Morte improvvisa del mio animale domestico

Giusy

Buongiorno, Sono Giusy una ragazza di 23 anni, al mio fianco da 13 anni c'era il mio cagnolino Buch, un pinsher. Buch è arrivato a fare parte della mia vita in un periodo brutto per me, per vari eventi, ero finita in un circolo di depressione, lui è stato da sempre LA CURA ad ogni mio turbamento. Il mio pet, mi stava vicino sempre, passavamo intere giornate insieme, ed eravamo entrati in una vera e propria simbiosi. Ogni cosa io facessi, il mio cane la ripeteva nella sua routine. Credo che il mio "sbaglio" sia forse stato trattarlo come un fratello, non come un animale, desiderando tanto un fratello, ho preso lui e me ne sono presa cura come se lo fosse. Il giorno 28, alle ore 12.30 pm, ho dovuto prendere una decisione brutta, l'eutanasia. Alle ore 23, ho portato fuori il mio cane, ed ha avuto uno svenimento, dopo aver fatto tutti i suoi bisogni, sono entrata in panico, ma ho comunque reagito, facendo il possibile per farlo "tornare" ho utilizzato le manovre di rianimazione, insieme ad un mio vicino di casa, ma piano piano sembrava non ci fosse riparo a quella situazione, ma io ho fatto il possibile per rianimarlo, anche se non sentivo più i battiti e aveva ormai la lingua fuori. Siamo riusciti a rianimarlo ma sentivo che il mio cane fosse malato, in quel momento ho realizzato che forse lo avrei perso. Nel momento della ripresa, lo portiamo in un ospedale veterinario 24h per poter fari i vari esami, lo visitano, e ci dicono che il cane si era ripreso, ma che aveva bisogno di ulteriori approfondimenti, sembrava lo stessimo riportando a casa, ma io insistente cercavo di fare capire al veterinario che l'episodio era stato alquanto strano, per poter decidere di riportarlo a casa. In quel momento il mio cane ha avuto per la seconda volta lo stesso episodio, da quel momento ho capito davvero che avrei potuto non averlo più tra le mie braccia, lo hanno portato il sala operatoria, gli hanno fatto l'anestesia e hanno controllato la situazione con una tac. Sono tornati con il mio cane, ma tenendolo in braccio lo sentivo piangere, sentivo che non era in se, infatti il veterinario, ci conferma che il cane era malato di cuore, e che gli svenimenti in realtà erano infatti, causati di aritmie cardiache. In due ore, ho perso il mio cane, nel modo forse più brutto, perché si spera che i nostri amici a quattro zampe non soffrano mai, perché sono puri e meritano tanto. È passato poco tempo ma penso di essere in uno stato, chiamato trauma psicologico, non riesco a reagire agli stimoli esterni e rivivo quella situazione in loop durante il giorno, e anche mentre dormo. Secondo il vostro parere, cosa potrei fare, perché vorrei uscire, ma è come se il mio corpo avesse perso la forza anche per fare il minimo indispensabile.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Giusy mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Mi spiace molto per il terribile lutto che l'ha colpita, solo chi ha un animale domestico può capire quanto diventi parte integrante del tessuto personale. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essere l'ideale al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso all'evento da lei descritto che ha contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Giusy,

mi dispiace per la sua perdita. Anche se ognuno reagisce a proprio modo, la morte di qualcuno cui si è affettivamente legati è sempre un evento traumatico, che porta dolore e in parte un bisogno di riorganizzare la propria vita. Può esserlo in misura maggiore o minore, a seconda di quanto il legame fosse importante e di sostegno per la persona. Nella sua lettera ha parlato di "simbiosi", quindi è chiaro quanto il suo cagnolino fosse una grossa parte del suo mondo. Il lutto implica sofferenza e una elaborazione attraverso diverse fasi e se ora sente di non avere la forza per reagire, nonostante lo vorrebbe, è giusto che abbia scritto qui, per trovare un aiuto. Se lo desidera resto a disposizione per un colloquio. Può scrivermi per maggiori informazioni con l'apposito modulo dei contatti.

Un caro saluto

Francesca Fontana, Monza