Problemi di coppia

Come posso perdonarmi? Perchè non ho reagito?

Valeria

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Sono una ragazza di 19 anni ma nonostante la mia tenera età ho già subito un trauma difficile da interpretare e gestire:l'anno scorso un cugino di 3 anni più piccolo di me aveva deciso un pomeriggio di fare il riposino pomeridiano accanto a me ma, mentre cercavo di dormire, mi ha invasa nel mio intimo con una stimolazione clitoridea per nulla piacevole. La situazione mi aveva immediatamete scossa ma ciò di cui non mi capacito è il fatto che io non sia riuscita a reagire e che abbia fatto finta di dormire sperando che sarebbe passato presto.intanto pensavo al mio fidanzato di cui sono innamorata e mi chiedevo come potesse reagire. Mentre nella mia mente c'era il caos è successo: è arrivato il mio primo orgasmo inspiegabilmente. Ho raccontato tutto al mio amato che non ha voluto perdermi ma ora io oggi vivo con un senso di vergogna addosso che mi fa sentire sporca ogni volta che vivo la mia sessualità. Avverto un terribile disagio verso me stessa e verso il mio partner.Come posso perdonarmi? Perchè non ho reagito? Come mi comporterò quando vedrò questo cugino?

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Valeria,

il sesso è una tra le motivazioni più forti dell'essere umano, soprattutto in giovane età; per di più nel suo caso si aggiungeva anche l'inesperienza con conseguente possibile curiosità e pertanto attrattiva ancora maggiore.

Ad ogni modo, se vuole esplorare meglio i motivi dell'accaduto e soprattutto superarlo, dal momento che si può configurare anche come trauma e molestia, le conviene consultare uno psicologo psicoterapeuta.

Traumi come il suo dovrebbero essere superabili abbastanza facilmente con poche sedute di psicoterapia.

cordiali saluti

Gentile Valeria,

sei stata "invasa" nella tua intimità, ti sei sentita impotente e ti sei "difesa" in questo modo, non reagendo.

Che rapporti hai con tuo cugino, lo vedi/frequenti ancora? Credi che potrebbe essere per te utile parlarne con lui e con i tuoi genitori?

Ti suggerisco di rivolgerti ad uno psicoterapeuta della tua città per un consulto: in questo momento, hai bisogno di uno spazio di ascolto, di un sostegno, di qualcuno che ti accompagni nel doloroso percorso di elaborazione e di cura di una ferita che ti porti dentro.

 

Resto a disposizione

Salve in merito alle sue domande le consiglio di rivorgerle ad un collega in privato, cerchi nella sua città un terapeuta che possa seguirla nel percorso personale per elaborare ciò che da sola come lei ha scritto non è facile. Un percorso di psicoterapia può sostenerla ed aiutarla a trovare le risposte alle sue domande e riscoprire la sua sessualità, in quanto è un percorso di crescita personale e di scoperta di sè stessi che aiuta il cambiamento. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Cara Valeria,

La sensazione di vergogna che provi è comune a tutte le persone che hanno vissuto una violazione del proprio corpo. Come mai non hai reagito? Così su due piedi non so risponderti, ma forse non saprei dirtelo nemmeno pensandoci su. La risposta la potresti trovare tu riflettendo sull'emozione di quel momento..forse è stata paura? Quella paura che paralizza? La paura del giudizio qualora qualcuno vi avesse visti? Forse, nel tuo caso, la vergogna è legata più che altro nell'aver provato piacere (orgasmo) in questa situazione, forse è anche per questo motivo che provi un senso di disagio nei confronti del tuo partner e della vostra sessualità. Ma non devi rimproverarti, non hai nulla da perdonarti; il perdono si chiede quando si conmette una colpa, e tu non hai alcuna colpa poichè non puoi rimproverarti per la tua reazione, è stato il comportamento più idoneo e funzionale che il tuo "io" sia riuscito a trovare in una situazione di emergenza. Il fatto in se non puó essere cambiato, ma possiamo rielaborare la risposta emotiva legata all'accaduto e il senso di colpa. Accanto a te hai una persona comprensiva, almeno così mi arriva dalle tue parole...vedila come una risorsa. 

Un abbraccio

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