Eritrofobia incubo costante

Luca

Salve, soffro di eritrofobia da più di 15 anni ora ho 42 anni, sono sposato ed ho 2 bimbi che spero non avranno mai questa maledettissima fobia. Molti dicono che tutto è basato sulla nostra paura del giudizio degli altri, ma come si fa a non pensare al giudizio degli altri se ti ridono in faccia, spesso mettono in dubbio la mia sessualità, ti credono un debole, io vorrei capire il motivo, solo perché divento rosso sono un debole oppure omosessuale oppure incapace, la mia autostima è pari a zero credetemi. Mia moglie sa del mio problema e di tutto quello che comporta, per fortuna ho una grande donna accanto, sono arrivato a dirle di lasciarmi, mi vergogno molto per quello che mi dicono gli altri, per farvi capire la mia sensazione di quando divento rosso e come se camminassi senza vestiti nel centro di una grande città, non auguro a nessuno quello che sto passando, sono stato già presso uno psicoterapeuta anni fa, purtroppo con pochi se non pochissimi risultati, sto pensando di rivolgermi ancora una volta ad un professionista per essere aiutato, per ritornare a vivere sereno e libero, buona giornata

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buonasera Luca, sono la dott.ssa Chiavaroli Gabriella. Lei ha specificato con parole molto incisive ed esaustive quello che vive, e si sente l'esasperazione di una situazione che si protrae da anni. Per questo motivo potrebbe essere necessario garantirsi una seconda possibilità di cura. Potrebbe essere utile fare un percorso terapeutico che affronti la sua storia e i motivi profondi che l'hanno resa insicuro. Ogni sintomo è una comunicazione di un malessere più ampio, che va affrontato con la massima cura e attenzione. Probabilmente la sua autostima è alla base del problema che manifesta, non solo una conseguenza.  Inoltre avere l'appoggio della sua famiglia rappresenta una risorsa importante per una buona riuscita della terapia. 

Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o necessità. Cordiali saluti!

Salve Luca, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Luca. Il cambio di terapeuta può spesso portare benefici e per questo motivo mi sento di supportare pienamente la decisione che sta pensando di prendere. Con gli strumenti adatti, si può imparare a gestire le fobie, riducendone l’impatto che hanno sulla vita quotidiana e nelle relazioni con gli altri. Indagando i significati che lei attribuisce ai diversi momenti in cui si sente sotto pressione, si potrebbe poi trovare un filo conduttore che lega tali momenti, dandole così la possibilità di cambiare lo sguardo con cui le guarda. È anche attraverso a questo processo che si può trovare sollievo.
Se decidesse di intraprendere questo tipo di percorso, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.