Buongiorno Carmy,
grazie per aver condiviso questa osservazione sul suo bambino. Per rispondere in modo più adeguato, sarebbe utile conoscere il piccolo e osservare diversi aspetti del suo funzionamento. In particolare, potrebbe essere utile notare come vengono proposte le attività e se suo figlio reagisce in modo diverso a consegne differenti, oppure se tende a rifiutare sempre o solo in certi contesti. È importante distinguere tra ciò che è capace di fare e ciò che sceglie di fare: non vuole disegnare ma è in grado di farlo? Presenta difficoltà pratiche come rimanere nei bordi o controllare il tratto? Un altro elemento da osservare riguarda gli strumenti e i supporti: può essere interessante proporre matite, pennarelli, pennelli, su fogli, tele o lavagnette di dimensioni diverse, grandi o piccole, per capire se la scelta del materiale o del supporto influenza il suo interesse. Sarebbe utile inoltre verificare la presenza di eventuali rigidità e interessi ristretti, ad esempio se tende a insistere sempre sulle stesse attività o routine, o se fatica a variare giochi, strumenti o materiali.
Da quanto descrive, non emerge necessariamente una difficoltà, ma piuttosto un profilo di interessi e competenze molto marcato: suo figlio mostra un forte piacere e abilità nelle attività logico-simboliche e di scrittura, mentre sembra meno interessato alle attività grafico-espressive. Può succedere che alcuni bambini preferiscano attività strutturate e “di senso”, come scrivere, contare o svolgere compiti logici, che trovino il disegno e la coloritura meno gratificanti o come un compito imposto, e che reagiscano con rifiuto quando si sentono forzati. È importante sottolineare che forzarlo a disegnare spesso causa l’effetto opposto, aumentando frustrazione e rifiuto.
Per favorire il piacere e l’interesse verso il disegno, è consigliabile non trasformare questa attività in un obbligo, ma agganciarla ai suoi interessi: ad esempio, scrivere una parola e poi decorarla, disegnare lettere, numeri, mappe, simboli o fumetti con parole. Possono essere utili anche attività grafiche meno classiche, come usare pennarelli su superfici grandi, lavagne, sabbia o giochi di tracciamento, senza richiesta di risultato. Inoltre, condividere con la scuola l’idea che, se un’attività è già acquisita, per lui possa diventare noiosa e abbia bisogno di piccole sfide cognitive in più, può rendere l’esperienza più positiva e motivante.
Un saluto