Famiglia e bambini

Mio figlio di 8 anni non riesce a relazionarsi con gli altri bimbi, perchè?

Nicla

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Buogiorno, sono la mamma di un bambino di 8 anni che frequenta la terza elementare. Da sempre M. ha sempre avuto problemi di compèortamento a scuola e fuori perché fatica a rispettare le regole. A scuola da sempre è distratto, disturbatore dei compagni, e testardo. Non finisce quel che deve fare, gioca continuamente con le matite, le gomme, e tutto ciò che ha sottomano. E' stato messo al primo banco vicino alla maestra, ma la cosa non ha prodotto risultati. Ho notato che alcuni numeri li scrive ancora al contrario, e nella lettura e scrittura tende a fare la somma delle parole o a interpretarle piuttosto che leggerle. Non scrive bene sotto dettatura e legge zoppicando, nonostante gli esercizi giornalieri. In compenso conosce tutto su dinosauri, animali, storia e mitologia romana e greca. Fuori scuola noto una incapacità a relazionarsi, anche li non rispetta le regole e pertanto viene isolato, ciò fa scattare in lui un desiderio di vendetta che sfocia in dispetti. Cosa fare? Abbiamo provato con le punizione, con i premi, con il dialogo. Abbiamo consultato 3 psicologi e tutti hanno detto che maturerà. Ok, ma intanto è continuamente ripreso in classe, non ha amici e ciò lo fa soffrire molto; spesso piange in silenzio o fa dichiarazioni de tipo: “tanto io sono cattivo“(parola bandita in casa, come pure i suoi sinonimi). Spero in indicazioni concrete che ci aiutino. Grazie NiclA

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora

io le consiglierei di far effettuare sul bambino una valutazione da parte del servizio di Neuropsichiatria Infantile (è gratuita, serve solo un'impegnativa del pediatra) al fine di escludere che alla base del comportamento di suo figlio ci possa essere un disturbo specifico dell'apprendimento: alcuni sintomi che lei riporta potrebbero essere indicatori di dislessia/disortografia. Se così fosse, la rabbia espressa da suo figlio potrebbe essere dovuta alla frustrazione di non riuscire a fare ciò che tutti gli altri bambini della sua età riescono a fare e che l'adulto gli richiede, presupponendo che lui sia in condizioni di farlo. Solo dopo aver escluso questa eventualità si può impostare un piano psicoterapeutico che preveda di sostenere e aiutare il bambino in direzione di una maggiore autonomia affettiva. Gli psicologi che ha consultato in precedenza potrebbero non averle dato questa indicazione perchè i disturbi specifici dell'apprendimento non possono essere diagnosticati prima della terza elementare. Un cordiale saluto

Gentile Signora Nicla, I colleghi che ha consultato le hanno fornito anche una relazione con un assessment neuropsicologico? Ci sono diverse informazioni che lei ha riportato e che possono far pensare a qualche problema di tipo neuropsicologico.potrei citare qualche problema di tipo comportamentale ma non amo sentenziare dopo aver letto qualche riga perché bignetebbe capirà la frequenza e la gravita degli stessi sintomi. Piuttosto, bisognerebbe leggere le relazioni,se non ha ricevuto le relazioni bisognerebbe assolutamente effettuare un assessment neuropsicologico.

Cara Nicla,credo che il pensiero " tanto io sono cattivo " sia diventato per tuo figlio un pensiero " dominante e condizionante il suo comportamento ". Dovresti fargli ricordare ( a occhi chiusi ) l'evento in cui " qualcuno " lo ha condizionato con questa frase. Per decondizionarlo dovresti fargli " ricordare tutti i particolare di questo evento" e fargli " scaricare l'emozione ad esso associato facendorgli stringere in mano una pallina di gomma o qualsiasi altro oggetto ". Se dovesse piangere mentre ricorda l'evento " fallo piangere ". Purtroppo per darti delle indicazioni più precise dovrei parlare con tuo figlio. Se vuoi mi puoi contattare per telefono per poi eventualmente vederci tramite Skype. Ciao, a presto.

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