Famiglia

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Cambiamento comportamentale in 18-19 enne

Ho un figlio che ha compiuto 19 anni, finito le superiori e nell'ultimo paio d'anni ha avuto un'evoluzione negativa nel comportamento in famiglia. E' diventato sempre più svogliato (a casa e scuola), taciturno, indifferente e insofferente alle esternazioni di disagio e preoccupazione di noi genitori di fronte a questa sua indolenza che sfocia talvolta in aggressività verbale nei nostri confronti (in cui ribalta la realtà dei fatti, accusando noi di "stargli addosso" e di essere ossessivi e ripetitivi). Contemporaneamente ha accantonato le vecchie amicizie aggregandosi a nuovi soggetti coetanei (dai comportamenti discutibili), con cui condivide uscite regolari tutti i pomeriggi e le sere, occasionali "fumate" in compagnia ecc. E' passato dall'essere affettuoso, empatico e responsabile (compatibilmente con l'età) al manifestare disagio rispetto alle regole familiari, diventando refrattario al dialogo e alla collaborazione richiesta. E poi non sorride più, ci guarda con espressione sempre impassibile e monotona, con l'attenzione costantemente rapita dal cellulare. Lo abbiamo cresciuto con amore e attenzione, trasmettendogli valori morali e umani, ma mi ora mi crolla il modo addosso, non capisco cosa gli sta succedendo. Non è un po' "grande" per questo tipo di atteggiamenti? Sarebbe utile la psicoterapia?

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Non ho più un rapporto con mia mamma

Buonasera, è un anno e mezzo che sono sposata. Con mio marito mi conosco da molti anni e anche le nostre famiglie si conoscevano già da prima di noi. Poi i miei si sono separati. A quasi un anno dal matrimonio scopriamo che mia mamma e mio suocero hanno una relazione da diversi anni. Lo scopre mia suocera in primis e la notizia sconvolge cosi tutti noi. Abbiamo vissuto un incubo, loro hanno confermato perché non potevano fare altrimenti viste le prove di messaggi sul cell.. Io e mio marito abbiamo attraversato momenti davvero duri, non ci sembrava reale, un male dentro assurdo, rabbia delusione sfiducia insomma si può immaginare...ci siamo visti persi. Non abbiamo più rapporti con i rispettivi genitori. Ci hanno visti sull'altare e non gli è bastato fermarsi! Hanno rovinato tutto e il bello è che mia madre sostiene che io e lui non c'entriamo nulla con quel loro rapporto. Che non dovrebbe toccarci. Ma mi dite come possa non capire la gravità? Intanto mio suocero è rimasto in casa con la moglie e chissà se non continuano ancora a sentirsi o vedersi. Ora ad un anno da quando si è scoperto mia mamma vorrebbe provare a riavvicinarsi a me. Come posso? Non la vedo più come prima, mi ha in qualche modo tradita. Come possiamo io e mio marito vivere con famiglie separate? Siamo rimasti soli. Chiedo vostri pareri.

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Comportamento infantile a 9anni

Mio figlio ha 9anni, premetto brevemente la sua storia, adottato all età di 11 mesi, qualche problema di salute non gravissimo ma abbiamo abbastanza importato, a scuola ha il sostegno a seguito di una diagnosi di ritardo lieve mentale, il suo comportamento a volte mi preoccupa, perché si comporta in modo infantile, giochi infantili esempi gioco del nascondersi per poi spaventare, gioco di fantasia, immedesimarsi in personaggi, non so se attribuirgli al ritardo che ha, però questo comportamento solamente in casa con noi, al di fuori si comporta normalmente, mi date un consiglio e un parere grazie

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Reagire ad una provocazione di una bambina di 5 anni

Buongiorno, scrivi in merito ad un fatto accaduto a casa del mio compagno con la sua nipotina di 4 anni. Sono una ragazza di 35 anni e convivo con il mio compagno da 3 anni. Prima di me ha avuto una relazione di 5 anni con una ragazza che a quanto pare ha avuto un ruolo importante nella sua famiglia tanto da essere nominata dalla sorella del mio compagno “Madrina” della bimba. Alcuni giorni fa ho tenuto per tutta una mattinata la bimba a giocare, parlare, colorare ecc ecc perché genitori, nonni e zii impossibilitati a guardarla ( l’ho fatto con molto piacere); nel momento che siamo rimasta solo noi due la bimba mi dice “ sai che lo zio prima che arrivassi tu era insieme alla zia Francesca che è più bella e brava di te... tu non sei come lei” mi sono sentita morire ( non tanto per la bellezza è la bravura ci mancherebbe e nemmeno per rubare il posto); le sue parole mi hanno ferita molto, ci sono rimasta molto male ed ora cerco di evitare di frequentare la sua famiglia ( ho detto al mio compagno di non sgridare assolutamente la bimba). Ora non so come comportarmi. Se parlare alla bambina e cercare di spiegarle che ora sono io la compagna e cercare di farmi rispettare o sotterrare tutto in attesa di un’altra un’etica bile frecciatina che mi farà ancora più male?

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Come superare la fine di una relazione

Salve, sono una ragazza di 24. Da circa un mese il mio ragazzo ha deciso di lasciarmi, durante un periodo in cui non ci si poteva vedere per il lockdown e quindi senza la possibilità di poter avere un confronto vis a vis. Racconto un po' la nostra storia per avere un quadro dettagliato. Avevo 17 anni quando l'ho conosciuto, lui è più grande di me di 4 anni. L'ho conosciuto in un periodo della mia vita in cui sentivo di esser sola. Sin dal primo momento c'è stata una complicità strana, bella e pura. Abbiamo vissuto la nostra storia tra alti e bassi, come in tutte le coppie. Abbiamo avuto un momento di crisi a circa due anni dalla nostra relazione, ma che con costanza e volontà siamo riusciti a superare. Per me lui è diventato sempre più un punto di riferimento, una costante nella mia vita. Ho sempre avuto paura di perderlo, e molto spesso per questa paura ho chiesto scusa anche quando probabilmente non avrei dovuto, oppure ho nascosto sofferenze ed emozioni per non creare disagi. Ho un vissuto familiare, di un padre assente, che mi ha portato ad avere paure di abbandono. Comunque la nostra relazione dopo due anni è iniziata ad essere una relazione a distanza in quanto lui per lavoro ha iniziato a spostarsi, e questo non era un problema. Lo amavo, e lo appoggiava nelle sue scelte e lo spronavo a raggiungere i suoi obiettivi. Ci siamo sempre rispettati l'un l'altro, ed essendo io quella che rimaneva qui a casa, diciamo che sono sempre stata io ad aspettarlo mentre lui era in viaggio. Dopo 3 anni di spostamenti, trova finalmente la sua strada, raggiunge il suo obiettivo e ha una base fissa, ma sempre distante. Io devo finire di studiare e lo avrei raggiunto appena possibile. Eravamo felici, felici di costruire il futuro per noi insieme. Sono passati due anni da quando lui ha messo le tende in un posto, due anni in cui ci siamo visti quando si poteva, fino a che nel periodo di lockdown siamo entrati in crisi. Un periodo in cui si discuteva per incomprensioni, un periodo in cui ho deciso per un po' di staccare per capire se fosse cambiato qualcosa dentro di me. Lui era certo che non fosse cambiato nulla, e dopo qualche settimana ne sono stata certa anch'io. Abbaino quindi continuato a star insieme, forse però facendo finta che andasse tutto bene, senza affrontare il problema. Fino a che, dopo avergli fatto notare delle mancanze, decide di lasciarmi così di punto in bianco, con un messaggio senza una relè spiegazione, senza un confronto, senza un provare a risolvere la situazione e trovare una soluzione. Dopo 7 anni di relazione in cui, nonostante i sacrifici, è stato sempre tutto perfetto, mi è crollato il mondo addosso. Le sue motivazioni sono che vuole star solo perché fondamentalmente lo è sempre stato, e che non vuole dover dar conto a nessuno di ciò che fa o meno (c'è da dire che non ho mai negato la libertà e non mi ha mai dovuto dar conto di nulla, solo rispetto). Per me sono motivazioni futili, senza fondamento. Quindi non appena possibile lo raggiungo per avere un confronto, ed in qui giorni stiamo insieme come se nulla fosse mai successo, come se il tempo si fosse fermato a prima di questo brutto periodo fino a che prima di andar via mi dice che comunque la sua scelta l'ha fatta e che non può tornare indietro perché è testardo e orgoglioso e non vuol stare insieme ad una persona. Io non mi spiego questo atteggiamento, non mi spiego tutte le contraddizioni, non mi spiego come una persona ti dica e dimostri di amarti ma allo stesso tempo ti dica che non vuol stare più con te. È una persona che da sempre diceva di non voler star sola, ed ora la motivazione è che vuol star solo.. Io non riesco ad accettare tutto questo. Mi sento vuota, persa, senza il mio punto fermo. Mi sento abbandonata nuovamente, e non riesco a superarla. A maggior ragione perché so quel che ci lega. Sento di non poter vivere senza quella persona, sento di star perdendo la mia strada, di star facendo scorrere la mia vita senza un reale motivo per farlo. Non ho più stimoli, dormo poco la notte, ho passato il primo periodo sopratutto con ansia e attacchi di panico, e molto spesso faccio sempre lo stesso sogno o meglio incubo. Non riesco più a vivere la mia vita è non so come riprenderla in mano. Spero possiate aiutarmi.

