Innamorata dell’amante ventenne

Veronica

Ho 34 anni e sono sposata con un uomo 12 anni più grande di me. Siamo insieme da 7anni in totale. (3 di matrimonio). Subito dopo il matrimonio ci siamo trasferiti in California. Abbiamo passato momenti duri tra burocrazia, Covid e stando lontano dalle nostre famiglie e dagli amici. La nostra vita sociale qui è molto ridotta. Lavoriamo insieme. Un anno fa arriva A un ragazzo di 20 anni. Attraente ed intrigante ma non gli ho mai dato molto peso e lo consideravo troppo giovane per me e non ho mai pensato di tradire mio marito, mesi fa A inizia a farmi delle avances, io cerco di rimanere distaccata e di ricordargli che sono sposata. A dicembre facciamo una festa aziendale e come abbraccio tutti gli altri per lo scambio degli auguri lo faccio con lui. Sento una scintilla, un brivido lungo la schiena. Al mio compleanno stessa cosa, arrivo a lavoro e lui è il primo che mi abbraccia per farmi gli auguri. Inizio a pensare ad A sempre più spesso e quando lo vedo il cuore accelera. Ci scambiamo i contatti social e il numero di telefono. Iniziamo a sentirci tutti i giorni e parliamo fino a notte fonda. Le conversazioni si fanno sempre più spinte e finiamo per fare sesso in un bagno pubblico durante la pausa pranzo. Mille emozioni mi pervadono, senso di colpa ma anche eccitazione euforia.. mi sento diversa…come rinata. Ho cercato di chiudere poco dopo un mese ma poi ho ricominciato a sentirlo e vederlo sempre più frequentemente. Mi confessa di aver perso la verginità con me. Sono passati 6mesi…sono disperata. Non voglio deludere mio marito ma ho perso la testa per A e lui per me. Quando non lo sento sto male, sono gelosa, temo possa conoscere qualcuna della sua età e scaricarmi. Con mio marito le cose vanno bene, lui è quello di sempre, stravede per me, io mi sento diversa più distaccata. Mi dispiace fargli questo ma allo stesso tempo sono tentata di mandare all’aria la mia vita per A giovane intrigante che mi ha sconvolta a tal punto da non mangiare e non dormire. Ho perso oltre 15kg in questi mesi. Mi sento nuovamente donna e ammirata. Ho iniziato ad inventare scuse per uscire di casa e vederlo appena possibile. Mi sento una stupida alla mia età a pendere dalle labbra di un 20enne ma è così’. Mio marito non mi ha mai fatto mancare nulla ma credo sia subentrata la routine e la monotonia che inizialmente giustificavo come “normale” dopo diversi anni insieme. Ho pensato che lavorare insieme possa essere un ulteriore “aggravante” per così dire che incida sulla monotonia e sulla mia sensazione di sentirmi sempre “controllata da lui”. Abbiamo litigato un paio di volte a causa di A perché lui sa che io gli piaccio e ha scoperto che chattavamo ma ho sminuito sempre la cosa come se a me non importasse, non immagina di più. So che finiremo per soffrire tutti e non so come uscirne. Mi dico che ormai il nostro matrimonio è rovinato e ho paura di pentirmi di quello che ho fatto ma al tempo stesso ho questa voglia irrefrenabile di stare con A. Conoscerlo meglio ed avere una storia normale con lui. Oltre a rovinare il rispetto e la fiducia che mio marito ha per me ho il problema di trovarmi in un paese straniero con tutto quello che ne segue, sono sola e il mio visto è legato al suo lavoro. Ho cercato di riassumere il più possibile.. ringrazio chi mi darà un consiglio anche se so che dovrò prendere una decisione prima o poi è che in ogni caso soffrirò.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Veronica, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL