Problemi di coppia

Dopo sette anni mi ha detto di sentire nei miei confronti solo amicizia e di non amarmi più

soana

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Buonasera, sono un ex alcolista affetta anche da dipendenza affettiva.Ho conosciuto il mio compagno in comunita lui dipendente da droghe.Siamo andati a convivere dopo la fine del percorso ma a oggi dopo sette anni mi ha detto di sentire nei miei confronti solo amicizia e di non amarmi piu. Un vuoto tremendo e tanta paura mi hanno travolto. non voglio tornare a bere sarebbe la fine, ho sofferto troppo durante la dipendenza attiva. sto trasloccando mi chiedo se riusciro a fare a meno di lui. grazie

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Soana ha una forte esperienza alle sue spalle: essere riuscita a gestire, controllare astenersi dall'alcool, dunque sa come si fa. Si faccia aiutare se lo ritiene necessario, magari si rivolga alle persone che l'hanno aiutata nella precedente occasione. Un grosso in bocca al lupo

Cara Soana, nel suo caso il tempo è la cura migliore. Non sarà facile ricominciare, ma Lei che ha già fatto tanto lasciando alle spalle il problema dell'alcool, saprà fare anche questo passo. Del resto probabilmente questa rottura è il segno manifesto che un periodo si è chiuso definitivamente e il suo legame con il passato è interrotto. Cerchi in sè la forza di ripartire, una nuova vita la attende. Le auguro una buona giornata.
Gentile utente, in comunità ha conosciuto altre persone che l'hanno aiutata e su cui contare almeno per un sostegno sociale? Penso di sì. La società è grande, piena di individui e c'è un detto che dice che se si chiude una porta si apre un portone. Cordiali saluti
Cara Soana, lei si definisce una ex alcolista,una dipendente affettiva. Non sottolinea però la cosa che mi ha maggiormente colpita: nonostante il vuoto e la paura che sperimenta non sta bevendo e si sta separando seppur con dolore. Non so se riuscirà a non ricadere nei processi disfunzionale che conosce bene, ma sicuramente sa cosa vuole e può chiedere aiuto in questo momento così difficile. Lavoro in un centro per alcolisti e so che la vera forza delle persone non è solo mantenere l'astinenza, ma rendersi conto del pericolo che si sta correndo e attivarsi per evitarlo. Se ha avuto un'esperienza positiva chieda una consulenza alla sua Comunità, altrimenti cerchi un confronto e un supporto per affrontare la separazione. Un caro saluto

Prof. Mauro Fornaro Alessandria (AL)

Troppo scarse le notizie che dà per poterle fornire un suggerimento adeguato. Quanto è durata la sua dipendenza da alcool? da quando ha smesso? intrattiene rapporti di amicizia con altre persone? lavora e se sì che lavoro? Qualche consiglio generico, se la vostra separazione appare irreversibile: 1) cerchi di non restar sola, ma di vedersi più di frequente con parenti e amici (sperando ne abbia); 2) veda di rivolgersi (se ha avuto buoni rapporti) a chi l'ha seguita quand'era in comunità; 3)infine investa in nuove attività, meglio se permettono di frequentare persone o gruppi di persone dove può anche trovare un altro amore: nessuno è insostituibile.

Dott. Gianni Di Nuzzi Milano (MI)

Buonasera, l'alcol, soprattutto nel suo caso, si costituisce come una forma di automedicazione almeno su due livelli: 1) neurofisiologico, poiché la struttura chimica dell'alcol lega specifici recettori cerebrali denominati GABA, la cui funzione inibitoria genera un effetto ansiolitico nelle prime fasi di assunzione, quindi i soggetti che tendono all'ansia ne ricavano un beneficio temporaneo, anche se successivamente il malessere è devastante; 2) psico-affettivo, visto che il bevitore riempie il vuoto interiore e si stordisce cercando di ridurre il dolore emotivo, ma in realtà quest'ultimo spesso si acutizza. Certamente lei potrebbe essere a rischio in questa fase così delicata, ma potrebbe anche cogliere una grande occasione: dimostrare a se stessa che la dipendenza, sia etilica sia affettiva, ha riempito spazi mentali e sentimentali che suonano come un campanello d'allarme del suo equilibrio, e che ora lei ha imparato ad ascoltare ed esprimere in maniera costruttiva. Dunque cerchi nelle relazioni importanti - famiglia e/o amicizia - il balsamo caldo per accudire i suoi bisogni, non rimanga sola, e se necessario si rivolga ad un professionista per un aiuto psicologico, anche il servizio pubblico dovrebbe garantirle questo supporto. Non potendo dirle di più in assenza di maggiori dati, le auguro di poter conquistare le cose migliori, e le rivolgo un caloroso saluto.

Prof. Paola Dei Siena (SI)

Gentile gli abbandono e le elaborazioni di lutto ci mettono sempre in una condizione di sfferenza che attiva anche le parti più nascoste di noi. Sarebbe opportuno, considerata la sua sensata paura di ricadere in pericolose spirali, ricolgersi ad un/a collega per avere un piccolo aiuto. Ci vada prima possibile e vedrà che tutto si risolverà per il meglio. Cordialità

Dott. Davide Bonfanti Genova (GE)

Salve, chiudere una storia d'amore, una convivenza, una relazione non è mai una questione indolore, e dubito di coloro che troppo rapidamente dicono di essere passati oltre. La separazione richiede di un tempo in cui vivere uno stato che una volta era detto propriamente mestizia,una tristezza addolorata che si eleva per dignità, sobrietà - una malinconia ombrosa, accorata, che suggerisce un dolore paziente. Il vuoto che si percepisce in questo senso è proprio connesso al posto rimasto vacante, ma la sua storia dice che anche prima di lui c'era un senso di vuoto, che aveva trovato il modo di colmare con il bere. Se la relazione fra di voi è servita a farvi crescere, il vuoto che avvertirà avrà un viso e un percorso di uscita, se altrimenti avvertirà un senso di vuoto più primitivo, con rabbia e senso di ingiustizia e sfortuna, le consiglio di affrontare questi pensieri non da sola ma di cercare un aiuto psicologico. Auguri

Dott. Antonio Vita Macerata (MC)

Gent.le Utente “Non voglio tornare a bere…” Certo che no, sarebbe dare fuoco alla miccia dopo che le è stata consegnata in mano questa bella bomba piena di esplosivo. E non sarebbe giusto nemmeno dare una così grande importanza (e soddisfazione) a questo “signore” che dopo aver avuto aiuto e sostegno, adesso si è “accorto” di non amarla. Prima non riusciva a percepire questo sentimento come qualcosa di labile, temporaneo ed evanescente? Adesso lei dovrà fare i conti con il lutto dell’abbandono e della solitudine. Qui si vede se lei ha riacquistato quella fiducia in se stessa e nella vita. Non sarà una bevuta che cambierà le cose. Li conosce gli uomini, o almeno , alcuni uomini? Deboli, angosciati, mammoni, instabili, vuoti. Poi quando riescono a rimettere a posto i loro problemi, allora prendono il largo. Sia superiore, forte e decisa. Lo mandi al diavolo. D’altronde non poteva funzionare la storia: come due ex zoppi che, ancora doloranti, una si appoggiava all’altro per percorrere la strada dell’esistenza. Non poteva andare. Troverà un uomo che sarà all’altezza della situazione e tornerà a vivere e a rivedere sorridere il sole e strizzare l’occhio alla luna. Tanti cordiali saluti e molti auguri.

Dott. Andrea Vignolo Genova (GE)

Buon giorno, da quello che scrive, Lei sembra preoccupata per la sua tenuta emotiva. Potrebbe valutare la possibilità di avvalersi di un supporto psicologico. Senz'altro non possono bastare buoni consigli. Per un appuntamento può contattarmi da lunedì 22 in poi. Cordiali saluti

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