È giusto non consultare il partner su come passare i fine settimana?

Daniela

Salve, mio marito afferma che l'unica cosa che lo rende felice il fine settimana è andare a trovare i suoi genitori e guardare le partite di calcio della sua squadra. Per questo da anni non possiamo uscire quando trasmettono una partita e se c'è un invito da parte dei suoceri io non ho il diritto di replicare o dire di no, ma vengo sgridata, ignorata e isolata se non accetto. I miei suoceri hanno a pranzo mia cognata e il marito tutti i fine settimana. Se noi non andiamo insieme a trovarli mio marito va lo stesso da solo, se no generalmente passa il tempo sul divano senza aver voglia di fare nulla. Non mi chiede quindi mai prima che cosa possiamo fare insieme, se propongo un'uscita per una manifestazione o un'attività culturale, mi fa capire o mi dice che si annoia. Io poi non vado quasi mai dai miei suoceri, perchè la preferenza verso di loro si manifesta anche negli altri aspetti della nostra vita, anche nelle scelte educative che riguardano nostro figlio. Mio marito infatti non vuole mettere limiti ai genitori, è sempre desideroso di stare con loro e di fare quello che chiedono, non vuole scontentarli o peggio litigare. Soffro moltissimo per questa situazione, sento da sempre che il nostro tempo insieme è già deciso e non posso fare nulla.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Daniela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condivedere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL