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Mai figlia adolescente fa la pipì sotto

Buonasera dottoressa sono una mamma di una figlia adolescente 13 anni con un problema almeno pensa lo stia diventando. Sin da piccola x pigrizia x continuare a giocare nn andava mai al bagno e si faceva sempre la pipì sotto o quando rideva troppo idem nn la tratteneva. E così adesso quando ride con le amiche o nn può andare al bagno se la fa sotto. Vorrei sapere se devo preoccuparmi o meno, ho già pensato di farle delle analisi x evitare infezioni o altro. A parte questo la vedo agitata sempre tesa, eppure fa tanta attività fisica è una ballerina, certo ha anche tanti compiti cambiamenti fisici, può aiutarmi o consigliarmi sul da farsi x favore? attendo una sua risposta grazie mille. Natascia

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Come si può reagire al non rapporto genitoriale?

Da circa 10 anni ho un forte disturbo nel rapporto con mia madre Lei e mio padre si son separati 10 anni fa da li con lui nn ho piu rapporto ma con mia mamma anche se c'è è difficile Lei c'ha sofferto molto e spesso mi parla al plurale paragonando le mie azioni alle sue....cioe se son incazzata ecco son egoista e indisponente..... Nn mi ascolta e se le faccio notare qualcosa ecco io con la mia strafottenza la indispongo Vivo da sola ma ogni giorno ci son almeno 2 chiamate solo x sentirci.... Io son single ho un lavoro che mi occupa molto, per fortuna e tanti amici Nonostante tutto credo di esser una persona stabile ma questa situazione nn mi è piu possibile gestirla....io vorrei aver un rapporto madre e figlia sereno ma nn so davvero come fare

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Come posso aiutare mio figlio piccolo a superare l ennesimo cambiamento di casa e scuola?

Dopo solo 1 anno dall'ultimo trasloco da poco abbiamo ancora traslocato, siamo sempre nella stessa regione ma per motivi economici siamo in una casa comunale. Così ho dovuto cambiare asilo nido ancora a mio figlio. Da 1mese a questa parte è spesso nervoso arrabbiato e si irrita subito anche mentre giochiamo, e dice sempre brutti o cattivi a me ed al papà. Non capiamo come mai continua a dirci così, cerchiamo di stargli vicino e di fagli vedere tutti i lati positivi del cambiamento ma credo che ci incolpi di aver cambiato casa e quindi di averlo portato anche lontano dai suoi amichetti...

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Ho conosciuto mio cugino ed è stato amore a prima vista

Sono Giulia, ho 17 anni e sono una figlia modello, non fumo non bevo non frequento cattive compagnie vado bene a scuola non rispondo ai miei genitori... Quest estate in vacanza ci siamo incontrati con dei parenti, ed io ho conosciuto mio cugino di secondo grado ed è stato amore a prima vista.... Essendo molto timidi (e anche a quasi 600km di distanza) ci siamo messi insieme dopo due mesi, ed ora stiamo insieme da quattro, ci siamo visti una volta soltanto perche, al contrario dei suoi genitori che hanno accettato la cosa, i miei proprio non ne vogliono sapere... Lui è un ragazzo molto maturo, un ragazzo perfetto, molto simile a me e i miei non vogliono accettare la nostra relazione solamente perche siamo cugini.... Io proprio non capisco perchè questa cosa costituisce un cosi grande problema e mi piacerebbe parlarne con mio padre, mi piacerebbe capire perche ce l ha cosi tanto con noi... Non ci vuole nemmeno far vedere, ed io sto troppo male. Mi hanno detto che sto in un principio di depressione. Io voglio solo stare con lui ed essere felice con lui. Ho proposto anche ai miei che mi pago io tutti i viaggi e tutte le spese che ci sono per vederlo, anche perche avendo quasi 18 anni un po di soldi da parte ce li ho e per lui vale la pena spenderli.Aiutatemi, non so cosa fare, mi sto tenendo tutto dentro perche con i miei è praticamente impossibile parlare, non faccio altro che passare le giornate a piangere di nascosto, vado in palestra per sfogarmi ma non mi basta... Aiuto, davvero, non so cosa fare. Io non voglio perdere il rapporto con i miei, vorrei solamente loro capiscano che non sono più piccola ed ho la maturità per capire e fare delle mie scelte (loro sono sempre i primi a sottolineare la mia maturità). Quindi se insisto cosi tanto per questo ragazzo, cugino o non cugino, vuol dire che davvero ne vale la pena, che ci tengo tanto a lui e che ci vogliamo davvero troppo "bene". AIUTATEMI!!

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Cosa può ostacolare il raggiungimento dell'indipendenza di una persona?

Mi chiamo Arianna, ho 20 anni e frequento il secondo anno dell' università. Vivo con i miei genitori, ma sto cercando di trovare una soluzione alternativa per vivere da sola. Il rapporto con i miei genitori è stato negli ultimi due anni molto travagliato. Nel primo anno di università ho vissuto uno scontro continuo con loro, dato da una scelta non propriamente condivisa del percorso accademico (psicologia è un percorso di laurea, a detta loro, poco impegnativo e quindi non soddisfacente) e da una insofferenza, da parte mia, nel vivere la mia quotidianità ancora con loro. Premetto che la mia insofferenza traeva e trae tutt'ora origine da un comportamento estremamente protettivo e limitante dei miei genitori, che lasciavano e lasciano ancora poco spazio alle decisioni autonome. Come dicevo nel primo anno di università mio padre (che è la figura più autoritaria in famiglia) ha spesso fatto leva sulla mia dipendenza economica per inibire scelte che non condivideva (per fare un esempio pratico, non voleva che passassi molti pomeriggi con il mio ragazzo o che decidessi di trascorrere una notte con lui e passava spesso alle minacce sul piano economico "tu dipendi da me e decido io, se non fai così ti levo i soldi" ed è anche effettivamente capitato che mi fosse ridotto drasticamente il budget per cose del genere). Altra nota importante: fin da quando andavo al liceo i miei genitori hanno spesso manifestato preoccupazioni o stati di insoddisfazione nei miei confronti, senza riuscire a giustificare razionalmente tali stati d'animo (sono sempre andata bene a scuola e nello sport e non sono affatto stata un'adolescente difficile, cercavo di portare avanti bene le mie cose tentando di farli contenti). Insomma nel corso della mia adolescenza ho imparato ad ascoltarmi poco tentando di soddisfare loro. Dopo un anno di lotte continue la situazione si è placata ma io sento di essere costantemente influenzata dal loro giudizio, e questo mio pensiero condiziona molto la mia capacità di compiere scelte in maniera serena. Non sono brava ad ascoltarmi e il loro continuo intervento nella mia quotidianità non mi aiuta affatto. Ora mi chiedo: sono questi elementi sufficienti per poter richiedere di vivere in un luogo diverso? Ho provato a spiegare le mie ragioni, e ho comunque dimostrato di essere determinata nel voler andare a vivere da sola, facendogli vedere che sto cercando un lavoretto part time così da non gravare troppo su di loro dal punto di vista economico. Mi serve aria, anche solo per pochi mesi. Ma questo a loro non basta, sostengono che il mio sia un capriccio e non un passaggio necessario per conquistare una mia indipendenza, soprattutto psicologica (come sostengo io). Il punto è, non costituiscono loro, anche solo con la loro presenza quotidiana, oltre che con gli atteggiamenti spesso ostili per quello che faccio, un ostacolo per il raggiungimento di una mia indipendenza?

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Mio marito non vuole il secondo figlio

