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Rapporto conflittuale con ventenne

Buonsera, da sempre ho un rapporto conflittuale con mia figlia oggi ventenne.. Appena nata non si staccava mai da me..ma già alla scuola materna sfuggiva a me ed al resto della famiglia.Le ho sempre dato una mano e seguita a vista, ma da lontano, perchè non si è mai fatta avvicinare. Vive per la musica e le sue amiche (tutte di età inferiore 15/16/17 anni ecc.): Non considera nè noi come genitori, nè la nostra casa.. non le è mancato mai nulla.. tutto quello che voleva fare glielo abbiamo fatto fare, accompagnandola a destra e sinistra. In casa non collabora per nulla, neanche la sua camera. Ho provato a fare viaggi con lei, ci ho parlato, l'ho sgridata, l'ho minacciata e l'ho pregata. Ma niente, ogni volta il discorso finisce con un suo "si vabbene ho capito, ciao" e nulla più. E' diplomata, lavoricchia ogni tanto e quindi si paga i suoi concerti e le sue spesucce. Abbiamo sempre aperto la nostra casa ai figli e ai loro amici. Con tutti gli altri è gentile, carina e sorridente. Con noi appena un "ciao". Sto male, mi manca il contatto fisico, il dialogo, uno sguardo, un sorriso... con noi non sorride mai, con gli altri si... aiutatemi sto malissimo. Grazie.
Anna Maris

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I miei genitori non mi lasciano vivere

Buonasera. Sono Beatrice, ho 18 anni e vivo ancora insieme ai miei genitori. Da sempre ho avuto un rapporto abbastanza travagliato con loro. Mia madre, fin da quando ero piccola, ha sempre cercato di tenermi in una bolla di vetro. È sempre stata molto ansiosa e protettiva, a volte ai limiti dell'oppressione. Con mio padre, però, ho sempre avuto un buon rapporto, sicuramente migliore di quello che ho con mia madre. È sempre stato il mediatore tra me e lei e cercava di essere un anello di congiunzione. Nonostante questo, anche mio padre mi ha sempre negato di fare tante esperienze che facevano i miei coetanei. Proprio questa loro oppressione mi ha portato a fare molte cose di nascosto, ad esempio le prime uscite con dei ragazzi o anche cose più semplici, come accompagnare le mie amiche in un determinato luogo che a loro "non piaceva". Ho sempre guardato con gelosia i rapporti delle mie amiche con i loro genitori, spesso le vedevo complici delle loro madri, vedevo che loro raccontavano ai loro genitori le loro esperienze, chiedendo un consiglio o semplicemente sfogandosi. Io questa cosa non ho mai potuto farla, primo perché caratterialmente sono abbastanza chiusa (ma io credo che questa sia una conseguenza del rapporto con i miei genitori), e secondo perché ho sempre pensato che se io avessi detto loro ciò che facevo o ciò che avrei voluto fare, loro non mi avrebbero più fatta vivere, opprimendomi ulteriormente. Questo fino a qualche mese fa, quando ho preso coraggio e ho parlato a mia madre del mio ragazzo. Non è della mia città e questo è stato l'unico motivo del perché gliel'ho detto. Per vederlo devo spostarmi e per mesi ho dovuto raccontare bugie su bugie, questa cosa non mi faceva stare tranquilla e in più stavo male perché per vivere avevo bisogno di raccontare bugie. Ho chiesto a mia madre di non parlarne con mio padre, ma ovviamente lo ha fatto e da quel giorno mio padre non mi rivolge più la parola. Continuo a stare davvero male per questa situazione, sia perché mia madre continua a farmi storie quando devo vedermi con il mio ragazzo e sia perché ho rovinato il rapporto con mio padre. E soprattutto mi fa star male il fatto che in ogni evento bello nella mia vita c'è la loro ombra, ogni gita lo ricordo per le litigate con loro, ogni festa la ricordo per le loro urla per non farmi andare, e così per qualsiasi cosa. Vi ringrazio per le risposte. Beatrice.

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inserimento al nido e future problematiche

Buongiorno sono mamma di una bambina di 16 mesi ed oggi, al quarto giorno di asilo, si sono fatti vivi i dubbi e le perplessità. Mia figlia è una bambina curiosa e socievole, non ha mai avuto problemi a restare dai nonni, è sempre andata in braccio a chiunque, senza piangere, quando andiamo al parco mi lascia la mano per giocare o andare dai bimbi, non ha mai pianto quando mi vede andare al lavoro. Durante le ore in cui sono a casa mi prende per mano e giochiamo insieme. Di notte si sveglia ancora per il seno. Svolgiamo qualsiasi attività con tranquillità (tranne quando ha sonno o fame!) tutto condito da entusiasmo e felicità.
A volte le capita di voler restare "accucciata" su di me. Posso dire che, con empatia e tenerezza, abbiamo trascorso 16 mesi senza che si presentassero attacchi di morbosità e paure. In questi ultimi tre giorni mi sembra invece cambiata. Piange quando vado al lavoro e la presenza di bimbi (ricercati prima dell'inserimento) al di fuori del contesto asilo, le crea delle agitazioni, piange e rimane attaccata a me. Penso di poter imputare tutto al metodo di inserimento dell'asilo, a mio parere: drastico! Racconto l'inserimento: il primo giorno mezz'ora di permanenza insieme alla nonna, il secondo giorno mezz'ora con la mamma e mezz'ora da sola, il terzo giorno un'ora da sola ed oggi quarto giorno un'ora e mezza da sola. Il primo giorno è stata curiosa. Il secondo ha interagito giocando con me, ma poi ha pianto molto sia al momento del saluto, che per tutta la permanenza con conati di vomito. Il terzo ha fatto fatica a voler entrare in aula e ha pianto quando ci siamo salutate, una disperazione, e quando sono tornata da lei era intenta a giocare, ma con aria triste. Il quarto giorno, anticipandole la mattina che saremmo andate al nido, sembrava convinta ma si è ripresentata la disperazione al momento del saluto. Ho temporeggiato ad andar via, fin quando ho sentito smettere di piangere. Parlando poi con l'educatrice ho scoperto che ha trovato pace in braccio a lei, tornando a piangere non appena si allontanava e che per tutta la durata ha tenuto il ciuccio in bocca. Quello che penso è che con questo metodo non ci sia adattamento, la bambina non credo si sia ambientata e sentita sicura. Forse sarebbe stato meglio un inserimento dolce e graduale. Questo più che un adattamento sembra un'imposizione. Non voglio che si senta abbandonata. Quello che chiedo a voi è: cosa ne pensate di questo metodo? Potrebbe essere un trauma per una bambina così piccola? E se sì, con quali conseguenze future? Come poterle fare e in quanto tempo farle dimenticare questa esperienza. Inoltre, considerando che a settembre cambierà asilo come devo comportarmi? Può sopportare un secondo inserimento se pur differente? A distanza di quanto tempo sarebbe preferibile? E al momento è preferibile sospendere,  scriverla altrove o continuare così per non renderlo destabilizzante? Scusate il poema, ma considero importante la serenità di mia figlia!! Grazie mille in anticipo!

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Sono insoddisfatta della mia vita e non ho un sogno da realizzare

Salve a tutti, Vi scrivo perché confido nella vostra bravura e spero possiate aiutarmi a dare una risposta ai tanti problemi, che sembrano tormentarmi.Sono una ragazza di 17 anni, e reputo la mia vita qualcosa di deludente. Non ho avuto diciamo un'infanzia spensierata, dal momento che mia madre soffre di depressione ed è un'alcolizzata. Io l'ho sempre vista così, era già malata ancor prima che nascessi io e non so se guarirà mai, perché mia madre ama l'alcool più delle sue figlie. Per l'appunto ho altre due sorelle, una mia gemella e una sorella più grande. Il comportamento di nostra madre ci ha legato tanto e ci vogliamo veramente bene. Sin da piccola mia madre ha sempre avuto però, nei miei confronti, un comportamento ostile, mi diceva sempre che ero cattiva e che la mia gemella era quella brava e faceva sempre in modo di farmi sentire sbagliata e io ci rimanevo male, piangevo, non capivo perché mia mamma mi odiasse.. comunque io ho sempre cercato di attingere l'amore che mia mamma mi negava da altre fonti, in particolare da mio padre, che credo sia una delle persone che più amo e per la quale farei veramente ogni cosa.
Mio padre è un padre eroe, che non ha abbandonato sua moglie e ha sempre cercato di dare le giuste attenzioni alle sue figlie.. ma parliamo di me ora. Sono una studentessa e a scuola non ho mai avuto gravi mancanze, mi reputano brava, tutti si aspettano sempre tanto da me dal punto di vista scolastico, quando io odio quello che studio, odio dover studiare, odio dover star chiusa in un'aula e odio dover stare a contatto con ragazzi, che in quell'ambiente, che io reputo una prigione, si trovano a loro agio. La scuola è fonte di ansia, insieme al dover stare in casa con mia madre ubriaca (ho sempre paura che possa uccidermi, o che io possa uccidere lei).
Non ho alcun sogno nella vita, so solo che amo leggere e amo l'arte, che esprime il sentimento e l'emozione umana...altro che funzioni.. per questo motivo ho come il presentimento che morirò a 21 anni..e ogni volta che lo dico tutti si arrabbiano ma a me fa star bene, pensare che tra 5 anni morirò, giovane, e non dovrò preoccuparmi dell'università, del lavoro, del mio futuro, mi crea gran libertà e pace interiore.. poi penso che se non dovessi morire allora sarei nella merda, perché non avendo un sogno che mi bruci l'anima la mia vita non sarebbe meno orrida di quella che sto vivendo ora. Il vero motivo per cui vi scrivo e comunque sia un altro che reputo il più grande.. delle volte capita che perdo il controllo e non riesco a moderare la mia rabbia, allora mi scateno peggio di una furia, urlo sbatto tutto ciò che mi circonda e mi picchio fin quando non mi faccio talmente male, da farmi rinsavire un po'...un periodo mi strappavo anche la pelle con le unghie perché così riuscivo a dimenticarmi per un po' del senso di vuoto che mi sbranava il cuore e l'animo. Non deve esserci per forza un motivo serio...può anche scatenarsi così, per esempio non trovo la maglietta che volevo la mattina? Allora si dai, svegliamo mezzo palazzo perché la cogliona non trova una maglietta, dico io, io maglietta??? Ma veramente?? Perché mi arrabbio per cazzate?? ogni volta che accade leggo negli occhi delle persone che mi guardano tanta amarezza e ribrezzo..ma come biasimarli.. anche io mi disprezzo.. odio far soffrire mio padre però.. ogni volta che ho queste crisi e lui è presente cerca sempre di calmarmi ma io urlo "lasciami, sono pazza, sono pazza" ed esco di casa, il tempo di fare due passi e sto piangendo come una disperata perché ho fatto star male il mio papà e mi sento così in colpa e cattiva..una merda insomma. Per questo motivo non vorrò mai mettere su famiglia, ho paura di essere come mia madre, e non voglia che i geni di una malata, che ormai mi formano, passino anche ad una piccola creatura che una mamma aggressiva non la merita.. La cosa schifosa e che le persone che mi conoscono non penserebbero mai che sono così, con gli altri sono sempre molto mite e pacata, gentile, non perché fingo, per carità, solo che non trovo un motivo valido, o forse è perché fingo e non voglio che le altre persone scoprano il mostro che alberga in me? Mi sento chiusa in gabbia.. l'altro giorno pensando alla mia condizione sono scoppiata a piangere sul pullman..mi sento come un uccello che ammira i suoi compagni spiccare il volo, mentre lui è costretto dietro le sbarre, mi sento costretta a fare cose che odio.. che mi tolgono il tempo per fare cose che preferirei fare, come andare in palestra che mi scarica tanto o leggere un buon libro o delle poesie, o guardare foto del David di Buonarroti su Internet.. lo so, sono una persona noiosa..ma sono le poche cose che mi piacciono e mi fanno stare più tranquilla e rilassata.. In più non ho un sogno da realizzare... non ho un'aspirazione nella vita... tutto ciò che preme assai, mi mette l'ansia, mi fa soffrire, ci sto veramente male....ci piango, non ho niente al quale aggrapparmi e dire "dai, un giorno farò " " e realizzerò il mio sogno!". Un cavolo proprio.. Sicuramente ho dimenticato qualcosa..non so neanche se quello che ho scritto vada bene.. molto probabilmente sbaglierò anche la categoria.. mi farebbe tanto piacere ricevere un parere di chi se ne intende..altrimenti va bene anche così, mi sono sfogata un po' :).

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Marito tossicodipendente

Buonasera sono una compagna disperata. Ho un compagno che fa uso di droga e non so come aiutarlo. Lui dice che non ha bisogno di comunità, perche è capace da solo ad uscirne ma, come ben sapete, non lo fa mai, a parte le bugie continue che dice, io non so più che fare, ho tutti contro, perchè dicono che devo lasciarlo, non so il perchè, ma non ce la faccio...piango sempre, sono al limite della sopportazione. Da premettere che ho due figli, quindi è dura dire, specie al piu grande che ha 10 anni, di andare via, lui che stravede x il padre..nn so che fare!

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Mio marito fa uso di cocaina

Buonasera mio marito fa uso di cocaina, ma mente di continuo. Ne sono certa. Ho trovato più volte tracce... carte di credito consumate...polvere di cocaina in un mobiletto dove tiene le sue cose. Abbiamo due bambine di 2 e 10 anni. Sono terrorizzata. Non so come uscirne. Perché lui mente e nega anche l'evidenza. Spende tantissimo e a me non è dato sapere cosa fa con i "suoi" soldi. Sono due anni che io devo mantenere le bambine col mio stipendio, mutuo compreso, perché grazie al cielo la casa è intestata a me, ma lui con tutti quei soldi cosa fa?
Ho iniziato ad avere dubbi quando dormiva troppo la mattina poi si alzava incavolato nero ed urlava per niente. Adesso sono arrivata al punto che non cerco più di svegliarlo, per paura di litigare. Ho paura che urli davanti alle bambine. Litighiamo di continuo per i soldi. Lui dice che lo controllo, per questo si arrabbia. Quando ci provi con dolcezza a dirgli "ascolta puoi dirmelo non ti colpevolizzo, ma devi smettere, ti fa male", lui esce e sbatte la porta, oppure mi sbatte giù il telefono e sparisce.
Alla fine, un giorno, ha inventato la scusa che ogni tanto, col vicino di casa, faceva qualche tiro..ma non è vero, continuo a trovare tracce e lui non è mai tranquillo e sempre schizzato. Non era così prima. Siamo stati bene per 14 anni. Adesso è diventato un inferno. Ho paura che ci lasci sotto i ponti. Abbiamo un attività e anche quella da un paio di anni (da quando sono andata in maternità) ha iniziato a vacillare, perché le spese sono troppe e lui preleva di continuo. Ho bisogno di aiuto, ma finchè lui non vuole ammettere, non posso portarlo di forza da uno psicologo.
Ho sentito parlare di questi Sert, ma dovrei andare da sola....a cosa servirebbe? Ho anche paura che mi tolgano le bambine, sapendo che hanno un padre così.....cosa posso fare? Ho pensato che l'unica sia lasciarlo e allora, forse, quando sarà solo e nello sconforto totale capirà..ma ne soffrirebbero le bambine....non so cosa fare...

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Mio figlio escluso dai compagni di classe e preso in giro

Buona sera, sono la mamma di un bambino di quasi 7 anni che frequenta la prima elementare.
Mio figlio non e' accettato dalla maggior parte della classe, gioca con due o tre bambini e con gli altri no, perché mi dice che non lo vogliono, fanno di tutto per farlo a piangere e prenderlo in giro. Lui ha un modo di rapportarsi con i suoi coetanei, a volte, un po' prepotente ed aggressivo soprattutto quando non si sente accettato, premetto che dai 4 ai 6 anni ha fatto logopedia per un disturbo specifico del linguaggio e questo lo ha sicuramente portato in passato, a volte, ad avere problemi nel relazionarsi con i suoi coetanei.
Lui vorrebbe essere amico con tutti, non accetta che gli venga detto " tu non sei mio amico", io e mio marito ci parliamo spesso per spiegargli, che innanzitutto non deve piangere se lo prendono in giro, che se smette, di conseguenza i suoi compagni smetteranno di prenderlo in giro, che può succedere di non piacere a tutti, che e' una cosa normale e che non si deve arrabbiare, per poi essere aggressivo, ma che deve rimanere tranquillo e giocare con chi vuole giocare con lui.
Ho anche assistito più di una volta fuori scuola a degli atteggiamenti di fastidio, da parte di alcuni compagni di classe, mio figlio era andato solo a salutarlo saltando o facendo semplicemente il verso del dinosauro che lui adora e questi suoi compagni lo hanno evitato molto infastiditi. A me dispiace tanto, sicuramente mio figlio a volte ha degli atteggiamenti che possono dar fastidio, lui non si lamenta sempre di questo, sono io che la sto' vivendo male,nmi dispiace molto e non so come aiutare mio figlio

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La mia bimba si distrae spesso

Buongiorno, mi chiamo Marco e vi contatto per chiedere qualche piccolo consiglio... La mia bimba, che compie 7 anni tra poco, è sempre molto distratta, si "perde" nel suo mondo.... Premetto che è una bimba molto sveglia, capace ed intelligente, lo confermano anche le maestre, ma alcune volte torna a casa da scuola con brutti voti, perché durante il dettato è attenta ad osservare la gomma, i pastelli, o l'aria attorno a se, e quando viene ripresa è come se si svegliasse di colpo. Purtroppo anche a casa è così, posso ben capire che magari si "annoia" a fare i compiti e quindi la distrazione è passabile, ma anche quando gioca, o quando guarda la TV (senza volume è incantata ad osservare oltre le immagini riprodotte). Abbiamo provato con i classici castighi (senza giochi, senza TV, nel doposcuola a casa e non a giocare con le amiche). Con me funzionavano!!!! Ma niente da fare!! Quando viene ripresa: occhioni lucidi, scuse di qua e di là, non lo farò più etc...... Ma non funziona! Ora, posso benissimo capire che ci sta ogni tanto, non vogliamo di certo una robottina, però tutto ha un limite!! Non può "dimenticarsi" la forchetta a mezz'aria mentre mangiamo!! Capisco che ai bimbi bisogna ripetere le cose più volte, ma ogni giorno le stesse cose da anni, sembra un pò troppo. Abbiamo cercato anche di dare 3 piccole e semplici regole prima della pappa: -Mollettine (altrimenti i capelli sono nel piatto in 2 secondi) -Pipì -Manine Ma niente tutte le sere dobbiamo ricordare..... Ora non sappiamo davvero come fare, siamo stanchi che quasi tutti i giorni la maestra ci fermi, per metterci al corrente di qualche sua distrazione, e sappiamo anche che castighi e punizioni non servono più di tanto. Siamo anche stanchi di riprenderla sempre, perché ogni sera si crea quel clima "accusatorio", che fa male a lei e a noi... Anche perché è una bimba molto sveglia, fantasiosa, si alza la mattina e canta, non vede l'ora di andare a scuola, non ha pianto nemmeno il primo giorno, anzi, era eccitata di iniziare la scuola dei grandi!! Se vede una bimba piangere è lei che si avvicina a staccare dalle gambe della mamma l'amica e l'accompagna dentro tenendola per mano, dimenticandosi di salutarci (ma va benissimo, sono gesti bellissimi!!) Ringrazio anticipatamente Marco

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