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Come riesco a capire se vale la pena aspettare che possa scoprire la sua felicità?

Salve, ho 21 anni e una relazione da 6 anni con un ragazzo di 24. Il nostro rapporto è sempre stato molto intenso e particolare, a tratti morboso, ma molto adulto, caratterizzato da un'intesa mentale rarissima. Quest'estate ho deciso di lasciarlo perché ho iniziato ad aprire gli occhi su tante problematiche che nonostante il passare del tempo non sono mai migliorate. Tuttavia continuo a sentirlo, mi manca tantissimo e continuo a sperare di poter essere felice in qualche modo. Lui è una persona molto apatica, scarsamente emotiva e il principale motivo per cui ho deciso di lasciarlo è proprio la sua incapacità di essere felice nel presente, di vivere con leggerezza e godersi la vita. La nostra sessualità è sempre stata "compromessa" e resa complicata da una serie di suoi feticismi alla quale sono stata al gioco, ma che alla lunga mi hanno resa infelice, o comunque mi sono resa conto di sognare attenzioni diverse. Vorrei tanto poter risolvere le cose, fare un ultimo tentativo con lui, perché so che mi ama tantissimo, ma non agisce mai. Io penso abbia un qualche problema legato appunto alla sua apatia che lo contraddistingue da sempre, gli ho consigliato di andare da uno psicologo ma è troppo pigro per farlo. Eventualmente mi consigliereste di andarci insieme con lui per sbloccare questa situazione che va avanti da luglio?

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Come può una figlia di 14 anni avere un odio così estremo per la sua famiglia?

Salve, sono il padre di 2 bimbe una di 14 e una di 5 anni. Vi scrivo perche' ultimamente in casa abbiamo un enorme problema, la nostra figlia di 14 anni ha chiesto aiuto ai servizi sociali dicendo che in casa viene picchiata dai suoi genitori, e attualmente si trova in una struttura dei servizi sociali, da più di 2 settimane. Premetto che lei e' una ragazzina che vuole essere sempre al centro dell'attenzione, egoista e narcisista, bugiarda, ostinata. Gelosa di sua sorella minore, pazza come tutti i giovani di oggi dei social network, tipo Tiktok, Instagram e Influencer vari. Da Dicembre del 2019 ha un fidanzatino di 13 anni, e da allora sono cominciati i problemi veri, nella sua mente non esiste che lui e solo lui, e' stata bene accolta nella famiglia del ragazzo e quindi poi ha cominciato a notare le differenze fra la nostra famiglia e la loro. Praticamente la famiglia del ragazzo e' migliore della nostra, perche' vanno spesso in vacanza, fanno spesso gite, vanno a cena fuori etc .etc. Noi le abbiamo dato tutto quello che potevamo offrirgli,7 mesi fa le abbiamo persino regalato un cane che lei desiderava da tempo, ma nonostante tutto lei voleva sempre di più, fino a che a scuola ha raccontato alle Professoresse, che noi a casa la picchiamo. Loro logicamente hanno avvisato i servizi sociali che l'hanno presa in consegna in un momento che noi non eravamo in casa. Ha raccontato cose su di noi che ci hanno ferito e fatto male, del tipo che l'abbiamo segregata in cantina, che l' abbiamo picchiata con la cintura, che l'abbiamo legata per i polsi e appesa l'abbiamo picchiata quando non metteva in ordine la lavastoviglie, insomma storie da film horror. Premetto che a volte qualche schiaffo e' volato, ma niente di cosi estremo come raccontato da lei, tipo calci nella pancia, insomma una esagerazione estrema. Fino ad oggi da parte sua non c'è nessun segno di pentimento, lei continua ad andare a scuola come sempre. e' sempre allegra, sui social network posta video e foto in allegria di lei con il suo ragazzo. Insomma per lei tutto ok. Noi come famiglia non possiamo, per il momento, avere contatti con lei. I servizi sociali hanno dato il permesso di visita solo al suo ragazzo e famiglia per non aggravare il suo stato mentale.......Noi non sappiamo attualmente come si evolverà la situazione, la mia domanda e' : come puo' una figlia di 14 anni arrivare ad avere un odio cosi' estremo per la sua famiglia??? Compresi parenti nonni, etc. Come faccio io come padre a riordinare un rapporto con una persona cosi' egoista e narcisista?? Due anni fa lei diceva di avere un dolore al piede, in ospedale non trovarono nulla e per sicurezza le misero un gesso, dopo un mese racconto' a sua nonna che lo aveva fatto per essere al centro dell'attenzione !!!! Secondo me ha un enorme problema psicologico, vorrei sapere la vostra opinione come esperti. In attesa di una vostra risposta vi porgo i miei più cordiali saluti.

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Non saper disegnare può essere sintomo di incapacità emotiva?

Buonasera, sono la mamma di un bambino di 4 anni che non ama disegnare ed ha difficoltà a prendere bene la matita, afferrandola, ad esempio, come fosse un bastoncino di legno con cui suonare. Quando gli propongo carta e colori o acquerelli mi chiede di disegnare io al posto suo e quando lo fa realizza solo qualche linea o arco scegliendo solo un colore. È un bambino molto attivo, curioso e decisamente movimentato. Incredibilmente bravo con i Lego ed ama molto i libri riuscendo a leggere in autonomia molte parole quando è particolarmente interessato alla storia. Inoltre ama fare i puzzle che completa rapidamente e senza troppe difficoltà e giocare con il dido, anche se richiede sempre la presenza mia o del padre, gestendo con ansia e difficoltà i momenti di solitudine. Ho letto che la difficoltà o reticenza a disegnare potrebbe essere legata alla difficoltà di esprimere le proprie emozioni, ed è proprio per questo che vi scrivo. Nonostante possegga un linguaggio molto forbito per la sua età, morde, e spessissimo non lo fa quando è arrabbiato o contrariato, ma il più delle volte quando è imbarazzato o particolarmente eccitato e felice. Spesso mi dice che i suoi morsi per me sono morsi d'amore, ma ovviamente quando morde i suoi compagni si crea il problema, perché i morsi posso essere forti. Al contrario quando è arrabbiato tende a dare colpi, solitamente agli oggetti, dicendo di voler rompere le cose o di volersi fare male. Io, totalmente incompetente, tento di aiutarlo al massimo del mio minimo, ma mi rendo conto che ci sia molto che lui non riesca ad esprimere e vorrei al contrario poterlo aiutare capendo quale possa essere la strada migliore. Grazie

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Figli- pacchi postali si o no?

Buonasera, Al momento della separazione voluta da me, non ho osato chiedere nulla al mio ex marito, gli ho lasciato la casa, non ho chiesto soldi, e ho lasciato lui le bimbe al 50%. A parte le sue strane scelte educative, e il repentino coinvolgimento della sua compagna nella vita di routine nella casa di famiglia al posto della madre con una convivenza durata 4 mesi dopo soli 15 giorni che la madre era uscita di casa ( una donna vista dalle bimbe 3 sole volte e conosciuta dal padre tre mesi prima), non posso dire che le tratti male... anzi un padre assente per anni adesso finalmente passa del tempo con le figlie. Loro però, sono tre, dopo l’inizio della scuola hanno cominciato a non tollerare più i traslochi settimanali perché impegnativi fisicamente e psicologicamente. La domanda è: i bambini possono stare bene e crescere sereni senza routine continuative? Possono avere due case in cui condizione educativa ed economica sono completamente diverse? Riescono a barcamenarsi bene in queste situazioni? Il cinquanta percento di tempo con entrambi i genitori compensa non avere una dimora fissa? Ma soprattutto se esprimono un disagio bisogna forzarli ad accettare la situazione perché si abitueranno e staranno bene, oppure devono essere ascoltati mettendo da parte le esigenze genitoriali degli adulti? Mi piacerebbe sapere quale è l’ orientamento di pensiero più comune tra i professionisti che rispondono qui. Grazie (età 8, 11 e 13 anni)

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Ho intenzione di scappare di casa domani

Ho 18 anni ed è da quando ne ho 11 che sono vittima di bullismo a scuola. A casa la situazione non è delle migliori e mio padre mi odia letteralmente. Mi ha mandata a quel paese molte volte e anche insultata e io sono davvero stanca di subire. Desidero tanto sparire e ho bisogno di farlo ma non saprei da chi andare. Ho tanta tanta paura ma se rimango in questa casa un solo giorno in più rischio di commettere qualcosa di folle. Si ho provato già l’autolesionismo e l’anoressia. Desidero solo sentirmi in pace vi prego di aiutarmi.

