Famiglia e bambini

Enuresi diurna a 4 anni. Cosa mi consigliate?

renato

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Mio figlio ha quattro anni ed il suo problema è l'enuresi diurna, la notte nono ha mai avuto problemi già dal secondo anno di età. In certe situazioni spesso lo dice, ad esempio al ristorante, nei negozi, se si sveglia la notte, ma diversamente molto spesso fà la pipì adosso. Forse quando aveva 2 anni ha avuto troppa pressione da parte nostra, ma poi le abbiamo provate tutte,andarci con dolcezza,non darci molto peso, arrabbiarci. Cosa mi consigliate?

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

L'enuresi è un problema piuttosto comune e non preoccupante nei bambini che hanno un’età inferiore ai 5 anni (in essi non è ancora sviluppata pienamente la controllabilità involontaria della vescica e si può quindi parlare di enuresi fisiologica). Tra Le cause principali in grado di provocare il disturbo ci sono  la presenza di malattie urinarie o di una vescica ipersensibile o limitata, la maturazione ritardata dei meccanismi nervosi che regolano le funzioni vescicali o la ridotta secrezione dell’ormone antidiuretico (ADH). Le concause di tipo psicologico possono essere state nel vostro caso l'eccessiva pressione fatta sul bambino che potrebbe aver provocato problemi d'ansia rispetto alla funzione urinaria. Per affrontare correttamente l’enuresi bisogna sempre tener conto che il bambino non è in grado di risolvere autonomamente il problema e che soprattutto non ne ha nessuna colpa, potreste quindi cercare di  non responsabilizzarlo, tranquillizzandolo e spiegandogli la situazione. Meno preoccupazione darete al piccolo problema e prima il bambino potrà normalizzarsi. Potrebbe esservi utile un colloquio con uno psicologo per rasserenarvi e confrontarvi sulle strategie comportamentali più utili da adottare.

Gentile signora

lo stress nei bambini può comportare diverse reazioni, a vostro figlio la enuresi diurna, credo che se avete escluso un problema organico quello psicologico, da valutare cercate di capire se non sia successo qualcosa oltre alle vostre richieste per il controllo sfinterio faccia vivere vostro figlio sotto stress, parlate con lui, tranquillizate le sue preoccupazioni, mettente il momento del bagno come un gioco se il problema persiste credo che bisogna rivolgersi ad un terapeuta...

Gentile Sig. Renato,

le informazioni che lei fornisce sono troppo poche per confermare le ipotesi di enuresi diurna di suo figlio, Inoltre tenga presente che per fare una diagnosi di enuresi è necessario aspettare almeno i 5 anni di età di un bambino. Nel caso di suo figlio si potrebbe ipotizzare ad un controllo della minzione non ancora consolidato  e soprattutto da come mi dice, sembra che nelle situazioni sociali non familiare la sua attenzione allo stimolo sia maggiore, mentre a casa (anche se non me lo ha specificato) la sua attenzione cala e rilassandosi fa pipì addosso. Inoltre se il bambino sta vivendo un periodo emotivamente stressante allora potrebbe manifestare una regressione nel controllo sfinterico. Il mio consiglio è di aspettare ancora qualche mese continuando a gratificarlo tutte le volte che riesce ad anticipare lo stimolo. Se, comunque, siete molto preoccupati chiedete una consulenza ad uno psicologo che si occupa di età evolutiva, potrebbe aiutarvi a trovare nuove strategie per aiutare vostro figlio.

Saluti

Dott.ssa Cristina Paglialonga (PU)

Caro Renato,

l'enuresi nei bambini molto piccoli è piuttosto frequente ma questa rappresenta in realtà un "sintomo" di un problema sottostante come l'ansia, o un problema di adattamento, una reazione a un cambiamento o può avere a che fare con le autonomie del bimbo stesso. Inoltre, il "farsi la pipì addosso" può creare disagio, imbarazzo, vergogna o colpa, emozioni che possono interferire con la crescita e l'autostima del bambino, specialmente se viene sgridato o colpevolizzato.

Per suggerirle un intervento efficacie dovrei avere maggiori informazioni, se desidera può contattarmi per una consulenza, ricevo a Rimini.

Saluti

Caro Renato, dici che tuo figlio ha subito " troppa pressione " da parte vostra. Pertanto credo che sia propio l'eccesso di "pressione " che somatizzata faccia " esplodere " la pipi. Ti consiglio di rivolgerti a uno Psicoterapeuta che possibilmente utilizzi l'Ipnosi Vigile per " decondizionare " tuo figlio. Se ritieni utile ricevere ulteriori delucidazioni mi puoi telefonare ( i numeri telefonici li trovi nei miei siti ). Ciao, a presto.

Salve, l'enuresi diurna, se si sono esclusi problemi fisiologici (dopo quindi aver parlato con il pediatra) può essere normale fino all'età di quattro o cinque anni e nel 90 % dei casi dopo i cinque anni termina il problema. Non conoscendo il caso non posso comprendere se ci sono delle cause psicologiche. E non dovete come genitori colpevolizzarvi troppo. Non siate severi con lui, per evitare che il bambino provi sentimenti di vergogna, ma provate a spiegare che non capita solo a lui. . Non fate capire al bimbo che questo problema vi irrita o vi mette a disagio. Provate semmai ad osservare se l'enuresi accade in concomitanza a eventi stressanti o ansiogeni.

Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Salve signora,


bisognerebbe condizionare il bambino a fare la pipi dentro il vasino somministrando delle ricompense(cose a lui gradite) quando fa la pipi dentro il vasino e avvicinarlo a quel comportamento somministrando dei piccoli rinforzi(ricompense ) quando adotta le giuste procedure anche in altre situazioni tipo chiamare il papa o la mamma dicendo che gli scappa, facendogli acquisire familiarita' con l'ambiente bagno......"vedi questo è il bagno dove si fa la pipi" ecc, poi nel bagno abituarlo a calarsi i pantaloni e le mutandine e appoggiarsi sul vasino prima accompagnato da un adulto poi piano piano da solo in modo che acquisisca autonomia.Le consiglio uno psicologo cognitivo comportamentale se non ci riuscite da soli: questo in pratica sono solo alcune indicazioni per il trattamento

Spero di essere stata esauriente nella risposta

Cordiali saluti

Il controllo volontario della minzione è acquisito tra i 5 ed i 6 anni. Per diagnosticare un problema di enuresi il bambino deve avere "almeno" (DSM IV) 5 anni. Consiglio pertanto di effettuare una valutazione nell'epoca indicata. In seguito ad una consulenza medica che escluda una condizione medica generale ed ogni altra causa organica, risulterà estremamente utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale il quale possiede competenze e tecniche finalizzate all'analisi e alla gestione del problema. Per il momento attenda ed in ogni caso non si allarmi eccessivamente. Opportune indicazioni nel corso di un'eventuale terapia sapranno guidarvi nella risoluzione del disturbo.

Salve sig. Renato, non sia frettoloso nel colpevolizzarsi. piuttosto mi dica qualcosa in più.

il suo bimbo intanto ha raggiunto una certa autonomia, dato che, da quel che mi racconta, è in grado di avvertirvi, anche se non sempre. è sempre andata così oppure ad un certo punto ha smesso di avvertirvi? e nel qual caso, è successo qualche cambiamento in famiglia? quali sono le situazioni in cui non vi avverte?

al momento queste sono le domande che mi vengono in mente, ma sicuramente avrei bisogno di più informazioni Continuate a gestire la questione con la dolcezza, perchè ad arrabbiarsi non ci guadagna nessuno. in fin dei conti mortificandolo non state ottenendo alcun risultato, in più potreste ingigantire il problema.

A  presto

Buongiorno Renato,

mi sembra innanzitutto importante sottolineare come il raggiungimento del controllo sfinterico rappresenti per il bambino  un passaggio molto delicato, in quanto consiste in un movimento verso l’autonomia e la consapevolezza del proprio corpo. A volte il farsi la pipì addosso, quando avviene dopo una fisiologica fase di passaggio,  può darci il senso di un disagio che il bambino non è in grado di verbalizzare oppure un ritardo nell’acquisizione completa di questa competenza. In ogni modo sarebbe anche utile capire se a livello famigliare ci sono stati cambiamenti, situazioni stressanti che possono aver coinvolto l’atmosfera emotiva di casa. Ricordo che l’esperienza del bagno deve poter essere vissuta dal bambino come un vero e proprio rituale, all’interno del quale fare l’esperienza di un tempo proprio da gestire in uno spazio privato. Mi rendo conto come anche per i genitori che si trovano a confrontarsi con questa esperienza non sia semplice comprendere quale tipo di atteggiamento adottare, ecco perché potrebbe essere utile chiedere un consulto ad un esperto della vostra zona che possa insieme a voi approfondire il valore comunicativo di questo comportamento all’interno sia della storia individuale di vostro figlio ma anche della dinamica famigliare.

Un caro saluto

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