Famiglia e bambini

Mio figlio e' sempre capriccioso e nervoso.

cristina

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buongiorno! ho un figlio di 4 anni ormai ,sono due anni che va all'asilo,e è un anno e mezzo che di notte dorme poco x problemi di tosse,infatti fra un mese circa lo devo operare a tossille e adenoidi,oggi l'asilo mi ha chiamato xche' mio figlio ha morsicato un bambino vicino all'occhio e se la maestra non lo avesse staccato gli avrebbe tolto anche la carne....e' sempre capriccioso e nervoso.prima si grattava in modo insistente le gambe lasciandosi i segni ora le unghie,io cerco di comunicare il piu' possibile pero' lavoro tutto il giorno da quando aveva 1 mese e me lo sta educando la suocera,a modo suo ,io faccio difficolta' a dare delle direttive a lei ,perche' io non ci sono se non di sera e di domenica,parla ancora molto male,l'ho portato dalla logopedista ma ha un caratteraccio che non riesci a fargli fere gli esercizi,non so capire la causa di queste manifestazioni,aiutami a capire!!

28 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

sig.ra rosa, i motivi per i quali suo figlio si comporta in questo modo possono essere tanti. vuole attirare l'attenzione su di se. ma le ragioni per la quale la attira (l'attenzione) possono essere tante. la mia formazione familiare mi induce a pensare che probabilmente il bambino lavora affinchè possano tutte le energie della famiglia concentrarsi su di lui e non su un altro problema ancora più grande. una risposta più chiara potrebbe seguire solo delle domande. come vanno le cose con suo marito? avete altri figli? il rapporto con suo suocera non mi sembra molto franco e diretto, lei mi sembra un pò sottomessa. perchè? provi a pensare a queste domande cercando di rispondere con franchezza estrema dentro di sè e per quanto possibile cerchi di rassicurare suo figlio facendogli sentire una maggiore vicinanza fisica ed emotiva e non deleghi ad altri la sua cura e crescita. non alla maestra, alla logopedista, alla suocera. è lei che deve prendere in mano la situazione in quanto mamma.
Gentile Cristina, concordo appieno con le parole della collega dr.ssa Lesmo: difficile esporsi su una diagnosi, ma certamente gli atti del suo bambino sono indici di aggressività, espressioni di un disagio che probabilmente lui non riesce a inquadrare bene e che esprime come può. Ricordiamoci che i bambini utilizzano ancora più di noi il linguaggio del corpo, e questo indipendentemente dal fatto che parlino fluentemente o meno. Certamente avvalersi di una logopedista lo può aiutare, ma credo sia un intervento insufficiente se non accompagnato da un consulto con un terapeuta dell’età evolutiva… Non escluda la possibilità che questo porti alla necessità di essere seguita anche lei. Certamente poi il modo in cui lei e il papà (dal suo scritto non si può comprendere se sia presente o meno) siete presenti nella vita del bambino diventa determinante. Non parlo di quantità di tempo, ma di qualità e di vissuti: coinvolgerlo nel suo lavoro perché possa pensarla quando non c’è, chiamarlo durante la giornata perché senta che lui non sparisce dai suoi pensieri solo perché non siete insieme, cercare di non sentirsi in colpa per le scelte fatte (che non è comunque detto debbano essere definitive, se non rispecchiano più le vostre necessità di vita). Infine, una cosa fondamentale anche se difficoltosa: si permetta, con i dovuti modi, di cercare collaborazione con la suocera, non tanto per darle delle direttive, quanto perché il rapporto educativo lo portate avanti insieme. Anche se la signora le fa un grosso favore, lei Cristina è la mamma, e non solo può sentirsi legittimata di modificare delle modalità che a lei sembrano poco opportune, ma è suo preciso dovere nei confronti di suo figlio dare l’impronta che ritiene migliore per la sua crescita. Vedrà poi che dopo l'operazione la possibilità di dormire la notte darà già una svolta positiva. Tanti auguri!
Buon giorno, sento una certa apprensione nelle sue parole e la prima domanda che mi viene da farle è se lei èda solaad affrontare questo omentoo se ha qualcuno e con qualcuno non intendo solo un compagno ma nache una rete di amici e conoscenti con i quali passare momenti piacevoli anche con il bimbo. Ma guadiamo upo' i fatti.Il bimbo ha problemi di tosse notturna quidi dorme poco.Durante il giorno riesce a recuperare un po'? Fa il pisolino pomeridiano? Tra un po' verrà operato quindi forse la situazione potrebbe migliorare.Le tonsille inoltre possono dare febbre alta: lui riesce a frequentare l'asilo regolarmente? Lei racconta l'episodio all'asilo in cui lui doveva essere molto arrabbiato, Normalmente però com'è all'asilo? Cosa dicono le maestre? Come va con gli altri bambini? La giornata di una mamma che lavora tutto il giorno è necessariamente frenetica, al ritorno si è stanchi , al mattino magari frettolosi. Riuscite a ritagliarvi qualche momento per voi? Avete qualche rito d inizio o fine giornata? I riti (per es la storia da leggere insieme,...)di solito aiutano i bambini a sentire la giornata più regolare e prevedibile e a tranquillizzare.Com'è l'alzata al mattino, una lotta? So di averle posto molte domande mentre magari lei cercava altro ma mi servono per ricostruire un po' lasituazione. A risentirla
La sera e la Domenica devono essee dei momenti importanti per suo figlio, in cui poter vivere l'amore, la rabbia e l'indifferenza.... spero che lo consideri anche lei un momento, a prescindere che sia bello o brutto, importante!!!
cara cristina, la situazione che descrivi sembra complessa. purtroppo quando ci sono più figure educative attorno ad un bambino le cose sono di difficile gestione. il bambino capriccioso è un bambino che cerca attenzioni da un lato e limiti dall'altro. i bambini hanno bisogno di regole chiare e semplici che guidino il loro comportamento. quando i limiti sono veicolati da più figure nasce confusione e nella confusione il bambino reagisce a volte con l'aggressività. la mancanza di tempo da spendere con il bambino è relativa se il tempo che avete lo trascorrete in modo costruttivo e affettivo. ottima nel suo caso potrebbe essere la psicomotricità. valuti la possibilità di cercare professionisti nella sua città che siano esperti in questo campo e chieda una consulenza. cordiali saluti
Molte volte quello che in un adulto viene definito atteggiamento depresso cioè quello che inizialmente segue una sofferenza una frustrazione o un dololore, nei piccoli si manifesta anche con l'aggressività. Questa può essere agita su se stessi o su gli altri. Il morso nell'occhio, ritengo sia probabile che rappresenti una forte protesta più che un attacco. In altre parole chiede più attenzione e serenità! La situazione merità in ogni caso un approfondimento che online non ci è possibile svolgere, contatti senza timore uno psicoterapeuta. Saluti
Sig.a Cristina ritengo che Lei già sappia quanto sia importante riposare a sufficienza durante le ore notturne! La perdita di ore di sonno influisce sul Sistema Nervoso e Psichico. Nell'età evolutiva la situazione é un po' amplificata poichè i bambini dovrebbero dormire più degli adulti (comunque almeno 8 ore). Nel caso di Suo figlio non avere un riposo notturno adeguato (a causa delle difficoltà respiratorie) può provocargli una certa irrequietezza diurna anche perchè gli toglie le idonee risorse e la dovuta resistenza per relazionarsi con gli altri durante la giornata!! Inoltre il bambino essendo molto piccolo e pur avendo accettato la frequentazione dell'ambienta scolastico/materno, potrebbe vivere qualche disagio affettivo dovuto soprattutto alla carente presenza e vicinanza delle due figure affettive primarie (madre e padre). Ritengo, quindi, che questi 2 fattori stressanti (unitamente ad altri sintomi da Lei evidenziati: prurito, mangiarsi le unghie etc.) possono causare in Suo figlio una particolare irrequietezza emotiva che in qualche momento può divenire di tipo 'aggressivo'. Ciò accade perché i bambini molto piccoli, quando vivono dei disagi e degli stress emotivo/affettivi, non riescono a verbalizzarli adeguatamente piuttosto la reazione a tali disagi, sono i comportamenti 'agiti' e/o le somatizzazioni. Sig.a Cristina per quanto finora descritto ritengo che sia il caso che Lei chieda alla maestra di far fare al bambino dei disegni (in particolare della famiglia); la maestra dovrebbe essere in grado di comprendere - indicativamente -dai disegni quali problematiche il piccolo evidenzia. In alternativa alla maestra, la Direzione Scolastica dovrebbe anche avere un psicologo/a o all'interno dell'Istituto o all'esterno presso i Centri Territoriali che si interessano di problematiche dell'età evolutiva (sia familiari che scolastiche). Quando saranno chiarite le difficoltà vissute da Suo figlio (se vengono riscontrate) Le consiglio di affidarsi ad uno psicolgo/a.e Le faccio i miei migliori auguri.