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Consulto bambino quasi 4 anni

Buonasera sono la mamma di un bimbo che il mese prossimo compirà 4 anni e che si presenta in maniera molto particolare. È stato precoce in tutto, a un anno diceva centinaia di paroline e interagiva con noi. A 22 mesi ho provato l'inserimento al nido che è stato catastrofico perché le insegnanti hanno avuto un approccio un po' troppo brutale e si è chiuso. Così ho deciso di non portarlo più al nido, tanto non ne avevo necessità per lavoro, lo facevo solo per lui. Per diverso tempo piangeva in qualunque contesto dove ci fossero estranei, oppure nei negozi con le commesse, forse le scambiava per maestre... L'anno scorso al primo anno di scuola dell'infanzia, conclusosi a febbraio col lockdown, le maestre mi hanno evidenziato più volte la sua indifferenza verso le attività che svolgevano, lui stava sempre a gironzolare per la classe, parlottando, cantando o ripetendo episodi dei cartoni animati, a volte dipingeva, oppure con l'aiuto della sua amichetta storica, nostra vicina di pianerottolo, si buttava nella mischia, ma si annoiava presto e ritornava per i fatti suoi. Questo è l'approccio prevalente con gli estranei, tende a ignorarli, a rispondere a malapena se gli chiedono qualcosa, siano grandi o bambini. A volte gli chiedono qualcosa e lui non risponde, allora dobbiamo intimargli di rispondere e lui lo fa, ma di sua spontanea volontà raramente si avvicina a qualcuno. Poi ci sono dei casi in cui accade che qualcuno gli sia simpatico a pelle, allora lo cerca e risponde a quello che quel qualcuno gli chiede. Mi dà l'impressione di avere in antipatia alcuni e in simpatia altri. Può succedere che non dica neanche una parola a due amichetti figli di mie amiche che conosce dalla nascita e poi incontrare al ristorante dei bambini e cercare disperatamente la loro attenzione. Pur essendo stato precoce non ha ancora un linguaggio molto elaborato, ci comunica tutti i suoi bisogni, ci chiede di giocare , interagisce molto con noi genitori o con amici e parenti stretti, ma a volte rifugge dalle situazioni sociali. Tanto che le maestre mi avevano addirittura detto che il mio bimbo sembra refrattario all'apprendimento. E non potevo credere alle mie orecchie, perché a casa è appassionato di tutto, scrive qualche lettera, legge qualche parolina, conosce forme, numeri, colori, lettere e canzoncine in diverse lingue, è appassionato di modelli di macchine, per strada riconosce case automobilistiche e modelli, onestamente non so neanche dove le impari. Oppure ci chiede come si dicono le cose in altre lingue, è appassionato di musica, riconosce i cantanti del momento, lo abbiamo portato a diversi concerti e si è divertito da matti. Se vede un episodio di un cartone è capace di impararlo a memoria e recitarlo e corregge anche noi se sbagliamo, stessa cosa con le pubblicità. Da piccolo pensavo si trattasse di ecolalia ed ero un po' in pensiero, la sua pediatra mi ha sempre rassicurato, attribuendo questo suo carattere a uno sviluppo cognitivo forse un po' superiore alla media. Ora per esempio ripete una pubblicità, impara a memoria le battute e dice di essere il personaggio di quella pubblicità, dunque ho cominciato a pensare che sia più il suo modo di giocare. Ma l atteggiamento coi coetanei e gli estranei mi preoccupa. Se fossi un'altra persona e lo vedessi penserei che ha un qualche disturbo, ma poi a casa è un piccolo saputello e mi sento combattuta. Durante il lockdown abbiamo fatto didattica a distanza e le maestre sono rimaste sbalordite vedendo le sue capacità di imparare poesie, eseguire consegne, e fare disegni. Ora frequenta una palestra e passa il tempo a correre a destra e manca, esegue due passi delle coreografie di ballo e poi torna a correre, ecc, devo esserci sempre io a riportarlo alla lezione. Spesso è assorto nei suoi pensieri, ma dimostra da sempre di capire tutto ciò che diciamo, di capire i nostri stati d'animo, se in un'altra stanza al telefono dico a una mia amica qualcosa, lui poi se ne esce con frasi che mi fanno capire che ha capito i discorsi. Oppure quando rientriamo a casa gli dico di portare nella sua stanza i vestiti e lui si toglie giubbotto e scarpe e li porta a posto. Esegue i comandi, si gira quando lo chiamiamo, interagisce con noi, indica, condivide giochi e interessi, ma specie a scuola sembra a disagio.

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Attaccamento alla mamma

Salve,sono la mamma di un bambino di 3 anni che è molto attaccato a me. Ha iniziato a frequentare la scuola dell'infanzia, ma ogni mattina sono pianti e urla perché non vuole andare a scuola e vorrebbe rimanere con la mamma. Ha già frequentato il nido e per tutti e due gli anni ogni mattina piangeva al momento del distacco. Sia le maestre del nido che quelle della scuola dell'infanzia mi rassicurano sul fatto che, una volta arrivato a scuola, dopo pochi minuti smette di piangere e inizia a giocare serenamente per tutta la giornata. Sono una lavoratrice quindi il bimbo è abituato a stare anche con figure diverse perché la mamma è a lavoro. Abbiamo iniziato un corso di giocomotricità insieme alla sua amichetta del cuore, ma anche lì metà della lezione l'ha passata piangendo e chiedendo della mamma. Il modo che il mio bimbo ha di rilassarsi è quello di mettere le mani tra il mio seno. Lui, una volta tornato a casa il pomeriggio o la sera prima di addormentarsi, vorrebbe stare solo in braccio a me con la mano tra il seno. Io cerco di assecondare questa sua necessità di coccole, ma sembra che più coccole riceve più ne voglia. Sono in attesa di un secondo bambino e non vorrei che suo comportamento venga esacerbato dall'arrivo effettivo del bambino. C'è qualche comportamento che noi genitori possiamo mettere in atto per rassicurare il bimbo e fargli vivere il più serenamente possibile le sue varie esperienze quotidiane. In attesa di una cortese risposta porgo Cordiali saluti

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Figlia adolescente ribelle

Buongiorno,mia figlia quasi 15 anni, da 1 anno è gradualmente cambiata. Da ragazza dolce, intelligente e determinata si è trasformata in arrogante, volgare, estrema in molti atteggiamenti soprattutto nei miei confronti. Certo l'atteggiamento fa parte dell'adolescenza ma ha conosciuto, 7 mesi fa un ragazzo di 14 anni con problemi di umore. Lui è presente nella sua vita come fossero adulti. Si vedono tutti i gg, hanno fatto sesso, sono seriamente preoccupata data l'età, me ne ha parlato solo perché pensava di essere incinta. Lei e lui sono morbosamente legati. Se impedisco a mia figlia di uscire, questo ragazzo si piazza davanti alla nostra porta piangendo, urlando e suonando per ore. Ho dovuto chiamare i carabinieri qualche gg fa. I genitori di questo ragazzo mi dicono di avere pazienza che è seguito da uno psicologo da 1 anno e che adesso andrà dallo psichiatra dal momento che non sta frequentando la scuola privata alla quale è iscritto. Questi genitori sembrano ormai succubi del figlio, gli danno soldi, vestiti firmati ma sembrano delegare ad altri la sfera affettiva come mia figlia, lo psicologo.. Mia figlia è intrattabile, sembra posseduta mentalmente da lui. mi risponde male, mangia in camera, al momento studia, frequenta un liceo, nelle prime 2 interrogazioni della scorsa settimana ha preso ottimi voti, ha lasciato lo sport agonistico che amava. Non fuma e non beve, cerca di rispettare gli orari che le imponiamo. Le liti con me che sbagliando, esasperata la insulto in malo modo perdendo totalmente la misura di quello che dico.. Forse per farle male come ne sta facendo a me. Riconosco di essere infantile e probabilmente non so gestire la situazione in modo coerente, sono delusa e amareggiata. Non accetto che mia figlia stia sprecando il tempo a farsi male in un rapporto precoce che le sta togliendo la lucidità e l'obiettività ma soprattutto la spensieratezza della sua età. Ho paura degli eccessi caratteriali di questo ragazzino e degli effetti su figlia. Le liti furibonda solo verbali sono all'ordine del giorno e stanno deteriorando la nostra vita. Ho altri 2 figli un po' più piccoli ed un marito che però ha un buon rapporto con nostra figlia e che lei riconosce come padre. Ma anche mio marito è preoccupato per questa malsana relazione.. Abbiamo provato a tenerla lontana ma è come se si spegnesse.. Se le impediamo di frequentarlo, vede le amiche ma piange ed ha già saltato un gg di scuola per questo. Così le abbiamo di nuovo permesso di uscire con lui qualche ora.. Temo però che prima o poi decidano di scappare insieme o peggio di fare un bambino per stare uniti per sempre, nella loro testa questi sono i pensieri. Mi prendo la colpa totale di averle impartito un, educazione severa, rispetto ai suoi fratelli l'ho sempre vista ribelle.. Temo di averla rovinata amandola nel modo sbagliato fidandomi del suo carattere determinato e forte.. Adesso la vedo fragile e persa.. Ho fallito come madre ma devo cercare di ritrovarla. Per favore datemi un suggerimento. Cosa è meglio fare per salvarla? Grazie.

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