Disegnare e colorare

Carmy

Buongiorno, sono mamma di un bambino di 4 anni e volevo chiedere un vostro parere sul fatto che il mio bambino si rifiuta di disegnare e colorare, ma preferisce scrivere.
La maestra alla materna mi dice che si rifiuta di colorare e che scrive ciò che dovrebbe colorare. Dopo più volte che viene forzato, finisce per scarabocchiare il foglio.

Inoltre, la maestra mi dice che lo trova spesso annoiato nelle attività che propongono in classe, se lui già le sa fare (tipo copiare, ecc.). Se invece sono attività di scrittura, incastri o logica, allora è felicissimo.

Il bambino sa scrivere e identificare lettere e numeri fino a 100. Volevo capire cosa fare per incentivarlo a disegnare e colorare.

Grazie

6 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Carmy, 

suə figliə potrebbe essere plus dotatə, per saperlo bisognerebbe somministrargli un test che valuta il funzionamento cognitivo, le consiglio di recarsi presso la UONPIA di riferimento rispetto al vostro luogo di residenza, indirizzeranno sicuramente la scuola con stimoli specifici adatti al suə bambinə.

Quando ha iniziato a camminare e a parlare, in altri contesti è obbediente? Frequenta con piacere l’asilo, socializza con piacere coə compagnə?

È selettivə anche in generale col cibo, colori o altro?

Come consiglio pratico mi viene in mente su due piedi potrebbe essere magari quello di presentarglə un’attività che può essere intrisa di scrittura e disegno/colore, come ad esempio le lettere riempite da colorare all'interno, può scrivere una frase od il suo nome.

Personalmente non mi sento di aggiungere altro perché non conosco il suə bambinə ed alle volte forzare su attività risulta disfunzionale per lə bambinə.

Bisognerebbe prima incontrarlə, fare dei colloqui coə genitorə, somministrare il test, comprendere la sua storia anamnestica prima di giungere ad una soluzione più operativa.

Rimango a disposizione,

Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Siracusa

La Dott.ssa Anna Maria Castiglia offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Carmy, il bambino a 4anni sa già fare tante cose. Come mai? Ha imparato da solo? Lo avete accompagnato? In ogni caso quello che potrebbe fare è colorare e disegnare insieme, a mò di gioco. Magari può cominciare lei, mentre lui fa, accanto a lei, una attività a lui gradita. Sarà importante che la veda contenta e serena per ciò che sta facendo. Il suo disegno non dovrà essere perfetto, anzi! Si aiuti anche con degli stikers, disegni un personaggio che a lui piace, magari gli chieda che colore della maglia-arma-capelli..... il suo personaggio. Potrebbe anche ritagliarlo e giocarci. Obiettivo è fare nascere nel bambino la curiosità la voglia di fare con lei, di aiutarla... Non tutti i bambini amano disegnare. Quello che è importante capire è se lui non vuole farlo per paura di sbagliare o di non essere all'altezza. 

Se vuole io sono disponibile ad  una consulenza per capire meglio come aiutare il suo bimbo. 

 

Michela Romano

psicologa psicoteraputa

Dott.ssa Michela Romano

Dott.ssa Michela Romano

Vicenza

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Salve,

è molto significativo quello che descrive. Anzichè sforzare il bambino a compiere un'attività che in questo momento non vuole svolgere, sarebbe utile osservarlo nei suoi punti di forza e aiutarlo piano piano avvicinandolo al disegno. Sarebbe utile svolgere un test cognitivo, prima dell'ingresso della scuola primaria, per comprendere se rientra in cui bambini con alte potenzialità; mi parla di noia che conta fino a 100, le piace incastrare ....

Un saluto

Stefania Stocchino

 

Buongiorno Carmy,
la situazione che descrive merita attenzione, ma non allarme. Provo a dirle subito il punto centrale: suo figlio non rifiuta l’apprendimento, rifiuta un certo tipo di proposta che non sente significativa per lui in questo momento.

Da quello che racconta emerge un bambino con:

  • forte interesse per il simbolico (lettere, numeri, scrittura),

  • piacere per attività strutturate, logiche, con una regola chiara,

  • minore attrazione per attività grafiche libere o espressive.

