Domande e risposte

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Figlio non vuole partire con padre

Salve sono la mamma di un bimbo di quasi 8 anni, figlio di genitori separati da 4 anni. Il piccolo si rifiuta di andare fuori per un weekend a Roma con il padre e la sua nuova compagna poichè ha una serie di eventi ai quali vuole partecipare.Il padre tramite tribunale mi sta costringendo a me madre e anche al suo figlio stesso di partire con lui, a me madre minaccia di far intervenire gli assistenti sociali in quanto crede sia una mia decisione, parla di alienazione genitoriale.Io ho provato a convincere il piccolo che sarà una bella esperienza,,,ma non vuole proprio cambiare idea.Come devo comportarmi?

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Amore o bene infinito?

Ho una storia con un ragazzo da circa 8 anni e da una settimana gli ho chiesto una pausa. Il motivo? Credo di volergli un bene immenso, ma di non amarlo. Lui è un ragazzo d'oro, mi tratta bene, cerca di rendermi felice, ma ha per me un grande difetto: lui non vive davvero, o almeno lo fa come avesse ottant'anni e non trentatré. Si identifica con il suo lavoro e non ha altro. Niente interessi, niente stimoli, niente sport. Dice che vorrebbe fare tante cose, ma a livello concreto non fa nulla se non le cose in cui io lo trascino. Io sono una ragazza solare, adoro viaggiare e voglio farlo il più spesso possibile, vado in palestra, amo scrivere. Ho anche io tanti difetti, ma cerco di evolvere e prendere dai miei trent'anni la maggior carica possibile. In questi anni sono stata bene con lui e ne sono stata anche innamorata, ma nel frattempo sono cresciuta, ho studiato, ho preso due lauree, sono andata all'estero per studiare inglese e ho poi trovato un buon lavoro tenendo sempre presente che avevo una relazione con lui, tant'è che sono tornata a vivere nel posto in cui vivevo io e ha sempre vissuto lui. Io vorrei davvero non avere dubbi su di noi. Ho sempre pensato di passare la mia vita insieme a lui, ma adesso quel pensiero è come un cappio al collo. Il nostro rapporto nel tempo si è spento e anche il sentimento che io provo per lui, io soffro, ma lui è cieco, è convinto che le cose vanno bene così e non è aperto al dialogo. Nel momento in cui gli faccio notare delle mancanze o dei problemi, si chiude in sé e ignora la cosa. Ora che gli ho chiesto del tempo, mi ha detto che non c'era molto da parlare e che potevo prendermi tutto il tempo che voglio. Ora io mi sento così: impaurita perché è difficile pensare la mia vita senza di lui dopo aver trascorso otto anni insieme, stranita perché mi aspettavo un minimo di considerazione in più o almeno che mi chiedesse i motivi che mi hanno spinta ad allontanarmi da lui, sola e in ansia per il futuro visto che a trent'anni tutti si aspettavano da me matrimonio e figli, triste perché sento questa situazione come un fallimento. Nonostante tutto lui mi manca tantissimo e non so come venirne a capo.

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Disturbo di personalità o semplice immaturità?

Buongiorno, sono sposato da 10 anni (12 complessivi dall'inizio del rapporto). Dal matrimonio sono nate due bambine di 8 e 2 anni che entrambi adoriamo ed abbiamo sempre messo al primo posto nella nostra vita matrimoniale. Nel dicembre del 2018, senza che prima vi fossero state avvisaglie, mia moglie decide di lasciarmi a seguito della mia scoperta di una sua relazione extraconiugale con un collega di ufficio (mio e suo in quanto lavoravamo insieme ed io ero il responsabile di mia moglie). A seguito della mia scoperta la situazione subito precipita a causa della sua repentina decisione di porre fine al matrimonio, nonostante la mia disponibilità a mettere una pietra sopra all'accaduto in quanto innamorato di lei e della mia famiglia. Lei dopo aver dichiarato di non amarmi più comincia ad accusarmi di tutto: dal non aver organizzato mai sorprese per lei all'aver cresciuto da sola la nostra primogenita (perché a dire suo l'ha educata da sola, ha provveduto a cambiarle i pannolini ed a fare i compiti con lei. Si consideri che io sono stato perennemente presente durante questi anni ed a disposizione di mia moglie e delle mie figlie), dall'essere stato troppo petulante nel voler aver rapporti sessuali con lei al non aver protestato per i suoi rifiuti ad avere rapporti sessuali con me dopo la nascita della secondogenita, dall'averla "costretta" a vendere la sua moto al non averla portata al mare a Natale (la moto l'ha venduta su mio consiglio dopo che è rimasta incinta della prima figlia). Di questi giorni è l'accusa di non averla aiutata abbastanza, nonostante non mi sia mai tirato indietro a nessuna sua richiesta di aiuto. Come si noterà sono tutti futili motivi che in realtà, credo, nascondono una sua profonda insoddisfazione che probabilmente ha radici lontane. Premetto che sua madre è una persona dedita alla cura della casa, ma sostanzialmente apatica e poco interessata agli altri. Il padre una persona che vuole apparire come l'uomo più disponibile del mondo, ma sostanzialmente è una persona che bada solo al raggiungimento dei suoi obiettivi (per lo più economici) Mia moglie ha sempre detto di essere stata cresciuta dalla nonna materna ed il fratello più grande di mia moglie non ha mai nascosto di essersi sentito abbandonato dai genitori che avendolo avuto molto giovani uscivano e lasciavano i figli con la nonna materna appunto. Le relazioni di mia moglie pregresse rispetto al matrimonio sono state un rapporto lungo con un ragazzo conosciuto in chat e che lei ha poi scoperto essere dipendente da cocaina, molteplici relazioni a base essenzialmente di sesso consumate con persone del gruppo di motociclisti che frequentava ed una relazione di cui so poco e niente, chiusa a seguito della mia conoscenza. Sospetto che durante il nostro matrimonio abbia tentanto di tradirmi in un paio di occasioni e forse almeno in una lo abbia fatto. Sostanzialmente dai racconti di mia moglie e da informazioni raccolte da me credo che mia moglie abbia sempre utilizzato il sesso per legare a se le persone (cose successa anche con me che poi, però, me ne sono innamorato) che vengono successivamente abbandonate nel momento in cui lei perde di interesse nei loro confronti. Essenzialmente penso che lei quando ha palesato la voglia di volermi sposare fosse in un momento in cui voleva cambiare la propria vita lasciando la propria famiglia di origine in cui vi erano dissidi tra padre e figlio maggiore e cancellare la nomea di ragazza dai facili costumi che, credo, si fosse guadagnata nel giro delle proprie amicizie e che, evidentemente, era diventato un macigno di cui liberarsi. Probabilmente l'iniziale slancio nella nuova dimensione di moglie e madre si è rapidamente esaurito e da subito ha cominciato a rimurginare su quello che avrebbe voluto fare (o continuare a fare) e che non era più possibile perché ingabbiata nelle "regole" della famiglia che lei stessa ha voluto essere molto rigide e scandite da precise scadenze. Tutto ciò nel corso degli anni è diventato un fardello insostenibile e non avendo il coraggio di ripudiare le proprie scelte ha ben pensato di scaricare tutte le colpe su di me, reo di averla amata ed assecondata sempre durante la nostra relazione. La domanda che vi rivolgo è questa: il comportamento di mia moglie potrebbe nascondere un disturbo di personalità o è solo immaturità? Se fosse un disturbo potrebbe capire da sola che ha bisogno di aiuto per affrontarlo e risolverlo?

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Moglie che tradisce e mostra rabbia e rancore nei confronti del marito

Salve, ho 45 anni e questa è la mia storia. Sul finire del mese di dicembre del 2018 il mio rapporto matrimoniale entra in crisi. La crisi è generata dalla scoperta da parte mia di una relazione extraconiugale intrattenuta da mia moglie con un collega (mio e suo) di ufficio. Probabilmente la relazione da platonica si è trasformata in reale subito dopo l'estate. La datazione della relazione l'ho effettuata sulla base di una serie di elementi: subito dopo l'estate mia moglie ha cominciato a prendersi più cura di sé cominciandosi ad allenare ed acquistare, in maniera più frequente del normale, nuovi capi di abbigliamento; ha mostrato (forse per lenire il suo senso di colpa per il tradimento) molto più interesse sessuale nei miei riguardi dopo un periodo di astinenza durato circa un anno dopo la nascita della nostra secondogenita (a tal proposito sottolineo che dopo la nascita della bambina e per circa sei mesi ho ricevuto continui rifiuti da mia moglie fino a quanto ho cominciato a non provarci più ritenendo che sarebbe stata lei a dover fare il primo passo quando se la sarebbe sentita); dopo l'esplosione della crisi (dicembre 2018) lei ha riferito a persone che era da settembre che eravamo in crisi (cosa evidentemente vera, ma di cui solo lei era a conoscenza). Dopo avermi comunicato che non mi amava più, cominciandomi ad accusare di averla lasciata sola per 12 anni, di non averla capita, di aver cresciuto da sola la nostra primogenita, di essersi sempre forzata a stare fisicamente insieme a me e tutta una sfilza di accuse non vere o forse vere ma nella realtà che lei aveva costruito nella sua testa (la verità è che per 12 anni io ho amato e rispettato mia moglie e mi sono completamente dedicato a lei ed alle nostre figlie, ahimé, annullando la mia persona), mi ha praticamente costretto ad andare via di casa dopo avermi per mesi umiliato davanti alle mie figlie ed accusandomi anche di averla aggredita fisicamente (la verità è che lei ha indotto mia figlia a piangere ed io per consolarla la ho portata in camera da letto, lei ci ha seguito e mentre io chiudevo la porta dando le spalle alla stessa lei ha infilato il braccio ed ha cominciato ad urlare che le avevo rotto il braccio e che avrebbe chiamato i carabinieri). Dopo tutto questo e cioè tradimento, umiliazioni, false accuse di aggressioni continua ancora oggi a mostrare risentimento nei miei confronti. Mi chiedo come sia possibile dopo aver amato, rispettato, supportato, sopportato ed accontentato una persona, ed aver avuto con lei due splendide bambine che adoro (e loro adorano me), che questa arrivi ad odiarmi compiendo azioni spregevoli, nonostante io non abbia mai avuto comportamenti disdicevoli nei suoi confronti neanche dopo aver scoperto il suo tradimento. Tradimento consumato con una persona che rappresenta l'opposto di me (44 anni, convivente con genitori anziani, senza responsabilità familiari e lavorative). La domanda è in sintesi cosa spinge una persona ad assumere quest'atteggiamento nonostante sia essa stessa ad aver procurato un'offesa e non ad averla subita? Grazie.

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Scelte da donna imposte ai figli

Buongiorno, ho una domanda che mi blocca nella situazione in cui sono: non riesco ad andare oltre al pensiero di dover far subire le mie scelte ai miei figli. ho 36 anni, convivo col mio compagno da 20 anni e abbiamo due bambini di 8 e 5 anni. da tempo mi sono accorta che mi mancava qualcosa, si è appiattito tutto, e non mi sembrava di poter avere altre prospettive per il futuro, tutto sempre uguale. Ho avuto una storia l'anno scorso, durata qualche mese. Da febbraio ho un'altra relazione, ancora dura, e vorremmo durasse, vorremmo creare una vita insieme. Ho confessato al mio compagno che non lo amavo più, che non sentivo più desiderio sessuale verso di lui, tutto questo perchè ho iniziato a provarlo per l'altro, ci siamo innamorati. Gli ho confessato inoltre, probabilmente per paura che lo venisse a sapere da altri, che lo avevo tradito, ma non sa di tutta la storia iniziata a Febbraio. abbiamo deciso di procedere con la "separazione" anche se non siamo sposati. Chiaramente lui ha subito tutto questo, lui ancora mi amava e non avrebbe mai messo in dubbio tutto questo. adesso mi trovo nel limbo mentale, seguo la mia felicità imponendola a tutti, e chiaramente non posso e non voglio tornare indietro, non riesco a pensare di riprendere in mano la mia storia, la impongo ai miei figli. questo è il blocco mentale. come posso superare questa sensazione di imporre una cosa che vorrei, con la paura che possa essere solo un capriccio? Grazie mille...

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Nuova compagna troppo invadente

Buonasera. Il padre della mia bimba convive da due gg dopo che noi ce ne siamo andate, con una donna davvero troppo invadente, che si assurge a esperta di bambini denigrandomi e offendendomi con numerosi msg scritti. Ha tentato di tirarmi fuori dall'auto ed era presente quando sono stata picchiata in casa da un'altra amica del mio ex. Purtroppo non ho testimoni, tranne i msg. Siccome vuole farla da padrona anche con mia figlia, dispensando ordini su cosa deve o non deve fare, e il padre la porta con sè SEMPRE, anche quando andiamo dal pediatra (lei aspetta in auto, ma lui pretende di farle sutare ns figlia) ed è una donna severa e decisa, vi chiedo disperatamente se c'è un modo per arginarla. Non ci sono i presupposti per un affidamento esclusivo, secondo voi? Il mio avvocato e la ctp non vedono questa possibilità, nonostante le numerose prove che ho fornito. Prove anche dei dispetti che mi fanno entrambi. Grazie infinite. S.

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Separazione mamma figlia

Salve, sono Emanuele e la mia compagna ha una bambina di 6 anni che purtroppo deve dividersi con il babbo (suo ex da ormai più di un anno) dopo una convivenza durata 5 anni di molti bassi e poco alti. Più che il tempo va avanti e più la mia compagna la vedo sofferente quando deve lasciare la figlia al babbo. In questo periodo la bambina ha passato una settimana consecutiva con la mamma (e con me ovviamente) ed ora sta passando una settimana con il babbo. La mia compagna soffre di questo distacco, prova gelosia e rabbia e secondo me vive poco i momenti con la figlia in virtù del fatto che inizua subito a pensare che "passati questi giorni di vacanza la bambina andrà dal babbo per giorni consecutivi. Come potrebbe fare la mia compagna a stare meglio e come posso io aiutarla? in condizioni normali la bambina rimane dal padre una sera a settimana ed un week end alternato che parte dal venerdì alla domenica sera.

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Come comunicare ai miei figli che ci stiamo separando

Cari psicologi ho letto le domande su questo tema ma ho comunque bisogno di un vostro aiuto. Ho due figli una bambina di 8 anni e un bambino di 3 anni. Ho scoperto oggi che mio marito mi ha tradita, ma era già da un po' di tempo che le cose tra di noi lentamente ed inesorabilmente ci hanno portato ad allontanarci, viviamo "separati" da un paio d'anni perché mio marito ha un'attività in una città vicino a dove abitiamo e spesso non riusciva a tornare a casa a dormire tutte le sere e quasi tutti i weekend..la media era un paio di sere a settimana. Oggi abbiamo parlato e affrontato la situazione ed è emersa la verità e siamo quindi giunti alla decisione di separarci. Mia figlia di 8 anni anni ha già capito che tra di noi le cose non stavano andando molto bene e che non eravamo più felici, inoltre ha delle amiche che hanno i genitori che si sono separati e che ne hanno parlato con lei e qualche volta è capitato che lei mi abbia rivolto delle domande e chiesto spiegazioni su cosa succede quando due genitori si separano. Io e mio marito abbiamo deciso di prenderci un paio di settimane di tempo per capire come arrivare preparati insieme a questa comunicazione e concordare cosa dirle. La mia domanda è: dobbiamo dirle del tradimento di mio marito o forse è meglio restare sul vago e non dire questa verità evitando un particolare che la farebbe solo soffrire? Con mio figlio di 3 anni invece come possiamo affrontare questo discorso così delicato?

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