Mio figlio rifiuta il disegno

Vania

Buongiorno,
Attualmente mio figlio frequenta il secondo anno della Scuola Materna. Ha compiuto 4 anni il 23 febbraio. È un bambino estremamente socievole, adora giocare con i bambini, esegue i giochi di imitazione, crea storie con le macchinine o altro, gioca con le costruzioni e con il Didò. Adora la musica e gli piace fare i balletti legati alla musica che ascolta. Ha iniziato molto tardi a parlare, nonostante tutte le altre tappe della crescita siano state rispettate: le prime parole le ha dette ai 3 anni (mamma, papà,acqua). Lo sblocco effettivo del linguaggio è iniziato a 3 anni e 10 mesi. Attualmente ha ancora delle difficoltà di pronuncia (spesso non dice bene tre lettere unite tipo SPAghetti oppure SCAtola, ma se fatte ripetere un paio di volte riescono), ha spesso fretta di fare i discorsi e occorre farglieli ripetere con più calma perché siano comprensibili. Ha sempre scarabocchiato ( dai 18 mesi) e sa disegnare se "costretto": se gli si dice cosa disegnare lui sa fare un volto, un corpo ecc. Il tratto è molto incerto e il disegno non è paragonabile ad un altro bimbo della stessa età (per esempio i disegni della sorella che è più grande). Rimane lì per un pochino se proprio deve, ma poi corre via a giocare. Cerca ogni scusa possibile per non disegnare o colorare. La motricità fine vista attraverso i giochi è normalmente sviluppata (sa infilare perline, apre le porte infilando le chiavi, sa ritagliare con le forbici ecc).
Non riesco a capire il motivo e se è il caso di effettuare degli approfondimenti da specialisti per questa cosa. Grazie.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Vania,

il suo bambino ha iniziato ad esprimersi attraverso gli ‘scarabocchi’ verso i 18 mesi, in perfetta sincronia con lo sviluppo evolutivo del tratto grafico,  per i bimbi la traccia lasciata sul foglio ha un significato di gratificazione, di piacere, solitamente nelle fasi successive il tratto del disegno diventa sempre più differenziato fino ad arrivare a delle forme più compiute.

Il fatto che si rifiuti di disegnare non costituisce una problematicità, probabilmente è un bambino che in questa fase ha la necessità di esprimersi maggiormente a livello motorio... Ogni persona ed ogni bambino ha una preferenza per uno dei 5 sensi, ad esempio c'è chi preferisce il sistema visivo e quindi: il disegno, le luci, i colori, e tutto quello che giro attorno al senso della vista.Poi c'è chi preferisce l'udito e di conseguenza: la musica, i suoni, il tono di voce delle persone ed altro.Infine c'è chi ha una preferenza per il sistema cinestesico che riguarda: il toccare, la manipolazione, il tocco delle mani, muoversi, camminare.... come suo figlio.

Non lo sforzerei a disegnare, perchè come per noi adulti quando siamo portati a fare qualcosa per "costrizione" alla fine perde l'effetto di piacere... potrebbe stimolarlo al disegno indirettamente, trovando delle attività ludiche, creative da fare lei insieme a sua figlia più grande, in modo da fungare "da esempio/specchio" di come ci si può divertivere disegnando, colorando con le mani, con la verdura, attraverso le tempere, lasciando l'impronta delle varie parti del corpo... ecc. Il presupposto fondamentale è che il processo creativo, in questo caso il disegno come arte creativa porti la persona, il bambino a sentirsi bene.

A disposizione,

dr. Germi Sabrina

Pedagogista Clinico

Psicologa

Buongiorno 

partiamo dal presupposto che ogni bambino è diverso e difficilmente si possono fare paragoni. Suo figlio da quello che racconta sembra avere uno sviluppo assolutamente normale e forse l'unico ambito in cui andrebbe supportato è quello del linguaggio eventualmente con un logopedista. Riguardo al disegno sembra che sia un ambito che non lo interessa, che forse semplicemente non gli piace e lo annoia. Non insisterei nel farlo disegnare a casa perché anzi può creare ulteriore astio verso questa attività. Lasci invece che si dedichi alle attività che gli interessano. Eventualmente proverei a parlarne con le maestre de non lo avesse già fatto e valuterei la possibilità di un intervento di un logopedista.

“Lasciate che i bambini siano felici a modo loro, non esiste modo migliore”

saluti

Dr.ssa Parolini