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Da tempo chiedo il secondo figlio ma lui non vuole

Salve ho 44 anni il mio compagno 46 abbiamo una bimba di 5 anni e 1/2 da tempo chiedo il secondo figlio ma lui oppone un no categorico e non si può discuterne non accetta ragioni mi aggredisce e ribadisce il suo no.Per me è una rinuncia troppo grossa soprattutto per il fatto che la nostra bimba non ha nè cugini nè nessuno senza noi genitori sarebbe sola al mondo e non ci dormo la notte e continuo a piangere.Vorrei lasciarlo ma per amore della bambina non l'ho ancora fatto mi sento in un vicolo cieco, a volte mi ripeto che quando la bimba sarà più grande lo lascerò ma ormai per me sarà tardi biologicamente per rifarmi una famiglia, ma so che non riuscirò mai a perdonargli questa imposizione che devo subire.Aiutatemi sono sfinita. Grazie

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Mio figlio di 5 anni si distrae facilmente

Buongiorno, ho un bambino di 5 anni e frequenta l'ultimo anno della scuola dell'infanzia. Purtroppo le maestre mi riferiscono che si distrae spesso e volentieri e durante le attività sono costrette a richiamarlo più volte. È inutile negare che non c'era bisogno me lo dicessero loro, perché avevo già notato questo suo modo di fare.... È come se si estraniasse completamente dal mondo, ha lo sguardo perso e pensa a chissà che cosa, è un bambino intelligente, pratico, risoluto ma ha questi momenti in cui parte per nuovi lidi e bisogna richiamarlo per portarlo alla realtà. Naturalmente, nonostante la sua giovane età, quando gioca ai video giochi (mea culpa) è molto attento e concentrato. Sono molto preoccupata e non so cosa fare, fermo restando che l'ingresso alla scuola primaria si avvicina inersorabilmente. Grazie anticipatamente. Saluti

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Vorrei andare via di casa, ho bisogno di consigli?

Inizio col dire che ho avuto un'infanzia difficile, in famiglia siamo in 6, anche se sono l'unico figlio rimasto in casa. Io e i miei fratelli siamo cresciuti con offese e violenze, offese come (miserabile, pezzo di merda, fallito, mi vergogno di avere n figlio come te ecc.), questo da parte di mio padre, tutte questo senza ragioni valide, e soprattutto immeritevolmente, mia madre che anche se di buon cuore per paura non ha mai fatto niente (e questo lo reputo peggio)... Io per colpa di tutto ciò non sto bene, sono insicuro e ho tanti deficit anche se ho creato una falsa personalità forte sicura e serena, per riuscire ad essere apprezzato dalla società, infatti su quel punto di vista non ho problemi, anche se non posso confidarmi con nessuno perchè non mi fido a farlo.
Purtroppo sono molto infelice, vorrei serenità e soprattutto autostima vera, e penso che l'unico modo per poter riuscirci sia andarmene di casa e vivere indipendente visto che dalla mia famiglia ho avuto solo odio e invece di esser cresciuto con incoraggiamenti, sono cresciuto col sentrmi dire con collera da mio padre le ose peggiori al mondo e visto scene orribili, Cosa dovrei fare?

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Non sopporto il tradimento di mia madre

Ciao,
ho 18 anni e sopporto da 11 anni il tradimento di mia madre. Fin da quando avevo 7 anni sono a conoscenza del fatto che mia mamma tradisce mio padre, con uno che una volta ha addirittura finto di essere lui mio papà.
Mia madre ora dice che tra loro é finita e si sentono come amici, ma io non le credo perché ci sono giorni in cui sta via pomeriggi interi e quando le chiedo dove é stata una volta mi dice un posto e il giorno dopo quando le rifaccio la domanda risponde un’altra cosa.
Lei ha poi aperto un conto corrente con lui all’insaputa di mio padre (ho scoperto che il cointestatario era lui perché l’ho letto mentre mia mamma leggeva una lettera dalla banca). Delle volte esce con lui a fare shopping, fare la spesa, fare visite mediche quando lei dovrebbe fare queste cose con mio padre.
Lei va molte volte a casa sua e mi ha detto che in realtà aiuta la sorella non lui, bugie.
Io questa cosa non la sopporto più e piango sempre piú spesso per questo, ma non solo. Infatti mio padre si sta lasciando andare sia con il cibo sia nell’aspetto perché sente di avere fallito in tutto e io non sopporto piú!
Mio padre non dice nulla per evitare le litigate (che sono avvenute innumerevoli volte) che mi fanno stare malissimo e vuole anche evitare il divorzio perché il suo desiderio é quello di una famiglia unita.

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Come interpretare i disegni

Mia figlia ha 2 anni e mezzo e capita molto frequentemente di disegnare fantasmi o volti enormi sottosopra. Sono separata dal padre e in quest ultimo mese mia figlia non è piu voluta andare con il padre e non sono mai riuscita a capire il motivo, pur avendolo chiesto direttamente alla bambina.
Il padre da qualche giorno è partito per l'estero e ho collegato che magari la mancanza del padre viene rappresentata con questo tipo di disegno, pur nn avendo molti rapporti ultimamente.
Chiedo consigli.

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Figlio e compagno

Buonasera, Da due anni a questa parte i rapporti fra mio figlio e il mio compagno che x 9 anni erano stati meravigliosi, sono declinati velocemente fino ad arrivare ad una precaria sopportazione pronta ad esplodere ogni volta che si incontrano, motivo per cui mio figlio non sta mai a casa.
Ma cominciamo dall'inizio. Sono divorziata ed ho avuto due figli dal mio ex che è americano e non ha mai mandato mantenimento x i figli né mantenuto rapporti con loro. Sono tornata in Italia 13 anni fa (i bambini avevano 7 e 9 anni) e sono stata aiutata dalla mia famiglia e poi dal mio compagno, con il quale 9 anni fa ho fatto una figlia. Fin dall'inizio i bambini lo hanno adorato (volevano il suo cognome) e lui se ne è preso cura come fossero figli suoi senza fargli mancare niente, né affetto e cure, né soldi. Poiché io guadagnavo poco e saltuariamente e non percepivo mantenimento alcuno, li ha praticamente mantenuti lui senza mai battere ciglio, nonostante le resistenze dei miei.
Ma il maggiore (che è sempre stato in terapia per problemi di sindrome compulsiva-ossessiva/ maniaco-depressiva/autistico-asociale mai davvero diagnosticata) al liceo ha cominciato ad assumere un atteggiamento critico, polemico su tutto rifiutandosi di studiare e finendo x essere bocciato al quarto anno, dopodiché (poiché aveva 18anni) se ne è andato a vivere dalla nonna. Ha rintracciato il padre biologico e lo è andato a trovare negli Usa tornando con un sacco di soldi x sé e x il fratello (parliamo dai 2000€ ai 4000€).
Anche il fratello minore a 18 è voluto andare là tornando con tantissimi soldi in tasca. A quel punto sono iniziati gli screzi. Noi ci aspettavamo che il padre mandasse qualcosa x il mantenimento dei figli, o almeno che i ragazzi cedessero una parte x contribuire. E invece non è stato così. Hanno cominciato a fumare, farsi tatuaggi, comprare motorino, non tornare più a mangiare e fare regali esagerati alle ragazze.
Quest'anno la stessa cosa. Il mio compagno insiste perché il ragazzo ragioni col padre e lo convinca a mantenerli o che almeno contribuisca lui in minima parte all'economia familiare con i soldi avuti. Il ragazzo si rifiuta e così iniziano i litigi, le minacce, le offese, ecc... che sprofondano tutti in uno stato di nervosa depressione, compresa mia figlia che ha smesso di mangiare e si è strappata le ciglia. Io sono stata accusata di aver scelto il mio compagno piuttosto che loro e di non essere una buona madre, e invece cerco di far ragionare tutti e mantenere la pace senza successo. Capisco le ragioni di entrambi e anche i torti, ma vorrei che mio figlio studiasse all'università senza preoccuparsi di andare via di casa x i litigi. Allo stesso tempo vorrei che capisse che un contributo è dovuto x aiutare chi x tanti anni si è preso cura di lui. In ogni caso non si può continuare così. Che devo fare?

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Come ci si salva?

Salve, sono una ragazza di 18 anni. O forse dovrei. Ho sempre amato la libertà, l’ho sempre ammirata. E... guardata da lontano. Molte volte mi sono sentita dire da amiche e conoscenti che in realtà sono la ragazza più libera di questo mondo. Vado dove voglio, con chi voglio, viaggio, prendo decisioni autonomamente e tante altre cose. Ma per me, quello non significa essere liberi. Non sanno. Nessuno sa. Dentro di me sono imprigionata. Ho una prigione che mi porto da 12 anni dentro. Ho costruito questa prigione quando avevo sei anni. O forse c’è sempre stata. Forse, non lo ricordo. Forse, non voglio ricordarlo. Avevo sei anni, e già ero morta. Dentro, intendo. Tra le sbarre di questa prigione ci sono anni e anni di sofferenza, anni e anni di abusi, anni e anni di dolori e lividi mai raccontati. Mai scoperti. C’è stato un periodo nel quale credevo davvero che mi stavo smaterializzando. Mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo più. Agli altri apparivo sempre uguale: “smettila con la dieta ora sei dimagrita, ti fai i complessi inutilmente stai dimagrendo troppo, riposati la scuola ti sta stressando, per studiare non dormi neanche più hai delle occhiaie enormi...”. Perché la gente è così tanto cieca? Muta relazionale? Non seguivo diete, non studiavo tanto, non ero stressata. Solamente, mi ricapitó di incontrare il mio più grande fantasma. Quello che doveva essere mio padre, ma che è diventato dopo sei anni il mio “uomo nero”. Iniziai a riprendermi, iniziai a pensare al mio futuro, all’esame. Rassegnata che da quella prigione non poteva farmi uscire nessuno. Oggi, si è presentata la stessa situazione. Con la differenza, che avendo terminato la scuola, non ho più nessun posto sicuro. Non so più dove proteggermi. Non so più con quale corazza difendermi. Mi sento ancor di più persa e smarrita, in un mondo troppo grande e pericoloso. Casa mia anche mi fa paura. Li non ci sono mai stata bene. Ne io, ne i miei due fratelli. Ma so che devo farmi forza, nascondere ancora una volta questo dolore, perché mio fratello di soli 15 anni, ha bisogno di me. Perché ha solo me. E lui, non posso perderlo. A gennaio, cercó di andarsene, di “prendersi la sua rivincita, contro il mondo” così dice lui. E li, sentivo di aver perso tutto. Mio fratello, oggi, non sogna più, non lotta più per i suoi sogni, non sente più, non ama più, non esce, non ride, non vive. Ed io non faccio che sentirmi sempre più impotente contro una fragilità e un dolore che ci sta massacrando. Mia madre non fa altro che scaricarci tutta la frustrazione di una vita che non aveva immaginato così. Non fa altro che allontanarci ogni giorno, usando frasi e parole che una mamma non dovrebbe mai usare. Ho cercato di nascondere il mio dolore per far spazio al suo, ho cercato di essere tante e diverse persone per lei, per farmi andare bene a lei. Ma ho capito che non posso cambiare il mio essere per chi non fa neanche un passo verso di me, di noi, verso i suoi figli. Mio fratello più grande tiene tutto dentro, conserva, accumula e poi scoppia. Ma ci protegge, cerca di farci stare sempre bene. Ma io ho 18 anni, mio fratello 22 e l’altro 15, e di lottare siamo stanchi. Troppo stanchi. Allora dov’è quella libertà di cui parlavo all’inizio? Non esiste. Non c’è. Perché la prigione che ho dentro diventa sempre più piccola e soffocante. Ed io.. non so più come proteggere e difendere mio fratello, non so più come cercare di farlo rialzare, come farlo rinascere. Perché forse, devo rinascere prima io. Ma... Sono stanca

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Tornata a vivere in un ambiente familiare dannoso

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni e, dopo il liceo, ho passato 7 anni in un'altra città, per studio e lavoro. Due mesi fa ho dovuto prendere la decisione di tornare a stare dai miei per un po', perché ho ripreso a studiare per intraprendere un nuovo percorso lavorativo purtroppo molto lungo, ma che ho sempre desiderato. Nei 7 anni fuori, mi sono costruita un modo di vivere fondato sulla costante ricerca del mio Io, di ciò che mi fa stare bene, dell'organizzazione dei miei ritmi e dei miei spazi, che prima di trasferirmi mi mancava totalmente, essendo sempre assoggettata al modo di vivere/pensare dei miei genitori, che sono sempre stati piuttosto oppressivi durante la mia crescita, sostituendosi spesso a me nelle scelte, e che non riescono a concepire un modo di pensare diverso dal loro.
Tornando a casa mi sento costretta a riadattarmi al mio status di adolescente. Ho rinunciato a tutte le piccole abitudini che mi facevano felice e devo dare costantemente spiegazioni per quello che dico/faccio (premetto che non faccio davvero niente di strano, sto anche uscendo pochissimo e cerco di concentrarmi solo sui miei impegni) e non vengo mai considerata anche una donna ma solo una figlia. Il rapporto peggiore è quello con mia madre, che è sempre in casa perché non lavora più.
Mi sento i suoi occhi puntati addosso come riflettori qualunque cosa io faccia, mi tratta proprio come se avessi 12 anni, risponde al posto mio a domande di altri e spesso discutiamo per le cose più inutili. La cosa peggiore è che ho davvero ripreso a comportarmi come facevo prima: mi prende un pianto incontrollabile ogni volta che devo dirle qualcosa che non mi sta bene, perdendo ovviamente tutta la mia credibilità, che è un comportamento che per anni ho cercato di controllare e debellare. Io capisco benissimo la sua condizione, sono anche l'unica figlia, sono stata lontana per tanto tempo e ora sono di nuovo con lei e paradossalmente mi sentirei anche in grado di farle da sostegno nell'affrontare psicologicamente quello che lei sta passando tra disoccupazione, demenza senile della nonna e continui battibecchi con papà (che sembra sia capace di contagiare tutti con la sua positività tranne la mamma), ma ogni volta che provo a parlarle lei non mi ascolta, si comporta come se non volesse aprirsi con me, come se volesse lei stessa convincersi che io sono solo una figlia, che c'è una gerarchia tra noi e tenta spesso di sminuirmi o fa finta di non ascoltarmi, quindi io poi mi innervosisco e spesso vado via sbattendo la porta (per poi pentirmene dopo 1 minuto). Ho bisogno di un consiglio reale per riuscire a rendere questa convivenza temporanea meno pesante e meno tossica per me.
Non voglio rinunciare a tutto quello che mi sono costruita in questi anni, alla forza che mi sono riscoperta affrontando le mie sfide, alle scelte che ho fatto. Questo tempo doveva servire per continuare a costruire e perseguire i miei obiettivi e ora più che mai ho bisogno di tutta me stessa per affrontarlo, ma tornando a vivere dei miei STA CROLLANDO TUTTO, ho paura di perdere tutte le mie conquiste, mi sento incapace di qualsiasi cosa ormai, ho ricominciato a mettere in dubbio le mie capacità, le mie aspirazioni, sono sempre stanca e costantemente in ansia per tutto.
Ho una grande voglia di scappare, ma non posso permetterlo ora e in più ho paura che lasciando aperta questa situazione, mi si potrà ripresentare una volta ricostruita finalmente una stabilità.

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