Bambina 3 anni ha "paura" degli estranei

Sara

Buongiorno,

vorrei esporre una questione che ultimamente per me sta diventando un problema: la mia bambina di quasi 3 anni è “selvatica” con gli adulti che non conosce (e spesso anche con quelli che conosce), si nasconde, non li guarda, se la salutano gli risponde con un urlo, perché non vuole essere salutata e guardata. Con i bambini va molto meglio, si avvicina e cerca di socializzare. Mi dico spesso che non è un problema perché è il suo carattere, è fatta così, sarà solo un po’ timida, ma diventa un problema quando devo portarla a fare anche solo una semplice visita del pediatra, o dall’ortottista come è capitato un mesetto fa: siamo state venti minuti in quello studio, la bambina appiccicata a me come una cozza, e la dottoressa non è riuscita a visitarla. Dal pediatra non ne parliamo, per farle una semplice visita di routine bisogna tenerla ferma in 3 persone, piange disperata da quando entriamo a quando usciamo. Le stanno crescendo i capelli lunghissimi perché non vuole assolutamente andare dalla parrucchiera, reagisce con grida e scenate.

Mi chiedo come mai questa “paura” si manifesti solo da un annetto a questa parte, prima era abbastanza socievole e sorridente con tutti, a parte qualche minuto di esitazione iniziale. Ma l’età della paura dell’estraneo non dovrebbe essere intorno all’anno? Non so davvero come comportarmi e cosa pensare…

Poi con noi genitori e con i nonni è un bimba molto sveglia, intuitiva, allegra e gioviale ma si incupisce quando ci sono persone che non conosce. Mi dico che è normale ma dentro di me la preoccupazione (e l’imbarazzo) crescono…

3 risposte degli esperti per questa domanda

Carissima, molto probabilmente la sua bimba soffre di un'ansia legata a momenti specifici, in questo caso a situazioni sociali con gli adulti. Per aiutarla nel modo coretto, avrei bisogno di capire meglio la situazione. La bimba va a scuola/asilo e se si da quanto? Negli ultimi tempi è capitato qualche avvenimento o incontro, particolare? Sarei disposta a seguirla se vuole anche on line. Mi faccia sapere.

Cari saluti.

Buongiorno Sara,

le informazioni che abbiamo sono poche riguardo alla storia della bambina, tuttavia le lascio una riflessione.

Scrive che sua figlia urla perché non vuole essere salutata né guardata sia da estranei sia da persone che conosce.

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RIFLESSIONE

Molto spesso gli adulti, quando entrano in contatto con bambini piccoli (a casa di amici ad esempio), tendono a cercare di entrare subito in confidenza con essi, vogliono subito interagire con loro, magari vezzeggiandoli, coccolandoli, abbracciandoli, trattando il bambino più che come una persona come un cucciolo o un piccolo orsacchiotto con cui giocare. Questo tipo di contatto, dunque, può risultare comprensibilmente molto intrusivo e, quindi, fastidioso per il bambino, il quale per proteggersi si allontana dallo sguardo, oppure urla quando l’altro non lo ascolta e gli si avvicina troppo.

Forse la sua bambina sta cercando di proteggersi da attenzioni a lei non gradite e che gli adulti non comprendono.

Un suggerimento che le do è quello di osservare quali tipi di interazione da parte degli adulti lasciano serena sua figlia e quali invece la fanno allontanare/ribellare. Questo tipo di osservazione le sarà molto utile, poiché le permetterà di avere maggiori elementi di comprensione sui messaggi che sua figlia lancia agli altri e le permetterà anche di creare un dialogo emotivo con la sua bambina sulle sensazioni ed emozioni che vive e manifesta.

Spero che queste piccole indicazioni possano esserle utili. Cordiali saluti

Buongiorno Sara,

i comportamenti dei bambini non sempre possono essere giustificati da una semplice relazione di causa-effetto. Sua figlia si trova ancora in un'età in cui sta cercando di capire le emozioni che prova e molto spesso queste vanno in conflitto con quello che ci si aspetta da lei. La sua bambina non sa come ci si dovrebbe comportare dal pediatra o cosa ci si aspetta da lei quando si trova di fronte ad un estraneo. Però sa che può fidarsi dei suoi genitori e della sua famiglia.

Il mio suggerimento è quindi di accogliere i suoi timori, anzichè tentare di contenerli e cercare di volgere in positivo le situazioni che attualmente la intimoriscono. Molto spesso grazie a dei semplici accorgimenti comunicativi, si possono sbloccare dinamiche che ormai si ripetono sempre uguali da tempo. Potrebbe essere d'aiuto simulare delle situazioni analoghe a casa: ad esempio giocare al dottore con i peluche o con le bambole oppure provare a tagliare una ciocca di capelli alla bambola.

Siate fiduciosi, la vostra bambina vi sorprenderà.

Cordiali saluti.