Eccitazione o sessualità?

Alberto

Buongiorno Dottori,

Sono un ragazzo di 26 anni, fidanzato da 3 con una ragazza stupenda a cui voglio molto bene ed amo.

Mi definiscono una persona empatica ed emotiva, mi piace parlare con la gente, ascoltare le loro esperienze e quando ne sentono il bisogno so confortarle; negli anni mi è capitato molte volte di ricevere complimenti da altre ragazze per questa mia caratteristica, dicendo che gli "altri" non sono come me, che sono una persona speciale.
Gli altri maschi mi davano del gay o della femminuccia, non ho mai fatto parte di nessuna compagnia, squadra o comunque congrega di ragazzi che facevano i duri.

Vi scrivo per una domanda che mi pongo da tanto tempo:
Fin da quando ho cominciato a masturbarmi ho guardato molti porno, quelli etero non mi hanno mai eccitato molto a meno che l'attrice non avesse delle caratteristiche simili alle persone che magari trovavo attraenti nella vita vera, tra queste anche mia madre.
Mi vergognavo molto di questa cosa, infatti non lo faccio più.
Negli anni i miei fetish sono cambiati, ho iniziato ad usare dei toys su di me ed ho smesso di guardare porno etero.

In questo momento mi trovo in una situazione assai scomoda, nella vita vera sono fidanzato, amo la mia ragazza, stiamo costruendo un futuro insieme, il rapporto di coppia è abbastanza complice anche se nella sfera sessuale secondo me sto sbagliando a non fare abbastanza l'amore (sto seguendo una terapia al litio e prendo rolazepam per dormire, sapevamo che avrebbe abbassato la libido).
Invece, quando sono da solo, ho in mente solo porno gay o trans, con me passivo.

Mi sento un impostore, sto mentendo alla mia ragazza o è normale avere "due facce"?

Grazie per le risposte...

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Alberto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL