Famiglia e bambini

Mi manca la scuola! Alunni, genitori, docenti e didattica a distanza

02 Maggio 2020

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Famiglia e scuola sono le due principali agenzie educative e da sempre la relazione tra le due è complessa e ricca di sfaccettature. 

La famiglia costituisce la matrice relazionale in cui il soggetto si sviluppa e getta le basi per lo sviluppo educativo e morale del bambino. La famiglia è il primo sistema sociale e proprio dalla relazione con i suoi genitori il bambino costruisce i propri modelli operativi interni, che costituiranno una sorta di matrice o modello delle relazioni future, come se il bambino apprendesse uno stile relazionale da mettere in atto ogniqualvolta comincia ad intessere una relazione.

D’altro canto, con l’ingresso nel sistema scolastico, fin dal nido, la scuola in senso ampio diventa la società in cui il bambino è inserito e, di fatto, diventa vicaria della famiglia, facendone le veci e circondando il bambino oltre che di figure adulte di riferimento (docenti) anche di un prezioso gruppo di pari.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo incrinarsi del dialogo tra queste due fondamentali agenzie educative che, anziché lavorare in accordo come giocatori di un unico team, sembrano spesso fazioni opposte appartenenti a schieramenti diversi.

I media ci hanno spesso riportato notizie sconvolgenti da entrambi i fronti: genitori che minacciano gli insegnanti di denuncia, ragazzi che vessano i professori, oppure personale scolastico che maltratta gli alunni o non si relaziona in maniera adeguata con loro.

Ma cosa accade in questo momento storico di emergenza sanitaria che vede le scuole chiuse e, di conseguenza, bambini a casa, genitori che lavorano in modalità smartworking e docenti alle prese con la didattica a distanza?

Nel lavoro che quotidianamente svolgo con genitori, ragazzi e scuole la prima cosa che ho notato è che della scuola tutti sentono la mancanza.

Manca lo spazio fisico di aggregazione tra pari, lo spazio educativo e professionale dei docenti, lo spazio sicuro e protetto in cui i genitori lasciano i propri figli.

Ed il paradigma si è invertito: ora la scuola, con la didattica a distanza, entra di fatto nelle case degli alunni, attraverso tutti i dispositivi tecnologici che abbiamo a disposizione, proponendo contenuti didattici, educativi e ricreativi che tentano (talvolta egregiamente, talvolta con maggior fatica) di sopperire alla mancanza di una fondamentale relazione in presenza.

Assistiamo a maratone di lezioni online, ai compiti inviati tramite mail, alle interrogazioni in videochiamata e a tutto quello che richiede il portare avanti il programma scolastico, con grande stress di tutti gli interlocutori: dai docenti che si devono attrezzare e preparare le lezioni, agli alunni che faticano ad accettare che la casa sia diventata il luogo dell’apprendimento oltre che del gioco e dello svago, fino ai genitori che spesso devono presenziare alle lezioni e supportare i bambini (soprattutto i più piccoli) nella fruizione dei contenuti didattici.

Insomma una gran fatica! Questa fatica consente però di mantenere e consolidare gli apprendimenti, di far si che questo tempo di sospensione della relazione in presenza non diventi una parentesi arida e priva di contenuti e che possa garantire una continuità relazionale a distanza dove, anche se non ci tocchiamo, anche se non condividiamo lo stesso spazio fisico, possiamo vederci, sentirci e condividere un prezioso spazio relazionale, seppur virtuale.

E allora grazie alla tecnologia che tanto abbiamo criticato!

Grazie anche e soprattutto perchè ci ha resi un po’ più vicini in termini di empatia e dimensione emotiva. Spesso, ultimamente, molti genitori verbalizzano comprensione nei confronti degli insegnanti (“quanta fatica a fargli fare matematica...adesso capisco la maestra!”) e sempre più frequentemente sento insegnanti che mi parlano della mancanza del proprio lavoro e dei propri alunni.

Forse questa quarantena, così ricca di incertezze e paure, ha generato anche la possibilità di tornare ad una dimensione più empatica che, nell’ambito della relazione tra famiglia e scuola, così complessa e talvolta conflittuale, può ristabilire in molte situazioni il riconsolidarsi di una fondamentale alleanza educativa fatta di fiducia, legittimazione e confronto reciproco.

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