A 4 anni questo profilo non è patologico. Alcuni bambini sviluppano prima il pensiero simbolico e sequenziale, altri quello grafico-espressivo. Il fatto che sappia scrivere e riconoscere numeri fino a 100 indica una competenza avanzata per l’età, e spesso la noia nasce proprio da attività percepite come troppo semplici o ripetitive.

Il punto delicato, però, è il forzarlo a colorare. Quando un bambino viene spinto insistentemente verso un’attività che non sente propria, può reagire con opposizione o con lo “scarabocchio”, che non è incapacità ma modo di sottrarsi al controllo. Non sta dicendo “non so”, ma “non mi rappresenta”.

Cosa fare, concretamente:

  • Evitare di contrapporre scrittura e disegno. Meglio integrarli: può scrivere una parola e poi scegliere se illustrarla, decorarla, trasformare le lettere in immagini.

  • Proporre il colore come strumento, non come fine: ad esempio evidenziare, sottolineare, creare codici di colore.

  • Ridurre la pressione scolastica sul “dover colorare bene”: il piacere viene prima della prestazione.

  • Valorizzare ciò che ama fare, perché è lì che costruisce fiducia e motivazione.

Se nel tempo dovesse rimanere una forte rigidità (rifiuto totale del disegno, difficoltà con la motricità fine o forte frustrazione), allora una valutazione psicologica o psicomotoria potrebbe aiutare a capire meglio il suo stile di funzionamento. Ma da quello che scrive, non sembra un bambino in difficoltà, bensì un bambino con un profilo atipico e precoce.

Il rischio maggiore, in questi casi, non è che non impari a colorare, ma che associ il disegno all’obbligo e alla frustrazione. E questo sì, sarebbe un peccato.

Un caro saluto.

Buongiorno,

Da quello che racconta, suo figlio non sembra in difficoltà, ma piuttosto un bambino che ha già trovato le attività in cui si sente competente e vivo: scrivere, contare, ragionare, costruire. Il disegno e il colore, che sono attività più libere e meno strutturate, per alcuni bambini possono risultare poco interessanti o persino faticose, soprattutto se sentono di non avere lo stesso controllo o la stessa “bravura” che hanno in altri ambiti. Il fatto che scriva al posto di colorare è molto significativo: sta comunque partecipando, ma usando il linguaggio che per lui è più naturale. Quando poi viene forzato e finisce per scarabocchiare, spesso quello è più un segnale emotivo che un capriccio: può essere noia, frustrazione o il bisogno di sottrarsi a qualcosa che sente imposto.

Mi sembra un bambino che sta bene quando si sente stimolato e riconosciuto per quello che sa fare, e che invece si spegne quando le proposte gli sembrano troppo ripetitive o poco adatte a lui. Più che spingerlo a colorare, può essere utile partire da ciò che ama: per esempio scrivere una parola o una piccola storia e poi, se vuole, aggiungere un disegno o qualche colore come “contorno”. In questo modo il disegno non diventa un obbligo, ma un’estensione di qualcosa che già sente suo.

Il punto, in fondo, non è tanto insegnargli a colorare, quanto aiutarlo a non vivere queste attività come un terreno di scontro o di forzatura. Se si sente visto e rispettato nei suoi interessi, è più facile che col tempo trovi anche uno spazio suo per esprimersi in modo grafico, magari in forme diverse da quelle che immaginiamo noi.

Un caro saluto, 

MARIA ROSA BIONDO 

Buongiorno,

da quanto descrive il comportamento di suo figlio appare coerente con uno sviluppo cognitivo precoce, soprattutto sul piano logico-simbolico. Il rifiuto di disegnare o colorare non indica necessariamente una difficoltà, ma una preferenza per attività strutturate, prevedibili e con una “risposta corretta”, come la scrittura o la logica. Scrivere al posto di colorare è un modo per adattare il compito alle proprie competenze. È importante evitare di forzarlo, perché la forzatura può generare frustrazione e opposizione, come dimostrano gli scarabocchi finali. Può essere utile proporre il disegno in modo indiretto, collegandolo alla scrittura (ad esempio decorare parole o numeri) e lasciandolo come scelta, non come obbligo. Anche l’uso di materiali diversi e tempi molto brevi può favorire un approccio più sereno. In questa fase l’obiettivo non è “farlo disegnare”, ma preservare la motivazione e il piacere di apprendere, rispettando il suo specifico stile di funzionamento.