Ansia

Ansia...amica o nemica del proprio benessere?

Dott.ssa Marisa Sciancalepore contattami

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Ansia….amica o nemica del proprio benessere?


A volte quando ci sono situazioni personali irrisolte che ostacolano il proprio benessere quotidiano è necessario capire di cosa si tratti e quale potrebbe essere l’origine di ciò che può divenire un malessere, peggiorando la qualità delle nostre esperienze. Una di queste situazioni è data dalla presenza di ansia, che disturba l’atteggiamento con cui ci prepariamo a vivere i rapporti e gli eventi della nostra vita.

Si stima che i disturbi d’ansia siano i più diffusi nella popolazione e si associano ad altri disturbi, come la depressione e le dipendenze patologiche (alcol, droghe, ecc.).



Che cos’è il benessere?


Il benessere individuale è composto dai vari aspetti della vita quotidiana che vanno distinti in psicologico, fisico e sociale. Il benessere di una persona, infatti, coincide non solo con la salute fisica, ma anche con lo stato emotivo e psicologico necessario per affrontare le situazioni quotidiane, di cui l’ansia costituisce uno dei vissuti soggettivi più frequenti.

Quando questi aspetti funzionano bene siamo soddisfatti di noi stessi. Di conseguenza, le nostre capacità cognitive ed emotive ci portano a risolvere i problemi quotidiani, progredendo con le scelte giuste e impegnandoci in rapporti interpersonali soddisfacenti.

Possiamo essere attivi e avere interesse a migliorarci per avere una vita soddisfacente sotto vari punti di vista.
In alcuni momenti, tuttavia, può accadere di non riuscire a fare ciò che ci si aspettava e si presenta l’ansia, rendendoci partecipi di qualcosa che sta accadendo attraverso un insieme di sensazioni intense a livello fisico e disturbanti a livello psicologico, con pensieri che divengono negativi e dominanti. La naturale conseguenza di questi atteggiamenti generati dall’ansia e sempre più frequenti è il conflitto interno tra la propria aspettativa e il sentirsi in difficoltà.


Quando sopraggiunge la demoralizzazione si esaurisce anche la nostra capacità di reagire e c’è un blocco, che ci impedirà di proseguire nelle esperienze, perdendone anche la motivazione. In questo modo l’ansia continuerà a disturbare l’esperienza e devierà il percorso dei nostri obiettivi.

La mancanza di conoscenza di se stessi e la chiusura personale verso le eventuali soluzioni da attuare in questi casi alimenteranno le problematiche legate al ripresentarsi dell’ansia nelle situazioni sensibili, portando la persona progressivamente a chiudere delle porte preziose per sé e andare verso quella del malessere psicologico.

Il malessere si manifesterà sotto forma di attacchi d’ansia o di panico e a lungo andare l’individuo svilupperà depressione o dipendenze.


Tuttavia ci sono momenti in cui bisogna prendere la decisione di cambiare, ascoltando quella voce interiore positiva e magari anche il consiglio del buon medico, che aveva già avvisato il paziente del bisogno di un consulto psicologico.


Se l’ansia viene gestita può divenire un vero e proprio ‘punto di forza’, mentre al contrario, se viene subita, può essere vissuta come ‘un’intrusa’ e divenire un’emozione negativa permanente che crea disordine nel quotidiano e nei rapporti, rendendoli insoddisfacenti e frustranti, con relativi pensieri ed emozioni negativi.


Momenti nodali come l’inizio di un nuovo percorso scolastico o lavorativo o il coinvolgimento in nuovi rapporti interpersonali che implicano una riorganizzazione delle proprie capacità in relazione alla novità delle situazioni possono far vacillare la propria sicurezza personale e lasciare entrare una quantità di ansia eccessiva, con la paura di non farcela a superare la difficoltà di certi momenti di cambiamento.

I momenti del cambiamento assumono una certa importanza per la crescita personale sia di un bambino che di un adulto e possono divenire come delle prove d’esame per se stessi insuperabili, che mettono fuori gioco le proprie risorse cognitive ed emotive, lasciando emergere disagio, paure e preoccupazioni, aspetti dell’atteggiamento ansioso e di mancanza di stima verso se stessi.


Come in una selva oscura dantesca, possiamo ritrovarci disorientati da un’ansia intensa e persistente e comprendere il nostro bisogno di essere guidati per essere aiutati a trovare la strada del proprio benessere psicologico e fisico, che può rappresentare una esperienza di cambiamento per sé e di conoscenza attraverso un consulto psicologico, per parlare finalmente di se stessi e delle proprie esperienze emotive a qualcuno che è lì di fronte per ascoltare e comprendere.

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