Davvero la vita finisce a 45 anni?

Maria

Buonasera a tutti e grazie in anticipo a chi mi risponderà. So già che consiglierete l'aiuto di uno specialista, ma al di là di questo scrivo perché cerco 'ristoro' nelle parole di qualcuno che mi aiuti a capire. Ho appena fatto 40 anni e ho come la sensazione che mi sia arrivata addosso la vita adulta, tutta insieme. Non ho figli e condivido la mia vita da 20 anni con mio marito, siamo sposati da 10. Siamo sempre stati una coppia gioiosa, al centro dell'attenzione in ogni gruppo, familiare, di amici ecc... Eravamo quelli simpatici, empatici, amici di tutti, brillanti, propositivi, che intrattenevano, pieni di voglia di fare, uscire, viaggiare e creare occasioni di svago per tutti. Fino a qualche anno fa ci auto definivamo 'Peter Pan e Wendy' e spesso avevamo la sensazione di essere quasi invidiati per come eravamo sempre affiatati. Ebbene, è da oltre un anno e mezzo che la nostra isola felice è stata sommersa dall'apatia e dall'insoddisfazione. Quella che prima nelle nostre vite era luce, oggi si è tramutata in buio e mai come ora forse capisco il senso di "isola che non c'è"...più. Le cose sono cambiate circa un anno e mezzo fa. Mio marito ha iniziato a chiudersi dentro, essere insofferente, parlare del suo lavoro, della sua famiglia e del nostro rapporto come di una galera. Ha iniziato a reclamare un desiderio di libertà che lo portasse "altrove", vorrebbe poter "sparire", staccare la testa e andare lontano da tutto e tutti. Tra poco farà 45 anni. Penso dipenda dal fatto che non riesce a rassegnarsi di andare per i 50 anni. Per lui è come se la vita "ormai fosse finita" (parole sue) e non ha più voglia di fare cose, tantomeno con me. Ci siamo allontanati, non usciamo più, non facciamo più nulla, non comunichiamo più, siamo in agonia, ci vedo pian piano morire dentro. È diventato egoista, vegeta tra lei e divano, dice che non sa se mi ama più e che si annoia a fare cose con me. Nell'ultimo anno abbiamo parlato più volte di 'avvocato' e valutato di separarci. Non è ciò che realmente vogliamo credo, ma è diventato tutto così insostenibile. Io ho ancora voglia di vivere,vorrei fare tante cose con lui ma sono esausta. Mi fa passare la voglia di iniziare la giornate, ho bisogno di sentirlo vicino ma mi sento di elemosinare la sua presenza e ormai credo sia riuscito a convincermi del fatto che "tanto l'amore non esiste, è solo roba dei film" (parole sue) . Sento che mi ha abbandonata. Prima eravamo "insieme" in qualsiasi cosa facessimo, adesso questa parola lo infastidisce ed è impronunciabile come la parola "amore". Ovviamente non serve aggiungere che non mi desidera più, credo sia implicito nel quadretto che ho dipinto. Alcuni dicono che è perché non abbiamo figli ma, la verità, non vedo poi tante coppie intorno che stanno meglio. A volte non capisco se è una fase normale della vita e dell'età che abbiamo intrapreso o se è il covid che ci ha cambiati in modo irreparabile. Ad oggi sento di portare addosso il peso di due esistenze, quando a stento porto avanti la mia. Anch'io mi vedo cambiata, faccio fatica a guardarmi allo specchio: le mie rughe di vecchiaia che incombe e il corpo che cambia in un modo che non è mai stato il mio, mi fanno desiderare ancor di più di lasciarmi andare. Ma ancora mi resta un barlume di voglia di vivere e sento di dover custodire la mia fiammella, prima che si spenga del tutto. Per quanto lo ami, sento di dovermi salvare. Sento che non riesco più ad essere la sua forza perché mi rigetta e dice di non aver bisogno di me e di nessuno, fatico a tenere lui a galla ma sono sfinita e piuttosto sento che lui mi stia portando a fondo. Sono 5 mesi che soffro di dolori fortissimi alla schiena e non dormo la notte. Dopo vari accertamenti nonostante stia facendo fisioterapia, mi rendo conto che la causa di tutto sia lo stress che vivo in casa da quasi due anni e questo malessere che mi attanaglia fino a farsi sentire impotente. Non so cosa mi aspetto da queste righe. Forse già il fatto di aver scritto forse mi fa sentire un po' più libera, ma tanto so già che una volta cliccato sul tasto 'invia', l'unico rifugio torneranno come sempre ad essere le mie lacrime. Credo che il viso ormai mi si sia corroso a forza di piangere. Non so se hai consigli per me ma...se già hai letto fin qui, ti ringrazio per la compagnia e per avermi ascoltata. È una cosa che mi manca da tanto ormai.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Maria 

Dal suo racconto si evince un disagio sia personale che di coppia, probabilmente il malessere personale di uno o di entrambi ha incrinato il rapporto, o al contrario un momento di crisi del rapporto ha portato disagio e sofferenza nel personale.

Credo sia per voi necessario affrontare un percorso di terapia di coppia che vi permetta di affrontare questi comportamenti disfunzionali per giungere poi con serenità ad una decisione comune, di proseguire insieme o da separati le vostre vite.

Spesso le problematiche aumentano quando la comunicazione viene meno e ci si allontana, con uno psicologo che vi aiuti a mediare le vostre comunicazioni potrete trovare uno spazio di coppia nuovo e sicuramente più produttivo.

Rimango a vostra disposizione anche per colloqui online.

Un caro saluto 

Dott.ssa Tricarico Valentina 

Dott.ssa Valentina Tricarico

Dott.ssa Valentina Tricarico

Genova

La Dott.ssa Valentina Tricarico offre supporto psicologico anche online

Salve Maria, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

Il Dott. Francesco Damiano Logiudice offre supporto psicologico anche online