Domande e risposte

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Sento la necessità di mostrare il mio corpo nudo

Sono un ragazzo di 14 anni, da qualche tempo sento la necessità di mostrare il mio corpo nudo, è una cosa che non riesco a controllare. Vorrei sapere se è normale oppure no. Non so con chi parlarne.

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Sono una ragazza, cosa devo fare se provo attrazzione per la mia psicologa?

Buongiorno, Sono una ragazza di 17 anni. Da quest'anno sto andando allo spazio ascolto, un'opportunità che ci ha offerto la scuola. Qui possiamo, privatamente, chiedere dei consigli e un parere diverso dal nostro a una psicologa. Io sono andata per dei problemi nel relazionarmi con le altre persone. Quest'anno ho iniziato anche ad avere dei dubbi sul mio orientamento sessuale, non ci ho dato molto peso e ho deciso di concentrarmi sul mio problema nel rapportarmi con gli altri. Penso di aver sbagliato infatti adesso mi sento condizionata da questi sentimenti che non riesco a capire. Mi stanno incominciando a mettere in soggezione. Inoltre ho iniziato a provare attrazzione per la psicologa che mi sta aiutando. Mi sento in imbarazzo e non so come comportarmi : ho timore ma sopratutto mi vergogno. (la mia psicologa ha un'età che supera la mia di molto) Vi ringrazio in anticipo, spero possiate consigliarmi Cordiali saluti

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Mamma confusa e in cerca di risposta

Sono mamma di due ragazze, una di 21 e l'altra di 16 anni. Spesso mi si presenta il dubbio:, è meglio lasciare che le proprie figlie sbaglino palesemente - vedi la scuola e i tre esami da ripapare a fine estate, il disordine in camera, il cibo non sano,... - ma siano felici e un domani ci penseremo/penseranno, oppure bisogna essere perentorie e lasciare poco margine di scelta, soprattutto nelle cose importanti per il loro futuro? L'esperienza mi insegna che bisogna trovare l'EQUILIBRIO per essere più vicine al giusto...ma la vita è un continuo mettersi in gioco, spostare il proprio contro, non siamo tutti nello stesso punto e poi, chi lo dice chi ha ragione e chi invece no?... Ho un'amica con un figlio "modello", mai dato problemi, bravissimo negli studi, con una vita sociale tranquilla, immagino felice. Ma l'ingerenza dei genitori nell'amino del proprio figlio è - secondo me - sbagliatissima, eppure lui non da pensieri. Così come conosco famiglie "sgarrupate" con genitori che lasciano libera scelta ai propri figli, senza dargli precisi indirizzi... Sono confusa! Io cerco di seguire le nostre figlie senza essere rigida, ascoltanto il loro stato d'animo e andando loro incontro come posso; mio marito insiste perchè io dia delle regole indiscutibili, del tipo: alzatevi presto la mattina, camera in ordine, stirate i vostri vestiti, collaborate in casa, studiate e fate il vostro dovere, perchè nella vita non vi regala niente nessuno e bisogna essere indipendenti e preparate. So che ha ragione, ma a parte che io ho una natura diversa dalla sua.... come posso comportarmi per essere il più d'aiuto possobile, uno stimolo, una guida? Qual'è la strada d aprendere? Grazie infinite

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Tormento su sessualità adolescenziale

Buongiorno dottori, sono una ragazza di 22 anni. Vi scrivo perchè è da qualche tempo che sto soffrendo mentalmente per degli avvenimenti accaduti anni fa, quando avevo 15-16 al massimo 17 anni. Cercherò di essere breve con voi. Quando avevo 16 anni e mezzo stavo insieme ad un ragazzo, la mia prima relazione effettiva. Io condivido la camera con mia sorella e siccome io e tutta la mia famiglia viviamo una vita molto sedentaria e poco sociale, avere momenti di privacy in casa era (ed è tutt'oggi) molto difficile. Comunque, avevo proposto al mio (ormai ex) ragazzo di stare a dormire da noi visto che era rimasto per cena, nella camera mia e di mia sorella ma in un letto separato. Io, attendendo che mia sorella si addormentasse del tutto, invitai il mio ragazzo sopra il mio letto per delle coccole e fu in quel momento che - non so cosa mi saltò in mente - gli dissi che ero pronta. Così, passai la mia prima volta nel letto a castello di camera mia, con mia sorella che dormiva nella parte di sopra. Il rapporto durò pochissimo perchè io tremavo dal terrore sia di fare sesso per la prima volta che di essere beccata. Però fu una cosa che mi turbò molto perchè non volevo che andasse così e me ne sono pentita subito dopo anche se la cosa non mi aveva colpito come sta succedendo oggi. Inoltre, di tanto in tanto io e lui lo facevamo - seppur con la porta chiusa a chiave in camera mia - anche quando la mia famiglia era in casa. Al tempo non pensavo fosse brutto quello che stavo facendo, ma ora mi sta distruggendo. Inoltre, all'età di 15 anni scoprii la masturbazione, discorso purtroppo anche alimentato dalle persone che dovevo frequentare a scuola - i quali, maggior parte ragazzi, facevano continuo uso di pornografia. Così, per entrare nel circolo decisi di unirmi e fare quello che facevano loro - quindi spesso facevo uso anche di video pornografici. Poi, forse anche a causa di un problema di ormoni estremamente in eccesso - cosa che al tempo avevo appena iniziato a curare e sono tutt'oggi ancora in cura - il desiderio della masturbazione, anche dopo essermi lasciata dal ragazzo prima menzionato all'età di 18 anni, continuava giorno dopo giorno. Rientrando a casa da scuola era l'unica cosa che volevo fare e che facevo. Mi chiudevo a chiave in camera mia e ci passavo molto tempo. Finchè i miei genitori, non hanno deciso di sequestrare la chiave della mia camera. Quindi, non avendo più privacy di nessun tipo e da nessuna parte è capitato che attendevo che mia sorella dormisse per poi toccarmi sotto le coperte. Ma alle volte, magari lei non stava neanche dormendo, stava solo guardando la tv dalla parte sopra del nostro letto a castello. E io lo facevo lo stesso. Lei mi beccò una volta, facendomelo notare e non ne abbiamo mai più parlato. Alle volte, mi faceva notare che il letto si muoveva troppo e che non riusciva a dormire - e io penso che lei sapesse benissimo cosa stavo facendo. Il desiderio della masturbazione ha iniziato a calare notevolmente ai 17-18 anni e a giorno d'oggi se non fosse per questi fatti che mi tornano in mente di continuo, penserei di praticarla davvero raramente. Tutto in una volta, sono venuti in mente questi fatti a distanza di 4 o 5 anni da quando sono accaduti, e mi sento terribilmente in colpa. Mi sento una persona orrida, senza pudore, schifosa. Non ho rispettato mia sorella e la mia famiglia, che io amo con tutto il cuore e l'anima, PER NIENTE. Nella mia età adolescenziale io ero una ribelle perchè volevo accomunarmi alla massa, ma i miei genitori non me lo hanno mai permesso. Ero sola e brutta e seppur in famiglia si parlava letteralmente di tutto, il sesso e la sessualità sono sempre rimasti argomenti totalmente tabù e lo sono ancora oggi. Quello che so l'ho imparato facendo le cose, oppure tramite internet oppure ascoltando i miei compagni di scuola. Il pensiero che la mia famiglia non mi perdonerebbe mai per quello che ho fatto mi uccide dentro e io soffro tutti i giorni per quello che ho fatto. Purtroppo (o forse menomale) non erano cose su cui riflettevo a quell'età, nella quale ero totalmente ribelle e intenzionata ad essere considerata nel gruppo scolastico, al tempo non arrivavo a capire la gravità di quello che facevo. Ma a giorno d'oggi tutti questi fatti sono tornati come dei demoni nella mia testa e mi tormentano giorno e notte. Io credo di non meritare nulla dalla mia famiglia, credo di non meritare il loro affetto e mi faccio davvero pena. Non so proprio cosa fare e cosa pensare di me stessa. Spero possiate darmi dei suggerimenti. Intanto, vi ringrazio tanto per avermi ascoltato e per aver letto il mio post (P.S. non sapendo in che categoria inserire il post - l'ho messo in adolescenza. Spero vada bene!).

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Informare un adolescente di un tradimento.

Ho un marito che mi sminuisce e parla male di me a mia figlia adolescente; Non gli dice mai di no cosa che invece io faccio per cui io sono brutta e cattiva. Quando mia figlia aveva due mesi suo padre ci ha lasciato per un altra donna e si è disinteressato di noi due per un pò. Siamo ritornati insieme e mia figlia ignora il tradimento e l abbandono da parte di suo padre nei nostri confronti. Crede che con le giuste cautele dirgli dell accaduto metta la sua serenità in pericolo. In attesa di una sua gradita risposta la saluto cordialmente

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Un solo motivo per vivere? Io non ne trovo.

Salve dottori, sono un giovane ragazzo di 19 anni che all'incirca dall'età di 11 ha cominciato ad avere un umore non proprio positivo. Vi dico anche che non ho cominciato a conoscere il dolore ad 11 anni, ma fin dalla tenera età avevo avuto a che fare con la sofferenza: forse ad 11 anni ne ero semplicemente più consapevole. Sono in cura da qualche mese presso un centro Psico-sociale alternando sedute con la psichiatria a sedute con la psicologa (per il momento gli psicofarmaci non sono sopra il mio comodino), ma comunque andavo in terapia già dai 17 anni. Sono un ragazzo che passa una settimana tra l'apatia interna e la teatralità esterna, e quella dopo in un completo stato depressivo e ansiogeno. Vivo con molte paure e penso che la più importante sia la paura di perdere il controllo. In merito a quest'ultimo so anche dire le ragioni (le sedute di terapia servono e le consiglio vivamente a chiunque): i miei genitori, due eterni Peter Pan, se ne sono da sempre lavati le mani del mio benessere, sacrificandolo per il loro. Non ho mai avuto le spalle coperte e non ho mai sentito qualcuno che da dietro mi tenesse, lasciandomi in un perenne stato di allerta... Come se tutti volessero infilarmi un coltello nel cuore da un momento all'altro. Oltre a questo, i miei genitori non mi hanno mai accettato per come sono, mi hanno sempre fatto sentire sbagliato perché sono sempre stato un ragazzo effeminato, che privilegiava le bambole alle macchinine e i vestiti sfarzosi al calcio. Hanno sempre tentato di reprimere la mia personalità e il mio sorriso perché volevano fossi una persona che non sono. Quindi vedendomi in uno stato sospeso, senza alcun aiuto, mi sono rimboccato le maniche a 6 anni (ovviamente inconsciamente) e ho iniziato a controllarmi, fino a quando la mania del controllo non ha iniziato ad uccidermi l'anima. In questo clima, le mie relazioni interpersonali (specialmente con i ragazzi) sono sempre state nulle se non orribili. Non ho mai avuto un amico maschio per cui non avessi provato un qualche tipo di infatuazione o attrazione amorosa; penso per il mio bisogno di riconoscere una figura amorevole e paterna altrove, visto che da mio padre potevo prendere solo che mi desse 10 euro a settimana. Ovviamente, tutte queste relazioni con il sesso maschile si sono rivelate fallimentari, e più vado avanti più mi deludono, portandomi sempre di più verso la diffidenza assoluta e confermando la mia tesi inconscia di vita: "Non perdere il controllo perché altrimenti soffri." Se chiedeste a tutti i ragazzi che hanno conosciuto come sono fatto, loro vi direbbero: ossessivo, problematico, brutto, feticista (perché oltre a tutto ciò ho anche un parzialismo sessuale), strano, indeciso e manipolatore... Sicuramente ho un bella lista di etichette e insulti, che potrebbero essere veri, ma in mia discolpa posso solo dire che cercavo amore. Cercavo e cerco qualcuno che mi accetti, che mi ascolti, che non mi ripeta ogni due secondi quanto sia sbagliato e che mi voglia bene così come sono. Ma purtroppo così non avviene... Inoltre non esco spesso, o almeno, non come i miei coetanei. Amici maschi mai visti e amiche femmine poche (ma buone, almeno quello.) E ho ancora numerosi inoltre: non vado bene a scuola, sono arrivato a 41 assenze perché alcune mattine non ho minimamente voglia di alzarmi dal letto. Ora, io mi chiedo... Perché vivere? "Perché la vita è bella." La vita di un altro sarà bella, la mia vita fa egregiamente schifo. Mi domando spesso perché non mi uccida e ponga fine a me e al mio disastro di vita, poi spero... Spero in qualcosa che non esiste, a quanto pare. Ho deciso che se non trovo un buon motivo per vivere io me ne vado. Perché non ce la faccio più. Non sono adatto per stare al mondo. E vorrei tanto che qualcuno mi abbracciasse, senza la paura che da un momento all'altro mi pugnali alle spalle, per dirmi che mi sbaglio e che non faccio così schifo come penso. (scrivo qui non perché non mi fidi della mia terapeuta, ma perché avevo urgente bisogno di sfogarmi). Con tanto affetto e dispiacere, D.

