Ansia

Quando si può parlare di ansia patologica

Dott.ssa Nazaria Palmerone contattami

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Ansia naturale
L’ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l’apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione.
Tuttavia l’ansia è un’emozione naturale e universale, che, è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress, il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo prima ancora che quest’ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche (es. aumento del battito cardiaco, respirazione più veloce, tensione muscolare) che spingono da un lato all’esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento e alla eventuale fuga. L’ansia è insomma un’emozione fondamentale e del tutto spontanea, che ha la funzione di proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all’azione e contemporaneamente motivandoci all’interazione con il mondo circostante.

Ansia patologica
Tuttavia può accadere che non siamo capaci di superare del tutto una situazione di pericolo, oppure allo stato d’allarme e attivazione non corrisponde un pericolo reale da fronteggiare e risolvere; in tal caso l’ansia si trasforma da risposta del tutto naturale e adattiva a sproporzionata o irrealistica preoccupazione, ed assume una connotazione di un disturbo psichico, provocando disadattamento e perdita di contatto con l’ambiente stesso, con reazioni fisiologiche esagerate e disturbanti (es. tachicardia, sensazione di soffocamento, iperventilazione, dolore al petto, tremori, aumento sudorazione, sensazione di svenimento, cefalea, nausea, diarrea, vampate di calore, brividi di freddo, sensazione di distacco da sé o dal mondo esterno, paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire). Questa evenienza può presentarsi per diversi motivi, spesso difficilmente identificabili; in generale accade poiché vi è una valutazione errata delle percezioni che riceviamo da parte dei nostri processi cognitivi, che produce pensieri, preoccupazioni o vere e proprie convinzioni disfunzionali.
Quando ciò accade la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, in genere di tipo patologico, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente, come comportamenti di evitamento o di procrastinazione (per esempio prendere la macchina, stare solo, per dap o folle, supermercati, ponti per chi soffre di agorafobia) e comportamenti di controllo o di sicurezza (per esempio controllare di aver spento il gas per chi ha un disturbo ossessivo-compulsivo o uscire solo con una persona di fiducia, portare con sé farmaci, per chi ha dap). Questi comportamenti, però, se alleviano temporaneamente dall’ansia, a lungo termine peggiorano il disturbo, andando a rinforzare i pensieri o convinzioni disfunzionali a riguardo e le reazioni fisiologiche che ne derivano, e non consentendo di affrontare una volta per tutte il problema. E’ come se la nostra mente entrasse in un circolo vizioso che si autoperpetua e da cui diventa difficile uscire da soli (vedi grafico di seguito).

Disturbi d’Ansia
A seconda di quale è l’oggetto della paura si distinguono i seguenti disturbi:
- Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG): se la paura riguarda qualsiasi genere di circostanza e di attività, anche le più banali, per le quali la persona tende ad immaginarsi scenari o conseguenze negative
- Disturbo da Attacchi di Panico (DAP): se la paura riguarda il ripresentarsi di attacchi di panico, o le implicazioni o le conseguenze di essi
- Agorafobia: se la paura riguarda trovarsi in luoghi o situazioni da cui sarebbe difficile scappare o ricevere aiuto in caso di attacco di panico
- Fobia Sociale: se l’oggetto della paura riguarda il trovarsi in situazioni sociali o prestazionali nelle quali si è esposti a persone non familiari o al giudizio degli altri, a cui si dà molta importanza
- Fobia Specifica: se la paura riguarda determinati oggetti o situazioni come ad es. volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue
- Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): se l’oggetto della paura è legato a temi come controllo, ordine, pulizia, comportarsi bene con gli altri, moralità e sessualità, e la persona cerca di rispondere ad esso con comportamenti o azioni mentali ripetitivi e compulsivi
- Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS): se l’oggetto della paura è legato al ripresentarsi di un evento traumatico.

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