Ciao Cristina, sicuramente tuo figlio sta attraversando qualche disagio e cerca di comunicartelo attraverso altri canali come questa manifestazioni da te descritte. Non si evince dalla tua mail il ruolo del papà, importante figura di riferimento per il piccolo. Vi consiglio come genitori di “stilare” insieme un programma affettivo educativo concordato, da trasferire ai nonni i quali devono aiutarvi a mantenerlo. In questo momento più che mai la tua qualità di presenza è importante per RISTABILIRE un collegamento comunicativo emoziona tra te e tuo figlio. Saluti
Buon giorno Cristina, suo figlio sembra manifestare segni di disagio evidente nel rapporto con i compagni e con il proprio corpo. Mi rendo conto che lei è molto presa dal suo lavoro, e che l'appoggio della suocera possa essere utile: purtroppo i rapporti intrafamiliari (come quelli con la suocera) sono rapporti complessi come ben potrà intendere, e vengono maggiormente a complicarsi nella misura in cui la figura con cui suo figlio passa più tempo in assoluto non è la mamma, ma la mamma del papà. E' difficile per una donna che lavora cercare una mediazione tra il ruolo di madre e il proprio ruolo di lavoratrice, ed immagino abbia già provato a trovare delle soluzioni alternative in termini di orario lavorativo, per cui quello che credo possa essere utile per suo figlio è sicuramente che lei riesca a trovare il tempo e la voglia per giocare con lui sebbene stanca dal lavoro, sebbene questo le costi ulteriore fatica. Cerchi l'appoggio del suo compagno che volendole bene e volendo bene a suo figlio, avrà sicuramente un ruolo importante. Inoltre suggerisco vivamente di riferire nell'educazione del bambino ad una figura alternativa alla suocera, magari per qualche giorno alla settimana, come una baby sitter. Le raccomando però di riferire solo a persone qualificate, perchè la situazione emotiva di suo figlio è molto chiara nel disagio. La solitudine, l'impossibilità di stare con la propria mamma ogni volta che lo si vuole, e il poterla incontrare solo la sera è molto difficile da comprendere a quattro anni. Facendo i dispetti ed i capricci, fino a gesti eclatanti come il morso, o a sintomi come la tosse, suo figlio vede che l'attenzione che Lei ha per lui viene a crescere, e si sente quindi considerato, importante, amato, sebbene immagino i toni da lei usati siano di rimprovero. E' molto difficile cambiare il proprio stile di vita e le proprie abitudini ed affrontare magari delle spese in più, come la baby sitter, o i centri giochi in cui vi sono altri bambini, ma è per il bene di suo figlio. Quando riuscirà a far sentire a suo figlio che la mamma c'è (e mi creda, in questo caso le parole contano meno di nulla con i bambini, sono i fatti a fare la differenza) e che gli vuole bene, molti problemi o sintomi verranno a svanire. Non saranno quindi gli esercizi ripetitivi e le correzioni a fare di suo figlio un bambino più sereno o un bambino che parla senza difficoltà, ma la vicinanza e la considerazione, oltre che il confrtonto con figure "altre" rispetto a quelle proposte dal nucleo familiare. Molto importante anche il confronto con i compagni di gioco. I bambini hanno risorse incredibili, basta dare loro fiducia e considerazione, oltre che affetto e vicinanza. Il resto lo fanno loro. Con i migliori auguri
Carissima. I bambini a questa età tendono a comunicare attraverso i gesti e non con le parole ovviamente. Sembra che suo figlio abbia una carico alto di nervosismo e di rabbia che sfoga attraverso i gesti. Può essere che sia una questione sua di natura caratteriale, può essere che si debba trovare una strategia alternativa per stare con lui. Forse lei si sente anche in ansia e in colpa per il fatto che non può occuparsi di suo figlio come vorrebbe. Come prima cosa le consiglierei di fare chiarezza dentro di sè e di rasserenarsi lei su questo: il suo non esserci non è legato al fatto che è una mamma cattiva, ma al fatto che DEVE lavorare. In secondo luogo le consiglio di comunicare con la suocera, cercare di capire come si comporta il bambino con lei, che cosa le dice, fa, come passano il tempo assieme di modo da trovare una linea comune attraverso la quale educare suo figlio e trasmettere anche a suo figlio che la nonna e la mamma si occupano insieme di lui.Questo potrebbe aiutarlo a contenersi. Un altro consiglio è quello di parlare con suo figlio del suo nervoso, del fatto che lei lo vede e lo sente nervoso e che è dispiaciuta (non preoccupata) dispiaciuta per questo. Provi, nel tempo che ha a disposizione, a comunicare con lui più a questo livello con tranquillità senza imporsi troppo o puntare tanto su quello che deve fare, ma per il piacere di stare con suo figlio. Se dovessero persistere questi problemi comportamentali provi senza problemi anche a consultare uno psicologo infantile che possa vedere suo figlio e lei e farsi un'idea più chiara dall'osservazione diretta. Mi aggiorni!
