Relazione con un narcisista?

Paola

Caro Dott, un anno fa circa ho conosciuto un ragazzo di 30 anni, come me, inizia una frequentazione che parte più con molta attrazione fisica e passione; dopo 3 mesi, lui mi dice che non sa se vuole una storia, e non ha chiaro cosa voglia nelle vita, non si è innamorato; complice il lookdown non uscivamo mai, non facevamo esperienze fuori, io esprimo questa necessità e la cosa prosegue, dopo qualche mese mi dice che con me sta bene, che anche caratterialmente siamo compatibili, che siamo una coppia ma non sta pensando alla convivenza. Passiamo le ferie insieme, due settimane h24… finché, a settembre io torno a lavoro, vivo una situazione di disagio e nella coppia non so più mille come prima, in questo esatto momento lui mi lascia, mi dice che non prova nulla per me che una relazione non sa se la vuole ora, tra 10 anni o morirà domani (testuali) che per me è sicuramente stata una doccia fredda, che il suo modo essere sempre appiccicato a me, affettuoso era un modo di fare, “ora faticherai a fidarti degli uomini credo”, “ora stai male, starai male.. io non posso saperlo, non L ho mai provato”. Dopo avermi lasciato ha iniziato a spiarmi costantemente sui social, non facevo in tempo a postare una foto e lui già L aveva vista. Stessa cosa con la ex, dopo 5 anni “io arrivo in un punto che non provo nulla, con lei L ho portata avanti troppo”. Dai 24 ai 30 più nessuno. Con me è stato un anno. Mi chiedo, perché esprimere tanta cattiveria verso una persona che ha condiviso con te un anno? Si tratta di narcisismo o immaturità?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Paola, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa scelta possa essere importante per lei ed impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL