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ADHD e DSA
Dott. Flaviano Canfora

ADHD

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del ...

17 Febbraio 2021

ADHD e DSA
Dott. Flaviano Canfora

ADHD: cosa fare?

ADHD Trattandosi di un disturbo evolutivo dell’autocontrollo le principali richieste della famiglia sono: come evitare che i figli perdano la concentrazione, come possano contro ...

17 Febbraio 2021

Domande e risposte

Mi piace piangere e stare male

Ciao mi chiamo Elisa ho 17anni. A volte ho dei momenti di vuoto interiore, come se non provassi nulla, non lo dico a nessuno e non parlo mai quando succede, secondo me perchè non voglio aiuto, in effetti so di provare piacere nello stare male. A volte mi sdraio, metto la musica e cerco di piangere di proposito, la maggior parte delle volte funziona. Mi piace quando non provo nulla tranne un senso di malinconia e tristezza, la maggior parte delle volte succede dal nulla, nessun evento particolare che scaturisce questi momenti. Da un momento all'altro sono triste e mi piace. Ho scritto su questo sito perchè voglio sapere se sono pazza o ho qualche problema mentale

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Mio figlio di 6 anni nei suoi disegni non mi disegna mai,disegna sempre suo padre!

Salve, mio figlio ha 6 anni è un bambino molto sensibile, curioso e attento ho notato che fon dalla piccola età nei suoi disegni ritrae sempre lui e suo padre....e se io gli chiedo:E io dove sono?Lui cerca di rimediare dicendomi che sono a casa, sono andata in bagno o cose così, e sembra dispiaciuto. Premetto che io e suo padre siamo felicemente felici, solamente che mio marito è quasi sempre assente per lavoro e quando c'è è stanco. Io invece sono una mamma che lavora 8 ore al giorno e quando sono con lui cerco di portarlo fuori, di organizzare cene con i suoi amici....in casa facciamo il pongo insieme, insomma passo molto tempo con lui, si è anche vero che ci sono dei giorni che sono piena ma a chi non capita???

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Come reagire a una situazione difficile tra i miei genitori?

Vorrei parlare di una cosa che mi è appena successa… sostanzialmente i miei genitori hanno una relazione complicata da tempo, stanno insieme da tantissimo e litigavamo spesso. Poi mio padre ha iniziato ad avere sospetto riguardo una relazione esterna (a lavoro) di mia madre, e sembrava la seguisse per capire e anche che avesse trovato delle cose “certe”, a quanto ne so lei non ha mai ammesso ma ci litigavano tanto su. Poi circa due anni fa mia madre ha scoperto che mio papà aveva una relazione da 5 anni, a quanto pare solo “fisica” e affetto, niente di più serio. Sono passate delle settimane infernali, tante liti, si erano separati (non divorziati). Non sono mai andati a vivere separatamente, sempre vissuti a casa nostra. Col tempo le cose sembravano essersi sistemate, noi non sapevamo come (ho due sorelle più grandi), ad episodi alterni ci avevano detto che ci avrebbero riprovato. Da allora le cose vanno bene e sembrano felici, anche se ogni tanto ci sono dei comportamenti che noto della mamma che mi fanno pensare non sia innamorata del papà e in papà comportamenti un po’ distaccati, un po’ triste, ma è anche lui fatto così. Comunque davvero si stava bene, solo che oggi, notando da tempo che la mamma scriveva nascondendo un po’ il telefono a questo suo collega, ho guardato i messaggi e sostanzialmente ho scoperto che hanno una relazione. O meglio, si chiamavano amore, piccina, ecc, scriveva “ho voglia di te” e anche altre cose un po’ sessuali. Mama tanto attaccata mi sembrava come al solito, lei da sempre sente “mancanza di affetto” e lo cerca molto. Non so affatto cosa fare perché non so quale sia la situazione tra di loro, non so se parlarne con la mamma, dirle che lo so, parlarne con mie sorelle (o con una di loro che è un po’ meno fragile in queste cose). Col tempo ho anche imparato a stare bene a prescindere da questo e a capire che la loro relazione non è un mio problema, però naturalmente se ci penso mi sento un po’ un fallimento, visto il fallimento del loro rapporto, un po’ sbagliata, di poco valore. Mi dispiace pensare al papà che sia triste, se è triste; e mi dà un po’ d’ansia .

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Come superare la situazione con i miei genitori?

Salve, sono una ragazza di 19 anni. da circa tre anni ho un problema con i miei genitori. Circa due anni fa ho detto a mio padre di essere lesbica e della mia relazione. Mio padre avendo una mentalità di paese la Prese male e mi disse che dovevo lasciare la mia ragazza immediatamente e non mi fece uscire di casa per una settimana, a quel punto gli feci credere di averla lasciata. Intanto lo dissi pure a mia mamma la quale la prese meglio e mi promise di non dirlo a mio papà. L'anno scorso stufa di tenere il segreto provai a digli a mio padre che non la avevo lasciata e che stavamo ancora insieme nella Speranza avesse cambiato visione, Così non è stato, ha iniziato ad essere ostile con la mia ragazza, prevenuto nei miei e suoi confronti, a non rivolgerle più la parola e a non permetterle più di venire qui a casa nostra, nessuno mi viene in contro per trovare un punto di incontro. Mia mamma tra l’altro non sta pienamente dalla mia parte perché forse si sente in soggezione da mio padre. Io vorrei solo che i miei genitori capissero quanto per me è importante questa relazione e quanto amo la mia ragazza e che quindi non mi impedissero di vivere serena. Mio padre un giorno mi disse pure che loro non mi avevano cresciuta così. Non è un uomo cattivo mio padre ma da tre anni a questa parte è molto severo nei miei confronti non mi ascolta. Stiamo facendo come famiglia un percorso da uno psicologo ma mio padre non sembra mettersi sufficientemente in discussione tanto che lui stesso disse che non gli piacciono i cambiamenti e mettersi in discussione. Non so più cosa fare sinceramente.

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Genitori severi o iperprotettivi?

Buonasera, mi chiamo Alessia e ho 18 anni. Non so bene se questo sia uno sfogo, una domanda o una richiesta d'aiuto, ma io sono veramente arrivata al limite. Ho 18 anni eppure i miei genitori non mi lasciano libertà. Penso abbiano una mentalità ferma ai loro tempi (anni 80) e vorrei trovare una soluzione a questo. Vi lascio degli esempi concreti per capire meglio la situazione... - Non posso frequentare determinate persone perché a loro non vanno bene (ricchezza, vestiario, buone maniere...) - Non posso andare in determinati locali perché considerati da loro pericolosi (alcool, droga...) - Non posso tornare a casa neanche 5 minuti in ritardo (ho l'obbligo tassativo di rientrare a mezzanotte sennò sono guai amari) - Non posso andare male a scuola, o prendere un voto inferiore all'8 altrimenti scatta la punizione (non mi fanno più uscire per tot giorni) Insomma, mi sento privata di quello che potrebbe essere la mia valvola di sfogo. Quando ne parlo con loro, alzano la voce e si arrabbiano, io essendo molto sensibile piango, tanto, e alzo dei muri chiudendomi in camera e non parlando con loro finché le acque non si calmano, ma non è possibile parlare perché il dialogo non è ammesso. Vi prego aiutatemi, in un/a mondo/società dove la movida inizia alle 22/23 fino alle 4 di mattina, io devo stare chiusa in casa perché loro non mi permettono di essere una ragazza normale di 18 anni che vuole divertirsi e dimenticarsi per 3 ore di tutti i problemi che ha. Aiuto, sono disperata. Vi ringrazio

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Come superare il dolore dopo la fine di una relazione

Salve a tutti, mi rivolgo a voi poichè sono in uno dei periodi più brutti della mia vita, il mio ragazzo partito in erasmus un mese fa mi ha lasciata da una settimana dopo due anni e mezzo di relazione, è stata la mia prima vera storia e sono devastata, per me è stato un fulmine a ciel sereno e non me lo aspettavo minimamente, avevamo anche prenotato i biglietti per andarlo a trovare, mi ha lasciata sabato e sarei dovuta andare da lui mercoledì. Sto cercando di reagire e di non buttarmi troppo giù ma è difficile, alterno momenti in cui mi sento meglio e mi sento in grado di dimenticarlo a momenti in cui vedo tutto nero e in cui dimenticarlo mi sembra impossibile. Ho paura di non riuscire a superarla e di non riuscire a trovare qualcuno in futuro (non un futuro prossimo perchè devo prima stare bene). Non riesco a pensare di stare con qualcuno che non sia lui. Ho molti pensieri che mi riempiono la testa e mi fanno stare male e con l'ansia, il pensiero di lui che possa andare con altre mi fa impazzire, ho difficoltà a studiare e ho l'ansia per gli esami che dovrò affrontare. Continuo anche a sperare che cambi idea ma so che è impossibile e che la scelta giusta è continuare da sola. Lui mi ha chiamato qualche giorno fa perchè gli mancavo ma così come non è sicuro di aver fatto la scelta giusta a lasciarmi non è neppure sicuro neanche che sia la scelta giusta tornare con me, ed entrambi concordiamo sul fatto che io meriti una persona che sia sicura di quello che prova per me, non una persona totalmente in confusione. Vorrei evitare di avere il pensiero per lui per mesi se non addirittura anni, questo è quello che mi spaventa di più, non riuscire ad andare avanti e non riuscire a dimenticarlo. Come fare?

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Bambino di 4 anni piange dicendo che non vuole mangiare, anche se ha fame!

Buonasera, La mia bambina di 4 anni non ha mai mangiato tanto. Non prova interesse per il cibo ma fino a poco tempo fa, tra alti e bassi, ha sempre finito a pranzo e cena il suo piatto (max 50 gr di pasta con pesce o carne o legumi e verdure). La sua crescita è lenta(pesa 13,5 kg ed è alta 94 cm). Da un paio di mesi però non vuole più mangiare. Io credo che sia una questione psicologica perché la mattina si sveglia già dicendo che non vuole mangiare nulla per tutto il giorno. Le ho sempre preparato da mangiare ma quando arriva l'ora del pranzo inizia a piangere e dire che non vuole mangiare, anche se 5 minuti prima mi aveva detto di aver fame. Mi dice di non arrabbiarmi o a volte mi dice di arrabbiarmi...secondo me lei ha capito che questa cosa mi crea ansia e mi fa rabbia e quindi in questo modo cerca di tenere il controllo. Poi se io non do troppa importanza alla cosa, lei finisce anche il piatto. Vorrei capire come devo comportarmi e come evitare che faccia questi "capricci"...

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Mio figlio rifiuta il disegno

Buongiorno, Attualmente mio figlio frequenta il secondo anno della Scuola Materna. Ha compiuto 4 anni il 23 febbraio. È un bambino estremamente socievole, adora giocare con i bambini, esegue i giochi di imitazione, crea storie con le macchinine o altro, gioca con le costruzioni e con il Didò. Adora la musica e gli piace fare i balletti legati alla musica che ascolta. Ha iniziato molto tardi a parlare, nonostante tutte le altre tappe della crescita siano state rispettate: le prime parole le ha dette ai 3 anni (mamma, papà,acqua). Lo sblocco effettivo del linguaggio è iniziato a 3 anni e 10 mesi. Attualmente ha ancora delle difficoltà di pronuncia (spesso non dice bene tre lettere unite tipo SPAghetti oppure SCAtola, ma se fatte ripetere un paio di volte riescono), ha spesso fretta di fare i discorsi e occorre farglieli ripetere con più calma perché siano comprensibili. Ha sempre scarabocchiato ( dai 18 mesi) e sa disegnare se "costretto": se gli si dice cosa disegnare lui sa fare un volto, un corpo ecc. Il tratto è molto incerto e il disegno non è paragonabile ad un altro bimbo della stessa età (per esempio i disegni della sorella che è più grande). Rimane lì per un pochino se proprio deve, ma poi corre via a giocare. Cerca ogni scusa possibile per non disegnare o colorare. La motricità fine vista attraverso i giochi è normalmente sviluppata (sa infilare perline, apre le porte infilando le chiavi, sa ritagliare con le forbici ecc). Non riesco a capire il motivo e se è il caso di effettuare degli approfondimenti da specialisti per questa cosa. Grazie.

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