Problemi di coppia e personali nella coppia

Giuseppe

Buongiorno, vi scrivo perché mi trovo in una situazione che purtroppo da solo non riesco a trovare la soluzione e l'unica cosa che mi importa è di non sbagliare o ferire l'altra persona. Io ho 41 anni e lei 42.
Cercherò di essere breve. Convivo con la mia compagna da 3 anni e mezzo ormai. All'inizio della nostra storia, visto che abitavamo a 120km di distanza, ci vedevamo solo i fine settimana, andavamo in albergo oppure ci organizzavamo qualche fine settimana carino da passare insieme. Poi dopo 6 mesi circa per motivi legati alla perdita del mio lavoro, c'è stata l'opportunità di avvicinarmi presso di lei, perchè avevo trovato un lavoro a 30km da casa sua. Oggi faccio un lavoro, lavorando direttamente a casa e guadagnando bene. Nel frattempo all'epoca era venuto a mancare il padre di lei, quindi diciamo che nei primi 6 mesi stava succedendo di tutto e di più. Entrambi abbiamo deciso di trovare un appoggio momentaneo presso casa sua, così da poter stare insieme ed evitare di vederci solo i fine settimana e di affrontare il rapporto da "persone adulte". In casa dove viveva c'era la Mamma e la Sorella. Lei prima di me aveva avuto un matrimonio con un tossicodipendente per 8 anni, dopo di che lei era tornata a casa dalla madre. Da subito c'è stato sempre da parte mia la volontà di trovare una casa per vivere assieme, e di non stare in casa con la madre e la sorella, non avrebbe avuto senso vivere in quella condizione, anche perchè all'inizio la madre di lei non aveva tanto piacere a tenermi in casa, specialmente dopo la morte del marito avvenuta qualche mese prima. In tutti modi, durante le vacanze nel 2019 ci siamo accorti di aver concepito un bambino. Fu una notizia stupenda, A casa sua dopo questa notizia, subito hanno smorzato la nostra volontà di farci andare a vivere a casa in affitto, ma di rimanere in casa, così che la mamma di lei si sarebbe preso cura della figlia per i prossimi mesi. Purtroppo dopo questi 3 mesi, a causa di una gravidanza bianca, lei ha fatto il raschiamento e quindi ci sono stati due o tre mesi bui da attraversare. Il nostro rapporto sessuale è andato sempre alla grande, senza problemi. L'unica cosa è che da quando abbiamo iniziato a vivere in questa condizione famigliare, giustamente le cose sono cambiate perché non eravamo soli in casa e c'era sempre il pensiero fisso che all'improvviso qualcuno entrasse in casa o che ci sentisse. Ho iniziato ad avvertire subito i primi disagi, il non sentirmi pienamente a casa mia, mia suocera che purtroppo non è autonoma, non cammina bene, non guida, e ci vuole qualcuno che sta appresso a lei. Se andiamo in vacanza, dobbiamo sempre andare con tutta la famigliola felice dove c'è una zia ubriacona, una sorella narcisista ed una madre che se decide una cosa, devono fare tutto come dice lei. Da sempre le ho fatto sempre notare il disagio, il non avere un rapporto totale con lei, e man mano il tempo passava le situazioni peggioravano. Lei è assorbita dal suo lavoro e dalle problematiche del suo lavoro, è sempre triste, negativa, ogni momento felice deve sempre trovare qualche pensiero che le porta ansia e stress. Di notte mentre dorme si fa brutti sogni ed urla ed ogni qualvolta provo a parlare di questi problemi, lei come "pezza" ripiegava sulle sue problematiche lavorative e di come si trova in difficolta. Più volte negli anni gli ho chiesto di andare a vivere insieme e di trovare casa in affitto per STARE INSIEME IO E LEI, lei mi rispondeva sempre che già aveva spese per il suo lavoro e non poteva permettersi altre spese. Anzi se si dovevano fare spese, al massimo preferiva farle eventualmente per ristrutturare casa sua e non buttare soldi in affitto. Però se un fine settimana si dovevano spendere 300/400 euro per andare alle Terme, oppure per un aperitivo se si devono fare 60km ed andare a Pozzuoli, non c'è problema i soldi escono. Oggi dopo 3 anni mi ritrovo ancora in questa situazione, sono quasi 1 anno e mezzo che non c'è un rapporto sessuale, dove sembra che i problemi siano solo il suo lavoro e la sua situazione psicologica, provo un forte disagio nel vivere in questa situazione, non vedo una coppia, non c'è intimità. non vedo un futuro, per un periodo si parlava di matrimonio, ora neanche quello si parla più. Vivo in casa con lei, la madre e la sorella, dove non posso nemmeno decidere su qualcosa, ed anche se voglio dire un Vaffanculo in una discussione non posso farlo perché non vivo a casa mia, in un posto che non sento casa mia. Qualche giorno fa stanco di tutte queste situazioni, che nel tempo mi hanno anche procurato problemi di salute come stress, pressione alta ecc...., ho deciso di riparlarle ulteriormente di questa condizione, e lei effettivamente mi ha dato ragione, naturalmente dopo un pò è ripartita in loop dicendomi i SUOI problemi che le affliggono l'esistenza, piuttosto che capire quale fosse il vero problema di NOI COME COPPIA. Lei mi ha confermato che si trova in un periodo dove ha paura di fare tutto, di fare una scelta, di non sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Racconta sempre la stessa cosa. "Dopo gli 8 anni di matrimonio che mi ha dilaniata, poi come stavo iniziando a stare bene fisicamente e psicologicamente c'è stata la morte di mio padre, poi dopo 8 mesi la morte di mio zio, poi sono cominciati i problemi del mio lavoro, e ad oggi sembra che ogni cosa di positivo che c'è nella mia vita deve succedere qualche cosa che la faccia andare male, quindi ho paura che qualsiasi cosa faccio vada male, e mi trascino le cose appresso, anche nei momenti in cui sto bene vengo travolta da pensieri negativi che mi portano ansia e non sto bene."
Alla fine di tutto le sue risposte sono state che NON VEDE SOLUZIONI
Lei non può permettersi di pagare altre spesi al di fuori di quello che già ha
Le uniche soluzioni, o meglio scelte che posso fare sono 2.
PRIMA: Rimanere ancora in questa condizione, per evitare un rapporto (che non c'è) nella speranza che qualcosa o qualcuno faccia il miracolo,
SECONDA: Accollarmi totalmente le spese di un affitto di casa, di badare a quelle che sono le cose in una casa, mentre lei continua come ha sempre fatto a vedere le sue cose.

