Ereutofobia

Da quando ho cambiato sede di lavoro soffro di ansia ed euretofobia

A.

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Da quando ho cambiato sede di lavoro soffro di ansia ed euretofobia,cosa che mi provoca notevole imbarazzo,l'ambiente in cui lavoro mi fa stare molto male, nn mi trovo coi colleghi,c'è qualche speranza?ho molta paura del loro giudizio

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, il suo problema rientra in quelli che vengono chiamati disturbi d'ansia(ansia, fobie, attacchi di panico etc..) e che possono anche manifestarsi con l' euretofobia. Cambiamenti nell'ambiente lavorativo, nell'ambiente familiare o nell'ambiente relazionale(amicizie , frequentazioni) non di rado portano a vivere il disagio che lei sta vivendo. Esistono diversi approcci utili a superare il disagio che Lei vive e di tempi brevi(terapia cognitivo comportamentale, terapia startegica Ericksoniana, terapia ipnotica) specifiche per il suo disturbo, il mio consiglio è quello di affidarsi ad un professionista psicologo/psicoterapeuta che pratichi la psicterapia psicologica breve. Per ulteriori informazioni le consiglio i seguenti testi: Nardone, "Paura,panico, fobie", edizione Ponte alle Grazie Watlawick/Nardone"L'arte del cambiamento", ediz. Ponte alle Grazie Gordon/Anderson"Psicoterapia Ericksoniana", ediz. Astrolabio Cordialmente,
Per il momento non mi preoccuperei più di tanto considerato che cambiare sede di lavoro e conseguentemente i colleghi, comporta un periodo di adattamento da parte sua e quindi una normale dose di ansia e imbarazzo. Deve darsi tempo e imparare a conoscere i nuovi colleghi, non sempre i cambiamenti sono negativi se cerchiamo di dargli un giusto valore anche come possibilità di crescita umana e professionale. Anche i suoi colleghi devono fare i conti con la nuova arrivata: ogni nuovo ingresso in un gruppo già costituito necessita di adattamento. Pertanto si dia del tempo per integrarsi nel nuovo posto di lavoro e consideri che il rossore muove sentimenti di accudimento e può essere interpretato come una involontaria richiesta di accoglienza. Non si vergogni della sua sensibilità. Se invece Lei è già consapevole che alla base di questo problema c'è un disagio più profondo può rivolgersi a uno specialista che possa aiutarla ad affrontare questo momento di transizione. Auguri e buon lavoro

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