Desiderio di un secondo figlio non condiviso

Karen

Salve, sono una donna di 36 anni (a Luglio 37). Vivo all'estero con mio marito Italiano e la nostra bimba di 4 anni e mezzo. Da due anni io e mio marito siamo in discussione sull'avere un secondo figlio. Mi spiego meglio, io rilancio sempre la questione che per mio marito e' decisamente chiusa. Ogni volta sono io a riportare in superficie il problema con le sue conseguenze. Faccio un passettino indietro, nel 2020 mio marito si e' visto disponibile nell'assecondare il mio desiderio e abbiamo provato ad avere un bimbo. Subito dopo aver sospeso la pillola sono rimasta incinta ma non e' andata a buon fine molto rapidamente con un aborto spontaneo. Successivamente, in Agosto, sono rimasta nuovamente incinta ma anche stavolta non a buon fine. Ho infatti avuto una gravidanza extrauterina. I mesi successivi sono stati molto turbolenti anche per me stessa nel metabolizzare tutto quello che era successo, mio marito era invece dispiaciuto per me ma null'altro. Dall'inizio del 2021 ho provato altre volte a riportare in superficie il mio desiderio di un altro figlio ma per mio marito non c'era niente da dire. Per lui, che gia' non voleva dall'inizio, ha dato la sua disponibilità' e non e' colpa sua se non e' andata a buon fine. Ora si sente di aver fatto tutto quello che serviva e che e' abbastanza. Nonostante io abbia provato a riparlare nel tempo il risultato e' stato decisamente negativo. Anziché venirci incontro il sentore e' che siamo su due binari completamente diversi e non c'e' modo di trovare un incontro. Fintanto che io riesco a pensare ad altro e non aprire il discorso, o far finta di niente, tutto torna come prima, anche la relazione tra di noi, altrimenti propongo "nuovamente" il problema finche' "tiro troppo la corda" (parole sue), Ci siamo parlati in questo tempo, lui e' consapevole del mio desiderio di maternita' del valore fraterno che vorrei dare a mia figlia, e lui mi ha manifestato i suoi dubbi o mancanza di desiderio. Lui si sente non adatto per avere figli. La prima e' stata cercata ma per le privazioni che lui ha vissuto e le sensazioni che lui ha provato sono sufficienti per fargli dire che non e' interessato a riviverle nuovamente. Non crede nel valore fraterno (benche' abbia un fratello con ottima relazione tra loro) e pensa che il vivere lontano da famiglia (nonni/zii/cugini ecc) non sia un problema di solitudine in futuro per non aver nessuno diverso da amici con cui mia figlia possa supportarsi. Lui si sente sbagliato quando vede che intorno a noi altre famiglie fanno scelte di avere piu' figli o parlano dei figli con affetto e orgoglio. Si sente dispiaciuto per non riuscire a soddisfare questo desiderio, ma per lui e' no e basta. Vorrei capire come posso parlargli nuovamente senza arrivare a "tirare troppo la corda"? oppure, come faccio ad accettare le sue motivazioni per rinunciare al mio desiderio? come faccio a non essere delusa da lui? Entrambi veniamo da una famiglia con 1 fratello/sorella, quindi il nostro ideale di famiglia era a 4 finche' non e' arrivata mia figlia. (p.s. lui vuole bene a nostra figlia ed e' molto presente nella sua vita).

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Karen

da come scrive mi sembrate una coppia che dialoga forse in difficoltà però su questo aspetto dove ci sono visioni differenti dettate anche da emozioni che ognuno di voi può aver vissuto in questi anni "turbolenti". 

Come prima cosa potrebbe provare ad aprirsi raccontando al suo compagno le sue emozioni,cosa le darebbe un figlio, cosa sente di "mancante"in lei/voi, ecc.

Altrimenti potrebbe valutare anche:

- Una psicoterapia di coppia dove insieme mettervi in gioco e dialogare in un luogo neutro.

https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-di-coppia-torino/

- Una psicoterapia per lei, individuale, dove essere accolta, ascoltata e aiutata a trovare le risposte dentro di lei. A riformulare la decisione futura sia che sia una o l'altra.

https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-individuale-minori-adulti-cognitivo-costruttivista/

https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza 

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Karen, la soluzione migliore sarebbe portare le vostre ragioni di fronte a un professionista esterno alla coppia, uno psicoterapeuta esperto. Sembra che entrambi abbiate forti ragioni, siate delusi dal non essere compresi dall'altro e abbiate una forte sofferenza. Occorrerebbe mettere a nudo tutti questi aspetti psico emotivi, prima di considerare il tema "chiuso e sviscerato", cosa che non è affatto, visto che in realtà la vostra, attualmente è una non soluzione: "non se ne parla per non creare turbamento". Non si va molto lontano come coppia se non si può parlare e portare al partner un tema così delicato. Non so quale sarà l'esito, magari non avrete davvero altri figli, ma non si può evitare il discorso per "vivere in pace" soprattutto perché uno dei due (tu in questo caso) non ti senti libera di partire neppure questa tematica alla sua attenzione senza venir etichettata come una che "ha tirato troppo la corda".....!?!?!? Siete una coppia, non due che giocano al tiro alla fune e a volte i temi pesanti, stressanti, emotivamente coinvolgenti, vanno comunque affrontati! Se occorre, appunto, come sembrerebbe per voi, con un professionista.

Salve Karen, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.

Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Valutate anche l'idea di un consulto di coppia.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL