Famiglia e bambini

Il disagio in Età Evolutiva e la Bioenergetica Ludica ©

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L’età evolutiva (dall'infanzia - all'adolescenza) è un periodo complesso e multiforme, connotato dall’intersecarsi di diverse e molteplici trasformazioni (fisiche, percettive, cognitive, sociali….), portatrici di cambiamenti che avvengono separatamente e contemporaneamente, attraverso una serie di fasi in cui, a periodi di rapida crescita accompagnata da disturbi o squilibri, si alternano momenti di relativa calma e consolidamento.

A fronte di questo quadro in continuo fluire, è di fondamentale importanza per una maturazione equilibrata il ruolo che gioca l’ambiente in cui il bambino nasce e cresce, e le figure primarie di riferimento che si prendono cura di lui.

Com'è noto lo sviluppo del bambino dipende dall'interazione tra patrimonio genetico ed ambiente e i recenti studi di neuroscienze hanno messo in evidenza l'importanza, nel processo evolutivo, di esperienze e relazioni.

Quindi, tanto più l'ambiente nel quale il bambino è immerso sarà di supporto e fonte di opportunità, tanto più le sue potenzialità  avranno piena espressione.

Il compito dei genitori prima e degli adulti in generale, è quello di favorire “nell’essere in formazione” il pieno sviluppo delle proprie potenzialità, rispondendo adeguatamente alle molteplici esigenze di sviluppo, sia fisiche che psicologiche e aiutandolo nel gestire, con acquisita consapevolezza, la massa di informazioni pratiche ed emotive da cui rischia di essere travolto.

Al fine di promuovere l'armonico sviluppo della personalità, occorre che ci sia stata integrazione e adattamento reciproco: tra essere singolo (corretto soddisfacimento dei bisogni) ed essere sociale (buona relazione con le figure importanti di riferimento).

Se durante il percorso di crescita infatti, c’è stata qualche reiterata e prolungata carenza fisica e/o psichica il bambino, o il ragazzo, rischia di strutturare e accumulare esperienze negative che produrranno sofferenza psicologica ed emotiva e conseguenti comportamenti disfunzionali nello sviluppo.

La sofferenza psicologica nei bambini e negli adolescenti assume infatti, la forma di vero e proprio “sintomo” che va adeguatamente inquadrato e diagnosticato, anche per prevenire disturbi più gravi in età adulta.

I sintomi infantili e adolescenziali sono segnali di disagio personale ed interpersonale, sono dei veri e propri richiami, delle reali richieste di aiuto, che in questa fase di vita non assumono forme chiaramente espresse: si esprimono  in maniera differente secondo l'età e l'organizzazione del sistema familiare e difficilmente passano attraverso la via della comunicazione verbale, privilegiando invece i canali comportamentali o somatici.

Molti di questi sintomi e disturbi costituiscono quindi l’immagine somatica di un disagio psicologico, di una conflittualità affettiva ed ambientale.

Il corpo è per il bambino/ragazzo, lo strumento, il solo o quasi, prima del linguaggio, attraverso cui esprimere una sofferenza psicologica.

I conflitti interni o esterni, che minacciano l’equilibrio intrapsichico del bambino trovano espressione solo attraverso il linguaggio preverbale del corpo e alcune funzioni corporee, investite nel processo di sviluppo, sono più facilmente oggetto di somatizzazione.

L'individuo è un'unità psicosomatica nella quale mente e corpo sono in collegamento dinamico e inscindibile e la non integrazione di queste parti genera disagio; che si può manifestare sia a livello psichico, sia a livello fisico.

Quanto più i bambini sono piccoli, tanto più utilizzano il corpo come luogo e mezzo privilegiato, attraverso il quale esprimere il proprio malessere. Il corpo in età evolutiva è il nucleo dell'organizzazione psichica e sociale; è infatti, il primo mezzo con cui il bambino si pone in relazione con il mondo e con gli altri e rappresenta quindi, il mezzo di espressione di importanti significati riguardanti la qualità dei propri legami affettivi e della strutturazione del Sé.