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Come posso risolvere il problema con i miei genitori?

Ciao, sono Ilaria e ho 18 anni. Il mio problema sono i miei genitori: mia madre è sempre molto pressante, ha la mania del controllo e non smette di starmi addosso. Con mio padre ho un buon rapporto, però lui è sempre dalla parte di mia madre, anche perché discutere con lei è impossibile, siccome pensa sempre di aver ragione. Quando ho compiuto 18 anni, sapevo che non sarebbe cambiato molto, ma sapevo anche che qualcosa avrebbe preso un altro verso. Ho ricevuto dei soldi da parte di tutti, che in parte avrei voluto usare per dei viaggi, e il mio ragazzo mi ha proprio regalato un viaggio; niente di che, un weekend a Gardaland. Ecco il mio problema è che mia madre non vuole farmi partire, nonostante io sia una persona matura, ho provato a spiegarglielo che è l'unica cosa che vorrei fare, e nient'altro, ma lei continua ad essere un pugno di ferro ed a dirmi no su tutto quanto. Ma diciamoci la verità, può un genitore vietare un viaggio con i soldi del ragazzo? Può un genitore sentirsi autorizzato a tenere chiuso il figlio in una boccia di vetro? Dovete sapere che in 18 anni non ho mai preso un treno da sola, né tantomeno una metropolitana. Non vado in macchine di altre persone, se non in macchina dei miei, mi devono portare loro ovunque e volte sono anche troppo oppressivi. Quello che io chiedo è se fosse possibile non avere indipendenza e libertà a 18 anni. Un'altra cosa che fa mia madre, è quella di gestirmi i soldi del compleanno, decide lei cosa devo farne come se fossero soldi che mi avessero dato loro, a volte se litighiamo li nasconde anche. Purtroppo non so più cosa fare, davvero sono esasperata. Grazie in anticipo. Aiutatemi. Ilaria

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Come aiutare mia figlia?

Questa sera mia figlia 15 anni mi ha confessato di non stare bene nel suo corpo,è un po' robusta, poi mi ha detto di sentirsi più un ragazzo che una ragazza.Io avevo gia intuito qualcosa, soprattutto nell abbigliamento, cerca sempre cose maschili, pensavo lo facesse solo per un motivo di taglie, invece mi ha detto che le piace proprio di più.Mi ha espressamente chiesto di andare da uno psicologoCome devo comportarmi?

22 risposte
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