Problemi di coppia

Mio marito è malato di sesso, cosa fare?

elisa

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Buonasera, mi chiamo elisa e sono mamma di 2 bambini uno di 3 anni e uno di 15 mesi- il loro papà nonché il mio compagno non vive con noi e viene solo nel weekend perchè lavora in un altra città. Questo ha comportato diverse rotture tra noi a causa dei suoi ripetuti tradimenti. L'uomo in questione ha una forte dipendenza dal sesso e tramite chat annunci e sociale network vivera una vita parallela con altronome e altro cell. X questa dipendenza è seguito da uno psichiatra che gli ha diagnosticato una psicopatia. In poche parole dice che è uno psicopatico. Io ho sempre cercato di salvare la nostra relazione anche sé molto difficile.. Quando viene qui si comporta bene e mi aiuta molto. Ma quando è nell'altra città continua ad avere un altra vita.. Io me ne sono accorta e lui pur di non parlarmene mi ha lasciato.. In tutti i sensi ci ha lasciati qui come degli scemi a me e ai bimbi venerdì sera non preoccupandosi di niente e rendendosi irreperibile x 3 giorni. Ora come mi comporto con i bimbi? E' bene che lui venga a trovarli e li chiami o è meglio che vivano la loro visita senza senza avere rapporti con lui? Non so cosa è meglio x il loro bene

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora,

anzitutto le consiglio vivamente di dire al suo compagno di affiancare alla cura farmacologica una psicoterapia da parte di uno psicologo psicoterapeuta, perché molto più formato in problematiche psicologiche di uno psichiatra. In secondo luogo, anche se lei volesse interrompere il rapporto con quest’uomo, egli rimane pur sempre il padre dei suoi figli ed in genere è meglio un padre con molti difetti che un padre assente.  Sia il padre che i figli hanno diritto a vedersi e frequentarsi, a meno che la situazione non sia di nocumento grave.

Cordiali saluti.

Gentile Elisa, la domanda che Lei ci pone, a mio avviso, tiene conto di due aspetti di questo stesso uomo e una relativa valutazione rispetto al ruolo di compagno, da una parte, e di padre dall'altra. Considerando l'aspetto di coppia, da quanto lei stessa ci riferisce, il suo compagno non può certo essere considerato un uomo fedele e dedito ad un rapporto esclusivo. Verosimilmente, la numerose rotture con vari ripensamenti la mettono nella giusta posizione di dubitare della sua fiducia e della sua affidabilità nella coppia. Ovviamente sta a Lei la scelta di comprendere quanto è disposta ancora, ad aspettare e/o ad accettare le sue pause di riflessione.Ogni coppia ha il proprio equilibrio, spesso incomprensivo agli occhi degli altri. La cosa più sgradevole, a mio avviso, è che questa continua altalena affettiva e relazionale, purtroppo, si ripercuote anche nel rapporto con i figli che, come la mamma, attendono che il padre li cerchi o li vada a trovare. Fermo restando che i due ruoli di compagno da una parte e padre dall'alto, bisognerebbe cercare di mantenerli, il più possibile, separati, al fine di tutelare in primis i figli e la pacifica cogestione delle funzioni genitoriali, rimango dell'avviso che i figli hanno bisogno del padre, di questo padre, che Lei Elisa ha scelto per loro. Ovviamente una cosa che Lei stessa potrà fare, utilizzando l'intelligenza che ogni mamma dovrebbe avere, è di cercare di far capire a questo uomo che, al di la del vostro rapporto di coppia, è importante che Lui come padre, con i propri figli ci sia, la sua presenza oggi sarà garanzia di un rapporto affettivo anche in futuro. Anche in termini più prettamente giurisprudenziali, oggi, si è certi che i figli abbiano bisogno di entrambi i genitori, si parla prevalentemente di affido condiviso, anche laddove uno dei due sia carente. Pertanto; se questo uomo sarà cosi intelligente da voler accogliere il suo suggerimento ben venga, se altrimenti non volesse curarsene stia tranquilla perchè i figli sono attenti osservatori e con il tempo, purtroppo per Lui, tireranno le somme. Fiduciosa in un buon esito della sua vicenda...... Cordialmente la saluto!

Salve, sicuramente non è una situazione facile. Credo che la prima cosa che tu debba fare per tutelare te ed i tuoi figli sia una separazione.  I bambini sono già abituati a vedere il padre poco tempo, questo potrebbe rendere più facile spiegare e abituarsi alla situazione.  La separazione non implica necessariamente che non potrà vedere i figli, ma sicuramente ti tutela da comportamenti imprevedibili da parte sua

Dott. Antonio Mallamo Catanzaro (CZ)

Cara Elisa,


partirei da 2 premesse, ovvero la diagnosi di psicopatico affibbiata a suo marito mi pare alquanto generica e , se presa alla lettera, decisamente eccessiva. la seconda premessa è , che a mio parere, per le mie convinzione e per esperienza occorre che i soggetti più deboli in questa situazione triangolare (padre-madre-figli) sono i figli , a cui occorre dare la precedenza come salvaguardia, perchè non vengano danneggiati nel loro sviluppo affettivo, come queste situazioni conflittuali spesso determinano. Non bisogna dimenticare che il modello interno di identità personale e poi di coppia , viene mutuato in massima parte  dai genitori e dalla relazione che tra loro intercorre .La recezione della armonia o disarmonia ambientale è già attiva dalla più tenera età e ,si ipotizza, anche in periodo prenatale.  Quindi, intanto, necessario che i vostri conflitti non siano vissuti a cielo aperto, alla presenza dei figli e che ognuno racconti loro il partner nei termini positivi che occorre pur  individuare.

Detto questo ....cosa fare ? In una relazione esiste un dogma psicologico che ci racconta che le responsabilità vanno sempre divise in due, se in suo marito mi pare si possa  riscontrare , non una psicosi, ma una alterazione nello  sviluppo psico-sessuale,  problematico,   comprese fissazioni ed atteggiamenti infantili di stampo narcisistico, lei dovrebbe lavorare su cosa significhi una accettazione rassegnata a simile menage, quali "guadagni secondari" le provoca e quale tendenza alla sofferenza si possa essereinstaurata in lei e perchè . Credo che un buon aiuto psicologico, anche di tipo esistenziale,  per entrambi potrebbe dissolvere questa impostazione psico-esistenziale complicata , ma abbastanza classica. Tenga conto che il suo compagno ha altrettanto bisogno di aiuto di quanto lo abbia lei. Terapia di coppia ?  Io penso che in queste situazioni è complicatissimo agire in due, ci deve essere uno dei partner che si prende la responsabilità pressoché totale di iniziare un percorso, che inevitabilmente, poi,  avrà un riflesso positivo sull'altro, oltre che, comunque, su lui stesso . Nel raccomandarle ancora  la salvaguardia dei figli, sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. In ogni caso gradirei  un suo riscontro di come ha accolto i miei suggerimenti , in senso positivo o negarivo, questo riscontro costituisce l'unico corrispettivo al mio impegno. Grazie

 

 

Dott. Antonello Carusi Pescara (PE)

Sarebbe importante anzitutto che tra lei e il suo compagno si ripristini un dialogo sincero, che probabilmente manca da molto tempo, se non da sempre, nel rapporto tra voi. Da come Lei si presenta sembra che la sua identità attualmente ruoti quasi soltanto attorno all'essere "madre dei suoi due bambini", e anche la richiesta con cui conclude la sua Domanda conferma questo: si chiede cosa sia meglio per il loro bene. E' una domanda leggittima e importante, ma non meno importante di altre domande, quali ad es: Cosa è meglio per il bene di Lei e del suo compagno? Continuare con inganni e sotterfugi tra voi o affrontare coraggiosamente la necessità di comunicare più apertamente? E' possibile tra voi un confronto schietto e sincero? Confrontarsi sui bisogni, le paure, i desideri ... di ciascuno di voi in quanto "coppia" (se ancora si può parlare di coppia) e in quanto singola "persona". Non è facendo di lui uno "psicopatico" patentato (grazie alla "diagnosi" dello specialista) che si risolvono i problemi in questione. Nè Lei può pensare di "salvare" la relazione tra di voi escludendolo dalla vita dei suoi figli. Una cosa di cui per'altro non ha il diritto, pur essendo la loro madre. Lei non ha bisogno di aiuto meno del suo compagno, almeno per provare a trovare (o ri-trovare) la "sè stessa" che sembra attualmente interamente smarrita, oscurata dalla "madre", che pure è.