Buonasera, Sono Roberta e sono mamma di Isacco di 3 anni. Isacco è nato con una presunta sindrome di goldenhar e inutile a dirlo, siamo dentro e fuori dagli ospedali. Anche se devo precisare non per problemi di vitale importanza. Infatti oggi siamo seguiti dall’ospedale di Bologna per vari trapianto di cornea e ricostruzioni della palpebra. Il bambino a livello cognitivo è anche superiore alla media (pareri medici); però è un bambino che ha bisogno di visite programmate in quanto ci sono più così e da tenere sotto controllo ( schiena, occhi, orecchie...) Io sono una delle tante persone con partita iva in Italia, e non è facile. Ho 11 dipendenti e inutile negarlo che quando manco da lavoro per settimane diventa un problema che però ho sempre risolto con l’aiuto dei miei genitori. Mio marito, Andrea 39 anni, non vuole avere il secondo figlio perché dice che il mio lavoro porta via troppo tempo al bambino. Vorrei precisare che non sono mai mancata a una visita o a un ricovero del bambino....Andrea ragiona solo da dipendente e crede che una donna puerpera debba dedicarsi al bambino h24 per il primo anno di vita del nuovo arrivato. Io non riesco a fargli cambiare idea perché lui, lavorando in una grossa realtà dove le donne hanno più diritti che doveri non capisce che io, piccola artigiana, non posso ragionare come fanno tante sue colleghe. Cosa posso fare? Ultimamente desidero così tanto una gravidanza per provare la “normalità” di diventare mamma senza passare i mesi in ospedale che sarei disposta a mandare all’aria il mio matrimonio di 5 anni... però poi rifletto e magari penso che magari ha bisogno solo di tempo. Ma quanto tempo?!? Magari la parola di un esperto potrà aiutarmi e ve ne sarei davvero grata.m, perché in questo momento della mia vita mi sento veramente te persa....

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Rabbia incontrollata

Gentili signori, scrivo per porre un quesito doloroso. Ho un'unica figlia di sette anni e mezzo che io e mio marito adoriamo e riempiamo di attenzioni e coccole. Da piccola ha rischiato di morire per una malformazione cardiaca ed è stata operata a 15 giorni e dato che in gravidanza questa cosa non si vedeva, potete immaginare il mio totale shock e il senso di impotenza e di colpa che mi ha assalita...quando queste cose si guardano da fuori pensi sempre che possano succedere solo agli altri... Ho avuto mia figlia a 37 anni, e mi preoccupa sempre che fossi troppo vecchia, quindi per me a volte diventa imperativo pensare di doverla rendere il piu' indipendente possibile. Ma ho sempre cercato di rendere magico ogni nostro momento insieme, ho perfino migliaia di foto di lei catalogate ancora per mese!!!!! Lei è l'amore della mia vita! Sono tutta dedicata a lei e ne sono felicissima!!! Parliamo tanto, a volte magari le spiego anche troppo....A lei non lesiniamo nulla, ma essendo cresciuta in paesi anglosassoni, dove esiste un tipo di educazione molto piu' funzionale riguardo a queste cose, sono riuscita a farla venire fuori una bambina non viziata ( o quanto meno viziata al minimo) ma non è stato facile. Le differenze culturali con il posto dove vivo sono immense, qui, in una provincetta del sud Italia non è semplice...la famiglia di mio marito mi ha odiata dal primo momento, e hanno sempre cercato di mettermi contro la bambina...lei rifiuta tutto quello che sono io, rifiuta di parlare l'inglese e anche di farlo a scuola e questo mi fa male, ma non la forzo e non insisto...altri bambini vengono da me ad imparare e lei vuole andare via...se io dico A il padre dice B, se io dico B il padre dice A e questo è stato sempre oggetto di litigio fra me e lui. Non che lo possa incolpare perennemente...è cresciuto senza un padre in una famiglia disfunzionale e invischiata, quindi so che fa il meglio che può e comunque quello a cui à abituato. In ogni caso lui da tutto molto piu' per scontato...io dopo quello che ho visto in quell'ospedale ho capito che nulla lo è! Che i bambini possono ammalarsi e anche morire e anche gli adulti, da un momento all'altro e quindi mi sono convinta che noi dobbiamo sempre rendere i nostri momenti importanti magici, viverli appieno...Ma lui tutto questo lo da per scontato...ha avuto sempre tutto in maniera indistinta e distratta, gli compravano giocattoli per zittirlo quindi non si eccita per niente.... L'ho portato da psicologi di ogni sorta, ne consulto in continuazione se devo capire come agire con mia figlia ed è per questo che non mi perdono il fatto che a volte, per fortuna rare,dopo tutti questi bei pensieri e discorsi, ho degli scatti di rabbia nei suoi confronti in cui inizio ad urlare come una pazza...non che gli scatti siano senza motivo, ma non posso nemmeno dare colpa alla bambina...Mi fa arrabbiare quando non mi ascolta..a lei non chiedo nulla, solo che si prenda cura delle sue cose, della scuola, che ascolti la maestra, non importa se non prende un bel voto o se sbaglia gliel'ho sempre detto, ma importa che faccia del suo meglio, per il resto voglio che lei sia spensierata, le organizzo giornate con le amiche, laboratori, cose bellissime, passiamo l'estate in campeggio (sono traduttrice quindi posso lavorare da dovunque), lei, pero', deve capire che queste cose non sono scontate...le ho sempre detto che la amo sempre, anche quando mi arrabbio, e ovviamente quando esagero le chiedo anche scusa, e le dico che sono anche io un essere umano che si strema e che a volte noi adulti facciamo queste cose sbagliate e le chiedo perdono...l'unica fortuna è che quando questi scatti di rabbia mi vengono, almeno riesco, anche urlando, a non dire cose distruttive, tipo insulti, parole che la possono ferire, qualificazioni (tipo "Sei cattiva" Sei distratta etc...)...esempio di ieri: urlando come una forsennata, perchè lei stava facendo i pochi compiti che le assegnano in maniera distratta (spesso mentre è sui quaderni mi chiede cosa facciamo dopo, se puo' vedere la TV, se dopo chiamo i vicini per giocare...e questo mi fa arrabbiare, io le dico che deve concentrarsi su quello che sta facendo perchè se si concentra si finisce presto e bene e poi puo' fare quello che vuole) le dissi che io non chiedevo niente a lei, che le avrei dato tutto quello che voleva, ma che dato che la vita potrebbe non sempre essere cosi' facile e generosa (non intendo solo economicamente ovviamente) lei deve capire che deve fare la sua parte, a scuola non deve distrarsi, deve ascoltare la maestra, non è possibile che torni da scuola e io devo chiedere i compiti alle altre mamme perchè lei non li scrive, o non li ricorda...le dissi che non puo' dimenticare tutto quello che ha fatto a scuola, i libri, i quaderni, e se lo fa è perchè si distrae a pensare a quello che deve fare dopo (cosa che mi ha confermato la sua maestra) e spesso fa le cose in maniera superficiale anche a casa perchè dopo deve giocare, o deve andare dall'amica etc.. Io mi accorgo subito quando si trova in quella modalità, tipo, ieri doveva disegnare 17 palline e dividerle in 5 gruppi (le divisioni), era talmente distratta che disegno' 10 palline invece di 17....le chiesi piu' volte "ma cos'hai? " dolcemente, "c'è qualcosa che non va?", " perchè non leggi le tracce?" insomma dopo due ore di questo non ce l'ho fatta piu' e sono sbottata...A scuola peraltro, lei è molto brava, ma è come se, quando sta con me, si aspetti sempre che sia io a farle le cose, come se dovesse sempre liberarsi dei doveri quanto prima, e questa piccola furbizia non mi piace, le ho detto " ma a scuola fai da sola, perchè ora cerchi di fare in modo che faccia io l'esercizio per te?" ora mi sento una schifezza....le ho chiesto scusa di nuovo ma le ho anche detto che il fatto che io abbia sbagliato ad urlare non vuol dire che lei è sollevata dal fare il suo lavoro...che tutti abbiamo dei compiti e andare a scuola e ascoltare mamma e papà è il suo. La cosa che mi ha fatto male è che lei mi ha detto ," Ti ricordi, anche quella volta che andammo in montagna (due anni fa) hai fatto la stessa cosa (per lo stesso motivo)" pero' non ricorda tutte le cose belle che ho fatto per lei (dovete credermi, sono una vera mary poppins per lei, manca solo che riesca a saltare nei quadri, ma questo lei non lo ricorda, ricorda quando perdo la pazienza, peraltro in occasioni molto rare...) ....IO vorrei capire dove sbaglio, perchè mi sento malissimo quando sbotto cosi', ripeto, in occasioni molto rare...purtroppo sono sola ad educarla, mio marito non ha idea, e spesso si coalizza con lei contro di me...quindi inutile chiedere il suo aiuto ormai l'ho capito...vi prego aiutatemi a capire come non sbottare...grazie

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Ho appena scoperto il tradimento di mia madre nei confronti di mio padre

Salve, mi chiamo Giulia e ho 19 anni. Da qualche anno il rapporto con i miei genitori è cambiato. Mia madre è sempre stata iperprotettiva nei miei confronti, mio papà invece l'opposto. Spesso durante l'infanzia e l'adolescenza, che purtroppo mi è stata portata via perché caricata da problemi più grandi di me, ho visto i miei genitori litigare spesso a causa di problemi economici e delle loro incomprensioni. Si sa, ognuno ha le proprie idee ed è normale trovare qualcuno che la pensa diversamente… nonostante ciò ho capito che loro due sono completamente diversi. Mia madre è esuberante, maniaca del controllo e credo sia anche una narcisista; mio padre preferisce la serenità, a volte è irascibile ma piuttosto calmo in generale. Essendo stata per troppo tempo legata a loro, ho sempre saputo quali problemi ci fossero in casa e in qualche modo partecipavo alle discussioni cercando di aiutarli… oggi non credo sia stato "giusto". Non ho vissuto appieno né l'infanzia, né l'adolescenza, anche per via dei 3 trasferimenti avvenuti in età piuttosto importanti : 7 e 14 anni (da qui ci siamo spostati nuovamente). Oggi ho una lieve depressione e soffro anche d'ansia… sono stata la spalla su cui piangere di mia mamma per troppo tempo. Così nel chiedere aiuto a uno specialista, comincio a rendermi conto di molte cose un po' per volta. Allora cambio. Faccio tutto quello che posso per migliorare le cose, ma ancora non è stato abbastanza perché ho lottato, si può dire, da sola. Finalmente ne parlo ad un altro psicologo e mi consiglia un terapia familiare… inizieremo questo mese. In tutti i momenti di sofferenza c'è sempre stata da 2/3 anni a questa parte, una persona che mi conosce da quando ero piccola. Oggi lei mi sostiene ancora e nonostante sia più grande di me, abbiamo molte cose in comune tra cui la sensibilità e l'empatia. Ci siamo trovate! Io vedo in lei un esempio di forza, cosa che non ho mai visto in mia madre caduta in depressione da tempo, che non è in grado di ascoltare i consigli e fare qualcosa per lei stessa (tra cui cambiare antidepressivi) e che si comporta tutt'oggi da vittima. Così parlando con questa persona, le dico quasi per scherzo, come fosse un indovinello di un possibile tradimento di mia madre… lo pensavo da quando ero piccola. Cose che una volta più grande finalmente capisci, ti spieghi… Io l'ho capito subito e so anche con chi è successo. Adesso i rapporti con mia madre sono di nuovo freddi e provo delle emozioni contrastanti. Vorrei tanto dirglielo in faccia. Lei che si vanta tanto dell'amore e della fedeltà di mio padre. Lei che, però, è sempre stata una di quelle che si mette in mostra facendo anche cose che una figlia o figlio non vorrebbe mai vedere, anche se per scherzo, specialmente se piccolo e io quei ricordi li ho impressi nella memoria. Finalmente, però, so la verità; so che la mia vita non è perfetta non lo è mai stata e che neanche io lo sono. Forse questo sarà quella cosa che finalmente mi staccherà da lei e dal legame morboso che abbiamo instaurato, non per mia volontà. Provo disgusto, dispiacere per mio padre e mi chiedo se lui lo sappia… Inoltre mi domando se anche lui possa aver fatto una cosa simile… la disprezzo e tengo tutto dentro. Potrei parlarne con la psicologa… come si può accettare il tradimento di una madre così senza poterne parlare? Ho paura di dirlo in un momento di rabbia e far soffrire mio padre (anche se meriterebbe la verità e finalmente vedrebbe com'è davvero mia madre).

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