Consigli per chi non ha mai avuto una relazione seria.

Maria

Salve, ho 19 anni e parto col dire che ho sempre sminuito le relazioni sentimentali perché lo trovo un argomento banale e non essenziale (per esempio quando andavo in terapia non ne parlavo mai perché credevo ci fossero argomenti più rilevanti).
La situazione è che non ho mai avuto una relazione vera e propria, cosa abbastanza normale alla mia età se non fosse che ho frequentato molti ragazzi a cui piacevo molto (almeno è quello che dicevano). La maggior parte sono più grandi di me, non per mia scelta purtroppo, e a dire loro sono sempre la ragazza perfetta fino a quando le cose non diventano più serie.
La scorsa estate ho avuto una grande delusione dall'unica persona di cui mi sono veramente innamorata, con cui sentivo emozioni davvero forti. Ci ho messo tempo a superarla però adesso la situazione è cambiata, verso questa persona provo soltanto indifferenza e comunque non riesco ad approcciarmi emotivamente ad altre persone. Quando incontro un ragazzo o ci esco solo una volta per poi capire che mi annoia o finiamo a letto per poi perderci di vista. Sebbene io viva la sessualità con molta libertà, ma anche con serietà, sto capendo che solo il sesso non mi basta. A volte ho l'impressione che chiunque incontri sia interessato solo a quel fine (forse perché il ragazzo che mi ha ferito mi ha usata per anni solo per il sesso trattandomi come un oggetto) e molte volte si capisce dagli atteggiamenti cosa vogliono realmente. Se incontro un ragazzo e non mi interessa molto, non vuole quello che voglio io o non sento emozioni forti non capisco il motivo di continuare la conoscenza.
Dopo quel ragazzo ho provato ad avere un'altra storia sempre con un ragazzo più grande di me che mi piaceva davvero tanto e che mi riempiva di attenzioni per poi scoprire che anche lui mi usava perché si sentiva solo dopo essere stato lasciato.
Non sento il bisogno urgente di innamorarmi adesso (anche perché ho passato un periodo buio e sto cercando di innamorarmi di me stessa in primis e ricevo già molto amore dalla mia famiglia e dai miei amici), ma vorrei solo capire il perché nonostante mi piaccia conoscere nuova gente non riesca a trovare un ragazzo che tenga a me e sia interessato alla mia personalità, mentre intorno a me ho solo amiche che si fidanzano con facilità e in poco tempo e vivono relazioni sane. Per intenderci io sono sempre stata l'amica single del gruppo.
Sento di avere molte cose speciali dentro di me e non capisco come fare a farle notare agli altri, forse ho paura ancora di affezionarmi e rimanere delusa. Tutti mi ripetono "se incontri solo cretini e casi umani non è colpa tua" ma siamo sicuri che il caso umano non sia io? O sono solo poco fortunata?
Penso poi che forse mi sia più facile concedermi fisicamente perché ho trovato persone interessate più al sesso che alla mia persona, quindi forse è più interessante quello.
Non voglio una risposta perché ci sarebbero tantissime cose da dire ancora, ma solo delle riflessioni o dei consigli su come dovrei comportarmi. Grazie mille della pazienza e dell'attenzione. Buona serata!

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Maria,

noi entriamo in rapporto con gli altri così come le varie parti di noi entrano in relazione tra loro: spesso impariamo i modelli relazionali durante i primi anni di vita nel rapporto con i nostri genitori. Le difficoltà che descrive vanno indagate all'interno di una psicodiagnosi al fine di approfondire meglio la sua storia personale e famigliare, nonché i suoi tratti di personalità ed eventuali meccanismi di difesa.

Le emozioni cercano di migliorare la qualità dei nostri pensieri e dei nostri istinti, mentre spesso le consideriamo come il problema da risolvere.

Provi a rivolgersi a un professionista della sua zona per un consulto.

In bocca al lupo.

Dr. Cisternino MDPAC (ricevo a Torino e online).

Salve Maria, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL