Ansia

Disturbo d'ansia generalizzata

04 Dicembre 2019

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Nel linguaggio comune il termine "ansia" viene spesso  usato in modo improprio per indicare episodiche condizioni di apprensione, nervosismo e stress, molto comuni dovuti a sili di vita frenetici e a situazioni problematiche che possono incorrere nella vita quotidiana. Questo tipo di ansia non va confuso con il disturbo d’ansia vero e proprio. L'ansia psicopatologica non è un semplice disagio transitorio, ma una reazione abnorme, perdurante nella vita della persone che interferisce seriamente con la conduzione di una vita normale e soddisfacente. Può interferire con le prestazioni intellettive e professionali.

Il disturbo d'ansia generalizzata si struttura nel tempo anche se sembra emergere, talora, improvvisamente. Ma se si indaga con attenzione nella storia della persona si notano già dei segni molto precocemente.  Eventi stressanti o un ambiente  sfavorevole possono slatentizzarne o aggravarne le manifestazioni. Quali le cause? Sicuramente, come per la maggior parte dei disturbi psichici, stili relazionali genitoriali inadeguati, eventi traumatici, clima familiare ansiogeno, la presenza di un genitore ansioso. Proprio come la depressione, il disturbo d'ansia è correlato con un alterato funzionamento di alcuni circuiti cerebrali, che almeno in parte coinvolgono il sistema della serotonina e della noradrenalina.

Il disturbo d'ansia può manifestarsi in un qualunque momento della vita, spesso in corrispondenza di periodi di transizione particolarmente critici o quando ci si trova di fronte a scelte difficili.

Alcuni fattori aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo d'ansia:

-aver vissuto esperienze traumatiche o piccoli traumi cumulativi o aver assistito a eventi drammatici durante l'infanzia

-soffrire di malattie croniche (in particolare, cardiache, respiratorie, digestive e metaboliche) o l'aver sperimentato una patologia grave

-essere stati esposti a una fonte di stress acuto intenso o a stress più modesti, ma ripetuti/protratti nel tempo

-scarsa capacità di tolleranza degli stressor

-familiarità su base genetica.

-assunzione di sostanze (alcol, droghe, farmaci, caffeina, nicotina, ..) che tendono ad aumentare la scarsa tolleranza dello stress ed  aumentano la tendenza all'ansia.

Sintomi e diagnosi
Contrariamente a quanto avviene nel caso della depressione, arrivare alla diagnosi di disturbo d'ansia generalizzata è abbastanza semplice perché i sintomi sono ben riconoscibili. Oltre a sintomi psicologici, quali agitazione e irritabilità, la sindrome ansiosa si associa di norma a insonnia, a stato di allerta  e a tutta una serie di manifestazioni fisiche caratteristiche  che possono ridurre la qualità di vita in modo significativo.
E’ relativamente facile sviluppare un attacco d’ansia ma è molto più difficile liberarsene. Pertanto è bene, appena si verifichi uno stato ansioso, rivolgersi ad un esperto

 


Segni e sintomi psicofisici dell'ansia:

- contratture muscolari, tendenza a serrare i denti sia durante il giorno (digrignamento) sia durante la notte (bruxismo), voce tremante.

-tachicardia, palpitazioni, dolori al centro del torace, cali di pressione, polso irregolare.

-Senso di costrizione, difficoltà respiratorie, sensazione di soffocamento.

-aumento della frequenza urinaria, disturbi del ciclo mestruale e del desiderio sessuale.

-difficoltà digestive, mancanza di appetito, nausea, vomito, diarrea.

-cefalea, vertigini, aumento della sudorazione, vampate oppure pallore, riduzione della salivazione.

-stato di allerta  costante e  ingiustificato  (che insorge per motivi futili)

-irritabilità, incapacità a rilassarsi, ipersensibilità agli stimoli.

-insonnia con difficoltà ad addormentarsi o sonno interrotto

-difficoltà di concentrazione con ridotta capacità di memorizzazione.

Il Disturbo d'ansia generalizzata, negli adulti, viene diagnosticato se sono presenti almeno tre sintomi psicofisici tra quelli elencati e  devono essere presenti da almeno sei mesi.


Terapia
Esistono molte modalità di intervento: tecniche di rilassamento,  psicoterapia. In alcuni casi è bene coadiuvare con un intervento farmacologico, almeno per un certo periodo . Anche i rimedi naturali quali valeriana, biancospino, passiflora, possono essere utilizzati per alleviare lo stato ansioso. Sono utili anche le tecniche di Mindfulness che hanno una particolare efficacia sulla riduzione dell’ansia e dello stress.

L’uso degli psicofarmaci deve essere fatto sempre sotto controllo medico e così anche l’interruzione dell’assunzione. In genere si utilizzano gli SSRI (inibitori del sistema di riassorbimento della serotonina),    farmaci ben tollerati e che, di norma, non causano effetti collaterali rilevanti. In alcuni casi vengono utilizzati farmaci   appartenenti alla classe delle benzodiazepine. Si tratta di farmaci da usare con delicatezza  perché associati a un certo numero di effetti collaterali. Possono, inoltre, indurre assuefazione e dipendenza fisica e psicologica e a lungo andare malattie neurodegenerative.

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