stress che la rende più sensibile ai virus? Vorrei aiutarla ma non so come. Grazie

6 risposte
MIO FIGLIO NON HA AMICI

Buonasera, sono una giovane mamma di un bambino di 5 anni e mezzo che quest'anno ha iniziato la scuola elementare da anticipatario. E' un bambino molto intelligente e curioso (ha imparato a leggere da solo all'età di tre anni ed è appassionato di geografia, tanto da conoscere già capitali, stati, confini politici..) ma fa fatica a socializzare.
Lo psicologo con cui ho recentemente parlato l'ha definito ipercognitivo. il motivo della scarsa socializzazione non riesco a capirlo. Ha frequentato il nido (dai sei mesi) senza particolari problemi e anche all'asilo non ho riscontrato particolari problematiche (sebbene abbia spesso notato che giocasse da solo e non avesse amici a cui fosse particolarmente legato). Spesso lui è molto affettuoso e "materiale", nel senso che cerca tanto il contatto fisico con gli altri che però sovente lo trovano fastidioso. Premetto che un padre non ce l'ha (nonostante l'abbia conosciuto e abbia presente chi sia suo padre) e nella famiglia non ci sono figure maschili di riferimento perchè il nonno, ovvero mio padre, durante i suoi due anni e mezzo di vita ha lasciato casa nostra per andare a vivere da un'altra parte (sono giovane e vivo con mia madre e mia sorella).
Quindi credo che ci sia alla base anche tutto un vissuto traumatico di cui però non vuole mai parlare. Purtroppo credo che a scuola si annoi perchè fanno ancora cose troppo semplici, e non credo si sia integrato bene nella nuova classe. Si lamenta spesso che i suoi compagni gli fanno i dispetti, non vuole mettersi alcuni vestiti perchè se no lo prendono in giro, e ultimamente ha avuto delle "crisi di pianto" perchè dice che nessuno dei suoi compagni gli vuole bene, che non ha amici e che non si sente capito da loro.E' anche capitato che dicesse frasi come: "io non faccio parte di questa famiglia perchè sono uno scarto" o che riferendosi a mia madre e mia sorella dicesse "cosa volete, voi non siete la mia famiglia non potete dirmi cosa fare" Io soffro molto nel vederlo così triste e vorrei fare qualcosa per aiutarlo, confrontarlo. Ma non so davvero come. Inoltre, a dire la verità, temo che in parte sia anche colpa mia, perchè non socializzo con le altre mamme (hanno tutte almeno 10 anni più di me e non ho davvero niente a che spartire con loro) e quindi le occasioni per vedersi con bambini della sua età al di fuori dell'ambiente scolastico sono assai rare. In più, la mia vita sociale rasenta lo zero perchè tra lavoro e bambino non ho molto tempo libero e quindi non ho molti amici. Vorrei solo che avesse una vita il più possibile serena. Grazie mille per aiuto

4 risposte
Abitare lontano per lavoro dopo una separazione

Buongiorno, cercherò di essere breve. Mi sono separato con mia moglie a Giugno, affettivamente ero già stato abbandonato da un anno e mezzo.
Tralascio le colpe del nostro fallimento: ho provato in ogni modo a salvare la coppia, ma non c'è stato nulla da fare. Abbiamo tre bambini: due Femmine di 14 e 11 ed un Maschio di 12.
Aimè per motivi non miei ho sempre fatto il padre pendolare: prima lei preferiva stare con la madre in Liguria, poi quando ci siamo riuniti nel 2010 (in umbria presso il paese di origine di mio padre) persi il lavoro dovetti tornare al nord per pagare il mutuo, era il 2014, durante questi anni nei quali scendevo ogni due settimane più le ferie lei si è radicata molto bene, io invece ho temporeggiato nel rientrare (avevo un buon lavoro al nord) e le nostre vite si sono divise.
Ora abito a qualche km dai ragazzi, ma faccio 110 km al giorno per lavoro, su due turni, con orari abbastanza difficili, vista la distanza dal lavoro e le elevate spese di trasporto. In pratica li vedo nel fine settimana ed occasionalmente una sera a settimana li porto a cena da me. Ovviamente devo farmi aiutare economicamente dai miei genitori. Sto pensando di rientrare al nord per lavoro, questo mi permetterebbe di riavere un tenore di vita più dignitoso per me e per i ragazzi, senza dovermi appoggiare ai miei genitori, che ovviamente non saranno eterni. Mi chiedo se è una scelta egoista dettata solo dal mio non stare bene qui, oppure cercando di essere partecipe, come ho sempre fatto nonostante la distanza alla crescita dei miei figli. Questo mio rimorso è ingiustificato? Sono un padre snaturato se ricominciassi a vederli ogni due settimane, oppure è vero che conta la qualità più che la quantita del tempo trascorso con loro?

2 risposte
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.