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Mi succedono delle cose a cui non riesco a dare una spiegazione

Sono una ragazza di 17 anni, quasi 18, e da un po' di tempo penso, sogno e faccio cose che mi preoccupano. Mi spiego meglio, è dai tempi delle medie che sono cambiate un po' di cose, succede che per periodi prolungati, specialmente nel periodo scolastico, io mi senta molto molto triste e demotivata... io sono sempre stata una persona insicura e sin dai tempi delle medie mi sono sentita "stupida" perché non riesco ad ottenere dei risultati come gli altri compagni, infatti difficilmente mi ricordo quello che studio e anche certe cose che mi succedono. In questi periodi molto tristi spesso passo il tempo a letto sotto le coperte ed essendo triste subentrano altri problemi, specialmente quelli riguardanti al mio aspetto fisico, quindi mi ritrovo triste a letto per giorni saltando spesso i pasti e restando a piangermi addosso; per questo problema sono stata bocciata una volta a scuola, e lo sarò di nuovo quest'anno perché ho smesso di frequentare, e come se non bastasse ho perso pure mia nonna nel 2020, e la tristezza di questo avvenimento è stata l'ultima goccia a far traboccare il vaso. Ho notato di avere ansia più spesso, a scuola in primis, ma anche quando sono in luoghi troppo affollati o quando faccio nuove amicizie perché mi sento sempre giudicata da tutto e tutti, perciò questa cosa mi limita molto, in tutto. Credo di essere anche un pochino paranoica, la notte prima di andare a dormire chiudo bene la porta e faccio il giro della casa per verificare che tutto sia a posto, quando sento il minimo rumore spalanco gli occhi e ricontrollo tutta casa. Dormo sempre e solo con la porta della camera chiusa e le tende chiuse, perché ho una tremenda paura di essere spiata, infatti controllo sempre gli angoli della camera perché nella mia testa qualcuno mi sta spiando tramite qualche aggeggio elettronico, oppure controllo spesso anche alla finestra che tutto sia a posto e che non ci sia niente di strano e sospettoso. Questa cosa mi sta sfuggendo di mano credo..perchè penso sempre a immagini molto brutte, avvenimenti orribili che si tratti di incidenti, morti, suicidi etc... a cuhi spesso assisto, oppure che vivo io in prima persona, per esempio i suicidi, ammetto di aver pensato spesso al suicidio nei momenti più tristi però non ho mai provato a fare passi azzardati, però il pensiero c'è stato ecco. E non ho ancora finito... È da veramente tanto tempo (non so neanche quanto) che non faccio un sogno normale, ormai faccio solo incubi che adesso per me sono la normalità, perché ci ho fatto l'abitudine, posso affermare che l'ultimo più recente è stato il suicidio della mia vicina di casa. Non so come fare, non so neanche se si possa capire qualcosa da tutto quello che ho scritto, ma io sono un po' preoccupata, ma era da tanto che volevo buttare fuori questo peso.

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Mio figlio preferisce le cose da femmina

Salve, sono un papà divorziato da 5 anni, mio figlio di quasi nove anni, preferisce giocare con le Barbi, dice che le femmine sono migliori, gli piace truccare, qualche volta si trucca anche lui, se interpreta qualche personaggio, interpreta sempre la parte femminile. Però le sue fidanzatine sono sempre femmine. Gioca sempre quasi con femmine. Non so cosa pensare, non so come comportarmi. Aiuto. Grazie

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Mia figlia é gelosa di mio marito e del fratello

Salve mia figlia ha 11 anni e non vede il suo padre biologico da 10 anni perché completamente disinteressato, ma questa é una fase che mia figlia ha metabolizzato e apparentemente superato.Da poco mi sono sposata con il consenso e la felicita di mia figlia che in mio marito ha ritrovato la figura paterna che tanto le mancava in passato sostituita dal nonno..e in piú ho dato alla luce il fratellino che tanto desiderava che ora ha 2 mesi di vita.Il problema é iniziato da qualche mese da quando improvvisamente con atteggiamento irrispettoso cerca di mettersi in competizione con mio marito (che lei chiama papá) e suo fratello mettendomi in condizione di scegliere tra di loro anche per le cose più stupide..mancanze di rispetto che ovviamente vengono punite con castighi togliendo le cose a cui lei tiene di più e sembra che sia l'unico modo per tenerla un po' a bada, perché abbiamo provato a parlare con lei in tranquillità di questa situazione e dopo due giorni fa peggio di prima..non gli abbiamo fatto mai mancare nulla..compreso l'affetto e i suoi spazi..i suoi atteggiamenti oltre a farmi soffrire stanno mettendo in difficoltà anche il mio matrimonio, vorrei un consiglio per risolvere questa situazione nella maniera più serena senza rovinare i rapporti con nessuno..grazie

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Risvegli notturni di mio figlio di 8 anni

Buongiorno, sono mamma di un bambino di 8 anni. Suo papà vive lontano e lo vede molto poco e siamo separati da una vita: i nostri rapporti sono civili e si limitano alle necessità per il figlio. Da circa un anno, con tanta fatica, sto cercando di farlo dormire nel suo lettino. Si addormenta con me senza problemi e sa che io poi vado a dormire nel lettone. Tuttavia, da circa un mese, si sveglia un paio di volte a notte e viene a chiamarmi per portarmi con se’ nel lettino per riaddormentarsi. È un ménage per me insostenibile infatti talvolta commetto l’errore di farlo dormire nel lettone per la mia sopravvivenza (ho anche un lavoro piuttosto impegnativo). Avrei il desiderio di un supporto per riuscire a raggiungere l’obiettivo della sua autonomizzazione anche notturna, con un sonno tranquillo. Grazie

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Figlia del mio compagno gelosa

Salve, sono una donna di 43 anni, da un anno e mezzo sto assieme al mio compagno che ha una figlia di 5 anni avuta dalla precedente relazione. Conviviamo da circa un anno, lui ha la figlia ogni altro weekend, quando la bambina sta da noi, io vado a casa mia a dormire per evitarle il trauma che in casa col papà c'è anche "un'altra", almeno per il momento abbiamo convenuto che fosse meglio così. La bambina io l'ho conosciuta circa 6 mesi fa e poco dopo sono iniziati i primi problemi. Lei è molto simpatica, è divertente, iper-attiva (a volte quasi troppo), vuole sempre giocare, inventarsi cose nuove da fare, qualche volta cerca di coinvolgere anche me anche se poi, dopo avermi coinvolto, innesca meccanismi quasi come volermi allontanare, tipo giochiamo con il pallone e dopo due minuti: papà vieni tu perché lei non è capace, papà vieni tu perché tu sei più bravo, ecc... ogni volta mi sento rifiutata da lei e in imbarazzo davanti al mio compagno. Premetto che io e il mio compagno, in presenza sua, siamo come due amici, non ci si tocca nemmeno un dito, escludiamo effusioni di ogni genere insomma. All'inizio, quando suo padre ha iniziato a portarla a dormire nella nuova casa (i primi tempi restava lui a casa dove vive la figlia) lei spesso saltava fuori con la frase: "ma poi mi riporti dalla mamma, vero? mi riporti a casa, vero? e si capiva che lei era a disagio lontano dalla madre, ora invece, sempre più spesso quando sta per tornare a casa sua dice: Ma quando torno la prossima volta? voglio sempre stare qui papà!! E' chiaro che ha cambiato idea velocemente :) Adesso sembra voler stare sempre più spesso a casa del padre e quando c'è lei, non posso restare io, almeno non per il momento anche se nel giro di qualche mese ci sposteremo in una casa più grande ed abbiamo accordato che inizierò a stare li anche quando ce lei, a quel punto capirà sempre di più che io non sono solo "l'amica" di papà. Qualche weekend fa siamo andati in montagna per portarla sulla neve, strada facendo se ne salta fuori con frasi: "me lo ricordo questo posto papà!! siamo stati io te e la mamma!!" e di queste uscite ne fa sempre più spesso, ricordare "io te e la mamma". Nella stessa giornata, mentre io mi sono allontanata un attimo, la bimba ha chiesto al padre: Ma te ami lei? e lui ha risposto: Le voglio bene... e Lei: allora non mi ami più? e Lui: voglio bene a te e voglio bene anche a lei... e li finisce il discorso. Questo evento per me è stato un campanello d'allarme su sospetti che già avevo: credo che lei inizi a manifestare sempre più gelosia nei confronti del padre. Ho notato che negli ultimi due mesi, primo non si stacca MAI da lui, è sempre molto attenta a ciò che ci diciamo e spesso si intromette con domande, quasi come volesse essere sempre al corrente di tutto, cerca in tutti i modi di attirare l'attenzione su di se, sembra andare in agitazione se vede io e suo padre parlare senza prenderla in considerazione. Se tento di spiegarle una cavolata (dopo che magari me l'ha chiesta di sua spontanea volontà) tipo come si fanno i fiocchetti con i nastrini, dopo due minuti risponde: ma tanto io sono capace.. anche in questi casi mi da la sensazione di non accettare che io possa insegnarle qualcosa, deve sempre dimostrare che tanto lei "lo sa già fare", anche questa cosa capita sempre più spesso. Io cerco di avere pazienza ma a volte mi domando se questa situazione peggiorerà, se sarò in grado di incassare, almeno per ancora un bel po' di anni, questa sua forme di "capricci" che mette in atto quando le fa più comodo e quando suo padre sposta un attimo l'attenzione da lei. Da dire però, che il padre non la vizia, non è il classico padre accondiscendente che si fa calpestare da una bambina capricciosa però è pur sempre suo padre e vedendola solo ogni altra settimana, cerca di accontentarla quanto possibile. Altra questione che se ci penso mi manda in crisi è che stiamo cercando di avere un figlio, ormai per questioni d'età non abbiamo molto tempo a disposizione perciò stiamo facendo il possibile perché ciò avvenga in brevi tempi, non oso immaginare come verrà affrontata questa situazione e come la prenderà sua figlia, se si sentirà spodestata, messa in disparte, ecc... io farò il possibile perché ciò non accada ma difficile entrare nella testa di una bambina di 5 anni, soprattutto se non è la propria figlia. Lui ha già iniziato a seminare qualche piccolo discorso con lei però sono sempre parole buttate li, mai approfondite. I miei dubbi sono: come ci si deve comportare con una bambina di 5 anni che manifesta sempre più possessività nei confronti del padre scaricando su di me atteggiamenti capricciosi? Come dovrei comportarmi davanti ai sui approcci negativi nei miei confronti? Come ci si dovrebbe comportare per far si che la bambina piano piano capisca che c'è una nuova realtà di famiglia allargata? Io non le porterò mai via l'amore di suo padre però non voglio neanche che la mia vita sia ostaggio di questi eventi, io e lei siamo due persone diverse che in comune hanno una persona cara, in un certo senso viaggiamo sui due binari paralleli ma, prendiamo lo stesso treno... che fare? Grazie

