Problemi di coppia

Genitoriale e crisi di coppia

22 Novembre 2019

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La nascita di un figlio è uno dei momenti più significativi nella vita delle persone, ma è anche una delle situazioni più complesse e delicate da gestire.

Si tratta di un momento ricco di aspettative, desideri e speranze, soprattutto se il bambino è stato desiderato e atteso con entusiasmo. Nell'arco di nove mesi la vita di coppia viene rivoluzionata e lo stesso accade nelle famiglie d'origine. Solitamente le coppie sono consapevoli che ci sarà un cambiamento, ma non sempre sono davvero preparate a gestire tutto ciò che comporta l'arrivo di un bebè. Ecco perché un numero sempre maggiore di coppie entra in crisi in questa fase di vita. Cerchiamo di spiegare e comprendere alcune cause di questo fenomeno.

Nel primo anno di vita di un bambino i neogenitori affrontano nuove situazioni che possono stravolgere e mettere a dura prova la solidità della loro relazione: notti insonni, preoccupazioni, nuovi ritmi di vita, sbalzi ormonali e psicologici della donna legati ai mutamenti fisiologici del parto e del puerperio...è normale che nervosismo e stress aumentino.

Vi sono pertanto svariate ragioni che possono condurre ad una crisi di coppia dopo la nascita di un figlio:

· Non vi è stata un'approfondita conoscenza in precedenza tra partner: si scoprono quindi lati del carattere dell'altro che non si sospettavano e che possono innescare discussioni.

· L'invadenza delle famiglie d'origine nelle questioni di coppia e nelle decisioni relative al bambino possono impedire ai neogenitori di assumere in pieno il loro nuovi ruoli genitoriali. In questo caso i partner continuano a essere "figli", delegando ai nonni, percepiti come "più esperti", la cura del neonato.

· Quando invece la coppia non può contare sull'aiuto di nessuno ed è inesperta, i neogenitori non sanno bene cosa fare e possono farsi sopraffare dal panico e dalle preoccupazioni.

· A volte il figlio non è stato desiderato da entrambi i partner allo stesso modo e quindi la nascita causa ulteriori discussioni.

Insomma, per entrambi i genitori non è semplice abituarsi al nuovo ruolo e ai diversi ritmi di vita e se manca la complicità nella coppia, c'è il rischio di "scoppiare".

Un neonato richiede molte cure e attenzioni che sottraggono tempo ed energie a tutto il resto, tanto che anche andare al lavoro, fare una doccia o svolgere le faccende domestiche, possono diventare situazioni problematiche da gestire.

Spesso la neomamma dedica tutto il suo tempo al neonato senza concedersi delle pause e diventando irraggiungibile per il neopapà, che a volte può sentirsi trascurato e sviluppare una gelosia nei confronti del bambino per le attenzioni che riceve.

Un rapporto simbiotico tra madre e figlio non è positivo nè per la madre nè per il bambino, perchè è bene che il piccolo si relazioni anche con altre figure significative, come il padre o i nonni. È importante infatti che la neomamma possa concedersi dei momenti esclusivi per sé,  che le sono utili per ricaricarsi e rilassarsi. Bisogna ricordare che quando una donna diventa mamma, non deve accantonare tutto ciò che era "prima", anzi, è bene coltivare anche gli altri aspetti della propria vita, come l'essere una lavoratrice, una moglie o compagna, un'amica....Questi aspetti talvolta entrano in conflitto tra loro ma in realtà dovrebbero coesistere e collaborare insieme per un maggior benessere psicologico. Una mamma serena  e tranquilla è ciò che di meglio si può offrire ad un figlio.

Nei primi mesi di vita del neonato, anche il padre ha l'importantissimo compito di sostenere e aiutare la compagna nella cura del piccolo. Madre e figlio hanno bisogno del neopapà non solo a livello "pratico", ma soprattutto psicologico: la madre deve imparare ad affidare il bambino agli altri e il neonato deve poter instaurare un'altra relazione significativa con una delle persone più importanti della sua vita, ovvero il padre.

Con la nascita di un figlio, anche l'intimità di coppia può risentirne e nei primi 3-6 mesi un calo è fisiologico. È quindi importante per la coppia riprendere il prima possibile i momenti di intimità, per evitare che una crisi temporanea diventi cronica.

È fondamentale per i neogenitori ritagliarsi del tempo per stare insieme da soli, anche semplicemente per bere un caffè o fare una passeggiata, in modo da riscoprirsi e "ricaricarsi dalla fatica" attraverso l'affetto reciproco. È bene ricordare che la complicità di coppia favorisce e rinsalda il legame e se i genitori sono uniti, anche il bambino ne trarrà beneficio.

Ricordate inoltre che la comprensione e il dialogo sono importanti, come in tutte le fasi della coppia: è controproducente discutere mentre il bambino piange, sarebbe meglio rimandare a quando dorme o a quando la coppia è da sola. Infine, è bene riprendere le questione irrisolte per chiarirsi definitivamente ed evitare che si accumulino e si aggravino.

Se la crisi si protrae oltre i sei mesi, è consigliabile intraprendere una terapia di coppia per risolvere le difficoltà.

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