Domande e risposte

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Mi piace piangere e stare male

Ciao mi chiamo Elisa ho 17anni. A volte ho dei momenti di vuoto interiore, come se non provassi nulla, non lo dico a nessuno e non parlo mai quando succede, secondo me perchè non voglio aiuto, in effetti so di provare piacere nello stare male. A volte mi sdraio, metto la musica e cerco di piangere di proposito, la maggior parte delle volte funziona. Mi piace quando non provo nulla tranne un senso di malinconia e tristezza, la maggior parte delle volte succede dal nulla, nessun evento particolare che scaturisce questi momenti. Da un momento all'altro sono triste e mi piace. Ho scritto su questo sito perchè voglio sapere se sono pazza o ho qualche problema mentale

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Genitori severi o iperprotettivi?

Buonasera, mi chiamo Alessia e ho 18 anni. Non so bene se questo sia uno sfogo, una domanda o una richiesta d'aiuto, ma io sono veramente arrivata al limite. Ho 18 anni eppure i miei genitori non mi lasciano libertà. Penso abbiano una mentalità ferma ai loro tempi (anni 80) e vorrei trovare una soluzione a questo. Vi lascio degli esempi concreti per capire meglio la situazione... - Non posso frequentare determinate persone perché a loro non vanno bene (ricchezza, vestiario, buone maniere...) - Non posso andare in determinati locali perché considerati da loro pericolosi (alcool, droga...) - Non posso tornare a casa neanche 5 minuti in ritardo (ho l'obbligo tassativo di rientrare a mezzanotte sennò sono guai amari) - Non posso andare male a scuola, o prendere un voto inferiore all'8 altrimenti scatta la punizione (non mi fanno più uscire per tot giorni) Insomma, mi sento privata di quello che potrebbe essere la mia valvola di sfogo. Quando ne parlo con loro, alzano la voce e si arrabbiano, io essendo molto sensibile piango, tanto, e alzo dei muri chiudendomi in camera e non parlando con loro finché le acque non si calmano, ma non è possibile parlare perché il dialogo non è ammesso. Vi prego aiutatemi, in un/a mondo/società dove la movida inizia alle 22/23 fino alle 4 di mattina, io devo stare chiusa in casa perché loro non mi permettono di essere una ragazza normale di 18 anni che vuole divertirsi e dimenticarsi per 3 ore di tutti i problemi che ha. Aiuto, sono disperata. Vi ringrazio

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Controllo amicizie per mia figlia di 12 anni dinamiche

Salve,Mia figlia ha 12 anni. È sempre stata una bambina socievole e con tanti amici. Ha sempre giocato con tutti senza mai litigare o discutere. Da un anno a questa parte, anche a causa dei cellulari, lo so sbagliatissimo a questa età, ma purtroppo per adeguarci agli altri l'abbiamo preso. Aveva delle amiche diverse tra di loro, alcune con carattere forte. Con il cellulare di mia figlia lo usavano per telefonare e offendere una sua amica che dopo settimane la mamma ha vietato di uscire con a mia figlia, anche se sapeva che non era lei a farle. Ora dopo un anno hanno recuperato. Una di quelle che offendeva si è allontanata dopo quasi un anno si è riavvicinata perché mia figlia aveva un bel gruppo con tanti amici, arrivata lei si è sfasciato tutto. Gli altri hanno litigato ma mia figlia adesso è rimasta fuori da tutti i gruppi. Avendo forse un carattere più debole non si è schierata e amiche che stavano tutti i giorni insieme anche casa nostra adesso non la cercano e neanche rispondono ai suoi messaggi. Lei dice che no ha fatto niente. Adesso ha iniziato ad uscire con una ragazzina che va a danza con lei. Ma è normale che a 12 anni si dicono amiche e amore per sempre e dopo poco non si cercano più? Ho provato anche a parlare con alcune amiche ma mi dicono che non hanno nulla contro mia figlia. Faccio male a chiedere e mettermi in mezzo? Mia figlia penso si farà nuove amiche, come ha fatto un anno fa, ma il fatto di essere Dsa può causare problematiche nel come si pone con le amicizie? Sbaglio io ad impicciarmi? Ci rimango male io per lei perché non la cercano e non la chiamano?

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Come posso aiutare mio figlio

Salve, sono una mamma di 3 figli, da qualche settimana, mio figlio di 14 anni ha iniziato il primo anno di scuola superiore e dopo due/tre giorni mi ha iniziato a dire che si sente confuso, ha iniziato a fare confronti con i suoi compagni, cosa che non ha mai fatto prima, si sente inferiore agli altri suoi compagni, mi dice che non sa cosa gli sta accadendo, non capisce niente, si blocca nel parlare, ha sempre il pensiero che non riesca a studiare bene come vorrebbe...addirittura il pensiero non lo fa dormire bene, premetto che non ha mai e dico mai avuto queste insicurezze nell'ambito scolastico; Dovrebbe prendere il pullman che lo porti a scuola...mentre ogni mattina devo accompagnarlo io perche' ha paura di arrivare in ritardo. Capisco il cambiamento, l'età ma non so più come aiutarlo, cerco di rassicurarlo, di venirgli incontro per quello che mi è possibile ma ogni giorno mi ripete sempre le stesse cose. Aspetto un vostro consulto. Cordiali saluti

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Sconforto per scelta universitaria

Buongiorno, sono una studentessa di 19 anni, da poco diplomata al liceo scientifico con pieni voti. Sin da piccola sono sempre stata appassionata alle materie scientifiche in particolare alla fisica e alla astronomia. Ho sempre avuto risultati eccellenti in questi ambiti, con ottimi voti a scuola e vincendo anche alcune gare e concorsi. La mia famiglia, e in particolare mio padre, sono sempre stati fieri di me per questo e io sono sempre stata molto soddisfatta di ciò, basandomi su tali successi per costruire tutta la mia autostima. Già dalle scuole medie ho sempre detto di voler studiare fisica all'università per diventare da grande un'astrofisica. Tuttavia, negli ultimi anni di liceo ho notato che la mia passione per la fisica e l'astronomia diminuiva sempre di più mentre aumentava l'interesse per l'arte e la letteratura. Alla domanda su quale facoltà avrei scelto ho però sempre continuato a rispondere per inerzia che avrei fatto fisica pur non essendo più convinta di questa scelta. Ora che manca poco all'inizio delle lezioni universitarie sono in preda ad una profondo sconforto. Anche a seguito di alcune esperienze di persone che hanno studiato fisica all'università ho paura di non riuscire a passare gli esami, di dover dedicare tutto il mio tempo a studiare una materia che penso non mi piaccia più, di dover passare cinque anni di inferno prima di conseguire la laurea. Penso che studiando lettere sarei invece più serena, per un maggiore interesse per le discipline umanistiche ma al contempo ho paura di non trovare lavoro e soprattutto di deludere mio padre che, anche se non me lo dice esplicitamente, vedo essere molto triste per questo mio cambiamento in quanto ci teneva davvero molto che io diventassi astrofisica ed era davvero fiero di questo. Ora, ad una settimana dall'inizio delle lezioni, non so quale strada prendere. Ho paura di sbagliare, di star cambiando idea per motivi futili, che è meglio vivere cinque anni universitari orribili piuttosto che essere disoccupata a vita e far soffrire mio padre. Ma pensare di fare fisica mi fa star male e mi sento bloccata. Passo intere giornate a camminare avanti e indietro per casa, pensando e non concludendo nulla. Inoltre, vedendo altri conoscenti scegliere percorsi universitari prestigiosi e redditizi, mi sento al confronto una fallita che sta sprecando la sua vita.

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Figlia adolescente introversa

Da qualche tempo sono molto preoccupata, mia figlia quasi 14 anni non ne vuole sapere di relazionarsi con coetanei che non facciano parte della sua ristrettissima cerchia di amicizie. D'estate al mare, quindi lontana dal suo gruppetto, passa le giornate a leggere libri, stesa sul letto immersa nelle chat del proprio telefono... se qualche ragazzino/a coetaneo si avvicina e la saluta a stento accenna un saluto e a domande risponde si, no ah ah, mmmm.... insomma interazione zero. uscire non se ne parla, se ha sete e le dico vai pure al bar a prendere qualcosa, si rifiuta, piuttosto muore disidratata. tutto ciò è motivo di discussione che termina in urla e pianti isterici senza che riesca a tirare fuori una motivazione, cosa realmente le faccia paura o la limiti. adesso ha iniziato da 2 gg la scuola, 1 liceo, nuovi compagni. mi racconta che in classe con lei c'à un ragazzo che frequentava l'oratorio estivo che ricordandosi di lei le ha chiesto : "ciao XXX ti ricordi di me ?" lei: si! lui: "ti stavo antipatico all'oratorio, vero? lei: mah mi sta antipatico tutto il mondo! ovviamente si è dileguato, conversazione troncata.... questo accade sempre. le dico spesso che non bisogna essere buoni amici di tutti ma che intrattenere conversazioni non è un male, ci arricchisce, ci permette di conoscere altro, allargare i nostri orizzonti... risposta si si ok. mi preoccupa, mi preoccupa questa suo autoescludersi, la paura di andare al bar a chiedere un the freddo di interagire con il mondo circostante. a scuola è sempre stata brava e in classe partecipe delle discussioni e lezioni, non so come aiutarla....

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Mia figlia ha bisogno della mia presenza per dormire

Mia figlia di dodici anni ha ancora bisogno della mia presenza per dormire. La sera andiamo tutti a letto; lei nella sua camera e io, mio marito e l'altra mia figlia piccola in quella accanto. Appena addormento la piccola vado da Alessia per vedere se sta dormendo perché é lei che me lo chiede e: durante l'inverno la trovavo sempre appisolata mentre dalla fine della scuola a questa parte Alessia é sempre sveglia e vuole che io stia lí con lei ad aspettare che dorma. La cosa che mi fa un po' pensare é che durante il giorno sembra grande e matura ma di notte ha bisogno di me e io mi sto preoccupando anche perché Alessia si impegna per dormire ma non riesce e spesso si mette pure a piangere perché dice che le viene il nervoso quando vede che io devo stare lí in piedi vicino alla porta a guardarla e non posso andare a letto. Io attendo una vostra risposta. Cordiali Saluti.

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Cosa posso fare?

Io provengo da una famiglia marocchina molto rigida. Mi sono sempre sentita un uccello in gabbia. Io e la mia famiglia siamo islamici e da quanto sono bambina ho dovuto seguire delle regole ferree. Ad esempio: non uscire da sola, non devo fare amicizia con i maschi e nemmeno parlarci, non posso uscire con le mie amiche, se voglio uscire ci devono essere per forza mamma e papà, non mi è permesso truccarmi, non mi posso mettere vestiti che lasciano la pelle scoperta (di nessun tipo), a casa devo aiutare a fare i servizi perchè mia madre mi ripete sempre che se mi dovrò sposare, dovrò saper cucinare e fare i servizi di casa. E in più in questi giorni mio padre mi sta spingendo a mettermi il velo. I miei fratellini invece hanno la piena libertà...tutte e cose che io non posso fare, loro possono solo perchè sono "maschi". Quindi ho pensato di iscrivermi un una scuola lontana 30 minuti in bus per sentirmi un pò più libera ma anche lì i miei genitori mi perseguitano. Io vorrei tanto avere una vita normale come tutte le ragazze della mia età. E per questo ci sto molto male. Non c'è più nemmeno una notte dove non piango. Vi sembra normale che una 16enne abbia molta voglia di morire...Non so più che fare sinceramente...Invidio tutte quelle ragazze che nonostante abbiano la loro libertà, si lamentano. Una volta ho provato a buttarmi da un burrone ma non ci sono riuscita per la paura...buffo no? All'inizio credevo che questa mancanza di libertà dipendesse dalla mia religione e invece ho visto su internet che molte ragazze islamiche hanno la stessa libertà delle ragazze italiane. Allora mi sorge una domanda...Perchè io no? Perchè non posso fare cose che ho sempre voluto invece che stare rinchiusa a casa...? Non fraintendete...i miei hanno usato le mani solo quando ero piccola e adesso non più.

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