Gentile Signora Cristina,capisco quanto debba essere frustrante per lei l'incapacità di comprendere i comportamenti del suo bimbo. Il capriccio ripetuto, così come l'aggressività, nasconde spesso disagi più profondi, soprattutto nei piccoli, che tendenzialmente non li esprimono in modo verbale. L'obiettivo quindi è quello di capire l'origine di questo nervosismo frequente, cercando di circoscrivere le situazioni o i momenti in cui questi episodi si verificano, al fine di poter avere maggiori elementi di valutazione. Il disagio potrebbe essere correlato alla situazione familiare che il bimbo sta vivendo ( lo stare sempre con la nonna e quindi vedere poco lei) oppure ai disturbi fisici attuali, ma chiaramente sono ipotesi che necessitano di maggior indagine. Cordiali saluti.
Salve Cristina, ovviamente questo è un contesto particolare e certamente non è possibile fornirle grandi indicazioni, visto che manca l'osservazione diretta di lei, del bimbo e di ciò che accade. Vorrei solo suggerirle che forse suo figlio sta cercando, come lei stessa dice, un'attenzione che normalmente non ha. Provi a stare un po' di tempo in più con lui, lo osservi, cerchi di comprendere il suo carattere ed il suo punto di vista e soprattutto cosa accade normalmente prima che lui manifesti nervosismo o capricci. Nel caso non riesca a venirne a capo, può farsi aiutare anche da un collega, ma vedendolo insieme al bambino, altrimenti continuerà a passare a suo figlio che 'il problema' è solo lui e che 'solo lui' deve fare gli esercizi. buona giornata
Salve Rosa, molto probabilmente suo figlio sta solo acccusando le poche ore di riposo che riesce a fare di nottE; questo lo porta ad essere più nervoso ed aggressivo (il morso a quest'età è una tipica manifestazione di aggressività che il bambino esprime con questa modalità). Il fatto di grattarsi insistentemente può essere una forma di somatizzazione riconducibile sempre alla sua insofferenza dovuta alla stanchezza. Probabilmente una volta operato e tornato a dormire tranquillamente (senza i continui risvegli che la tosse provoca) suo figlio ritornerà quello di prima. Mi tenga aggiornata.
Sig. Cristina, mi sembra di capire che con suo figlio trascorre poco tempo, la sera,quando entrambi siete stanche e la domenica. E' poco considerando le necessità di un bambino di 4 anni e sopratutto i problemi che sta manifestando: autolesionismo, irrequitezza, poca attenzione alle richieste degli adulti, linguaggio inadeguato rispetto l'età, le difficoltà sono molte. Le consiglio, se non riesce a modificare il suo orario di lavoro per dedicarsi di + al piccolo, di valutare l'opportunità di una valutazione eseguita da un/a Psicologa dell'età evolutiva. Credo comunque che suo figlio, come gli altri, abbia bisogno particolarmente ora di lei, delle sue attenzioni, anche del suo tempo.
Gentile Signora, comprendo la sua situazione di donna lavoratricliare e la difficoltà di stare con il suo bambino che, sicuramente, sente la sua mancanza. Il suo piccolo esprme, come può, il suo disagio e la sua rabbia. Alcune volte la sfoga verso gli altri ed alcune volte verso se stesso. Non sa, ancora, come gestirla. Le consiglierei di passare più tempo con il suo piccolo, ma questo spetta a lei ed a suo marito decidere come. Le consiglierei anche di portare il piccolo da un'esperto che possa aiutarlo ad esprimere la sua rabbia ed a gestirla. Mi faccia sapere.
