Il mio lavoro con l'adolescente - Psicoterapia e Counseling

Con questo articolo intendo affrontare il tema delicato della psicoterapia con l'adolescente, in quanto può essere di aiuto sia al ragazzo stesso che vuole intraprendere questo percorso, sia per il genitore che mi affida il proprio figlio.

Sappiamo che oramai l' adolescenza si è anticipata ed è una fase della vita complessa sia sul piano fisico con importanti cambiamenti del corpo, sia a livello psicologico, cognitivo, emotivo e relazionale, per questo i problemi possono subentrare prima.

Tutta la nostra vita è fatta di compiti e sfide che bisogna affrontare e risolvere in modo funzionale e adattivo, se questo non avviene nei modi e nei tempi adeguati il benessere del ragazzo fatto di corpo, cognizione, relazioni, emozioni, identità può essere compromesso.

Questo reca un forte dolore e spesso si mettono in atto strategie che possono essere dannose come: apatia, isolamento, aggressività ecc.

Oggi poi consideriamo che viviamo nella generazione di Internet ed i ragazzi che vengono in terapia si sentono più isolati, più soli ed infelici in quanto non si sentono capiti. Il modo di vivere l'adolescenza è giustamente cambiato perchè è mutata la nostra società, la pandemia li ha costretti a rinunciare ad esperienze importanti per la loro vita, sostituendo il modo reale con la realtà virtuale e le richieste di performance da parte dell' ambiente sono aumentate.

Adesso se vogliamo comprenderli dobbiamo essere noi ad adattarci al loro mondo ed io, come psicoterapeuta devo comprendere il contesto in cui loro si trovano, averlo in mente per capire come si sente il ragazzo che ho di fronte e perchè mi sta chiedendo aiuto.

Il percorso di picoterapia o per meglio dire di counseling diventa quindi un sostegno, un aiuto per accompagnarlo nelle diverse fasi di crescita della sua vita, esplorando le aree che ogni giorno vengono attivate quando si confrontano con gli altri: il valore personale, l' autostima, l' autonomia, la competitività, la sessualità.

Ritengo sia importante guardare insieme ai giovani la geografia del loro sviluppo, ponendo l' attenzione sull'attualità e sul cosa sta succedendo in questo preciso momento della loro vita.

Anche i sintomi che porta, in questa prospettiva diventano un modo che ha, magari disfunzionale per affrontare un qualcosa che non  riesce a risolvere. Vediamo ad esempio come un disturbo alimentare o l'isolamento può essere il suo modo per fare fronte ad un problema evolutivo. Per questo devo tenere conto che il sintomo per lui ha una sua funzione.

Innanzitutto devo conoscere e comprendere il ragazzo che ho di fronte perchè solo così posso supportarlo: " Spiegami bene quello che ti succede dal TUO punto di vista..." La domanda che invece devo tenere in mente è : " come faccio ad aiutarti a crescere?"

La psicoterapia diventa così una sorta di palestra per lo sviluppo delle abilità che gli serviranno nella vita perchè, quello di cui parliamo è quello che gli è capitato oggi nel suo quotidiano e che l' ha fatto soffrire, devo riuscire a capire il senso del suo disturbo ( es. Per quale motivo rifiuti il cibo? Perchè non vuoi andare a scuola?").

Fargli capire che spesso il sintomo è il modo sbagliato di esprimere un suo bisogno giusto.

Si cercherà di favorire e potenziare il loro senso di autoefficacia in modo tale da renderli consapevoli delle proprie potenzialità e più preparati a mettere in campo le competenze adeguate per fronteggiare le sfide dello sviluppo, attivando strategie di protezione per i comportamenti a rischio e favorendo la loro capacità di fare fronte ai problemi così il loro adattamento.

I genitori  possono diventare un aiuto fondamentale sia per i figli minorenni ma spesso, anche per i ragazzi più grandi in modo tale da trovare un accordo tra tutte le parti.

Non si parlerà della vita intima dei propri figli ma i genitori diventeranno fondamentali per lavorare sulle rappresentazioni del problema: come loro vedono il figlio, quali sono le loro aspettative, le loro proiezioni e come reagiscono alle delusioni . Fatemi capire perchè tutto questo è così allarmante, quando e perchè  è nato il problema, perchè è peggiorato, come lo avete affrontato fino adesso e perchè le soluzioni che avete attuato non sono bastate, quanto il problema è limitato o esteso a più aree. 

I genitori devono diventare dunque degli alleati in questo processo di crescita, non dei nemici contro cui il ragazzo deve combattere.

Dott.ssa Giulia Marzolo ( per appuntamenti scrivere a giuliamarzolo@libero.it 

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