Domande e risposte

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Ho rotto con il mio ex

Buonasera, ho rotto con il mio ex da ormai 1 o 2 mesi, una relazione a distanza durata ben un anno io di Milano lui di Napoli, 4 anni più grande di me. Inanzitutto vorrei parlare della relazione, ci siamo conosciuti online nell' aprile dell'anno scorso inizio pandemia con la quarantena; all'inizio le cose non andavano bene diciamo, entrambi non davamo molta importanza alla relazione siccome a distanza non ci fidavamo. Poi col passare dei mesi, delle chiamate/videochiamate si creava questa sintonia tra di noi e ci piaceva perchè andava bene, quando abbiamo fatto 3 mesi insieme mi ha regalato per posta un peluche di un orso. Man mano ci stavamo conoscendo, arriva l'estate entrambi volevamo divertirci ma ho i genitori severi per via dei voti a scuola non mi facevano quasi mai uscire. Lui lavorava con suo padre ma non tutti i giorni, riusciva ad uscire qualche volta con famiglia e amici un po ero gelosa e avevo paura che incontrasse un altra ragazza. Ad agosto successe una cosa inviai delle mie foto ad un altro ragazzo da questo episodio è crollato tutto, ci lasciammo dopo qualche giorno ci siamo rimessi assieme i mesi seguenti fino a gennaio sono andati bene, poi tutto è andato bene. e di nuovo male finche l'ho tradito.. e ora mi pento e mi manca da giorni non mangio e non dormo bene, ho saputo che gia si frequentava con una..sono stata malissimo non credo piu in niente non ho voglia di fare niente vorrei parlare con qualcuno che posso fare

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Adolescente senza controllo

Salve! Sono mamma di una figlia 15enne della quale ho perso il controllo. Insieme a marito, abbiamo osservato in lei, già da un paio d'anni, alcuni comportamenti di ribellione, di non accettazione delle regole, di avversione. Già in seconda età scolare, mia figlia ha manifestato alcuni atteggiamenti di ostilità anche in ambito scolastico che, a dire dei professori, denotavano una marcata personalità da leadership. Nell'ambito familiare, invece, abbiamo notato un crescente senso di indipendenza con slanci di totale anarchia. Nella continua e spasmodica ricerca di una pseudo normalità con il dettaglio di alcune regole fondamentali per il vivere sociale, la ragazza ha anche cominciato ad avere crisi di ansia, di panico che ci hanno condotti ad imboccare un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale con cadenza settimanale già da circa un anno. È stato diagnosticato un disturbo borderline di personalità. Nel comprendere pienamente le lungaggini del tempo per cercare quantomeno di rimediare ad alcune manifestazioni estreme del malessere, noi genitori, in estremo travaglio psicologico per gli annessi familiari di un soggetto, figlia unica!, con dei tratti fisiopatologici di un'adolescenza oserei definire impetuosa, abbiamo perso del tutto il controllo! Nostra figlia esce e rientra quando vuole, limitandosi a comunicarcelo poco prima. Alle nostre negazioni o precisazioni risponde in modo violento ed aggressivo, con sporadiche, per fortuna, reazioni anche fisiche. Durante il tempo di permanenza a casa, rimane letteralmente richiusa nella sua stanza persa nei meandri dei social o a chiacchierare con gli amici. Nel riconoscere che la sfera amicale è nettamente predominante per questa età a quella familiare, noi genitori ci sentiamo svuotati, perduti. Anche noi, comunque, incontriamo la psicoterapeuta con cadenza quindicinale. Ma, cionostante, e devo dire nonostante il grosso investimento economico sul benessere della nostra unica figlia, siamo in grande difficoltà. Il nostro ruolo genitoriale è evanescente e trasparente come l'aria. La frustrazione è tanta quanto il groviglio emotivo che ne deriva. Ci chiediamo cosa si può fare di più. Pensavamo ad una comunità terapeutica. La consigliereste?

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perchè mi piace stare male?

Salve ho 18 anni e mi chiamo Giulia, ho alcune domande a cui vorrei trovare una risposta ma prima voglio raccontavi un problema che mi tormenta da tanto e volevo sapere se può nuocere alla mia sanità mentale. Non so neanche che categoria mettere per questa domanda, spero che la categoria: adolescenza vada bene. Credo di non stare molto bene mentalmente e ho molta paura di questo. Fin da piccola ho sempre desiderato stare male, vi faccio un esempio, nei primi 5 anni di vita ho avuto una malattia respiratoria, l’asma, non mi ricordo neanche com’erano gli attacchi, me lo ha raccontato mia mamma e all’inizio delle elementari desideravo che mi tornasse, oppure desideravo avere qualche altra malattia, insomma volevo stare male ma non ci facevo caso, ero piccola e sapevo che non era molto normale però non ci avevo mai pensato. Da piccola volevo stare male fisicamente perché non sapevo esistesse anche il dolore psicologico. Mi ricordo che prendevo la candeggina, la versavo in un recipiente e la mettevo sotto il naso per ore, respirandola e sperando mi venisse qualche malattia. quando ho scoperto che si poteva soffrire mentalmente all’età di 11 anni sono stata male, più che altro mi convincevo di stare male, ma l’ho scoperto solo qualche mese fa insieme ad aver realizzato che effettivamente mi piace soffrire, mi sono fatta qualche domanda vista la situazione. la cosa che mi terrorizza di più é che quando “sto male” cerco in tutti i modi di mentire a me stessa e di convincermi davvero di questa cosa e ci riesco molto bene. non credo c’entri qualcosa con il piacere sessuale. comunque provo piacere sessuale vedendo persone incoscienti, non so se é sadismo sessuale o qualcosa di simile ma non voglio parlare di questo. voglio parlare del piacere di soffrire. sotto il voler stare male si nasconde un motivo? o nasce solo per il piacere che ho? perché io non voglio essere felice? perché non ci riesco? provo molta paura, sono terrorizzata da quello che potrei fare, da quello che sento dentro di me e che non riesco ad accettare, non so neanche io se provo veramente queste cose o é una copertura per soffrire di meno. non riesco a capire nemmeno se sto soffrendo veramente o mi sto solo convincendo perché mi piace. qualche tempo fa mi ripetevo che volevo essere felice, mi chiedevo perché non fossi mai felice. mi chiedevo perché stavo sempre così tanto male. e ora mi chiedo se allora stavo male veramente o mi volevo solo convincere di stare male. ora mi chiedo se allora fingevo o no. mentivo a me stessa, stavo fingendo con me stessa? perché voler stare male, cos’é che mi spinge a volerlo? adesso io sto veramente così o sto solo fingendo? sto passando un periodo veramente molto difficile da molti anni, ma adesso non riesco a capire più niente... sento un vuoto immenso dentro di me, é la solitudine. mi sento così sola intorno a tanta gente. la sensazione del vuoto non é solo psicologica, é anche fisica. spesso, durante la giornata, a ogni respiro sento un vuoto dentro il petto e se faccio dei respiri profondi lo sento ancora di più. non ho mai avuto problemi di ansia e sento che non é quello. Mi sento talmente tanto in colpa perché potrei farlo smettere, potrei almeno provarci ma non voglio perché mi piace. Spero di soffrire di depressione o di avere qualche malattia mentale e mi sento terribilmente in colpa per questo perché ci sono persone che soffrono davvero di cose simili e io le invidio. Non dovrei ma non so come fermare il desiderio. Desidero di essere violentata o di finire in una rissa. farmi del male fisico da sola mi piace ma se é qualcuno a farmelo é meglio. Mi spavento molto di quello che sto scrivendo ora, ho paura di provare queste cose. Sono riuscita a farmi del male da sola anche psicologicamente: molte volte quando piango, anche fingendo, desidero che qualcuno mi guardi mentre lo faccio, che provi quello che sto provando io in quel momento quindi faccio un piccolo gioco o almeno, é iniziato come un gioco ma poi é diventata una sorta di ossessione, non riesco a smettere. Molto spesso, durante la giornata, mi convinco così tanto che qualcuno veda dai miei occhi e senta quello che sento io che mi sembra vero e smettere di pensarlo é veramente difficile. lo facevo fin da quando avevo 11 anni e credo che sotto questa cosa si nasconda il desiderio di soffrire davanti agli altri, può significare che mi sento talmente sola che voglio che qualcuno sappia cosa sento veramente anche se so che non é possibile sapere cosa sta passando una persona. ci sono talmente tante cose che mi mandano in tilt. se ti piace stare male riesci a capire quand’é che stai male veramente? é così difficile capirlo. a volte piango solo per il semplice gusto di farlo. ma mi piace veramente stare male? é difficile riuscire a distinguere le volte in cui piango perché mi piace e le volte in cui piango perché sto male. e se il piacere si nasconde dietro a un male che c’é già? e se in realtà stessi così male da troppo tempo che il piacere fosse solo una scusa, una cosa che mi sono ficcata nella testa solo per soffrire di meno? o forse mi piace davvero? se stessi soffrendo così tanto perché non dovrei accorgermene? e perché inventarmi il piacere sotto questa cosa? e se in realtà io sto benissimo e voglio solo convincermi che in realtà sto male solo per il piacere di farlo? perché é cosí difficile capirlo? perché non riesco a capire cosa sento, se é vero o no?

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cosa fare con figlia che si sente maschio

Buon giorno. Sono la mamma di un* ragazz* che ha 14 anni e da circa un anno si veste in modo da nascondere il poco seno che ha e si vergogna del suo corpo femminile. Ha fatto Coming out qualche mese fa dicendo che si sente maschio e che il suo corpo la mette a disagio. Cosa possiamo fare noi genitori? Sa che la amiamo sempre e comunque e stiamo già andando da una psicologa per l'ansia e le paure che la bloccano. Abitiamo in una piccola cittadina, non ci sono centri di ascolto per disforia di genere, Sono molto preoccupata. Grazie

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Mio figlio 19enne mi mette in crisi

Buonasera, mio figlio di 19 anni da circa un anno si comporta in modo estremamente maleducato nei confronti dei genitori e della sorella. Questo mi fa soffrire molto, perché a volte mi chiedo se ho sbagliato qualcosa nella sua educazione. Spesso ci insulta con toni alquanto pesanti ed è come se non si rendesse conto della gravità delle sue parole. A scuola non va bene e adesso che si avvicina la maturità temo che non verrà nemmeno ammesso agli esami. Alcuni dicono che sia solo una fase ribelle, ma fatico a crederci vista la gravità delle sue azioni. Inoltre, da circa 3 anni fuma e da un anno lo fa pure di fronte a noi, senza alcuna vergogna. Fatico a creare un dialogo con lui perché non tollera nessun consiglio o indicazione e ogni volta inizia un’accesa discussione, con i soliti insulti. Sento di non avere speranze e mi sento molto abbattuta. Vorrei che fosse più presente in famiglia, ma ormai non cena neanche più con noi dato che spesso è fuori con gli amici. Vorrei proporre un percorso di psicoterapia anche per dargli uno spazio in cui sfogarsi ma non lo accetterebbe mai. Come posso comportarmi? È colpa mia? Vi ringrazio

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Non ce la faccio più. I miei genitori mi odiano

Ho 19 anni. Non ce la faccio più.  I miei genitori mi odiano, oggi mi hanno detto che non valgo niente, non servo a niente, che da quando sono nata ho solo portato problemi. Mi hanno sputato in faccia, detto che non si fideranno più di me; e tutto questo per aver messo un vestito corto di nascosto e quindi avergli mentito. Nella loro cultura (io non sono credente) non e' ammesso farlo. Non farei mai piangere i miei figli io.Non ce la farò a vivere con loro, non mi perdoneranno, perché l'hanno già fatto una volta, non mi faranno uscire, solo andare a scuola.Ho sopportato fin troppo, voglio scappare, ma 1) non ho soldi 2) devo fare l'ultimo anno di superiori. vi prego ho bisogno d'aiuto

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perchè non provo più sentimenti?

Mi chiamo Alesia ed ho 18 anni. Ormai sono più di sei mesi che mi sento una persona vuota...non riesco a provare più nessuna emozione. Se prima ad esempio mi rendeva felice uscire a fare un giro con le mie amiche, ora non lo è più (esempio molto banale), non ho più quello stimolo che mi faceva andare avanti, sono svogliata e pigra anche nelle cose in cui mi divertivo a fare e che mi rendevano felice. L'unica cosa che sento è una costante ansia che a volte è intensa altre volte è più lieve, anche senza una motivazione valida. Ho provato a parlarne con qualcuno di fidato, ma mi rispondono tutti che è lo stress da studio, che sono ancora in età adolescenziale e di non farci tanto caso. Molti mi dicono che sono diventata fredda e menefreghista, cosa che trovano strano visto che sono sempre stata una persona abbastanza affettuosa con familiari e amici, e li porta ad allontanarsi da me. Forse sarà l'adolescenza o forse la pandemia, ma spero di ritornare alla me di un anno fa felice e spensierata e godermi la mia età come tutti gli altri ragazzi della mia età fanno. Grazie mille per l'aiuto e per l'ascolto!

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Amore nella preadolescenza

Buongiorno, sono la mamma di un ragazzino di 12 anni. Mio figlio è un ragazzo tranquillo, bravo a scuola, ben educato, ben apprezzato da amici e professori e direi con un approccio positivo alla vita. Non mi ha mai dato grossi problemi ed anche in questa età di cambiamenti è piuttosto sereno ed equilibrato. Leggendo di nascosto alcune chat sul suo telefono ho scoperto che si scrive con molte ragazzine coetanee, con due delle quali si dichiara fidanzato. Con almeno altre due invece non si ritiene fidanzato ma si scrive come amico speciale dichiarando che comunque le considera belle. Premetto che questi fidanzamenti sono solo virtuali perché mio figlio non esce mai di casa se non controllato da noi genitori e so per certo che non è mai uscito con queste ragazzine. La cosa che mi ha turbato è la disinvoltura con cui mio figlio si "fidanza" con più ragazze contemporaneamente, omettendo ovviamente a entrambe l'esistenza dell'altra, dicendo a ognuna che è la più bella, insomma prendendole in giro e facendole a volte anche soffrire senza il minimo senso di colpa, visto che lui appare sempre tranquillo. Io penso che sotto questo punto di vista sia molto immaturo e che viva l'amore ancora in modo infantile, ma la mia paura è che possa avere questi comportamenti anche da più grande. Ero convinta di aver insegnato a mio figlio a rispettare le donne e credo che anche l'esempio mio e di mio marito sia andato in questa direzione. Mi devo preoccupare o alla sua età è accettabile questo comportamento? Come posso affrontare l'argomento senza dirgli che ho letto di nascosto i suoi messaggi? Grazie

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