Domande e risposte

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Mio figlio di 13 anni inizia a dare problemi

Sono madre di un ragazzino di 13 anni che sta iniziando a dare problemi. Non mi ascolta mai quando gli impongo di non fare qualcosa e pensa sempre ad uscire, a divertirsi e se ne frega di ciò che io e mio marito gli diciamo. L'altra sera mi ha chiesto se potesse uscire per andare a mangiare una pizza con un suo amico, ovviamente rispettando la distanza e all'aperto. Io gli ho risposto di sì dopo vari tentennamenti. Mi sono fidata di lui, insomma. Ero anche stanca perché avevo appena finito di correggere i compiti scolastici e non volevo starlo a sentire. È tornato a MEZZANOTTE e puzzava letteralmente di FUMO. Non solo sui vestiti, anche l'alito sapeva di fumo e prima che uscisse si era pulito anche i denti. Io sono diventata furibonda e gli ho dato uno schiaffo, e lui ha reagito in malo modo dicendomi che sono una rompi... e per difendersi mi ha anche spinto. Non voglio più farlo uscire e sono estremamente arrabbiata con lui. Riassumendo tutto, mi dice che sbaglio a comportarmi così con lui e che devo capire che sta crescendo e bla bla bla... Invece io dico che deve capire lui che è ancora un bimbetto e deve ascoltarmi. Ultimamente sta iniziando ad alzare le mani per difendersi, a dire le parolacce... MA CHE ORA SI È MESSO PURE A FUMARE NON LO TOLLERO! Ho provato a parlarne con mio marito ma la situazione non è migliorata granché. La prima sera gli ha parlato e la seconda sembravano avere la stessa età : si mettevano a giocare alla Playstation, si prendevano in giro a vicenda scherzando ecc. Non so come fare. Ho paura che fumi di nascosto. Come posso fargli capire che il fumo è compromettente per la sua salute e che deve rispondere educatamente? Ma non dovrebbe essere ancora un bambino o mi sbaglio? Tutto è iniziato qualche mese fa... Fino a poco tempo fa era molto tranquillo e non dava nessun problema. Aveva buoni voti a scuola, la media dell'otto e nessuna insufficienza. Ora sta un po' peggiorando e ha qualche insufficienza. Poi tra l'altro ha anche gli esami... Per favore, aiutatemi. Come posso fare?

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Alienazione parentale

Buonasera, mio figlio Lorenzo (15 anni) da tempo manifesta reazioni aggressive nei miei confronti sia verbali con insulti e bestemmie che, sporadicamente, fisiche. Ho sempre messo al corrente il padre della situazione (ci siamo lasciati poco dopo la nascita di nostro figlio) ma non solo non ha mai rimproverato Lorenzo per i suoi comportamenti ma anzi, lo premiava e gli raccontava cose non veritiere su quanto accaduto tra noi in passato. Inoltre incolpava me ed il mio compagno delle sue reazioni.Nel 2017 ero riuscita a convincere il padre ad iniziare, insieme a nostro figlio, un percorso con una terapeuta che ci aiutasse nella genitorialità ma dopo poche sedute ha detto a Lorenzo che gli incontri erano solo una perdita di tempo oltre che di denaro e ha messo in discussione la professionalità della psicologa stessa.Lorenzo di conseguenza si è rifiutato di continuare le sedute. Nel frattempo (2018-2019) le sue reazioni ( sia verso di me che verso il mio compagno) si facevano sempre più violente al punto che è arrivato addirittura a tirarmi dei calci al basso ventre. Ciò che scatenava questi comportamenti erano sempre episodi banali (compiti non fatti, il disordine in camera sua, chiedere di portare fuori il cane, etc...). Una volta per aver scoperto un compito sbagliato è addirittura arrivato a lanciare il suo cellulare rompendolo dopo aver continuato a negare l’evidenza. Anche in questo caso ho informato il padre di Lorenzo di quanto stava accadendo (tramite registrazioni audio e video) ma ancora una volta ha accusato me ed il mio compagno di provocare nostro figlio, cosa non vera. Ho quindi deciso di intraprendere un percorso psicologico individuale per avere un aiuto e un sostegno (oltre ai problemi con Lorenzo, ho dovuto affrontare una battaglia contro la leucemia e un aborto). Gli scoppi di Lorenzo non accennavano a diminuire ma anzi, nell'estate del 2019, dopo una reazione fisica nei miei confronti ho detto a Lorenzo che doveva calmarsi e seguire le regole diversamente avrebbe dovuto andare per un po' dal padre perchè in questo modo non era possibile continuare. Ha deciso così di andare dal padre e di venire da me a week end alternati. In realtà veniva da me molto spesso anche durante la settimana e i rapporti erano diventati molto più sereni. A maggio 2020 Lorenzo, in seguito ad una fortissima discussione con il padre e la sua compagna (sono volati insulti e minacce da parte di quest’ultima nei confronti miei e di Lorenzo stesso), decide di tornare a casa e di limitare le visite dal papà. Tutto prosegue molto tranquillamente fino ad ottobre quando riprende i rapporti con il padre il quale lo mette al corrente delle questioni legali che nel frattempo erano intercorse tra noi (avevo richiesto gli arretrati del mantenimento che non mi stava corrispondendo). Lorenzo da allora è diventato sempre più ostile e aggressivo nei miei confronti arrivando addirittura a minacciare di farmi fuori e di mettermi le mani al collo. Dopo una forte discussione dovuta a queste gravissime minacce mio figlio decide di stare inizialmente per un periodo dai nonni materni ed infine di andare definitivamente dal padre. Da allora (fine dicembre 2020) mio figlio mi ha minacciato telefonicamente (di sfondare la porta e di farmi male) qualora non gli avessi fatto avere tutte le sue cose. Allarmata da queste minacce ho fatto ciò che mi ha richiesto. A gennaio, in piena pandemia e senza il mio consenso, il padre ha portato Lorenzo in Puglia per 4 giorni. Sono esattamente 4 mesi che non vedo mio figlio, ricevo qualche messaggio da lui solo per questioni pratiche e mai nessuna risposta a chiamate e messaggi di interessamento, il padre non facilita in alcun modo il recupero di un rapporto tra noi ma anzi, informa “a suo modo” nostro figlio delle questioni legali che ci riguardano e utilizza parole sminuenti nei miei confronti. Ho provato a cercare una soluzione bonaria attraverso un incontro conciliativo tra noi e i rispettivi legali e suggerendo un percorso di mediazione familiare (proposta accolta da lui volutamente molto tardivamente) ma non è servito a nulla. Così sono arrivata al punto di querelarlo per sottrazione di minore consenziente per l’episodio della Puglia e per alienazione parentale. E’ l’unica strada ancora percorribile per vedere mio figlio e aiutarlo. Sono disperata..chiedo consiglio e conforto per questa situazione. Grazie.Francesca

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I miei genitori mi impediscono di vivere la mia vita

Ho 20 anni e i miei genitori mi trattano come se ne avessi 12, non mi permettono di fare nulla.Ora non si può, ma quando era possibile, se uscivo alla sera non potevo mai tornare dopo mezzanotte, perdendo così la possibilità di fare qualcosa di diverso dalla solita uscita in centro, e questo anche se non erano loro a dovermi venire a prendere. Vorrei specificare che inoltre hanno sempre conosciuto tutti i miei amici con cui uscivo abitualmente, perciò sapevano anche precisamente con chi fossi. Negli anni in un modo o nell’altro mi hanno fatto perdere tutte le amicizie che ho avuto, oppure ne manipolavano altre. Mia mamma ha praticamente obbligato a chiedermi di uscire una ragazza con cui ero amica anni prima, e che in quel periodo era sempre pronta a criticare, solo perché voleva che non uscissi più con un’altra amica, inoltre riuscendo nel suo intento.Mi hanno sempre criticata, per tutto, aspetto fisico, peso, per l’essere troppo magra o troppo grassa (a seconda dei periodi), per il mio modo di vestirmi, per la mia voce, la mia risata, ciò che mi piace, il mio carattere, lo studio, letteralmente qualunque cosa, non vado bene in niente. Mi hanno sempre fatta sentire inadatta.Hanno sempre avuto l’ossessione che quando uscivo gli mentissi su cosa avrei fatto realmente, dove sarei andata o con chi sarei stata. Hanno sempre dubitato di me, credendo che saltassi scuola senza dirglielo, che facessi qualcosa di sbagliato. La cosa che più mi stupisce di tutto ciò è che non gli ho mai dato motivo di farlo, non ho mai “tagliato” a scuola, non ho mai creato problemi, gli dicevo sempre la verità, poi un po’ perché non venivo mai creduta, un po’ perché non sopportavo il senso di oppressione che mi creavano, ho iniziato anche a dirgli qualche piccola bugia su alcune cose, ma nulla di grave, e soprattutto ho iniziato a farlo solo dopo.Ora sono fidanzata con un ragazzo di 22 anni e hanno iniziato a criticare pure lui, non ci permettono mai di dormire insieme, e se dovesse esserci la possibilità non mi lascerebbero fare una piccola vacanza di qualche giorno con lui in estate. Non ne posso più, mi fanno sentire sempre di più uno schifo, in più ho sempre di più il timore che questo ragazzo possa stufarsi di dover sopportare tutto questo, di non poter fare nulla per colpa loro. Non so come fare, quest’anno finirò le superiori (perché ho perso un anno) e sto iniziando a pensare di abbandonare il mio sogno di tutta la vita, l’Università, per poter cercare un lavoro e scappare finalmente da questa prigione.

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Spiegare a figlia 15enne diniego

Buonasera, Mia figlia di quasi 15 anni fidanzata con un 17ennre da un anno, vorrebbe permettessi loro di dormire insieme almeno una notte a casa. Le ho detto no, perché le ho spiegato che è presto, che è ancora adolescente e che è giusto viva la sua adolescenza fatta di amicizie, primi amori ma che la sua richiesta non può essere accettata, non tanto per paura che facciano sesso a casa, possono farlo ovunque e a qualunque ora del giorno, quanto al fatto che è veramente troppo presto. Non accetta il rifiuto chiedendomi continuamente il perché. Da poco prende la pillola che nel suo caso è anche curativa, per cui le ho detto che il mio diniego non è per paura che facciano sesso, quanto appunto che non è necessario per la loro giovane età dormire anche insieme. Non riesco a farle capire che prima di fare questo passo c'è bisogno di crescere di maturare e non bruciare le tappe...non capisce. Come posso spiegarle con calma il motivo del no. Abbiamo litigato costretta a dirle... perché è così e basta. A suo padre, con cui sono separata da quasi 8 anni, convive con un'altra donna e la figlia adolescente di lei, non credo abbia mai espresso questo desiderio, le ho detto di riferirlo anche a lui ..ma forse non avrei dovuto dirle niente e parlare direttamente con lui. Aiuto!

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Adolescenza COVID socializzazione problematica

Buongiorno,Sono zia di un ragazzo di 14 anni sensibile ed introverso e il COVID e la dad di certo ha peggiorato questa sua difficoltà a socializzare.Sport fortunatamente riesce a praticarlo ma si chiude in se e non riesce a legare fuori dallo sport o fuori da scuola.I genitori in questo momento attraversano in fase di rifiuto della maschera , soprattutto la madre la quale partecipa anche a manifestazioni e correnti no vax no mask mentre mio nipote ad esempio L ha sempre indossata ma questo pushing da parte loro immagino lo confonda.E’ sicuramente un momento particolare , un eta’ particolare , ma penso sia giusto aiutarlo ma non so come se non coinvolgendolo in attività con i miei figli e mio marito con i quali va d’accordo ma mantiene sempre quest aria spenta da un po’ di tempoForse i suoi genitori dovrebbero far qualcosa per aiutarlo a socializzare come ad esempio vedersi con genitori e figli di compagni e creare situazioni ludiche ma da una parte questa loro convinzione di no mask potrebbe essere da intralcio e anche di vergogna .Io ho consigliato a mio fratello di rivolgersi a consulenti di famiglia per avere strumenti adatti per aiutarlo ma non sono certa che mi ascolteranno perché stanno seguendo dei consigli di un “amica”psicologa ma che non stanno dando anche a pare loro risultatiVorrei tanto avere consigli sono una zia preoccupata per il proprio nipote Con mio fratello ho un buon rapporto a volte si scalda ma poi si ferma ed ascolta, con mia cognata e’ difficile la situazione perché pesa molto parole e gesti e il COVID ha dato un carico da 100 Grazie mille

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Cosa dire a due nipoti gemelli di 14 anni che hanno perso il padre

Non vorrei essere banale ma riuscire ad entrare nel profondo di questi due ragazzi che hanno avuto un padre molto, forse troppo amico, ma poco severo. Per sua sfortuna malato da diversi anni.

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Voglio rovinare tutto

Parto con il dire che ho una grande famiglia di ben 5 fratelli del quale devo badare io quasi h24, ma ho degli amici che ci tengono a me e un fidanzato perfetto davvero e stranamente sto pure andando bene a scuola, fin qui tutto bene quasi una vita regolare ma ho tanta voglia di mandare tutto all'aria ho continuamente pensieri suicidi ma non avrei mai il coraggio di farlo. Voglio lasciare tutto e tutti e scappare, voglio mollare la scuola nonostante sia la prima volta in vita mia che riesco ad andare bene, voglio mollare il mio ragazzo nonostante sia il primo che veramente ci tiene a me e mi tratta bene, voglio mollare la mia famiglia nonostante io sappia che se me ne vado creerei solo problemi e infine voglio eliminare i miei amici anche se si sono sempre comportati bene nei miei vorrei fare un overdose di medicine per finire in coma e rilassarmi, mi sento uno schifo ho quasi sempre il batticuore e nausea(ma non vomito). Di traumi infantili ne ho abbastanza e magari è tutto collegato a questo non so davvero cosa fare. Magari è il troppo "perfetto" che mi fa salire l'ansia e la paura che mi possa crollare tutto addosso.

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Sessualità e madre difficile

Salve, Ho 18 anni e sono fidanzata con un ragazzo più grande che ha 22 anni. Ho un grande peso che mi porto dietro, vorrei dire a mia madre che non sono più Vergine ma c’è un problema, è un po' di vecchio stampo e ho molta paura che si possa arrabbiare con me. Purtroppo io e lei la pensiamo diversamente su questo argomento che tra l’altro lei non ha mai deciso di affrontare a pieno con me, io non sono una che ha perso la verginità con il primo che passa come fanno tutte le mie coetanee ma ho preferito aspettare il momento più adatto. Sono una ragazza responsabile, mi sono prenotata autonomamente visite e consulenze presso i consultori familiari per farmi prescrivere la pillola e avere Delle informazioni. Stiamo insieme da 8 mesi e pensavo di aspettare a dirglielo così intanto potrà passare più tempo con il mio ragazzo, conoscerlo meglio e magari parlare di più. Avrei intenzione di affrontare con lei un discorso in cui le spiego molto bene tutto quello che ho fatto ma ho comunque paura della sua reazione, lo so che potrei benissimo non dirglielo ma vorrei passare una settimana con lui quest’estate in vacanza perciò penso sia meglio che lo sappia prima. Magari riuscirei ad esprimermi meglio attraverso una lettera...Avrei bisogno di un consiglio e di supporto

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