Gentile Signora Cristina, comprendo la sua preoccupazione riguardo il comportamento di suo figlio. Il bambino è ancora molto piccolo e i suoi atteggiamenti aggressivi verso gli altri e verso se stesso, indicano, però, già una sofferenza interiore molto importante. Tale sofferenza è quasi certamente collegata alle condizioni familiari nelle quali suo figlio vive. La sua assenza per quasi tutto il giorno e per quasi tutta la settimana, l’affidamento alla nonna nelle modalità che lei lascia intuire non essere di suo gradimento, la frequenza all’asilo e quindi subire un ulteriore allontanamento dai suoi spazi domestici, fanno sì che il bambino possa reagire, senza volerlo, nei modi dai lei descritti. Ovviamente non possono esserci “consigli” riguardo le modalità di risolvere il problema, tuttavia se lei consultasse nella sua zona uno psicoterapeuta con esperienza dei problemi dell’età evolutiva, potrebbe ricevere dei suggerimenti per migliorare la qualità (non la quantità) della relazione affettiva fra lei e suo figlio. Inoltre lei non accenna alla presenza o meno di suo marito. Anche il papà è necessario che sia presente e che contribuisca all’educazione del bambino e quindi si potrebbe intravedere la possibilità di una psicoterapia familiare che sarebbe di indubbio beneficio per tutti. Saluti cordiali.
Cara signora Cristina, suo figlio sembra soffrire molto e cerca di comunicarlo come gli riesce, in questo momento in modo rabbioso, sembrerebbe, dal suo racconto. Non riesco a capire come mai lo ha portato dalla logopedista, se il problema che più la preoccupa riguarda il comportamento del bimbo. Se la sua linea educativa è in conflitto con quella di sua suocera, qualsiasi difficoltà stia attraversando il bambino, verrà amplificata dalla tensione che sente tra voi adulti. La situazione mi sembra piuttosto complessa, ha pensato di rivolgersi ad un terapeuta esperto di problemi familiari per cominciare a fare luce su tanti aspetti diversi? Distinti saluti.
Gentile signora, ci dispiace per le difficoltà che sta incontrando. I capricci sono tipici dell'età, sempre difficili da gestire, quando siamo tutti più stanchi.Sono pochi i dati, allora le pongo delle domande per farla pensare, casomai con l'aiuto del padre del bambino, altre mamme, con il consiglio delle insegnanti, dalla pedogogista. L'aggressività dell'ultimo episodio è isolata, è saltuaria, è crescente da comprendere la reale dimensione del problema? Il sonno disturbato c'è ancora da farlo essere più irritato? Ci sono fratelli, sorelle in casa da imitarne i comportamenti? Parla male quando è emotivamente carico? Se lei è calma, il bambino si riesce a calmare? Se riesce a fare più chiaro il problema, forse trova più facilmente l'energia per affrontare questo complesso ostacolo nella relazione. Poi se serve si faccia aiutare come genitore da un'altra figura, non una logopedista a questo punto.
Buongiorno Cristina, la situazione che mi descrive potrebbe far pensare ad un contesto poco regolativo e poco contenitvo per il bambino. Inoltre, sento una leggera disapprovazione rispetto ai modi educandi di sua suocera. Lei, dice, ha difficoltà a dare delle direttive a sua suocera: probabilmente il bambino si ritrova disorientato; capisco la situazione lavorativa e familiare complessa di una donna mamma che lavora ma occorre cercare che lei e chi passa la maggiorparte del tempo con il bambino siate sulla stessa lunghezza d'onda circa l'educazione del piccolo. Il bambino potrebbe risentire della sua mancanza dato il tempo esiguo che riuscite a ritagliarvi, ma ricordi che è la qualità del tempo che conta e non la quantità. Cerchi di strutturare un tempo di buona qualità da passare con suo figlio e stabilisca un cntesto regolativo. Le regole e i limiti danno sicurezza ai bambini. Cari saluti.
