Vaginismo

Non riesco a farmi penetrare. Cosa posso fare?

Claudia

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Salve, ho 20 anni e sono fidanzata da 5 anni. Ormai è da 2 anni che io e il mio fidanzato abbiamo deciso di avere rapporti sessuali ma non ci siamo mai riusciti, cioè io non ci sono mai riuscita. Ho troppi dolori e non riesco a farmi penetrare, mi sento “chiusa“. E poi penso di perdere la mia eccitazione proprio in quel momento, forse perché mi blocco. Ci provo lo stesso ma niente. Noi è da tre anni che abbiamo una relazione in distanza e tra un anno abbiamo deciso di convivere ma non so come andranno le cose. Lui dice che mi aspetterà perché mi ama ma io ho paura, paura di perderlo. Il nostro amore ha superato tante sfide ma dopo 5 anni sicuramente è qualcosa che deve succedere per completare il nostro sentimento e la nostra relazione. Sono disperata, aiutatemi per favore. grazie (e scusatemi per il mio italiano perché sono inglese)

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Claudia,
La sua richiesta denota preoccupazione e richiesta di aiuto. Mi sento di consigliarle di ampliare lo sguardo con cui sta affrontando la cosa. Sarebbe importante ripercorrere la sua storia insieme ad uno psicoterapeuta per provare a rileggere insieme il significato profondo che può avere il suo sintomo nella sua vita e in questa precisa fase. “Penetrazione“ può evocare emozioni molto diverse a seconda del significato che assume per lei l'esperienza fisica. Cosa rappresenta il corpo?il diventare adulto? La fertilità? ed una maternità potenziale? La fusione con uomo? ecc..ecc. ho riportato solo qualche esempio per rendere l'idea di come possa essere ricca e complessa la faccenda. Al contempo, trovare una nuova chiave di lettura del suo malessere,potrebbe consentirle di comprendere la situazione e superarla! Io lavoro a Parma ed ho un approccio sistemico integrato. Le faccio i miei auguri per un cammino di apertura e crescita e per un buon incontro professionale.

Salve Claudia,

Mi chiamo Federica Laise e sono una psicologa che lavora nell'area di Modena. E' difficile per me poter comprendere la situazione che sta vivendo, le sue emozioni e i pensieri che la accompagnano, senza poter vederla di persona.

Dal suo messaggio mi sembra di capire che lei abbia espresso diversi tipi di paure legate non solo alla sessualità, ma anche ad aspetti che riguardano la sua relazione, la sua crescita, il suo progetto di vita. Leggendo le sue parole ho provato come un senso di pesantezza per la situazione che sta vivendo, e un autentico desiderio di cambiamento.

E' vero che molte donne riportano esperienze simili all'inizio della propria attività sessuale, o che questo potrebbe anche essere legato ad aspetti fisici, ma non so se questa informazione sia in grado di alleviare il malessere che prova in questo momento.

Anche se le esperienze possono sembrare simili, ogni persona porta con sé un vissuto soggettivo e personale che dà significato a questa situazione. E' importante che lei possa vedere quello che sta vivendo in modo contestuale, all'interno della propria storia di vita.

Condividere i suoi pensieri è forse stato il primo passo per esplorare le sue difficoltà all'interno di una relazione e per questo credo che potrebbe considerare l'idea di rivolgersi presso il suo consultorio familiare di riferimento o da un professionista privato per vagliare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico.

Resto a disposizione e la saluto cordialmente

Aspetta a sposarti: il corpo parla il dialetto dell'inconscio! Non lo dico io ma Freud: inconsciamente non vuoi o quell'uomo o la penetrazione. Da qui non si esce. Mi dispiace, ma è meglio prima che dopo...tutto quello che ti si può dire in più è un riempitivo. Se graviti, come mi sembra di aver capito, intorno a Modena, vai dalla dr.ssa  Elena Gozzi, non è l'unica, ovvio, ma la conosco e mi sento di poterla consigliare.

Buona sera Claudia,

è opportuno affrontare la situazione in modo integrato e gradualmente, al fine di superarla senza permettere a pensieri distruttivi di rovinare la relazione in corso (spesso la mente corre verso conseguenze negative prima che esse stesse si verifichino).Consiglio quindi di effettuare sia degli accertamenti medici a riguardo, sia di chiedere sostegno ad uno psicoterapeuta per affrontare queste difficoltà anche da un punto di vista psicologico ed emotivo (componenti spesso molto influenti ma pienamente gestibili).

Seguo da tempo situazioni di questo tipo e sono spesso frequenti e affrontabili, mi creda, a patto che si riceva aiuto professionale qualificato, in piena libertà e con disponibilità a poter affrontare le difficoltà presenti. 

Nella speranza di poter esser stato d'aiuto, resto a disposizione per eventuale consuelnza.

Buona serata.

Cara Claudia, per poterti aiutare bisognerebbe approfondire tanti aspetti ed escludere diverse variabili. Diciamo che se hai già fatto una visita ginecologica per capire se ci sono problemi di natura medica e non ce ne sono, se hai già provato ad utilizzare liquidi lubrificanti che possano aiutarvi durante il rapporto sessuale ma non funziona, potremmo essere di fronte ad un disturbo sessuale, nello specifico da dolore sessuale. Per le donne se il dolore è presente solo durante i rapporti si parla di due disturbi nello specifico, dispareunia e vaginismo, se invece il dolore sussiste anche in assenza di rapporti si parla di vulvodinia. In tutte le condizioni descritte precedentemente sarebbe utile approfondire l'argomento in una consulenza con uno psicoterapeuta, esperto in sessuologia, o che comunque conosce i disturbi sessuali e come trattarli.

Esistono in psicoterapia dei trattamenti che permettono di migliorare attraverso un progressivo rilassamento muscolare in contrasto con la contrazione riflessa e involontaria dei muscoli vaginali che nel Vaginismo ad esempio impediscono la penetrazione. Su Modena ci sono diversi professionisti che se ne occupano, non dovresti avere difficoltà a trovare qualcuno. Se hai bisogno di altro contattami pure.

Buongiorno,

Innanzitutto il suo italiano è perfetto. Grazie del coraggio con cui riesce a parlare di ciò che in questo momento la sta disturbando. Quanto la sta preoccupando è molto frequente nelle donne soprattutto all'inizio della propria sessualità di coppia. Il fatto che il suo compagno le dica, sinceramente, che la ama dovrebbe già essere qualcosa che la tranquillizzi. Se anche lei lo ama, avrete tempo per conoscervi e scambiare il vostro amore in modo sempre più naturale e libero di paure. In primo luogo mi colpisce che si decida di avere rapporti completi. Normalmente, in questi casi, è uno che decide e l'altro che accetta. Quando si fanno le cose insieme davvero, l'amore sfocia spontaneamente nel rapporto. Forse è ancora presto e non per forza per lei. Magari anche per il suo compagno. Vede...quando si è una coppia è come diventare una cosa sola e l'uno può percepire ciò che l'altro non si concede di  esprimere. La seconda cosa su cui mi permetto di dire cosa penso riguarda la chiusura di cui parla. Ciò rimanda allo stato emotivo di cui il corpo subisce solo la ricaduta. Le emozioni ansiogene che le bloccano il piacere al momento della penetrazione sono emozioni normali all'inizio e non hanno una durata decisa a priori. Intendo che magari a lei due anni possono sembrare tanti, ma infondo mi sembra di comprendere da quel poco che ho letto che più che per se stessa, lei pensa che siano troppi per il suo fidanzato. Lasci che lo decida lui questo e, come riesce va benissimo,  non abbia paura della paura, perchè cadrebbe in un paradosso. Chi ama, come le ripete il suo fidanzato, ama per come è la sua compagna e non vorrebbe nessun'altra, perchè in amore non esiste una più brava, una migliore, una più bella, una che faccia star meglio, una che doni più piacere della propria fidanzata.

Spero di averla aiutata un po'. E infine, se posso, le consiglio di farvi molte carezze, darvi molti baci, tenere lunghissimi preliminari, parlare e ridere tanto, anche accettando di perdere il controllo.

Gentile ragazza,

il Suo disturbo è probabilmente VAGINISMO: Spasmo muscolare involontario che rende impossibile la penetrazione a causa del dolore (Vaginismo e cure efficaci) più diffuso di quanto si creda.

Le terapie sessuali hanno un ottimo risultato con questo disturbo e dunque La indirizzo presso una Sessuologa clinica della Sua zona.

Tenga anche conto che l'ultima settimana di settembre ci sarà la "Settimana del benessere sessuale FISS", dove alcuni sessuologi offriranno consulenza grauita. Ne approfitti. Non attenda oltre!

Cara Claudia ,

il disturbo di cui lei soffre si chiama "dispareunia", e riguarda appunto la difficoltà, fino all'impossibilità, di abbandonarsi totalmente all'atto sessuale completo. Dal suo racconto emerge comunque un dato molto positivo, cioè la sua capacità di eccitarsi, il desiderio e l'amore che prova per il suo ragazzo che indicano sul piano psicologico una adeguata maturità e completezza di sentimento. La problematica che lamenta, può trovare la causa in due ordini di fattori. Il primo da accertare ed eventualmente confermare od escludere, è il dato organico. La invito perciò a sottoporsi ad una visita ginecologica al fine di comprendere se non vi siano piccole disfunzioni a livello della sfera genitale. Una volta fugato ogni dubbio riferito a questa eventualità, ma solo allora, potrà prendere in esame l'ipotesi di fissare  qualche appuntamento con uno psicoterapeuta per comprendere se vi siano  nei suoi trascorsi di vita,  episodi traumatici, o se esista per lei la difficoltà di superare alcuni tabù legati ad una educazione repressiva sul piano della sessualità, ed eventualmente proseguire  un percorso di comprensione e analisi di se stessa, coadiuvato dall'apprendimento di tecniche di rilassamento che in situazioni come la sua, si sono rivelate sovente molto efficaci

nella speranza di esserle stata d'aiuto

le invio cordiali saluti

Buongiorno, la situazione che lei descrive è conosciuta come vaginismo. E' un termine che vuol dire tante cose ma fondamentalmente si può dire che si tratta di una condizione psicologica di blocco emotivo che impedisce la penetrazione o la permette solo con dolore a volte insopportabile. La sua richiesta di aiuto psicologico dimostra che anche lei è consapevole che si tratta di una questione di ordine psicologico e in ciò si è già messa sulla buona strada per affrontarlo e risolverlo. Sarà necessario che lei si rivolga ad uno psicologo con cui fare una prima valutazione e inquadramento della situazione per poi passare a una fase di approfondimento psicologico ed emotivo che le permetta di elaborare i nodi che la bloccano. 

Cordiali saluti

Cara Claudia,
fare l'amore per la maggiorparte di noi è una scelta molto importante e speciale, coincide con un passaggio quasi epocale nella storia di ciascuno. Non c'è un'età o un momento della vita preciso in cui l'incontro "deve" accadere. Ciascuno agisce come sente e questo per spiegarti che non esistono "regole" fisse da seguire, ognuno di noi vive un proprio percorso. Deciderai sempre tu il momento e la persona giusta per te. Se il tuo ragazzo attuale è la persona con cui desideri fortemente che accada ed i dolori persistono potresti valutare l'idea di rivolgerti ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che saprà analizzare accuratamente il problema nello specifico e studiare con te un modo per risolverlo. Occuparsene online sarebbe impossibile. Si tratta comunque di difficoltà più frequenti di quanto immagini. Sono ottimista. Rispetto alla tua relazione e, nello specifico, all'idea che, visto il tempo ormai trascorso insieme, la convivenza sia una tappa obbligata, vorrei farti notare che si tratta di una TUA arbitraria convinzione. Sceglierai di convivere con lui solo quando lo vorrai nel profondo. Hai 20 anni appena, lo ami, ma stai crescendo, stai cambiando, imparerai molte cose nuove su te stessa. Decidi liberamente ma ricordati che non c'è fretta.

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