Mia moglie mi tradisce, cosa fare?

Giorgio

Buongiorno, oggi ho avuto la conferma del fatto che mia moglie non solo è molto attratta e legata ad un altro ma mi tradisce anche fisicamente. Avevo avuto già sentore dell'attrazione chiedendole e parlandoci la sua risposta è sempre stata che gli piace la fa stare bene ma niente altro. Ma oramai da mesi, non sapendo cosa facesse anche nel resto della giornata lavorativa (essendo un suo collega), mi sono sorti dubbi in seguito ad aver letto alcune suoi appunti: usciva dal lavoro e andava a fare "2 chiacchiere con lui a prendere un aperitivo" ecc e tornava a casa tardi, non rispondeva a messaggi e telefonate...tutto questo con 2 bimbi piccoli che ovviamente stavano tutto il tempo con me con notevole anche stanchezza (sono ancora piccoli 3 e 6 anni). altre volte andava a cena fuori e tornava la notte tardi (2-3 di notte con mia conseguente arrabbiatura) e tanti altri segnali inequivocabili da lei negati.
Oggi l'ho ribeccata sotto casa del collega (era già successo una volta che avevo la sensazione della balla..di beccare la sua auto sotto casa e successiva litigata)...storia che ho scoperto io, senza che lei mi dicesse nulla, che va avanti dall'estate scorsa.
Questa la premessa di una situazione in cui se fosse solo un tradimento fisico, saprei affrontare e magari superare, ma ciò che mi fa male ed arrabbiare è stato sentire dire da lei, che il problema sono io che l'ho trascurata, non l'ho fatta sentire amata ecc..tutti i classici motivi che riguardano le donne (scusate la generalizzazione). Ma c'è un ma: quello che le ho sempre detto è che nonostante mi dispiacesse che la facessi sentire così non è per mancanza di amore, attenzioni ma per tutto quello che ci è successo negli ultimi anni e soprattutto dalla nascita dei nostri figli: lei lavorava lontano ed io a Roma, voleva che prendessi un'astensione per alcuni mesi dal lavoro per stare con lei al nord, perchè si sentiva abbandonata (nonostante prendessimo periodi di ferie per stare insieme e vederci tutti i fine settimana), le spiegavo che non potevo perdere lo stipendio per mesi e parte del premio perchè avevo un mutuo da pagare (che lei si è ben guardata dal dirmi..paghiamolo insieme). mentre era al nord io ho dovuto affrontare da solo (non avendo nessun altro parente) una grave malattia di mia mamma rimasta paralizzata, problemi legati a beghe economiche dei miei, una bimba piccola da tenere (quando non riuscivano i nonni che vivono nel sud italia a tenerla) ad un anno e mezzo, a cui quasi contemporaneamente si è aggiunta quella di mia zia, sola che mi sono dovuto prendere in carico con altre problematiche impegnative(nomina del tribunale assistenti sociali forze dell'ordine psichiatri, che mi cercavano anche il giorno del funerale di mia mamma, debiti, badanti ricoveri ecc, vicini infastiditi che mi chiamavano giorno e notte). Problemi della quotidianità, lavoro distante insomma uno stress continuo costante affrontato da solo senza l'appoggio di mia moglie e poi il 2° figlio, ed io che come con il 1° tutte le notti mi dovevo svegliare per aiutarla nell'allattamento, io che poi mi dovevo svegliare presto per portare la bimba al nido e tornare presto altrimenti si sentiva sola, io che poi una volta che ha ripreso il lavoro, mi dovevo prendere i bambini la mattina lavarli vestirli farli mangiare portarli al nido e scuola e riprenderli il pomeriggio, sempre con una zia malata da seguire. La notte sempre io da 5 anni li metto a dormire e gli leggo le favole (e lei a chattare