Buonasera Cristina. Talvolta i comportamenti capricciosi dei bambini sono la spia di un disagio piu profondo. Da quello che scrive mi colpiscono due elementi: il primo l'inversione del ruolo educativo tra lei e sua suocera e secondo la difficolta nel relazionarsi con suo figlio. Sento che questi due aspetti abbiano come base il suo timore di non sapere educare in modo per lei adeguato, in quanto e' poco a casa. Al di la che il periodo dell'astensione di maternita' e' davvero breve e non aiuta le madri che lavorano , questo sistema non deve impedire la sua fermezza nel suo ruolo educativo ne' deve farla sentire in colpa o inadeguata. E' importante che,anche con i limiti che la realta'ci impone ' che si riappriopri del suo ruolo e che rinforzi il suo legame di attaccamento con suo figlio dando regole chiare e soprattutto stabili e coerenta anche a sua suocers: i nonni sono un meraviglioso aiuto ma essi non devono sostituire i genitori poiche' cio' confonderebbe di piu' suo figlio. S i ricordi che e' la qualita' del tempo passato insieme chr conta attraverso il contatto l'amore e l'autenticita'. Buona vita. Saluti cordiali.
Cara signora Cristina, vorrei tanto poterLe dare subito un consiglio utile, ma il quadro che descrive ha molte complessità e molti aspetti che andrebbero approfonditi con colloqui clinici. L'unica cosa che posso dirLe è di rivolgersi personalmente ad un professionista specializzato in psicanalisi relazionale del bambino o sistemico relazionale. Secondo me è opportuno che chiunque si prende cura del bambino possa descrivere allo psicologo le sue manifestazioni (compreso quindi il papà, la suocera e le maestre). Azzardarmi a darle ipotesi al 'buio' in una situazione che si protrae da molto tempo e nella quale moltissimi possono essere i fattori intervenenti, rischierei di fare errori che invece di auitarLa, la confonderebbero ancora di più. Sicuramente nel sito può trovare il professionista adatto vicino a casa. le auguro di riuscire a comprendere il suo piccolo, che evidentemente ha una sofferenza che fa stare male tutti, o sta mostrando anche la sua sofferenza per non riuscire a stargli vicino quanto vorrebbe. Se vuole mi mandi degli aggiornamenti la ringrazio e la saluto cordialmente
Gentile Mamma, la situazione che lei espone sembra coinvolgere diverse problematiche: dalla salute del suo bambino, ai comportamenti di nervosismo e alla tendenza a scaricare l'aggressività a livello fisico con graffi e morsi, fino a comprendere anche la situazione familiare, in cui emerge una sua fatica nel delegare l'accudimento di suo figlio alla suocera. Le dinamiche in gioco sembrano davvero tante e complesse, e la sua preoccupazione appare tangibile, pertanto le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona, esperto in età evolutiva, che possa aiutare lei e il suo bambino a trovare un nuovo e migliore equilibrio. Un cordiale saluto,
Gentile Signora Cristina, dopo una attenta lettura della descrizione che lei ha fatto, quello che sta emergendo chiaro nella mia mente è che c’è tutta una serie di comportamenti ed eventi riguardanti suo figlio che lei collega e che la preoccupano. Inoltre lei stessa, seguendo l’intuito, ipotizza ci sia un’unica causa sottostante che pensa possa essere maggiormente comprensibile con l’aiuto di uno psicologo. Sarebbe opportuno fare una valutazione approfondita della situazione per capire meglio come sia possibile spiegare le dinamiche psicologiche sottostanti ai comportamenti di suo figlio ma anche per cercare un modo per sostenerla nel suo ruolo genitoriale in una situazione che attualmente si palesa come critica. Per far questo però è necessario che lei contatti un professionista per un colloquio perché sarebbe opportuno un approfondimento diverso da quello che può essere possibile con dei contatti on line. La invito pertanto a prendere appuntamento con un professionista, se riterrà opportuno con me oppure con un collega, al fine di avviarci verso una comprensione più dettagliata delle cose che mia ha raccontato per arrivare eventualmente alla definizione di un intervento possibile. Cordialmente