Facendo un riassunto breve, vedo solo che da dove abitano ho fatto la scelta di spostarmi, cercarmi un lavoro, che da subito mi ha dato la possibilità di poter avere una stabilità economica e sostenere le spese necessarie per vivere, lei è sempre rimasta dove stava, credo si sia adagiata nella condizione di vivere a casa della mamma, dove c'è chi cucina, lava, rassetta casa ecc.....Personalmente le ho espresso la decisione di tornarmene a casa e semmai di cominciare a rivederci i fine settimana come facevamo una volta, quando le cose andavano bene. Non ha nessun senso per me vivere in questa condizione, specialmente dove c'è una "condizione mentale" di lei, che va risolta, e non credo io posso fare qualche cosa.

Non so se la mia scelta è giusta o sbagliata, ma io sento il bisogno di allontanarmi perché mi sento consumato da, e come dicevo prima anche con problemi di salute. Ogni qualvolta ne parlo con lei sembra di rivedere lo stesso film.
Non vedo via d'uscita, ma forse mi sbaglio

P.S. se non l'ho accettato prima, non sono sposato, ma conviviamo e non ci sono figli

vi ringrazio in anticipo della risposta

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Giuseppe,

da come scrive si osservano da subito i tentativi che lei ha provato fare ma anche quanto sia difficile la comunicazione tra di voi.

Ragione? Torto? Poco importante la cosa su cui riflettere è cosa mi fa star bene, cosa si può valutare insieme o come valutare un eventuale cambiamento.

Capisco le difficoltà famigliari del passato. Ora però come dice anche lei sono passati molti anni e forse la sua compagna ha proprio un po' paura di vivere un cambiamento importante e "forte" come una convivenza a 2.

Potreste valutare un supporto psicologico individuale dove entrambi farvi aiutare e vedere se le cose pian piano migliorano oppure una terapia di coppia dove insieme iniziare un nuovo dialogo, costruttivo e in un luogo senza giudizio.

Quello che lei sente provi a dirlo alla sua compagna, le esprima questo suo senso di soffocamento e valuti senza giudicarsi cosa la farebbe stare meglio e se c'è eventualmente ancora un'ultima possibilità per la coppia.

Resto a disposizione per informazioni, richieste e/o eventuale consulenza

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino e online  

Salve Giuseppe, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio provocato da questa situazione e quanto possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che voi possiate richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarvi ad identificare strategie utili per identificare e gestire quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che vi impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buonasera Giuseppe la progettazione in amore è il motore 

La terza scelta c'è..quella di andare via da questo loop 

Non credo sia quello che voglia però ..

In amore si rischia..in questi anni lei è cresciuto la sua compagna invece vive nel passato non godendosi il presente ne assaporando il futuro

Inizi un percorso anche individuale che l aiuti ad uscirne e a fare uscire la sua lei da questo blocco non deve continuare a fare tutto da solo