Temo di aver una specie di fobia per il caldo, aiuto!

Salve, sono una ragazza di 18 anni e ora cercherò di raccontarvi la mia storia. Per colpa del covid, sono stata molto tempo in casa e questa estate, che finalmente si poteva uscire, mi è successa una cosa strana. Verso il 15 giugno, ho iniziato ad avere una specie di attacchi di panico. Era una sensazione strana, che mi arrivava all’improvviso, senza un fattore scatenante. Mi sentivo male, come se stessi per svenire, una forte nausea, che mi faceva un po’ estraniare dal mondo circostante perché non riuscivo a pensare ad altro, se non a quel forte malore. La prima volta che mi è capitato, è stata al ristorante con i miei genitori mentre aspettavamo la pizza. Pensavo fosse un abbassamento di pressione, presi una Coca Cola e cercavo di pensare ad altro per non far preoccupare i miei. Ma iniziai a sentirmi sempre peggio, fino a che ho dovuto dirglielo e siamo dovuti scappare a casa, perché avevo troppo il bisogno di stendermi. Da quel momento, ho iniziato ad avere questa sensazione tutti i giorni con intensità diverse. Per questo motivo, avevo la paura di alzarmi dal letto. I miei genitori preoccupati, vedendomi in quel modo, mi portarono a fare alcune analisi dal gastroenterologo. Non è uscito niente di strano ed è solo per questo motivo, che ho capito che poteva essere qualcosa di psicologico. Il primo mese è stato un inferno totale; ho iniziato solo dopo due mesi a riprendere un poco la normalità. La nausea mi veniva ancora, ma in modo più vivibile. Ora invece (che sono passati 4 mesi) sto quasi del tutto bene, ma la mia paura è che mi ritorna l’anno prossimo.
La mia autoanalisi è stata: quest’anno è stato uno dei più caldi e tutto il mio malessere è iniziato quando le temperature sono aumentate, poi tutto è iniziato a migliorare quando ha cominciato a fare più freddo, siccome non ho trovato nessun altro fattore, potrebbe essere una specie di paura inconscia del caldo ? Perché altrimenti non ho nessun altra spiegazione.

Ps: spero sia stata abbastanza chiara nell’esporre questo mio problema, perché anche per me stessa, è stato un qualcosa di abbastanza ignoto e strano, che non ho mai provato prima.

Gentile Kiara,

l’estate è anche un momento in cui gli impegni diminuiscono, la routine cambia e si esce generalmente di più.

Che cosa rappresenta questo per lei?

Credo che possa esserle utile intraprende un percorso di sostegno psicologico al fine di indagare le origini del suo stato ansiogeno per poterle elaborare, sviluppando le risorse necessarie per far fronte alla situazione.

Resto a sua disposizione, ricevo anche online.

Un caro saluto

Dott.ssa Irene Salvatori

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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Gorizia

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