Flirt con collega al lavoro

Alberto

Buongiorno Dottore,

Scrivo questo messaggio per sfogo, non avendo nessuno di fidato con cui confidarmi e chiedere consiglio.
Ho 27 anni, ho un lavoro stabile, vivo da solo in affitto, ho una fidanzata da 3 anni che amo con tutto il cuore, Lei è davvero la persona che voglio amare per il resto della mia vita, con la quale supererò ogni difficoltà della vita.

Lavoro come addetto qualità in una fabbrica, il mio lavoro mi permette di lavorare in autonomia, cammino tra le varie linee di produzione e faccio i miei lavori senza essere disturbato; mi piace davvero questo lavoro, in 3 anni non ho mai avuto pensieri di lasciarlo.
Il rapporto tra i colleghi è abbastanza distaccato, a parte qualche piccola battuta alla macchinetta del caffè, tranne con una collega che chiamerò Maria.

Maria è più grande di me, ha 35 anni, sposata con due figli che vanno alle elementari. Appena arrivato l'ho trovata molto disponibile al dialogo e simpatica, in 3 anni di lavoro qui ho instaurato un ottimo rapporto di collaborazione con lei e penso sia anche un ottima amica.
Nei momenti di calma parliamo anche della nostra sfera privata, Lei mi ha confessato di avere seri problemi a casa con suo marito, lo descrive come alcolista e poco responsabile e anche violento.
Non potendo fare molto le ho solo detto che se la situazione è invivibile deve agire e cambiarla, valutare il divorzio e l'allontanamento forzato se proprio si deve.
Infatti dopo 2 anni la situazione non è cambiata e Lei ha deciso di divorziare.

Tornando al presente, ora Lei sta ultimando le carte del divorzio e vedo che i suoi discorsi stanno cambiando, ha cominciato a fare apprezzamenti verso i miei confronti, anche con riferimenti sessuali.
Inizialmente pensando stesse scherzando ho continuato anche io con le battute a sfondo sessuale, però dopo alcune volte Lei ha confessato che avrebbe veramente l'intenzione di avere un rapporto con me se volessi.

Io, innamorato della mia fidanzata, l'ho immediatamente rimessa al suo posto dicendole che non sono interessato.
Però dentro di me ora c'è un conflitto che mi sta facendo soffrire, l'idea di avere un rapporto con lei mi piacerebbe non solo carnalmente ma anche mentalmente, in 3 anni abbiamo costruito un ottimo rapporto.
Non voglio però rovinare la nostra amicizia, inoltre se i miei titolari lo venissero a scoprire sarebbe un disastro, potrei perdere il lavoro.

L'idea di tradire la mia fidanzata mi nausea, immaginare che lei lo faccia a me ancora peggio, mi ucciderebbe.

Ho tanti sensi di colpa, cosa potrei fare?

NB: Sono sotto cura per depressione e bipolare tipo II con Resilient e Rolazepam.


3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Alberto,

come prima cosa complimenti per la sua alta capacità introspettiva e per riuscire a descrivere abilmente le sensazioni emotivi ma anche i pensieri a riguardo.

Si sente l'amore che lei prova per la sua fidanzata potrebbe anche essere una semplice "infatuazione" non tanto della collega come donna ma anche un po' semplicemente il potersi ri-sentire osservato ed apprezzato come uomo. Certo che se nella coppia le cose vanno bene anche la sua fidanzata lo farà ma è un aspetto diverso sentirsi così dal nuovo. 

Lei mi sembra molto ancorato al pensiero e alle emozioni che prova per la sua fidanzata. 

E' seguito da uno psicoterapeuta anche per la diagnosi ricevuta? Perchè potrebbe valutare dei colloqui per parlare di queste emozioni, dei pensieri che sta vivendo, di questo senso di colpa che si sente dentro e grazie ad una riformulazione personale trovare una sua risposta maggiormente lineare e che lo possa portare  a vivere un "viaggio" meno tortuoso. 

Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive e/o eventuale consulenza.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Alberto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno,

penso abbia già chiaro cosa non converrebbe fare almeno razionalmente per non intaccare il suo rapporto di coppia e non inquinare l'ambiente lavorativo.

Mi sembra inoltre che lei abbia consigliato la sua collega nel miglior modo possibile (anche uno psicologo raccogliendo gli elementi riferitegli dalla sua collega consiglierebbe di impugnare il rapporto piuttosto di strascinarlo con un alcolista violento e dei figli a carico).

Riguardo l'attrazione verso la collega, questo è un aspetto un po' più complicato...Potrebbe essere che qualcosa nelle sua collega lo attira emotivamente e che quindi la sua collega abbia intuito la cosa, come potrebbe essere che la sua collega vede in lei una speranza per un nuovo rapporto più sereno di quello con il marito...purtroppo queste sono solo ipotesi che necessiterebbero un approfondimento...cmq le consiglio di essere chiaro con la collega...potrebbe esserle utile però parlare con un professionista circa quello che prova emotivamente nei confronti della collega

Un saluto

dott. Daniele Cason