Problemi sessuali

Calo del desiderio

Mara

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Salve,
Sono una ragazza di 26 anni sposata da 2 anni con un ragazzo di 32. Stiamo insieme da 5 anni e ci amiamo tanto ma abbiamo un grande problema: la sessualità. Entrambi abbiamo deciso di arrivare al matrimonio vergini, quindi nessuna esperienza prima. Avevamo però un grande desiderio l’uno nei confronti dell’altro. Una volta sposati non siamo riusciti ad avere un rapporto per un anno intero perché ho sofferto di vaginismo. Dopo essermi rivolta ad una sessuologa ho risolto ma i problemi non sono terminati. Sin dall’inizio la frequenza era di un solo rapporto a settimana dalla durata di 30 secondi dove io non sento nulla, potrei benissimo fare altro in quei momenti. Riesco comunque a raggiungere il piacere con la stimolazione esterna da parte di mio marito.
I problemi sono due:
-mio marito ha un basso desiderio ed è sempre stato così tant’è che anche quando era più giovane si masturbava solo una volta a settimana/ogni 10 giorni e poi basta non sentiva la necessità. Lui mi dice sempre che non è colpa mia e che sa che qualunque uomo al suo posto non mi avrebbe lasciata un attimo, infatti sono una bella donna, vado in palestra, mi prendo sempre cura di me stessa e indosso sempre completini sexy ma nulla, non fa effetto. Finisce sempre che mi addormento in lacrime. Molti uomini ci provano con me tuttora e mio marito che mi ha con lui non mi desidera.
-il secondo problema è che io ho sempre avuto un forte desiderio anche da ragazzina, che si è abbassato a zero credo per il vaginismo, l’ho vissuta male e penso abbia influito, tanto che prima di sposarmi mi masturbavo esternamente 3/4 volte a settimana, ora sono come anestetizzata, oltre al non avere rapporti non mi masturbo neanche e non ho desiderio verso nessuno. E questo mi frustra perché io non ero così e avevo una libido molto forte. Ma a differenza sua anche se non ho il desiderio vorrei comunque avere più intimità con lui, lo cerco, lo stuzzico, ma essere rifiutata fa male.
Questa situazione mi fa sentire molto frustrata e piango sempre. Ora sto andando da una psicologa sessuologa sia per la frustrazione che sto vivendo ma anche perché ho un disturbo ossessivo purtroppo.
Mi potete aiutare? Vi sto scrivendo in lacrime, questa situazione non riesco a reggerla da sola
Grazie

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Mara,


mi sembra che nonostante lei e suo marito abbiate più punti in comune di quanti lei oggi ne vede. Da ciò che lei racconta sembra entrambi avete atteso di perdere la verginità dopo il matrimonio. Probabilmente questo avrà accresciuto una certa aspettativa nei confronti del vostro rapporto sessuale, aspettativa che non si è concretizzata purtroppo a causa del vaginismo. Il vaginismo, come avrà potuto affrontare con la sessuologa, è legato al dolore e alla paura, non solo della donna, ma anche del partner. Questo può aver modificato la rappresentazione del vostro immaginario della sessualità di coppia, potrebbe aver influito sul vostro desiderio, appesantito dagli insuccessi e dalle frustrazioni dovute alla difficoltà di provare un piacere condivisibile.


Credo sarebbe importante creare uno spazio di coppia, dove poter far luce dapprima alle risorse a cui potete attingere a livello sentimentale. E' importante in questo momento, ritrovare un armonia tra voi, anche al di fuori della camera da letto se necessario, in modo da potersi esprimere successivamente in un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi.


Affrontare i dubbi, le paure e i desideri che ognuno di voi ha, anche separatamente dall'atro, potrebbe creare un ponte comunicativo, una modalità diversa di dialogo per provare a capirsi meglio e così a ritrovarsi.


Mi rendo disponibile per un colloquio online e le auguro un piacevole ritrovamento.


Dr.ssa Michaela Mortera


 

Carissima Mara,


la situazione che descrive deve essere molto difficile per Lei ma sembra che abbia anche trovato una soluzione al problema che tanto la fa star male. Ha intrapreso un percorso terapeutico e questa è un'ottima scelta.


Mi sembra però che gli incontri con la psicologa non riescano a sollevarla dall'angoscia: ha riferito questo alla terapeuta? Forse potrebbe chiedere di aumentare la frequenza delle sedute per questo periodo. La soluzione non arriverà subito, ci vorrà un po' di tempo.


Un caro saluto


Dott.ssa Fornari Daniela


Iseo (BS)

Buongiorno,


forse è opportuno che vi rivolgiate insieme ad uno/una specialista. Comprendo dal suo racconto che lei è intervenuto su di "sè" dapprima per il vaginismo ed ultimamente per la frustrazione che vive: poco invece raccologo della posizione di sua marito rispetto al "farsi aiutare". Credo sia opportuno che la "coppia" prenda uno spazio di terapia con uno/una specialista magari proprio in sessuologia.

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