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Mia madre è esagerata?

Salve a tutti, ho un problema con mia madre. Vorrei capire se i tre episodi che vi sto riportando qui di seguito sono dei comportamenti normali o se invece fanno presagire che ci sia qualche disturbo comportamentale / patologia o altro. Vi riporto solo tre episodi per non dilungarmi troppo, (anche se ce ne sarebbero tanti altri). 1. Fa accuse pesanti e infondate Mi ha accusata di essere traditrice solo perché le ho comunicato che non sarei partita venerdì mattina alle 10.00, bensì giovedì sera. (Lo scopo era di andare a trovare il mio ragazzo che stava in un altra città e ci tengo a precisare che sono una trentenne). Ho fatto il cambio di giorno e ora della partenza per motivi pratici proprio giovedì stesso e non appena il mio datore di lavoro mi ha dato conferma di potermi prendere il venerdì come giorno, ho subito comunicato il cambiamento di programma a mia madre, la quale mi ha detto urlando: Non a caso, tra l’altro, la sera stesso aveva anche messo l’immagine del lupo come stato su whatsapp. Tutto questo mettendosi ad urlare, solo per non aver fatto decidere a lei il giorno della mia partenza (da precisare che l’avevo avvertita comunque di questo viaggio della durata di un weekend lungo). Inutile dire che mi sono sentita una schifezza ed un senso di colpa assurdo. 2. Non riesce a perdonare Mio padre è andato a prendersi un caffè con la sua ex di quando aveva 17 anni. Mia madre lo scopre 2anni fa nel periodo di dicembre e da quel momento mia madre non riesce a perdonarlo e anzi ha scatti di ira e violenza. Voglio precisare che questo incontro che mio padre ha avuto con questa sua ex, è avvenuto 5 anni prima che lei ne venisse a conoscenza (quindi ad oggi siamo a 7 anni fa) e da allora mio padre non ha mostrato altro interesse verso questa persona. C’è stato solo quell’episodio e basta. Lo ha fatto senza alcun interesse se non quello di togliersi la curiosità di rivederla. Nonostante mio padre abbia ampiamente dimostrato di essersi pentito e di tenere a mia madre più di ogni altra cosa, lei da allora continua a trattarlo male e a fargli il terzo grado ogni volta che può, fino allo stremo, urlando e minacciando di togliersi persino la vita. 3. Fa ricatti emotivi (se non fai come dico io ti tolgo il mio amore) Molte volte mi ha fatto ricatti emotivi più o meno intensi. Quello più tremendo, è stato quando mi ha minacciata di tagliarmi i ponti e cioè che non avrei avuto più contatti ne con lei ne con i miei familiari (fratelli e cugini), se non avessi cambiato modo di essere. Nello specifico mi ha detto che non dovevo avere iniziativa, di non proporre di andare a visitare luoghi vicini o lontani che fossero, che non le piaceva il mio modo di vestirmi (solitamente uso magliette e jeanz e qualche volta vestiti medio eleganti la sera, ma non sempre, tra le altre cose sono gli stessi vestiti che ho usato anche quando vivevo con i miei genitori, molti dei quali me li ha comprati proprio lei, quindi non capisco cosa avrei dovuto cambiare o a cosa si riferisse) Infine, ha aggiunto, che non le piaceva il mio modo di mangiare: quando stavo a casa con i miei si mangiava sempre carne la sera, le patate ed il pane. Adesso da quando convivo con il mio ragazzo, mangiamo la carne una volta ogni tanto, tipo una volta ogni due settimane... qualche volta anche due giorni consecutivi durante la settimana… insomma quando ci va, ma non certo tutte le sere perché prediligiamo le verdure e preferiamo mantenerci leggeri a cena. Lo specifico perché per mia madre se non si mangia la carne la sera, non si mangia sano! Se da un lato trovo esagerate e fuori luogo queste richieste e non vedo perché e soprattutto come dovrei cambiarle, al tempo stesso tutto questo mi fa sentire tremendamente in colpa, come se avessi ucciso qualcuno o combinato qualcosa di grosso! Che devo fare? Il punto è che vuole impormi il suo modo di vivere e farmi sentire in colpa, almeno questo è quello che a me sembra. Avrei anche altri esempi comportamentali da sottoporvi su mia madre, come per esempio che vede tutto bianco o nero, vede schieramenti ovunque ovvero o si è con lei o si è contro di lei, è fortemente vendicativa, non accetta opinioni diverse dalle sue o comportamenti non conformi alle sue idee. Ma gli esempi che vi ho scritto sopra sono quelli che vorrei che analizzaste, per capire se sono comportamenti normali o esagerati.

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Litigi in famiglia, manipolazioni familiari

Mia madre tenta di manipolare la famiglia, spesso, dal nulla mi mette contro mio fratello o contro mio padre, mette zizzania, tenta di screditare le mie nonne affinché io mi limiti ad averci rapporti stretti per come ho, rapporti di cui lei forse è gelosa! Con la mia fidanzata fa il doppio gioco, quando è in sua presenza fa tutta la saltarellina e la donna di buon cuore, ma appena lei non c'è più volte la colpevolizza di avermi cambiato, e che a causa sua non abbiamo più il rapporto di prima (premesso che nella relazione con la mia fidanzata non parliamo mai di questioni familiari, per un reciproco rispetto di privacy("i panni sporchi si lavano a casa propria")e invece mia madre è convinta che parliamo continuamente di lei...). Durante gli ultimi anni, i rapporti con lei sono peggiorati notevolmente a causa di comportamenti irrispettosi nei miei confronti, trascorrendo anche mesi interi senza parlare, perché ci fu un periodo che continuo tra liti continue ad augurarmi giornalmente la morte, o certe volte forse per impietosirmi, ormai fin da quando ero piccolo, nei momenti più difficili o anche banali va gridando casa casa che un giorno all'altro si sarebbe tolta la vita dando la colpa al mondo intero e che lei invece si definisce "santa e perfetta"... ed io magari avevo solo 6 anni e sentivo queste cose ogni giorno... una delle cose che più mi da fastidio e che fa delle cose (dei favori o regali non graditi) convinta che gli altri vogliano quella cosa, e che magari è l'opposto di quello che essi vogliono, o magari non vogliono proprio nulla, e quasi sempre qualsiasi cosa fa, la fa con un resoconto, ovvero per rinfacciarlo! Mi ha rinfacciato più volte di avermi dato anche alla luce, figuriamoci... meno male che credo di avere un carattere forte... perché sennò non so cosa avrei potuto fare... apparte deprimermi. Ora, io mi sono diplomato, già a 17 anni lavoravo sotto contratto con un'azienda, in disaccordo con i miei genitori che volevano avere l'esclusiva sul mio denaro, non mi reputo un ragazzo nulla facente come invece mia madre va dicendo a tutti, e ora sto intraprendendo la carriera militare... però non so che fare con mia madre, come posso evitare a farmi rinfacciare tutto, le offese, le manipolazioni, o quando dice di volersi suicidare, che devo fare? Non ne vuole completamente sapere di incontri con specialisti del settore, perché lei è giusta e sono tutti sbagliati, e non vuole passare per pazza... ho un fratello minore che è pressoché nella mia stessa situazione, ma caratterialmente lo sento molto più fragile... e lo vive più tosto male...

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Mio figlio vuole vivere con il padre

Mi serve aiuto. Sono separata / divorziata da 13 anni. Mio figlio che oggi di anni ne ha 16, dopo aver sempre vissuto con me, vuole andare a vivere dal padre. Dice che il padre gli è sempre mancato e vuole vivere con lui x avere finalmente un padre. Non riesco a farlo ragionare, il padre ha sempre giustificato le sue assenze con il fatto che più di quello non poteva fare e che tutto sarebbe stato diverso se fosse vissuto con lui. Purtroppo mio figlio gli crede ed è disposto a trasferirsi con lui anche se lui ha un altra moglie e un altro figlio. Trovo ingiusto che il padre venga premiato x essere stato assente. Inoltre temo che mio figlio si scontrerà con una realtà diversa da quella che pensa. Che devo fare?

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