Buongiorno Sig. Ra Rosa, le informazioni che ha dato sono un po' scarne per capire a fondo le cause di questo comportamento. Trattasi comunque di segnali degni di attenzione: la difficoltà ad addormenttarsi, i comportamemnti aggressivi ed auto-lesivi, le difficoltà di apprendimento del linguaggio denotano una difficoltà di elaborazione di vissuti emotivi che il bimbo tende a scaricare. La situazione familiare andrebbe approfondita così come il rapporto con sua suocera che a quanto pare decide sul bambino anche se la madre è lei? Le consiglio di chiedere una consulenza psicologica sottolineando che le problematiche che emergono a quattro anni di solito trovano soluzione ma necessitano di essere "viste". Un caro saluto
Cara Cristina, da ciò che scrivi mi sento di analizzare la tua domanda di “aiuto” da due punti di vista. Per quanto riguarda il primo ti invito a trovare un giusto mezzo affinché il tuo bambino possa sperimentare le sue forze e al tempo stesso verificare quando è possibile valicare determinati limiti e quando invece non lo è. Sia le reazioni troppo dure che il lassismo hanno spesso l’effetto di peggiorare la situazione. Per questo motivo ti consiglio l’“effetto contenimento”, cioè nel momento che il tuo bambino manifesta un comportamento aggressivo invece di punirlo o sgridarlo ti invito a provare a contenerlo con un forte abbraccio di mamma. Questo ti permetterà di stabilire un contatto corporeo con lui e di comunicargli che gli sei vicina, nonostante i tuoi impegni lavorativi. Il secondo spunto di riflessione cheti offro è che a quest’età, in particolare se sono presenti delle difficoltà di linguaggio, il bambino avendo la necessità di comunicare utilizza il mezzo che riesce a padroneggiare meglio, cioè, in questo caso specifico il morso, le mani, il capriccio… Mi spiego meglio ogni bambino, a seconda dell’età, si serve di un modo per comunicare. Il tuo bimbo usa quindi quello che per ora conosce meglio, soprattutto per quanto riguarda gli effetti che produce. Credo che la logopedia possa aiutarlo a capire che ci sono altri modi per spiegarsi e comunicare con i suoi coetanei . Infine, ti invito a non sentirti in colpa per avere iniziato a lavorare quando il tuo bambino aveva solo un mese. La tensione e la fretta possono altresì influenzare e rendere difficile la comunicazione con il tuo bambino. Il genitore che lavora deve dunque imparare a rallentare quando ha fretta e a calmarsi quando è teso . Inoltre, parlando al tuo bambino del tuo lavoro, saprà cosa fai quando sei lontana da lui potendo così dare un senso alle ore che passa lontano dalla sua mamma, senza sentirsi motivo della sua assenza. Nella speranza di esserti stata di aiuto come chiedevi ti saluto con un proverbio medioevale che dice che “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.
Buongiorno. Molto probabilmente il bambino si comporta all'asilo in modo aggrssivo perchè non sta bene e dorme male. Inoltre sarebbe interessante sapere quale comportamento del compagno l'ha fatto scattare. Anche il grattarsi è un segno di forte nervosismo. E'più preoccupante che non riesca ancora a parlare bene. Le consiglierei di farlo vedere da uno psicoterapeuta che si occupa di bambini piccoli, dato che mi sembra che i disturbi di suo figlio dipendano da un'insoddisfazione interiore che non riesce a comunicare data la giovane età.
Buongiorno! Sicuramente il dormire poco la notte influisce negativamente sul comportamento di Suo figlio ma per essere certi da cosa sia causata la sua aggressività e impulsività bisognerebbe fare un'analisi funzionale di queste ( osservarlo direttamente e capire l'antecedente del comportamento e la conseguenza). Solo così potrà avere un quadro più chiaro sulla causa dei comportamenti problema e poter intervenire in modo efficace. Spero di esserLE stata di aiuto.
Gentile Cristina, credo innanzitutto che sia proprio difficile riuscire a conciliare tutto, il bimbo, il lavoro, le fatiche quotidiane... e credo che Lei stia facendo un grande sforzo e sia molto attenta ai segnali del piccolo. Dalle poche righe e dagli episodi citati è come se Suo figlio fosse molto arrabbiato, avesse un disagio a cui non riesca a dare senso. E in questa situazione è difficile anche comunicare, soprattutto per l'età del piccolo, che non permette l'uso del linguaggio, indipendentemente dal fatto che parli bene o meno. Non voglio avanzare alcuna ipotesi sulle cause dei comportamenti del piccolo, perché sarebbe banale e gratuita; ma credo che dovrebbe provare a parlarne con un terapeuta dell'età evolutiva, che possa provare con Lei a dare dei significati a ciò che sta accadendo.

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