Problemi di coppia

Difficoltà ad amare - Asperger

Valentina

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Buongiorno,

Il mio ragazzo è Asperger (a detta della sua terapeuta "ben inserito nella società"). Quello su cui voglio focalizzarmi è più il rapporto di coppia che dal mio punto di vista sembra abbastanza complesso.
Stiamo insieme da 3 anni, lui non è italiano ma parla benissimo la nostra lingua proprio perchè la sua grande passione sono le lingue. Abbiamo vissuto a distanza e poi io mi sono trasferita nel suo paese. Abbiamo vissuto in casa insieme per circa un anno, ma non soli perchè c'erano la sorella, il cugino, il fidanzato della sorella nella stessa casa. Quindi era impossibile avere pace e intimità.

Ora io ho deciso di vivere sola, perchè a detta sua "fa meglio alla coppia" (ovvero a lui) e per esasperazione. Gli aspie amano la routine (non so come sia per le relazioni, ma pare che la routine con me non gli piaccia molto). Ma quando vivevamo insieme, soprattutto, all'inizio sembrava quasi stufo di avermi tra i piedi, si lamentava, si sentiva agitato perchè non aveva il tempo per fare le sue cose. Quasi come se non fosse in grado di capire i sacrifici che avevo fatto, cambiando paese per stare più vicini e che all'inizio avevo bisogno di supporto e di una guida. Qualcosa nel tempo è cambiato e sembrava più accogliente nei confronti della mia presenza. La storia non cambia anche adesso da separati. Dice che vedersi 2 volte a settimana è tanto (a volte andiamo dal terapeuta di coppia e viene il sabato a casa mia, altre volte viene da me un'oretta dopo il lavoro e il sabato. Questa "routine" non è sempre rispettata).

Quando eravamo distanti, spesso non si faceva sentire per un giorno intero o a volte di più, il primo mese non ha nemmeno voluto fare una videochiamata per sentirci. Mi rispondeva alla sera tardi se tutto andava bene e basta. Gli ho sempre detto, di avvisarmi se voleva stare solo, ma se si sta in una coppia non può sparire quando gli fa comodo, tornare e pensare che tutto vada bene. E ultimamente rivendica questa libertà. Io non chiedo nulla, ormai sono diventata passiva, non ho più voglia di prendere iniziative, non chiedo di venire da me, gli lascio campo libero. E praticamente non ho chiesto nulla per quasi 2 anni. Non sono un'amica. Ma a volte sembra che lui mi veda così o che abbiamo un rapporto "fratello e sorella".

Un altro problema enorme è la sessualità, non c'è mai stato un rapporto completo, perchè "non voglio avere figli e i metodi contraccettivi non sono sicuri". Ovviamente, quando vivevamo insieme c'erano sempre problemi: la presenza degli altri, oppure "non mi manchi e quindi non mi sento attratto". La situazione poi è drasticamente peggiorata nel periodo Covid-19. E infatti me ne sono andata via di casa perchè era tutto insostenibile. Non è asessuale come alcuni aspie, perchè in sede separata, da solo ha una sessualità. Ma con un'altra persona è impensabile un rapporto che unisce di più. E molto spesso passa le giornate su Facebook a mettere i cuoricini alle ragazze (ma anche ai ragazzi). Ha più amiche femmine che maschi, e vede le femmine con più voglia. Ma in generale preferisce chattare che vedere di persona persino "il suo migliore amico" anche dopo mesi e mesi.

Io gli avevo proposto di vivere insieme per migliorare il rapporto di coppia perchè la routine lo aiuta, dato che non siamo adolescenti, gli ho dato una scadenza e ha fatto finta di nulla, l'ho dovuto pregare per avere una risposta. Ovviamente negativa, perchè se no "non gli manco".
Non mi ha mai detto "ti amo" ma dice di "essere innamorato", peccato che io mi sento molto confusa perchè i suoi atteggiamenti non sempre lo dimostrano e sono ambigui. Sono sempre stata molto paziente, comprensiva, l'ho spinto a fare terapia, ma sinceramente mi sento molto frustrata e stanca. Alcuni passi avanti ci sono stati ma sono così piccoli che è come se non cambiassero molto la relazione che per me inizia ad essere troppo difficile. Chiedo una relazione sana e normale e ricevo briciole.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Il problema degli asperger, come per gli autistici in generale, è proprio quello relazionale. per cui quello che accade non deve meravigliarla. Occorre una buona dose di pazienza e coregolazione. E' necessario un supporto psicologico per lui ma anche per la coppia. Quando lei dice "voglio un rapporto normale" lei deve considerare che ha a che fare con una persona che ha difficoltà proprio con i rapporti. Deve mettere in conto frustrazioni e delusioni. Si chieda anche se la sente di portare avanti una relazione piuttosto difficile. Interroghi se stessa sulla forza dei suoi sentimenti e sulle risorse emotive che lei ha per sostenere questa relazione.

Gentile Valentina, il problema c'è e mi sembra evidente. Il suo fidanzato ha una difficoltà ad entrare in una certa connessione di relazione emotiva, e deve appoggiarsi al suo stile di funzionamento, che prevede la routine, ma anche una schermatura nelle relazioni affettive, amicali etc. Da quello che dice si vede quanto ha fatto lei, quante iniziative sono state prese da lei, e quanto abbia forse l'aspettativa che facendo o coinvolgendolo, lui poi arrivi, riesca ad adeguarsi in qualche modo alle sue richieste. Le direi che ho l'impressione che lui ha già fatto gli sforzi che ha potuto, e che non si senta o non ce la faccia a fare di più. Perché non fermarsi un momento, e chiedersi che significato sta assumendo per lei questa relazione? È ancora sensato andare avanti con la convinzione di mantenere una relazione amorosa? avrà desiderio che qualcuno, che l'altro faccia dei passi verso di lei?  Perciò stia attenta a non "svuotarsi" in una relazione, che per forze maggiori, non può avere una soddisfacente reciprocità.


Per il resto le faccio un mondo di Auguri,


Dr. Cameriero Vittorio 

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