Il disagio in età evolutiva è un fenomeno oggi sempre più pressante: bambini con disturbi anche invalidanti di alimentazione, mal di pancia ricorrenti, vomito, emicranie, vari disturbi del comportamento, o ancora bambini arrabbiati, tristi, fragili, con difficoltà a rispettare le regole, iperattivi ed insofferenti verso gli altri. Nei bambini anche molto piccoli vengono rilevati anche difficoltà legate al distacco dalla famiglia, balbuzie, ansie, disturbi del sonno, alterazioni del controllo sfinterico. In età scolare si possono presentare fobie scolari, difficoltà di attenzione e apprendimento e problemi nel rendimento scolastico. In adolescenza i problemi psicologici possono esprimersi come disturbi d'ansia, comportamenti aggressivi ed oppositori, eccessive reazioni di collera e rabbia, difficoltà a rispettare le regole e a tollerare le frustrazioni, depressioni, problemi scolastici, disturbi del comportamento alimentare fino a veri e propri disturbi gravi del pensiero e dell'affettività. 

Per rispondere al bisogno di risolvere disturbi e problematiche dello sviluppo e della crescita, che tipicamente minacciano l’equilibrio e la salute di bambini e ragazzi, ritengo che la terapia Bioenergetica adattata al lavoro psicoterapeutico con l'età evolutiva sia un metodo efficace per affrontare il disagio e le sindromi psicopatologiche caratteristiche di questa fascia di età.

L’esperienza accumulata nel lavoro psicoeducativo e psicoriabilitativo con i bambini e ragazzi; e la formazione in Self- Analisi - Bioenergetica, mi ha permesso di ripensare al lavoro terapeutico in età evolutiva, con una chiave di lettura ad orientamento olistico.

L’approccio olistico del metodo, denominato "Bioenergetica Ludica ©", si basa sull’assunto enunciato da Lowen: quello dell’identità funzionale tra corpo e mente, quindi l’intervento è globale e prevede l’integrazione metodo Bioenergetico con la pratica ludica.

La Bioenergetica Ludica © si fonda su due presupposti fondamentali:

  1. che il corpo, per l'essere in crescita, è la base dello sviluppo psichico e sociale è il centro di ogni approccio con l'esterno e da esso dipende il modo di proiettarsi nel mondo.

  2. che il gioco in età evolutva è la modalità privileggiata di espressione di sè.

 

Per mezzo di questo metodo vengono offerti strumenti operativi, tecniche e strategie di crescita, che operano contemporaneamente sul livello corporeo, emozionale e mentale, al fine di risolvere le difficoltà emotive e psicologiche e trasformare il disagio in RISORSA.

Quindi, per poter produrre dei cambiamenti radicali è opportuno lavorare sia a livello verbale che corporeo anche attraverso il gioco Bioenergetico.

Il gioco, rielaborato in chiave Bioenergetica, si basa prevalentemente sul movimento e sull’espressione corporea.

Esso ha lo scopo di mobilitare l'energia del bambino o del ragazzo, consapevolizzarlo, sciogliere le tensioni e permettergli di riappropriarsi della propria integrità psicosomatica e di autoregolare le emozioni.

Si tratta di un intervento che ha valore solo e unicamente quando riesce ad essere vissuto e integrato in un contesto di équipe di lavoro e di famiglia.

La sinergia di intervento è fondamentale affinché ogni cambiamento che possa prodursi nel bambino/ragazzo riesca ad essere significativo.

Ogni nuova acquisizione può diventare una conquista solo se e quando può essere generalizzata e contestualizzata nei diversi ambienti di vita.

Ciò presuppone un lavoro, di stretta collaborazione fra la terapia, l’ambiente scolastico e la famiglia, che sostenga le nuove abilità del bambino e riesca a concretizzarle nella vita di tutti i giorni.

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