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Da giorni io e mia figlia non ci parliamo

Buongiorno, da circa sei mesi ho un rapporto conflittuale con mia figlia 17 anni.Siamo sempre state molto legate, in armonia, nessun problema a scuola. La coerenza mi ha permesso di farle rispettare le regole, spiegando perché c'erano e cosa significavano nella vita pratica.Suo padre è sparito quando lei aveva 5 anni. Dopo la morte di mo padre qualche mese fa, ci siamo trasferite da mia madre per non farla stare sola. Sto seguendola ristrutturazionedella casa in modo da creare due appartamenti e dare a tutti la giusta indipendenza, ma poter comunque aiutare mia madre. Dalla scorsa primavera mia figlia è arrogante, risponde male, urla e soprattutto mente. Quando scopro le sue bugie o metto in dubbio i suoi racconti si altera, grida e invia vocali alla migliore amica sparlando di me, in modo che io senta.La sua migliore amica l'ha conosciuta ad inizio superiori, ma non si sono mai parlate; dai racconti di mia figlia so che non è una persona pulita. La scorsa estate, in vacanza con altre amiche hanno legato molto e ora sono solo loro, inseparabili e hanno quasi chiuso i contatti con le altre, perché hanno idee diverse e "sono troppo sante".Mia figlia vorrebbe vivere senza regole e se le impedisco di fare qualcosa urla e lancia oggetti. Mia madre non vuole sentir urlare e, una delle ultime volte, davanti a mia figlia, ha detto che ero io la colpevole per il litigio e, da quel giorno, mia figlia sa che può giocarsi questa carta, oltre a lodare sempre la sua migliore amica, che sa non piacermi, dicendo che andranno in vacanza e poi a vivere insieme e allora si che starà bene. Qualche giorno fa ho scoperto di dover fare un intervento, nulla di grave, ma visto il periodo dovrò fare il tampone prima di accedere al reparto. Lei ha iniziato a dire che non devo essere positiva o le rovino in capodanno (senza minimamente preoccuparsi dell'intervento), le ho detto che a capodanno non uscirà per dormire a casa di qualcuno ( i genitori delle altre amiche non ospitano e non fanno uscire, i genitori della sua migliore amica sono telefonicamente irrintracciabili e non lasciano il nr). Lei ha risposto che io non le metto paletti solo perché sono più vecchia di qualche anno, che quando era in vacanza 3 giorni in estate non c'ero e non so cos'hanno fatto, perché ora a capodanno non può dormire da amici? Mi ha detto che io per lei non sono nessuno e che non le importa se mi opero tanto non è una cosa grave e anche fosse tutti dobbiamo morire prima o poi. Se non la lascio uscire scappa di casa. Durante tutti i litigi sono sempre andata io incontro a lei per recuperare o scusarmi o allacciare. Stavolta davvero non ce la faccio, mi ha ferita e non riesco neppure più a parlarle da giorni. Lei sta in camera, un pò per la DAD un pò per non incrociarmi, esce solo per mangiare e parlare con mia madre o quando ha bisogno di un passaggio per incontrare la sua amica. Non so come recuperare, non so perché mi odi e davvero non so come agire. Se dovesse scappare davvero, nonostante mia madre non voglia, dovrò far intervenire le autorità. Questo mi farebbe apparire coerente ai suoi occhi ma tremendamente odiosa e non recupererei più il rapporto.

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Mi sto separando con bimbo di 1 anno

Buonasera scrivo perché mi sto separando, ho un bimbo di appena un anno, e già da 6 mesi che il rapporto va male con il marito. Sono avvilita, mai avrei pensato che ciò potesse accadere, abbiamo passato l'anno di gravidanza bellissimo e avere un bimbo era il nostro desiderio. Dal lockdown di marzo scorso mio marito ha iniziato ad essere aggressivo nei miei confronti e a contraddirmi su tutte le cose che riguardavano il bimbo. Premetto che da mesi soffro di una tendinite alle braccia e questo mi ha portato a chiedere il suo aiuto per la gestione del bimbo. Per l'aggressivita ho scritto a sua madre che dalla Calabria é salita in veneto, ed in 20 giorni qui , a giugno, ha partecipato a buttare all'aria il matrimonio, solo difendendo suo figlio, e vedendo di me solo i lati negativi, potenziando la cattiveria nei miei confronti. Dall'aggressività ho deciso di andare da un avvocato per la separazione, per tutelare me e il bimbo. Nei mesi successivi sono intervenuti 2 volte i carabinieri a casa perché lui urlava e perdeva l'autocontrollo. L'ho denunciato 1 mese fa. Una situazione per me surreale, sono un'insegnante, ho 30 anni di mutuo per la casa, e soprattutto sono una neomamma e mai avrei voluto ciò. Ho una grandissima delusione, non credo di avermi meritato tutto questo, non credo che l'amore con mio marito fosse finito, non capisco cosa gli sia successo, forse ha problemi psicologici, forse non é portato per la famiglia, e sicuramente é succube della madre. Anche se aggredita, ho cercato di parlargli con calma, ma aveva solo tanta rabbia, come ora. Avrei voluto un chiarimento da lui, ma non riesce ad essere civile e questa cosa me la porto avanti perché non capisco cosa sia successo. Vorrei una risposta, almeno mi calmerei. Puo avere una donna? Non lo so. Ora sono sola, a vivere in una casa dove non sono mai stata bene perché non vado d'accordo con i vicini, preoccupata per il lavoro perché sono una precaria e a crescere questo piccolo bimbo che meritava tutt'altro. Sono preoccupata perché non mi rifarò facilmente una vita sociale, e non so se potrò avere le energie per affrontare tutto cio. Tutto ciò infatti mi sembra un incubo, non dormo la notte dai pensieri, ne sto risentendo di salute, mai avrei voluto questo.

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Come educare al meglio mio figlio?

Sto avendo dei problemi con il mio bambino. Lui ha 4 anni e noto che spesso è molto nervoso. Io lavoro tutte le mattine quindi lo affido ai miei genitori che se ne occupano. La mattina lo lascio lì molto presto e poi viene accompagnato all’asilo. È un bambino molto vivace ma anche molto testardo. Quando gli viene spiegato il perché non può fare una determinata cosa inizia a farla lo stesso, guardandoci con sfida e subito si innervosisce e inizia a fare i dispetti. Quando viene rimproverato (solo in situazioni necessarie) arriva addirittura a gridare e ad essere violento con me. Piange, tira pugni e inizia a mordersi le mani. Subito cerco di calmarlo, cerco di capire come non farlo arrivare a questo punto. So che è un bambino di soli quattro anni però ogniqualvolta gli viene chiesto di fare qualcosa anche la più semplice (es mettiamoci le scarpe e usciamo oppure mettiamoci il pigiamino) diventa una sfida. Dice sempre di no e non vuole collaborare in nulla, io cerco sempre di essere presente di coccolarlo di giocare con lui ma sono certa che c’è qualcosa di sbagliato, c’è qualcosa che non sto facendo.

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