Dott. Giuseppe Cesa Mantova (MN)

Ho letto con attenzione la lettera di Elisa. È interessante notare come già nel presentarsi compie il lapsus di scrivere il proprio nome con l'iniziale minuscola. Potrà anche essere una svista ma può anche significare che Elisa si è veramente annullata per poter portare avanti la sua realtà; come del resto il racconto ci conferma. Sarebbe sicuramente interessante e utile per Elisa capire come mai è arrivata sino a questo punto: "chi non conosce la storia è condannato a ripeterla." Diceva qualcuno. Al punto attuale, generalmente le persone tendono ad oscillare tra opzioni estreme come il persistere nel proprio annullarsi sperando di … o il troncare tutto quasi volendo cancellare l'altro per sé ed i figli. Credo che entrambe le opzioni siano irrealizzabili, che una marea di persone le abbia inutilmente e rabbiosamente perseguite … e, in questi casi, tentare nuoce. Forse andrebbe semplicemente preso atto che l'altro non è in grado di dare di più, non è all'altezza. Questo significa rinunciare a lui che non è, e forse non sarà mai, quello che si cercava. Rinunciare al proprio sogno, comunque, non significa impedirgli di svolgere quel poco di funzione paterna che è in grado di fare. Questa posizione, ovviamente, richiede una certa fatica, capacità di riassestarsi e fiducia nel futuro.          

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

In merito al suo racconto oltre a pensare al bene dei suoi figli, pensi anche al bene per sè stessa, è davvero il compagno della sua vita? Può se ne ritiene opportuno rivolgersi in privato ad un collega che può aiutarla nel trovare risposte alle sue domande. La relazione con il proprio padre è importante per i bambini, perciò non li escluda dalla vita del loro padre, ma cercate un modo per non perdere definitivamente le relazioni tra di voi. Spero di essere stata utile cordiali saluti.

Dott. Costanzo Frau Cagliari (CA)

 

Gentile Elisa,

posso immaginare il suo stato emotivo e le sue difficoltà nel cercare di mettere in atto quello che reputa essere il comportamento più adeguato. In questa situazione critica cercherei di non interferire nel rapporto tra il papà e i due bambini, i quali hanno sicuramente bisogno di questa figura. Cercherei inoltre di cogliere eventuali stati emotivi dei suoi figli e di fronte alle domande rispondere sinceramente, dicendo loro che tra lei e suo marito ci sono attualmente delle difficolta`di cui state discutendo.

Questo è il consiglio che mi sento di darle nella limitazione dello scambio con dei messaggi scritti

Saluti 

Salve Elisa,

non credo che suo marito debba perdere il suo ruolo di padre, certo farlo rispettando determinati parametri e regole e sempre che si comporti nel modo giusto con loro. Credo lei debba riflettere su questo, se secondo lei suo marito ha un rapporto educativo con i propri figli oppure no. Stabiliteli insieme , se ci tiene veramente ai suoi figli li rispettera'.

Cordiali saluti

Dott. Stefano Alberto Genova (GE)

Gentile signora Elisa, la "psicopatia" descrive una configurazione di personalità con problematiche inerenti non solo la sfera sessuale ma, in particolare, riguardanti la gestione dell'aggressività e l'assenza di empatia; tutto ciò influenza e compromette seriamente una normale conduzione delle relazioni interpersonali, sia da parte del soggetto che ne è affetto sia delle persone intorno a lui. Se di questo si tratta sarebbe meglio che ne parlasse approfonditamente con uno psicoterapeuta in grado di aiutarla, a maggior ragione visto che sono coinvolti 2 minori. E' molto positivo che il suo compagno si stia facendo seguire da uno psichiatra ma, dal canto suo, le gioverebbe iniziare un percorso di terapia in parallelo (individuale o, in sinergia col partner, di coppia) per acquisire alcuni strumenti personali che possano chiarirle i molti dubbi e supportarla nelle delicate scelte decisionali che riguardano la sua famiglia. I bimbi avrebbero bisogno di entrambi i genitori ma, al di là dell'affermazione lapalissiana, questo può essere molto difficile da realizzarsi; in tal caso, il genitore che li ha in carico, dovrebbe cercare di fornir loro tutta una serie di risposte in linea coi loro bisogni evolutivi (affetto, rassicurazione, protezione, incoraggiamento, stima, ascolto, valore, ecc. ecc., ovvero un ampio spettro di bisogni emotivi, cognitivi, pulsionali, relazionali, ...) senza la pretesa di essere perfetto, e senza dimenticarsi dei propri ...

Spero che questo mio commento possa esserle da stimolo a trovare una soluzione adatta alle sue esigenze.

 

Gentile Elisa,

Lei sapeva da tempo di questa "dipendenza" del compagno dalla sessualità ("ripetute rotture a causa dei tradimenti"), nonostante ciò sono nati due bimbi.

Lui è in cura, ma gli esiti non saranno a breve e dipenderanno dall'impegno del soggetto.

O Lei accetta la situazione, pensando che non è lui ad essere cambiato bensì la Lei, nella Sua sopportazione della cosa, oppure vi lasciate come coppia conservando una genitorialità condivisa.

E' ovvio che per i bimbi è ottimale crescere con ambedue i genitori presenti serenamente nella loro vita, anche se non più coppia.

 

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