Famiglia e bambini

Essere genitori oggi: come affrontare le difficoltà e superarle

09 Novembre 2017

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Essere genitori, è uno dei mestieri più difficili, soprattutto perché nessuno lo insegna, e quando lo si svolge, si cerca di farlo nel miglior modo possibile. 

Questa premessa è necessaria, perché mi capita spesso di sentire dei genitori, che si colpevolizzano per i loro errori, e ritengo che quando questo accada, lo si faccia con le migliori intenzioni possibili, condizionati da quelle che sono le proprie capacità e la singola storia personale. Ogni fase storica,  ha i suoi pro e i suoi contro e diventare genitori al giorno d’oggi, significa avere a che fare con delle caratteristiche specifiche della nostra epoca: l’imperare della  tecnologia digitale; l’eccessiva attenzione data al cibo; la tendenza a riempire il tempo libero con numerose attività da far svolgere ai bambini; e la confusione di ruolo tra genitori e figli.

Sin dai primi mesi di vita, la tecnologia digitale assume un ruolo preponderante nella vita dei bambini, tanto che questi ultimi, iniziano a smanettare con  telefonini, tablet e pc dei propri genitori, che incautamente offrono questa possibilità con l’intento di distrarli e rasserenarli,  favorendo un imprinting tecnologico che col tempo diventerà difficile da gestire. Un numero sempre maggiore di specialisti, comincia ad essere preoccupato perché i bambini passano tanto tempo con computer, smartfone e tablet, che se da un lato favoriscono lo sviluppo delle abilità cognitive, da un altro, portano ad un affaticamento della vista e alla possibilità che i bambini si isolino psicologicamente e creino un mondo fantastico, dove i protagonisti saranno i personaggi delle applicazioni con cui giocano. Per arrestare questo fenomeno, è importante tenere alcune accortezze che permettano di trovare la giusta misura nel vivere i vantaggi di questa rivoluzione tecnologica, senza subirne gli svantaggi.

In Italia sono sempre più in aumento le persone che hanno un problema col cibo, questo accade perché sin dai primi anni di vita, il ruolo dato all’alimentazione  non è più esclusivamente nutritivo, come accadeva una volta, ma diventa il mezzo attraverso cui compensare delle carenze affettive, un riempitivo dei vuoti, un modo per manifestare il proprio amore o un canale per affermare il proprio potere. Una scarsa o eccessiva vigilanza dei genitori verso il cibo, porta anche i bambini ad attribuirgli funzioni diverse, rispetto a quella prettamente nutritiva, occorre pertanto ridargli la giusta attenzione e dove opportuno farsi guidare per riportare il cibo alla sua corretta funzione.

Un ulteriore aspetto tipico dei vita dei bambini d’oggi, è la presenza di numerosi stimoli (sport, attività ricreative, hobby, eccesso di giochi, etc..), tanto che spesso diventa difficile annoiarsi, e laddove potrebbe accadere, si tende a trovare subito un riempitivo, affinché la noia non sopraggiunga, come se fosse un male provarla. La funzione della noia, può esser rivista in chiave positiva, perché permette al bambino di stare fermo, di ascoltarsi, di poter decidere come affrontarla, e di spingerlo ad attivare le sue capacità creative, cosa molto utile per la sua crescita.

Un altra caratteristica dei genitori d’oggi, è l’eccessiva indulgenza verso i figli, che si tramuta in difficoltà a porre delle regole e dei limiti chiari, ciò porta i figli a pensare di esser loro ad avere il potere in casa e  che tutto gli sia dovuto. La capacità di essere dei genitori autorevoli e capaci di fornire un corretto apprendimento delle regole e delle loro qualità positive, favorisce diversi aspetti: scandisce la differenza tra i due ruoli, dove il genitore comanda perché ha il ruolo di guida in quanto più maturo e saggio; permette di  capire che si può discutere con lui quando non si comprendono o condividono le regole date; favorisce la fiducia nelle sue decisioni, perché essendo un adulto, ha più esperienza ed è capace di valutare ciò che meglio per il bene del figlio. Se sin da piccoli, si insegna ai bambini ad accettare i no, e quindi a tollerare le frustrazioni, man mano che cresceranno, sarà più semplice per loro accettare di non poter sempre fare ciò che vogliono e  distinguere tra ciò che è un capriccio e ciò di cui hanno  realmente bisogno. Saper fissare dei confini chiari tra i ruoli di genitori e figli, permette di non confondere i due piani e di dare o ognuno le responsabilità che gli spettano, in un clima di dialogo e comprensione, evitando che si sovrappongono come può accadere quando il genitore fa le cose che dovrebbe fare il figlio al suo posto e viceversa. Per riuscire ad essere dei genitori adeguati, è importante esser presenti attivamente nella vita dei propri figli, e evitare, per quanto possibile, di delegare a terzi, la loro educazione e lo sviluppo di un buon contatto emotivo. La possibilità di fornire ai figli, un corretto apprendimento emotivo è utile perché possano riuscire a riconoscere, gestire e canalizzare correttamente le proprie pulsioni. Per stabilire un buon contatto emotivo con i figli, occorre parlare con loro, giocarci insieme, abbracciarli quando occorre e insegnargli a riconoscere e gestire le emozioni che provano.

 Qualora fosse difficile fare tutto ciò da soli, e laddove possano sorgere delle problematiche nelle diverse fasi della crescita dei figli, l’aiuto di un professionista  psicoterapeuta che si occupa di problematiche familiari, potrebbe aiutare e sciogliere i nodi presenti e a riprendere il ciclo vitale laddove si era arrestato.

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