con i suoi flirt) io vado dai bimbi che si svegliano 2/3 volte di notte per un sogno, un malessere o che vengono da me durante la notte ecc, alla fine dormendo poco male oramai da anni. io che mi devo prendere sempre sulle spalle la risoluzione dei problemi o affrontare le cose più gravose...per poi arrivare esausto la sera. vero in questo ho dato tutto me stesso alla famiglia, ai miei figli, a cercare di alleggerire mia moglie, a curarmi dei mie genitori anziani ed unico parente rimasti della mia famiglia di origine e non riuscire a dedicarmi a lei, ad arrivare talmente sfinito, anche dall'insofferenza e dalle richieste di mia moglie, di aver avuto (ahimè me ne sono reso conto dopo + di un anno) un calo del desiderio (ho fatto di recente delle analisi ho il testosterone bassissimo) per cui mia moglie, nonostante cercassi di spiegarle che mi sentivo stanco, che non avevo desiderio in generale neanche per altre donne, non si sentiva amata, gratificata.
In tutto questo ad ottobre si presenta l'occasione per trasferirci in un comune più piccolo vicino Roma, che ci permette di poter stare insieme nell'affrontare la quotidianità, spostamenti brevi e veloci (contro i miei 80km giornalieri in scooter) meno stress, incidenti, e possibilità di avere un pò più di serenità e tempo da dedicale alla coppia. Quando prendiamo la decisione, mi dice che forse abbiamo dei problemi come coppia e le dico che ora con più calma si potranno affrontare, che potremo dedicarci noi e riavvicinarci, avendo fatto l'errore di venir risucchiati da tutti i problemi che abbiamo avuto negli ultimi anni.
Ottengo il trasferimento nella sua sede lavorativa, vendo la mia casa, ne compro una nuova quasi per intero io senza mutuo e lei poco prima del rogito mi dice che forse non mi ama più, tracollo provo a farle il quadro della situazione, a dirle di provare a vedere se riusciamo a recuperare il nostro rapporto la nostra coppia, di andare in terapia (lei è psicoterapeuta familiare tra l'altro), la sua risposta è stata: no, non voglio non mi interessa. Allora mi sorge il dubbio che questa sua fermezza, questo suo cercare sempre una conferma della sua decisione, dipenda dal fatto che è innamorata dell'altro, che le da la spinta e la forza di voler troncare tra noi,e le chiedo di metterlo in disparte per un pò..di provare a dedicarsi alla coppia, a noi e mi risponde..ma non so. poi è sembrato allentare con l'altro anche non mi convinceva, mi ha chiesto di andare a vedere insieme l'arredamento per la casa (ovviamente a mio carico..) insomma mi sembrava che cercasse di stare nella coppia.. Ho cercato in questi mesi, di dedicarmi a lei...ma mi teneva lontana, non mi fa avvicinare troppo...allora mi sorge il dubbio...forse mi vuole solo far calmare visto che l'avevo scoperta e così stamattina la ribecco da lui. ora mi ritrovo ad aver impegnato tutti i miei soldi in una casa in comunione di beni, aver acquistato (sempre io) una parte di arredo, ho accettato nell'ottica di darle un segnale di credere nella coppia, vedere se riprendendo una progettualità si riusciva a ritrovare un percorso in comune..ora non so che fare, le chiederò cosa vuole, se vuole del tempo per capire, se vuole separarsi o comunque dare un taglio...a parole mi ha sempre detto che in caso avremmo venduto la casa e fatto un affido condiviso ma non mi fido...cosa fare? parlare e provare a capire se c'è un margine o troncare cercando di non perdere troppo (oltre alla famiglia)?
G.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Caro Giorgio,

leggendo la tua storia ho immaginato davvero tanta fatica! Racconti come ti sei impegnato costantemente per supportare la tua famiglia, anche facendo delle scelte difficili.

Scrivi di essere sfinito e al tempo stesso ti chiedi come comportarti nei confronti di tua moglie, che non sembra aderire alle tue richieste volte ad affrontare le vostre problematiche di coppia.

Ecco, io proverei proprio a ripartire da te. Tu come ti senti? Cosa vorresti per te? Ti stai prendendo molta cura della tua famiglia e questo certamente ti fa onore...al tempo stesso ti chiedo: ti stai prendendo abbastanza cura di te?

Racconti di aver proposto a tua moglie un percorso di terapia di coppia e che lei ha rifiutato. Hai pensato ad un percorso per te?

Forse fermarti un attimo a riflettere su cosa può essere buono per te in questo momento può aiutarti anche a fare chiarezza sul modo in cui comportarti in questa delicata situazione. Questi perché non esiste un modo giusto in assoluto per gestire quello che ti sta accadendo. Esiste il tuo modo, che è quello che ti farà stare il meglio possibile qualunque sia la decisione che prenderai.

Ti sono vicina!

In bocca al lupo per tutto!

Gentile signore, 

la situazione mi sembra troppo intricata e complessa perché lei pensi di poterla risolvere con un consiglio sul da farsi. Tra l'altro in psicoterapia il consiglio è tra gli strumenti meno efficaci. Piuttosto penso che dovrebbe richiedere un aiuto clinico, consultando uno psicologo psicoterapeuta attraverso un rapporto professionale.

Mi sembra che lei abbia investito molte energie nella relazione e negli impegni familiari, forse occorre valutare se ci sia sufficiente reciprocità nella coppia e se lei sia in grado di porre in essere comportamenti sufficientementi assertivi. In caso negativo occorrerebbe perseguire questi obiettivi. Le terapie brevi possono essere molto veloci nell'ottenerli, ma comunque necessitano di un rapporto paziente-terapeuta e di un certo tempo, seppur breve.

Cordiali saluti

Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

La Dott.ssa Valentina Sciubba offre supporto psicologico anche online

Buonasera Giorgio

vi trovate in una situazione veramente complessa. E' difficile prendere decisioni su due piedi, credo sia opportuno che lei e sua moglie svolgiate una consulenza di coppia, anche breve di 4 incontri. Vi consiglio di rivolgervi ad uno psicoterapeuta di coppia esperto in psicoterapia di coppia, che è abile a trattare proprio i vostri temi.

Se vuole Giorgio mi contatti pure, possiamo avere un primo consulto telefonico del tutto gratuito.

Grazie per essere stato così dettagliato! Da ció che dice posso solo immaginare la sua frustrazione, la sua delusione e la rabbia per quanto ha investito nel rapporto di coppia... le sono vicina... ciô che mi sento di consigliarle è di cercare di capire se sua moglie vuole provare a ricucire i problemi tra voi... nel caso foste entrambi d’accordo consiglio una terapia si coppia, che potrà sostenervi, mentre insieme cercate di ricostruire il vostro rapporto! Le faccio un gran in bocca al lupo!

Che fare G.?

Leggendola si capisce che si è speso generosamente nell'intento di rispondere a diverse esigenze, tutte molto sentite, mi verrebbe da dirle "correndogli dietro". Allo stesso tempo sembrerebbe proprio che sua moglie si sia mossa in modo diverso, fumoso e parallelo, disattendendo la sua aspettativa d'essere riconosciuto e apprezzato per la dedizione che ha dimostrato. Adattarsi e provare a recuperare il recuperabile, o accettare di perdere (sperando non troppo): come dire, non disperdere l'idea che questa sua dedizione ed impegno siano stati importanti... non disperdere l'idea che lei sia stato in grado di rimettere insieme i pezzi; oppure lasciare che i pezzi si ritrovino sfaldati tra loro... lasciare che i pezzi assumano rispettivamente la responsabilità delle loro direzioni.

Forse c'è una terza via. Provo a proporle la possibilità di rileggere questi eventi come qualcosa che è successo a-lei, ma anche in-lei, provando a riconoscere e dar asilo a questi aspetti ai quali solo lei è in grado di dare rilievo e senso. E da lì cominciare a rinarrare la sua storia e concedersi di immaginare il suo continuo. 

In ogni caso, i miei migliori auguri.