L’articolo esplora l’adolescenza come fase evolutiva caratterizzata da un necessario processo di differenziazione psicologica tra figlio e genitori. Attraverso i contributi teorici di Erik Erikson, Robert Havighurst, Peter Blos, John Bowlby e James Marcia, viene analizzato il passaggio dall’identità infantile alla costruzione di un Sé autonomo, evidenziando il ruolo centrale del conflitto, del gruppo dei pari e dell’esplorazione personale. La distanza, la privacy e l’opposizione non vengono interpretate come segnali di rottura relazionale, ma come espressioni fisiologiche della “seconda separazione” e della ricerca di identità. Parallelamente, si sottolinea la funzione permanente dei genitori come “base sicura”, chiamati a trasformare il proprio ruolo da guida direttiva a presenza autorevole e affidabile. L’adolescenza viene così riletta non come perdita del legame, ma come trasformazione verso una relazione più matura, libera e consapevole., [ ... ]
24 Febbraio 2026
leggiUn genitore confida con preoccupazione di non riconoscere più il proprio figlio durante l’adolescenza, fase descritta come una trasformazione profonda che coinvolge l’intero equilibrio familiare. Il ragazzo si trova in una “terra di mezzo”: cerca autonomia ma ha ancora bisogno di contenimento e sicurezza. I conflitti nascono da questo delicato processo di separazione, che, come spiegano Donald Winnicott ed Erik Erikson, è fondamentale per la costruzione dell’identità. Il ruolo dei genitori evolve: da registi diventano base sicura, offrendo ascolto, limiti chiari e presenza coerente. Solo in un clima di dialogo aperto e non giudicante l’adolescente può esplorare sé stesso senza smarrirsi. Come osserva Vittorino Andreoli, i ragazzi non chiedono perfezione ma adulti autentici e disponibili. La famiglia, così, non trattiene ma rende possibile partire e tornare, favorendo crescita e ritrovamento di sé., [ ... ]
17 Febbraio 2026
leggiL’articolo analizza la percezione del pericolo in adolescenza attraverso una prospettiva integrata psicologica, neurobiologica e sociologica. Durante questa fase evolutiva, la valutazione del rischio è influenzata dallo sviluppo asincrono del cervello, dall’intensità emotiva, dal bisogno di sperimentazione e dalle dinamiche di appartenenza al gruppo dei pari. Il comportamento a rischio non viene letto come semplice irresponsabilità, ma come parte di un processo di costruzione dell’identità e di ricerca di autonomia, fortemente modellato dal contesto sociale e mediatico. Comprendere questi meccanismi consente di superare approcci moralistici e di promuovere interventi educativi e preventivi più efficaci, capaci di riconoscere il valore evolutivo dell’esplorazione del rischio e di accompagnare gli adolescenti verso forme di autonomia più consapevoli e sicure, [ ... ]
07 Gennaio 2026
leggiL’articolo analizza la dipendenza da smartphone come fenomeno psicologico e neurobiologico, soffermandosi sul ruolo del sistema della ricompensa e della dopamina nel rinforzo dei comportamenti ripetitivi, soprattutto negli adolescenti. Viene evidenziato come l’uso compulsivo del telefono non dipenda solo dalla volontà individuale, ma da meccanismi cerebrali legati all’attesa e all’imprevedibilità delle ricompense. Infine, vengono proposte strategie basate sulla plasticità cerebrale, sulla modifica dell’ambiente e sulla sostituzione delle ricompense per favorire un rapporto più consapevole e sano con la tecnologia., [ ... ]
29 Dicembre 2025
leggiIl black humor è sempre più diffuso nel linguaggio degli adolescenti e spesso suscita preoccupazione negli adulti per i suoi contenuti cupi e provocatori. Questo articolo analizza il fenomeno da una prospettiva psicologica e sociologica, mettendo in luce come l’ironia nera possa funzionare sia come meccanismo difensivo sia come strumento identitario e relazionale. Ridere di temi legati alla morte, al dolore e all’angoscia consente agli adolescenti di prendere distanza da emozioni difficili e di condividere un codice di appartenenza generazionale, soprattutto in un contesto sociale caratterizzato da incertezza e sovraesposizione al trauma. Tuttavia, quando il black humor diventa l’unico linguaggio possibile, può segnalare una fragilità emotiva e una difficoltà a esprimere il disagio in modo diretto. Comprendere questo linguaggio, senza demonizzarlo né banalizzarlo, permette agli adulti di coglierne il significato profondo e di aprire spazi di ascolto autentico del mondo emotivo adolescenziale., [ ... ]
29 Dicembre 2025
leggiL’adolescenza è una fase di profonda trasformazione, segnata da cambiamenti corporei, emotivi e identitari che rompono con il passato per aprire a nuove possibilità. Non si tratta di “riparare” ciò che si spezza, ma di accettare un caos creativo in cui l’identità si rimescola e si reinventa. Guardare gli adolescenti attraverso le lenti del passato rischia di fraintendere il loro bisogno di autonomia, espressione e speranza. Il compito degli adulti e della società non è restaurare un equilibrio perduto, ma accompagnare questo processo, riconoscendo nella fragilità e nel tumulto la materia viva da cui può nascere un futuro più autentico., [ ... ]
19 Dicembre 2025
leggiLe baby gang rappresentano un fenomeno complesso che intreccia fragilità individuali, dinamiche di gruppo e fattori culturali. Giovani alla ricerca di identità e appartenenza, spesso spinti da mancanza di spazi educativi e modelli devianti., [ ... ]
11 Dicembre 2025
leggiIl bullismo è una forma di violenza tra pari che si verifica principalmente negli ambienti scolastici, dove la vicinanza quotidiana e la competizione sociale possono amplificare conflitti. Si definisce come un comportamento intenzionale, ripetuto nel tempo, volto a danneggiare fisicamente o psicologicamente un’altra persona, spesso percepita come più vulnerabile., [ ... ]
01 Dicembre 2025
leggiLa violenza adolescenziale non è il risultato di una generazione “alla deriva”, ma il sintomo di un disagio complesso che nasce dall’intreccio tra fragilità emotive, carenze educative, solitudine relazionale, pressioni sociali e modelli culturali distorti. Comprendere questo fenomeno richiede uno sguardo sistemico: i comportamenti aggressivi dei giovani rivelano bisogni non ascoltati, limiti non dati, mancanza di appartenenza e difficoltà nel dare senso alle proprie emozioni. Attraverso un’analisi delle principali cause e una proposta di interventi concreti — dall’educazione emotiva alla costruzione di comunità educanti — l’articolo mette in luce come prevenire la violenza significhi offrire ai ragazzi strumenti, relazioni e contesti in cui sentirsi visti, sostenuti e valorizzati. Una società capace di prendersi cura dei giovani costruisce, inevitabilmente, un futuro più gentile e sicuro per tutti., [ ... ]
26 Novembre 2025
leggiSalve Mio figlio di 15 anni oramai da tempo (circa 1 anno) manifesta condotto scolastica pessima con rifiuti evidenti alle autorità ed anche a casa è irritabile scortese e appena si ha un minimo... [ ... ]
7 risposte
leggiLa sorella del mio ragazzo è troppo strana e non riusciamo a capire cos'ha. Non vuole mai andare a scuola, ha sempre la nausea seguita da ansia oppure paura di morire o soffocare mangiando, si... [ ... ]
3 risposte
leggiSalve, vi scrive una mamma disperata. Ho un figlio di 17 anni che da sei mesi sta con una ragazza che è solo 4 mesi più grande di lui. Abbiamo accolto questa ragazzina con molta tranquillità, ma... [ ... ]
10 risposte
leggiBuon pomeriggio avrei bisogno di un consiglio. Ho due figli di 9 e 6 anni, in questo periodo sarò fuori per lavoro circa 6 mesi , secondo voi è meglio tornare più di una volta nell'arco dei sei... [ ... ]
6 risposte
leggiBuonasera, ho un figlio unico di 14 anni che non accetta il male, anzi tende a giustificare ciò che gli fanno i suoi falsi amici. Lo chiamano solo se sono da soli o se vogliono qualcosa, ma non lo... [ ... ]
5 risposte
leggiSalve, proverò a spiegare come mi sento. Sono una madre separata da 13 anni, ho 63 anni. Ho tre figli poco più che ventenni, maschi, desiderati e avuti a 40 anni. Purtroppo alla nascita degli... [ ... ]
17 risposte
leggiBuongiorno, Vi ringrazio dell'opportunità di esporre il mio dubbio, se così si può chiamare. Mi chiamo Desirè ed ho 50 anni, sposata con tre figli di cui 1 di 16 anni. R. è un ragazzo piuttosto... [ ... ]
7 risposte
leggiBuongiorno, mia figlia Giulia, 18 anni, a seguito di una discussione nella quale ho ribadito le 4/5 regole della casa che ignora, lasciando sempre un caos incredibile ovunque passi e fumando in casa... [ ... ]
4 risposte
leggiMio figlio di15 anni non si applica a scuola non fa nulla a casa ed è sempre scontroso e cupo. Ora vuole fare quello che vuole comprese uscite notturne senza orario. Provoca in continuazione con... [ ... ]
6 risposte
leggi