Al giorno d'oggi, la parola "ansia" è una delle più cercate su internet. Quasi tutti noi, prima o poi, abbiamo provato quella strana sensazione di nodo allo stomaco, il cuore che batte forte o la testa che non smette di pensare a cosa potrebbe andare storto.
Ma che cos'è davvero l'ansia? E soprattutto, perché ci fa stare così male? Proviamo a spiegarlo in modo semplice, senza parole complicate.
1. L'ansia è un sistema di allarme (che a volte si rompe)
Per capire l'ansia dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Immagina i nostri antenati che vivevano nelle caverne: se incontravano un leone, il loro corpo doveva reagire in un millesimo di secondo. Il cuore batteva forte per mandare sangue ai muscoli, il respiro diventava corto per prendere più ossigeno e i muscoli si irrigidivano per scappare o combattere.
Questo meccanismo si chiama "attacco o fuga" ed è un sistema di sicurezza eccezionale. Il problema è che il nostro cervello funziona ancora così.
Oggi non incontriamo più i leoni, ma abbiamo altre preoccupazioni:
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Un esame importante
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Un problema sul lavoro
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Una discussione in famiglia
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La paura di non farcela o di restare soli
Il cervello non vede la differenza tra un leone e una bolletta salata: per lui è sempre un pericolo. Di conseguenza, accende l'allarme. Quando questo allarme si accende troppo spesso, o rimane acceso anche quando siamo sul divano di casa, si trasforma in quella che chiamiamo ansia.
2. Come si fa sentire? I segnali nel corpo e nella mente
L'ansia non è solo un pensiero, si fa sentire tantissimo nel corpo. I segnali più comuni sono:
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Nel corpo: Battito del cuore accelerato (tachicardia), senso di soffocamento, sudorazione alle mani, stomaco chiuso o continui mal di pancia, muscoli delle spalle sempre tesi.
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Nella mente: Pensieri fissi e negativi (pensare sempre al peggio), difficoltà a concentrarsi, sonno disturbato e la sensazione costante che stia per succedere qualcosa di brutto.
Se ti capita di provare queste cose, la prima cosa da sapere è che non stai impazzendo e non stai avendo un infarto. È solo il tuo corpo che sta producendo troppa energia perché pensa, sbagliando, di doversi difendere da un pericolo.
3. I tre passi fondamentali per iniziare a stare meglio
Liberarsi dell'ansia non significa farla sparire del tutto, perché un po' di ansia serve a tenerci svegli e attenti. Significa invece imparare a "guidarla" in modo che non rovini le nostre giornate.
Ecco tre cose pratiche che aiutano tantissimo:
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Impara a fermare il corpo: Quando senti l'ansia salire, il tuo respiro diventa corto e veloce. Prova a fare il contrario: siediti, metti una mano sulla pancia e respira lentamente, facendo gonfiare la pancia e non il petto. Butta fuori l'aria molto lentamente. Questo dice al cervello: "Tranquillo, non c'è nessun leone, puoi spegnere l'allarme".
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Non scappare dalle situazioni: Se una cosa ti mette ansia (come andare in un posto affollato o fare una telefonata) e tu la eviti, sul momento ti sentirai meglio. Ma la volta dopo l'ansia sarà ancora più forte. Affrontare le cose un piccolo passo alla volta dimostra al cervello che sei in grado di farcela.
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Non tenerti tutto dentro: Spesso l'ansia cresce quando nascondiamo le nostre preoccupazioni o quando pretendiamo di essere sempre perfetti e forti. Parlare con qualcuno, che sia un amico fidato o un professionista, aiuta a dare il giusto peso ai problemi, facendoli sembrare subito più piccoli.
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Inizia una psicoterapia
Ricorda: l'ansia è come un temporale. Può essere forte e fare paura, ma proprio come il temporale, se ti affidi alla terapia-ombrello, alla fine passa sempre.
Dott.ssa Antonietta Di Renzo
Psicologa Clinico-Dinamica e Psicoterapeuta
Ricevo presso gli studi di Verona e Bassano del Grappa.

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